Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L01
Numeri reali
I numeri che userai in tutto il corso: quali sono, come si chiamano e quali regole seguono. Si parte dai numeri per contare e si arriva a quelli con infinite cifre dopo la virgola. In più: come si leggono i simboli della matematica e come si fanno i conti con le radici senza calcolatrice.
Dispense
lezione 1 · pp. 2–5
Libro
Martelli, §1.1 e complemento 1.II
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
Ripasso
La lezione in 6 punti
Questa lezione parla dei numeri: quali esistono, come si chiamano e con quale lettera si indicano.
I numeri sono divisi in quattro famiglie, una dentro l'altra: i numeri per contare, gli interi (con il segno meno), le frazioni e i numeri reali (quelli che possono avere infinite cifre dopo la virgola).
Alcuni numeri, come la radice quadrata di 2, non si possono scrivere come frazione. Si chiamano irrazionali.
I conti seguono nove regole che usi da sempre, come «2 + 5 fa lo stesso di 5 + 2». Un insieme di numeri in cui valgono tutte e nove si chiama campo.
Le parentesi cambiano il significato: con le graffe, con le tonde o con le quadre la stessa coppia di numeri indica tre cose diverse.
Per l'esame servono tre cose: riconoscere un campo, usare le parentesi giuste e fare i conti con le radici senza calcolatrice.
Canali A, B e C
Algebra lineare e Geometria usa le stesse dispense nei tre canali: Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C. Questi appunti seguono le dispense 2026, quindi valgono allo stesso modo per A, B e C. Cambiano solo i giorni delle lezioni: la pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831) avverte che i cambi d'orario vengono annunciati lì e a lezione. Esame e quiz sono comuni ai tre canali.
§1
Gli insiemi: sacchetti con dentro delle cose
p. 2
Prima di parlare di numeri serve una parola sola: insieme.
Immagina un sacchetto. Dentro ci metti delle cose: per esempio una mela, una pera e una banana. Il sacchetto con quello che contiene è un insieme. Le cose dentro si chiamano elementi dell'insieme.
In matematica dentro il sacchetto di solito ci sono dei numeri. Al posto del sacchetto si disegnano due parentesi graffe, una che apre e una che chiude. Gli elementi si scrivono in mezzo, separati da virgole:
{1,3,5}
Questo è l'insieme che contiene tre numeri: l'1, il 3 e il 5. Nient'altro.
Per non riscriverlo ogni volta, a un insieme si dà un nome: una lettera maiuscola. Per esempio lo chiamiamo A:
A={1,3,5}
Si legge: «A è l'insieme che contiene 1, 3 e 5».
Due regole sui sacchetti
In un insieme conta solo che cosa c'è dentro. Da qui vengono due regole.
L'ordine non conta.{1,3,5} e {5,1,3} sono lo stesso insieme. Un sacchetto resta lo stesso anche se lo scuoti.
Le ripetizioni non contano.{1,1,3} è uguale a {1,3}. Un numero o c'è o non c'è: scriverlo due volte non aggiunge niente.
«Sta dentro» e «non sta dentro»
Per dire che un numero sta dentro un insieme c'è un simbolo apposta: ∈. Assomiglia a una piccola E.
3∈A
Si legge «3 appartiene ad A». Vuol dire: il 3 è uno degli elementi di A. Ed è vero, perché A={1,3,5} e il 3 c'è.
Lo stesso simbolo con una barra sopra, ∈/, vuol dire il contrario.
2∈/A
Si legge «2 non appartiene ad A». È vero anche questo: tra 1, 3 e 5 il 2 non c'è.
Un sacchetto dentro un altro
Prendi due insiemi:
A={1,3,5}B={1,5}
Gli elementi di B sono l'1 e il 5. Tutti e due stanno anche in A. Allora B è contenuto in A. Un insieme contenuto in un altro si chiama sottoinsieme. Il simbolo è ⊂:
B⊂A
Si legge «B è contenuto in A».
In A c'è anche il 3, che in B manca. Quindi A ha qualcosa in più di B. Per dirlo si usa un simbolo un po' diverso, ⊊, con una lineetta sbarrata sotto:
B⊊A
Si legge «B è contenuto strettamente in A». Dice due cose insieme: B sta dentro A, e A ha almeno un elemento in più.
I puntini e l'insieme vuoto
Quando gli elementi sono tanti, o infiniti, non si possono scrivere tutti. Allora si scrivono i primi e poi tre puntini. I puntini vogliono dire «e avanti così, con la stessa regola».
{2,4,6,8,…}
Questo è l'insieme dei numeri pari da 2 in su. Dopo l'8 viene il 10, poi il 12, e non finiscono mai.
Esiste anche il sacchetto vuoto: l'insieme senza nessun elemento. Si chiama insieme vuoto e si scrive ∅.
Prova tu
Vero o falso? (a) 5∈{1,3,5}; (b) 4∈{1,3,5}; (c) {3}⊂{1,3,5}; (d) {1,2}⊂{1,3,5}.
(a) Vero: il 5 è uno dei tre elementi.
(b) Falso: il 4 non c'è. Si scrive 4∈/{1,3,5}.
(c) Vero. L'unico elemento di {3} è il 3, e il 3 sta anche in {1,3,5}.
(d) Falso. L'1 c'è, ma il 2 no. Basta un solo elemento fuori posto perché un insieme non sia contenuto nell'altro.
{1,2,3} e {3,2,1} sono lo stesso insieme?
Sì. Dentro ci sono le stesse cose (1, 2 e 3), e l'ordine non conta.
Nota · Dove si studiano meglio gli insiemi
Le dispense ricordano che la teoria degli insiemi si fa in dettaglio nell'altra metà del corso, Matematica Discreta. Qui servono solo gli insiemi di numeri.
Da ricordare
Un insieme è un sacchetto di elementi. Si scrive con le graffe: {1,3,5}.
∈ vuol dire «sta dentro», ∈/ vuol dire «non sta dentro».
⊂ vuol dire «è contenuto in»: tutti gli elementi del primo insieme stanno anche nel secondo.
L'ordine e le ripetizioni non contano.
§2
Le famiglie dei numeri: naturali, interi e razionali
p. 2
Adesso riempiamo i sacchetti con i numeri. Ci sono tre famiglie da conoscere subito, e ognuna ha la sua lettera.
I numeri per contare: i naturali
Sono i numeri che usi per contare le cose: zero mele, una mela, due mele, tre mele. Si chiamano numeri naturali.
Tutti insieme formano un insieme. Si indica con una N dal tratto doppio: N.
N={0,1,2,3,…}
I puntini dicono che non finiscono mai: dopo ogni numero ce n'è sempre uno più grande.
Trappola · Lo zero è un numero naturale
In questo corso, e nel libro di Martelli, Ncomincia da 0. In alcuni libri di scuola comincia da 1. All'esame vale la regola del corso: 0∈N.
I numeri con il segno meno: gli interi
Con i numeri naturali certe sottrazioni non si possono fare. Hai 3 euro e ne devi pagare 5: quanto ti resta? Meno di niente, perché sei sotto di 2. Per scriverlo servono i numeri negativi: 3−5=−2.
I naturali insieme ai negativi si chiamano numeri interi. L'insieme degli interi si indica con Z:
Z={…,−2,−1,0,1,2,…}
Qui i puntini sono da tutte e due le parti, perché gli interi continuano senza fine sia a destra sia a sinistra. La lettera Z viene dal tedesco Zahlen, che vuol dire «numeri».
Ogni numero naturale è anche un intero. Quindi il sacchetto N sta dentro il sacchetto Z. E Z ha qualcosa in più, per esempio −1. Con il simbolo di prima: N⊊Z.
Le frazioni: i razionali
Con gli interi certe divisioni non si possono fare. Dividi 1 pizza tra 2 persone: ognuno ne ha mezza. «Mezza» non è un numero intero. Per scriverlo serve una frazione: 21.
Ripasso · che cos'è una frazione
Una frazione si scrive con due numeri interi, uno sopra e uno sotto una lineetta: 43.
Il numero sotto (il denominatore) dice in quante parti uguali è tagliata la torta: qui 4.
Il numero sopra (il numeratore) dice quante parti prendi: qui 3.
Quindi 43 vuol dire «tre fette di una torta tagliata in quattro». È anche il risultato della divisione 3 diviso 4, cioè 0,75.
Il numero sotto non può essere 0: non ha senso tagliare una torta in zero parti. Per questo non si divide mai per zero.
Anche un intero è una frazione: basta mettere 1 sotto. Per esempio 5=15.
I numeri che si possono scrivere come frazione si chiamano numeri razionali. L'insieme dei razionali si indica con Q. La Q viene da quoziente, che è il risultato di una divisione.
Ogni intero è anche un razionale, perché 5=15. Quindi Z sta dentro Q. E Q ha qualcosa in più, per esempio 21. Quindi Z⊊Q.
Come lo scrivono le dispense
Ora che le tre famiglie sono chiare, ecco la definizione con le parole delle dispense.
Definizione 1.1 · Numeri naturali, interi e razionali
L'insieme dei numeri naturali è N={0,1,2,3,…}.
Se aggiungiamo i numeri negativi otteniamo l'insieme dei numeri interiZ={…,−2,−1,0,1,2,…}.
Se oltre agli interi consideriamo tutti i numeri esprimibili come frazioni ba, otteniamo l'insieme dei numeri razionali
Q={ba;a,b∈Z,b=0}.
Come si legge. L'ultima riga, quella di Q, è la più difficile. Un pezzo alla volta:
le graffe dicono che è un insieme;
ba dice che cosa c'è dentro: frazioni. Le lettere a e b stanno al posto di due numeri qualsiasi;
il punto e virgola si legge «dove». Dopo ci sono le condizioni sulle due lettere;
a,b∈Z vuol dire «a e b sono numeri interi»;
b=0 vuol dire «b è diverso da zero». Il simbolo = è un uguale sbarrato.
Tutta insieme: «Q è l'insieme delle frazioni ba, dove a e b sono interi e b non è zero».
Perché servono famiglie sempre più grandi
C'è un'idea che lega tutto. Ogni famiglia nuova nasce perché in quella vecchia manca la risposta a una domanda semplice.
