Parte 1 (modA) · Matematica Discreta · Canali A, B e C · Lezione D03
Prodotto cartesiano e relazioni di equivalenza
Come si mettono in fila due oggetti, quando l'ordine conta, e come si costruiscono tutte le coppie possibili. Poi come si descrive un legame tra gli elementi di un insieme, e perché i legami del tipo «essere dello stesso tipo» dividono sempre l'insieme in gruppi.
Libro
A. Mori, Lezioni di Matematica Discreta, cap. 1, pp. 13–15, e appendice A, pp. 153–155
Docenti
Andrea Mori (canale B), Ignazio Longhi e Lea Terracini (canali A e C) · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre il libro
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
La lezione in 7 punti
Una coppia ordinata è fatta di due oggetti messi in fila, il primo e il secondo. A differenza di un insieme, qui l'ordine conta: la casella B3 della battaglia navale non è la casella 3B.
Il prodotto cartesiano di due insiemi è l'insieme di tutte le coppie che si possono formare prendendo il primo oggetto dal primo insieme e il secondo dal secondo. Se gli insiemi hanno 3 e 4 elementi, le coppie sono 3⋅4=12.
Una relazione in un insieme è una scelta di alcune coppie: dice quali elementi sono «legati» tra loro. «Divide», «è minore di», «è nato nello stesso mese di» sono relazioni.
Una relazione può avere quattro proprietà: ognuno è legato a sé stesso (riflessiva); i legami valgono nei due sensi (simmetrica); due elementi diversi non sono mai legati nei due sensi (antisimmetrica); i legami si passano lungo una catena (transitiva).
Una relazione di equivalenza è riflessiva, simmetrica e transitiva: vuol dire «essere dello stesso tipo». Un esempio da ricordare: due interi sono equivalenti quando la loro differenza è un multiplo di 3.
Ogni equivalenza divide l'insieme in gruppi, le classi di equivalenza, e questi gruppi formano una partizione: sono i cassetti della lezione D02.
All'esame la domanda 2 del quiz chiede quasi sempre di riconoscere un elemento del prodotto cartesiano. Le classi di equivalenza tornano più avanti nel corso, con le classi di resto.
Canali A, B e C
Matematica Discreta ha lo stesso programma e la stessa prova d'esame nei canali A, B e C: questi appunti valgono per tutti e tre. Nel canale B è la lezione di lunedì 05/10/2026 con Andrea Mori. Al momento in cui scrivo gli argomenti di questa lezione non sono ancora sul Moodle del canale B: li ho ricostruiti dall'ordine del libro, che riprende da dove si era fermata la lezione D02, e dal diario dell'anno scorso, in cui la terza lezione era dedicata alle relazioni di equivalenza e alle partizioni. Il libro mette le relazioni nell'appendice A, pp. 153–155. Quando il docente pubblica gli argomenti, controllo e aggiorno.
§1
Coppie in cui l'ordine conta
p. 13
Nella battaglia navale ogni casella ha un nome fatto di due pezzi: una lettera per la colonna e un numero per la riga. «B3» vuol dire colonna B, riga 3. Se un giocatore dice «3B» non si capisce, oppure si capisce una casella diversa: i due pezzi hanno un posto fisso, prima la colonna e poi la riga.
Al cinema succede lo stesso con «fila 5, posto 12»: se scambi i due numeri, ti siedi nel posto sbagliato.
L'idea
Una coppia ordinata è fatta di due oggetti messi in fila: c'è un primo e c'è un secondo, e scambiarli cambia la coppia.
Una coppia ordinata si scrive con le parentesi tonde e la virgola: (B,3) si legge «la coppia B, 3». L'oggetto a sinistra si chiama prima componente, quello a destra seconda componente.
Le tonde servono proprio a distinguere la coppia da un insieme. Con le graffe l'ordine non conta, come hai visto nella lezione D01: {2,5} e {5,2} sono lo stesso sacchetto. Con le tonde l'ordine conta:
(2,5)=(5,2)
Il simbolo = si legge «diverso da».
Due coppie sono uguali solo se coincidono pezzo per pezzo: stessa prima componente e stessa seconda componente.
(3,7)=(3,7): tutti e due i pezzi coincidono.
(3,7)=(7,3): i pezzi sono gli stessi, ma in posti diversi.
(3,7)=(3,8): la prima componente coincide, la seconda no.
Un'altra differenza con gli insiemi: in una coppia lo stesso oggetto può comparire due volte. (4,4) è una coppia vera, con il 4 al primo e al secondo posto, come la casella «riga 4, colonna 4» di una scacchiera. Invece {4,4} è solo un modo lungo di scrivere {4}, un sacchetto con una tessera.
Trappola · Tonde e graffe non sono la stessa cosa
(1,2) è una coppia, {1,2} è un insieme con due elementi. Nelle domande del quiz compaiono tutte e due le scritture, e le risposte sbagliate scambiano spesso una con l'altra.
Prova tu
Quali di queste uguaglianze sono vere? (a) (1,2)=(2,1); (b) {1,2}={2,1}; (c) (5,5)=(5,5); (d) {5,5}={5}.
(a) Falsa: nella coppia l'ordine conta. (b) Vera: nell'insieme l'ordine non conta. (c) Vera: stessi pezzi negli stessi posti. (d) Vera: in un insieme un elemento ripetuto conta una volta sola.
Da ricordare
Una coppia ordinata (a,b) ha un primo e un secondo: (a,b) e (b,a) sono diverse se a e b sono diversi.
Due coppie sono uguali quando coincidono pezzo per pezzo.
Tonde per le coppie, graffe per gli insiemi.
§2
Tutte le coppie possibili: il prodotto cartesiano
p. 13
Prendi una battaglia navale piccolissima, con tre colonne A, B, C e due righe 1, 2. Quante caselle ci sono? Per ogni colonna ci sono due righe, quindi le caselle sono sei:
colonna A
colonna B
colonna C
riga 1
(A,1)
(B,1)
(C,1)
riga 2
(A,2)
(B,2)
(C,2)
L'insieme di tutte le caselle si costruisce così: prendi l'insieme delle colonne {A,B,C}, l'insieme delle righe {1,2}, e forma tutte le coppie possibili «colonna, riga».
L'idea
Il prodotto cartesiano di due insiemi è l'insieme di tutte le coppie che hanno il primo pezzo nel primo insieme e il secondo pezzo nel secondo.
Il prodotto cartesiano si scrive con una croce tra i due insiemi: A×B. Si legge «A per B», oppure «A cartesiano B». Il nome viene da Cartesio, il matematico delle coordinate.
Un esempio, un passo alla volta
Prendi A={1,2,3} e B={6,7}. Per scrivere A×B senza dimenticare niente conviene un metodo fisso.
Prendi il primo elemento di A, cioè 1, e mettilo in coppia con ogni elemento di B: (1,6) e (1,7).
Passa al secondo elemento di A, il 2: (2,6) e (2,7).
Poi il 3: (3,6) e (3,7).
Gli elementi di A sono finiti: hai finito.
A×B={(1,6),(1,7),(2,6),(2,7),(3,6),(3,7)}
Il risultato è un insieme, con le graffe, e i suoi elementi sono coppie, con le tonde. Le coppie si possono elencare in qualunque ordine, perché sono elementi di un insieme; ma dentro ogni coppia l'ordine è fisso: prima il pezzo di A, poi quello di B.
Ora scambia i due insiemi. In B×A il primo pezzo viene da B e il secondo da A:
B×A={(6,1),(6,2),(6,3),(7,1),(7,2),(7,3)}
Nessuna coppia di B×A sta in A×B: per esempio (6,1) ha il 6 al primo posto, e il 6 non sta in A. Quindi in generale A×B e B×A sono insiemi diversi.
12367B(1,6)(2,6)(3,6)(1,7)(2,7)(3,7)67A
A×B con A={1,2,3} e B={6,7}: ogni punto è una coppia, prima componente in orizzontale, seconda in verticale
Guarda la figura: le coppie si dispongono su una griglia, come le caselle della battaglia navale. Ogni colonna corrisponde a un elemento di A, ogni riga a un elemento di B.
Il libro scrive così la definizione.
Definizione 1.23 · Prodotto cartesiano
Siano A e B insiemi. Si definisce prodotto cartesiano di A e B e si denota A×B l'insieme i cui elementi sono coppie di elementi con il primo elemento in A ed il secondo in B, ovvero
A×B={(a,b) tali che a∈A e b∈B}.
Come si legge. La riga con le graffe dice: «il prodotto è fatto delle coppie (a,b) con il primo pezzo in A e il secondo in B». Il simbolo ∈ si legge «appartiene a», cioè «sta nell'insieme». Per controllare se una coppia sta in A×B bastano quindi due domande: il primo pezzo sta in A? il secondo pezzo sta in B? Servono due sì.
Il prodotto di un insieme per sé stesso
Niente vieta di prendere due volte lo stesso insieme. A×A, che si scrive anche A2 e si legge «A al quadrato», è l'insieme delle coppie con tutti e due i pezzi in A. Con A={1,2}:
A×A={(1,1),(1,2),(2,1),(2,2)}
Qui compaiono sia (1,2) sia (2,1), che sono coppie diverse. Compaiono anche le due coppie con i pezzi uguali. Questo prodotto servirà tra poco per le relazioni.
