1 · Somme, un posto alla volta base
Calcola: (a) ; (b) ; (c) .
Soluzione
Si somma il primo numero con il primo, il secondo con il secondo, e avanti così.
(a) .
(b) .
(c) . Viene il vettore nullo: il secondo vettore è l'opposto del primo.
Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L05
Che cos'è un vettore: una lista di numeri, da leggere come uno spostamento su una mappa a quadretti. Impari a sommare due vettori e a moltiplicarli per un numero. Poi vedi che le stesse regole valgono anche per i polinomi e per le funzioni: ogni posto in cui valgono si chiama spazio vettoriale.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
Immagina una mappa a quadretti, come un foglio di quaderno. Sei fermo su un incrocio e devi spiegare a un amico dove andare.
Gli dici: «3 quadretti a destra e 2 in su». Bastano due numeri: il 3 e il 2. In matematica si scrivono tra parentesi tonde, separati da una virgola:
Questa lista di due numeri è un vettore. Si legge «tre, due».
Guarda la figura. I due tratti blu sono i passi: prima 3 a destra, poi 2 in su. La freccia va dritta dalla partenza all'arrivo. È il disegno del vettore.
Il primo numero dice sempre quanto ti muovi in orizzontale. Il secondo dice quanto ti muovi in verticale.
Quindi e sono due vettori diversi. Il secondo vuol dire «2 a destra e 3 in su», e ti porta in un altro posto.
I numeri possono essere anche negativi, oppure zero. Un numero negativo al primo posto vuol dire «a sinistra». Un numero negativo al secondo posto vuol dire «in giù».
| Vettore | Spostamento |
|---|---|
| 3 a destra, 2 in su | |
| 3 a sinistra, 1 in su | |
| 2 a destra, 4 in giù | |
| fermo in orizzontale, 5 in su | |
| resti dove sei |
Ripasso · il piano cartesiano
Il piano cartesiano è la mappa a quadretti con due righe di riferimento. Una è orizzontale e si chiama asse . L'altra è verticale e si chiama asse . Il punto in cui si incrociano si chiama origine.
Ogni punto della mappa si indica con due numeri. Il primo dice quanti passi fare dall'origine in orizzontale. Il secondo dice quanti passi fare in verticale.
Per esempio il punto si raggiunge così: dall'origine fai 2 passi a destra e 3 passi in su.
I numeri che formano un vettore si chiamano coordinate. Le dispense li chiamano anche componenti. Il vettore ha due coordinate: la prima è 3, la seconda è 2.
Tutti i vettori con due coordinate, messi insieme, formano un insieme. Si indica con e si legge «erre due».
Per dire che un vettore sta in questo insieme si usa il simbolo della lezione L01. Si legge «appartiene a».
Vuol dire: «tre, due» è una lista di 2 numeri reali.
Una lista può avere anche tre numeri, come . Serve per muoversi in una stanza invece che su un foglio: 1 passo a destra, 4 passi in avanti, 2 passi verso l'alto. L'insieme delle liste di tre numeri si chiama , «erre tre».
Il simbolo di prima con una sbarra sopra, , si legge «non appartiene a». Per esempio : la lista ha due numeri, non tre.
E si può andare avanti. Una lista di quattro numeri, come , è un vettore di . Non si può più disegnare, perché manca una quarta direzione in cui muoversi. Ma i conti si fanno nello stesso modo, e per il corso è questo che conta.
In generale il numero di coordinate si indica con la lettera . L'insieme delle liste di numeri reali si scrive e si legge «erre enne». Si chiama spazio euclideo. Con è il piano, con è lo spazio.
Per non riscrivere ogni volta tutta la lista, a un vettore si dà un nome: una lettera minuscola, come , o .
Le coordinate prendono il nome del vettore, con un numerino in basso che dice il posto. Il numerino si chiama indice.
Per un vettore con coordinate le dispense scrivono . Vuol dire: una lista di numeri. Il primo si chiama e l'ultimo . I tre puntini stanno per tutti quelli in mezzo.
Il vettore fatto di soli zeri ha un nome: origine. Sulla mappa è lo spostamento «resta dove sei». Si indica con , oppure con la lettera .
Ecco la definizione con le parole delle dispense.
Definizione 5.1 · Spazio euclideo
Sia un numero naturale. Lo spazio euclideo -dimensionale è l'insieme
I suoi elementi sono successioni di numeri reali.
Come si legge. Un pezzo alla volta:
Tutta insieme: « è l'insieme delle liste ordinate di numeri reali».
La stessa lista di numeri si può disegnare in due modi.
Sono due disegni della stessa lista. Di solito si usano le lettere maiuscole e quando si pensa ai punti, e le minuscole e quando si pensa ai vettori.
Guarda la figura. A destra c'è un pallino: è la lista «due, tre» disegnata come punto. A sinistra c'è una freccia: è la lista «meno tre, uno» disegnata come vettore. Nelle dispense la freccia di un vettore parte sempre dall'origine.
Le dispense scrivono spesso i vettori in verticale, con i numeri uno sotto l'altro:
È lo stesso vettore di prima: in alto la prima coordinata, sotto la seconda. Scritto così si chiama vettore colonna.
Per un vettore con coordinate le dispense scrivono:
I tre puntini in verticale vogliono dire «e avanti così, fino all'ultima coordinata».
Il motivo della scrittura in verticale si capisce con il prodotto tra matrici, nella lezione L08. In questi appunti i vettori compaiono spesso in riga, come , per occupare meno spazio. È lo stesso vettore.
Nota · La scrittura degli appelli
Negli appelli un vettore colonna scritto in riga compare spesso come , con una piccola in alto a sinistra. La sta per «trasposto» e vuol dire «questa riga, messa in verticale». La trasposta si vede nella lezione L08.
Trappola · Mai le graffe per un vettore
La scrittura con le graffe indica un insieme, e in un insieme l'ordine non conta (lezione L01). In un vettore l'ordine conta: per questo si usano sempre le parentesi tonde.
Prova tu
: 1 passo a sinistra e 4 in su. Il primo numero è negativo, quindi si va a sinistra.
: fermo in orizzontale e 2 passi in giù.
: è la prima coordinata. : è la terza.
Da ricordare
Fai due spostamenti di fila sulla mappa.
Di quanto ti sei spostato in tutto? Conta i passi in orizzontale e quelli in verticale, separati.
In tutto ti sei spostato di 4 a destra e 3 in su. Questo spostamento totale è la somma dei due vettori:
L'idea
Sommare due vettori vuol dire fare uno spostamento dopo l'altro. Il conto si fa un posto alla volta: il primo numero con il primo, il secondo con il secondo.
Le dispense dicono che la somma si fa componente per componente. È la stessa cosa: una coordinata alla volta.
Guarda la figura. La prima freccia, , parte dall'origine. La seconda, , è disegnata a partire dalla punta della prima. La freccia tratteggiata va dall'origine al punto di arrivo: è la somma.
Fai i due spostamenti nell'ordine contrario: prima quello da 3 a destra e 1 in su, poi quello da 1 a destra e 2 in su.
Arrivi nello stesso punto. Hai solo fatto un'altra strada.
Le due strade insieme disegnano un parallelogramma, cioè una figura con quattro lati, paralleli a due a due. La somma è la diagonale che parte dall'origine. Per questo la somma di due vettori del piano si chiama anche regola del parallelogramma. In fisica si usa per sommare due forze.
Guarda la figura. Le due frecce piene sono i due vettori, disegnati dall'origine. I lati tratteggiati sono gli stessi spostamenti fatti per secondi. La diagonale arriva nel punto «quattro, tre».
Con liste più lunghe il disegno non c'è più, ma il conto è lo stesso.
