Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L06
Spazi vettoriali II
Dentro uno spazio vettoriale ci sono spazi più piccoli, come stanze dentro una casa: i sottospazi. Qui impari a riconoscerli con tre controlli, a fare i conti con le tabelle di numeri chiamate matrici e a costruire sottospazi mescolando alcuni vettori come gli ingredienti di una ricetta. La domanda «è un sottospazio?» esce quasi a ogni appello.
Dispense
lezione 6 · pp. 26–30
Libro
Martelli, §2.2.5–2.2.16
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
La lezione in 7 punti
Una matrice è una tabella di numeri con un certo numero di righe e di colonne. Le matrici con la stessa forma si sommano casella per casella e si moltiplicano per un numero casella per casella: formano uno spazio vettoriale.
Un sottospazio è una parte di uno spazio vettoriale da cui non si esce: contiene lo zero, e sommando o moltiplicando per un numero i suoi vettori si resta dentro.
Nel piano, una retta che passa per l'origine è un sottospazio; una retta che non ci passa no.
Tra le matrici quadrate ci sono cinque sottospazi da conoscere: le diagonali, le triangolari superiori, le triangolari inferiori, le simmetriche e le antisimmetriche.
Per dire che un insieme non è un sottospazio basta un esempio che non funziona. Il controllo più veloce: manca lo zero.
Una combinazione lineare è una ricetta: alcuni vettori, ciascuno moltiplicato per un numero, poi sommati. Lo Span di alcuni vettori è tutto quello che si ottiene con tutte le ricette possibili, ed è sempre un sottospazio.
All'esame «quale di questi insiemi è (o non è) un sottospazio?» esce quasi a ogni appello: 08/02/2024, 03/06/2025, 05/02/2026, 07/09/2026.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
§1
Tabelle di numeri: le matrici
p. 26
Un negozio vende tre prodotti in due giorni. Le vendite si scrivono in una tabella: una riga per giorno, una colonna per prodotto.
pane
latte
uova
lunedì
1
2
3
martedì
4
5
6
In matematica una tabella così, senza le scritte, si chiama matrice, e si scrive tra parentesi tonde:
A=(142536).
Questa matrice ha 2 righe e 3 colonne. Nella lezione L05 i vettori di Kn erano liste di numeri scritte in colonna. Una matrice è fatta di più colonne messe una accanto all'altra. Ricorda: K è il modo delle dispense per dire «i numeri reali R, oppure i numeri complessi C».
Le matrici sono l'altro grande esempio di spazio vettoriale con cui le dispense aprono la lezione, e da qui in poi saranno dappertutto.
Come si legge una matrice
Per indicare un numero preciso della tabella basta dire in quale riga e in quale colonna sta. Nella matrice A:
il numero nella riga 1 e nella colonna 2 è 2. Si scrive a12=2, e si legge «a uno due»;
il numero nella riga 2 e nella colonna 1 è 4. Si scrive a21=4.
La regola è sempre la stessa: prima la riga, poi la colonna. La lettera è la minuscola del nome della matrice.
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 6.1 · Matrice
Sia come sempre K un campo fissato. Una matrice con mrighe e ncolonne a coefficienti in K è una tabella rettangolare del tipo
A=a11⋮am1⋯⋱⋯a1n⋮amn
in cui tutti gli mn coefficienti aij appartengono a K. Diciamo brevemente che A è una matrice m×n. Le sue righe sono indicate con A1,…,Am e le sue colonne con A1,…,An.
Come si legge.
m è il numero di righe, n quello di colonne. I puntini orizzontali, verticali e in diagonale vogliono dire «e così via in quella direzione».
m×n si legge «m per n»: prima le righe, poi le colonne. La matrice A del negozio è 2×3.
aij è il numero nella riga i e nella colonna j. In tutto ci sono m⋅n numeri: A ne ha 2⋅3=6.
Ai, con il numerino in basso, è la riga numero i. Aj, con il numerino in alto, è la colonna numero j. Nella matrice A: la seconda riga è A2=(4,5,6), la terza colonna è A3=(36).
Trappola · A1 non è una potenza
Nelle dispense A1,…,An sono le colonne di A: il numerino in alto è solo un'etichetta. A2 è la seconda colonna, non A per A.
Esempio · le matrici delle dispense
Due matrici con numeri reali:
B=1072−5π,C=(503).
B è 3×2: b12=2, b32=π, la riga B2=(0,−5), la colonna B1=t(1,0,7). C è 1×3: una sola riga.
Nell'esempio la scrittura t(1,0,7) vuol dire «la lista (1,0,7) scritta in colonna»: la piccola t in alto a sinistra sta per «trasposta» (lezione L08).
Prova tu
Nella matrice (30−15) quanto valgono a12 e a21? Qual è la seconda colonna?
a12 è nella riga 1 e nella colonna 2: vale −1. a21 è nella riga 2 e nella colonna 1: vale 0. La seconda colonna è (−15).
Somma e moltiplicazione per un numero
Il negozio ha due negozi uguali. Le vendite totali si ottengono sommando le due tabelle casella per casella: il pane di lunedì del primo negozio più il pane di lunedì del secondo, e così via. Se le vendite raddoppiano, si moltiplica ogni casella per 2.
Con le lettere, per due matrici A e B della stessa forma:
(A+B)ij=aij+bij,(λA)ij=λaij.
A parole: la casella nella riga i e colonna j della somma è la somma delle due caselle nello stesso posto. E λA, «lambda per A», moltiplica ogni casella per il numero λ. La lettera greca λ, «lambda», si usa spesso per un numero.
Le matrici formano uno spazio vettoriale
Tutte le matrici con m righe e n colonne, con queste due operazioni, formano un insieme che si chiama M(m,n,K), o M(m,n) quando il tipo di numeri è sottinteso. Le dispense osservano che è uno spazio vettoriale.
Il motivo è quello della lezione L05: le operazioni si fanno casella per casella, quindi ogni regola di calcolo si controlla una casella alla volta, dove è una regola dei numeri. In pratica una matrice 2×3 si comporta come una lista di 6 numeri scritta su due righe.
Il vettore zero è la matrice nulla, con tutti i numeri uguali a 0.
L'opposto di A è −A, con tutti i numeri cambiati di segno.
Una matrice con una sola colonna è un vettore colonna. Quindi le matrici m×1 sono proprio i vettori di Km:
M(m,1,K)=Km.
Trappola · Solo matrici della stessa forma
(12)+(12) non ha senso: la prima è 1×2, la seconda 2×1, e le caselle non si corrispondono. Esiste anche un prodotto tra matrici, ma è un'altra operazione, che non fa parte della struttura di spazio vettoriale: arriva nella lezione L08.
Prova tu
Calcola (120−1)+3(0111).
Prima il multiplo: 3(0111)=(0333). Poi la somma casella per casella: (1+02+30+3−1+3)=(1532).
Da ricordare
Una matrice m×n è una tabella con m righe e n colonne; aij è il numero nella riga i e nella colonna j.
Si sommano e si moltiplicano per un numero casella per casella, solo con la stessa forma.
Le matrici m×n formano lo spazio vettoriale M(m,n,K).
§2
Stanze da cui non si esce: i sottospazi
pp. 26–27
Immagina lo spazio vettoriale come una casa. Dentro ci sono delle stanze speciali: in una stanza così, se prendi due vettori e li sommi, resti nella stanza; se prendi un vettore e lo moltiplichi per un numero, resti nella stanza. Una stanza così si chiama sottospazio.
Una retta che funziona
Guarda nel piano la retta dei punti con la seconda coordinata doppia della prima: la retta di equazione y=2x. Ci stanno (1,2), (−3,−6), (0,0).
Passa per l'origine, il punto (0,0).
Sommo due suoi punti: (1,2)+(−3,−6)=(−2,−4). Anche qui la seconda coordinata è il doppio della prima: resto sulla retta.
Moltiplico un suo punto per un numero: 5⋅(1,2)=(5,10). Resto sulla retta.
Con somme e moltiplicazioni per un numero non si esce mai dalla retta. È una stanza.
Una retta che non funziona
Ora la retta parallela, spostata in su di 1: la retta di equazione y=2x+1.
Non passa per l'origine: con x=0 dovrebbe essere y=1, non 0.