Domanda
Risposta
C'è nella famiglia vecchia?
Famiglia nuova
Quale numero, sommato a 5, dà 3?
−2
no: −2 non è un naturale
gli interi Z
Quale numero, moltiplicato per 2, dà 1?
21
no: 21 non è un intero
i razionali Q
Quale numero, moltiplicato per sé stesso, dà 2?
2
no: non è una frazione (lo vediamo più avanti)
i reali R
Quale numero, moltiplicato per sé stesso, dà −1?
nessun numero reale
no
i complessi C, dalla lezione L02
Una frazione, tante scritture
Mezza pizza è mezza pizza anche se la tagli in 4 fette e ne prendi 2. Quindi 21 e 42 sono lo stesso numero, scritto in due modi.
Le dispense fanno questo esempio:
71=213=−56−8
Sono tre scritture di «un settimo». Dalla prima alla seconda si passa moltiplicando sopra e sotto per 3. Dalla prima alla terza si passa moltiplicando sopra e sotto per −8.
Come si controlla se due frazioni sono lo stesso numero? Con i prodotti in croce:
moltiplica il sopra della prima per il sotto della seconda;
moltiplica il sotto della prima per il sopra della seconda;
se i due risultati sono uguali, le due frazioni sono lo stesso numero.
Proviamo con 71 e 213. Nei conti il puntino ⋅ è il segno «per».
Sopra della prima per sotto della seconda: 1⋅21=21.
Sotto della prima per sopra della seconda: 7⋅3=21.
Viene 21 tutte e due le volte. Quindi 71=213.
Nota · Chi viene prima
Le dispense precisano che N è un concetto primitivo: non si costruisce a partire da altro, si parte da lì. Poi Z si costruisce a partire da N, e Q a partire da Z. Lo strumento che permette di dire «queste due frazioni sono lo stesso numero» si chiama relazione di equivalenza, e si studia in Matematica Discreta.
Prova tu
Per ogni numero di' la famiglia più piccola che lo contiene, tra N, Z e Q: (a) 7; (b) −7; (c) 37; (d) 26.
(a) N: è un numero per contare.
(b) Z: ha il segno meno, quindi non è un naturale.
(c) Q: 7 diviso 3 non dà un numero intero.
(d) N: prima si semplifica. 6 diviso 2 fa 3, che è un numero per contare.
32 e 1510 sono lo stesso numero? Usa i prodotti in croce.
2⋅15=30 e 3⋅10=30. I due risultati sono uguali, quindi sì: sono lo stesso numero.
Da ricordare
N: i numeri per contare, zero compreso.
Z: i naturali più i numeri negativi.
Q: tutte le frazioni, con il numero sotto diverso da zero.
Ogni famiglia sta dentro la successiva: N⊊Z⊊Q.
§3
I numeri reali: infinite cifre dopo la virgola
pp. 2–3
Le frazioni non bastano ancora. Per capire che cosa manca conviene guardarle scritte con la virgola.
Da frazione a numero con la virgola
Una frazione è una divisione. Se fai la divisione ottieni un numero con la virgola:
41=0,2531=0,333…
Possono succedere solo due cose.
Le cifre finiscono, come in 0,25.
Le cifre non finiscono, ma si ripetono sempre uguali, come in 0,333… Il gruppo di cifre che si ripete si chiama periodo. Per scriverlo in breve si mette una lineetta sopra: 0,3.
Un periodo può essere più lungo di una cifra. Per esempio 71=0,142857142857…, che si scrive 0,142857.
Vale anche il contrario: ogni numero con la virgola che finisce, oppure che si ripete, è una frazione. L'esercizio 5 mostra come si trova.
I numeri che le frazioni non raggiungono
Esistono anche numeri con infinite cifre dopo la virgola che non si ripetono mai. Il più famoso è pi greco:
π=3,14159265…
Le sue cifre vanno avanti per sempre, e nessun gruppo si ripete. Quindi π non è una frazione.
Un numero che può avere infinite cifre dopo la virgola si chiama numero reale. L'insieme dei numeri reali si indica con R.
I reali contengono tutto quello che abbiamo visto finora: i naturali, gli interi, le frazioni. E in più i numeri come π.
Una stranezza: due scritture per lo stesso numero
Le dispense avvertono di una piccola ambiguità. Un numero che finisce con infiniti 9 è uguale al numero «arrotondato»:
5,973999…=5,974
Il caso più semplice è 0,999…=1. Non è «quasi 1»: è proprio 1, scritto in un altro modo. Ecco perché, in tre passi.
Sappiamo che 31=0,333…
Moltiplichiamo per 3 tutti e due i lati. A sinistra viene 3⋅31=1. A destra ogni cifra 3 diventa 9, quindi viene 0,999…
I due lati erano uguali prima, quindi sono uguali anche dopo: 1=0,999…
Come si costruiscono i numeri reali: l'idea
Nota · Questa parte serve per capire, non per l'esame
Da qui alla fine della sezione si vede come si definiscono i numeri reali in modo preciso. Nei due appelli del 2026 (15/01 e 07/09) non c'è nessuna domanda su questo argomento. Se hai poco tempo, leggi solo il riquadro «Da ricordare» in fondo alla sezione.
Dire «un numero con infinite cifre» va bene per farsi un'idea. Ma resta un problema: come si sommano due numeri così? Per fare una somma in colonna si parte dalla cifra più a destra. Con infinite cifre, una cifra più a destra non esiste.
Le dispense risolvono il problema con un'idea diversa. Prova a «raggiungere» π usando solo numeri che finiscono:
con una cifra dopo la virgola: 3,1
con due cifre: 3,14
con tre cifre: 3,141
con quattro cifre: 3,1415
e avanti così, senza fermarsi mai.
Ognuno di questi numeri finisce, quindi è una frazione. Per esempio 3,14=100314. Nessuno di loro è π. Ma più vai avanti nella lista, più ti avvicini a π.
L'idea è questa: un numero reale è una lista infinita di frazioni che si avvicinano sempre di più a qualcosa. Anche se quel «qualcosa» non è una frazione, la lista lo individua lo stesso.
Servono due parole nuove.
Una lista infinita di numeri, uno dopo l'altro, si chiama successione. I numeri della lista si chiamano termini. Si scrivono con un numerino in basso che dice il posto: a1 è il primo, a2 il secondo, a3 il terzo. Nella lista di π: a1=3,1, poi a2=3,14, poi a3=3,141.
Una successione in cui i termini, da un certo punto in poi, sono vicinissimi tra loro si chiama successione di Cauchy. Si pronuncia «coscì»: è il nome di un matematico francese.
La lista di π è una successione di Cauchy. Dal terzo termine in poi tutti cominciano con 3,141, quindi tra l'uno e l'altro c'è meno di un millesimo. Dal sesto in poi c'è meno di un milionesimo. E avanti così, sempre più vicini.
Esempio 1.2 · Il numero π
Il numero reale π ha infinite cifre dopo la virgola: 3,1415926… Corrisponde alla successione di Cauchy di numeri razionali
a1=3,1a2=3,14a3=3,141a4=3,1415…
Le dispense aggiungono che la successione che definisce un numero reale non è unica. Per esempio anche la lista 3,2;3,15;3,142;3,1416;… (ogni volta arrotondando per eccesso) si avvicina a π. Due liste diverse possono indicare lo stesso numero.
Approfondimento · la definizione precisa di successione di Cauchy (p. 2)
Le dispense scrivono «vicinissimi tra loro» in modo preciso.
Una successione (an) di numeri razionali an∈Q è di Cauchy se per ogni numero razionale ε>0 esiste un N>0 per cui
∣am−an∣<εper ogni m,n>N.
Come si legge.
(an) è la successione, cioè tutta la lista a1,a2,a3,…
ε è la lettera greca epsilon. Qui indica una tolleranza: un numero positivo piccolo che scegli tu, per esempio un millesimo.
∣am−an∣ è la distanza tra due termini della lista. Le due barre verticali sono il valore assoluto: tolgono il segno meno, perché una distanza non è mai negativa. Per esempio ∣3−5∣=∣−2∣=2.
«Esiste un N … per ogni m,n>N» vuol dire: da un certo posto in poi, cioè dopo il posto numero N, due termini qualsiasi distano meno della tolleranza.
Tutta insieme: per quanto piccola tu scelga la tolleranza, da un certo punto in poi i termini distano tra loro meno di quella tolleranza. Più la tolleranza è piccola, più avanti nella lista bisogna andare.
Le liste che puntano a un buco
Una successione di Cauchy fatta di frazioni può comportarsi in due modi.
Si avvicina a una frazione. Per esempio la lista 0,3;0,33;0,333;… si avvicina a 31. Allora rappresenta quella frazione, e non c'è niente di nuovo.
Si avvicina a qualcosa che non è una frazione, come la lista di π. Allora rappresenta un numero nuovo, che tra le frazioni non c'era: un numero irrazionale.
Un'immagine utile. Metti tutte le frazioni su un righello. Sono fittissime, ma tra l'una e l'altra restano dei buchi piccolissimi: per esempio nel punto dove dovrebbe stare π. Una successione di Cauchy che punta a un buco serve a riempirlo.
Definizione · Numeri reali (p. 3)
I numeri reali sono definiti come classi di equivalenza di successioni di Cauchy di numeri razionali. Due successioni di Cauchy sono equivalenti se la loro differenza è una successione che tende a zero.
Come si legge. Due liste sono «equivalenti» quando si avvicinano alla stessa cosa, come le due liste di π dell'Esempio 1.2. «Classe di equivalenza» vuol dire che tutte le liste equivalenti tra loro contano come un solo numero. È lo stesso trucco delle frazioni: 21 e 42 sono scritture diverse dello stesso numero.
Esempio 1.3 · Il numero e
Le dispense danno un secondo esempio di lista che punta a un buco. Il termine di posto n si calcola con questa formula:
an=(1+n1)n
Al posto di n metti 1 per avere il primo termine, 2 per il secondo, 3 per il terzo. Il piccolo n in alto è una potenza: il numero tra parentesi va moltiplicato per sé stesso n volte.
Con n=1: dentro la parentesi 1+11=2. Poi 21=2. Quindi a1=2.