Esempio · somme in e in
Con due coordinate, scrivendo i vettori in colonna. Si somma riga per riga:
Con quattro coordinate. Vogliamo sommare e . Un posto alla volta:
| Posto | Primo vettore | Secondo vettore | Somma |
|---|---|---|---|
| 1 | |||
| 2 | |||
| 3 | |||
| 4 |
Quindi la somma è .
Ecco la stessa regola con le lettere al posto dei numeri.
Definizione · Somma di vettori (p. 20)
Lo spazio è dotato di una somma definita componente per componente: se
Come si legge.
Trappola · Solo vettori con lo stesso numero di coordinate
Si sommano solo vettori lunghi uguale. La scrittura non ha senso: al terzo numero del secondo vettore manca il compagno.
Prova tu
Un posto alla volta: .
.
Sommi i due vettori: . Sei 4 quadretti sopra il punto di partenza: i passi a destra e quelli a sinistra si sono annullati.
Da ricordare
Fai due volte di fila lo stesso spostamento: 1 a destra e 2 in su, e poi ancora 1 a destra e 2 in su.
In tutto hai fatto 2 passi a destra e 4 in su. Ogni numero è raddoppiato:
Il puntino è il segno «per». Lo stesso si può fare con altri numeri.
L'idea
Moltiplicare un vettore per un numero vuol dire moltiplicare per quel numero ogni coordinata. La freccia si allunga o si accorcia. Se il numero è negativo, si gira dalla parte opposta.
Il numero che moltiplica il vettore si chiama scalare. Uno scalare è un numero normale, come 2 o : la parola serve solo a distinguerlo dai vettori. Viene da «scala»: cambia la scala del disegno, come lo zoom di una mappa.
L'operazione si chiama prodotto per scalare. Il risultato si chiama multiplo del vettore.
Per indicare uno scalare qualsiasi le dispense usano la lettera greca , che si legge «lambda» (lezione L01).
Tra lo scalare e il vettore il puntino di solito non si scrive. La scrittura vuol dire «2 per », e vuol dire «lambda per ».
Prendiamo il vettore e moltiplichiamolo per sei scalari diversi.
| Scalare | Conto | Multiplo | Che cosa succede alla freccia |
|---|---|---|---|
| stesso verso, lunga il doppio | |||
| stesso verso, lunga la metà | |||
| resta uguale | |||
| si riduce all'origine | |||
| verso opposto, stessa lunghezza | |||
| verso opposto, lunga il doppio |
Guarda la figura. Tutti i multipli stanno sulla stessa retta: quella che passa per l'origine e per la punta di . In ogni punto di questa retta il secondo numero è il doppio del primo. Per questo la retta ha l'etichetta , che si legge «ipsilon uguale due ics».
Questa osservazione torna nella lezione L06: l'insieme di tutti i multipli di un vettore lì riceve un nome e un simbolo.
Ecco la regola con le lettere.
Definizione · Prodotto per scalare (p. 21)
Dato e uno scalare , definiamo
Il numero reale è detto scalare; l'operazione è detta prodotto per scalare.
Come si legge.
Le dispense aggiungono la lettura sul disegno. Il vettore si allunga o si accorcia di un fattore , e se lo scalare è negativo cambia verso. Le due barre verticali sono il valore assoluto: il numero senza il segno meno. Per esempio : moltiplicare per raddoppia la lunghezza e gira la freccia.
Nello strumento qui sotto puoi trascinare le punte delle due frecce, che si chiamano e . Prova queste due cose.
All'apertura il cursore è su : è lo stesso disegno della Figura 6 delle dispense.
Il multiplo con lo scalare ha un nome: opposto del vettore. Si scrive con un segno meno davanti. L'opposto di è .
Un vettore più il suo opposto dà l'origine. È come andare e tornare:
Con l'opposto si fa anche la differenza di due vettori. « meno » vuol dire « più l'opposto di ». In pratica si sottrae un posto alla volta:
Esempio · multipli e differenza nello stesso conto
Calcoliamo . Prima i due multipli, poi la differenza.
Attenzione al terzo posto. Togliere un numero negativo vuol dire aggiungere: .
Il risultato è .
Prova tu
.
.
Prima il multiplo: . Poi la differenza: .
Da ricordare
Con i numeri usi delle regole senza pensarci. Per esempio sai che in una somma l'ordine non conta: e danno lo stesso risultato (lezione L01).
Con i vettori succede lo stesso. La somma e il prodotto per scalare seguono otto regole. Le dispense le elencano nella definizione di spazio vettoriale, che trovi più avanti. Conviene conoscerle adesso, sui vettori del piano.
Per controllarle usiamo sempre gli stessi tre vettori e gli stessi due scalari:
| N. | La regola a parole | Controllo con i numeri |
|---|---|---|
| 1 | in una somma l'ordine non conta | e |
| 2 | in una somma di tre vettori puoi cominciare da dove vuoi | e |
| 3 | sommare il vettore di soli zeri non cambia niente | |
| 4 | ogni vettore ha un opposto: sommati danno il vettore di soli zeri | |
| 5 | il multiplo di una somma è la somma dei multipli | e |
| 6 | moltiplicare per la somma di due scalari è come fare i due multipli e sommarli | e |
| 7 | moltiplicare per due scalari uno dopo l'altro è come moltiplicare per il loro prodotto | e |
| 8 | moltiplicare per 1 non cambia niente |
Nella tabella i conti sono scritti in breve. Controlliamo per intero le regole 5 e 6, che sono le meno immediate.
Regola 5. A sinistra prima si somma, poi si raddoppia.
A destra prima si raddoppiano i due vettori, poi si somma.
Stesso risultato.
Regola 6. A sinistra prima si sommano i due scalari: . Poi si moltiplica: .
A destra prima si fanno i due multipli, che sono e . Poi si sommano: .
Stesso risultato.
Ogni conto tra vettori è fatto di conti tra numeri, un posto alla volta. E per i numeri queste regole valgono già: sono le nove regole della lezione L01.
Guarda la regola 1. Al primo posto c'è da una parte e dall'altra. Sono uguali perché nella somma di due numeri l'ordine non conta. Al secondo posto succede lo stesso.
I nomi delle regole sono quelli della lezione L01: la regola 1 è la proprietà commutativa, la regola 2 è la proprietà associativa. Le regole 5 e 6 sono due forme della proprietà distributiva.
Prova tu
A sinistra: prima la somma, . Poi il triplo: .
A destra: il triplo di è , il triplo di è . La somma: .
Stesso risultato.
La prima è la regola 3: sommare il vettore di soli zeri non cambia niente. La seconda è la regola 8: moltiplicare per 1 non cambia niente.
Da ricordare
Per due sezioni lasciamo da parte i vettori e parliamo solo di regole.
Nota · Serve per capire, non per l'esame
Questa sezione e la prossima spiegano due parole, gruppo e campo. Le dispense le usano per scrivere in modo preciso la definizione di spazio vettoriale. Negli appelli dal 2024 al 2026 non c'è nessuna domanda sulle regole dei gruppi, e la parola «campo» compare solo dentro domande sugli spazi vettoriali. Se hai poco tempo, leggi i due riquadri «Da ricordare» e passa alla sezione «Che cos'è uno spazio vettoriale».
Prendi i numeri interi, cioè , e l'operazione di somma. Succedono quattro cose.
Ora prendi i numeri naturali, cioè , sempre con la somma. Le prime tre cose valgono ancora. La quarta no: il compagno di 3 sarebbe , che non è un numero naturale.
L'idea
Un gruppo è un insieme con un'operazione che non fa uscire dall'insieme e che rispetta tre regole: c'è un elemento che non cambia niente, le parentesi si possono spostare, ogni elemento ha un compagno che lo annulla.
Gli interi con la somma sono un gruppo. I naturali con la somma no.
Per la somma l'inverso è l'opposto: quello di 7 è , perché sommati fanno 0. Per il prodotto l'inverso è il numero che moltiplicato dà 1: quello di 7 è .