La somma esce. I punti (0,1) e (1,3) stanno sulla retta, ma la loro somma (1,4) no: con x=1 la retta ha y=3, non 4.
Guarda la figura: i due punti rosa sono sulla retta tratteggiata, ma la loro somma, il punto giallo, cade fuori.
−3−2−1123−2−11234xyy=2xy=2x+1O(0,1)(1,3)(1,4)
La retta y=2x passa per l'origine ed è un sottospazio; la retta y=2x+1 no: la somma di due suoi punti esce
I tre controlli
Le dispense mettono in fila i tre controlli che hai appena fatto.
Definizione 6.2 · Sottospazio vettoriale
Sia V uno spazio vettoriale su un campo K. Un sottospazio vettoriale di V è un sottoinsieme W⊂V che soddisfa i seguenti tre assiomi:
0∈W;
se v,v′∈W, allora anche v+v′∈W;
se v∈W e λ∈K, allora λv∈W.
Come si legge.
V è la casa: uno spazio vettoriale che conosci già. W è la stanza: una parte dei vettori di V. Il simbolo W⊂V si legge «W è contenuto in V».
Controllo 1: lo zero di V sta in W. Il simbolo ∈ si legge «appartiene a». È il controllo più veloce.
Controllo 2: se v e v′ («v primo», un altro vettore) stanno in W, anche la loro somma sta in W. In questo caso W si chiama chiuso rispetto alla somma.
Controllo 3: se v sta in W e λ è un numero qualsiasi (anche negativo o zero), anche λv sta in W. In questo caso W si chiama chiuso rispetto alla moltiplicazione per un numero.
Un sottospazio è a sua volta uno spazio vettoriale, con le stesse operazioni della casa. Il motivo, con i dettagli che le dispense lasciano sottintesi:
le operazioni non fanno uscire da W, per i controlli 2 e 3;
le regole di calcolo della lezione L05 valgono per tutti i vettori di V, quindi anche per quelli di W;
lo zero sta in W, per il controllo 1;
l'opposto di un vettore v di W sta in W: l'opposto è (−1)v (lezione L05, esercizio 11 (b)), che sta in W per il controllo 3.
La stanza vuota e la casa intera (p. 27)
Ogni spazio vettoriale V ha sempre due sottospazi:
il sottospazio fatto solo dallo zero, che si scrive {0}. Le dispense lo chiamano «sottospazio banale». Funziona: 0+0=0 e λ⋅0=0, quindi non si esce;
il sottospazio totale, cioè tutto V.
Ogni altro sottospazio sta in mezzo:
{0}⊂W⊂V.
Un esempio già incontrato: i polinomi di grado al massimo k, Kk[x], dentro tutti i polinomi K[x] (Esercizio 5.7). Contengono il polinomio zero, e sommando o moltiplicando polinomi di grado al massimo k il grado non cresce.
Esempio · la retta y=2x, con le lettere
Prendiamo l'insieme W={(x,y)∈R2∣y=2x}: le graffe dicono «l'insieme dei punti (x,y) del piano», la barretta si legge «per cui». Controlliamo i tre assiomi con punti qualsiasi, non solo con i numeri.
(0,0)∈W, perché 0=2⋅0.
Se (x,y) e (x′,y′) stanno in W, cioè y=2x e y′=2x′, la somma (x+x′,y+y′) soddisfa y+y′=2x+2x′=2(x+x′): sta in W.
Se (x,y)∈W e λ∈R, allora λy=λ⋅2x=2(λx): anche (λx,λy) sta in W.
Quindi W è un sottospazio del piano.
Esempio · tre insiemi che non sono sottospazi del piano
La retta y=2x+1: non contiene l'origine. Fallisce il controllo 1.
Il primo quadrante, cioè i punti con le due coordinate positive o zero: contiene l'origine, e la somma di due suoi punti ci resta. Ma (−1)⋅(1,1)=(−1,−1) esce. Fallisce il controllo 3.
I due assi messi insieme, cioè i punti con xy=0: contiene l'origine, e i multipli di un punto di un asse restano su quell'asse. Ma (1,0)+(0,1)=(1,1) esce, perché 1⋅1 non è 0. Fallisce il controllo 2.
Trappola · Un solo controllo non basta
Il primo quadrante supera il controllo della somma ma non quello dei multipli. I due assi superano quello dei multipli ma non quello della somma. Per dire sì servono tutti e tre i controlli. Per dire no ne basta uno che fallisce, con un esempio concreto.
Prova tu
L'insieme dei punti del piano con x+y=3 è un sottospazio? E quello con x=3y?
x+y=3: no. L'origine dà 0+0=0, non 3: manca lo zero.
x=3y: sì. È una retta per l'origine. L'origine c'è; sommando due punti con x=3y e x′=3y′ viene x+x′=3(y+y′); moltiplicando per λ viene λx=3(λy).
Oltre le dispense · i sottospazi più comuni, dal libro di Martelli
Sistemi lineari omogenei (Proposizione 2.2.2). Le soluzioni di un sistema di equazioni lineari con termine noto zero, come {x+2y−z=0,x−y=0} in R3, formano un sottospazio. Il motivo: prendi un'equazione a1x1+⋯+anxn=0 che vale per due soluzioni x e y. Vale anche per la somma, perché a1(x1+y1)+⋯=0+0=0. E vale per i multipli, perché a1(λx1)+⋯=λ⋅0=0. Con un termine noto diverso da zero l'origine non è una soluzione (Osservazione 2.2.3).
Polinomi che si annullano in un punto (Proposizione 2.2.5). Fissato un numero a, i polinomi con p(a)=0 formano un sottospazio di K[x]: (p+q)(a)=0+0=0 e (λp)(a)=λ⋅0=0. Quelli con p(a)=1 no, perché non contengono il polinomio nullo (Osservazione 2.2.6).
Intersezione (Proposizione 2.2.11). Se U e W sono sottospazi, anche la loro parte comune U∩W lo è. L'unione invece in generale no: i due assi del piano sono l'esempio del libro (Esempio 2.2.14, e l'esercizio 13).
Da ricordare
Un sottospazio contiene lo zero, ed è chiuso rispetto alla somma e alla moltiplicazione per un numero.
Per dire sì servono tutti e tre i controlli; per dire no basta un esempio che non funziona.
Nel piano, le rette per l'origine sono sottospazi; quelle che non ci passano no.
§3
Matrici con una forma speciale
pp. 27–28
Dentro lo spazio delle matrici ci sono tante stanze. Si ottengono chiedendo che certe caselle siano zero, o che certe caselle siano uguali. Le più importanti riguardano le matrici quadrate, quelle con tante righe quante colonne.
La diagonale principale
In una matrice quadrata le caselle con lo stesso numero di riga e di colonna, a11,a22,a33,…, formano la diagonale principale: la linea che scende da in alto a sinistra a in basso a destra.
147258369
Qui la diagonale principale è fatta da 1, 5 e 9. Le caselle con riga maggiore della colonna stanno sotto la diagonale (4, 7, 8); quelle con riga minore della colonna stanno sopra (2, 3, 6).
Le cinque classi
Le dispense danno un nome a cinque forme speciali.
Definizione 6.3 · Matrici quadrate, diagonali, triangolari, simmetriche e antisimmetriche
Una matrice n×n è detta quadrata. Una matrice A quadrata n×n è:
diagonale se aij=0,∀i=j;
triangolare superiore se aij=0,∀i>j;
triangolare inferiore se aij=0,∀i<j;
triangolare se è triangolare inferiore o superiore;
simmetrica se aij=aji,∀i,j;
antisimmetrica se aij=−aji,∀i,j.
Come si legge. Il simbolo ∀ si legge «per ogni», e = si legge «diverso da».
Diagonale: tutte le caselle fuori dalla diagonale principale sono zero. Sulla diagonale può esserci qualsiasi numero, anche 0.
Triangolare superiore: «riga maggiore della colonna» sono le caselle sotto la diagonale. Quelle devono essere zero; i numeri stanno sulla diagonale e sopra, a forma di triangolo.
Triangolare inferiore: al contrario, sono zero le caselle sopra la diagonale.
Simmetrica: la casella nella riga i e colonna j è uguale a quella nella riga j e colonna i. La matrice è come riflessa in uno specchio messo sulla diagonale principale.