Con n=2: dentro la parentesi 1+21=23. Poi 23⋅23=49. Quindi a2=49=2,25.
Con n=3: dentro la parentesi 1+31=34. Poi 34⋅34⋅34=2764. Quindi a3=2764, che è circa 2,370.
Ogni termine è una frazione. La successione è di Cauchy, ma non si avvicina a nessuna frazione. Quindi definisce un numero reale nuovo: il numero di Euleroe=2,71828…
24681022,252,52,75ane
I termini an=(1+n1)n salgono verso e≈2,718 ma nessuno lo raggiunge
Nei numeri reali non ci sono più buchi (p. 3)
Con questa costruzione tutti i buchi del righello sono stati riempiti. Le dispense lo riassumono con due idee da tenere in testa.
Ogni numero reale si può approssimare con le frazioni, con la precisione che vuoi. Per esempio 3,14159 è una frazione molto vicina a π.
Se rifacessi tutto il lavoro partendo da liste di numeri reali, invece che di frazioni, non troveresti nessun numero nuovo.
La seconda idea ha un nome preciso: R è completo.
Proposizione · R è completo
A differenza di Q, l'insieme R dei numeri reali è completo: ogni successione di Cauchy in R converge.
Come si legge. «Converge» vuol dire «si avvicina sempre di più a un numero preciso». Quindi: ogni lista di numeri reali che si stringe si avvicina a un numero reale. Non punta mai a un buco, perché di buchi non ce ne sono più. In Q invece i buchi ci sono: la lista di π è fatta di frazioni ma non si avvicina a nessuna frazione.
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Il libro di Martelli presenta questa costruzione nel complemento 1.II «Costruzione dei numeri reali» (pp. 40–42 del libro).
Prova tu
0,25, 0,6 e π: quali sono frazioni?
0,25 finisce: è la frazione 41.
0,6=0,666… si ripete: è la frazione 32.
π ha infinite cifre che non si ripetono mai: non è una frazione.
Scrivi i primi quattro termini di una lista di numeri che finiscono e che si avvicina a 32=0,666…
0,6;0,66;0,666;0,6666. Ogni termine ha una cifra in più del precedente, come nella lista di π.
Da ricordare
Un numero reale è un numero che può avere infinite cifre dopo la virgola. L'insieme dei reali è R.
Le frazioni sono i numeri con la virgola che finiscono o che si ripetono. Quelli che non si ripetono mai, come π, sono irrazionali.
In modo preciso, un numero reale è una lista di frazioni che si avvicinano sempre di più tra loro: una successione di Cauchy.
R è completo: non ha buchi. Q invece ne ha.
§4
Perché la radice di 2 non è una frazione
p. 4
Finora abbiamo solo detto che esistono numeri che non sono frazioni. In questa sezione ne guardiamo uno da vicino e dimostriamo che davvero non lo è.
Ripasso · quadrato e radice quadrata
Il quadrato di un numero è il numero moltiplicato per sé stesso. Si scrive con un piccolo 2 in alto: 32=3⋅3=9.
La radice quadrata fa la strada al contrario. 9 è il numero positivo che, moltiplicato per sé stesso, dà 9. Quindi 9=3.
Altri due esempi: 16=4 perché 4⋅4=16, e 25=5 perché 5⋅5=25.
I numeri come 9, 16 e 25, che sono il quadrato di un intero, si chiamano quadrati perfetti.
Da dove viene la radice di 2
2 è il numero positivo che, moltiplicato per sé stesso, dà 2. Nessun intero funziona: 1⋅1=1 è troppo poco, 2⋅2=4 è troppo. Quindi 2 sta tra 1 e 2. Le prime cifre sono 1,41421…
Non è un numero inventato: è una lunghezza che si può disegnare. Prendi un quadrato con il lato lungo 1. La sua diagonale è lunga proprio 2.
211
La diagonale di un quadrato di lato 1 è lunga 2
Ripasso · il teorema di Pitagora
In un triangolo con un angolo retto, i due lati corti si chiamano cateti e il lato lungo si chiama ipotenusa. Il teorema dice: il quadrato di un cateto, più il quadrato dell'altro cateto, è uguale al quadrato dell'ipotenusa.
La diagonale taglia il quadrato in due triangoli con un angolo retto. I cateti sono i lati del quadrato, lunghi 1. L'ipotenusa è la diagonale. Quindi il quadrato della diagonale è 12+12=2, e la diagonale è 2.
Tutte le famiglie, una dentro l'altra
Le dispense riassumono le quattro famiglie in una riga sola:
N⊊Z⊊Q⊊R
Si legge da sinistra a destra: i naturali stanno dentro gli interi, gli interi dentro i razionali, i razionali dentro i reali. Ogni volta c'è il simbolo «strettamente», perché ogni famiglia ha qualcosa in più di quella prima:
−1 è un intero ma non un naturale;
21 è un razionale ma non un intero;
2 è un reale ma non un razionale.
N0,1,2,…Z−3Q21R2,π
Ogni insieme contiene il precedente e ha qualcosa in più
I primi due punti dell'elenco si vedono a occhio. Il terzo no. Come si fa a essere sicuri che nessuna frazione, tra le infinite che esistono, sia uguale a 2? Non si possono provare tutte. Serve un ragionamento.
Ragionare per assurdo
Il ragionamento che serve si chiama dimostrazione per assurdo. Funziona come il ragionamento di un detective.
Un detective vuole dimostrare che Mario non era in casa alle otto. Ragiona così: «Facciamo finta che Mario fosse in casa. Allora la telecamera sul portone lo avrebbe ripreso mentre entrava. Ma nel filmato Mario non c'è. È impossibile. Quindi Mario non era in casa.»
I passi sono sempre questi quattro.
Fai finta che sia vero il contrario di quello che vuoi dimostrare.
Ragioni in modo corretto, un passo alla volta.
Arrivi a una cosa impossibile. In matematica si chiama assurdo, oppure contraddizione.
Concludi che il punto 1 era sbagliato. Quindi è vero quello che volevi dimostrare.
Per la dimostrazione servono due attrezzi, che trovi nel riquadro qui sotto.
Ripasso · pari, dispari e frazioni ridotte
Un numero intero è pari se è il doppio di un altro intero: 6=2⋅3. È dispari se è un numero pari più 1: 7=6+1.
Primo attrezzo: se il quadrato di un numero è pari, anche il numero è pari. Il motivo è che un numero dispari ha sempre il quadrato dispari: 32=9, 52=25, 72=49. Vale per tutti i dispari. Un dispari si scrive 2k+1, dove k è un intero. Il suo quadrato è (2k+1)⋅(2k+1)=4k2+4k+1. I primi due pezzi sono pari, e un numero pari più 1 è dispari.
Secondo attrezzo: le frazioni ridotte. Una frazione è ridotta ai minimi termini quando sopra e sotto non si possono più dividere per lo stesso numero. 86 non è ridotta: sopra e sotto si dividono per 2, e diventa 43. Invece 43 è ridotta. Ogni frazione si può ridurre.
Proposizione 1.4
Il numero 2 non è razionale.
Come si legge. «Non è razionale» vuol dire «non si può scrivere come frazione». Un numero reale che non è razionale si chiama irrazionale.
Ecco la dimostrazione delle dispense, un passo alla volta.
Facciamo finta del contrario. Supponiamo che 2 sia una frazione: 2=ba, con a e b interi.
Scegliamo la frazione ridotta. Se a e b si potessero dividere per lo stesso numero, li dividiamo subito. Quindi possiamo supporre che ba sia ridotta ai minimi termini. Tieni a mente questo punto: tra poco lo contraddiremo.
Eleviamo al quadrato tutti e due i lati. A sinistra (2)2=2. A destra (ba)2=b2a2. Quindi
2=b2a2.
Togliamo la frazione. Moltiplichiamo tutti e due i lati per b2:
2b2=a2.
a è pari. Il numero a2 è il doppio di b2, quindi è pari. Per il primo attrezzo, anche a è pari. Allora a è il doppio di un intero, che chiamiamo k: a=2k.
Sostituiamo. Al posto di a scriviamo 2k. Il suo quadrato è 2k⋅2k=4k2. La riga del passo 4 diventa 2b2=4k2. Dividiamo tutti e due i lati per 2:
b2=2k2.
Anche b è pari. Il numero b2 è il doppio di k2, quindi è pari. Di nuovo per il primo attrezzo, anche b è pari.
L'assurdo.a e b sono tutti e due pari, quindi si possono dividere tutti e due per 2. Ma al passo 2 avevamo scelto una frazione ridotta, che non si può più semplificare. Le due cose non possono essere vere insieme.
Conclusione. L'ipotesi del passo 1 porta a una cosa impossibile, quindi è sbagliata. 2non è una frazione.
L'idea · la ricetta, in tre mosse
Scrivi il numero come frazione ridotta.
Eleva al quadrato e togli la frazione.
Mostra che sopra e sotto hanno un divisore in comune: è l'assurdo.
Con la stessa ricetta si dimostra che 3 e 6 non sono frazioni (esercizi 11 e 13).
Dimostrazione · un'altra strada, dal libro di Martelli
Anche Martelli arriva alla riga a2=2b2. Poi usa la scomposizione in fattori primi, cioè la scrittura di un numero come prodotto di numeri primi: per esempio 36=2⋅2⋅3⋅3.
In un quadrato ogni fattore primo compare un numero pari di volte. In 36=62 il 2 compare due volte e il 3 due volte.
Guarda allora quante volte compare il 2 nei due lati di a2=2b2. A sinistra c'è un quadrato, quindi il 2 compare un numero pari di volte. A destra c'è un quadrato moltiplicato per 2, quindi il 2 compare un numero pari di volte più una: un numero dispari. Ma un numero ha una sola scomposizione in fattori primi. I due lati non possono essere uguali: assurdo.
Oltre le dispense · altri numeri irrazionali
La radice di un numero naturale è un intero oppure è irrazionale. È un intero quando il numero è un quadrato perfetto: 4=2, 9=3. Altrimenti è irrazionale: 2, 3, 5, 8. Anche π ed e sono irrazionali, ma le dimostrazioni sono molto più difficili e nel corso non servono.