Un'operazione che prende due elementi di un insieme e ne restituisce uno dello stesso insieme si chiama operazione binaria (lezione L01). La sottrazione non è un'operazione binaria sui naturali: fa , che esce dall'insieme.
Se in più nell'operazione l'ordine non conta, il gruppo si chiama commutativo.
Le tre regole valgono per la somma degli interi. Valgono anche per altre operazioni, per esempio per il prodotto delle frazioni diverse da zero. Per scriverle una volta sola, qualunque sia l'operazione, le dispense usano tre segni.
Ecco la definizione delle dispense.
Definizione 5.2 · Gruppo
Un gruppo è un insieme dotato di un'operazione binaria, cioè di una funzione che associa a ogni coppia di elementi in un nuovo elemento di che indichiamo con . Il simbolo indica l'operazione binaria. L'operazione deve soddisfare i seguenti tre assiomi:
Il gruppo è commutativo se vale anche la proprietà commutativa .
Come si legge. La definizione usa due simboli della lezione L01: si legge «per ogni» ed si legge «esiste». I due punti dopo «esiste» si leggono «per cui».
La parola assioma indica una regola che fa parte di una definizione.
Per indicare un insieme con la sua operazione si scrive una coppia tra parentesi. Per esempio vuol dire «gli interi con la somma».
Ricorda le lettere della lezione L01: sono i naturali, gli interi, le frazioni, i reali, i complessi. La scrittura si legge «cu senza lo zero»: sono tutte le frazioni tranne lo 0.
Ecco gli esempi delle dispense, con il motivo.
| Insieme e operazione | Elemento neutro | Inverso di | È un gruppo commutativo? |
|---|---|---|---|
| sì | |||
| , , | sì | ||
| , , | sì | ||
| manca: quello di sarebbe , che non è un naturale | no: fallisce l'assioma 3 | ||
| e | manca: quello di sarebbe , che non è un intero | no: fallisce l'assioma 3 |
Nella terza riga compare , che si legge «a alla meno uno». È un altro modo di scrivere l'inverso per il prodotto, cioè .
Esempio · i conti in
Controlliamo che le frazioni diverse da zero, con il prodotto, formano un gruppo.
Trappola · Togliere lo zero serve per il prodotto, non per la somma
Le frazioni senza lo zero sono un gruppo con il prodotto, ma non con la somma. Infatti esce dall'insieme. E manca l'elemento neutro della somma, che è proprio lo 0.
Oltre le dispense · due fatti utili sui gruppi
Vengono dal libro di Martelli (§1.5.1). Servono tra poco, con i vettori.
L'inverso è uno solo. Negli interi con la somma, l'unico numero che sommato a 7 dà 0 è . Lo stesso vale in ogni gruppo: un elemento non può avere due inversi diversi.
Si può semplificare. Negli interi: se e danno lo stesso risultato, allora e sono uguali. Basta sommare a tutti e due i lati. Lo stesso vale in ogni gruppo, e quindi anche per la somma di vettori.
Prova tu
L'inverso di è , perché . L'elemento neutro è .
No. L'elemento neutro c'è, ed è l'1. Ma manca l'inverso di 2: sarebbe , che non è un naturale. Fallisce l'assioma 3.
Da ricordare
Negli insiemi di numeri le operazioni sono due: la somma e il prodotto.
Un campo è un insieme di numeri in cui le due operazioni funzionano bene insieme. In pratica: puoi fare più, meno, per e diviso senza mai uscire dall'insieme. C'è un solo divieto: non si divide per zero.
Un esempio. Prendi l'indovinello «quale numero, moltiplicato per 2, dà 1?». Tra le frazioni la risposta c'è: è . Tra gli interi non c'è, perché non è un intero. Le frazioni formano un campo, gli interi no.
Nella lezione L01 un campo era «un insieme in cui valgono le nove regole dei conti». Qui le dispense dicono la stessa cosa in tre righe, usando la parola «gruppo».
Definizione 5.3 · Campo
Un campo è un insieme dotato di due operazioni binarie e che soddisfano questi assiomi:
Come si legge.
Quattro regole, più quattro, più una: sono le nove regole della lezione L01 (Proposizione 1.5), raggruppate in un altro modo.
| Insieme, con somma e prodotto | È un campo? | Perché |
|---|---|---|
| , , | sì | valgono tutte le regole; per esempio l'inverso di è |
| no | non ha inverso: non è un intero | |
| no | già con la somma non è un gruppo: manca | |
| no | la somma esce dall'insieme: | |
| con | sì | è il campo con due elementi, qui sotto |
Per dire che un insieme non è un campo basta una regola che fallisce, con un esempio.
Un campo non deve per forza avere infiniti elementi. Nell'Esercizio 5.9 le dispense ne costruiscono uno che ne ha solo due: lo 0 e l'1.
Somme e prodotti si fanno come negli interi, con una sola eccezione: .
Un modo per ricordarlo: leggi 0 come «pari» e 1 come «dispari». Dispari più dispari fa pari, quindi . Dispari per dispari fa dispari, quindi . Sono le regole dei numeri pari e dispari.
In informatica questo è il campo dei bit. La somma è l'operazione XOR e il prodotto è l'operazione AND. Che le regole dei campi valgano davvero si controlla nell'esercizio 8.
Nota · Il campo del corso
Nelle dispense il campo si indica con la lettera , che si legge «cappa». Sta per «un campo qualsiasi». Nel corso è quasi sempre , i numeri reali, oppure , i numeri complessi. Quello che si dimostra per vale per tutti e due.
Prova tu
Prima . Poi . Quindi fa : tre numeri dispari sommati danno un numero dispari.
I naturali no: manca già l'opposto di 1, che sarebbe . I razionali sì: valgono tutte e nove le regole.
Da ricordare
Finora i vettori erano liste di numeri. Adesso guarda oggetti di tutt'altro tipo: i polinomi.
Ripasso · che cos'è un polinomio
Un polinomio è una somma di potenze di una lettera, di solito , ognuna moltiplicata per un numero (lezione L04). Per esempio oppure . I numeri che moltiplicano le potenze si chiamano coefficienti.
Il grado è l'esponente più alto. Il primo esempio ha grado 2, il secondo ha grado 1.
Due polinomi si sommano mettendo insieme i pezzi con la stessa potenza:
Un polinomio si moltiplica per un numero moltiplicando ogni coefficiente:
Mettiamo le liste e i polinomi uno accanto all'altro.
| Liste di due numeri | Polinomi | |
|---|---|---|
| due elementi | e | e |
| la loro somma | ||
| il doppio del primo | ||
| l'elemento che non cambia niente | il polinomio |
In tutti e due i casi succedono tre cose.
L'idea
Uno spazio vettoriale è un insieme in cui puoi sommare due elementi e moltiplicare un elemento per un numero, senza mai uscire dall'insieme e con le otto regole.
Gli elementi di uno spazio vettoriale si chiamano vettori, qualunque cosa siano. Qui l'immagine della freccia non regge più: un polinomio non è uno spostamento su una mappa. Da questo punto in poi «vettore» vuol dire solo «elemento di uno spazio vettoriale».
Se dimostri una cosa usando solo le otto regole, quella cosa vale in una volta sola per le liste, per i polinomi e per ogni altro spazio vettoriale. Non devi rifare il lavoro ogni volta.
Le dispense citano tre esempi che userai spesso: gli insiemi di soluzioni dei sistemi lineari (lezioni L11–L13), gli spazi di funzioni (più avanti in questa lezione) e gli spazi di matrici (lezione L06).
Nella definizione delle dispense compaiono queste lettere.
