Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L03
Numeri complessi II
Un altro modo di dire dove sta un numero complesso: invece di «quanto a destra e quanto in su», una distanza e una direzione. Scritti così, i prodotti diventano giri e allungamenti, e le potenze alte e le radici si calcolano in poche righe, senza calcolatrice. È l'argomento della domanda sui numeri complessi in quasi due appelli su tre.
Dispense
lezione 3 · pp. 10–14
Libro
Martelli, §1.4.4–1.4.6 (pp. 27–31)
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
Ripasso
La lezione in 6 punti
Un punto del piano si può indicare in due modi: «3 passi a destra e 4 in su», oppure «guarda in quella direzione e fai 5 passi». Il secondo modo usa una distanza e un angolo: sono le coordinate polari.
Un numero complesso scritto con distanza e angolo è in forma polare. La distanza si chiama modulo, l'angolo si chiama argomento.
Le dispense usano un'abbreviazione: eiϑ vuol dire «il punto sul cerchio di raggio 1 all'angolo ϑ».
Per moltiplicare due numeri complessi in forma polare: le distanze si moltiplicano, gli angoli si sommano. Moltiplicare per i vuol dire girare di un quarto di giro.
Una potenza è un prodotto ripetuto: la distanza si eleva, l'angolo si moltiplica. Le radicin-esime di un numero sono sempre n punti, messi in cerchio a distanze uguali.
All'esame: potenze alte, prodotti in forma polare e radici sono stati la domanda sui complessi in 9 appelli su 15 dal 2024 al 2026.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
§1
Ripasso: angoli, seno e coseno
oltre le dispense
Le dispense usano angoli, seno e coseno senza spiegarli: li danno per noti dalla scuola. Qui c'è tutto quello che serve per questa lezione, e niente di più. Se li ricordi bene, salta alla sezione dopo.
Gli angoli in radianti
Immagina una pista circolare con il raggio lungo 1 metro. Parti da un punto e cammini lungo la pista. Quanta strada fai in un giro completo?
La lunghezza di una circonferenza è 2π volte il raggio. Qui il raggio è 1, quindi un giro completo è lungo 2π metri, circa 6,28.
Ripasso · il numero π
π si legge «pi greco». È il numero che dice quante volte il diametro di un cerchio ci sta nella sua circonferenza: circa 3,14. Una circonferenza di raggio r è lunga 2πr.
L'idea dei radianti è misurare un angolo con la strada fatta sulla pista:
un giro intero è lungo 2π, quindi l'angolo giro misura 2π;
mezzo giro è lungo la metà, π, quindi l'angolo piatto misura π;
un quarto di giro, cioè l'angolo retto, misura 2π.
I gradi e i radianti sono due unità di misura per la stessa cosa, come i chilometri e le miglia. La regola per passare dagli uni agli altri: 180° corrisponde a π. Quindi un grado vale 180π, e per passare da gradi a radianti si moltiplica per 180π.
Un esempio: 60°.
60⋅180π=18060π.
Semplifico dividendo sopra e sotto per 60: 18060π=3π.
Quindi 60° è 3π radianti. Ecco la tabella degli angoli che servono:
Gradi
0°
30°
45°
60°
90°
120°
135°
150°
180°
270°
360°
Radianti
0
6π
4π
3π
2π
32π
43π
65π
π
23π
2π
Gli angoli si misurano partendo dalla semiretta orizzontale verso destra e girando in senso antiorario, cioè al contrario delle lancette dell'orologio. Un angolo negativo gira nel senso delle lancette. Per esempio −2π è un quarto di giro verso il basso: porta nello stesso punto di 23π, tre quarti di giro verso l'alto.
Per gli angoli si usa spesso una lettera greca: ϑ, che si legge «teta». A volte anche φ, «fi», e α, «alfa».
Prova tu
Quanto vale in radianti l'angolo di 45°? E l'angolo di 270°?
45⋅180π=18045π=4π, dividendo sopra e sotto per 45.
270⋅180π=180270π=23π, dividendo sopra e sotto per 90. Sono tre quarti di giro.
Seno e coseno sul cerchio
Torna sulla pista. Mettila su un foglio a quadretti, con il centro nell'origine degli assi. La pista è la circonferenza unitaria: il cerchio con centro nell'origine e raggio 1.
Parti dal punto (1,0), quello più a destra, e cammina in senso antiorario per un angolo ϑ. Ti fermi in un punto della pista. Quel punto ha due coordinate:
la prima (quanto sei a destra) si chiama coseno di ϑ, e si scrive cosϑ;
la seconda (quanto sei in alto) si chiama seno di ϑ, e si scrive sinϑ.
il punto all’angolo ϑeˋ(cosϑ,sinϑ).
Questa è la definizione di seno e coseno, e tutte le regole che seguono si leggono sul disegno. Nella figura l'angolo è 3π: il punto è a destra di 21 e in alto di 23.
Sulla circonferenza unitaria il punto di angolo ϑ è (cosϑ,sinϑ); qui ϑ=3π, cosϑ=21, sinϑ=23
I valori da sapere sono questi. All'esame non c'è la calcolatrice, quindi conviene metterli sul foglio delle 4 facciate.
ϑ
0
6π
4π
3π
2π
π
23π
cosϑ
1
23
22
21
0
−1
0
sinϑ
0
21
22
23
1
0
−1
Un modo per ricordare la tabella: da 0 a 2π il seno vale 20,21,22,23,24. Il coseno fa lo stesso al contrario.
Gli altri tre quarti del cerchio
Il cerchio si divide in quattro parti uguali, i quadranti. Negli altri tre quadranti i numeri sono gli stessi della tabella; cambiano solo i segni. Basta guardare dove sta il punto:
Quadrante
Angoli
Il punto è…
Coseno
Seno
primo
da 0 a 2π
in alto a destra
+
+
secondo
da 2π a π
in alto a sinistra
−
+
terzo
da π a 23π
in basso a sinistra
−
−
quarto
da 23π a 2π
in basso a destra
+
−
Tre esempi:
32π è π−3π: mezzo giro meno un sesto di giro. Sta nel secondo quadrante. Quindi cos32π=−21 e sin32π=23.
45π è π+4π. Sta nel terzo quadrante. Quindi cos45π=−22 e anche sin45π=−22.
35π è 2π−3π: un giro meno un sesto di giro. Sta nel quarto quadrante. Quindi cos35π=21 e sin35π=−23.
Le regole che servono
Le prime quattro si leggono sul disegno.
Regola
Perché è vera
Esempio
cos2ϑ+sin2ϑ=1
il punto è a distanza 1 dall'origine (Pitagora)
(21)2+(23)2=41+43=1
cos(−ϑ)=cosϑ, sin(−ϑ)=−sinϑ
girare all'indietro dà il punto riflesso rispetto all'asse orizzontale
sin(−6π)=−21
cos(ϑ+2π)=cosϑ, sin(ϑ+2π)=sinϑ
un giro in più riporta nello stesso punto
cos37π=cos3π=21
cos(ϑ+π)=−cosϑ, sin(ϑ+π)=−sinϑ
mezzo giro in più porta nel punto opposto
cos34π=−21
La scrittura cos2ϑ vuol dire (cosϑ)2, cioè il coseno moltiplicato per sé stesso.
Le ultime due sono le formule di addizione. Non si leggono sul disegno e vanno ricordate: servono solo per capire da dove viene la regola del prodotto, più avanti.
cos(α+β)=cosαcosβ−sinαsinβ,
sin(α+β)=sinαcosβ+cosαsinβ.
Prova tu
Quanto valgono cos43π e sin43π?
43π=π−4π: tre quarti di mezzo giro, nel secondo quadrante. Lì il coseno è negativo e il seno positivo. Quindi cos43π=−22 e sin43π=22.
Da ricordare
Un giro intero è 2π radianti, mezzo giro è π, un quarto di giro è 2π.
Il punto della circonferenza di raggio 1 all'angolo ϑ è (cosϑ,sinϑ).
Negli altri quadranti i valori della tabella restano gli stessi; cambiano i segni.
§2
Due modi per dire dove sta un punto
pp. 10–11
Sei in una piazza e devi spiegare a un amico dove trovarti. Puoi dirlo in due modi:
«da dove sei, fai 3 passi verso est e 4 verso nord»;
«guarda in quella direzione e fai 5 passi dritto».
Il primo modo sono le coordinate cartesiane della lezione L02: quanto ti sposti in orizzontale, quanto in verticale. Il secondo usa una direzione e una distanza.
Perché proprio 5 passi? Gli spostamenti di 3 e di 4 sono i due lati di un triangolo rettangolo, e la strada dritta è il terzo lato. Per Pitagora la sua lunghezza è 32+42=9+16=25=5.
Il nome e i simboli
Il secondo modo si chiama coordinate polari. Un punto diverso dall'origine si descrive con due numeri:
r, la distanza dall'origine: quanto è lunga la freccia che va dall'origine al punto;
ϑ, l'angolo tra quella freccia e la semiretta orizzontale verso destra, misurato in senso antiorario.
Un esempio con un angolo della tabella. Il punto (1,3) sta 1 a destra e 3 (circa 1,73) in su.
La distanza, con Pitagora: r=12+(3)2=1+3=4=2.
Per l'angolo divido le due coordinate per la distanza. Ottengo il punto sulla circonferenza di raggio 1 nella stessa direzione: (21,23).
Nella tabella, 21 e 23 sono il coseno e il seno di 3π. Quindi ϑ=3π.
Le coordinate polari del punto sono (r,ϑ)=(2,3π): «guarda a 60° e fai 2 passi».
121ReIm1+i3r=2ϑ=3πx=1y=3
Coordinate polari del punto 1+i3: distanza r=2 dall'origine e angolo ϑ=3π con l'asse reale
Guarda la figura: la freccia lunga 2 e l'arco dell'angolo. Le scritte sugli assi, Re e Im, ricordano che l'asse orizzontale è quello dei numeri reali e l'asse verticale quello dei numeri immaginari (lezione L02).
Andare e tornare
Dalle coordinate polari si torna a quelle cartesiane così. Il punto sulla circonferenza di raggio 1 all'angolo ϑ è (cosϑ,sinϑ). Il nostro punto è nella stessa direzione ma r volte più lontano. Quindi basta moltiplicare tutte e due le coordinate per r:
x=rcosϑ,y=rsinϑ.
Con il punto di prima: x=2⋅cos3π=2⋅21=1 e y=2⋅sin3π=2⋅23=3. Torna (1,3).