Trappola · Irrazionale per irrazionale non fa sempre irrazionale
2⋅2=2, che è razionale. Anche 2+(−2)=0 è razionale. Invece un razionale più un irrazionale è sempre irrazionale (esercizio 12): per esempio 1+2 non è una frazione.
Prova tu
Quali di questi numeri sono irrazionali? 4, 5, 49, 8.
5 e 8. Infatti 5 e 8 non sono quadrati perfetti. Invece 4=2 e 49=7 sono interi.
Nella dimostrazione, qual è la cosa impossibile a cui si arriva?
a e b risultano tutti e due pari, quindi la frazione ba si può ancora semplificare per 2. Ma l'avevamo scelta ridotta ai minimi termini.
Da ricordare
2 è la lunghezza della diagonale di un quadrato di lato 1. Non è una frazione: è irrazionale.
Si dimostra per assurdo: si fa finta che sia una frazione ridotta e si scopre che si può ancora semplificare.
Le quattro famiglie stanno una dentro l'altra: N⊊Z⊊Q⊊R.
§5
Le nove regole dei conti: che cos'è un campo
p. 4
Quando fai un conto usi delle regole senza accorgertene. Per esempio sai che 2+5 e 5+2 danno lo stesso risultato.
In questa sezione mettiamo queste regole in fila e diamo loro un nome. Può sembrare un lavoro inutile, ma non lo è. Dalla lezione L05 le stesse regole varranno anche per i vettori, che non sono numeri. Conoscerle per nome servirà lì.
Sui numeri reali ci sono due operazioni: la somma, con il segno +, e il prodotto, con il puntino ⋅. Le dispense le chiamano operazioni binarie. «Binaria» vuol dire che l'operazione prende due numeri e ne restituisce uno. Da 3 e 4 la somma restituisce 7, il prodotto restituisce 12.
Le nove regole, con i numeri
N.
La regola a parole
Un esempio
1
sommare 0 non cambia niente
0+7=7
2
in una somma l'ordine non conta
2+5=5+2
3
in una somma di tre numeri puoi cominciare da dove vuoi
1+(2+3)=(1+2)+3
4
ogni numero ha un opposto: sommati fanno 0
7+(−7)=0
5
moltiplicare per 1 non cambia niente
1⋅7=7
6
in un prodotto l'ordine non conta
2⋅5=5⋅2
7
in un prodotto di tre numeri puoi cominciare da dove vuoi
2⋅(3⋅4)=(2⋅3)⋅4
8
ogni numero diverso da 0 ha un inverso: moltiplicati fanno 1
4⋅41=1
9
moltiplicare una somma è come moltiplicare i due pezzi e poi sommare
3⋅(2+5)=3⋅2+3⋅5
Controlliamo per intero la regola 3 e la regola 9. Le parentesi dicono quale conto va fatto per primo.
Regola 3. A sinistra: prima 2+3=5, poi 1+5=6. A destra: prima 1+2=3, poi 3+3=6. Stesso risultato.
Regola 9. A sinistra: prima 2+5=7, poi 3⋅7=21. A destra: 3⋅2=6 e 3⋅5=15, poi 6+15=21. Stesso risultato.
Ogni regola ha un nome, che ritroverai per tutto il corso.
Il numero che «non cambia niente» si chiama elemento neutro. È lo 0 per la somma (regola 1) e l'1 per il prodotto (regola 5).
«L'ordine non conta» è la proprietà commutativa (regole 2 e 6).
«Puoi cominciare da dove vuoi» è la proprietà associativa (regole 3 e 7).
La regola 9 è la proprietà distributiva.
Lo zero non ha inverso
Guarda bene la regola 8: vale per ogni numero tranne lo zero.
L'inverso di un numero è quello che, moltiplicato per lui, dà 1. L'inverso di 4 è 41. L'inverso di 32 è 23: basta scambiare sopra e sotto.
E l'inverso di 0? Dovrebbe essere un numero che, moltiplicato per 0, dà 1. Ma qualunque numero moltiplicato per 0 dà 0, mai 1. Quindi quel numero non esiste. È lo stesso divieto di prima: non si divide per zero.
Come lo scrivono le dispense
Ecco le stesse nove regole con le parole e i simboli delle dispense.
Proposizione 1.5 · Le nove proprietà di R
Su R ci sono due operazioni binarie + e ⋅ con le seguenti proprietà:
esiste l'elemento neutro0 per l'addizione +, per cui 0+a=a+0=a, ∀a∈R;
vale la proprietà commutativaa+b=b+a, ∀a,b∈R;
vale la proprietà associativaa+(b+c)=(a+b)+c, ∀a,b,c∈R;
ogni elemento a∈R ha un inverso (o opposto) −a, per cui a+(−a)=(−a)+a=0;
esiste l'elemento neutro1 per la moltiplicazione ⋅, per cui 1⋅a=a⋅1=a, ∀a∈R;
vale la proprietà commutativaa⋅b=b⋅a, ∀a,b∈R;
vale la proprietà associativaa⋅(b⋅c)=(a⋅b)⋅c, ∀a,b,c∈R;
ogni elemento a∈R con a=0 ha un inversoa−1, per cui a⋅a−1=a−1⋅a=1;
vale la proprietà distributivaa⋅(b+c)=a⋅b+a⋅c, ∀a,b,c∈R.
Come si legge. C'è un solo simbolo nuovo: ∀, una A rovesciata. Si legge «per ogni».
«∀a∈R» si legge «per ogni a che appartiene a R». Vuol dire: qualunque numero reale tu metta al posto della lettera a.
La riga 1 dice che 0+a e a+0 fanno a, per ogni numero reale a. Se al posto di a metti 7 diventa 0+7=7+0=7: è la regola 1 della tabella.
Le righe 4 e 8 parlano di «inverso». Per la somma l'inverso si chiama di solito opposto e si scrive −a. Per il prodotto si scrive a−1, con un piccolo −1 in alto, ed è lo stesso di a1. Per esempio 4−1=41.
Ogni riga è una delle regole della tabella, scritta con le lettere al posto dei numeri. Le lettere servono a dire che la regola vale per tutti i numeri, non solo per quelli dell'esempio.
Che cos'è un campo
Le nove regole non valgono solo per i numeri reali. Ogni insieme in cui si può sommare e moltiplicare, e in cui valgono tutte e nove, riceve lo stesso nome.
Definizione · Campo
Un insieme con due operazioni + e ⋅ che hanno queste nove proprietà si chiama campo.
Come si legge. «Campo» è solo un nome. Dice: qui dentro si possono fare le quattro operazioni con le solite regole, senza mai uscire dall'insieme. La somma e la sottrazione funzionano grazie agli opposti. Il prodotto e la divisione funzionano grazie agli inversi.
Le dispense aggiungono due avvisi. Il concetto di campo torna più in dettaglio nella lezione L05. E al posto di a⋅b si scrive spesso solo ab, senza il puntino.
Quali insiemi sono campi?
Per decidere se una famiglia di numeri è un campo bastano quasi sempre due domande. Ogni numero ha il suo opposto dentro la famiglia? Ogni numero diverso da zero ha il suo inverso dentro la famiglia?
Famiglia
L'opposto c'è sempre?
L'inverso c'è sempre?
È un campo?
N
no: l'opposto di 3 è −3, che non è un naturale
no: l'inverso di 3 è 31, che non è un naturale
no
Z
sì
no: l'inverso di 2 è 21, che non è un intero
no
Q
sì
sì: l'inverso di ba è ab
sì
R
sì
sì
sì
C
sì
sì (lezione L02)
sì
Per dire che un insieme non è un campo basta una regola che non funziona, con un esempio. «Z non è un campo perché 2 non ha inverso in Z» è una risposta completa.
Approfondimento · perché un numero per zero fa sempre zero
Dalle nove regole si può ricavare anche quello che sembra scontato. Per esempio che a⋅0=0 per ogni numero a.
Per la regola 1, 0+0=0. Quindi a⋅0 è uguale ad a⋅(0+0).
Per la regola 9, a⋅(0+0)=a⋅0+a⋅0.
Mettendo insieme i due passi: a⋅0=a⋅0+a⋅0.
Ora togliamo a⋅0 da tutti e due i lati, cioè sommiamo il suo opposto (regola 4). A sinistra resta 0. A destra resta a⋅0.
Quindi 0=a⋅0. Nella lezione L05 la stessa idea servirà per i vettori (Proposizione 5.5).
Prova tu
(a) Qual è l'opposto di −5? (b) Qual è l'inverso di 52? (c) Qual è l'inverso di 1?
(a) 5, perché −5+5=0.
(b) 25, perché 52⋅25=1010=1.
(c) 1, perché 1⋅1=1.
I numeri pari, cioè {…,−4,−2,0,2,4,…}, formano un campo?
No. Manca l'1, che serve per la regola 5: l'1 è dispari. Manca anche l'inverso di 2, che sarebbe 21.
Da ricordare
Un campo è un insieme di numeri in cui valgono le nove regole. In pratica: puoi fare le quattro operazioni senza uscire dall'insieme.
Q, R e C sono campi. N e Z no.
Lo zero non ha inverso: non si divide per zero.
§6
Maggiore e minore: l'ordine
p. 5
Tra due numeri diversi ce n'è sempre uno più grande.
Disegna una riga e mettici sopra i numeri: lo zero al centro, i positivi a destra, i negativi a sinistra. È la retta dei numeri. Un numero è maggiore di un altro se sta più a destra.
−3−2−10123212π
La retta dei numeri: più un numero sta a destra, più è grande
I simboli sono due.
a>b si legge «a è maggiore di b». L'apertura del simbolo guarda verso il numero più grande: 7>4.
a<b si legge «a è minore di b»: 4<7.
Con i numeri negativi serve attenzione: −2>−5, perché −2 sta più a destra di −5. Un debito di 2 euro è meglio di un debito di 5.
Un insieme di numeri in cui due numeri diversi si possono sempre confrontare così si chiama ordinato. N, Z, Q e R sono tutti ordinati.
La regola precisa
Le dispense danno una regola che non ha bisogno del disegno.
Definizione · Ordine (p. 5)
Diciamo che a>b se a−b>0.