Antisimmetrica: le caselle allo specchio sono una l'opposto dell'altra.
Nelle antisimmetriche c'è un fatto in più. Sulla diagonale la casella e la sua immagine allo specchio sono la stessa casella. Quindi deve essere uguale al suo opposto: aii=−aii, cioè 2aii=0, e dividendo per 2 viene aii=0. Sulla diagonale di una matrice antisimmetrica ci sono solo zeri. Le dispense lo osservano alla fine dell'Esempio 6.4 (p. 28).
Nota · Una precisazione sul campo
Il passaggio da 2aii=0 ad aii=0 divide per 2, e si può fare con i numeri del corso: razionali, reali, complessi. Nel campo con i soli due numeri 0 e 1 dell'Esercizio 5.9, dove 1+1=0, invece no: lì ogni numero è uguale al suo opposto, e una matrice antisimmetrica può avere la diagonale non nulla. Il libro di Martelli lo segnala in una nota al §2.2.14; le dispense sottintendono che si lavori con numeri razionali, reali o complessi.
La forma di ciascuna classe per le matrici 3×3. Le lettere sono numeri qualsiasi.
diagonale
triangolare superiore
triangolare inferiore
simmetrica
antisimmetrica
a000b000c
a00bd0cef
abd0ce00f
abcbdecef
0−a−ba0−cbc0
Esempio 6.4 · Una matrice per ogni classe
Le matrici seguenti sono, nell'ordine, diagonale, triangolare superiore, triangolare inferiore, simmetrica e antisimmetrica:
Una stessa matrice può appartenere a più classi: per esempio
(0001)
è diagonale, triangolare superiore, triangolare inferiore e simmetrica. La matrice nulla appartiene a tutte e cinque le classi.
Controlliamo l'esempio casella per casella. Nelle matrici 2×2 le caselle fuori dalla diagonale sono solo due: a12, sopra, e a21, sotto.
Matrice
a12
a21
classe
(200−1)
0
0
diagonale (e anche triangolare e simmetrica)
(1092)
9
0
triangolare superiore: è zero la casella sotto
(−1702)
0
7
triangolare inferiore: è zero la casella sopra
(−1224)
2
2
simmetrica: le due caselle sono uguali
(0−110)
1
−1
antisimmetrica: caselle opposte e diagonale nulla
La prima matrice è anche triangolare, sia superiore sia inferiore, e simmetrica. Nell'elenco delle dispense ogni matrice è l'esempio della sua classe, ma può appartenere anche ad altre.
Prova tu
A quali classi appartiene (4304)?
La casella sopra la diagonale è 0: è triangolare inferiore, quindi anche triangolare. Non è diagonale (sotto c'è un 3), non è simmetrica (0 e 3 sono diversi), non è antisimmetrica (la diagonale non è nulla).
Le cinque classi sono sottospazi (p. 28)
Le matrici quadrate n×n formano lo spazio M(n,K), o più brevemente M(n). Le dispense danno un nome alle cinque classi:
D(n): le matrici diagonali;
Ts(n): le triangolari superiori;
Ti(n): le triangolari inferiori;
S(n): le simmetriche;
A(n): le antisimmetriche.
Prima un esempio con i numeri. Sommo due matrici simmetriche e moltiplico un'antisimmetrica per un numero:
Esempio · la somma di due simmetriche è simmetrica
La prima somma è ancora uguale allo specchio; il multiplo dell'antisimmetrica è ancora antisimmetrico.
Le dispense dicono che succede sempre.
Proposizione 6.5
I sottoinsiemi D(n), Ts(n), Ti(n), S(n), A(n) sono tutti sottospazi vettoriali di M(n).
Come si legge. Ognuna delle cinque classi è una stanza dentro lo spazio delle matrici quadrate: la matrice nulla ci sta, e sommando o moltiplicando per un numero matrici della classe si resta nella classe.
La spiegazione delle dispense: per ciascuna classe la matrice nulla ne fa parte, e la somma e la moltiplicazione per un numero conservano la proprietà che la definisce. Eccola per esteso.
Le matrici simmetriche S(n).
La matrice nulla è simmetrica: in ogni casella c'è 0, uguale al suo specchio.
Se A e B sono simmetriche, cioè aij=aji e bij=bji, allora
(A+B)ij=aij+bij=aji+bji=(A+B)ji.
Se A è simmetrica e λ è un numero, allora (λA)ij=λaij=λaji=(λA)ji.
Le matrici antisimmetriche A(n). Gli stessi passaggi con il segno meno: (A+B)ij=aij+bij=−aji−bji=−(A+B)ji e (λA)ij=λaij=−λaji=−(λA)ji.
Le triangolari superiori Ts(n). Sotto la diagonale le caselle di A e di B sono zero. Quindi anche quelle della somma, 0+0=0, e quelle del multiplo, λ⋅0=0: gli zeri sotto la diagonale restano zeri. Lo stesso per Ti(n), con gli zeri sopra, e per D(n), con gli zeri fuori dalla diagonale.
Nota · La trasposta, in anticipo
Nella spiegazione della Proposizione 6.5 le dispense scrivono t(A+B)=A+B e t(λA)=λA. Il simbolo tA è la trasposta di A, che si ottiene scambiando righe e colonne: (tA)ij=aji. La definisce la lezione L08. Con questa scrittura, A è simmetrica esattamente quando tA=A, e antisimmetrica esattamente quando tA=−A.
Trappola · «Triangolari» non è un sottospazio
La Proposizione 6.5 parla delle triangolari superiori e delle triangolari inferiori, separatamente. L'insieme di tutte le matrici triangolari, superiori oppure inferiori, non è un sottospazio:
(1010)+(0101)=(1111).
È la somma di una triangolare superiore e di una inferiore, e non è triangolare. È di nuovo il problema dei due assi messi insieme.
Prova tu
La somma di due matrici diagonali è diagonale? Fai un esempio.
Sì. (2003)+(−1004)=(1007): fuori dalla diagonale, 0+0 resta 0.
Oltre le dispense · relazioni tra le cinque classi
Il libro di Martelli (Esempio 2.2.13) nota che D(n)=Ts(n)∩Ti(n): una matrice è diagonale esattamente quando è triangolare sia superiore sia inferiore. E S(n)∩A(n)={0}: se aij=aji e aij=−aji, allora aij=−aij, quindi 2aij=0 e aij=0 (dividendo per 2, come nella nota sopra: nel campo con i soli numeri 0 e 1, dove 1+1=0, simmetrico e antisimmetrico sono invece la stessa cosa).
Da ricordare
Diagonale: zeri fuori dalla diagonale. Triangolare superiore: zeri sotto. Triangolare inferiore: zeri sopra.
Simmetrica: uguale allo specchio sulla diagonale. Antisimmetrica: opposta allo specchio, con la diagonale di zeri.
Le cinque classi sono sottospazi; «triangolari» tutte insieme no.
§4
Ricette con i vettori: combinazioni lineari
p. 28
In cucina una ricetta dice quanto prendere di ogni ingrediente: «2 parti di farina e 3 parti di zucchero». Con i vettori si fa lo stesso: si prendono alcuni vettori, si moltiplica ciascuno per un numero, e si sommano i risultati.
Un esempio nello spazio a tre coordinate. Gli ingredienti sono (1,0,1) e (0,1,1); la ricetta è «2 volte il primo, meno 1 volta il secondo»:
2101−011=2−00−12−1=2−11.
Il risultato si chiama combinazione lineare dei due vettori. Le dispense lo scrivono così.
Definizione · Combinazione lineare (p. 28)
Sia V uno spazio vettoriale e siano v1,…,vk∈V. Una combinazione lineare dei vettori v1,…,vk è un vettore del tipo
v=λ1v1+⋯+λkvk,
dove λ1,…,λk∈K.
Come si legge.
v1,…,vk è un elenco di vettori: gli ingredienti. Il primo si chiama v1, l'ultimo vk, e k è quanti sono.
λ1,…,λk sono numeri, uno per ingrediente: le dosi della ricetta. Si chiamano coefficienti della combinazione. Possono essere positivi, negativi, frazioni, anche zero.
«Lineare» vuol dire che si usano solo le due operazioni dello spazio vettoriale: somma e moltiplicazione per un numero. Niente prodotti tra vettori, niente quadrati.