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 3.1 · Coordinate polari
Un punto (x,y) del piano diverso dall'origine si può identificare con la lunghezza r del vettore corrispondente e l'angolo ϑ formato dal vettore con l'asse reale. Le coordinate polari del punto sono la coppia (r,ϑ). Per passare dalle coordinate polari alle coordinate cartesiane (x,y) basta usare le formule
x=rcosϑ,y=rsinϑ.
Viceversa,
r=x2+y2,cosϑ=x2+y2x,sinϑ=x2+y2y.
Come si legge.
«Diverso dall'origine»: per il punto (0,0) la distanza è 0, e l'angolo non ha senso. Per questo l'origine è esclusa.
«Il vettore corrispondente» è la freccia dall'origine al punto. r è la sua lunghezza, quindi è sempre un numero positivo.
La prima coppia di formule va dalle polari alle cartesiane: è il conto che hai appena fatto.
La seconda va al contrario. r si trova con Pitagora. Poi coseno e seno sono le coordinate divise per r: è il passo 2 dell'esempio.
L'angolo non è uno solo. ϑ e ϑ+2π indicano la stessa direzione, perché un giro in più riporta nello stesso posto. Ci torniamo più avanti.
Due esempi per ogni verso
Esempio · Da polari a cartesiane
(r,ϑ)=(2,6π). Dalla tabella cos6π=23 e sin6π=21. Quindi x=2⋅23=3 e y=2⋅21=1. Il punto è (3,1).
(r,ϑ)=(4,43π). L'angolo è nel secondo quadrante: cos43π=−22 e sin43π=22. Quindi x=4⋅(−22)=−22 e y=4⋅22=22.
(r,ϑ)=(3,π). Mezzo giro: cosπ=−1 e sinπ=0. Quindi x=3⋅(−1)=−3 e y=3⋅0=0. Il punto (−3,0) sta sulla semiretta orizzontale verso sinistra.
Esempio · Da cartesiane a polari
(1,1). La distanza: r=1+1=2. Coseno e seno: 21=22 tutti e due. Nella tabella è l'angolo 4π.
(−3,1). La distanza: r=3+1=2. Coseno −23, seno 21. Coseno negativo e seno positivo: il punto è in alto a sinistra, nel secondo quadrante. Senza segni, i valori 23 e 21 sono quelli di 6π. Nel secondo quadrante l'angolo diventa π−6π=65π.
(0,−2). La distanza è 2. Coseno 0, seno −1: il punto è dritto verso il basso, a tre quarti di giro. L'angolo è 23π, oppure −2π girando all'indietro.
(1,−3). La distanza è 1+3=2. Coseno 21, seno −23: quarto quadrante. L'angolo è −3π, oppure 35π.
Metodo · Trovare le coordinate polari di un punto
Calcola la distanza: radice della somma dei quadrati delle due coordinate.
Dividi le due coordinate per la distanza: ottieni il coseno e il seno dell'angolo.
Guarda i segni di coseno e seno: ti dicono il quadrante.
Cerca nella tabella l'angolo del primo quadrante con gli stessi valori senza segno. Chiamalo α. Portalo nel quadrante giusto: π−α nel secondo, π+α nel terzo, −α nel quarto.
Controllo: distanza per coseno e distanza per seno devono ridare le coordinate di partenza.
Prova tu
Trova le coordinate polari del punto (0,3) e del punto (−2,0).
(0,3): distanza 3. È dritto verso l'alto, a un quarto di giro: ϑ=2π. Coordinate polari (3,2π).
(−2,0): distanza 2. È dritto verso sinistra, a mezzo giro: ϑ=π. Coordinate polari (2,π).
Trappola · Il coseno da solo non basta per l'angolo
I punti (1,3) e (1,−3) hanno lo stesso coseno, 21. Ma il primo è in alto, all'angolo 3π, e il secondo in basso, all'angolo −3π. Anche il rapporto xy inganna: (1,1) e (−1,−1) danno tutti e due 1, ma gli angoli sono 4π e 45π. Chi usa solo la tangente tanϑ=xy, o l'arcotangente della calcolatrice (che all'esame comunque non c'è), sbaglia quadrante. Guarda sempre coseno e seno, oppure fai il disegno.
Da ricordare
Le coordinate polari di un punto sono la distanza r dall'origine e l'angolo ϑ.
Dalle polari alle cartesiane: x=rcosϑ e y=rsinϑ.
Per l'angolo guarda insieme il segno del coseno e quello del seno.
§3
Un numero complesso con distanza e angolo
pp. 10–11
Nella lezione L02 ogni numero complesso era un punto del piano a quadretti: la parte reale diceva quanto andare a destra, la parte immaginaria quanto andare in su. Adesso quel punto lo sappiamo dire anche con una distanza e un angolo. Che cosa diventa il numero?
Prendi 1+i3: è il punto (1,3) della sezione di prima, a distanza 2 e all'angolo 3π. Al posto di 1 e di 3 scrivo 2cos3π e 2sin3π:
1+i3=2cos3π+i⋅2sin3π=2(cos3π+isin3π).
Nell'ultimo passo ho raccolto il 2. Fuori dalla parentesi c'è la distanza; dentro c'è il punto del cerchio di raggio 1 nella direzione giusta.
Con un numero qualsiasi z=x+yi, a distanza r e all'angolo ϑ, il conto è lo stesso:
z=x+yi=rcosϑ+(rsinϑ)i=r(cosϑ+isinϑ).
Questa scrittura si chiama forma trigonometrica di z. Negli appelli compare spesso così, per esempio z=2cos4π+2isin4π.
Le dispense notano subito una cosa: la distanza r è il modulo di z della lezione L02, quello che si scrive ∣z∣ e si legge «modulo di zeta».
∣z∣=x2+y2=r.
Il coniugato
Ricorda dalla lezione L02: il coniugato di z=x+yi è zˉ=x−yi, e si legge «zeta segnato». Nel disegno è il punto riflesso nello specchio dell'asse orizzontale.
Con distanza e angolo: lo specchio non cambia la distanza, ma l'angolo cambia segno. Se z è all'angolo ϑ, il riflesso è all'angolo −ϑ. Il conto conferma, con le regole del ripasso (cos(−ϑ)=cosϑ e sin(−ϑ)=−sinϑ):
r(cos(−ϑ)+isin(−ϑ))=r(cosϑ−isinϑ)=x−yi.
L'abbreviazione eiϑ
Scrivere ogni volta cosϑ+isinϑ è lungo. Le dispense usano un'abbreviazione:
eiϑ=cosϑ+isinϑ.
Si legge «e alla i teta». Per questo corso è solo un simbolo: un modo breve di scrivere «il punto della circonferenza di raggio 1 all'angolo ϑ». Non c'è da calcolare nessuna potenza.
Con l'abbreviazione, ogni numero complesso diverso da zero si scrive con la sua distanza e il suo angolo:
z=reiϑ.
Per esempio 1+i3=2eiπ/3. La scrittura eiπ/3 è lo stesso di ei3π: la barra dentro l'esponente è una frazione.
Le dispense lo scrivono così.
Definizione · Forma polare, modulo e argomento (pp. 10–11)
Si scrive
eiϑ=cosϑ+isinϑ.
In questo modo ogni numero complesso z=0 si scrive come
z=reiϑ.
Il numero r=∣z∣ è il modulo di z e l'angolo ϑ è detto argomento (o fase) di z.
Come si legge.
La prima riga è l'abbreviazione: eiϑ vuol dire esattamente cosϑ+isinϑ, niente di più. Le dispense la chiamano «misteriosa esponenziale complessa».
z=0 si legge «zeta diverso da zero». Lo zero ha distanza 0 e nessun angolo, quindi non si scrive così.
z=reiϑ si chiama forma polare di z.
Il modulo è la distanza dall'origine. L'argomento, o fase, è l'angolo.
Due cose da tenere a mente:
eiϑ ha sempre modulo 1, perché è un punto della circonferenza di raggio 1. Moltiplicarlo per r allunga la freccia fino a lunghezza r.
Nella forma polare r deve essere positivo. Una scrittura come −2eiπ/4 indica un numero complesso, ma non è una forma polare: lo vediamo nella trappola qui sotto.
Approfondimento · perché proprio la lettera e
Le dispense spiegano che il motivo vero sta nelle rappresentazioni di ex, sinx e cosx come serie di potenze, che vedrai in Analisi:
ex=1+x+2!x2+3!x3+4!x4+⋯
cosx=1−2!x2+4!x4−⋯sinx=x−3!x3+5!x5−⋯
Metti iϑ al posto di x nella prima serie e usa i2=−1, i3=−i, i4=1. I termini di posto pari danno la serie del coseno. Quelli di posto dispari danno i volte la serie del seno. Quindi eiϑ=cosϑ+isinϑ. Per il corso basta l'abbreviazione. Il nome è azzeccato perché eiϑ si comporta come una potenza: è la Proposizione 3.2, nella prossima sezione.
I numeri da riconoscere a colpo d'occhio
Numero
Modulo
Argomento
Forma polare
1
1
0
e0=ei⋅0
i
1
2π
eiπ/2
−1
1
π
eiπ
−i
1
23π (o −2π)
e3πi/2
1+i
2
4π
2eiπ/4
1−i
2
−4π (o 47π)
2e−iπ/4
−1+i
2
43π
2e3πi/4
3+i
2
6π
2eiπ/6
1+i3
2
3π
2eiπ/3
−3+i
2
65π
2e5πi/6
−2
2
π
2eiπ
3i
3
2π
3eiπ/2
Un trucco. Se il modulo è 1, le due parti del numero sono già il coseno e il seno. Per esempio 23−21i: coseno 23 e seno −21, quarto quadrante, angolo −6π. Se il modulo non è 1, prima lo raccogli:
3+i=2(23+21i)=2eiπ/6.
Esempio · Dalla forma polare alla forma a+bi
2e2πi/3: l'angolo 32π è nel secondo quadrante, con coseno −21 e seno 23. Quindi
2e2πi/3=2(−21+23i)=−1+i3.
2e−3πi/4: l'angolo −43π porta nel terzo quadrante, con coseno e seno uguali a −22. Quindi
2e−3πi/4=2(−22−22i)=−1−i.
Qui 2⋅22=22=1.
Prova tu
Scrivi −5 e 2i in forma polare. Poi scrivi 4eiπ nella forma a+bi.
−5 è a distanza 5, dritto verso sinistra: 5eiπ.
2i è a distanza 2, dritto verso l'alto: 2eiπ/2.