Come si legge. Per sapere se a è maggiore di b fai la sottrazione a−b. Se il risultato è positivo, cioè maggiore di zero, allora a>b.
Due esempi.
Con 7 e 4: 7−4=3, che è positivo. Quindi 7>4.
Con −2 e −5: −2−(−5)=−2+5=3, che è positivo. Quindi −2>−5.
Con questa regola basta sapere quali numeri sono positivi. Le dispense lo dicono famiglia per famiglia.
In Z i positivi sono 1,2,3,…
In Q una frazione è positiva quando sopra e sotto hanno lo stesso segno. 43 è positiva. Anche −4−3 è positiva, perché meno diviso meno fa più. Invece 4−3 è negativa.
In R la regola usa le successioni di Cauchy: è nel riquadro qui sotto.
Approfondimento · quando un numero reale è positivo (p. 5)
Le dispense scrivono: un numero reale è positivo se è rappresentabile da una successione di Cauchy (an) di numeri razionali per la quale esiste un numero razionale ε>0 tale che an>εdefinitivamente.
Come si legge. «Definitivamente» vuol dire «da un certo posto in poi, per sempre». Quindi: da un certo punto in poi, i termini della lista stanno tutti sopra una soglia positiva fissa, che qui si chiama ε.
Perché serve la soglia? Guarda la lista 1;21;31;41;… I suoi termini sono tutti positivi, ma si avvicinano a 0, e lo zero non è positivo. Nessuna soglia funziona: prima o poi i termini scendono sotto. Invece la lista di π, cioè 3,1;3,14;3,141;…, sta sempre sopra la soglia 3. Infatti π è positivo.
Nota · Anticipo della lezione L02
I numeri complessi C sono un campo, ma non sono ordinati: tra due numeri complessi non ha senso chiedersi quale sia il maggiore.
Prova tu
Metti il segno giusto, > oppure <: (a) tra 3 e −8; (b) tra −7 e −1; (c) tra 21 e 31.
(a) 3>−8. Controllo: 3−(−8)=3+8=11, positivo.
(b) −7<−1. Controllo: −1−(−7)=−1+7=6, positivo. Quindi il maggiore è −1.
(c) 21>31: mezza pizza è più di un terzo di pizza. Controllo: 21−31=63−62=61, positivo.
Da ricordare
a>b vuol dire che a sta più a destra di b sulla retta dei numeri. La regola precisa: a−b è positivo.
N, Z, Q e R sono ordinati. C no.
§7
Parentesi da non confondere
p. 5
Tre scritture si assomigliano molto e vogliono dire cose diversissime.
Scrittura
Parentesi
Che cos'è
Che cosa contiene
{1,2}
graffe
un insieme con due soli elementi
solo l'1 e il 2
(1,2)
tonde
un intervallo aperto
tutti i numeri reali tra 1 e 2, senza l'1 e il 2
[1,2]
quadre
un intervallo chiuso
tutti i numeri reali tra 1 e 2, compresi l'1 e il 2
Un intervallo è un pezzo della retta dei numeri: tutti i numeri reali tra un punto di partenza e un punto di arrivo. Tra 1 e 2 ci sono 1,5, 1,01, 1,999 e infiniti altri.
I due numeri scritti tra le parentesi si chiamano estremi. La differenza tra tonde e quadre sta tutta lì:
Anche (1,2) e [1,2] sono insiemi. Ma hanno infiniti elementi, mentre {1,2} ne ha due.
Scrivere un insieme con una condizione
C'è un modo molto usato per descrivere un insieme senza elencare gli elementi. Si scrive quale condizione devono rispettare.
{x∈R∣1<x<2}
Si legge: «l'insieme degli x che appartengono a Rtali chex è maggiore di 1 e minore di 2».
Un pezzo alla volta:
la lettera x sta per un numero qualsiasi;
x∈R dice dove si cercano gli elementi: tra i numeri reali;
la barretta verticale si legge «tale che». Nelle dispense al suo posto trovi a volte i due punti o il punto e virgola;
1<x<2 è la condizione. È un modo breve per scrivere due cose insieme: 1<x e x<2.
Questo insieme è proprio l'intervallo aperto. Le dispense scrivono:
(1,2)={x∈R∣1<x<2},[1,2]={x∈R∣1≤x≤2}.
Il simbolo ≤ si legge «minore o uguale». A differenza di <, permette anche l'uguale. Per questo nell'intervallo chiuso l'1 e il 2 sono compresi.
Oltre le dispense · gli altri intervalli
Le due parentesi si possono mescolare. [1,2) include l'1 ed esclude il 2. (1,2] esclude l'1 e include il 2.
Per una semiretta, cioè un pezzo di retta che da una parte non finisce, si usa il simbolo ∞ («infinito»). Per esempio [0,+∞) contiene tutti i numeri reali da 0 in su. Accanto a ∞ la parentesi è sempre tonda, perché l'infinito non è un numero e non può essere «incluso».
La stessa scrittura per un punto
C'è un'ultima complicazione. In questo corso (1,2) si usa anche per una cosa del tutto diversa: un punto del piano, oppure un vettore (lezione L05). In quel caso i due numeri sono le coordinate: 1 passo a destra e 2 passi in su.
Come si capisce quale dei due significati vale? Dal contesto, cioè dalla frase intorno.
«Il numero x sta in (1,2)»: è l'intervallo.
«Il punto P=(1,2)» oppure «il vettore v=(1,2)»: è la coppia di coordinate. Qui l'ordine conta: (1,2) e (2,1) sono due punti diversi.
Conta all'esame · La notazione giusta
Le dispense insistono: è essenziale usare sempre la notazione giusta. Le graffe non si usano mai per i punti o per i vettori. Scrivere {1,2} al posto del vettore (1,2) è un errore: in un insieme l'ordine non conta, in un vettore sì. Negli appelli i vettori sono scritti anche come t(1,2), con una piccola t in alto a sinistra. Vuol dire «messo in verticale», e si vede nella lezione L08.
Prova tu
Il numero 2 sta in (1,2)? E in [1,2]? E in {1,2}?
In (1,2) no: la tonda esclude l'estremo.
In [1,2] sì: la quadra lo include.
In {1,2} sì: è uno dei suoi due elementi.
Quanti elementi hanno {0,5} e [0,5]?
{0,5} ne ha 2: lo 0 e il 5. [0,5] ne ha infiniti: tutti i numeri reali da 0 a 5.
Scrivi con le parentesi l'insieme {x∈R∣3≤x<7}.
[3,7). A sinistra la quadra, perché il 3 è compreso (≤). A destra la tonda, perché il 7 è escluso (<).
Da ricordare
Graffe: un insieme con gli elementi elencati. {1,2} ha due elementi.
Tonde: intervallo con gli estremi esclusi. Quadre: intervallo con gli estremi inclusi.
(1,2) può essere anche un punto o un vettore: lo dice il contesto.
Mai le graffe per un vettore.
§8
Le lettere greche del corso
p. 5
Nelle formule del corso compaiono spesso lettere dell'alfabeto greco. Non hanno niente di speciale: sono altri nomi per i numeri, come x e y. Le dispense chiedono di imparare queste nove.
Lettera
Nome
Dove la incontrerai
α
alfa (alpha)
angoli, coefficienti
ε
epsilon
un numero piccolo a piacere (successioni di Cauchy)
σ
sigma
coefficienti, permutazioni in Matematica Discreta
ϑ
theta
angoli, per esempio nei numeri complessi
ϕ
fi (phi)
angoli, applicazioni
π
pi greco
il numero 3,14159…
λ
lambda
i numeri che moltiplicano i vettori, e poi gli autovalori
μ
mi (mu)
come lambda, quando serve una seconda lettera
ϱ
ro (rho)
raggi e distanze
Alcune lettere si scrivono in due modi: ϑ e θ sono entrambe theta, ϕ e φ entrambe fi, ϱ e ρ entrambe ro, ε ed ϵ entrambe epsilon.
Prova tu
Come si chiamano λ, ϑ e ε?
Lambda, theta ed epsilon.
Da ricordare
Le lettere greche sono solo nomi. Le più usate nel corso sono λ (lambda) e μ (mi), che di solito indicano numeri, e ϑ (theta), che indica un angolo.
§9
Leggere i simboli della matematica
oltre le dispense
Le formule del corso sono frasi scritte in breve.
Ogni simbolo sta al posto di qualche parola. Se rimetti le parole al posto dei simboli, una formula si legge come una frase normale. Le dispense usano questi simboli già dalla prima lezione; il libro di Martelli li spiega nel §1.1 (pp. 4–7).
Simbolo
Si legge
Un esempio, letto a parole
∀
«per ogni»
∀a∈R:a+0=a si legge «per ogni numero reale a, a più zero fa a»
∃
«esiste»
∃x∈Z:x+5=3 si legge «esiste un intero x per cui x più 5 fa 3». È vero: x=−2
: oppure ∣
«tale che», «per cui»
{x∈R∣x>0} si legge «i numeri reali x tali che x è maggiore di zero»
⟹
«se … allora …»
a=2⟹a2=4 si legge «se a è 2, allora a al quadrato è 4»
⟺
«se e solo se»
a−b>0⟺a>b si legge «a meno b è positivo se e solo se a è maggiore di b»
∪
«unito»
{1,2}∪{2,3}={1,2,3}: gli elementi che stanno nell'uno o nell'altro
∩
«intersecato»
{1,2}∩{2,3}={2}: gli elementi che stanno nell'uno e nell'altro
∖
«meno»
{1,2,3}∖{3}={1,2}: il primo insieme senza gli elementi del secondo
«Se e solo se» vuol dire che le due frasi sono vere insieme oppure false insieme: dalla prima si ricava la seconda, e dalla seconda la prima.
Una parola cambia tutto
Le parole «per ogni» ed «esiste» si chiamano quantificatori. Vanno lette con attenzione, perché basta cambiare un pezzo della frase per passare da vero a falso.
«Per ogni numero realex esiste un numero realey per cui 2y=x.» È vera: basta prendere come y la metà di x.
«Per ogni numero interox esiste un numero interoy per cui 2y=x.» È falsa: con x=1 servirebbe y=21, che non è un intero.