Definizione 5.4 · Spazio vettoriale
Fissiamo un campo . Questo per noi è generalmente o il campo dei numeri reali o il campo dei numeri complessi (però per la definizione può essere qualsiasi campo). Gli elementi di sono detti scalari. Uno spazio vettoriale su è un insieme di elementi, detti vettori, dotato di due operazioni:
Queste due operazioni devono soddisfare le stesse proprietà delle corrispondenti operazioni dello spazio euclideo, cioè:
Le proprietà devono valere per ogni e ogni .
Come si legge. Un pezzo alla volta:
In tutto: due operazioni che non fanno uscire dall'insieme, più otto regole. Le dispense chiamano le cinque proprietà anche assiomi dello spazio vettoriale.
Trappola · Tra due vettori non c'è un prodotto
In uno spazio vettoriale si sommano due vettori e si moltiplica un vettore per uno scalare. Un prodotto «vettore per vettore» non fa parte della definizione. Il prodotto scalare tra due vettori arriva nella lezione L19, ed è un'altra cosa.
La proprietà 5 sembra scontata, ma non si ricava dalle altre quattro. L'esercizio 12 mostra un prodotto per scalare «strano» che rispetta le prime quattro e non la quinta.
Prova tu
No. La somma non sta nell'insieme: si esce.
No. Per esempio , e non è un intero. Un multiplo è uscito dall'insieme, quindi non è uno spazio vettoriale.
Da ricordare
In ogni spazio vettoriale c'è un vettore speciale: quello che, sommato a un altro, non cambia niente.
Sulla mappa è lo spostamento «resta dove sei», cioè . Tra i polinomi è il polinomio .
Questo vettore si chiama vettore nullo, oppure origine dello spazio. Le dispense lo scrivono . Quando serve ricordare che è un vettore dell'insieme , scrivono , che si legge «zero di ».
Il problema è che anche il numero zero si scrive . Sono due cose diverse.
| Spazio vettoriale | Lo zero degli scalari | Il vettore nullo |
|---|---|---|
| le liste di tre numeri reali | il numero | la lista |
| i polinomi | il numero | il polinomio con tutti i coefficienti uguali a 0 |
Le dispense avvertono: in questo corso il simbolo può indicare cose diverse, e il significato si capisce dal contesto.
Moltiplica un vettore per il numero zero:
Viene il vettore nullo. Con un polinomio succede lo stesso:
Viene il polinomio nullo. Le dispense dicono che succede sempre.
Proposizione 5.5
Vale la relazione .
Come si legge. Nella formula ci sono due zeri diversi. Il primo, quello attaccato a , è il numero zero. Il secondo, dopo l'uguale, è il vettore nullo. A parole: un vettore qualsiasi, moltiplicato per il numero zero, dà il vettore nullo.
Per le liste di numeri basta fare il conto, come sopra. Ma la proposizione dice di più: vale in ogni spazio vettoriale, anche in quelli che non hai ancora visto. Per questo la dimostrazione usa solo le regole della definizione.
L'idea è quella vista nella lezione L01 per i numeri. Si scrive lo zero come «zero più zero», si usa la proprietà 3 e poi si semplifica.
Le dispense scrivono solo e poi «semplificando deduciamo che ». I passi da 4 a 7 sono quel «semplificando»: in un gruppo si semplifica sommando l'opposto a tutti e due i lati.
Oltre le dispense · altre tre conseguenze delle regole
Con lo stesso tipo di ragionamento si dimostrano altri tre fatti, veri in ogni spazio vettoriale. Le dimostrazioni sono nell'esercizio 11.
L'ultimo fatto usa l'inverso dello scalare. È uno dei motivi per cui gli scalari devono stare in un campo.
Prova tu
: il numero zero per un vettore dà il vettore nullo.
: uno scalare per il vettore nullo dà il vettore nullo.
Il primo è un numero: è lo scalare che moltiplica . Il secondo è un vettore: è il risultato, cioè il vettore nullo.
Da ricordare
Le dispense presentano cinque esempi di spazi vettoriali.
Per ognuno bisogna dire tre cose: chi sono i vettori, come si sommano e come si moltiplicano per uno scalare. Poi si controlla che valgano le regole. In questa sezione ci sono i primi due esempi.
Il primo esempio è il più piccolo: i numeri reali, senza liste.
Un numero è come una lista con una sola coordinata. Sommare due vettori vuol dire sommare due numeri. Moltiplicare per uno scalare vuol dire moltiplicare due numeri. Sulla mappa è come muoversi avanti e indietro lungo una sola riga: la retta dei numeri.
Le dispense lo dicono per un campo qualsiasi: un campo è uno spazio vettoriale su se stesso. «Su se stesso» vuol dire che i vettori e gli scalari sono presi dallo stesso insieme.
Le cinque proprietà della definizione valgono perché sono regole dei numeri. Nella terza colonna c'è un controllo con gli scalari 2 e 3 e con i «vettori» 4 e 5.
| Proprietà | Perché vale tra i numeri | Controllo |
|---|---|---|
| 1. gruppo commutativo con la somma | è l'assioma 1 dei campi | |
| 2. il multiplo di una somma | proprietà distributiva | e |
| 3. la somma di due scalari | proprietà commutativa e distributiva | e |
| 4. due scalari uno dopo l'altro | proprietà associativa del prodotto | e |
| 5. lo scalare 1 | l'1 è l'elemento neutro del prodotto |
L'esempio principale è quello da cui siamo partiti: le liste di numeri reali.
Le dispense ripetono la stessa costruzione con un campo qualsiasi al posto dei numeri reali. L'insieme delle liste di numeri presi dal campo si scrive e si legge «cappa enne».
Definizione · Lo spazio (pp. 23–24)
Sia un numero naturale. Lo spazio è l'insieme delle sequenze di numeri in , descritte generalmente come vettori colonna. La somma e la moltiplicazione per scalare sono definite termine a termine:
Come si legge. È la definizione già vista per le liste di numeri reali, con un campo qualsiasi al posto di .
Se il campo è quello dei numeri complessi si ottiene : le liste di numeri complessi. Qui anche gli scalari sono numeri complessi.
Ripasso · i conti con i numeri complessi
Un numero complesso si scrive come : un numero reale, più un altro numero reale moltiplicato per (lezione L02). Il primo pezzo si chiama parte reale, il secondo parte immaginaria.
La lettera è un numero nuovo con una sola regola speciale: . In breve: .
Somma. Parte reale con parte reale, parte immaginaria con parte immaginaria:
Prodotto. Si moltiplica ogni pezzo per ogni pezzo, come con le lettere. Poi al posto di si scrive :
Esempio · i due conti delle dispense in
Somma. Vogliamo sommare questi due vettori, una riga alla volta:
La somma è il vettore con le coordinate e :
Prodotto per scalare. Lo scalare è , e moltiplica tutte e due le righe del vettore:
Il risultato:
Resta da controllare che le liste rispettino davvero le otto regole. Le dispense controllano la proprietà 2: il multiplo di una somma è la somma dei multipli.
Proviamo prima con i numeri. Lo scalare è 2, i vettori sono e .
A sinistra, prima la somma e poi il doppio:
A destra, prima i due doppi e poi la somma:
Stesso risultato. Il motivo si vede guardando un posto solo. Al primo posto, a sinistra c'è e a destra c'è . Sono uguali per la proprietà distributiva dei numeri.
L'idea
Ogni regola delle liste si riduce alla stessa regola dei numeri, una coordinata alla volta.
Le dispense scrivono lo stesso controllo con le lettere, in una catena di cinque uguaglianze:
Ogni uguaglianza ha il suo motivo.
Le altre proprietà si controllano con lo stesso metodo: sono nell'esercizio 9.
Trappola · Con le liste di numeri complessi anche gli scalari sono complessi
In puoi moltiplicare un vettore per . Per esempio . Con le liste di numeri reali non puoi farlo senza uscire dall'insieme: la lista non è fatta di numeri reali. Per questo è uno spazio vettoriale su , ma non su .