Quando un insieme è vuoto (p. 13)
Se A è vuoto, non c'è niente da mettere al primo posto, quindi non si forma nessuna coppia. Lo stesso se è vuoto B:
∅×B=∅A×∅=∅
Il simbolo ∅ si legge «insieme vuoto». Al contrario, se tutti e due gli insiemi hanno almeno un elemento, con quei due elementi si forma una coppia. Quindi il prodotto non è vuoto.
Prova tu
Scrivi {a,b}×{0,1,2}. Quanti elementi ha? La coppia (0,a) ci sta?
{(a,0),(a,1),(a,2),(b,0),(b,1),(b,2)}: sei elementi. (0,a) non ci sta, perché il primo pezzo deve stare in {a,b} e 0 non ci sta.
Con A={1,2} e B={2,3}, la coppia (2,2) sta in A×B? E in B×A?
Sì, in tutti e due: 2 sta sia in A sia in B, quindi va bene sia al primo sia al secondo posto.
Da ricordare
A×B è l'insieme di tutte le coppie con il primo pezzo in A e il secondo in B.
Per scriverlo: fissa un elemento di A, accoppialo con tutti quelli di B, poi passa al successivo.
In generale A×B e B×A sono diversi; se uno dei due insiemi è vuoto, il prodotto è vuoto.
§3
Quante sono le coppie
pp. 13–14
Torna alla battaglia navale piccola: 3 colonne e 2 righe danno 6 caselle. Una battaglia navale vera ha 10 colonne e 10 righe, quindi 100 caselle. Le caselle sono il numero delle colonne moltiplicato per il numero delle righe, perché formano un rettangolo.
L'idea
Il numero delle coppie è il numero degli elementi del primo insieme moltiplicato per il numero degli elementi del secondo. Per ogni primo pezzo ci sono tutti i secondi pezzi possibili.
Ricorda dalla lezione D02 che ∣A∣ si legge «cardinalità di A» e vuol dire «quanti elementi ha A». Con questa scrittura la regola è ∣A×B∣=∣A∣⋅∣B∣.
A={1,2,3} e B={6,7}: ∣A∣=3, ∣B∣=2, quindi ∣A×B∣=3⋅2=6. Sono le sei coppie elencate prima.
A={a,b,c,d} e B={x,y,z}: 4⋅3=12 coppie.
A={1,2}: ∣A×A∣=2⋅2=4.
Il libro la scrive così.
Proposizione 1.24 · Elementi del prodotto cartesiano
Siano A e B insiemi. Se A e B sono finiti con ∣A∣=m e ∣B∣=n allora ∣A×B∣=mn. Se invece almeno uno tra A e B è infinito allora anche A×B è infinito.
Come si legge. La prima frase è la regola del rettangolo. La seconda dice: se uno dei due insiemi ha infiniti elementi, anche le coppie sono infinite. Il libro dà per scontato che nessuno dei due insiemi sia vuoto: se uno è vuoto, il prodotto è vuoto, come hai visto prima.
Dimostrazione · perché le coppie sono mn
Il libro numera gli elementi: A={a1,…,am} e B={b1,…,bn}. La scrittura a1,…,am vuol dire «un elenco di m elementi: il primo si chiama a1, l'ultimo am». Poi dispone le coppie in una tabella: nella riga 1 tutte le coppie che cominciano con a1, nella riga 2 quelle che cominciano con a2, e così via.
b1
b2
⋯
bn
a1
(a1,b1)
(a1,b2)
⋯
(a1,bn)
a2
(a2,b1)
(a2,b2)
⋯
(a2,bn)
⋮
⋮
⋮
⋮
am
(am,b1)
(am,b2)
⋯
(am,bn)
Ogni coppia di A×B compare nella tabella una volta sola: nella riga del suo primo pezzo e nella colonna del suo secondo pezzo. La tabella ha m righe e n colonne, quindi mn caselle.
Nota · Dove torna questa regola
«Per ogni scelta del primo pezzo ci sono n scelte del secondo, quindi in tutto si moltiplica» è l'idea di partenza della combinatoria, il capitolo 3 del libro. Lì si chiamerà metodo delle scelte successive.
Prova tu
Un menu ha 4 primi e 5 secondi. Quanti pranzi diversi «un primo e un secondo» si possono fare?
Ogni pranzo è una coppia (primo, secondo), quindi i pranzi sono gli elementi del prodotto cartesiano: 4⋅5=20.
A ha 6 elementi e A×B ne ha 24. Quanti elementi ha B?
6⋅∣B∣=24, quindi ∣B∣=4.
Da ricordare
∣A×B∣=∣A∣⋅∣B∣: le coppie formano un rettangolo con ∣A∣ righe e ∣B∣ colonne.
Se uno dei due insiemi è infinito (e l'altro non è vuoto), anche il prodotto è infinito.
§4
Tre insiemi o più: terne e n-uple
pp. 13–14
Una data è fatta di tre pezzi in un ordine fisso: giorno, mese, anno. Il 5 ottobre 2026 si scrive (5,10,2026). Se scambi i pezzi ottieni un'altra data, oppure niente: (10,5,2026) è il 10 maggio.
Tre oggetti messi in fila formano una terna ordinata, e si scrivono tra tonde con due virgole. Il prodotto cartesiano di tre insiemi è l'insieme delle terne con il primo pezzo nel primo insieme, il secondo nel secondo e il terzo nel terzo:
A×B×C={(a,b,c) con a∈A,b∈B,c∈C}
Lo stesso con quattro, cinque, n insiemi: gli elementi si chiamano n-uple (si legge «ennuple») e il conto degli elementi si fa sempre moltiplicando. Per esempio ∣A×B×C∣=∣A∣⋅∣B∣⋅∣C∣.
Il libro lo scrive così, per n insiemi:
Definizione · Prodotto di n insiemi (p. 13)
Nel caso di un numero finito di insiemi A1,A2,…,An il prodotto cartesiano A1×A2×⋯×An è definito come l'insieme delle n-ple (a1,a2,⋯,an) con ai∈Ai, cioè
A1×A2×⋯×An={(a1,a2,⋯,an) tale che ai∈Ai,∀i=1,2,…,n}
Come si legge.A1,A2,…,An sono n insiemi, numerati. Gli elementi del prodotto sono elenchi di n pezzi, e il pezzo numero i deve stare nell'insieme numero i. Il simbolo ∀ si legge «per ogni»: la regola vale per ogni posto, dal primo all'ultimo.
Esempio · Il piano cartesiano (p. 14)
Ogni punto del piano ha due coordinate, due numeri reali: la prima dice quanto andare a destra, la seconda quanto salire. Quindi il piano si può pensare come l'insieme di tutte le coppie di numeri reali, R×R. Qui R si legge «erre» ed è l'insieme dei numeri reali. Il punto (2,3) e il punto (3,2) sono diversi, come B3 e 3B. Lo spazio a tre dimensioni è R×R×R, e nella parte di Algebra lineare si lavora con Rn, le n-uple di numeri reali.
Approfondimento · Infiniti insiemi e l'assioma della scelta (p. 14)
Il libro accenna al prodotto di infiniti insiemi, che si scrive ∏i∈IAi. Il fatto che questo prodotto non sia vuoto quando nessun Ai è vuoto non si riesce a dimostrare con le altre regole della teoria degli insiemi: va accettato come regola a sé, l'assioma della scelta. Al corso non serve; il libro stesso dice che si ferma lì.
Come riconoscere una terna giusta
È il tipo di domanda dell'appello del 14/01/2025. Prendi A={1,2,5,8}, B={2,3,8,9} e la terna (1,2,5). In quale prodotto sta?
Il primo pezzo è 1: sta in A ma non in B. Quindi il primo insieme del prodotto deve essere A.
Il secondo pezzo è 2: sta sia in A sia in B. Va bene tutti e due.
Il terzo pezzo è 5: sta in A ma non in B. Il terzo insieme deve essere A.
Quindi la terna sta in A×A×A e in A×B×A, e in nessun altro prodotto di tre fattori presi tra A e B.
Prova tu
Con U={f,g}, V={1,3,5}, W={2,4,6}, in quale di questi prodotti sta la terna (f,g,4): U×U×V, U×U×W, W×U×V?
In U×U×W. Le lettere f e g stanno in U, e il 4 sta in W ma non in V. Nel prodotto che comincia con W il primo pezzo dovrebbe essere un numero.
Da ricordare
Una terna (a,b,c) ha tre pezzi in ordine fisso; A×B×C è l'insieme delle terne con un pezzo per insieme, nell'ordine.
Il numero di elementi si ottiene moltiplicando: ∣A∣⋅∣B∣⋅∣C∣.
Il piano è R×R: ogni punto è una coppia di coordinate.
§5
Elemento, coppia o sacchetto di coppie
La domanda 2 del quiz d'esame gioca quasi sempre su una cosa: che cosa può essere un elemento di A×B e che cosa può esserne un sottoinsieme. È la stessa differenza tra tessera e sacchetto della lezione D01, solo che ora le tessere sono coppie.