Trappola · «Se … allora» non vale al contrario
La frase «se a è 2, allora a2 è 4» è vera. La frase al contrario, «se a2 è 4, allora a è 2», è falsa: anche a=−2 dà a2=4. Quando una frase vale in tutti e due i versi si usa «se e solo se».
Prova tu
Leggi a parole: ∀x∈N:x+1∈N. È vera?
«Per ogni numero naturale x, anche x+1 è un numero naturale.» È vera: il numero che viene dopo un naturale è ancora un naturale.
Quanto fanno {1,2,3}∩{2,3,4} e {1,2,3}∪{2,3,4}?
Intersezione: gli elementi che stanno in tutti e due gli insiemi, cioè {2,3}.
Unione: gli elementi che stanno in almeno uno dei due, cioè {1,2,3,4}.
Da ricordare
Una formula si legge come una frase. Il simbolo ∀ si legge «per ogni», ∃ si legge «esiste», la freccia doppia ⟹ si legge «se … allora».
§10
Conti con le radici senza calcolatrice
oltre le dispense
All'esame la calcolatrice è vietata, e nelle risposte del quiz compaiono spesso le radici.
Conta all'esame · Perché impararlo adesso
Nell'appello del 07/09/2026 le cinque risposte possibili per una distanza erano 3, 33, 33, 3 e 3+3. Per un angolo comparivano arccos433, arccos426 e simili. Bisogna saper riconoscere che, per esempio, 31 e 33 sono lo stesso numero.
Le regole sono sei. Valgono per numeri positivi o nulli sotto la radice.
Regola 1: radice per radice
Il prodotto di due radici è la radice del prodotto.
2⋅8=2⋅8=16=4
Regola 2: portare fuori un quadrato
Se il numero sotto la radice è un quadrato perfetto moltiplicato per qualcos'altro, il quadrato perfetto «esce» dalla radice.
Esempio con 12.
Cerca un quadrato perfetto che divide 12. Il 4 va bene: 12=4⋅3.
Spezza la radice con la regola 1 letta al contrario: 4⋅3=4⋅3.
Calcola la radice del quadrato perfetto: 4=2.
Risultato: 12=23. La scrittura 23 vuol dire «2 per radice di 3»: tra un numero e una radice il puntino non si scrive.
Regola 3: radice e quadrato si annullano
Il quadrato di una radice restituisce il numero di partenza: (5)2=5. Viene dalla definizione: 5 è il numero che, moltiplicato per sé stesso, dà 5.
Al contrario serve attenzione. La radice di un quadrato è sempre positiva: (−3)2=9=3, non −3.
Regola 4: si sommano solo radici uguali
Due radici uguali si sommano come le mele: 2 mele più 5 mele fanno 7 mele.
23+53=73
Due radici diverse non si possono unire: 2+3 resta scritto così.
Regola 5: togliere la radice dal numero sotto
Una frazione con una radice sotto si riscrive moltiplicando sopra e sotto per quella radice. Il valore non cambia, perché moltiplicare sopra e sotto per lo stesso numero è come moltiplicare per 1.
Esempio con 36.
Moltiplica sopra e sotto per 3. Sopra viene 63. Sotto viene 3⋅3=3.
La frazione è diventata 363.
Semplifica: 6 diviso 3 fa 2. Risultato: 23.
Regola 6: quando sotto c'è una somma o una differenza
Se sotto c'è una differenza come 2−1, si moltiplica sopra e sotto per la stessa espressione con il segno cambiato, cioè 2+1.
Ripasso · somma per differenza
Moltiplicare una somma per la differenza degli stessi due numeri dà la differenza dei quadrati: (x−y)⋅(x+y)=x2−y2.
Controllo con x=5 e y=2. A sinistra: 3⋅7=21. A destra: 25−4=21.
Esempio con 2−11.
Moltiplica sopra e sotto per 2+1. Sopra viene 2+1.
Sotto viene (2−1)⋅(2+1). Per il ripasso fa (2)2−12=2−1=1.
Risultato: 12+1=2+1. La radice sotto è sparita.
Trappola · La radice di una somma
La radice di una somma non è la somma delle radici. Controllo con i numeri: 9+16=25=5, mentre 9+16=3+4=7.
Tutte le regole in una tabella, da copiare sul foglio dell'esame.
Regola
Esempio
a⋅b=ab
2⋅8=16=4
a2b=ab
12=4⋅3=23
(a)2=a
(5)2=5
x2 è x senza il segno meno
(−3)2=3
si somma solo la stessa radice
23+53=73
radice sotto: moltiplica sopra e sotto per la radice
36=363=23
differenza sotto: moltiplica sopra e sotto per la somma
2−11=2+1
Prova tu
Semplifica 18.
Un quadrato perfetto che divide 18 è 9: 18=9⋅2. Quindi 18=9⋅2=32.
Togli la radice dal numero sotto: 24.
Moltiplica sopra e sotto per 2. Sopra viene 42, sotto viene 2⋅2=2. Quindi 242=22.
Da ricordare
Un quadrato perfetto esce dalla radice: 12=23.
Si sommano solo radici uguali.
Per togliere una radice dal numero sotto, moltiplica sopra e sotto per quella radice.
La radice di una somma non è la somma delle radici.
§11
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
{}
«l'insieme di…»
le graffe racchiudono gli elementi di un insieme
{1,3,5}
∈
«appartiene a»
sta dentro l'insieme
3∈{1,3,5}
∈/
«non appartiene a»
non sta dentro l'insieme
2∈/{1,3,5}
⊂
«è contenuto in»
tutti gli elementi del primo stanno nel secondo
{1,5}⊂{1,3,5}
⊊
«è contenuto strettamente in»
è contenuto, e il secondo ha qualcosa in più
N⊊Z
∅
«insieme vuoto»
l'insieme senza elementi
…
«e avanti così»
gli elementi continuano con la stessa regola
{0,1,2,…}
N
«enne»
i numeri naturali
0,1,2
Z
«zeta»
i numeri interi
−2,0,7
Q
«cu»
i numeri razionali, cioè le frazioni
21,−43
R
«erre»
i numeri reali
2,π
C
«ci»
i numeri complessi (lezione L02)
⋅
«per»
il segno della moltiplicazione
3⋅4=12
=
«diverso da»
non uguale
b=0
<, >
«minore di», «maggiore di»
più a sinistra, più a destra sulla retta dei numeri
−5<−2
≤, ≥
«minore o uguale», «maggiore o uguale»
come sopra, ma è permesso anche l'uguale
2≤2
∣
«tale che»
introduce la condizione da rispettare
{x∈R∣x>0}
(a,b)
«intervallo aperto da a a b»
i numeri reali tra a e b, estremi esclusi
(1,2)
[a,b]
«intervallo chiuso da a a b»
i numeri reali tra a e b, estremi inclusi
[1,2]
an
«a con enne»
il termine di posto n di una successione
a2=3,14
∣x∣
«valore assoluto di x»
il numero senza il segno meno
∣−2∣=2
a2
«a al quadrato»
a per a
32=9
a
«radice di a»
il numero positivo che al quadrato dà a
9=3
−a
«meno a», «l'opposto di a»
il numero che sommato ad a dà 0
−7
a−1
«a alla meno uno», «l'inverso di a»
il numero che moltiplicato per a dà 1
4−1=41
∀
«per ogni»
vale qualunque elemento tu scelga
∀a∈R
∃
«esiste»
ce n'è almeno uno
∃x∈Z
§12
Verso l'esame
esame
La prova di Algebra lineare e Geometria (parte 2 di MDAG) è scritta ed è la stessa per i canali A, B e C. Al 30/09/2026 le regole del 2026/27 non sono ancora pubblicate: su Moodle c'è scritto «informazioni seguono». Il riferimento sono quindi le regole del 2025/26, confermate dai testi degli appelli.
Com'è fatta la prova
10 domande a risposta multipla. Ognuna ha 5 risposte, da (a) a (e), e una sola è giusta. Ogni domanda vale 1 punto.
2 problemi a risposta aperta, divisi in più domande. Ognuno vale 11 punti. Per avere punti parziali bisogna scrivere i passaggi.
Sbarramento. I problemi vengono corretti solo a chi fa almeno 6 punti su 10 nel quiz.
Durata: 2 ore. Il massimo è 32 punti, la sufficienza è 18.
Materiale ammesso: solo un foglio protocollo, oppure due fogli A4 (4 facciate), scritti a mano, con formule, appunti ed esercizi. Niente calcolatrice e niente libri.
Nel quiz le risposte si segnano con una X, non con un cerchio.
Appello 2026/27
Iscrizioni su MyUniTo
Ora e aule
ven 22/01/2027
02/01 – 15/01/2027
14:00, aule A, B, C, D, F
ven 05/02/2027
16/01 – 29/01/2027
14:00, aule A, B, C, D, F
Il voto finale di MDAG è la media delle due prove, Matematica Discreta e Algebra lineare. Si possono sostenere anche in appelli diversi. Attenzione: ripresentarsi a una prova già superata annulla il voto precedente, anche se va peggio. Dettagli e fonti nella scheda del corso.
Che cosa serve di questa lezione
Campi. Dalla lezione L05 ogni spazio vettoriale è costruito «su un campo». Saper dire perché Z non è un campo è una tipica domanda di teoria del quiz.
Notazioni. Insiemi, intervalli, punti e vettori con le parentesi giuste. Nei problemi le risposte si scrivono con questa notazione.
Conti a mano. Frazioni e radici compaiono in quasi tutte le domande su lunghezze, angoli e distanze. Allenati adesso con gli esercizi 5 e 10.
Ragionare per assurdo. Il quiz non chiede dimostrazioni, ma questo modo di ragionare torna spesso nelle dispense.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
È l'unico materiale ammesso, quindi conviene costruirlo lezione per lezione. Da questa lezione bastano due cose: la tabella delle regole sulle radici e la riga «campo = 9 regole; N e Z non sono campi».
§13
Quiz
come all'esame
Quale di questi insiemi, con la somma e il prodotto usuali, non è un campo?
In un campo ogni numero diverso da zero deve avere l'inverso dentro l'insieme (regola 8). In Z l'inverso di 2 sarebbe 21, che non è un intero. Quindi Z non è un campo. Q, R e C invece lo sono.