4eiπ=4(cosπ+isinπ)=4⋅(−1+0i)=−4.
Trappola · Il modulo non può essere negativo
−6e3πi/4 è un numero complesso, ma non è scritto in forma polare: il numero davanti deve essere il modulo, che è positivo. Si sistema portando il segno meno dentro l'angolo. Il numero −1 è mezzo giro, cioè −1=eiπ, e gli angoli si sommano (prossima sezione):
−6e3πi/4=6eiπe3πi/4=6e7πi/4.
L'appello del 16/01/2025 (domanda 1) chiedeva un prodotto «in coordinate polari», e tra le risposte c'erano sia 6e7πi/4 sia −6e3πi/4: solo la prima è una forma polare.
Da ricordare
Forma polare: z=reiϑ, con r positivo (il modulo) e ϑ l'angolo (l'argomento).
eiϑ è un'abbreviazione di cosϑ+isinϑ, un punto del cerchio di raggio 1.
Il coniugato ha lo stesso modulo e l'angolo cambiato di segno.
§4
Moltiplicare vuol dire girare e allungare
p. 11
Nella lezione L02 hai visto che una moltiplicazione può far girare un punto attorno all'origine. Moltiplicare per i fa fare un quarto di giro: il numero 1 diventa i, cioè passa da destra a in alto; poi i diventa −1, da in alto a sinistra. Moltiplicare per 2, invece, raddoppia la distanza senza girare niente.
Che cosa succede con un numero qualsiasi? Prova con (1+i)⋅(1+i).
In forma a+bi, come nella lezione L02: (1+i)(1+i)=1+i+i+i2=1+2i−1=2i.
Ora guardo distanze e angoli. 1+i è a distanza 2 e all'angolo 4π. Il risultato 2i è a distanza 2 e all'angolo 2π.
Le distanze: 2⋅2=2. Si sono moltiplicate.
Gli angoli: 4π+4π=2π. Si sono sommati.
Non è un caso. Vale sempre, ed è la regola più importante di questa lezione.
L'idea · la regola del prodotto
Quando moltiplichi due numeri complessi, le distanze si moltiplicano e gli angoli si sommano. Moltiplicare per un numero w vuol dire: girare dell'angolo di w e allungare quanto il modulo di w.
Perché è vera
Tutto viene da una proprietà dell'abbreviazione eiϑ. Le dispense la scrivono così.
Proposizione 3.2
Vale la relazione
ei(ϑ+φ)=eiϑ⋅eiφ.
Come si legge. A sinistra c'è il punto del cerchio all'angolo ϑ+φ, cioè la somma dei due angoli. A destra c'è il prodotto dei punti agli angoli ϑ e φ. La proposizione dice che sono lo stesso numero: moltiplicare due punti del cerchio di raggio 1 vuol dire sommare i loro angoli. È la stessa regola delle potenze, come 23⋅24=23+4: per questo l'abbreviazione usa la lettera e con l'esponente.
Un controllo con i numeri, con due quarti di giro: eiπ/2⋅eiπ/2=i⋅i=−1, e ei(π/2+π/2)=eiπ=−1. Torna.
Dimostrazione · della Proposizione 3.2
Le dispense dicono che la relazione segue dalle formule di addizione del ripasso. Il conto completo:
Scrivo il prodotto a destra con la definizione: eiϑ⋅eiφ=(cosϑ+isinϑ)(cosφ+isinφ).
Moltiplico ogni pezzo della prima parentesi per ogni pezzo della seconda, come nella lezione L02, e uso i2=−1:
=(cosϑcosφ−sinϑsinφ)+i(sinϑcosφ+cosϑsinφ).
La prima parentesi è la formula di addizione del coseno: vale cos(ϑ+φ). La seconda è quella del seno: vale sin(ϑ+φ).
Quindi il prodotto è cos(ϑ+φ)+isin(ϑ+φ), che per definizione è ei(ϑ+φ). □
Ora i numeri con distanza qualsiasi. Prendi due numeri in forma polare:
z1=r1eiϑ1,z2=r2eiϑ2.
I numerini in basso servono solo a distinguerli: r1 è la distanza del primo, r2 quella del secondo, e così gli angoli. Nel prodotto metto vicini i due numeri reali e i due pezzi ei…, poi uso la Proposizione 3.2:
z1z2=r1r2eiϑ1eiϑ2=r1r2ei(ϑ1+ϑ2).
Distanze moltiplicate, angoli sommati.
Esempio · (1+i)(3+i) in due modi
Con la forma polare. Dalla tabella: 1+i=2eiπ/4 e 3+i=2eiπ/6.
Le distanze: 2⋅2=22.
Gli angoli: 4π+6π. Il denominatore comune è 12: 123π+122π=125π, cioè 75°.
Il prodotto: (1+i)(3+i)=22e5πi/12.
Con la forma a+bi.(1+i)(3+i)=3+i+i3+i2=(3−1)+(3+1)i.
I due risultati sono lo stesso numero. Confrontandoli si ottiene gratis un valore che non sta nella tabella: cos125π=223−1=46−2. La forma polare e quella a+bi si controllano a vicenda.
Guarda la figura: l'arco giallo del prodotto è lungo quanto i due archi degli altri numeri messi uno dopo l'altro.
1212ReIm1+i3+i22e5πi/12
Il prodotto (1+i)(3+i): gli angoli 4π e 6π si sommano in 125π, i moduli 2 e 2 si moltiplicano in 22
Prova con lo strumento. Nella modalità z · w trascina z e w e guarda gli archi: l'arco del prodotto è sempre la somma dei due archi, e sotto leggi che il modulo del prodotto è il prodotto dei moduli. Poi scegli potenze zⁿ: vedi i punti z,z2,z3,… girare attorno all'origine, ogni volta dello stesso angolo.
Prodotto e potenze in forma polare
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
Calcola 3eiπ/6⋅2eiπ/3 e scrivi il risultato nella forma a+bi.
Distanze: 3⋅2=6. Angoli: 6π+3π=6π+62π=63π=2π. Il prodotto è 6eiπ/2=6i.
L'inverso e il quoziente
L'inverso di z, che si scrive z−1, è il numero che moltiplicato per z dà 1 (lezione L02). In forma polare si trova a occhio. Il numero 1 ha distanza 1 e angolo 0. Quindi l'inverso deve:
avere una distanza che, moltiplicata per r, dia 1: cioè r1, che si scrive anche r−1;
avere un angolo che, sommato a ϑ, dia 0: cioè −ϑ.
Le dispense lo notano così: se z=reiϑ non è zero, il suo inverso è
z−1=r−1e−iϑ.
Controllo con la regola del prodotto: z⋅z−1=r⋅r−1ei(ϑ−ϑ)=1⋅e0=cos0+isin0=1.
Nel disegno: l'inverso è dalla parte opposta rispetto all'asse orizzontale, come il coniugato. Ma la distanza si inverte. Se z sta fuori dal cerchio di raggio 1, il suo inverso sta dentro, e il contrario (Figura 4 delle dispense, a destra).
Il quozientez2z1 è z1 per l'inverso di z2. Quindi le distanze si dividono e gli angoli si sottraggono:
z2z1=r2r1ei(ϑ1−ϑ2).
Esempio · Lo stesso inverso della lezione L02
1+i=2eiπ/4. L'inverso ha distanza 21 e angolo −4π:
(1+i)−1=21e−iπ/4=21(22−22i)=21−21i.
È lo stesso risultato della formula della lezione L02, z−1=∣z∣2zˉ=21−i.
Nella figura qui sotto ci sono z=2eiπ/3, il suo coniugato e il suo inverso. Il coniugato è il riflesso allo specchio, alla stessa distanza 2. L'inverso ha lo stesso angolo del coniugato, ma distanza 21: sta dentro il cerchio di raggio 1.
−11−11ReImzzˉz−11
La Figura 4 delle dispense con z=2eiπ/3: il coniugato zˉ=2e−iπ/3 è il riflesso di z; l'inverso z−1=21e−iπ/3 ha l'angolo opposto e sta dentro la circonferenza unitaria
Prova tu
Se z=4eiπ/2, quanto valgono z−1 e zˉ in forma polare?
z−1=41e−iπ/2: distanza inversa, angolo opposto.
zˉ=4e−iπ/2: stessa distanza, angolo opposto. In forma a+bi: z=4i, zˉ=−4i e z−1=−41i.
Da ricordare
Prodotto: distanze moltiplicate, angoli sommati. Moltiplicare per w vuol dire girare e allungare.
Inverso: distanza r1, angolo −ϑ.
Quoziente: distanze divise, angoli sottratti.
§5
Quando due angoli indicano lo stesso punto
p. 11
Un orologio segna le 3. Dopo un giro completo della lancetta segna ancora le 3: la lancetta è nello stesso posto. Con gli angoli succede lo stesso. L'angolo 2π e l'angolo 2π+2π=25π indicano la stessa direzione: il secondo ha solo fatto un giro in più.
Per questo lo stesso numero complesso ha tante forme polari diverse:
eiπ/2=e5πi/2=e−3πi/2=i.
25π è 2π più un giro;
−23π è 2π meno un giro.
Un altro esempio: 2e7πi/4=2e−πi/4=2−i2, perché 47π−2π=47π−48π=−4π.
Le dispense lo scrivono così.
Proposizione · Uguaglianza di due forme polari (p. 11)
Due numeri complessi non nulli espressi in forma polare r0eiϑ0 e r1eiϑ1 sono lo stesso numero complesso se e solo se valgono entrambi i fatti seguenti:
r0=r1;
ϑ1=ϑ0+2kπ per qualche k∈Z.
Come si legge.
«Non nulli» vuol dire «diversi da zero».
«Se e solo se» vuol dire che le due cose vanno sempre insieme: se i numeri sono uguali, valgono i due fatti; se valgono i due fatti, i numeri sono uguali.
Il primo fatto: le due distanze sono uguali.
Il secondo fatto: gli angoli differiscono di 2kπ. Qui k è un numero intero qualsiasi, positivo, negativo o zero: la scrittura k∈Z si legge «k appartiene a zeta», cioè «k è un intero». Quindi 2kπ vuol dire «un numero intero di giri», in avanti o all'indietro.
Questo fatto ha due usi. Il primo è accorciare gli angoli grandi che escono dalle potenze. Il secondo è risolvere le equazioni come z3=−8, nella sezione sulle radici.