Scrittura
Che cosa è
Quando è vera
(a,b)∈A×B
una coppia è un elemento del prodotto
se a∈A e b∈B
(a,b)∈/A×B
una coppia non è un elemento
se a∈/A oppure b∈/B
{(a,b),(c,d)}⊂A×B
un sacchetto di coppie è contenuto nel prodotto
se ogni coppia del sacchetto sta nel prodotto
∅⊂A×B
il sacchetto vuoto è contenuto
sempre
{a,b}∈A×B
un insieme di due oggetti non è una coppia
mai
a∈A×B
un oggetto da solo non è una coppia
mai, se a è un elemento di A
(a,b,c)∈A×B
una terna non è una coppia
mai
∅∈A×B
il vuoto non è una coppia
mai
(a,b)⊂A×B
una coppia non è un sacchetto
mai: si scrive ∈, oppure {(a,b)}⊂A×B
Il simbolo ∈/ si legge «non appartiene a», e ⊂ si legge «è contenuto in».
Metodo · La domanda 2 del quiz sul prodotto cartesiano
Per ogni risposta:
Guarda che cosa c'è a sinistra di ∈ o di ⊂. Una coppia con le tonde e due pezzi? Un insieme con le graffe? Una terna? Un oggetto solo? Il vuoto?
Se c'è ∈, a sinistra deve esserci una coppia con due pezzi. Altrimenti la frase è falsa.
Se c'è ⊂, a sinistra deve esserci un insieme di coppie, oppure il vuoto. Altrimenti la frase è falsa.
Controlla ogni coppia: il primo pezzo nel primo insieme, il secondo nel secondo. Attento all'ordine dei due insiemi scritto nella risposta: B×A non è A×B.
Se la risposta dice ∈/, la frase è vera quando la coppia non sta nel prodotto.
Trappola · L'ordine dei fattori nella risposta
Spesso la domanda definisce S×T e una risposta parla di T×S. Con S={x,y,z} e T={1,2,3,4}, la coppia (z,4) sta in S×T, ma non in T×S: lì il primo pezzo dovrebbe essere un numero.
Prova tu
Con R={1,4,6,8} e S={2,5,7,8}, quali sono vere? (a) (8,8)∈R×S; (b) {6,7}∈R×S; (c) (7,6)∈R×S; (d) {(1,2),(4,5)}⊂R×S.
(a) Vera: 8 sta in R e in S. (b) Falsa: {6,7} è un insieme, non una coppia. (c) Falsa: 7 non sta in R; sarebbe vera (6,7)∈R×S. (d) Vera: tutte e due le coppie stanno nel prodotto.
Da ricordare
Elementi di A×B: solo coppie, con il primo pezzo in A e il secondo in B.
Sottoinsiemi di A×B: sacchetti di coppie, e il vuoto.
Graffe a sinistra di ∈, terne, oggetti soli: sempre falso.
§6
Scegliere alcune coppie: le relazioni
p. 153
Prendi i numeri da 1 a 4 e chiediti, per ogni coppia di numeri, se il primo divide il secondo. Chiama X={1,2,3,4} questo insieme. Ricorda che «3 divide 12» vuol dire che 12 è un multiplo di 3: 12=3⋅4. Le coppie per cui la risposta è sì sono queste:
(1,1),(1,2),(1,3),(1,4),(2,2),(2,4),(3,3),(4,4)
Sono 8 coppie, scelte tra le 4⋅4=16 di X×X. La regola «il primo divide il secondo» è servita a scegliere alcune coppie e a scartare le altre.
L'idea
Una relazione in un insieme X è una scelta di alcune coppie di elementi di X: le coppie scelte sono quelle «legate». Una relazione è quindi un sottoinsieme di X×X.
Un modo comodo per vedere una relazione è una tabella con una riga e una colonna per ogni elemento: nella riga del primo pezzo e nella colonna del secondo metti un pallino se la coppia è scelta. Per «il primo divide il secondo» in {1,2,3,4}:
divide
1
2
3
4
1
●
●
●
●
2
●
●
3
●
4
●
Si legge per righe: il pallino nella riga 2 e colonna 4 dice «2 divide 4». Le caselle vuote sono le coppie scartate: nella riga 4 e colonna 2 non c'è niente, perché 4 non divide 2. Il libro, a p. 18, disegna tabelle dello stesso tipo.
Quando la coppia (a,b) è scelta, a è in relazione con b. Se la relazione si chiama R, questo si scrive aRb. Per le relazioni più comuni c'è un simbolo apposta: 3∣12 si legge «3 divide 12», e 2≤5 si legge «2 è minore o uguale a 5».
Il libro lo scrive così.
Definizione · A.1 · Relazione
Sia X un insieme non vuoto. Una relazione in X è un sottoinsieme
R⊂X×X.
Data una relazione R in X diremo che due elementi a e b sono in relazione, e scriveremo aRb, se (a,b)∈R.
Come si legge. Una relazione è un insieme di coppie di elementi di X, cioè un sacchetto di caselle della tabella. Dire «a è in relazione con b» e dire «la coppia (a,b) è stata scelta» è la stessa cosa.
Gli esempi del libro (p. 153)
L'uguaglianza. Scegli solo le coppie con due pezzi uguali: (1,1), (2,2), (3,3), (4,4). Ogni elemento è in relazione solo con sé stesso. Nella tabella i pallini stanno solo sulla diagonale, la linea di caselle che va dall'angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra. Il libro chiama questo insieme di coppie Δ, la lettera greca «delta» maiuscola, e lo chiama proprio diagonale.
La divisibilità nei naturali.m è in relazione con n quando m divide n. È la relazione della tabella qui sopra, ma su tutti i naturali N e non solo su 1, 2, 3, 4.
Il libro dà anche un terzo esempio, che usa le funzioni del capitolo 2: lo riprendo quando arrivano le funzioni.
Altre relazioni che usiamo ogni giorno, anche se non le chiamiamo così: «è minore di» tra numeri, «è nato nello stesso mese di» tra persone, «è più alto di», «ha la stessa iniziale di».
Nota · Una relazione non deve avere una regola
Qualunque sacchetto di coppie è una relazione, anche se non c'è una frase che lo descrive. In {1,2,3} le coppie (1,3) e (2,2) formano una relazione, anche senza una regola dietro. Anche il sacchetto vuoto è una relazione (nessuno è legato a nessuno), e anche tutto X×X (tutti sono legati a tutti).
Prova tu
In X={1,2,3} scrivi la relazione «il primo è minore del secondo» come insieme di coppie. Quante coppie ha?
{(1,2),(1,3),(2,3)}: tre coppie. Le coppie con pezzi uguali non ci sono, perché nessun numero è minore di sé stesso.
Quante relazioni diverse ci sono in un insieme con 2 elementi?
X×X ha 2⋅2=4 coppie, e una relazione è un qualunque sottoinsieme di queste coppie. Un insieme con 4 elementi ha 24=16 sottoinsiemi (lezione D02), quindi le relazioni sono 16.
Da ricordare
Una relazione in X è un insieme di coppie di elementi di X, cioè un sottoinsieme di X×X.
aRb vuol dire «la coppia (a,b) sta in R».
Si disegna con una tabella: un pallino nella riga di a e nella colonna di b quando aRb.
§7
Quattro proprietà da controllare
pp. 153–154
Pensa a tre relazioni tra le persone di una classe: «è nato nello stesso mese di», «è più alto di», «è seduto accanto a». Si comportano in modo diverso:
ognuno è nato nello stesso mese di sé stesso, ma nessuno è più alto di sé stesso;
se Anna è nata nello stesso mese di Bruno, anche Bruno è nato nello stesso mese di Anna; ma se Anna è più alta di Bruno, Bruno non è più alto di Anna;
se Anna è più alta di Bruno e Bruno è più alto di Carla, Anna è più alta di Carla; ma se Anna è seduta accanto a Bruno e Bruno accanto a Carla, Anna e Carla non sono sedute accanto.
Queste differenze hanno un nome: sono le quattro proprietà che il libro definisce per una relazione R in un insieme X.
Riflessiva: ognuno è legato a sé stesso
Una relazione è riflessiva quando ogni elemento è in relazione con sé stesso. «È nato nello stesso mese di» è riflessiva. «È più alto di» no.
Nella tabella vuol dire: tutta la diagonale ha il pallino. La tabella di «divide» in {1,2,3,4} ha i quattro pallini sulla diagonale, quindi «divide» è riflessiva: ogni numero divide sé stesso, perché n=n⋅1.
Simmetrica: i legami valgono nei due sensi
Una relazione è simmetrica quando ogni legame vale anche al contrario: se il primo elemento è in relazione con il secondo, anche il secondo è in relazione con il primo. «È nato nello stesso mese di» è simmetrica. «Divide» no: 2 divide 4, ma 4 non divide 2.
Nella tabella vuol dire: la tabella è uguale alla sua immagine allo specchio rispetto alla diagonale. Se c'è un pallino nella riga 2 e colonna 4, deve esserci anche nella riga 4 e colonna 2.
Antisimmetrica: mai nei due sensi tra elementi diversi
Una relazione è antisimmetrica quando due elementi diversi non sono mai in relazione nei due sensi. In altre parole: se aRb e anche bRa, allora a e b sono lo stesso elemento.