Con tutte le dosi uguali a 0 viene il vettore zero. Con la dose di v1 uguale a 1 e le altre 0 viene v1 stesso.
Esempio · combinazioni in tre spazi diversi
Nello spazio: 2101−011=2−11, il conto di prima.
Tra i polinomi: 3(x2+1)−2(x−1)=3x2+3−2x+2=3x2−2x+5.
Tra le matrici: a(1001)+b(0110)=(abba), che è la forma delle matrici dell'Esercizio 6.9.
Tutte le ricette di due vettori
L'esempio delle dispense è nello spazio a tre coordinate, con due ingredienti:
v1=100,v2=010,λ1v1+λ2v2=λ1λ20.
Cambiando le dosi si ottiene esattamente il piano «pavimento», quello con la terza coordinata zero. «Esattamente» vuol dire due cose:
ogni ricetta ha la terza coordinata uguale a 0, quindi sta nel pavimento;
al contrario, ogni punto del pavimento (a,b,0) si ottiene con una ricetta: dose a del primo, dose b del secondo.
Nello strumento qui sotto u e v sono due vettori del piano e il punto giallo è la ricetta λu+μv (μ si legge «mi»). Muovi i cursori: con u=(1,2) e v=(3,1) il punto raggiunge qualsiasi posizione del piano. Poi trascina v sulla retta di u, per esempio in (2,4): da quel momento le ricette restano sulla retta rossa, qualunque siano le dosi.
Le combinazioni lineari λu+μv
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
Quanto fa la combinazione 2(1,0)+3(0,1)? E 1⋅(1,1)−1⋅(0,1)?
2(1,0)+3(0,1)=(2,0)+(0,3)=(2,3).
(1,1)−(0,1)=(1,0).
Da ricordare
Una combinazione lineare è una ricetta: ogni vettore moltiplicato per una dose, poi tutto sommato.
Le dosi sono numeri qualsiasi e si chiamano coefficienti.
§5
Tutto quello che si può cucinare: lo Span
pp. 28–29
Nella sezione di prima, con due ingredienti si poteva cucinare tutto il pavimento, e niente fuori. Conviene dare un nome all'insieme di tutte le ricette possibili con certi ingredienti. Le dispense lo scrivono così.
Definizione 6.6 · Sottospazio generato
Sia V uno spazio vettoriale e v1,…,vk∈V dei vettori arbitrari. Il sottospazio generato da v1,…,vk è il sottoinsieme di V formato da tutte le loro combinazioni lineari e viene indicato con Span(v1,…,vk). In simboli:
Span(v1,…,vk)={λ1v1+⋯+λkvk∣λ1,…,λk∈K}.
Come si legge.
Span è una parola inglese, «span» o «spen»: in questo senso vuol dire «generare», «coprire». È tutto quello che si può cucinare con quegli ingredienti.
È un insieme, e di solito infinito: c'è un risultato per ogni scelta delle dosi.
Contiene gli ingredienti stessi (dose 1 per uno, 0 per gli altri) e il vettore zero (tutte le dosi 0).
La barretta ∣ qui si legge «al variare di»: le dosi prendono tutti i valori possibili.
I vettori v1,…,vk si chiamano generatori dello Span: si usa anche dire che lo generano.
Il nome «sottospazio generato» anticipa un fatto da controllare: lo Span è davvero un sottospazio.
Proposizione 6.7
Il sottoinsieme Span(v1,…,vk) è un sottospazio vettoriale di V.
Come si legge. Tutto quello che si può cucinare con certi ingredienti forma sempre una stanza: sommando due piatti o moltiplicando un piatto per un numero si ottiene un altro piatto della stessa cucina.
Il motivo, a parole: sommare due ricette dà ancora una ricetta, con le dosi sommate; moltiplicare una ricetta per un numero dà ancora una ricetta, con tutte le dosi moltiplicate.
Dimostrazione · della Proposizione 6.7
Dalle dispense, con le giustificazioni. Chiamiamo W lo Span e controlliamo i tre assiomi della Definizione 6.2.
Lo zero. Con tutte le dosi uguali a 0 si ottiene 0v1+⋯+0vk=0+⋯+0=0, per la Proposizione 5.5. Quindi lo zero è una ricetta: sta in W.
La somma. Se v e w stanno in W, sono due ricette:
v=λ1v1+⋯+λkvk,w=μ1v1+⋯+μkvk.
Sommo e metto insieme i pezzi con lo stesso ingrediente (proprietà associativa e commutativa della somma e assioma 3):
v+w=(λ1+μ1)v1+⋯+(λk+μk)vk.
È ancora una ricetta, con le dosi sommate. Quindi v+w sta in W.
I multipli. Se v sta in W e λ è un numero, per gli assiomi 2 e 4:
λv=λ(λ1v1+⋯+λkvk)=(λλ1)v1+⋯+(λλk)vk.
È una ricetta con tutte le dosi moltiplicate per λ: sta in W. □
Lo Span di un solo vettore
Con un solo ingrediente le ricette sono solo i suoi multipli. Le dispense fanno l'esempio nel piano.
Esempio 6.8 · Lo Span di un solo vettore
Se v è un singolo vettore, allora Span(v)={λv∣λ∈K}: sono tutti i multipli di v. Per esempio, in R2,
Span(12)={(t2t)t∈R},
che è la retta y=2x.
Perché proprio la retta y=2x? I multipli di (1,2) sono (1,2), (2,4), (−1,−2), (0,5;1)… In tutti la seconda coordinata è il doppio della prima. E al contrario, un punto con la seconda coordinata doppia della prima, come (3,6), è il multiplo 3⋅(1,2). È la retta dei multipli di (1,2) disegnata nella lezione L05.
Che forma può avere uno Span nel piano e nello spazio? Una tabella per orientarsi; il perché preciso arriva con la dimensione, nella lezione L07.
Ingredienti
Span nel piano
Span nello spazio
solo il vettore zero
solo lo zero
solo lo zero
un vettore diverso da zero
la retta per l'origine nella sua direzione
la retta per l'origine nella sua direzione
due vettori che non sono uno multiplo dell'altro
tutto il piano
il piano per l'origine che li contiene
due vettori uno multiplo dell'altro (non tutti e due zero)
una retta
una retta
Trappola · Lo Span di due vettori non è l'insieme dei due vettori
L'insieme {v1,v2} ha due elementi. Span(v1,v2) contiene tutte le ricette: infinite, se i vettori non sono zero. E ingredienti diversi possono dare lo stesso Span: Span((1,2))=Span((2,4))=Span((−1,−2)), sempre la retta y=2x.
Prova tu
Il vettore (4,6) sta in Span((2,3))? E il vettore (4,5)?
(4,6)=2⋅(2,3): sì, è un multiplo.
Per (4,5) servirebbe una dose t con 2t=4 e 3t=5. La prima dà t=2, ma allora 3t=6, non 5: no.
Oltre le dispense · lo Span è il più piccolo sottospazio che contiene i vettori
Se un sottospazio U contiene v1,…,vk, contiene anche tutti i loro multipli (assioma 3) e tutte le somme di multipli (assioma 2): quindi tutto Span(v1,…,vk) sta dentro U. Conseguenza pratica, utilissima nei quiz: per mostrare che uno Span sta dentro un sottospazio basta controllare che ci stiano gli ingredienti. Per mostrare che sono uguali serve anche il contrario: ogni vettore del sottospazio è una ricetta con quegli ingredienti.
Un vettore sta nello Span? (pp. 29–30)
È la domanda dell'Esercizio 6.10, e una delle più frequenti di tutto il corso: si può cucinare questo piatto con questi ingredienti? Si cercano le dosi.
Esempio · un polinomio nello Span di altri due
Il polinomio x2+2x+3 sta in Span(x2+1,x+1)? Cerchiamo due dosi a e b con
a(x2+1)+b(x+1)=ax2+bx+(a+b)=x2+2x+3.
Due polinomi sono uguali quando hanno gli stessi numeri davanti a ogni potenza. Quindi:
davanti a x2: a=1;
davanti a x: b=2;
il termine noto: a+b=3.
Le prime due danno a=1 e b=2, e la terza è vera: 1+2=3. Quindi sì: x2+2x+3=(x2+1)+2(x+1).