Metodo · Accorciare un angolo
Quando l'angolo è grande, togli (o aggiungi) giri interi, cioè multipli di 2π. Fermati quando l'angolo sta dentro un giro solo: tra 0 e un giro, oppure tra mezzo giro all'indietro e mezzo giro in avanti.
Con un angolo scritto come frazione di π il conto si fa con i numeri interi. Esempio: α=42025π.
Un giro, 2π, scritto in quarti è 48π.
Divido 2025 per 8 con il resto: 2025=8⋅253+1.
Quindi 42025π=253⋅48π+41π: sono 253 giri interi più 4π.
I giri interi non contano: e2025πi/4=eiπ/4.
Prova tu
Accorcia l'angolo di e17πi/3.
Un giro in terzi è 36π. Divido 17 per 6: 17=6⋅2+5. Quindi 317π è 2 giri più 35π, e e17πi/3=e5πi/3. Con un giro in meno ancora diventa e−iπ/3.
Approfondimento · l'argomento principale
Le dispense non fissano un intervallo per l'argomento: 47π e −4π vanno bene tutti e due. Molti libri chiamano argomento principale quello compreso tra −π (escluso) e π (incluso); altri usano quello tra 0 (incluso) e 2π (escluso). Nel quiz le risposte usano tutte e due le abitudini: se una risposta non ti torna, prova ad aggiungere o a togliere 2π.
Da ricordare
Stessa distanza e angoli che differiscono di giri interi: stesso numero.
Per accorciare un angolo togli multipli di 2π; con le frazioni di π basta il resto di una divisione.
§6
Il giro completo e l'identità di Eulero
p. 12
Torna sulla pista circolare del ripasso, quella con il raggio lungo 1. Ogni abbreviazione eiϑ è un punto della pista, e ogni punto della pista è uno di questi numeri: basta prendere il suo angolo.
Tre posti sulla pista sono da sapere a memoria, perché tornano in quasi tutti gli esercizi:
un quarto di giro, ϑ=2π: eiπ/2=cos2π+isin2π=0+i⋅1=i;
mezzo giro, ϑ=π: eiπ=cosπ+isinπ=−1+0=−1;
un giro intero, ϑ=2π: e2πi=cos2π+isin2π=1+0=1.
La seconda è la famosa identità di Eulero, spesso scritta eiπ+1=0: mette insieme in una sola riga i numeri e, i, π, 1 e 0.
A che cosa servono negli esercizi:
la seconda dice che un segno meno è mezzo giro. Serve per portare il meno dentro l'angolo, come nella trappola sul modulo negativo;
la terza dice che un giro intero non cambia niente, e nemmeno due, tre o cento giri. È il motivo per cui dagli angoli si possono togliere i giri interi.
Prova tu
Quanto vale e3πi?
3π è un giro intero più mezzo giro: 3π=2π+π. Il giro intero non conta, quindi e3πi=eiπ=−1.
Da ricordare
I numeri eiϑ sono i punti della circonferenza di raggio 1.
eiπ/2=i, eiπ=−1 (identità di Eulero), e2πi=1.
§7
Le potenze: girare più volte
p. 12
Una potenza è un prodotto ripetuto: z3=z⋅z⋅z. Con la regola del prodotto, ogni volta che moltiplichi per z la distanza si moltiplica per r e l'angolo cresce di ϑ.
Prova con z=1+i, a distanza 2 e all'angolo 4π:
Potenza
Distanza
Angolo
Il numero
z
2
4π
1+i
z2
2⋅2=2
4π+4π=2π
2i
z3
2⋅2=22
2π+4π=43π
−2+2i
z4
22⋅2=4
43π+4π=π
−4
Guarda la figura: a ogni passo il punto gira di un ottavo di giro e si allontana.
−4−3−2−1112ReImz=1+iz2=2iz3=−2+2iz4=−4
Le potenze di z=1+i: ogni volta il modulo si moltiplica per 2 e l'angolo cresce di 4π
Moltiplicare n volte la distanza per sé stessa vuol dire elevarla alla n. Sommare n volte lo stesso angolo vuol dire moltiplicarlo per n. La formula, che le dispense usano all'inizio della sezione 3.B:
zn=n voltereiϑ⋯reiϑ=rneinϑ.
A parole: la distanza si eleva alla n, l'angolo si moltiplica per n.
Approfondimento · il nome della formula
Nella forma trigonometrica la formula si scrive (r(cosϑ+isinϑ))n=rn(cosnϑ+isinnϑ) ed è nota come formula di De Moivre.
Esempio · (1+i)8 e (1+i)10
1+i=2eiπ/4.
La potenza ottava.
Distanza: (2)8=((2)2)4=24=16.
Angolo: 8⋅4π=2π, un giro intero.
Quindi (1+i)8=16e2πi=16⋅1=16.
Controllo con la forma a+bi: (1+i)2=2i, quindi (1+i)8=(2i)4=16i4=16.
La potenza decima.
Distanza: (2)10=25=32.
Angolo: 10⋅4π=410π=25π.
Accorcio: 25π=2π+2π, quindi l'angolo è 2π.
Quindi (1+i)10=32eiπ/2=32i.
Esempio · (3+i)6
3+i=2eiπ/6.
Distanza: 26=64.
Angolo: 6⋅6π=π.
Quindi (3+i)6=64eiπ=−64.
Un numero con parte immaginaria diversa da zero, elevato alla sesta, dà un numero reale negativo. Con la forma a+bi ci sarebbero volute cinque moltiplicazioni.
Prova tu
Calcola (2i)3 in forma polare.
2i=2eiπ/2. Distanza 23=8, angolo 3⋅2π=23π. Quindi (2i)3=8e3πi/2=8⋅(−i)=−8i. Controllo: (2i)3=8i3=8⋅(−i)=−8i.
Metodo · Una potenza alta senza calcolatrice
Scrivi il numero in forma polare. Negli appelli il modulo è quasi sempre 1, 2 o 2, e l'angolo è uno della tabella.
Eleva la distanza alla n e moltiplica l'angolo per n.
Accorcia l'angolo togliendo giri interi.
Torna alla forma a+bi con la tabella di seno e coseno, e confronta con le risposte.
Per esponenti piccoli c'è un'alternativa: calcola z2 o z3 nella forma a+bi finché ottieni un numero reale o immaginario puro, poi continua con le potenze di quello. Per esempio (1+i)2=2i, e da lì (1+i)10=(2i)5=32i5=32i.
Da ricordare
zn=rneinϑ: distanza alla n, angolo per n.
Dopo aver moltiplicato l'angolo, accorcialo togliendo giri interi.
§8
Le radici: n punti in cerchio
pp. 12–13
Adesso il problema al contrario. Le potenze partono da un numero e lo elevano. Le radici partono dal risultato e cercano da dove si è partiti.
Tra i numeri reali le cose sono disordinate. Quali numeri, moltiplicati per sé stessi, danno 4? Due: 2 e il suo opposto. Quali numeri, elevati al cubo, danno 8? Uno solo, il 2. E quali numeri al quadrato danno −4? Nessuno, perché un quadrato non è mai negativo. Tra i numeri complessi tutto diventa regolare: un numero diverso da zero ha sempre esattamente 2 radici quadrate, 3 radici cubiche, 4 radici quarte, e così via.
In generale si cerca un numero z che elevato alla n dia un numero fissato, che le dispense chiamano z0. Il numerino 0 serve solo a distinguerlo dall'incognita. Le soluzioni si chiamano radici n-esime di quel numero, e sono sempre n.
Un esempio con i numeri: z3=−8
Cerchiamo i numeri che elevati al cubo danno −8.
Il numero dato, con distanza e angolo. Il numero −8 è dritto verso sinistra, a distanza 8. Quindi ha distanza 8 e angolo π.
L'incognita, con distanza e angolo. Non conosco né la distanza né l'angolo del numero che cerco. Li chiamo r e ϑ.
Elevo al cubo. Per la regola delle potenze, il cubo ha distanza r3 e angolo tre volte ϑ.
Le distanze devono essere uguali. Il cubo deve avere distanza 8. Il numero positivo che al cubo dà 8 è 2: quindi la distanza cercata è 2.
Gli angoli devono indicare la stessa direzione. Tre volte l'angolo cercato deve essere mezzo giro, oppure mezzo giro più un giro, oppure mezzo giro più due giri. I giri in più non cambiano la direzione.
Divido per 3. L'angolo cercato può essere un terzo di mezzo giro, cioè 3π. Oppure un terzo di un giro e mezzo, cioè π. Oppure un terzo di due giri e mezzo, cioè 35π.
Con un giro in più non viene niente di nuovo. Mezzo giro più tre giri, diviso 3, fa 37π: è un giro più 3π, cioè lo stesso punto della prima soluzione.
Le soluzioni sono tre: distanza 2, angoli 3π, π e 35π. Sono tre punti su un cerchio di raggio 2, separati da un terzo di giro ciascuno: i vertici di un triangolo equilatero.
Il ragionamento in generale
Le dispense fanno lo stesso conto con zn=z0 al posto di z3=−8. I passi sono gli stessi.
Scrivo con distanza e angolo sia il numero dato sia l'incognita. Il numero dato è z0=r0eiϑ0; l'incognita è z=reiϑ, con distanza e angolo da trovare.
Per la formula delle potenze l'equazione diventa
rneinϑ=r0eiϑ0.
Due forme polari sono uguali esattamente quando le distanze sono uguali e gli angoli differiscono di giri interi. Quindi servono due cose.
Le distanze. La distanza cercata, elevata alla n, deve dare la distanza del numero dato. Quindi è la sua radice n-esima, che si scrive nr0: il numero positivo che elevato alla n dà r0, la solita radice della scuola.
Gli angoli. L'angolo cercato, moltiplicato per n, deve dare l'angolo del numero dato più un certo numero di giri: nϑ=ϑ0+2kπ, con k intero.
Divido per n:
ϑ=nϑ0+n2kπ.
Il primo angolo, con k uguale a zero, è l'angolo del numero dato diviso per n. Ogni volta che k cresce di 1, l'angolo cresce di un n-esimo di giro. Facendo crescere k da 0 fino a n−1 vengono n angoli.
Questi n angoli coprono meno di un giro, quindi danno n punti diversi. Il valore successivo di k riporta al primo punto, perché aggiunge un giro intero; quello dopo riporta al secondo, e così via.
Le dispense lo scrivono così.
Proposizione · Le radici n-esime (pp. 12–13)
Sia z0=r0eiϑ0 un numero complesso diverso da zero. L'equazione zn=z0 ha precisamente n soluzioni distinte:
zk=nr0ei(nϑ0+n2kπ),k=0,1,…,n−1.