«È minore o uguale a» tra numeri è antisimmetrica: se a≤b e b≤a, allora a=b. Anche «divide» in {1,2,3,4} lo è.
Nella tabella vuol dire: fuori dalla diagonale, un pallino non ha mai il suo specchio. Sulla diagonale invece i pallini possono esserci.
Trappola · Antisimmetrica non vuol dire «non simmetrica»
Sono due proprietà diverse, e una non è il contrario dell'altra.
L'uguaglianza è sia simmetrica sia antisimmetrica: ha pallini solo sulla diagonale, quindi ogni pallino è lo specchio di sé stesso, e fuori dalla diagonale non c'è niente.
La relazione in {1,2,3} fatta dalle coppie (1,2), (2,1) e (1,3) non è né simmetrica né antisimmetrica: (1,3) non ha lo specchio (3,1), quindi non è simmetrica; (1,2) e (2,1) ci sono tutte e due con 1 diverso da 2, quindi non è antisimmetrica.
Transitiva: i legami si passano lungo una catena
Una relazione è transitiva quando ogni volta che aRb e bRc, anche aRc. È la proprietà delle catene: se dal primo si arriva al secondo, e dal secondo al terzo, allora c'è anche il legame diretto dal primo al terzo.
«È più alto di» è transitiva. «Divide» è transitiva: se 2 divide 4 e 4 divide 12, anche 2 divide 12. Il motivo, con i numeri: 4=2⋅2 e 12=4⋅3, quindi 12=2⋅2⋅3=2⋅6.
«È seduto accanto a» non è transitiva, e nemmeno «la distanza tra i due numeri è al massimo 1»: 1 e 2 hanno distanza 1, 2 e 3 hanno distanza 1, ma 1 e 3 hanno distanza 2.
Nella tabella la transitività è la proprietà più lunga da controllare. Un modo ordinato:
Metodo · Controllare la transitività su una tabella
Per ogni pallino nella riga a e colonna b, con a diverso da b:
guarda la riga di b;
ogni pallino della riga di b deve comparire, nella stessa colonna, anche nella riga di a.
In parole: se a è legato a b, allora a deve essere legato a tutto ciò a cui è legato b. Basta un pallino che manca per dire che la relazione non è transitiva.
Prova il metodo su «divide» in {1,2,3,4}. Il pallino in riga 2, colonna 4: la riga 4 ha un solo pallino, nella colonna 4, e la riga 2 ce l'ha. I pallini della riga 1 coprono già tutte le colonne, quindi per la riga 1 non c'è niente da controllare. Gli altri pallini fuori dalla diagonale sono nella riga 1. Nessun pallino manca: la relazione è transitiva.
Le definizioni del libro
Il libro raccoglie le quattro proprietà in un elenco. Le parole sono diverse, ma i controlli sono quelli che hai appena visto.
Definizione · Proprietà di una relazione (pp. 153–154)
Diremo che una relazione R⊂X×X è:
riflessiva se xRx per ogni x∈X o equivalentemente se (x,x)∈R per ogni x∈X o anche se Δ⊂R;
simmetrica se ogniqualvolta xRy si ha anche yRx o equivalentemente se le coppie (x,y) e (y,x) appartengono o non appartengono entrambe a R;
antisimmetrica se dal fatto che xRy e yRx segue forzatamente che x=y o equivalentemente che se x=y solo una delle coppie (x,y) e (y,x) può appartenere ad R;
transitiva se dal fatto che xRy e yRz segue forzatamente che xRz.
Come si legge. Sono le quattro proprietà di prima. Nella prima, «Δ⊂R» vuol dire «tutte le coppie della diagonale sono state scelte». Nella seconda, «appartengono o non appartengono entrambe» vuol dire: una coppia e il suo specchio sono tutte e due dentro o tutte e due fuori. Nella terza, «solo una delle coppie può appartenere» vuol dire: al massimo una delle due, forse nessuna.
Che cosa fanno le relazioni che conosci
Relazione
Riflessiva
Simmetrica
Antisimmetrica
Transitiva
uguaglianza
sì
sì
sì
sì
≤ tra numeri
sì
no
sì
sì
< tra numeri
no
no
sì
sì
«divide» nei naturali N
sì
no
sì
sì
«divide» negli interi Z
sì
no
no
sì
«stesso mese di nascita»
sì
sì
no
sì
«distanza al massimo 1» tra interi
sì
sì
no
no
Due righe vanno spiegate.
< è antisimmetrica perché non succede mai che a<b e b<a insieme: la condizione «se aRb e bRa» non si verifica mai, quindi non c'è niente che possa andare storto.
«Divide» negli interi non è antisimmetrica. Nei naturali sì; negli interi, che contengono anche i negativi, 1 divide −1 e −1 divide 1, perché −1=1⋅(−1) e 1=(−1)⋅(−1). Due numeri diversi legati nei due sensi: la proprietà cade. È la nota 1 di p. 154 del libro.
Il libro osserva anche che la relazione «divide» nei naturali ha tutte le proprietà tranne la simmetria: per esempio 2 divide 4, ma 4 non divide 2.
Prova tu
In X={1,2,3} prendi la relazione R={(1,1),(2,2),(3,3),(1,2),(2,1)}. Quali proprietà ha?
Riflessiva: sì, ci sono tutte e tre le coppie della diagonale. Simmetrica: sì, (1,2) e (2,1) ci sono tutte e due. Antisimmetrica: no, per la stessa coppia, con 1 diverso da 2. Transitiva: sì. Le catene da controllare passano per 1 e 2. Da 1 a 2 e da 2 a 1 serve il legame da 1 a 1, che c'è. Da 2 a 1 e da 1 a 2 serve quello da 2 a 2, che c'è.
La relazione «ha la stessa iniziale di», tra parole, è riflessiva? Simmetrica? Transitiva?
Sì a tutte e tre: ogni parola ha la stessa iniziale di sé stessa; se A ha la stessa iniziale di B, vale anche il contrario; se A ha la stessa iniziale di B e B di C, l'iniziale è la stessa per tutte e tre.
Le relazioni d'ordine
Le relazioni come ≤, «divide» nei naturali e «è contenuto in» tra insiemi hanno le stesse tre proprietà: sono riflessive, antisimmetriche e transitive. Servono a mettere in ordine, anche quando non tutto si può confrontare: 2 e 3, per esempio, non si dividono l'un l'altro. Una relazione con queste tre proprietà si chiama relazione d'ordine. Il libro non la definisce nell'appendice, ma il nome compare nel programma del corso, nella voce sulle relazioni.
Da ricordare
Riflessiva: tutta la diagonale. Simmetrica: tabella uguale allo specchio. Antisimmetrica: fuori dalla diagonale nessun pallino ha lo specchio. Transitiva: le catene si chiudono.
Antisimmetrica e simmetrica non sono una il contrario dell'altra.
Relazione d'ordine: riflessiva, antisimmetrica, transitiva, come ≤.
§8
Essere «dello stesso tipo»: le equivalenze
p. 154
Torna alla relazione «è nato nello stesso mese di». Ha tre proprietà:
riflessiva: ognuno è nato nello stesso mese di sé stesso;
simmetrica: se Anna è nata nello stesso mese di Bruno, Bruno è nato nello stesso mese di Anna;
transitiva: se Anna è nata nello stesso mese di Bruno, e Bruno nello stesso mese di Carla, allora Anna e Carla sono nate nello stesso mese.
Non dice che una persona viene prima di un'altra: dice che due persone sono «dello stesso tipo», cioè hanno in comune qualcosa, il mese di nascita.
L'idea
Una relazione di equivalenza è un modo di dire «questi due elementi sono dello stesso tipo». È riflessiva, simmetrica e transitiva.
Una relazione con queste tre proprietà si chiama relazione di equivalenza, o più brevemente equivalenza. Due elementi in relazione si chiamano equivalenti. Se sono x e y, si scrive x∼y. Il simbolo ∼ si chiama «tilde» e si legge «è equivalente a».
Il libro la definisce così.
Definizione · A.2 · Relazione di equivalenza
Sia X un insieme non vuoto. Una relazione in X che sia riflessiva, simmetrica e transitiva si dice una relazione di equivalenza (o più brevemente un'equivalenza).
Se una relazione R in X è un'equivalenza e xRy diremo che x ed y sono equivalenti (rispetto ad R) e scriveremo x∼y.
Come si legge. Per dire che una relazione è un'equivalenza bisogna controllare tre proprietà, non una di meno. Se ne manca anche una sola, non è un'equivalenza.
Esempi con i numeri
Stessa parità negli interi: due interi sono equivalenti quando sono tutti e due pari o tutti e due dispari. 3∼7, 4∼−10, ma 3 e 4 non sono equivalenti.
Stessa ultima cifra nei naturali: 23∼1003, perché finiscono tutti e due con 3.
L'uguaglianza è un'equivalenza: ogni elemento è dello stesso tipo solo di sé stesso.
Non sono equivalenze:
≤, perché non è simmetrica: 2≤5 ma non 5≤2;
«distanza al massimo 1», perché non è transitiva;
«il primo è il doppio del secondo», perché non è nemmeno riflessiva: 3 non è il doppio di 3.