Quale di questi numeri è irrazionale?
12=23, e 3 è irrazionale perché 3 non è un quadrato perfetto. Gli altri sono tutti frazioni: 0,125=81, 9=3, 0,3=31. Anche 722 è una frazione: è solo un numero vicino a π, non è π.
Quale affermazione è vera?
Ogni famiglia sta dentro la successiva e la successiva ha qualcosa in più: −1 è un intero ma non un naturale, 21 è un razionale ma non un intero, 2 è un reale ma non un razionale.
L'insieme {x∈R∣1≤x<2} è:
Il simbolo ≤ include l'1: parentesi quadra a sinistra. Il simbolo < esclude il 2: parentesi tonda a destra. Invece {1,2} è l'insieme con i soli due numeri 1 e 2.
Il numero 0,999… (con infinite cifre 9) è uguale a:
Si parte da 31=0,333… e si moltiplicano per 3 tutti e due i lati: a sinistra viene 1, a destra 0,999… Sono due scritture dello stesso numero, come 5,9739 e 5,974 nelle dispense.
Nella dimostrazione che 2∈/Q, a quale assurdo si arriva?
Da a2=2b2 si ricava che a è pari. Sostituendo a=2k si ricava che anche b è pari. Allora sopra e sotto si dividono per 2, ma la frazione era stata scelta ridotta: le due cose non possono essere vere insieme.
Quale proprietà manca a Z per essere un campo?
«Inverso moltiplicativo» è l'inverso per il prodotto, quello della regola 8. In Z ogni numero ha l'opposto, e le altre regole valgono tutte. Ma solo 1 e −1 hanno un inverso intero: per esempio l'inverso di 3 sarebbe 31.
Quanto vale 8+18?
Si porta fuori un quadrato da ogni radice: 8=4⋅2=22 e 18=9⋅2=32. Ora le radici sono uguali e si sommano: 22+32=52. La risposta 26 è la trappola: la radice di una somma non è la somma delle radici.
Quanto vale a2 nella successione an=(1+n1)n? Scrivi una frazione o un decimale.
9/4
Al posto di n si mette 2. Dentro la parentesi: 1+21=23. Poi il quadrato: 23⋅23=49=2,25.
§14
Esercizi
con soluzioni
1 · Vero o falso con i simboli base
Di' se ogni scrittura è vera o falsa: (a) −3∈N; (b) 21∈Q; (c) N⊂Z; (d) 9∈N; (e) {2,4}⊂{1,2,3}.
Soluzione
(a) Falsa.−3 ha il segno meno, e i naturali sono 0,1,2,… Quindi −3∈/N.
(b) Vera.21 è una frazione con il numero sotto diverso da zero.
(c) Vera. Ogni numero naturale è anche un intero.
(d) Vera. Prima si calcola: 9=3. E 3 è un numero naturale.
(e) Falsa. Il 2 sta in {1,2,3}, ma il 4 no. Basta un elemento fuori.
2 · Opposti e inversi base
Per ogni numero scrivi l'opposto e l'inverso: (a) 3; (b) −21; (c) 45.
Soluzione
L'opposto è il numero che sommato dà 0: si cambia il segno. L'inverso è il numero che moltiplicato dà 1: in una frazione si scambiano sopra e sotto.
(a) Opposto di 3: −3, perché 3+(−3)=0. Inverso: 31, perché 3⋅31=1.
(b) Opposto di −21: 21, perché −21+21=0. Inverso: −2, perché −21⋅(−2)=22=1.
(c) Opposto di 45: −45. Inverso: 54, perché 45⋅54=2020=1.
3 · Dal più piccolo al più grande base
Metti in ordine dal più piccolo al più grande: 2, −3, 21, 0, −31.
Soluzione
Pensa alla retta dei numeri: più a sinistra vuol dire più piccolo.
I negativi stanno a sinistra dello zero. Sono −3 e −31. Tra i due, −3 è più a sinistra: −3<−31.
Poi viene lo 0.
I positivi stanno a destra dello zero. Sono 21 e 2, e 21<2.
Risultato: −3<−31<0<21<2.
Controllo di un passaggio con la regola precisa: −31−(−3)=−31+3=38, che è positivo. Quindi −31>−3.
4 · Dove abita ogni numero base
Per ciascun numero trova l'insieme più piccolo tra N, Z, Q, R che lo contiene:
−4,0,27,16,7,0,12,π,−525.
Soluzione
La regola d'oro: prima semplifica, poi decidi.
Numero
Semplificato
Insieme più piccolo
Perché
−4
−4
Z
è negativo, quindi non sta in N
0
0
N
nel corso lo zero è un naturale
27
3,5
Q
è una frazione che non è un intero
16
4
N
4⋅4=16
7
non si semplifica
R
7 non è un quadrato perfetto: irrazionale
0,12
334
Q
le cifre si ripetono, quindi è una frazione (esercizio 5)
π
non si semplifica
R
irrazionale
−525
−55=−1
Z
25=5, poi 5 diviso 5 fa 1
16 sembra un numero «difficile», ma è 4.
5 · Da numero periodico a frazione base
Scrivi come frazione: (a) 0,7; (b) 2,3; (c) 0,12.
Soluzione
Il trucco è sempre lo stesso. Chiama x il numero. Moltiplicalo per 10, così la virgola si sposta di un posto. Poi sottrai x: le cifre dopo la virgola sono identiche e si cancellano.
(a) x=0,777…
Moltiplico per 10: 10x=7,777…
Sottraggo: 10x−x=7,777…−0,777…=7.
A sinistra 10x−x fa 9x. Quindi 9x=7.
Divido per 9: x=97.
(b) x=2,333…
Moltiplico per 10: 10x=23,333…
Sottraggo: 9x=23,333…−2,333…=21.
Divido per 9: x=921. Semplifico per 3: x=37.
Controllo: 7 diviso 3 fa 2,333… ✓
(c) x=0,1212… Qui il periodo ha due cifre, quindi moltiplico per 100: la virgola si sposta di due posti.
100x=12,1212…
Sottraggo: 100x−x=99x=12.
Divido per 99: x=9912. Semplifico per 3: x=334.
6 · 0,9=1 con il metodo dell'esercizio 5 base
Usa lo stesso metodo per mostrare che 0,999…=1. Poi mostra che 5,9739=5,974.
Soluzione
Prima parte. Chiamo x=0,999…
Moltiplico per 10: 10x=9,999…
Sottraggo: 10x−x=9,999…−0,999…=9. Quindi 9x=9.
Divido per 9: x=1.
Seconda parte. Spezzo il numero in due pezzi: 5,9739=5,973+0,0009.
Il secondo pezzo è 0,9 con la virgola spostata di tre posti, cioè 0,9 diviso 1000. Siccome 0,9=1, il secondo pezzo vale 10001=0,001.
Quindi 5,9739=5,973+0,001=5,974.
7 · Intervalli base
(a) Scrivi con le parentesi l'insieme {x∈R∣−1<x≤3}. (b) Scrivi con la condizione l'intervallo [0,5). (c) Quale intervallo è {x∈R∣x2<4}? (d) Quanti elementi hanno {0,5} e (0,5)?
Soluzione
(a) (−1,3]. Tonda a sinistra perché −1 è escluso (<). Quadra a destra perché 3 è incluso (≤).
(b) {x∈R∣0≤x<5}. La quadra diventa ≤, la tonda diventa <.
(c) Cerco i numeri che al quadrato danno meno di 4. Provo qualche numero.
x=1: 12=1, meno di 4. Va bene.
x=1,9: 1,92=3,61, meno di 4. Va bene.
x=2: 22=4, che non è meno di 4. Non va bene.
x=−1,9: (−1,9)2=3,61. Va bene: il quadrato di un negativo è positivo.
x=−2: (−2)2=4. Non va bene.
Vanno bene i numeri tra −2 e 2, senza gli estremi: l'intervallo è (−2,2).
(d) {0,5} ha 2 elementi. (0,5) ne ha infiniti.
8 · I primi termini della successione di ebase
Calcola come frazioni a1, a2, a3, a4 di an=(1+n1)n e controlla che crescono.
Soluzione
Ogni volta metto un numero al posto di n: prima calcolo la parentesi, poi la potenza.
n=1: la parentesi è 1+1=2. Poi 21=2. Quindi a1=2.
n=2: la parentesi è 1+21=23. Poi (23)2=49. Quindi a2=2,25.
n=3: la parentesi è 1+31=34. Poi (34)3=2764. Quindi a3 è circa 2,370.
n=4: la parentesi è 1+41=45. Poi (45)4=256625. Quindi a4 è circa 2,441.
Crescono: 2<2,25<2,370<2,441. E restano sotto e, che vale circa 2,718 (guarda il grafico nella sezione sui numeri reali). Ogni termine è una frazione, ma il numero a cui si avvicinano non lo è.
9 · Campo o no? medio
Per ciascun insieme, con la somma e il prodotto usuali, di' se è un campo. Se non lo è, indica una proprietà che fallisce, con un esempio: (a) N; (b) Z; (c) i numeri reali positivi {x∈R∣x>0}; (d) Q.
Soluzione
(a) N: no. Fallisce la regola 4: il numero 3 non ha opposto in N, perché −3∈/N.
(b) Z: no. Fallisce la regola 8: il numero 2 non ha inverso in Z, perché 21∈/Z.
(c) Reali positivi: no. Fallisce la regola 1: lo 0 non è positivo, quindi nell'insieme manca l'elemento neutro della somma.
(d) Q: sì. Valgono tutte e nove le regole. L'opposto di ba è b−a. Se a=0, l'inverso di ba è ab, che è ancora una frazione.
10 · Conti senza calcolatrice medio
Semplifica: (a) 50; (b) 12⋅3; (c) 36; (d) (1+2)2; (e) 2−11; (f) 33 e 31: sono uguali?
Soluzione
(a) Cerco un quadrato perfetto che divide 50: 50=25⋅2. Quindi 50=25⋅2=52.
(b) Radice per radice: 12⋅3=12⋅3=36=6.
(c) Moltiplico sopra e sotto per 3. Sopra: 63. Sotto: 3⋅3=3. Quindi 363=23.