Con x2+2x+4 invece la terza condizione diventerebbe 1+2=4, falsa: quel polinomio non sta nello Span.
Metodo · «Il vettore sta nello Span?»
Chiama con delle lettere le dosi che cerchi, una per ingrediente.
Scrivi la ricetta con le lettere e mettila uguale al vettore dato, coordinata per coordinata (o potenza per potenza, per i polinomi): ottieni un sistema lineare nelle dosi.
Risolvi il sistema. Per ora con le sostituzioni; dalla lezione L11 con il metodo di Gauss.
Se trovi le dosi, il vettore sta nello Span: rimettile nella ricetta e controlla. Se arrivi a una cosa impossibile, come 3=4, il vettore non sta nello Span.
Per i sistemi più grandi lo strumento qui sotto fa i passaggi di Gauss al posto tuo (il metodo si impara nella lezione L11). Scrivi nelle colonne gli ingredienti e, nell'ultima colonna, il vettore da provare. La matrice già inserita è quella dell'Esercizio 6.10 con il vettore (1,2,3): lo strumento trova una sola soluzione, x1=1 e x2=2 (sono le due dosi). Poi cambia l'ultimo numero da 3 a 4, cioè prova il vettore (1,2,4), e premi «Calcola»: nessuna soluzione.
Il vettore dell'ultima colonna sta nello Span delle altre colonne?
Caricamento dello strumento interattivo…
Oltre le dispense · forma parametrica e forma cartesiana
Il libro di Martelli (§2.2.11) dà un nome ai due modi di descrivere un sottospazio di Kn. In forma parametrica lo si descrive come Span di alcuni vettori: Span((1,0,1),(0,1,1))={(s,t,s+t)∣s,t∈R}. In forma cartesiana lo si descrive con equazioni lineari omogenee: lo stesso insieme è il piano z=x+y. Nell'Esercizio 6.10 si passa dalla prima alla seconda. I due modi torneranno per rette e piani nelle lezioni L22–L24.
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli: le matrici e lo spazio M(m,n,K) nel §2.2.5 (pp. 49–50); sottospazi, sottospazio «banale» e totale nei §2.2.6–2.2.7 (pp. 50–51); sistemi omogenei nel §2.2.8 (pp. 51–52); combinazioni lineari e Span nei §2.2.9–2.2.10 (pp. 52–54, Proposizione 2.2.4 = Proposizione 6.7); forma cartesiana e parametrica e polinomi con restrizioni nei §2.2.11–2.2.12 (pp. 54–55); matrici diagonali, triangolari, simmetriche e antisimmetriche nel §2.2.14 (pp. 56–57, Proposizione 2.2.10 = Proposizione 6.5); intersezione e unione nei §2.2.15–2.2.16 (pp. 57–58).
Da ricordare
Lo Span di alcuni vettori è l'insieme di tutte le loro combinazioni lineari: tutto quello che si può cucinare.
Lo Span è sempre un sottospazio. Lo Span di un vettore diverso da zero è la retta dei suoi multipli.
Per sapere se un vettore sta nello Span si cercano le dosi: è un sistema lineare.
La prova scritta di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla con 5 risposte, e 2 problemi da 11 punti. I problemi si correggono solo con almeno 6 punti nel quiz. Dura 2 ore, senza calcolatrice e con solo 4 facciate scritte a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa di questa lezione serve all'esame
«È un sottospazio?» È la domanda più frequente di questa parte del corso. È uscita negli appelli dell'08/02/2024 (domanda 2), del 03/06/2025 (domanda 2), del 05/02/2026 (domanda 2) e del 07/09/2026 (domanda 6). Nell'appello del 10/07/2024 (domanda 2) riguardava l'insieme O(2) delle matrici ortogonali, che non contiene la matrice nulla.
«Questo sottospazio è lo Span di…». Un'altra domanda ricorrente chiede quale Span è uguale a un sottospazio di polinomi (24/01/2024, domanda 1; 15/01/2026, domanda 7).
Le matrici speciali. Nelle domande sulla dimensione compaiono Ts(3) (24/01/2024, domanda 5) e S(3) (15/01/2026, domanda 4): la dimensione si calcola nella lezione L07, ma che siano sottospazi è la Proposizione 6.5. L'appello dell'08/02/2024 (domanda 6) chiede per quali matrici A+tA=0: sono le antisimmetriche.
Lo Span nei problemi. Nei problemi da 11 punti lo Span serve per scrivere rette e piani: «calcolare la retta r=π1∩π2 in forma r=P+Span(v)» (24/01/2024, problema 12). Lo vedrai nelle lezioni L22–L24.
Una domanda vera, letta insieme
Appello dell'08/02/2024, domanda 2. Il testo: «Quale dei seguenti insiemi non è un sottospazio di R2[x]? (a) {p(x)∈R2[x]∣p(0)=0}; (b) {(t+s)x2−tx−s∣s,t∈R}; (c) {p(x)=ax2+bx+c∣a=2c,b=0}; (d) {(1+t)x2+tx∣t∈R}; (e) {p(x)∈R2[x]∣p(1)=0=p(2)}».
In pratica chiede: tra cinque gruppi di polinomi di grado al massimo 2, quale non è una stanza? Si parte dal controllo più veloce: c'è il polinomio zero?
Esempio · la soluzione, passo per passo
Passo 1: (a) ed (e). Sono i polinomi che fanno zero in certi numeri. Il polinomio zero fa zero dappertutto, quindi c'è. E sommando o moltiplicando polinomi che fanno zero in un numero, si ottiene ancora zero in quel numero. Sono sottospazi.
Passo 2: (b). Metto insieme i pezzi con t e quelli con s: (t+s)x2−tx−s=t(x2−x)+s(x2−1). Sono tutte le ricette con gli ingredienti x2−x e x2−1: è uno Span, quindi è un sottospazio.
Passo 3: (c). Le condizioni a=2c e b=0 sono equazioni senza termine noto. Il polinomio zero (a=b=c=0) le rispetta; somme e multipli anche. Sottospazio.
Passo 4: (d). Per avere il polinomio zero servirebbe che il numero davanti a x2 sia 0, cioè 1+t=0, e che il numero davanti a x sia 0, cioè t=0. Ma t non può essere insieme −1 e 0. Il polinomio zero manca.
La risposta è la (d).
Altre due domande vere
Conta all'esame · Appello del 03/06/2025, domanda 2
Testo. Quale dei seguenti insiemi di punti (x,y,z)∈R3 è un sottospazio vettoriale di R3? (a) x2−2x+1=0; (b) x+2yz+3z=7; (c) −x+7y+z=5; (d) x+2y−5πz=0; (e) x+3iy+5z=0.
In pratica chiede: quale di queste equazioni descrive una stanza dello spazio?
Soluzione. È la (d): un'equazione con le lettere solo alla prima potenza, numeri reali e niente termine noto. Le altre:
in (a) l'equazione è (x−1)2=0, cioè x=1, e l'origine non la rispetta;
(b) e (c) hanno un termine noto diverso da zero, quindi l'origine non c'è (in (b) c'è anche il prodotto yz);
la (e) ha un numero non reale, e la soluzione ufficiale la scarta perché «non è definita sui numeri reali». A rigore, per un punto con coordinate reali l'equazione chiede che si annullino separatamente la parte reale e quella immaginaria: x+5z=0 e 3y=0. L'insieme che ne esce è una retta per l'origine. Ma l'intenzione della domanda è chiara, e la risposta attesa è la (d).
Conta all'esame · Appello del 24/01/2024, domanda 1
e sia U={p(x)∈R3[x]∣p(1)=0}. Vale: (a) U=Span(a,c); (b) U=Span(a,c,f); (c) U=Span(c,d,e,f); (d) U=Span(b,e,f); (e) U=Span(a,c,d).
In pratica chiede:U sono i polinomi di grado al massimo 3 che fanno zero in 1. Con quali ingredienti si cucina esattamente U?
Soluzione. È la (b), e la si può dimostrare con gli strumenti di questa lezione.
Scarto (c) e (d): e(1)=3 e b(1)=3, non zero. Quindi e e b non stanno in U, e quegli Span escono da U.
Scarto (a) ed (e): i loro ingredienti hanno grado al massimo 2, quindi ogni ricetta ha grado al massimo 2. Ma U contiene x3−1, di grado 3.