La congruenza modulo un numero (pp. 154–155)
Questo è l'esempio più importante, perché torna in tutta la seconda metà del corso.
Prendi gli interi e il numero 3. Chiama equivalenti due interi quando la loro differenza è un multiplo di 3:
7∼1, perché 7−1=6=3⋅2;
10∼4, perché 10−4=6;
2∼−1, perché 2−(−1)=3;
5 e 1 non sono equivalenti, perché 5−1=4 non è un multiplo di 3.
Un modo più comodo di vederlo: due naturali sono equivalenti esattamente quando danno lo stesso resto nella divisione per 3. 7 e 1 danno resto 1; 10 e 4 danno resto 1; 5 dà resto 2.
È come un orologio con 3 ore, numerate 0, 1, 2: contando 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 sulle tre ore si torna sempre al punto di partenza ogni 3 passi, e 7 finisce sulla stessa ora di 1.
Al posto di 3 si può usare qualunque intero N maggiore di 1. Il libro chiama questa relazione MN:
MN={(m,n)∈Z×Z tali che N divide m−n}
Come si legge.MN è l'insieme delle coppie di interi (m,n) la cui differenza m−n è un multiplo di N. La Z si legge «zeta» ed è l'insieme degli interi, positivi, negativi e zero.
Perché è un'equivalenza? Il libro controlla le tre proprietà. Ecco i suoi tre passi, prima con N=3 e i numeri, poi in generale.
Riflessiva. Ogni numero è equivalente a sé stesso: 7−7=0, e 0 è un multiplo di 3, perché 0=3⋅0. In generale m−m=0, che è un multiplo di qualunque N.
Simmetrica.7∼1 perché 7−1=6. Al contrario 1−7=−6=3⋅(−2), ancora un multiplo di 3. In generale, se m−n è un multiplo di N, anche n−m, che è lo stesso numero con il segno cambiato, è un multiplo di N.
Transitiva.10∼4 e 4∼1, perché 10−4=6 e 4−1=3. Allora 10−1=(10−4)+(4−1)=6+3=9, ancora un multiplo di 3. In generale m−p=(m−n)+(n−p), e la somma di due multipli di N è un multiplo di N.
Nota · Dove torna
Questa relazione si chiama congruenza modulo N. Nel capitolo 7 del libro si scrive m≡n(modN) e diventa il cuore dell'aritmetica modulare: classi di resto, inversi, congruenze lineari. Sono esercizi presenti in ogni appello.
Prova tu
Con la congruenza modulo 5, quali sono vere? (a) 12∼2; (b) 13∼3; (c) −1∼4; (d) 6∼16.
Nei naturali, «m∼n quando m+n è pari» è un'equivalenza?
Sì. m+n è pari esattamente quando m e n sono tutti e due pari o tutti e due dispari: è la relazione «stessa parità». Per controllo: riflessiva, perché m+m=2m è pari; simmetrica, perché m+n=n+m; transitiva, perché «stessa parità» si passa lungo le catene.
Da ricordare
Equivalenza = riflessiva + simmetrica + transitiva. Si scrive x∼y.
Vuol dire «dello stesso tipo»: stesso mese, stessa parità, stessa ultima cifra.
Congruenza modulo N: m∼n quando N divide m−n, cioè (nei naturali) quando danno lo stesso resto nella divisione per N.
§9
Dalle equivalenze ai cassetti: le classi
p. 155
Prendi la tua classe e raggruppa le persone secondo il mese di nascita: tutti quelli nati a marzo in un gruppo, tutti quelli nati a luglio in un altro, e così via. Ogni persona finisce in un gruppo e in uno solo; nessun gruppo è vuoto, perché un gruppo nasce solo quando c'è qualcuno nato in quel mese. È una partizione, come i calzini nei cassetti della lezione D02.
Ricorda i tre controlli della lezione D02 per una partizione: le parti coprono tutto, nessuna parte è vuota, due parti diverse non hanno elementi in comune.
L'idea
Ogni equivalenza divide l'insieme in gruppi di elementi equivalenti tra loro. Questi gruppi formano sempre una partizione.
La classe di un elemento
Il gruppo degli elementi equivalenti a un elemento x si chiama classe di equivalenza di x e si scrive [x], che si legge «classe di x». È la stessa scrittura dei cassetti della lezione D02, e non per caso.
Prendi cinque persone. Anna e Carla sono nate a marzo, Bruno ed Elena a luglio, Dario a novembre. Le classi sono queste.
[Anna]={Anna,Carla}: le persone nate a marzo;
[Bruno]={Bruno,Elena}: le persone nate a luglio;
[Dario]={Dario}: è l'unico nato a novembre;
[Carla]={Anna,Carla}: la stessa classe di Anna, nominata con un'altra persona.
La tabella della relazione «stesso mese» ha i pallini a blocchi:
stesso mese
Anna
Carla
Bruno
Elena
Dario
Anna
●
●
Carla
●
●
Bruno
●
●
Elena
●
●
Dario
●
Ho messo vicine le persone della stessa classe: ogni blocco di pallini è una classe. Succede con ogni equivalenza, se si ordinano gli elementi per classe.
Con la congruenza modulo 3 negli interi le classi sono tre:
[0]={…,−6,−3,0,3,6,9,…}: i multipli di 3;
[1]={…,−5,−2,1,4,7,10,…}: i numeri che superano un multiplo di 3 di 1;
[2]={…,−4,−1,2,5,8,11,…}: quelli che lo superano di 2.
Ogni intero sta in una di queste tre classi. E [4] non è una classe nuova: 4∼1, quindi [4]=[1].
Il libro scrive la classe così:
[x]={y∈X tali che x∼y}⊂X
Come si legge.[x] è l'insieme degli elementi y di X equivalenti a x. È un sottoinsieme di X.
Due elementi equivalenti hanno la stessa classe
Anna e Carla sono nate nello stesso mese, e le loro classi sono uguali. Non è un caso: se x∼y, allora [x]=[y].
Il motivo, a parole: se Anna e Carla sono nate nello stesso mese, chiunque sia nato nello stesso mese di Carla è nato nello stesso mese di Anna, e viceversa. La transitività sposta i legami da Carla ad Anna, la simmetria permette di girarli.
Dimostrazione · perché x∼y dà [x]=[y] (p. 155)
Prendi un elemento z di [y]: vuol dire y∼z. Siccome x∼y, per la transitività x∼z, cioè z sta in [x]. Quindi [y]⊂[x].
Per la simmetria, da x∼y viene anche y∼x. Rifai il passo 1 con i ruoli di x e y scambiati: ogni elemento di [x] sta in [y]. Quindi [x]⊂[y].
Con i due contenimenti, le classi sono uguali: è la doppia inclusione della lezione D01.
Le classi formano una partizione
Il libro lo chiama «importante risultato».
Teorema · A.3 · Classi di equivalenza e partizioni
Sia X un insieme non vuoto e sia R un'equivalenza in X. Allora le classi di equivalenza degli elementi di X definiscono una partizione di X.
Come si legge. Se raggruppi gli elementi «dello stesso tipo», ottieni sempre una divisione dell'insieme in cassetti: ognuno sta in un cassetto, nessun cassetto è vuoto, due cassetti diversi non hanno niente in comune.
Dimostrazione · i tre controlli della partizione
Nessun cassetto è vuoto. Ogni classe [x] contiene almeno x, perché x∼x per la proprietà riflessiva.
I cassetti coprono tutto. Ogni elemento x di X sta in una classe, la sua: [x].
Due cassetti diversi non si toccano. Supponi che due classi [x] e [y] abbiano un elemento z in comune. Allora x∼z e y∼z. Per la simmetria z∼y, e per la transitività x∼y. Ma allora, per quello che hai visto sopra, [x]=[y]: è la stessa classe. Quindi due classi o sono uguali o non hanno niente in comune.
L'insieme delle classi è l'insieme quoziente della lezione D02, l'insieme dei cassetti. Quando la partizione viene da un'equivalenza ∼ si scrive X/∼, che si legge «X quoziente tilde».
Per «stesso mese», tra le cinque persone, il quoziente ha tre elementi: il cassetto di marzo, quello di luglio e quello di novembre.
Per la congruenza modulo 3, il quoziente di Z ha tre elementi: [0], [1] e [2]. Il libro, nel capitolo 7, lo chiama Z3, l'insieme delle classi di resto modulo 3. Allo stesso modo, modulo N le classi sono N: [0],[1],…,[N−1].
E al contrario: dai cassetti all'equivalenza
Vale anche il contrario. Se hai già una partizione, chiama equivalenti due elementi quando stanno nello stesso cassetto. Questa relazione è un'equivalenza:
ognuno sta nel suo stesso cassetto: riflessiva;
se un elemento sta nel cassetto di un altro, anche l'altro sta nel cassetto del primo: simmetrica;
se il primo sta con il secondo e il secondo con il terzo, sono tutti e tre nello stesso cassetto, perché il secondo sta in un cassetto solo: transitiva.
Le sue classi sono proprio i cassetti di partenza. Quindi equivalenze e partizioni sono due modi di dire la stessa cosa: dare un'equivalenza vuol dire dividere l'insieme in cassetti, e viceversa.