(d) Il quadrato è il numero per sé stesso: (1+2)⋅(1+2). Moltiplico ogni pezzo del primo per ogni pezzo del secondo.
1⋅1=1
1⋅2=2
2⋅1=2
2⋅2=2
Sommo i quattro pezzi: 1+2+2+2=3+22.
(e) Moltiplico sopra e sotto per 2+1:
2−11⋅2+12+1=(2)2−122+1=2−12+1=2+1.
(f) Sì. Parto da 31 e moltiplico sopra e sotto per 3: sopra viene 3, sotto viene 3. Quindi 31=33. Nel quiz d'esame lo stesso numero può comparire in una delle due forme.
11 · 3 non è razionale medio
Dimostra per assurdo che 3∈/Q. Suggerimento: serve il fatto «se a2 è un multiplo di 3, anche a lo è». Dimostra anche questo.
Soluzione
Il fatto sui multipli di 3. Dividendo un intero per 3 il resto può essere 0, 1 oppure 2. Quindi ogni intero a si scrive in uno di questi tre modi, dove k è un intero: a=3k, oppure a=3k+1, oppure a=3k+2.
Guardo il quadrato negli ultimi due casi, quelli in cui a non è un multiplo di 3.
(3k+1)2=9k2+6k+1=3⋅(3k2+2k)+1. È un multiplo di 3, più 1.
(3k+2)2=9k2+12k+4=3⋅(3k2+4k+1)+1. Anche questo è un multiplo di 3, più 1.
In tutti e due i casi a2 non è un multiplo di 3. Quindi, se a2 è un multiplo di 3, resta solo il primo caso: a è un multiplo di 3.
La dimostrazione, con la stessa ricetta usata per 2.
Faccio finta che 3=ba, con la frazione ridotta ai minimi termini.
Elevo al quadrato e tolgo la frazione: a2=3b2. Quindi a2 è un multiplo di 3.
Per il fatto di prima, anche a è un multiplo di 3: a=3k.
Sostituisco: (3k)2=9k2, quindi 9k2=3b2. Divido per 3: b2=3k2.
Allora b2 è un multiplo di 3, e per il fatto di prima anche b lo è.
a e b si dividono tutti e due per 3. Ma la frazione era ridotta: assurdo. Quindi 3∈/Q.
12 · Razionale più irrazionale medio
(a) Dimostra che se q∈Q e x∈/Q, allora q+x∈/Q. (b) Trova due numeri irrazionali la cui somma è razionale, e due il cui prodotto è razionale.
Soluzione
(a) In parole: una frazione più un numero che non è una frazione non dà mai una frazione. Si dimostra per assurdo.
Faccio finta che q+x sia una frazione, e la chiamo r: q+x=r.
Tolgo q da tutti e due i lati: x=r−q.
La differenza di due frazioni è una frazione. Infatti ba−dc=bdad−bc: sopra e sotto ci sono numeri interi.
Quindi x è una frazione. Ma avevamo detto che x non lo è: assurdo.
Quindi irrazionale più irrazionale, e irrazionale per irrazionale, possono dare un razionale. Non c'è una regola fissa.
13 · 2+3 è irrazionale difficile
(a) Dimostra che 6∈/Q. (b) Usalo per dimostrare che 2+3∈/Q.
Soluzione
(a) Stessa ricetta.
Faccio finta che 6=ba, frazione ridotta.
Elevo al quadrato e tolgo la frazione: a2=6b2. Siccome 6b2=2⋅3b2, il numero a2 è pari. Quindi a è pari: a=2k.
Sostituisco: 4k2=6b2. Divido per 2: 2k2=3b2.
A sinistra c'è un numero pari, quindi anche 3b2 è pari. Il 3 è dispari, e dispari per dispari fa dispari: allora b2 deve essere pari. Quindi b è pari.
a e b sono tutti e due pari, ma la frazione era ridotta: assurdo.
(b) Di nuovo per assurdo.
Faccio finta che 2+3 sia una frazione, e la chiamo q.
Elevo al quadrato. Come nell'esercizio 10 (d), moltiplico ogni pezzo per ogni pezzo:
q2=(2)2+2⋅2⋅3+(3)2=2+26+3=5+26.
Isolo 6. Tolgo 5: q2−5=26. Divido per 2: 6=2q2−5.
Se q è una frazione, anche 2q2−5 lo è. Quindi 6 sarebbe una frazione.
Ma per il punto (a) non lo è: assurdo. Quindi 2+3∈/Q.
§15
Domande di ripasso
autoverifica
Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.
Che cosa contengono N, Z e Q? Lo zero sta in N?
N contiene i numeri per contare: 0,1,2,… Lo zero c'è, nella convenzione del corso. Z aggiunge i numeri negativi. Q contiene tutte le frazioni ba con a e b interi e b diverso da zero.
Perché si passa da Q a R?
Perché tra le frazioni mancano dei numeri. Per esempio nessuna frazione al quadrato dà 2. E ci sono liste di frazioni che si avvicinano sempre di più a qualcosa che non è una frazione, come la lista di π. I numeri reali riempiono questi «buchi».
Che cos'è una successione di Cauchy, a parole?
Una lista infinita di numeri in cui, da un certo punto in poi, i termini sono vicini tra loro quanto si vuole. Scegli una tolleranza, anche piccolissima: c'è sempre un posto della lista da cui in poi due termini qualsiasi distano meno di quella tolleranza.
Come si definiscono i numeri reali con le successioni di Cauchy?
Un numero reale è una lista di frazioni che si stringe (una successione di Cauchy). Due liste che si avvicinano alla stessa cosa contano come lo stesso numero. Se la lista si avvicina a una frazione, rappresenta quella frazione. Altrimenti definisce un numero nuovo, irrazionale.
Che cosa vuol dire che R è completo?
Che non ha buchi. Ogni lista di numeri reali che si stringe si avvicina a un numero reale. Rifacendo la costruzione a partire da R non si trova nessun numero nuovo.
Ripeti la dimostrazione che 2 non è razionale.
Per assurdo 2=ba, frazione ridotta. Al quadrato: a2=2b2. Quindi a2 è pari e anche a è pari: a=2k. Sostituendo, 4k2=2b2, cioè b2=2k2. Quindi anche b è pari. Allora a e b si dividono tutti e due per 2, ma la frazione era ridotta: assurdo.
Che cos'è un campo? Fai un esempio e un controesempio.
Un insieme con una somma e un prodotto che rispettano le nove regole: gli elementi neutri 0 e 1, gli opposti, gli inversi dei numeri diversi da zero, le proprietà commutativa, associativa e distributiva. Esempi: Q, R, C. Controesempio: Z, perché 2 non ha inverso tra gli interi.
Perché lo zero non ha inverso?
L'inverso di 0 dovrebbe essere un numero che, moltiplicato per 0, dà 1. Ma ogni numero moltiplicato per 0 dà 0. Per questo la regola 8 chiede l'inverso solo per i numeri diversi da zero.
Come si definisce a>b?
a>b quando a−b è positivo. Quindi basta sapere quali numeri sono positivi. In Z sono 1,2,3,… In Q sono le frazioni in cui sopra e sotto hanno lo stesso segno.
Che differenza c'è tra {1,2}, (1,2) e [1,2]?
{1,2} è l'insieme con i due elementi 1 e 2. (1,2) è l'intervallo aperto: tutti i numeri reali tra 1 e 2, estremi esclusi. Può anche essere un punto o un vettore, a seconda del contesto. [1,2] è l'intervallo chiuso: estremi inclusi.
Come si toglie una radice dal numero sotto di una frazione?
Si moltiplicano sopra e sotto per la stessa radice: 36=363=23. Se sotto c'è una differenza come 2−1, si moltiplica sopra e sotto per 2+1: sotto viene (2)2−12=1.
§16
Glossario
termini
Insieme
Un sacchetto di oggetti, che si chiamano elementi. Si scrive con le graffe: {1,3,5}. Ordine e ripetizioni non contano.
Appartenenza (∈)
3∈A vuol dire che 3 è un elemento di A. Il contrario si scrive ∈/.
Sottoinsieme (⊂)
B⊂A vuol dire che ogni elemento di B sta anche in A. Con ⊊ si aggiunge che A ha qualcosa in più.
Numeri naturali N
I numeri per contare: 0,1,2,3,… Lo zero è compreso.
Numeri interi Z
I naturali più i numeri negativi: …,−2,−1,0,1,2,…
Numeri razionali Q
I numeri che si scrivono come frazione di due interi, con il numero sotto diverso da zero. Con la virgola finiscono o si ripetono.
Numeri reali R
I numeri che possono avere infinite cifre dopo la virgola. In modo preciso: liste di frazioni che si avvicinano sempre di più tra loro.
Numero irrazionale
Un numero reale che non è una frazione, come 2, π, e.
Successione
Una lista infinita di numeri, uno dopo l'altro: a1,a2,a3,…
Successione di Cauchy
Una successione in cui, da un certo posto in poi, i termini distano tra loro meno di qualsiasi tolleranza scelta.
Completezza
La proprietà di R di non avere buchi: ogni successione di Cauchy si avvicina a un numero reale. Q non è completo.
Dimostrazione per assurdo
Si fa finta che sia vero il contrario di quello che si vuole dimostrare e si arriva a una cosa impossibile.
Operazione binaria
Una regola che prende due numeri e ne restituisce uno, come la somma e il prodotto.
Elemento neutro
Il numero che non cambia niente: lo 0 per la somma, l'1 per il prodotto.
Opposto
L'opposto di a è −a: sommati fanno 0. Per esempio l'opposto di 7 è −7.
Inverso
L'inverso di a è a−1, cioè a1: moltiplicati fanno 1. Lo zero non ha inverso.
Campo
Un insieme con somma e prodotto che rispettano le nove regole della Proposizione 1.5. Q, R e C sì; N e Z no.
Ordine
a>b quando a−b è positivo. R è ordinato, C no.
Intervallo
Un pezzo della retta dei numeri. (a,b) esclude gli estremi, [a,b] li include.
Quantificatori
I simboli ∀ ed ∃: si leggono «per ogni» ed «esiste».
§17
Checklist
0 su 10
Spunta quando sai fare la cosa senza guardare gli appunti. Le spunte restano salvate in questo browser.