Prova tu
Un posto alla volta. Primo posto: . Secondo posto: . Risultato: .
Primo posto: . Secondo posto: . Risultato: .
Da ricordare
Gli ultimi tre esempi delle dispense non sono liste finite di numeri.
In tutti e tre il modo di fare i conti è lo stesso: si somma e si moltiplica un pezzo alla volta.
Una successione è una lista di numeri che non finisce mai (lezione L01). Per esempio . È come un vettore con infinite coordinate.
Si somma e si moltiplica come con le liste finite: un posto alla volta.
Esempio · due successioni reali
Prendiamo due successioni. La prima è : i numeri in fila. La seconda è : sempre 1.
Il vettore nullo è la successione di soli zeri, . L'opposto di è .
Per indicare una successione qualsiasi le dispense usano questa scrittura:
Si legge «la successione degli ics enne, con enne nei naturali». Il termine è il primo, è il secondo. L'indice comincia da 0 perché i numeri naturali cominciano da 0. Ogni termine è un numero del campo.
Le due operazioni, scritte con le lettere:
A parole: in ogni posto, il termine della somma è la somma dei due termini di quel posto. E il termine del multiplo è lo scalare per il termine di quel posto. Le dispense dicono che con queste operazioni le successioni formano uno spazio vettoriale.
Ripasso · che cos'è una funzione
Una funzione è una regola: per ogni numero che entra dice quale numero esce. Di solito si chiama . La scrittura si legge «effe di ics» ed è il numero che esce quando entra .
Per esempio la regola «eleva al quadrato» si scrive . Se entra 3, esce . Se entra , esce .
Bisogna dire anche quali numeri possono entrare. Qui sono quelli dell'intervallo : tutti i numeri reali tra 0 e 1, compresi lo 0 e l'1 (lezione L01).
Le dispense scrivono . Si legge «effe, da zero-uno a cappa». Vuol dire: entrano i numeri tra 0 e 1, escono numeri del campo.
Come si sommano due funzioni? In una successione c'è un numero per ogni posto. In una funzione c'è un numero per ogni punto dell'intervallo. L'idea è la stessa: si somma punto per punto. Per ogni numero che entra, si sommano i due numeri che escono.
Esempio · somma di due funzioni, punto per punto
Prendiamo e . Calcoliamo la somma e il multiplo in quattro punti.
| Entra | ||||
|---|---|---|---|---|
| esce da | ||||
| esce da | ||||
| esce da | ||||
| esce da |
Il conto della colonna di , per intero. Da esce . Da esce , cioè . La somma è . Il triplo di è .
Ogni colonna si somma come una coordinata di una lista. Con le formule: la somma è la funzione , e il multiplo è la funzione .
Le dispense lo scrivono così.
Definizione · Somma e multiplo di funzioni (p. 24)
Per due funzioni e uno scalare definiamo le funzioni
Come si legge.
Il vettore nullo di questo spazio è la funzione nulla: quella che fa uscire 0 qualunque numero entri. L'opposto di una funzione fa uscire, in ogni punto, lo stesso numero con il segno cambiato.
I polinomi li hai già incontrati nella sezione sulla definizione. L'insieme di tutti i polinomi con i coefficienti presi dal campo si scrive e si legge «cappa di ics». Con i coefficienti reali si scrive .
Esempio · i conti delle dispense
Somma. Vogliamo sommare e . Si mettono insieme i pezzi con la stessa potenza.
Il risultato:
Multiplo. Si moltiplica ogni coefficiente per lo scalare:
Se scrivi i coefficienti in una tabella, una colonna per ogni potenza, la somma dei due polinomi diventa una somma di liste.
| senza | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| somma |
Dove una potenza manca, il coefficiente è 0. L'ultima riga si legge : lo stesso risultato di prima.
Il vettore nullo è il polinomio nullo, quello con tutti i coefficienti uguali a 0. L'opposto di un polinomio si ottiene cambiando il segno a tutti i coefficienti.
Trappola · Il prodotto tra polinomi non c'entra
Due polinomi si possono anche moltiplicare tra loro. Ma questa operazione non fa parte dello spazio vettoriale: qui contano solo la somma e il prodotto per uno scalare.
Spesso non servono tutti i polinomi, ma solo quelli che non superano un certo grado. L'insieme dei polinomi di grado al massimo si scrive . Per esempio contiene i polinomi reali di grado al massimo 2:
Si legge: «i polinomi , dove , e sono numeri reali». La barretta verticale si legge «dove». Dentro ci sono anche i polinomi di grado più basso, come , e il polinomio nullo: basta prendere qualche coefficiente uguale a 0.
Questo insieme è uno spazio vettoriale: è l'Esercizio 5.7 delle dispense, qui esercizio 10. Sommando due polinomi di grado al massimo 2 il grado non sale. Moltiplicando per uno scalare nemmeno.
Trappola · Grado al massimo sì, grado esattamente no
I polinomi di grado esattamente 2 non formano uno spazio vettoriale. Prendi e : hanno tutti e due grado 2. La loro somma è , che ha grado 1: è uscita dall'insieme. Inoltre il polinomio nullo non ha grado 2, quindi manca il vettore nullo.
| Spazio | Un vettore è | Somma e multiplo si fanno | Vettore nullo |
|---|---|---|---|
| un numero | come tra i numeri | ||
| una lista di numeri | una coordinata alla volta | ||
| successioni | una lista infinita | un termine alla volta | |
| funzioni | una funzione | un punto alla volta | la funzione nulla |
| un polinomio | un coefficiente alla volta | il polinomio nullo |
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli:
Prova tu
Un posto alla volta: .
Quando entra 1, da esce e da esce . Quindi .
Poi .
Potenza 2: . Potenza 1: . Senza la : . Risultato: .
Da ricordare
All'esame la domanda tipica è: «quale di questi insiemi è uno spazio vettoriale?».
Di solito l'insieme è un pezzo di uno spazio già noto: alcune liste, alcuni polinomi, alcune funzioni. Le operazioni sono quelle solite. In questo caso le otto regole non vanno ricontrollate: valgono per tutti i vettori dello spazio grande, quindi anche per quelli del pezzo.
Resta una sola cosa da controllare: che facendo somme e multipli non si esca dal pezzo. Può andare storto in tre modi.
Prendi le liste di due numeri la cui somma fa 1, come , e . Sulla mappa formano una retta.
Negli appelli un insieme così è scritto con le graffe e con una condizione:
Si legge: «le liste di tali che fa 1». La barretta verticale si legge «tali che»: a sinistra dice dove si cercano gli elementi, a destra la condizione che devono rispettare.
Il vettore nullo non sta in questo insieme: i suoi due numeri sommati fanno 0, non 1. E senza vettore nullo non c'è uno spazio vettoriale.
Guarda la figura. La retta tratteggiata è l'insieme appena visto: non passa per l'origine. La retta continua è fatta delle liste in cui la somma dei due numeri fa 0: passa per l'origine.
Resta sulla retta tratteggiata e somma due suoi elementi:
Nel risultato i due numeri sommati fanno 2, non 1. La somma è uscita dall'insieme. Nella figura è il pallino fuori dalla retta tratteggiata.
Succede lo stesso con i polinomi di grado esattamente 2, visti nella sezione precedente.
Prendi le liste di due numeri in cui il primo numero non è negativo, come e . Sulla mappa è la metà di destra.
Qui il vettore nullo c'è. E la somma di due elementi resta dentro: due numeri non negativi sommati danno un numero non negativo. Ma moltiplica per :
Il primo numero è diventato negativo: il multiplo è uscito dall'insieme.
Prendi le liste in cui la somma dei due numeri fa 0, come e . È la retta continua della figura.