Confermo (b). Da un lato a(1)=c(1)=f(1)=0, quindi lo Span di a, c, f sta dentro U (riquadro sullo Span più piccolo). Dall'altro, se p(1)=0 allora p(x)=(x−1)q(x) con q di grado al massimo 2 (lezione L04). Quindi p è una ricetta con x−1, x(x−1)=x2−x e x2(x−1)=x3−x2. E questi tre si cucinano con a, c, f: x−1=a, x2−x=21c−a, x3−x2=f.
I segnali da riconoscere
Metodo · «È un sottospazio?»: i segnali da riconoscere
Se l'insieme è descritto da…
allora…
equazioni lineari senza termine noto nelle coordinate o nei coefficienti (x−2y=0, a=2c, p(1)=0, p(1)=p(2))
è un sottospazio
un'equazione con termine noto diverso da zero (x+y=1, p(0)=1, a11=1)
non contiene lo zero: no
disuguaglianze (x≥0, b>0)
quasi sempre no: prova a moltiplicare per −1
prodotti o potenze delle lettere (xy=0, x=y2)
quasi sempre no: prova una somma o un multiplo
una lettera con un pezzo fisso, come {(1+t)x2+tx}
quasi sempre no: con nessun valore della lettera si ottiene lo zero
uno Span, o «tutte le combinazioni di…»
sì, sempre (Proposizione 6.7)
Per rispondere no scrivi un esempio concreto che non funziona. Per rispondere sì, riscrivi l'insieme come Span oppure fai i tre controlli con vettori qualsiasi.
Trappola · Gli errori più comuni
Controllare solo lo zero: il primo quadrante contiene lo zero ma non è un sottospazio.
Dimenticare i numeri negativi nel controllo dei multipli.
Pensare che «triangolari» (superiori oppure inferiori) sia un sottospazio: lo sono le superiori e le inferiori separatamente.
Confondere lo Span di due vettori con l'insieme dei due vettori.
Nel controllo «sta nello Span?» fermarsi alle prime condizioni senza controllare anche l'ultima.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione: i tre assiomi di sottospazio; la tabella dei segnali «sì / no»; le forme 3×3 delle cinque classi di matrici; la definizione di Span e il metodo «il vettore sta nello Span?».
§8
Quiz
come all'esame
Quale di questi insiemi non è un sottospazio di R2[x]?
La domanda cerca l'insieme che non è una stanza, e il controllo più veloce è lo zero. Nei polinomi x2+t il numero davanti a x2 è sempre 1, quindi nessuno di loro è il polinomio zero: è la risposta. Gli altri sono sottospazi: «p(2)=0» e «p(0)=p(1)» sono condizioni senza termine noto, uno Span è sempre un sottospazio, e i polinomi con a=b=c sono i multipli di x2+x+1, cioè uno Span. La risposta più insidiosa è {p(0)=p(1)}, che sembra strana; ma riscritta diventa p(0)−p(1)=0, senza termine noto. Simile agli appelli dell'08/02/2024 e del 05/02/2026 (domanda 2).
Quale di questi insiemi è un sottospazio vettoriale di R3?
La prima è un'equazione con le lettere alla prima potenza e senza termine noto: se due punti la rispettano, la rispettano anche la somma e i multipli. Per le altre basta un esempio che non funziona: l'origine non rispetta x+y+z=1; (1,1,0) e (0,0,1) hanno prodotto delle coordinate zero, ma la loro somma (1,1,1) no; (1,0,0) ha x≥0, ma moltiplicato per −1 no. La risposta più insidiosa è x=y2, che contiene l'origine: però (1,1,0) la rispetta e il suo doppio (2,2,0) no, perché 2 non è 4. Simile all'appello del 03/06/2025, domanda 2.
La matrice (0−220) è:
Si guardano le due caselle fuori dalla diagonale: sopra c'è 2, sotto c'è −2, una l'opposto dell'altra, e la diagonale è fatta di zeri. Quindi è antisimmetrica. Non è simmetrica, perché 2 e −2 sono diversi; non è triangolare, perché le caselle sopra e sotto sono tutte e due diverse da zero; quindi non è nemmeno diagonale. La risposta più insidiosa è «sia simmetrica sia antisimmetrica»: l'unica matrice che è tutte e due le cose è la matrice nulla.
Quale di questi vettori appartiene a Span((1,0,1),(0,1,1))?
Una ricetta con dosi a e b dà a(1,0,1)+b(0,1,1)=(a,b,a+b): la terza coordinata è sempre la somma delle prime due. Si controllano le risposte: solo (1,1,2) lo rispetta, con a=b=1. Negli altri la terza coordinata dovrebbe essere 2, 3, 0 e 0. La risposta più insidiosa è (1,1,1), che somiglia ai due ingredienti; ma sommati danno (1,1,2).
In R2, che cos'è Span((1,2))?
Lo Span di un solo vettore sono tutti i suoi multipli (t,2t) (Esempio 6.8): i punti con la seconda coordinata doppia della prima, cioè la retta y=2x. La retta x=2y non contiene nemmeno (1,2). y=x+2 non passa per l'origine, quindi non è un sottospazio. Un solo vettore diverso da zero dà una retta, non tutto il piano. La risposta più insidiosa è l'insieme con il solo (1,2): confonde lo Span con l'insieme degli ingredienti.
L'insieme delle matrici A∈M(2,R) con a11=1 è:
Si fa il controllo dello zero: la matrice nulla ha la prima casella uguale a 0, non a 1, quindi non c'è. La risposta più insidiosa è la prima: l'equazione a11=1 è lineare, ma ha un termine noto diverso da zero, e allora lo zero manca. Contenere l'identità non basta; e l'insieme non è nemmeno chiuso rispetto ai multipli, perché 2A ha la prima casella uguale a 2. Simile all'appello del 10/07/2024, domanda 2 (O(2) non è un sottospazio perché non contiene la matrice nulla).
Per quale valore di k il vettore (1,k,3) appartiene a Span((1,0,1),(0,1,1))?
2
Una ricetta con dosi a e b dà (a,b,a+b). Deve essere uguale a (1,k,3): la prima coordinata dà a=1, la seconda b=k, la terza a+b=3. Quindi 1+k=3, cioè k=2. Controllo: (1,0,1)+2(0,1,1)=(1,2,3).
Sia U={p(x)∈R2[x]∣p(1)=0}. Quale uguaglianza è vera?
U sono i polinomi di grado al massimo 2 che fanno zero in 1. Gli ingredienti x−1 e x2−1 fanno zero in 1, quindi tutte le loro ricette stanno in U. Al contrario, se p(1)=0 allora p(x)=(x−1)(ax+b)=a(x2−x)+b(x−1)=a(x2−1)+(b−a)(x−1): è una ricetta con i due ingredienti. Le altre risposte: Span(x−1) non contiene x2−1; x+1 e x2+x valgono 2 in 1, quindi escono da U; Span(1,x,x2) è tutto R2[x]. La risposta più insidiosa è Span(x−1), che contiene polinomi giusti ma non tutti. Simile agli appelli del 24/01/2024 (domanda 1) e del 15/01/2026 (domanda 7).
Quale affermazione è vera?
È il primo dei tre controlli della Definizione 6.2: ogni stanza contiene lo zero. Le altre sono false: i due assi del piano messi insieme non sono un sottospazio; lo Span di un vettore contiene tutti i suoi multipli; l'insieme con il solo zero è un sottospazio, quello più piccolo; una retta che non passa per l'origine non contiene lo zero. La risposta più insidiosa è quella sull'unione, perché l'intersezione di due sottospazi invece è sempre un sottospazio.
L'insieme delle matrici A∈M(2,R) tali che A+tA=0 (dove tA è la trasposta, (tA)ij=aji) è:
La condizione dice che ogni casella sommata alla sua immagine allo specchio fa zero: aij+aji=0, cioè aij=−aji. È la definizione di matrice antisimmetrica. La risposta più insidiosa è «solo la matrice nulla»: ma (0−110) rispetta la condizione e non è nulla. Le simmetriche invece rispettano A−tA=0. Simile all'appello dell'08/02/2024, domanda 6.
§9
Esercizi
con soluzioni
1 · Riscaldamento: leggere una matrice base
Nella matrice (51−2407) trova la forma, a13, a22, la prima riga e la terza colonna.