Esempio · Tutte le equivalenze di {1,2,3}
Nella lezione D02 hai contato le partizioni di {1,2,3}: sono cinque. Quindi le equivalenze in {1,2,3} sono cinque, una per partizione.
Un cassetto solo, {1,2,3}: tutti equivalenti a tutti, la relazione è tutto X×X, 9 coppie.
{1,2} e {3}: le coppie della diagonale più (1,2) e (2,1).
{1,3} e {2}: la diagonale più (1,3) e (3,1).
{2,3} e {1}: la diagonale più (2,3) e (3,2).
Tre cassetti con un elemento: solo la diagonale, cioè l'uguaglianza.
Prova tu
In X={1,2,3,4,5,6} prendi la congruenza modulo 2. Quali sono le classi? Quanti elementi ha il quoziente?
[1]={1,3,5}, i dispari, e [2]={2,4,6}, i pari. Il quoziente ha due elementi.
La partizione di {a,b,c,d} in {a,d} e {b,c} da quale equivalenza viene? Scrivi le sue coppie.
Da «stare nello stesso cassetto». Le coppie sono otto. Ci sono le quattro della diagonale, una per lettera. Poi (a,d) e (d,a). Poi (b,c) e (c,b).
Da ricordare
La classe [x] è l'insieme degli elementi equivalenti a x. Se x∼y, allora [x]=[y].
Le classi di un'equivalenza formano una partizione; l'insieme delle classi è il quoziente X/∼.
Ogni partizione dà un'equivalenza, «stare nello stesso cassetto»: equivalenze e partizioni si corrispondono una a una.
§10
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
(a,b)
«la coppia a, b»
due oggetti in fila, l'ordine conta
(1,2)=(2,1)
(a,b,c)
«la terna a, b, c»
tre oggetti in fila
(5,10,2026)
{a,b}
«l'insieme di a e b»
un insieme, l'ordine non conta
{1,2}={2,1}
A×B
«A per B», «A cartesiano B»
tutte le coppie con il primo pezzo in A e il secondo in B
{1}×{2,3}={(1,2),(1,3)}
A2
«A al quadrato»
A×A
R2 è il piano
∣A∣
«cardinalità di A»
il numero di elementi di A
∣A×B∣=∣A∣⋅∣B∣
∈, ∈/
«appartiene a», «non appartiene a»
è, o non è, un elemento di
(1,2)∈{1}×{2}
⊂
«è contenuto in»
è un sottoinsieme
{(1,2)}⊂{1}×{2}
∅
«insieme vuoto»
l'insieme senza elementi
∅×B=∅
=
«diverso da»
non uguale
(1,2)=(2,1)
N, Z, R
«enne», «zeta», «erre»
naturali, interi, reali
−3∈Z
aRb
«a è in relazione con b»
la coppia (a,b) sta nella relazione R
2∣6
Δ
«delta», «diagonale»
le coppie (x,x)
(3,3)∈Δ
m∣n
«m divide n»
n è un multiplo di m
3∣12
≤, <
«minore o uguale a», «minore di»
l'ordine tra numeri
2≤2, 2<3
x∼y
«x è equivalente a y»
x e y sono in relazione per un'equivalenza
7∼1 modulo 3
MN
«emme enne»
la congruenza modulo N: N divide m−n
(7,1)∈M3
[x]
«classe di x»
gli elementi equivalenti a x
[1]={…,−2,1,4,7,…} modulo 3
X/∼
«X quoziente tilde»
l'insieme delle classi
Z/M3={[0],[1],[2]}
∀
«per ogni»
per tutti (nei riquadri del libro)
∀i=1,…,n
§11
Verso l'esame
esame
La prova di Matematica Discreta, la parte 1 di MDAG, è scritta ed è la stessa per i canali A, B e C. Al 05/10/2026 le regole del 2026/27 non sono ancora uscite; quelle del 2025/26 dicono così.
Com'è fatta la prova
10 domande a risposta multipla, ognuna con 5 risposte e una sola giusta. Una risposta giusta vale 1 punto; una sbagliata o vuota vale 0.
2 problemi a risposta aperta, divisi in più domande con il punteggio scritto accanto.
Sbarramento. Con meno di 6 punti nel quiz la prova non è superata, e i problemi non vengono corretti.
Sufficienza: almeno 18 punti in tutto. Durata: 2 ore.
Materiale ammesso: libro di testo e appunti del corso, e una calcolatrice non programmabile.
Domanda 2 del quiz: il prodotto cartesiano. È una delle domande più regolari: nei quiz degli appelli del 14/01/2025 (in quale prodotto sta una terna), 07/07/2025 (domanda 1), 13/01/2026, 03/02/2026 (quale insieme non è un sottoinsieme di P×Q), 06/06/2026 e 01/07/2026. Si risolve con il metodo della sezione «Elemento, coppia o sacchetto di coppie». Sono punti sicuri, se non ti fai ingannare dalle graffe e dall'ordine dei fattori.
Relazioni di equivalenza. Negli appelli dal 2021 al 2026 non ho trovato domande che chiedano direttamente le proprietà di una relazione. Ma le classi di equivalenza della congruenza modulo N sono le classi di resto, che sono in ogni appello: inversi in Zn, congruenze lineari, gruppi Zn. Capire adesso che [4]=[1] modulo 3 rende molto più facile la seconda metà del corso.
Il conto ∣A×B∣=∣A∣⋅∣B∣ è la base della combinatoria, che occupa una domanda o due del quiz in ogni appello.
Una domanda vera, letta insieme
Esempio · Appello del 03/02/2026, domanda 2
Il testo: «Siano P={1,3,4,7,8} e Q={2,3,5,6,9}. Quale dei seguenti insiemi NON è un sottoinsieme di P×Q?
{(3,3)};
{(8,3),(3,9)};
∅;
{(1,3),(6,7),(8,2)};
{(4,6),(1,9),(7,5)}.»
In pratica chiede: in quale sacchetto c'è almeno una coppia che non sta in P×Q? Per ogni coppia controlla che il primo pezzo stia in P e il secondo in Q.
(3,3): 3 sta in P e in Q. Va bene.
(8,3) e (3,9): 8 e 3 stanno in P; 3 e 9 stanno in Q. Va bene.
Il vuoto è sottoinsieme di qualunque insieme. Va bene.
(1,3) va bene, ma (6,7) no: 6 non sta in P (e 7 non sta in Q). È la risposta.
(4,6), (1,9), (7,5): tutti i primi pezzi in P, tutti i secondi in Q. Va bene.
La trappola è la risposta 3: il vuoto sembra «niente», ma è un sottoinsieme di tutto.
Errori da evitare
Scambiare l'ordine dei pezzi: (7,6) non è (6,7).
Non guardare in che ordine sono scritti i fattori nella risposta, S×T o T×S.
Scrivere {a,b}∈A×B: un insieme di due oggetti non è una coppia.
Dimenticare che il vuoto è contenuto in ogni prodotto, ma non è un suo elemento.
Dire che una relazione è un'equivalenza dopo aver controllato solo una o due proprietà.
Confondere antisimmetrica con «non simmetrica».
Conta all'esame · Che cosa scrivere sul foglio di riepilogo
Alla prova puoi portare libro e appunti, ma il tempo è poco. Da questa lezione conviene avere pronti: la tabella «elemento, coppia o sacchetto di coppie», le quattro proprietà con il modo di leggerle sulla tabella, e le classi della congruenza modulo 3 come esempio.
§12
Quiz
come all'esame
(Appello del 01/07/2026, domanda 2) Siano R={1,4,6,8} e S={2,5,7,8}. Allora
4 sta in R e 5 sta in S, quindi (4,5)∈R×S. (8,8) invece sta nel prodotto, perché 8 sta in tutti e due gli insiemi: la frase con ∈/ è falsa. Lo stesso per (1,2), che sta nel prodotto. {6,7} è un insieme, non una coppia, quindi non può essere un elemento di R×S. La più tentatrice è (7,6): i numeri sono quelli giusti, ma in ordine scambiato, e 7 non sta in R.
(Appello del 13/01/2026, domanda 2) Siano R={2,5,6,9} e S={d,g,n,z}. Allora
In R×S il primo pezzo è un numero di R e il secondo una lettera di S. (g,6) ha una lettera al primo posto, quindi non ci sta: la frase con ∈/ è vera. (d,z) ha due lettere: d non sta in R. (5,6,g) è una terna, non una coppia. (3,n): 3 non sta in R. La più tentatrice è (2,d)∈/R×S: la coppia è scritta bene e sta nel prodotto, quindi la frase con ∈/ è falsa.
(Appello del 03/02/2026, domanda 2) Siano P={1,3,4,7,8} e Q={2,3,5,6,9}. Quale dei seguenti insiemi NON è un sottoinsieme di P×Q?
La coppia (6,7) non sta in P×Q: 6 non sta in P. Basta una coppia fuori perché il sacchetto non sia un sottoinsieme. In tutte le altre risposte ogni coppia ha il primo pezzo in P e il secondo in Q. La più tentatrice è ∅: sembra un intruso, ma il vuoto è un sottoinsieme di qualunque insieme.