Gli esempi non bastano per dire sì: serve un motivo che valga per tutti gli elementi. Qui il motivo è questo. In ogni lista dell'insieme il secondo numero è l'opposto del primo. Sommando due liste così, il secondo numero resta l'opposto del primo. Moltiplicandone una per uno scalare, anche.
Quindi questo insieme è uno spazio vettoriale. Nella lezione L06 un insieme così si chiamerà sottospazio.
L'idea
Per dire no basta un solo esempio che esce dall'insieme. Per dire sì serve un ragionamento che valga per tutti i vettori e per tutti gli scalari.
Prova tu
No. Il vettore nullo ha il secondo numero uguale a 0, non a 1: non sta nell'insieme.
Sì. Il vettore nullo c'è, perché 0 è il doppio di 0. Sommando due liste così il secondo numero resta il doppio del primo: per esempio . Lo stesso succede con i multipli: per esempio .
Sono i multipli del vettore : la retta della figura nella sezione sui multipli.
No. Il polinomio nullo in 0 vale 0, non 1: manca il vettore nullo. Anche la somma esce: , che in 0 vale 2.
Da ricordare
| Simbolo | Si legge | Vuol dire | Esempio |
|---|---|---|---|
| «tre, due» | un vettore: una lista ordinata di numeri | 3 a destra e 2 in su | |
| «tre, due», in colonna | lo stesso vettore scritto in verticale | ||
| «trasposto di uno, due, tre» | la riga messa in verticale: scrittura degli appelli | ||
| «erre enne» | l'insieme delle liste di numeri reali | ||
| , | «appartiene a», «non appartiene a» | sta dentro l'insieme, non sta dentro l'insieme | |
| «è contenuto in» | tutti gli elementi del primo insieme stanno nel secondo | ||
| «maggiore o uguale» | confronto tra due numeri, con l'uguale permesso | ||
| , | «ics uno», «ics enne» | la prima e l'ultima coordinata del vettore | se , allora |
| «per» | prodotto cartesiano: le coppie ordinate | ||
| , | «lambda», «mi» | due scalari, cioè due numeri | |
| «lambda per vu» | il multiplo: ogni coordinata per lo scalare | ||
| «meno vu» | l'opposto: il multiplo con lo scalare | ||
| «va in» | a questo elemento corrisponde quest'altro | ||
| «valore assoluto di lambda» | il numero senza il segno meno | ||
| «a asterisco b» | il risultato di un'operazione qualsiasi | oppure | |
| , | «e», «a primo» | in un gruppo: l'elemento neutro e l'inverso di | con la somma: e |
| «a alla meno uno» | l'inverso per il prodotto | ||
| «senza» | il primo insieme, tolti gli elementi del secondo | ||
| , | «per ogni», «esiste» | vale per tutti gli elementi; ce n'è almeno uno | |
| «cappa» | un campo qualsiasi: nel corso oppure | ||
| , | «zero di A», «uno di A» | gli elementi neutri di somma e prodotto in un campo | e |
| «zero di vu» | il vettore nullo dello spazio vettoriale | in | |
| , | «cappa enne», «ci enne» | le liste di numeri del campo | |
| «la successione degli ics enne» | una lista infinita | ||
| «effe, da zero-uno a cappa» | una funzione: entra un numero tra 0 e 1, esce un numero del campo | ||
| , | «cappa di ics» | tutti i polinomi; quelli di grado al massimo | sta in |
| «tali che» | introduce la condizione da rispettare |
La prova scritta di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla, ognuna con 5 risposte. Servono almeno 6 risposte giuste per far correggere i 2 problemi, che valgono 11 punti l'uno. La prova dura 2 ore, senza calcolatrice. Si possono portare solo 4 facciate di appunti scritti a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa viene chiesto di questa lezione
Le tre risposte trappola del punto 2:
I simboli di queste tre frasi si spiegano nella lezione L06. I primi due sono insiemi di tabelle di numeri, cioè di matrici: quelle triangolari e quelle simmetriche. Il terzo è l'insieme di tutto ciò che si ottiene sommando multipli di tre vettori. Per ora basta sapere che sono sempre spazi vettoriali. Quindi le tre risposte sono sbagliate.
Metodo · «È uno spazio vettoriale?» in quattro controlli
Per rispondere no basta un esempio che non torna. Per rispondere sì serve un ragionamento che valga per tutti i vettori e per tutti gli scalari.
Una domanda vera, letta insieme
Conta all'esame · Appello del 07/02/2025, domanda 2
«Identificate la risposta corretta alla domanda “ ammette una struttura di spazio vettoriale su ?”»
In pratica chiede: i numeri complessi sono uno spazio vettoriale, se come scalari si usano solo i numeri reali? «Ammette una struttura di» vuol dire «si può vedere come».
Primo controllo del metodo: chi è chi.
Poi gli altri controlli.
Quindi la risposta è sì. Restano la (b) e la (e): per scegliere bisogna guardare la motivazione.
La risposta giusta è la (e). La soluzione ufficiale dice lo stesso: (a) e (d) sono affermazioni vere che non rispondono alla domanda, (b) e (c) danno motivazioni false.
Trappola · Gli errori più comuni
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione conviene copiare:
Calcola: (a) ; (b) ; (c) .
Si somma il primo numero con il primo, il secondo con il secondo, e avanti così.
(a) .
(b) .
(c) . Viene il vettore nullo: il secondo vettore è l'opposto del primo.
Calcola: (a) ; (b) ; (c) ; (d) .
Lo scalare moltiplica ogni coordinata.
(a) .
(b) . È l'opposto del vettore di partenza.
(c) . Moltiplicare per vuol dire dividere a metà.
(d) . Il numero zero per un vettore dà il vettore nullo (Proposizione 5.5).
(a) Somma i polinomi e . (b) Calcola . (c) Con e , quanto vale ?
(a) Si mettono insieme i pezzi con la stessa potenza.
Risultato: .
(b) Lo scalare moltiplica ogni coefficiente: .
(c) Quando entra 1, da esce e da esce . La somma è .
Per ogni insieme di' se contiene il vettore nullo: (a) le liste con ; (b) le liste con ; (c) i polinomi di grado esattamente ; (d) le funzioni che in valgono .
(a) No. Il vettore nullo è : il suo secondo numero è 0, non 3.
(b) Sì. In il secondo numero è 0, e il triplo del primo è . La condizione è rispettata.
(c) No. Il vettore nullo è il polinomio nullo, che non ha grado 1.
(d) Sì. Il vettore nullo è la funzione nulla, che vale 0 in ogni punto, quindi anche in 1.
Che cosa se ne ricava: (a) e (c) non sono spazi vettoriali. Per (b) e (d) il primo controllo è superato. Restano da controllare le somme e i multipli.
Calcola: (a) con e in ; (b) con e in ; (c) con e ; (d) il vettore per cui .
(a) Prima i due multipli, poi la differenza.
Al secondo posto si toglie un numero negativo: .
(b) Prima il multiplo con lo scalare , poi la somma.
Risultato: .
(c) Prima il doppio di , poi la differenza, una potenza alla volta.
Risultato: .
(d) Bisogna togliere da tutti e due i lati, cioè sommare il suo opposto.
Quindi .
Controllo: .
Per ciascun caso di' se è un gruppo. Se lo è, indica l'elemento neutro e l'inverso di un elemento; se non lo è, indica che cosa fallisce, con un esempio. (a) I numeri pari con la somma. (b) I numeri dispari con la somma. (c) con la sottrazione, . (d) con il prodotto. (e) I numeri reali positivi con il prodotto.
Per ogni caso si controlla: si resta dentro? C'è l'elemento neutro? Le parentesi si spostano? Ogni elemento ha l'inverso?