Hanno tutte lo stesso modulo nr0 e argomenti separati da un passo costante n2π. Geometricamente, formano i vertici di un poligono regolare centrato nell'origine con n lati e raggio nr0.
Come si legge.
«Precisamente n soluzioni distinte»: esattamente n, tutte diverse tra loro.
zk è la soluzione numero k. Il numerino k parte da 0 e arriva a n−1: in tutto sono n.
Tutte le soluzioni stanno alla stessa distanza dall'origine.
La prima ha l'angolo del numero dato diviso per n. Da una alla successiva l'angolo cresce sempre di un n-esimo di giro.
Un poligono regolare ha tutti i lati uguali: triangolo equilatero, quadrato, pentagono regolare… Le soluzioni ne sono i vertici, su un cerchio centrato nell'origine.
Prova tu
Quante soluzioni ha z5=32? A che distanza dall'origine stanno?
Cinque soluzioni. La distanza è 532=2, perché 25=32. Sono i vertici di un pentagono regolare su un cerchio di raggio 2, e uno di loro è il numero reale 2.
Due esempi delle dispense
Esempio 3.3 · Le radici n-esime dell'unità
L'equazione zn=1 ha come soluzioni i numeri complessi
z=ein2kπ,k=0,1,…,n−1.
Queste n soluzioni sono i vertici di un poligono regolare di raggio 1 con n lati, avente 1 come vertice. Sono le radici n-esime dell'unità.
Da dove viene.1=1⋅ei⋅0: la distanza è 1 e l'angolo è 0. Quindi le radici hanno distanza n1=1 e angoli 0+n2kπ. «Unità» è un altro nome del numero 1.
n=2: gli angoli sono 0 e π. Le radici sono e0=1 ed eiπ=−1.
n=3: gli angoli sono 0, 32π, 34π. Le radici sono 1, e2πi/3=−21+23i, e4πi/3=−21−23i: un triangolo equilatero.
n=4: gli angoli sono i quarti di giro. Le radici sono 1, i, −1, −i: un quadrato.
n=6: gli angoli sono i multipli di 3π. Le radici sono ±1 e ±21±23i: un esagono (Figura 5 delle dispense, a sinistra).
Nella figura le sei radici seste di 1. Il simbolo ± si legge «più o meno»: la scrittura ±21±23i riassume i quattro numeri con tutte le scelte dei segni.
La Figura 5 (sinistra): le radici seste di 1 sono i vertici di un esagono regolare con un vertice in 1
Esempio 3.4 · Le tre soluzioni di z3=−8
Come nella Figura 5 delle dispense (a destra), le tre soluzioni dell'equazione z3=−8 hanno modulo 38=2 e argomenti 3π, π e 35π. Si tratta dei numeri complessi
z1=2eiπ/3=2(cos3π+isin3π)=1+3i,
z2=2eiπ=−2,
z3=2e5πi/3=2(cos35π+isin35π)=1−3i.
Da dove vengono gli angoli. È l'esempio che hai già fatto all'inizio della sezione. −8 è un reale negativo, quindi −8=8eiπ. Il primo angolo è 3π, un terzo di π. Poi si aggiunge due volte il passo 32π: 3π+32π=π, e π+32π=35π.
Controllo su z1, nella forma a+bi:
(1+i3)2=1+2i3+(i3)2=1+2i3−3=−2+2i3.
(−2+2i3)(1+i3)=−2−2i3+2i3+2i2⋅3=−2−6=−8.
−2−112−11ReImz1=1+3iz2=−2z3=1−3i
La Figura 5 (destra): le soluzioni di z3=−8 sono i vertici di un triangolo equilatero di raggio 38=2
Nello strumento qui sotto c'è lo stesso esempio. Cambia n per vedere triangoli, quadrati, pentagoni. Poi cambia z, per esempio con 1, i o −4, e guarda come il poligono gira e cambia raggio.
Radici n-esime: sempre n, sui vertici di un poligono regolare
Caricamento dello strumento interattivo…
Metodo · Trovare le radici n-esime di un numero
Scrivi il numero in forma polare. Attenzione ai numeri reali: un reale positivo ha angolo 0, un reale negativo ha angolo π.
Tutte le radici hanno la stessa distanza: la radice n-esima della distanza del numero.
Il primo angolo è l'angolo del numero diviso per n. Gli altri si ottengono aggiungendo n2π, fino ad averne n.
Se gli angoli sono nella tabella, passa alla forma a+bi.
Fai il disegno: i punti devono formare un poligono regolare con n lati.
Le radici quadrate
Con n=2 il passo è 22π=π, mezzo giro. Quindi le due radici quadrate di un numero sono opposte: se una è w, l'altra è −w. Tre esempi, che ritroverai nella lezione L04 dentro la formula delle equazioni di secondo grado:
Le radici quadrate di −4. Il numero −4 è a distanza 4, dritto verso sinistra. Le radici hanno distanza 2. Il primo angolo è metà di mezzo giro, cioè un quarto di giro; il secondo è mezzo giro più in là. Le radici sono 2i e −2i. In generale le radici quadrate di un numero reale negativo sono i per la radice del suo opposto, con il più e con il meno.
Le radici quadrate di 2i. Il numero 2i è a distanza 2, dritto verso l'alto. Le radici hanno distanza 2 e angoli 4π e 45π: sono 1+i e −1−i. Sono le stesse trovate con le coordinate nell'esercizio 7 della lezione L02.
Le radici quadrate di −3+4i. Qui l'angolo non è nella tabella, e conviene il metodo della lezione L02: si scrive l'incognita come x+yi e si risolvono le due equazioni sulle parti reale e immaginaria. Le radici sono 1+2i e il suo opposto.
Prova tu
Quali sono le radici quadrate di −9?
−9=9eiπ. Distanza 9=3, angoli 2π e 23π. Le radici sono 3i e −3i. Controllo: (3i)2=9i2=−9.
Trappola · Il simbolo tra i complessi
Tra i reali positivi a indica la radice positiva. Tra i complessi non c'è una radice «positiva»: ci sono due radici quadrate opposte, e scrivere z0 non dice quale. Per questo le regole della lezione L01 come ab=ab qui non valgono più. Esempio: −1⋅−1 «dovrebbe» essere (−1)(−1)=1=1, ma con −1=i viene i⋅i=−1. Nella lezione L04 le dispense scrivono ±Δ proprio per indicare le due radici quadrate di un numero.
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli la lezione corrisponde al §1.4, parti 1.4.4 «Coordinate polari» (pp. 27–29, con la dimostrazione della Proposizione 1.4.2, che è la 3.2 delle dispense), 1.4.5 «Proprietà dei numeri complessi» (p. 30, Esercizio 1.4.3) e 1.4.6 «Radici n-esime di un numero complesso» (pp. 30–31, con gli Esempi 1.4.4 e 1.4.5, cioè 3.3 e 3.4 delle dispense, e l'Esercizio 1.4.6, che è il 3.5). Alla fine del capitolo 1 (p. 37) gli Esercizi 1.13 e 1.14 sono svolti qui come esercizi 13 e 14.
Da ricordare
zn=z0 ha sempre esattamente n soluzioni, se z0 non è zero.
Distanza: la radice n-esima della distanza di z0. Primo angolo: l'angolo di z0 diviso per n. Poi passi di n2π.
Le soluzioni sono i vertici di un poligono regolare con n lati.
§9
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
π
«pi greco»
circa 3,14; in radianti, mezzo giro
180°=π
ϑ, φ, α
«teta», «fi», «alfa»
lettere greche usate per gli angoli
ϑ=3π
cosϑ, sinϑ
«coseno di teta», «seno di teta»
le due coordinate del punto all'angolo ϑ sul cerchio di raggio 1
cos3π=21
cos2ϑ
«coseno quadro di teta»
il coseno moltiplicato per sé stesso
cos24π=21
(r,ϑ)
«erre, teta»
coordinate polari: distanza e angolo
(1,3) ha (2,3π)
∣z∣
«modulo di zeta»
la distanza di z dall'origine
∣1+i∣=2
zˉ
«zeta segnato»
il coniugato: il riflesso rispetto all'asse orizzontale
1+i=1−i
eiϑ
«e alla i teta»
abbreviazione di cosϑ+isinϑ
eiπ/2=i
reiϑ
«erre e alla i teta»
forma polare: distanza r, angolo ϑ
1+i=2eiπ/4
z−1
«zeta alla meno uno»
l'inverso: moltiplicato per z dà 1
(2eiπ/3)−1=21e−iπ/3
z1,z2, r1,r2
«zeta uno», «erre uno»…
i numerini distinguono oggetti dello stesso tipo
z1=2eiπ/3
k∈Z
«k appartiene a zeta»
k è un numero intero
k=−1,0,1,…
2kπ
«due kappa pi greco»
un numero intero di giri
2⋅3π=6π
na
«radice n-esima di a»
il numero positivo che elevato alla n dà a
38=2
±
«più o meno»
due numeri, uno con il più e uno con il meno
±2i è 2i e −2i
Re, Im
«parte reale», «parte immaginaria»
nei grafici, i nomi dei due assi
§10
Verso l'esame
esame
La prova in due righe. 10 domande a risposta multipla (5 risposte, una giusta) e 2 problemi da 11 punti, corretti solo con almeno 6 punti nel quiz; 2 ore, niente calcolatrice, solo 4 facciate di appunti scritti a mano. Appelli 2026/27 di Algebra lineare: 22/01/2027 e 05/02/2027 alle 14:00. Regole complete e fonti nella lezione L01.
Che cosa chiedono. In 9 dei 15 appelli dal 24/01/2024 al 07/09/2026 la domanda sui numeri complessi riguardava questa lezione:
Tipo di domanda
Appelli (domanda)
potenza alta (z8, z9, z12, z2025) di un numero dato in forma a+bi
radici: quale numero è (o non è) soluzione di zn=z0, o che cosa vale un'espressione con una radice quadrata
10/06/2024 (1), 02/09/2025 (2), 05/02/2026 (1)
Una domanda vera, letta insieme
Appello del 15/01/2026, domanda 5. Il testo: «Dato z=23−21i, allora z9 è uguale a: (a) 1; (b) 21−23i; (c) −293+29i; (d) i; (e) −2939+291i».
In pratica chiede: prendi questo numero, moltiplicalo per sé stesso nove volte. Che cosa viene? Nove moltiplicazioni nella forma a+bi sono troppe: si passa alla forma polare.