(Appello del 06/06/2026, domanda 2) Siano X={β,δ,ρ,ω} e Y={2,3,6,8,9}. Allora
Le lettere greche stanno in X e vanno al primo posto. (ω,4) non sta nel prodotto perché 4 non sta in Y: la frase con ∈/ è vera. (6,ρ) ha i pezzi in ordine scambiato. Il vuoto non è una coppia, quindi non è un elemento del prodotto (è un sottoinsieme, che è un'altra cosa). (δ,2) sta nel prodotto, quindi la frase con ∈/ è falsa: è la più tentatrice. β è un oggetto solo, non una coppia.
(Appello del 07/07/2025, domanda 1) Siano A={a,d,h,m} e B={c,g,p,t}. Allora:
h sta in A e t sta in B: la coppia (h,t) sta nel prodotto. (d,m) ha due lettere di A: m non sta in B. g è una lettera sola. (p,m) è al contrario: p sta in B e m in A. La più tentatrice è {a,t}⊂A×B: le lettere sono giuste, ma il sacchetto contiene lettere, non coppie; sarebbe vera {(a,t)}⊂A×B.
(Appello del 14/01/2025, domanda 2) Siano A={1,2,5,8} e B={2,3,8,9}. Allora la terna (1,2,5) è un elemento in
Controlla un pezzo alla volta. Il primo pezzo, 1, sta solo in A: il primo fattore deve essere A. Il secondo, 2, sta in tutti e due. Il terzo, 5, sta solo in A: anche il terzo fattore deve essere A. Tra le risposte, solo A×B×A ha A al primo e al terzo posto. A×A×B è la più tentatrice: comincia bene, ma 5 non sta in B.
Se ∣A∣=4 e ∣B∣=6, quanti elementi ha A×B?
Le coppie formano un rettangolo di 4 righe e 6 colonne: 4⋅6=24. Il 10 è la somma, che conterebbe gli elementi di A e di B messi insieme, non le coppie. Le potenze contano altre cose, che vedrai in combinatoria. Il 2 è la differenza.
In X={1,2,3} prendi R={(1,1),(2,2),(3,3),(1,2),(2,3)}. Quale proprietà ha R?
La diagonale c'è tutta: riflessiva. Fuori dalla diagonale ci sono (1,2) e (2,3), e nessuno dei due ha lo specchio: antisimmetrica, e non simmetrica. Non è transitiva: da (1,2) e (2,3) servirebbe (1,3), che manca. Quindi non è nemmeno un'equivalenza. La risposta «è transitiva» è la più tentatrice: la catena da 1 a 3 si vede solo se la cerchi.
Quale di queste relazioni negli interi è un'equivalenza?
La congruenza modulo 4 è riflessiva, simmetrica e transitiva. ≤ non è simmetrica. «Divide» non è simmetrica. «Distanza al massimo 1» è riflessiva e simmetrica, ma non transitiva: 0 e 1, 1 e 2, ma non 0 e 2. È la più tentatrice. m=2n non è nemmeno riflessiva, perché per esempio 3 non è il doppio di 3.
Con la congruenza modulo 3 negli interi, quale di queste uguaglianze tra classi è vera?
Due interi hanno la stessa classe quando la loro differenza è un multiplo di 3. 4−1=3 e 1−(−2)=3: quindi [1]=[4]=[−2]. Nella prima, 7−5=2 non è un multiplo di 3. Nella quarta, 10−6=4 non lo è. [0]=[1] è falsa perché la differenza è 1. La più tentatrice è [−1]=[1]: sembra simmetrica, ma 1−(−1)=2 non è un multiplo di 3; infatti [−1]=[2].
Quante relazioni di equivalenza ci sono nell'insieme {1,2,3}?
Ogni equivalenza corrisponde a una partizione, e le partizioni di un insieme con 3 elementi sono 5 (lezione D02). 512 è il numero di tutte le relazioni, 29, perché X×X ha 9 coppie: è la più tentatrice per chi confonde relazioni ed equivalenze. 8 è il numero dei sottoinsiemi di {1,2,3} e 9 il numero delle coppie.
Una relazione R in X è riflessiva e transitiva. Che cosa serve ancora perché sia un'equivalenza?
Un'equivalenza è riflessiva, simmetrica e transitiva: manca la simmetria. Se fosse antisimmetrica sarebbe invece una relazione d'ordine, come ≤: è la risposta più tentatrice. «Non antisimmetrica» non basta: la relazione delle coppie (1,2), (2,1), (1,3) con la diagonale non è antisimmetrica, e nemmeno simmetrica.
§13
Esercizi
con soluzioni
1 · Scrivere un prodotto cartesiano base
Con A={x,y} e B={1,2,3}, scrivi A×B e B×A. Quanti elementi hanno? Hanno elementi in comune?
Soluzione
Fisso x e lo accoppio con 1, 2, 3; poi faccio lo stesso con y: A×B={(x,1),(x,2),(x,3),(y,1),(y,2),(y,3)}.
Ora il primo pezzo viene da B: B×A={(1,x),(1,y),(2,x),(2,y),(3,x),(3,y)}.
Tutti e due hanno 2⋅3=6 elementi.
Nessun elemento in comune: in A×B ogni coppia comincia con una lettera, in B×A con un numero.
2 · Vero o falso sul prodotto cartesiano base
Con S={a,e,i,o,u} e T={0,1,8,9}, di' se sono vere: (a) (o,7)∈S×T; (b) (8,u)∈S×T; (c) {(e,8)}⊂S×T; (d) {i,1}⊂S×T; (e) ∅⊂T×S.
Soluzione
(a) Falsa: 7 non sta in T.
(b) Falsa: il primo pezzo deve stare in S, e 8 è un numero. Starebbe in T×S.
(c) Vera: {(e,8)} è un sacchetto con una coppia, e la coppia ha e in S e 8 in T.
(d) Falsa: il sacchetto contiene la lettera i e il numero 1, non coppie.
(e) Vera: il vuoto è contenuto in ogni insieme.
3 · Contare le coppie base
Un codice è fatto di una lettera tra A, B, C, D seguita da una cifra da 0 a 9. Quanti codici ci sono? E se dopo la cifra c'è un'altra lettera tra A, B, C, D?
Soluzione
Un codice lettera-cifra è una coppia di {A,B,C,D}×{0,1,…,9}. Sono 4⋅10=40.
Con la seconda lettera il codice diventa una terna di {A,B,C,D}×{0,…,9}×{A,B,C,D}. Sono 4⋅10⋅4=160.
4 · Leggere le proprietà su una tabella base
In X={1,2,3,4} prendi la relazione «il primo è minore o uguale al secondo». Disegna la tabella e di' quali proprietà ha.
Soluzione
La tabella, con le righe per il primo numero:
≤
1
2
3
4
1
●
●
●
●
2
●
●
●
3
●
●
4
●
Riflessiva: tutta la diagonale ha il pallino.
Simmetrica: no. Per esempio c'è (1,2) ma non (2,1).
Antisimmetrica: sì. Tutti i pallini fuori dalla diagonale stanno sopra la diagonale, quindi nessuno ha lo specchio.
Transitiva: sì. Con il metodo: se c'è un pallino nella riga a e colonna b, cioè a≤b, la riga di b comincia dalla colonna b, e la riga di a comincia prima, dalla colonna a: quindi contiene tutti i pallini della riga di b.
È una relazione d'ordine.
5 · Classi della congruenza modulo 4 base
Scrivi le classi della congruenza modulo 4 negli interi, con almeno cinque elementi ciascuna. In quale classe stanno 17, 100 e −3?
Soluzione
Due interi sono equivalenti quando la differenza è un multiplo di 4. Le classi sono quattro:
[0]={…,−8,−4,0,4,8,12,…};
[1]={…,−7,−3,1,5,9,13,…};
[2]={…,−6,−2,2,6,10,14,…};
[3]={…,−5,−1,3,7,11,15,…}.
Ora i tre numeri.
17=4⋅4+1, quindi 17−1=16 è un multiplo di 4: 17 sta in [1].
(b) C∩D={d,e,r}. Ricorda che P(⋅) è l'insieme delle parti, cioè di tutti i sottoinsiemi (lezione D01). {d,e} è un sottoinsieme di {d,e,r}, quindi è un elemento di P(C∩D). Vera.
(c) Una coppia sta in tutti e due i prodotti quando il primo pezzo sta in A e in C, e il secondo in B e in D. A∩C={v} e B∩D={z}: la coppia (v,z) sta in tutti e due i prodotti. L'intersezione non è vuota. Falsa.
(d) Leggo il lato destro come (A×B)∖(B×C). (v,v) sta in A×B, perché v sta in A e in B. Ma sta anche in B×C, perché v sta in B e in C. Quindi la differenza la toglie. Falsa.
(e) La e non sta in A. Falsa.
(f) Gli elementi di P(B∪D) sono sottoinsiemi, non lettere. {b,l,u} contiene lettere, quindi non è contenuto in P(B∪D). Falsa. Sarebbe vera {b,l,u}∈P(B∪D): b e l stanno in B, u sta in D.
Solo la (b) è vera.
7 · Una relazione senza nome medio
In X={1,2,3,4} prendi R={(1,1),(2,2),(3,3),(4,4),(1,3),(3,1),(2,4)}. Quali proprietà ha? Quante coppie bisogna aggiungere, al minimo, per farla diventare un'equivalenza? Quali sono allora le classi?