Soluzione
Ha 2 righe e 3 colonne: è 2×3.
a13 è nella riga 1 e nella colonna 3: vale 0.
a22 è nella riga 2 e nella colonna 2: vale 4.
La prima riga è (5,−2,0).
La terza colonna è (07).
2 · Riscaldamento: somma e doppio base
Calcola A+B e 2A con A=(103−2) e B=(42−12).
Soluzione
Somma casella per casella: A+B=(1+40+23−1−2+2)=(5220).
Doppio casella per casella: 2A=(206−4).
3 · Riscaldamento: c'è lo zero? base
Quali di questi insiemi del piano contengono l'origine? Quali possono essere sottospazi? (a) x−5y=0; (b) x−5y=2; (c) y=0; (d) x=1.
Soluzione
(a) 0−0=0: l'origine c'è. È una retta per l'origine: sottospazio.
(b) 0−0=0, non 2: l'origine manca. Non è un sottospazio.
(c) l'origine ha y=0: c'è. È l'asse orizzontale: sottospazio.
(d) l'origine ha x=0, non 1: manca. Non è un sottospazio.
4 · Riscaldamento: una ricetta base
Calcola 3(1,2)−2(0,1). Poi di' se (3,4) sta in Span((1,2),(0,1)).
Soluzione
3(1,2)−2(0,1)=(3,6)−(0,2)=(3,4).
Il conto appena fatto è una ricetta con quegli ingredienti che dà (3,4), con dosi 3 e −2. Quindi sì, (3,4) sta nello Span.
5 · Conti con le matrici base
Siano A=(21−1304) e B=(101−1−25).
(a) Di che taglia sono? Quanto valgono a13, a21, la riga A2 e la colonna A2?
(b) Calcola A+B e 3A−2B.
(c) Trova la matrice X tale che A+X=B.
Soluzione
(a) Sono tutte e due 2×3. a13=0 (riga 1, colonna 3), a21=1 (riga 2, colonna 1), A2=(1,3,4), A2=t(−1,3), cioè −1 e 3 in colonna.
M1: fuori dalla diagonale solo zeri, quindi è diagonale. Allora è anche triangolare superiore, triangolare inferiore e simmetrica. Non è antisimmetrica, perché la diagonale non è fatta di zeri.
M2: le caselle allo specchio sono uguali (2 e 2, 3 e 3, 6 e 6): simmetrica, e basta, perché ci sono numeri sia sopra sia sotto la diagonale.
M3: diagonale di zeri, e le caselle allo specchio sono opposte (1 e −1, −2 e 2, 3 e −3): antisimmetrica, e basta.
M4: sopra la diagonale solo zeri: triangolare inferiore (quindi triangolare), e basta.
M5: le caselle fuori dalla diagonale sono opposte (1 e −1), ma la diagonale non è nulla, quindi non è antisimmetrica; non è simmetrica perché 1 e −1 sono diversi; non è triangolare. Non appartiene a nessuna delle cinque classi.
7 · Span nel piano base
(a) Descrivi Span((2,−1)) con un'equazione.
(b) Descrivi Span((1,2),(2,4)).
(c) Dimostra che Span((1,0),(1,1))=R2, trovando esplicitamente i coefficienti per un vettore qualsiasi (a,b).
Soluzione
(a) I multipli di (2,−1) sono (2t,−t). Da y=−t viene t=−y, e allora x=2t=−2y. È la retta x+2y=0.
(b) (2,4)=2⋅(1,2), quindi ogni ricetta λ(1,2)+μ(2,4)=(λ+2μ)(1,2) è un multiplo di (1,2). Lo Span è la retta y=2x, come lo Span di (1,2) da solo: il secondo vettore non aggiunge niente.
(c) Cerco le dosi λ e μ con λ(1,0)+μ(1,1)=(λ+μ,μ)=(a,b).
Dalla seconda coordinata: μ=b.
Dalla prima: λ+b=a, quindi λ=a−b.
Quindi
(a,b)=(a−b)(1,0)+b(1,1)
per ogni a e b: ogni vettore del piano è una ricetta, e lo Span è tutto il piano. Controllo con (3,5): −2⋅(1,0)+5⋅(1,1)=(−2+5,5)=(3,5).
8 · Esercizio 6.9 delle dispense: le matrici del tipo (abba)medio
Consideriamo il sottoinsieme W⊂M(2,R) formato dalle matrici del tipo
(abba),a,b∈R.
Dimostra che W è un sottospazio vettoriale di M(2,R) e verifica che
W=Span((1001),(0110)).
Soluzione
W è un sottospazio. Faccio i tre controlli della Definizione 6.2.
La matrice nulla sta in W: è il caso a=b=0.
La somma: (abba)+(a′b′b′a′)=(a+a′b+b′b+b′a+a′). Ha ancora la stessa forma, con a+a′ e b+b′ al posto di a e b.
I multipli: λ(abba)=(λaλbλbλa), stessa forma con λa e λb.
W è lo Span delle due matrici. Chiamo I=(1001) e J=(0110). Per ogni a e b:
aI+bJ=(a00a)+(0bb0)=(abba).
Letta da sinistra a destra, l'uguaglianza dice che ogni ricetta con I e J sta in W. Letta da destra a sinistra, dice che ogni matrice di W è una ricetta con I e J. Quindi W=Span(I,J).
Nota: con questa seconda parte il primo punto diventa automatico, perché ogni Span è un sottospazio (Proposizione 6.7). È il modo più veloce per dimostrare che un insieme è un sottospazio: riscriverlo come Span.
9 · Esercizio 6.10 delle dispense: uno Span in R3medio
In R3 siano
v1=101,v2=011.
Descrivi esplicitamente Span(v1,v2) e determina quali dei vettori
u=123,w=124
appartengono a questo sottospazio.
Soluzione
Descrizione. Una ricetta qualsiasi, con dosi a e b, è
av1+bv2=a0a+0bb=aba+b.
Quindi lo Span è fatto dai vettori in cui la terza coordinata è la somma delle prime due. Con un'equazione è il pianoz=x+y, cioè x+y−z=0, che passa per l'origine. Infatti un punto (x,y,z) ha la forma (a,b,a+b) esattamente quando z=x+y: basta prendere a=x e b=y.
Il vettore u. Cerco le dosi con (a,b,a+b)=(1,2,3).
Dalle prime due coordinate: a=1 e b=2.
La terza chiede a+b=3, e infatti 1+2=3.
Sì: u=v1+2v2 sta nello Span. Controllo: (1,0,1)+2(0,1,1)=(1,2,3).
Il vettore w. Di nuovo a=1 e b=2, ma la terza coordinata chiede a+b=4, mentre 1+2=3. Impossibile: w non sta nello Span. Con l'equazione del piano: 1+2−4=−1, non zero.
10 · Sottospazi di R3medio
Di' quali dei seguenti sottoinsiemi di R3 sono sottospazi. Se sì, dimostralo; se no, trova un controesempio.
(a) W1={(x,y,z)∣x+2y−z=0}
(b) W2={(x,y,z)∣x=y=z}
(c) W3={(x,y,z)∣x+y+z=1}
(d) W4={(x,y,z)∣x2=y2}
(e) W5={(t,t2,0)∣t∈R}
Soluzione
(a) Sì. L'origine rispetta l'equazione. Se x+2y−z=0 e x′+2y′−z′=0, sommando viene (x+x′)+2(y+y′)−(z+z′)=0; moltiplicando per λ viene λx+2λy−λz=0. È un piano per l'origine.
(b) Sì. I punti con le tre coordinate uguali sono (t,t,t), cioè i multipli di (1,1,1). È lo Span di (1,1,1), quindi un sottospazio per la Proposizione 6.7: la retta per l'origine nella direzione di (1,1,1).
(c) No. L'origine non c'è: 0+0+0=0, non 1.
(d) No. L'origine c'è e i multipli restano dentro, ma la somma esce. (1,1,0) e (1,−1,0) stanno in W4, perché in tutti e due x2=y2=1. La loro somma (2,0,0) no, perché 4 non è 0. In realtà W4 è fatto da due piani messi insieme, x=y e x=−y.