Esempio · la soluzione, passo per passo
Passo 1: la distanza.∣z∣=(23)2+(21)2=43+41=1=1. Il numero sta sul cerchio di raggio 1.
Passo 2: l'angolo. Siccome la distanza è 1, coseno e seno sono le due parti: coseno 23 e seno −21. Coseno positivo, seno negativo: quarto quadrante. Senza segni sono i valori di 6π, quindi l'angolo è −6π. Allora z=e−iπ/6.
Passo 3: la potenza. Distanza 19=1. Angolo 9⋅(−6π)=−69π=−23π. Quindi z9=e−3πi/2.
Passo 4: accorcio. Aggiungo un giro: −23π+2π=−23π+24π=2π. Quindi z9=eiπ/2=i.
La risposta è la (d).
Perché le risposte (c) ed (e) sono sbagliate. Vengono da conti fatti sulle due parti separatamente: la (c) moltiplica per 9 ciascuna parte, la (e) eleva alla nona ciascuna parte (e cambia i segni). Per i numeri complessi questi conti non hanno senso: già (1+i)2=2i non è 12+i2=0.
Altre due domande vere
Esempio · Appello del 16/01/2025, domanda 1
Dato z=2cos4π+2isin4π, allora −3iz in coordinate polari è uguale a: (a) −6icos4π−6isin4π; (b) −6e3πi/4; (c) −6icos4π+6isin4π; (d) 6e7πi/4; (e) 0.
In pratica chiede: moltiplica z per −3i e scrivi il risultato con distanza e angolo.
Soluzione.
z è già in forma trigonometrica: distanza 2, angolo 4π. Quindi z=2eiπ/4.
Il numero −3i è dritto verso il basso, a distanza 3: angolo 23π. Quindi −3i=3e3πi/2.
La (b) indica lo stesso numero, perché −6e3πi/4=6eiπe3πi/4=6e7πi/4. Ma non è in coordinate polari: il numero davanti è negativo. La (a) vale −62i e la (c) vale 0: sono numeri diversi dal risultato, che è 32−32i.
Esempio · Appello del 02/09/2025, domanda 2
Quale dei seguenti è una radice terza di z=8e3πi/5? (a) 4eπi/5; (b) 2eπi/5+2πi/3; (c) 8eπi/3+2πik; (d) 2e3πi/5; (e) 2e3πi/5+πi/3.
In pratica chiede: quale di questi numeri, elevato al cubo, dà 8e3πi/5?
Soluzione.
La distanza delle radici è 38=2. Quindi la (a) e la (c) sono subito escluse: hanno distanza 4 e 8.
Gli angoli delle radici: 33π/5+32kπ=5π+32kπ, per k=0,1,2.
Con k=1 viene 2eπi/5+2πi/3: risposta (b).
Controllo. Elevo la (b) al cubo: distanza 23=8, angolo 3⋅(5π+32π)=53π+2π. Tolgo il giro: 8e3πi/5. Torna. La (d) ha l'angolo non diviso per 3: il suo cubo è 8e9πi/5. La (e) ha cubo 8e9πi/5+πi=8e4πi/5.
I metodi
Metodo · Le domande sui complessi in forma polare
Porta tutto in forma polare: il numero z, e anche gli altri pezzi come −3i, −1, 2i.
Applica le regole: prodotto (distanze per, angoli più), inverso (distanza inversa, angolo opposto), potenza (distanza alla n, angolo per n), radici (radice n-esima della distanza, angoli nϑ0+2kπ).
Accorcia gli angoli togliendo giri interi.
Scarta subito le risposte con la distanza sbagliata: è il controllo più veloce.
Per «quale è una radice», eleva la risposta candidata alla n: deve tornare il numero dato.
Errori da evitare.
Scrivere un numero negativo davanti all'esponenziale in una forma polare.
Elevare alla n la distanza ma dimenticare di moltiplicare l'angolo, o il contrario.
Prendere l'angolo del numero dato, e non quell'angolo diviso per n, come primo angolo delle radici.
Dimenticare che un reale negativo ha angolo π.
Sbagliare quadrante guardando solo il coseno.
Trovare una radice sola invece di n.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione: la tabella di seno e coseno negli angoli notevoli; x=rcosϑ, y=rsinϑ; eiϑ=cosϑ+isinϑ; eiπ=−1, eiπ/2=i; prodotto, inverso e potenza in forma polare; la formula delle radici zk=nr0ei(ϑ0+2kπ)/n; il metodo per accorciare un angolo.
§11
Quiz
come all'esame
Dato z=1+i, allora z10 è uguale a:
La domanda chiede una potenza alta, quindi conviene la forma polare. 1+i ha distanza 2 e angolo 4π. Alla decima la distanza diventa (2)10=25=32 e l'angolo diventa 10⋅4π=25π; togliendo un giro resta 2π, cioè la direzione di i. Il risultato è 32i. Controllo veloce: (1+i)2=2i e (2i)5=32i5=32i. La risposta più insidiosa è 1024i: 1024=210 viene elevando alla decima 2 invece di 2, cioè sbagliando la distanza di 1+i. Simile agli appelli del 10/07/2024 e del 24/01/2024.
Dato z=2cos12π+2isin12π, allora z6 è uguale a:
Il numero è già in forma trigonometrica: distanza 2, angolo 12π, quindi z=2eiπ/12. Alla sesta la distanza diventa 26=64 e l'angolo 6⋅12π=2π, la direzione di i: il risultato è 64i. La risposta 2i ha l'angolo giusto ma dimentica di elevare la distanza; 12i moltiplica la distanza per 6 invece di elevarla alla sesta; 64 dimentica di moltiplicare l'angolo. Simile all'appello del 06/09/2024, domanda 1.
Dato z=3eiπ/3, il numero −2iz scritto in forma polare reiϑ con r>0 e 0≤ϑ<2π è:
Si tratta di un prodotto, quindi distanze per e angoli più. Il numero −2i è dritto verso il basso a distanza 2, cioè 2e3πi/2. Distanza del prodotto 2⋅3=6; angolo 3π+23π=62π+69π=611π. Il risultato è 6e11πi/6. La risposta più insidiosa è −6e5πi/6: indica lo stesso numero, ma ha un numero negativo davanti, quindi non è una forma polare. 6e5πi/6 viene prendendo l'angolo di −2i come 2π, che è l'angolo di 2i; 5 somma le distanze invece di moltiplicarle; 6e4πi/3 usa l'angolo π per −i. Simile all'appello del 16/01/2025, domanda 1.
Quale dei seguenti numeri è una radice terza di 8i?
Una radice terza di 8i è un numero che elevato al cubo dà 8i. In forma polare 8i=8eiπ/2: le radici terze hanno distanza 38=2 e angoli 6π, 6π+32π=65π e 65π+32π=23π. L'ultima è 2e3πi/2=−2i. Controllo: (−2i)3=−8i3=−8⋅(−i)=8i. La risposta più insidiosa è 2i, che sembra «la radice di 8i», ma (2i)3=8i3=−8i: il segno è sbagliato. (2eiπ/3)3=8eiπ=−8; 8eiπ/6 e 38i hanno la distanza sbagliata. Simile all'appello del 02/09/2025, domanda 2.
Quale dei seguenti numeri non è soluzione di z6=1?
Le soluzioni di z6=1 sono le radici seste dell'unità: distanza 1 e angoli multipli di un sesto di giro, cioè di 62π=3π. Sono 1 (angolo 0), eiπ/3, e2πi/3, −1=eiπ e altre due. L'angolo 6π non è un multiplo di 3π: infatti (eiπ/6)6=eiπ=−1, non 1. Le altre quattro risposte sono tutte soluzioni, e la più insidiosa è −1: elevato a una potenza pari dà proprio 1. Simile all'appello del 05/02/2026, domanda 1.
Dato z=22(1+i), allora z2027 è uguale a:
Il numero 22+22i ha distanza 1 e angolo 4π, quindi z=eiπ/4. La potenza ha distanza 1 e angolo 42027π. Un giro in quarti è 48π, e 2027=8⋅253+3: restano 43π. Quindi z2027=e3πi/4=−22+22i. La risposta 22(1+i) è quella di chi divide 2027 per 8 e sbaglia il resto, trovando 1; 2027(1+i) moltiplica invece di elevare. Simile all'appello del 07/02/2025, domanda 1.
Se z=3e2πi/5, il coniugato zˉ è:
Il coniugato è il riflesso rispetto all'asse orizzontale: stessa distanza, angolo cambiato di segno. Quindi zˉ=3e−2πi/5, e aggiungendo un giro −52π+510π=58π. La risposta più insidiosa è 3e−8πi/5, che ha un segno meno come il coniugato; ma −58π+2π=52π, quindi è z stesso. −3e2πi/5 è −z; 3e3πi/5 è il riflesso rispetto all'asse verticale; 31e−2πi/5 è l'inverso.
Se z=2eiπ/3, l'inverso z−1 è:
L'inverso ha distanza inversa e angolo opposto: z−1=21e−iπ/3. L'angolo −3π ha coseno 21 e seno −23, quindi z−1=21(21−23i)=41−43i. La risposta 1−3i è il coniugato: ha l'angolo giusto, ma la distanza non è stata invertita. 21−23i è e−iπ/3: dimentica del tutto la distanza. 41+43i ha invertito la distanza ma non l'angolo.
Quanto vale la parte reale di (1+i3)5? Scrivi un numero.
16
Il numero 1+i3 ha distanza 2 e angolo 3π. Alla quinta la distanza diventa 25=32 e l'angolo 35π, nel quarto quadrante, con coseno 21 e seno −23. Quindi (1+i3)5=32(21−23i)=16−163i, e la parte reale è 16.
Le quattro soluzioni di z4=−16, nel piano complesso, sono:
Il numero −16 è 16eiπ. Le radici quarte hanno distanza 416=2 e angoli 4π, poi passi di un quarto di giro: 43π, 45π, 47π. Il primo è 2eiπ/4=2+2i, e i quattro punti sono ±2±2i. La risposta più insidiosa è il quadrato con un vertice in 2: è quello delle soluzioni di z4=16, che hanno angolo iniziale 0 invece di 4π. Il quadrato con un vertice in 4 viene prendendo 16=4 invece della radice quarta. Le soluzioni sono quattro, non tre; e nessuna è reale, perché un numero reale alla quarta non è mai negativo.
§12
Esercizi
con soluzioni
1 · Riscaldamento: gradi e radianti base
Scrivi in radianti gli angoli di 90°, 120° e 300°.