Soluzione
Riflessiva: sì, ci sono le quattro coppie della diagonale.
Simmetrica: no. C'è (2,4) ma non (4,2).
Antisimmetrica: no. Ci sono (1,3) e (3,1), con 1 diverso da 3.
Transitiva: sì. Da (1,3) e (3,1) segue (1,1), che c'è; da (3,1) e (1,3) segue (3,3), che c'è. Le catene con (2,4) si chiudono subito, perché la riga 4 ha solo (4,4).
Per la simmetria basta aggiungere (4,2). Ora controllo di nuovo la transitività: da (4,2) e (2,4) segue (4,4), e da (2,4) e (4,2) segue (2,2). Ci sono già. Quindi basta una coppia.
Le classi sono {1,3} e {2,4}.
8 · La distanza al massimo 1 medio
Negli interi, chiama m e n in relazione quando la distanza tra loro è al massimo 1, cioè quando m−n è uguale a −1, 0 o 1. Controlla le quattro proprietà.
Soluzione
Riflessiva: sì, m−m=0.
Simmetrica: sì. Se m−n è −1, 0 o 1, allora n−m è 1, 0 o −1.
Antisimmetrica: no. 1 e 2 sono in relazione in tutti e due i sensi, e sono diversi.
Transitiva: no. 1 è in relazione con 2 e 2 con 3, ma 3−1=2: 1 e 3 non sono in relazione.
Non è un'equivalenza. Se provi a fare i «cassetti», il 2 dovrebbe stare con l'1 e con il 3, che però non possono stare insieme.
9 · Dalla partizione all'equivalenza medio
Prendi la partizione di X={1,2,3,4,5} in {1,4}, {2,3,5}. Scrivi l'equivalenza «stare nello stesso cassetto» come insieme di coppie e conta le coppie.
Soluzione
Dal cassetto {1,4}: tutte le coppie con due pezzi presi da lì, cioè (1,1), (1,4), (4,1), (4,4). Sono 2⋅2=4.
Dal cassetto {2,3,5}: tutte le coppie con due pezzi presi da lì. Sono 3⋅3=9: (2,2), (2,3), (2,5), (3,2), (3,3), (3,5), (5,2), (5,3), (5,5).
In tutto 4+9=13 coppie. L'equivalenza è {1,4}×{1,4} unito a {2,3,5}×{2,3,5}.
10 · Contare le relazioni medio
Quante relazioni ci sono in un insieme con 3 elementi? Quante di queste sono riflessive?
Soluzione
X×X ha 3⋅3=9 coppie. Una relazione è un qualunque sottoinsieme di queste coppie, e un insieme con 9 elementi ha 29=512 sottoinsiemi (lezione D02). Quindi le relazioni sono 512.
Una relazione riflessiva deve contenere le 3 coppie della diagonale. Per le altre 9−3=6 coppie si sceglie liberamente «dentro» o «fuori»: 26=64 relazioni riflessive.
11 · Esercizio 1.17 del libro: partizioni di un prodotto difficile
A è diviso in due parti A1 e A2, e B in due parti B1 e B2 (due partizioni). Dimostra che A1×B1, A1×B2, A2×B1, A2×B2 sono una partizione di A×B.
Soluzione
Prima un esempio: A={1,2,3} con A1={1} e A2={2,3}; B={x,y} con B1={x} e B2={y}. I quattro pezzi sono {(1,x)}, {(1,y)}, {(2,x),(3,x)}, {(2,y),(3,y)}: sei coppie in tutto, ognuna in un pezzo solo. Funziona.
Coprono tutto. Prendi una coppia (a,b) di A×B. Il pezzo a sta in A1 oppure in A2, perché sono una partizione di A; chiamo Ai quello giusto. Allo stesso modo b sta in un Bj. Allora (a,b) sta in Ai×Bj.
Nessuna parte vuota.Ai e Bj non sono vuoti, perché sono parti di partizioni. Prendi a in Ai e b in Bj: la coppia (a,b) sta in Ai×Bj, che quindi non è vuoto.
Nessuna sovrapposizione. Se (a,b) stesse in Ai×Bj e in Ak×Bl, allora a starebbe in Ai e in Ak: siccome le A sono una partizione, Ai e Ak sono la stessa parte. Allo stesso modo Bj e Bl sono la stessa parte. Quindi i due pezzi sono lo stesso pezzo.
12 · La congruenza modulo N è un'equivalenza difficile
Senza guardare il testo, dimostra che la relazione MN negli interi (m∼n quando N divide m−n) è riflessiva, simmetrica e transitiva. Poi spiega perché le classi sono esattamente N.
Soluzione
Riflessiva:m−m=0=N⋅0, un multiplo di N.
Simmetrica: se m−n=N⋅k per un intero k, allora n−m=N⋅(−k), ancora un multiplo di N.
Transitiva: se m−n=N⋅k e n−p=N⋅h, allora m−p=(m−n)+(n−p)=N⋅k+N⋅h=N⋅(k+h).
Le classi. Ogni intero m si scrive come un multiplo di N più un resto r tra 0 e N−1: m=N⋅q+r. Allora m−r=N⋅q, quindi m sta in [r]. I resti possibili sono 0,1,…,N−1, quindi ci sono al massimo N classi.
Sono proprio N, tutte diverse: due resti diversi tra 0 e N−1 hanno una differenza compresa tra −(N−1) e N−1, diversa da 0, e un numero così non è un multiplo di N.
§14
Domande di ripasso
autoverifica
Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.
Che differenza c'è tra (1,2) e {1,2}?
(1,2) è una coppia ordinata: c'è un primo e un secondo, e (1,2) è diversa da (2,1). {1,2} è un insieme: l'ordine non conta, e {1,2}={2,1}.
Che cos'è A×B e quanti elementi ha?
È l'insieme di tutte le coppie con il primo pezzo in A e il secondo in B. Se A ha m elementi e B ne ha n, le coppie sono m⋅n.
Perché {a,b}∈A×B è sempre falsa?
Perché gli elementi di A×B sono coppie, con le tonde, e {a,b} è un insieme, con le graffe. Si scrive (a,b)∈A×B, oppure {(a,b)}⊂A×B.
Che cos'è una relazione in un insieme X?
Un insieme di coppie di elementi di X, cioè un sottoinsieme di X×X. Le coppie scelte dicono quali elementi sono legati.
Come si riconoscono sulla tabella le proprietà riflessiva, simmetrica e antisimmetrica?
Riflessiva: tutta la diagonale ha il pallino. Simmetrica: la tabella è uguale alla sua immagine allo specchio rispetto alla diagonale. Antisimmetrica: fuori dalla diagonale nessun pallino ha il suo specchio.
Che cos'è una relazione di equivalenza? Fai due esempi.
Una relazione riflessiva, simmetrica e transitiva: dice che due elementi sono «dello stesso tipo». Esempi: «nato nello stesso mese» tra persone; la congruenza modulo 3 tra interi, in cui due numeri sono equivalenti quando la differenza è un multiplo di 3.
Che cosa c'entrano le equivalenze con le partizioni?
Le classi di un'equivalenza formano una partizione dell'insieme. Al contrario, ogni partizione dà un'equivalenza, «stare nello stesso cassetto». Sono due modi di descrivere la stessa cosa.
Perché due classi di equivalenza diverse non hanno elementi in comune?
Se [x] e [y] avessero un elemento z in comune, avresti x∼z e y∼z; per simmetria e transitività x∼y, e allora [x]=[y]. Quindi due classi o sono la stessa o non si toccano.
§15
Glossario
termini
Coppia ordinata
Due oggetti in fila, (a,b): c'è un primo e un secondo. (a,b) e (b,a) sono diverse se a e b sono diversi.
Componente
Uno dei pezzi di una coppia o di una terna: prima componente, seconda componente.
Prodotto cartesiano
A×B, l'insieme di tutte le coppie con il primo pezzo in A e il secondo in B. Ha ∣A∣⋅∣B∣ elementi.
Terna, n-upla
Tre, o n, oggetti in fila; sono gli elementi di A×B×C, o di A1×⋯×An.
Relazione
Un sottoinsieme di X×X: le coppie scelte dicono quali elementi sono legati. Si scrive aRb.
Diagonale
Le coppie con due pezzi uguali, (x,x); il libro la chiama Δ. È la relazione di uguaglianza.
Riflessiva
Ogni elemento è in relazione con sé stesso.
Simmetrica
Se a è in relazione con b, anche b è in relazione con a.
Antisimmetrica
Due elementi diversi non sono mai in relazione nei due sensi.
Transitiva
Se a è in relazione con b e b con c, anche a è in relazione con c.
Relazione d'ordine
Una relazione riflessiva, antisimmetrica e transitiva, come ≤.
Relazione di equivalenza
Una relazione riflessiva, simmetrica e transitiva; si scrive x∼y. Vuol dire «dello stesso tipo».
Congruenza modulo N
Negli interi, m∼n quando N divide m−n. Il libro la chiama MN.
Classe di equivalenza
[x], l'insieme degli elementi equivalenti a x.
Insieme quoziente
L'insieme delle classi di un'equivalenza, X/∼. Modulo N negli interi è ZN.
§16
Checklist
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