(a) Sì, ed è commutativo. La somma di due numeri pari è pari: per esempio . L'elemento neutro è 0, che è pari. L'inverso di 4 è , che è pari. La proprietà associativa vale perché vale per tutti gli interi.
(b) No. Si esce dall'insieme: , che non è dispari. Manca anche l'elemento neutro, perché lo 0 è pari.
(c) No. La sottrazione non è associativa.
I due risultati sono diversi. Manca anche l'elemento neutro. Lo 0 funziona solo se sta a destra: , ma .
(d) Sì, ed è commutativo. I prodotti possibili sono tre: , poi , poi . Non si esce mai. L'elemento neutro è 1. L'inverso di è stesso.
(e) Sì, ed è commutativo. Il prodotto di due numeri positivi è positivo. L'elemento neutro è 1. L'inverso di 5 è , che è ancora positivo.
Nel primo esempio è uno spazio vettoriale sul campo . Dimostra che è anche uno spazio vettoriale su .
Chi è chi.
Si resta dentro? Sì. La somma di due complessi è un complesso. Un reale per un complesso è un complesso: per esempio .
Le cinque proprietà della Definizione 5.4. Chiamo e due numeri complessi, e e due numeri reali.
Ogni proprietà è una regola dei numeri complessi, usata nel caso in cui uno dei numeri è reale. Quindi è uno spazio vettoriale su .
Controllo con i numeri della proprietà 2, con lo scalare 2 e i vettori e . A sinistra: la somma è , e il doppio è . A destra: i due doppi sono e , e la loro somma è .
Con le coordinate. Al numero fai corrispondere la lista . La somma di due numeri complessi diventa la somma di due liste. Il multiplo diventa il multiplo . Come spazio vettoriale su , l'insieme si comporta come il piano : è il piano di Gauss della lezione L02.
Attenzione al contrario. non è uno spazio vettoriale su con il prodotto solito: non è un numero reale.
Sia con le operazioni
Dimostra che è un campo.
Bisogna controllare i tre assiomi della Definizione 5.3.
Assioma 1: con la somma è un gruppo commutativo, e l'elemento neutro è 0.
Le ultime due colonne sono uguali in ogni riga.
Assioma 2: tolto lo 0, con il prodotto è un gruppo commutativo, e l'elemento neutro è 1. Tolto lo 0 resta il solo elemento 1. L'unico prodotto possibile è . Non si esce. L'1 è l'elemento neutro ed è l'inverso di se stesso. Le proprietà associativa e commutativa valgono perché c'è un solo prodotto da fare.
Assioma 3: la proprietà distributiva .
Vale in tutti e due i casi, quindi vale sempre.
Il perché, in breve. Leggi 0 come «pari» e 1 come «dispari»: le due tabelle sono le regole dei numeri pari e dispari. Le proprietà della somma e del prodotto degli interi passano ai resti della divisione per 2. Questo campo si indica spesso con oppure con .
Per tutti gli esempi di spazi vettoriali visti sopra ( su se stesso, , le successioni, le funzioni , i polinomi ) verifica i 5 assiomi, come le dispense hanno controllato l'assioma 2 per .
L'idea è una sola. In tutti gli esempi le operazioni si fanno un pezzo alla volta: una coordinata, un termine, un punto, un coefficiente. Ogni pezzo è un numero del campo, quindi ogni proprietà si riduce a una regola dei numeri.
Le liste. Chiamo , e tre liste, e e due scalari. La coordinata di posto della lista si scrive . Le operazioni non fanno uscire: somme e prodotti di numeri del campo sono numeri del campo. La tabella dice che cosa succede in un posto qualsiasi.
| Proprietà | Che cosa succede al posto | Regola dei numeri usata |
|---|---|---|
| 1, associativa | associativa della somma | |
| 1, vettore nullo | : è la lista di soli zeri | lo 0 è l'elemento neutro della somma |
| 1, opposto | : è la lista con i segni cambiati | ogni numero ha l'opposto |
| 1, commutativa | commutativa della somma | |
| 2 | distributiva | |
| 3 | distributiva | |
| 4 | associativa del prodotto | |
| 5 | l'1 è l'elemento neutro del prodotto |
Ogni riga vale in tutti i posti, quindi vale per le liste intere.
Controllo con i numeri della proprietà 3, con gli scalari 2 e 3 e la lista . A sinistra: . A destra: .
I numeri da soli. Sono le liste con una sola coordinata.
Le successioni. Stesso controllo, con «termine di posto » al posto di «coordinata di posto ». I posti sono infiniti, ma ogni controllo riguarda un posto alla volta. Il vettore nullo è la successione di soli zeri.
Le funzioni. Stesso controllo, punto per punto. Due funzioni sono uguali quando fanno uscire lo stesso numero per ogni numero che entra. Per esempio la proprietà 2: per ogni dell'intervallo,
La prima e l'ultima uguaglianza sono la definizione di somma e di multiplo di funzioni. Quella in mezzo è la proprietà distributiva dei numeri. Il vettore nullo è la funzione nulla.
I polinomi. Le due operazioni agiscono un coefficiente alla volta. Si ripete il controllo delle liste, con «coefficiente di » al posto di «coordinata di posto ». La somma di due polinomi è ancora un polinomio: il suo grado non supera il più grande dei due gradi. Il vettore nullo è il polinomio nullo.
Controlla che l'insieme dei polinomi a coefficienti in di grado sia uno spazio vettoriale. Perché l'insieme dei polinomi di grado esattamente non è uno spazio vettoriale se ?
Prima parte: i polinomi di grado al massimo formano uno spazio vettoriale.
Per fissare le idee prendo : i polinomi . Qualche coefficiente può essere 0, anche il primo.
Con un qualsiasi il ragionamento è lo stesso. Un polinomio di grado al massimo si scrive . I numeri sono i coefficienti, uno per ogni potenza. Sommando due polinomi così, o moltiplicandone uno per uno scalare, non compaiono potenze più alte di .
In breve: un polinomio di grado al massimo è la lista dei suoi coefficienti. Per esempio si comporta come .
Seconda parte: grado esattamente , con . Basta un esempio che esce dall'insieme.
Con : i polinomi e hanno grado 2. La loro somma è , che non ha grado 2.
Perché l'esercizio chiede ? I polinomi di grado 0 sono i numeri, visti come polinomi senza la . Qui la risposta dipende da una scelta: il polinomio nullo ha grado 0, oppure non ha grado? Nel primo caso l'insieme contiene tutti i numeri del campo, ed è uno spazio vettoriale. Nel secondo caso manca il vettore nullo. L'esercizio evita questo caso.
Usando solo gli assiomi della Definizione 5.4 e la Proposizione 5.5, dimostra che in ogni spazio vettoriale su : (a) per ogni ; (b) per ogni ; (c) se , allora oppure .
(a) A parole: uno scalare per il vettore nullo dà il vettore nullo. È il ragionamento della Proposizione 5.5, con i ruoli scambiati.
Quindi .
Controllo con i numeri: .
(b) A parole: moltiplicare per dà l'opposto. Basta mostrare che , sommato a , dà il vettore nullo.
Quindi : il vettore è un opposto di . In un gruppo l'opposto è uno solo (riquadro «due fatti utili sui gruppi»). Quindi .
Controllo con i numeri: .
(c) A parole: un multiplo è il vettore nullo solo se lo scalare è zero, oppure se il vettore è nullo. Supponiamo che . I casi sono due.
Nel secondo caso si usa l'inverso di , che si scrive . Esiste perché gli scalari stanno in un campo.
Quindi .
Controllo con i numeri: se allora e . Dividendo per 2 viene e : il vettore è quello nullo.
Su considera la somma usuale e il prodotto per scalare
(1) Calcola e . (2) Verifica gli assiomi 2, 3 e 4 della Definizione 5.4. (3) , con queste operazioni, è uno spazio vettoriale su ? (4) Vale ancora per ogni ?