Soluzione
Per passare da gradi a radianti si moltiplica per 180π e si semplifica.
90⋅180π=18090π=2π, dividendo sopra e sotto per 90.
120⋅180π=180120π=32π, dividendo sopra e sotto per 60.
300⋅180π=180300π=35π, dividendo sopra e sotto per 60.
Controllo: 300° è un giro meno 60°, e infatti 35π=2π−3π.
2 · Riscaldamento: leggere una forma polare base
Il numero z=3eiπ/4: qual è il suo modulo? Qual è il suo argomento? Sta dentro o fuori dalla circonferenza di raggio 1?
Soluzione
Il numero davanti è il modulo: ∣z∣=3.
L'angolo nell'esponente è l'argomento: 4π, cioè 45°.
La distanza dall'origine è 3, più grande di 1: il numero sta fuori dalla circonferenza di raggio 1.
In forma a+bi: 3(22+22i)=232+232i.
3 · Riscaldamento: un prodotto in forma polare base
Calcola 2eiπ/6⋅5e5πi/6 e scrivi il risultato nella forma a+bi.
Soluzione
Distanze moltiplicate: 2⋅5=10.
Angoli sommati: 6π+65π=66π=π.
Il prodotto è 10eiπ=10⋅(−1)=−10.
4 · Riscaldamento: quante radici base
Quante soluzioni ha l'equazione z4=1? Scrivile tutte nella forma a+bi e di' che figura formano.
Soluzione
Sono 4, perché l'esponente è 4.
Il numero 1 ha distanza 1 e angolo 0. Le radici hanno distanza 41=1 e angoli 0, 42π=2π, π, 23π: quarti di giro.
Sono 1, i, −1, −i.
Formano un quadrato con i vertici sugli assi.
Controllo: i4=(i2)2=(−1)2=1.
5 · Conversioni base
(a) Scrivi in forma polare: −3+i, −4, 3i, −1−i. (b) Scrivi nella forma a+bi: 4e2πi/3, 2e−3πi/4, 5eiπ.
Soluzione
(a)
−3+i: la distanza è 3+1=2. Coseno −23 e seno 21: secondo quadrante. Senza segni sono i valori di 6π, quindi l'angolo è π−6π=65π. Risultato: 2e5πi/6.
3i: dritto verso l'alto, distanza 3, angolo 2π. Risultato: 3eiπ/2.
−1−i: distanza 1+1=2. Coseno e seno uguali a −22: terzo quadrante. L'angolo è π+4π=45π. Risultato: 2e5πi/4.
(b)
4e2πi/3=4(−21+23i)=−2+23i.
2e−3πi/4=2(−22−22i)=−1−i.
5eiπ=5⋅(−1)=−5.
Controllo sul primo della (a): 2cos65π=2⋅(−23)=−3 e 2sin65π=2⋅21=1. Torna −3+i.
6 · Esercizio 3.7 delle dispense: tre insiemi in coordinate polari base
Disegna nel piano complesso i seguenti sottoinsiemi:
A={z=reiϑ∈C tali che ϑ=2π};
B={z=reiϑ∈C tali che ϑ=(2k+1)π,k∈Z};
C={z=reiϑ∈C tali che r=1 e 0≤ϑ≤π}.
Soluzione
In tutti e tre gli insiemi z è scritto in forma polare. Quindi z non è zero e la distanza r è positiva.
A contiene i numeri all'angolo 2π, a qualsiasi distanza: reiπ/2=ri con r positivo. È la semiretta verticale verso l'alto, senza l'origine.
B: gli angoli (2k+1)π sono i multipli dispari di π: π, 3π, −π, e così via. Differiscono tutti da π per giri interi, quindi indicano tutti la direzione di −1. B è la semiretta orizzontale verso sinistra, senza l'origine: i numeri reali negativi.
C: distanza 1 vuol dire circonferenza di raggio 1. L'angolo da 0 a π, estremi compresi, ne prende la metà superiore, da 1 a −1, con i due estremi.
−111ReIm1−1ABC
A (semiasse immaginario positivo), B (semiasse reale negativo), C (semicirconferenza superiore); l'origine non appartiene ad A né a B
7 · Esercizio 3.8 delle dispense: (1−i)3 in due modi base
Calcola (1−i)3 usando le coordinate polari, e verifica il risultato con le coordinate cartesiane.
Soluzione
Con le coordinate polari.
La distanza di 1−i è 1+1=2. Coseno 22 e seno −22: quarto quadrante, angolo −4π. Quindi 1−i=2e−iπ/4.
Al cubo: distanza (2)3=2⋅2⋅2=22, angolo 3⋅(−4π)=−43π.
L'angolo −43π è nel terzo quadrante: coseno −22 e seno −22.
Quindi
(1−i)3=22(−22−22i)=−2−2i,
perché 22⋅22=22⋅2=2.
Con le coordinate cartesiane.
(1−i)2=1−2i+i2=1−2i−1=−2i.
(1−i)3=(−2i)(1−i)=−2i+2i2=−2i−2=−2−2i.
I due metodi danno lo stesso risultato.
8 · Esercizio 3.5 delle dispense: z4=imedio
Calcola le soluzioni dell'equazione z4=i e disegnale nel piano complesso.
Soluzione
Il numero i ha distanza 1 e angolo 2π: i=1⋅eiπ/2.
Le radici hanno distanza 41=1: stanno tutte sulla circonferenza di raggio 1.
Il primo angolo è 2π diviso 4, cioè 8π. Il passo è 42π=2π. Gli angoli sono
8π,8π+84π=85π,89π,813π.
Le soluzioni sono zk=ei(π/8+kπ/2) per k=0,1,2,3. In gradi gli angoli sono 22,5°, 112,5°, 202,5° e 292,5°. Formano un quadrato sulla circonferenza di raggio 1.
Controllo: z04=e4πi/8=eiπ/2=i.
Nota: passare da una radice alla successiva vuol dire girare di un quarto di giro, cioè moltiplicare per i. Quindi le quattro radici sono w, iw, −w, −iw, con w=z0.
−11−1−0,50,51ReImiz0z1z2z3
Le quattro soluzioni di z4=i: un quadrato sulla circonferenza unitaria, con un vertice ad angolo 8πApprofondimento · la forma a+bi
L'angolo 8π non è nella tabella. Con la formula cos2α=21+cos2α si trova cos8π=22+2≈0,924 e sin8π=22−2≈0,383. Quindi z0=22+2+22−2i, e le altre radici si ottengono moltiplicando per i, −1, −i. L'esercizio non lo chiede: la forma polare è già una risposta completa.
9 · Esercizio 3.6 delle dispense: coordinate polari medio
Determina coordinate polari per i seguenti numeri complessi:
sin(2),cos(2)+isin(2),cos(2)−isin(2),21+i,1−i3.
Soluzione
Qui «2» è un angolo di 2 radianti, circa 114,6°. Sta nel secondo quadrante, dove il seno è positivo e il coseno negativo.
sin(2) è un numero reale, circa 0,909, ed è positivo. Un reale positivo sta sulla semiretta orizzontale verso destra: distanza sin2, angolo 0. Quindi sin2=(sin2)ei⋅0. Se fosse stato negativo, l'angolo sarebbe stato π e la distanza −sin2.
cos(2)+isin(2) è per definizione e2i: distanza 1, angolo 2. Nessun conto da fare.
cos(2)−isin(2): siccome cos(−2)=cos2 e sin(−2)=−sin2, il numero è cos(−2)+isin(−2)=e−2i. Distanza 1, angolo −2 (oppure 2π−2). È il coniugato del numero precedente.
21+i è 21+21i. Distanza: 41+41=21=22. Coseno: 21 diviso 22, cioè 21=22; il seno è uguale. L'angolo è 4π. Quindi 21+i=22eiπ/4.
1−i3: distanza 1+3=2. Coseno 21 e seno −23: quarto quadrante, angolo −3π (oppure 35π). Quindi 1−i3=2e−iπ/3.
10 · Prodotto e quoziente in forma polare medio
Siano z=2eiπ/3 e w=4e3πi/4. Calcola in forma polare zw, wz, w−1 e zˉw.
Soluzione
Per sommare 3π e 43π serve il denominatore comune 12: 3π=124π e 43π=129π.
zˉ=2e−iπ/3. Quindi zˉw ha distanza 2⋅4=8 e angolo −124π+129π=125π. Risultato: 8e5πi/12.
Controllo sul primo: z⋅w deve avere distanza uguale al prodotto delle distanze, 8, ed è così.
11 · Dal foglio 1 del tutorato: z10zˉmedio
Scrivi z=21(−3+i) in coordinate polari e calcola z10zˉ nella forma a+bi.
Soluzione
z=−23+21i. Distanza: 43+41=1. Coseno −23, seno 21: secondo quadrante, angolo 65π. Quindi z=e5πi/6.
z10=e50πi/6 e zˉ=e−5πi/6. Nel prodotto gli angoli si sommano: z10zˉ=e(50−5)πi/6=e45πi/6=e15πi/2.
Accorcio: un giro in mezzi è 24π, e 15=4⋅3+3. Quindi 215π è 3 giri più 23π.
z10zˉ=e3πi/2=−i.
Una scorciatoia: siccome la distanza di z è 1, il coniugato è anche l'inverso (esercizio 8 della lezione L02). Quindi z10zˉ=z10z−1=z9=e45πi/6, lo stesso conto.
12 · Dal foglio 1 del tutorato: tre calcoli di radici medio
Calcola: (a) le radici quarte di −i; (b) le radici terze di 8; (c) le radici quinte di 21(−3+i).
Soluzione
(a) −i è dritto verso il basso: distanza 1, angolo 23π. Le radici quarte hanno distanza 1. Il primo angolo è 23π diviso 4, cioè 83π; il passo è 2π=84π. Gli angoli sono 83π, 87π, 811π, 815π. Le radici sono e3πi/8, e7πi/8, e11πi/8, e15πi/8.
(b) 8 è un reale positivo: distanza 8, angolo 0. Le radici terze hanno distanza 38=2 e angoli 0, 32π, 34π. Sono
2,2e2πi/3=−1+i3,2e4πi/3=−1−i3.
Tra i numeri reali c'era solo 2; le altre due sono complesse e coniugate tra loro.
(c) Dall'esercizio precedente 21(−3+i)=e5πi/6. Le radici quinte hanno distanza 1. Il primo angolo è 65π diviso 5, cioè 6π; il passo è 52π. Per sommarli uso i trentesimi: 6π=305π e 52π=3012π. Gli angoli sono
305π=6π,3017π,3029π,3041π,3053π.