La stella indica un prodotto per scalare diverso da quello solito. La regola dice: moltiplica il primo numero per lo scalare, e al secondo posto metti 0.
(1) Applico la regola.
(2) Chiamo e due vettori, e e due scalari.
Assioma 2.
Sono uguali: vale.
Assioma 3.
Sono uguali: vale.
Assioma 4.
Sono uguali: vale.
(3) No. L'assioma 1 vale, perché la somma è quella solita. Ma l'assioma 5 fallisce: , che è diverso da . Basta un assioma falso.
(4) Sì: . Non è un caso. La dimostrazione della Proposizione 5.5 usa solo gli assiomi 1 e 3, che qui valgono.
All'esame una domanda così compare a risposta multipla, nella forma «è uno spazio vettoriale?». La motivazione giusta è l'esempio che fa fallire l'assioma 5.
Per ciascuno dei seguenti insiemi, con le operazioni indicate, stabilisci se è uno spazio vettoriale su , motivando la risposta. (a) , con la somma usuale e il prodotto per numeri reali. (b) , con la somma usuale e . (c) I polinomi reali di grado esattamente , con le operazioni usuali. (d) Le funzioni con , con le operazioni punto per punto. (e) I numeri reali positivi, con la «somma» e il «prodotto per scalare» .
(a) Sì. È l'Esercizio 5.8 delle dispense (qui esercizio 7), ed è la domanda 2 dell'appello del 07/02/2025.
(b) No: fallisce l'assioma 3. Qui lo scalare moltiplica solo il primo numero e lascia il secondo com'è. Provo con gli scalari 1 e 1 e con il vettore .
I due risultati sono diversi. Si vede anche dalla Proposizione 5.5: qui , che non è il vettore nullo.
(c) No. Una somma esce: , che ha grado 1. E il polinomio nullo non ha grado 3.
(d) Sì. L'insieme è un pezzo dello spazio di tutte le funzioni, con le stesse operazioni. Bastano i tre controlli.
Nella lezione L06 un insieme così si chiamerà sottospazio.
(e) Sì, anche se sembra strano. I simboli e sono un più e un per dentro un cerchio: servono a non confondere queste operazioni con quelle solite. La «somma» di due vettori è il loro prodotto come numeri. Il «multiplo» è una potenza. Per esempio e .
Si resta dentro: il prodotto di due numeri positivi è positivo, e una potenza di un numero positivo è positiva.
I passaggi in mezzo sono le regole delle potenze. Per esempio la somma degli esponenti, con i numeri: e .
Controllo con la Proposizione 5.5: , che è proprio il vettore nullo di questo spazio.
Che cosa insegna: i vettori possono essere qualsiasi cosa, e le operazioni possono avere un aspetto insolito. Conta solo che rispettino le regole.
Sia . Trova, in modo simile all'Esercizio 5.9 (qui esercizio 8), due operazioni e che rendano un campo. Per chi è molto coraggioso: prova a generalizzare a con numero primo.
L'idea. Nel campo con due elementi le operazioni erano quelle dei resti della divisione per 2. Qui si usano i resti della divisione per 3: si calcola come negli interi e poi si tiene il resto.
Due esempi.
Le due tabelle complete:
Il controllo dei tre assiomi della Definizione 5.3.
Controllo con i numeri della proprietà distributiva, su .
Stesso risultato.
Il caso generale, con primo. Un numero primo è un numero maggiore di 1 che si divide solo per 1 e per se stesso, come 2, 3, 5 e 7. Sull'insieme si usano la somma e il prodotto dei resti della divisione per . Tutte le proprietà passano dagli interi, come sopra. Ne resta una da dimostrare: ogni elemento diverso da 0 ha un inverso.
Vediamolo prima con e con l'elemento 2. Moltiplico 2 per tutti gli elementi diversi da zero e tengo i resti: , poi , poi che ha resto 1, poi che ha resto 3. I resti sono 2, 4, 1 e 3: tutti i numeri da 1 a 4, in un altro ordine. Tra loro c'è l'1, che viene da . Quindi l'inverso di 2 è 3.
In generale chiamo un elemento diverso da 0 e lo moltiplico per tutti gli elementi da 1 a .
Perché serve che sia primo. Con e i resti della divisione per 4 non si ottiene un campo: il 2 non ha inverso. Infatti , poi ha resto 0, poi ha resto 2. Questi insiemi di resti si studiano in Matematica Discreta, con il nome di aritmetica modulare.
È l'insieme delle liste ordinate di numeri reali. Un suo elemento si può leggere come un punto, cioè un posto. Oppure come un vettore, cioè la freccia che va dall'origine a quel posto: uno spostamento.
Un posto alla volta: il primo numero con il primo, il secondo con il secondo, fino all'ultimo. Per esempio . Nel piano vuol dire fare uno spostamento dopo l'altro. Sul disegno la somma è la diagonale del parallelogramma costruito sui due vettori.
Ogni coordinata viene moltiplicata per lo scalare. Con uno scalare maggiore di 1 la freccia si allunga. Con uno scalare tra 0 e 1 si accorcia. Con uno scalare negativo cambia verso. Con lo scalare 0 viene il vettore nullo, con viene l'opposto. Tutti i multipli di un vettore non nullo stanno sulla retta che passa per l'origine e per la punta di quel vettore.
Sono tre: c'è un elemento neutro, vale la proprietà associativa, ogni elemento ha un inverso. In più l'operazione non deve far uscire dall'insieme. Se l'ordine non conta, il gruppo è commutativo. Esempio: gli interi con la somma, con elemento neutro 0 e inverso . Controesempio: i naturali con la somma, perché 1 non ha opposto tra i naturali.
Tra le frazioni diverse da zero ogni elemento ha l'inverso: quello di è , ed è ancora una frazione diversa da zero. Tra gli interi diversi da zero il 2 non ha inverso, perché non è un intero.
È un insieme con una somma e un prodotto che rispettano tre assiomi. Con la somma è un gruppo commutativo. Tolto lo zero, con il prodotto è un gruppo commutativo. Vale la proprietà distributiva. In pratica: si fanno le quattro operazioni senza uscire. non è un campo perché 2 non ha inverso per il prodotto.
(1) Con la somma i vettori formano un gruppo commutativo. (2) Il multiplo di una somma è la somma dei multipli: . (3) . (4) . (5) .
Il primo contiene quattro regole: associativa, vettore nullo, opposto, commutativa. Inoltre la somma e il prodotto per scalare non devono far uscire dall'insieme.
Lo 0 del campo è uno scalare, cioè un numero. L'origine è un vettore: quello che sommato non cambia niente. In è la lista . Tra i polinomi è il polinomio nullo. Tra le funzioni è la funzione nulla.
Dice che : un vettore qualsiasi per il numero zero dà il vettore nullo.
Dimostrazione. Siccome , vale . Per la proprietà 3 questo è uguale a . Quindi . Sommando a tutti e due i lati l'opposto di resta .
Un numero reale per un numero complesso è un numero complesso: i multipli restano dentro. E le regole sono regole dei conti tra numeri complessi. Al contrario, uno scalare complesso per un numero reale può non essere reale: . Un multiplo esce.
Punto per punto. Per ogni numero che entra si sommano i due numeri che escono: . Per il multiplo: . Il vettore nullo è la funzione che vale 0 in ogni punto.
Perché una somma può abbassare il grado: più fa , che ha grado 1. E il polinomio nullo non ha grado 2. In invece ci sono tutti i polinomi di grado al massimo 2: somme e multipli restano dentro, e il polinomio nullo c'è.
Con un solo esempio concreto. Il vettore nullo non sta nell'insieme. Oppure la somma di due elementi esce dall'insieme. Oppure un multiplo esce. Oppure una delle regole fallisce per certi numeri.
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