Le radici sono eiπ/6=23+21i e le altre quattro e17πi/30, e29πi/30, e41πi/30, e53πi/30: i vertici di un pentagono regolare.
Controllo sulla (b): (−1+i3)3 ha distanza 23=8 e angolo 3⋅32π=2π, quindi vale 8.
13 · Dal libro di Martelli (Esercizio 1.13): z4=−16medio
Determina tutte le soluzioni di z4=−16 e disegnale.
Soluzione
−16 è un reale negativo: −16=16eiπ.
La distanza delle soluzioni è 416=2, perché 24=16.
Il primo angolo è 4π; il passo è 2π. Gli angoli sono 4π, 43π, 45π, 47π.
Nella forma a+bi, con 2cos4π=2⋅22=2:
2+2i,−2+2i,−2−2i,2−2i.
Sono i vertici di un quadrato con il centro nell'origine, su un cerchio di raggio 2, girato di 45° rispetto agli assi.
Controllo: (2+2i)2=2+4i+2i2=2+4i−2=4i, e (4i)2=16i2=−16.
−2−112−11ReIm2+2i−2+2i−2−2i2−2i
Le soluzioni di z4=−16: un quadrato di raggio 2 con i vertici sulle bisettrici
14 · Dal libro di Martelli (Esercizio 1.14): z4=zˉ3difficile
Determina tutti i numeri complessi z tali che z4=zˉ3.
Soluzione
Il caso z=0.04=0 e anche il coniugato di 0, al cubo, è 0. Quindi lo zero è una soluzione.
Il caso z diverso da zero. Scrivo z=reiϑ con r positivo. Il coniugato ha la stessa distanza e l'angolo opposto: zˉ=re−iϑ. Allora
z4=r4e4iϑ,zˉ3=r3e−3iϑ.
Due forme polari sono uguali esattamente quando:
le distanze sono uguali: r4=r3. Divido per r3, che non è zero: r=1;
gli angoli differiscono di giri interi: 4ϑ=−3ϑ+2kπ. Porto −3ϑ a sinistra: 7ϑ=2kπ, cioè ϑ=72kπ.
Per k=0,1,…,6 vengono sette punti diversi; gli altri valori di k ripetono gli stessi. Le soluzioni diverse da zero sono quindi le radici settime dell'unitàe2kπi/7: i vertici di un ettagono regolare sulla circonferenza di raggio 1.
In totale le soluzioni sono 8: lo zero e le sette radici settime di 1.
Controllo su una di esse, z=e2πi/7: z4=e8πi/7 e zˉ3=e−6πi/7. Gli angoli differiscono di 78π+76π=714π=2π, un giro intero: sono lo stesso numero.
15 · Come all'esame: una potenza molto alta tipo esame
Dato z=−21+23i, allora z2026 è uguale a: (a) z; (b) 1; (c) −1; (d) zˉ; (e) 2026z.
Soluzione
Forma polare. Distanza: 41+43=1. Coseno −21 e seno 23: secondo quadrante, angolo 32π. Quindi z=e2πi/3.
Potenza.z2026=e2026⋅2πi/3=e4052πi/3.
Accorcio. Un giro in terzi è 36π. Divido: 4052=6⋅675+2. Quindi 34052π è 675 giri più 32π.
z2026=e2πi/3=z: risposta (a).
Scorciatoia: z è una radice terza dell'unità, perché z3=e2πi=1. Quindi conta solo il resto di 2026 diviso 3: 2026=3⋅675+1, e z2026=(z3)675⋅z=1⋅z=z. La risposta (e) è l'errore di chi moltiplica invece di elevare.
16 · Come all'esame: quale è una radice tipo esame
Quale dei seguenti numeri è una radice quarta di −4? (a) 1+i; (b) 2; (c) 2i; (d) 2i; (e) 1+2i.
Soluzione
Con la formula.
−4=4eiπ.
Le radici quarte hanno distanza 44=2, perché (2)4=4.
Gli angoli sono 4π, poi passi di 2π.
Con il primo angolo: 2eiπ/4=2(22+22i)=1+i. Risposta (a). Le altre radici sono −1+i, −1−i, 1−i.
Scartando le risposte.∣2i∣=2 e ∣1+2i∣=5 hanno la distanza sbagliata: deve essere 2. 2 e 2i hanno la distanza giusta ma angoli 0 e 2π, che non sono nella lista: infatti (2)4=4 e (2i)4=4i4=4, non −4.
Controllo della (a): (1+i)2=2i e (2i)2=4i2=−4.
§13
Domande di ripasso
autoverifica
Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.
Che cosa sono le coordinate polari di un punto diverso dall'origine? Come si passa da quelle cartesiane e viceversa?
Sono la distanza r del punto dall'origine e l'angolo ϑ con la semiretta orizzontale verso destra. Da polari a cartesiane: x=rcosϑ, y=rsinϑ. Al contrario: r con Pitagora, poi coseno e seno sono le coordinate divise per r (Definizione 3.1).
Perché per trovare l'angolo servono sia il coseno sia il seno?
Perché lo stesso coseno va bene per due angoli: (1,3) e (1,−3) hanno tutti e due coseno 21, ma uno è in alto e l'altro in basso. I segni di coseno e seno insieme dicono il quadrante.
Che cosa vuol dire eiϑ, e che cosa sono modulo e argomento di z=reiϑ?
eiϑ è un'abbreviazione di cosϑ+isinϑ: il punto della circonferenza di raggio 1 all'angolo ϑ. In z=reiϑ il numero positivo r è il modulo, cioè la distanza dall'origine, e ϑ è l'argomento, cioè l'angolo.
Che cosa dice la Proposizione 3.2 e perché è vera?
Dice che ei(ϑ+φ)=eiϑeiφ: moltiplicare due punti del cerchio vuol dire sommare gli angoli. Si dimostra svolgendo il prodotto (cosϑ+isinϑ)(cosφ+isinφ): le due parti che escono sono le formule di addizione del coseno e del seno.
Come si moltiplicano due numeri complessi in forma polare? Che cosa vuol dire nel disegno?
Le distanze si moltiplicano e gli angoli si sommano. Nel disegno, moltiplicare per un numero vuol dire girare del suo angolo e allungare quanto la sua distanza.
Quali sono l'inverso e il coniugato di z=reiϑ?
L'inverso è r1e−iϑ: distanza inversa, angolo opposto. Il coniugato è re−iϑ: stessa distanza, angolo opposto. Nel disegno il coniugato è il riflesso rispetto all'asse orizzontale.
Quando due forme polari indicano lo stesso numero?
Quando hanno la stessa distanza e gli angoli differiscono di un numero intero di giri, cioè di 2kπ con k intero.
Che cos'è l'identità di Eulero? Quanto valgono eiπ/2 ed e2πi?
È eiπ=−1: mezzo giro porta da 1 a −1. Inoltre eiπ/2=i (un quarto di giro) ed e2πi=1 (un giro intero).
Come si calcola una potenza in forma polare? Fai un esempio.
La distanza si eleva alla n e l'angolo si moltiplica per n. Per esempio 1+i=2eiπ/4, quindi (1+i)8 ha distanza (2)8=16 e angolo 2π: vale 16.
Quante soluzioni ha zn=z0 con z0 diverso da zero, e come si trovano?
Esattamente n. Hanno tutte distanza nr0. Il primo angolo è nϑ0, e gli altri si ottengono aggiungendo n2π fino ad averne n.
Che figura formano le radici n-esime di un numero complesso?
I vertici di un poligono regolare con n lati, centrato nell'origine, su un cerchio di raggio nr0. Per le radici di 1 uno dei vertici è 1.
Quali sono le radici terze di −8? Perché il primo angolo è 3π?
Sono 1+3i, −2 e 1−3i (Esempio 3.4). Il primo angolo è 3π perché −8=8eiπ e si divide l'angolo π per 3; poi si aggiunge due volte 32π.
Perché −6e3πi/4 non è una forma polare? Come si corregge?
Perché il numero davanti deve essere la distanza, che è positiva. Si porta il segno meno dentro l'angolo con −1=eiπ: −6e3πi/4=6eiπe3πi/4=6e7πi/4.
§14
Glossario
termini
Radiante
Unità di misura degli angoli: l'angolo misura la strada fatta sulla circonferenza di raggio 1. Un giro vale 2π, mezzo giro π.
Circonferenza unitaria
Il cerchio con centro nell'origine e raggio 1. Il suo punto all'angolo ϑ è (cosϑ,sinϑ), cioè il numero eiϑ.
Coordinate polari
Distanza dall'origine e angolo: due numeri che dicono dove sta un punto diverso dall'origine. Per esempio (1,3) ha coordinate polari (2,3π).
Forma trigonometrica
La scrittura z=r(cosϑ+isinϑ), con la distanza fuori dalla parentesi.
Esponenziale complessa eiϑ
Abbreviazione di cosϑ+isinϑ. Si comporta come una potenza: nel prodotto gli angoli si sommano.
Forma polare
La scrittura z=reiϑ, con r positivo. Vale per i numeri diversi da zero.
Modulo
La distanza del numero dall'origine. Si scrive ∣z∣; per esempio ∣1+i∣=2.
Argomento (fase)
L'angolo del numero in forma polare. Si può cambiare di giri interi senza cambiare il numero.
Argomento principale
L'argomento scelto in un intervallo fissato, di solito tra −π e π oppure tra 0 e 2π.
Formule di addizione
Le regole per il coseno e il seno di una somma di angoli. Servono a dimostrare la regola del prodotto.
Regola del prodotto
Nel prodotto di due numeri complessi le distanze si moltiplicano e gli angoli si sommano.
Identità di Eulero
eiπ=−1: mezzo giro porta da 1 a −1.
Formula di De Moivre
La formula delle potenze: (reiϑ)n=rneinϑ.
Radici n-esime
Gli n numeri che elevati alla n danno un numero dato diverso da zero. Hanno tutti la stessa distanza e angoli a passi di n2π.
Radici n-esime dell'unità
Le soluzioni di zn=1: e2kπi/n. Per n=4 sono 1, i, −1, −i.
Poligono regolare
Un poligono con tutti i lati e tutti gli angoli uguali, come il triangolo equilatero o il quadrato. Le radici n-esime ne sono i vertici.
§15
Checklist
0 su 10
Spunta quando sai fare la cosa senza guardare gli appunti. Le spunte restano salvate in questo browser.