(e) No.(1,1,0) sta in W5, con t=1. Ma il suo doppio (2,2,0) no: per avere la prima coordinata 2 serve t=2, e allora la seconda sarebbe 4.
11 · Uno Span con un parametro medio
Per quali valori di k∈R il vettore uk=(1,2,k) appartiene a Span((1,1,0),(0,1,1))? Per quei valori scrivi uk come combinazione lineare.
Soluzione
Cerco le dosi a e b con a(1,1,0)+b(0,1,1)=(a,a+b,b)=(1,2,k). Coordinata per coordinata:
prima coordinata: a=1;
seconda: a+b=2, quindi b=1;
terza: b=k, quindi k=1.
Il vettore sta nello Span solo per k=1, e in quel caso
(1,2,1)=(1,1,0)+(0,1,1).
Per gli altri valori di k la terza condizione contraddice le prime due. Con un'equazione: lo Span è fatto dai vettori (a,a+b,b), cioè il piano y=x+z, e uk ci sta quando 2=1+k.
12 · Le matrici antisimmetriche 3×3 come Span medio
Dimostra che A(3), le matrici antisimmetriche 3×3, è lo Span di tre matrici, e trovale. Controlla con la tua descrizione che la somma di due matrici antisimmetriche è antisimmetrica.
Soluzione
Una matrice antisimmetrica 3×3 ha la diagonale di zeri, e sotto la diagonale ci sono gli opposti dei numeri sopra. Quindi basta conoscere i tre numeri sopra la diagonale: chiamo a=a12, b=a13, c=a23.
Chiamo F1, F2, F3 le tre matrici a destra. Ogni matrice antisimmetrica è una loro ricetta, e ogni loro ricetta è antisimmetrica: A(3)=Span(F1,F2,F3). Per la Proposizione 6.7 è un sottospazio.
La somma: con i numeri a,b,c e a′,b′,c′ si ottiene la matrice con a+a′, b+b′, c+c′ sopra la diagonale e i loro opposti sotto. Ha ancora la forma antisimmetrica. Nella lezione L07 vedrai che F1, F2, F3 sono una base, quindi lo spazio ha dimensione 3 (è l'Esercizio 1 del Foglio 2 del tutorato 2025).
13 · Intersezione e unione di sottospazi difficile
Siano U e W sottospazi di uno spazio vettoriale V.
(a) Dimostra che U∩W è un sottospazio.
(b) Mostra con un esempio in R2 che U∪W può non essere un sottospazio.
(c) Dimostra che U∪W è un sottospazio se e solo se U⊂W oppure W⊂U.
Soluzione
Il simbolo U∩W è l'intersezione, la parte comune: i vettori che stanno sia in U sia in W. Il simbolo U∪W è l'unione: i vettori che stanno in almeno uno dei due.
(a) Lo zero sta in U e in W, quindi nella parte comune. Se v e v′ stanno nella parte comune, la loro somma sta in U (perché U è un sottospazio) e sta in W (perché lo è W): quindi sta nella parte comune. Lo stesso per i multipli λv.
(b) U è l'asse orizzontale, lo Span di (1,0); W è l'asse verticale, lo Span di (0,1). La somma (1,0)+(0,1)=(1,1) non sta su nessuno dei due assi.
(c) Se U è contenuto in W, l'unione è W, che è un sottospazio; lo stesso se W è contenuto in U.
Al contrario, supponiamo che l'unione sia un sottospazio ma che nessuno dei due contenga l'altro. Allora c'è un vettore u di U che non sta in W, e un vettore w di W che non sta in U. La somma u+w sta nell'unione, quindi sta in U oppure in W.
Se u+w sta in U, allora w=(u+w)−u sta in U, perché U è chiuso rispetto a somme e multipli: impossibile.
Se u+w sta in W, allora u=(u+w)−w sta in W: impossibile.
Quindi uno dei due contiene l'altro. È l'Esercizio 2.2.15 del libro di Martelli.
14 · Come all'esame: sottospazi di R2[x]tipo esame
Per ciascun sottoinsieme di R2[x] stabilisci se è un sottospazio. Per quelli che lo sono, scrivilo come Span di pochi polinomi.
(a) {p(x)∈R2[x]∣p(1)=0}
(b) {p(x)∈R2[x]∣p(0)=1}
(c) {ax2+bx+c∣a=c,b=0}
(d) {ax2+bx+c∣b>0}
(e) {(1+t)x2+tx∣t∈R}
(f) {(t+s)x2−tx−s∣s,t∈R}
Soluzione
(a) Sì. Il polinomio zero fa zero in 1. Se p(1)=q(1)=0, allora anche la somma e i multipli fanno zero in 1. Per scriverlo come Span:
un polinomio ax2+bx+c fa zero in 1 quando a+b+c=0, cioè c=−a−b;
allora ax2+bx−a−b=a(x2−1)+b(x−1).
L'insieme è Span(x2−1,x−1).
(b) No: il polinomio zero vale 0 in 0, non 1.
(c) Sì: i polinomi sono ax2+a=a(x2+1), quindi l'insieme è Span(x2+1).
(d) No: x ha b=1, positivo, ma (−1)⋅x=−x ha b=−1. (E manca anche il polinomio zero, che ha b=0.)
(e) No: per il polinomio zero servirebbero 1+t=0 e t=0 insieme, impossibile.
(f) Sì: raccogliendo t e s,
(t+s)x2−tx−s=t(x2−x)+s(x2−1),
quindi l'insieme è Span(x2−x,x2−1).
Nella lezione L07 calcolerai la dimensione di ciascuno: 2, 1 e 2.
15 · Come all'esame: un sottospazio di R3[x]tipo esame
Sia U={p(x)∈R3[x]∣p(1)=p(−1)}.
(1) Dimostra che U è un sottospazio di R3[x].
(2) Dimostra che U=Span(1,x2,x3−x).
(3) Quali tra x2−1, x3+x, x3−x+5 e x stanno in U?
Soluzione
(1) Il polinomio zero vale 0 in 1 e in −1: sta in U. Se p(1)=p(−1) e q(1)=q(−1), allora (p+q)(1)=p(1)+q(1)=p(−1)+q(−1)=(p+q)(−1), e (λp)(1)=λp(1)=λp(−1)=(λp)(−1). I tre controlli sono superati.
(2) Scrivo p(x)=ax3+bx2+cx+d.
p(1)=a+b+c+d e p(−1)=−a+b−c+d.
La condizione p(1)=p(−1) diventa a+c=−a−c, cioè 2a+2c=0, cioè c=−a.
Quindi i polinomi di U sono
ax3+bx2−ax+d=a(x3−x)+bx2+d⋅1,
con a, b, d qualsiasi: esattamente le ricette con x3−x, x2 e 1.
Quindi U=Span(1,x2,x3−x).
(3) Basta controllare la condizione c=−a (il numero davanti a x è l'opposto di quello davanti a x3), oppure calcolare p(1) e p(−1).
x2−1: a=0, c=0. Sta in U (p(1)=p(−1)=0).
x3+x: a=1, c=1, che non è −1. Non sta in U (p(1)=2, p(−1)=−2).
x3−x+5: a=1, c=−1. Sta in U (p(1)=p(−1)=5).
x: a=0, c=1, che non è 0. Non sta in U (p(1)=1, p(−1)=−1).
Il quiz dell'appello del 15/01/2026 (domanda 7) chiede proprio quale Span è uguale a questo U. Tra le risposte c'è Span(x3−x,x2−1,x2+1), che è lo stesso di Span(1,x2,x3−x), perché 1=21((x2+1)−(x2−1)) e x2=21((x2+1)+(x2−1)).
16 · Come all'esame: sottoinsiemi di M(2,R)tipo esame
Per ciascun sottoinsieme di M(2,R) stabilisci se è un sottospazio; se lo è, scrivilo come Span.
(a) W1={A∣a11+a22=0}
(b) W2={A∣a11a22=0}
(c) W3={A∣a12=2a21}
(d) W4={A∣Aeˋ simmetrica e a11=1}
Soluzione
(a) Sì. La condizione è un'equazione lineare senza termine noto. Da a22=−a11:
(acb−a)=a(100−1)+b(0010)+c(0100),
quindi W1 è lo Span di queste tre matrici.
(b) No.(1000) e (0001) stanno in W2, perché il prodotto dei due numeri sulla diagonale fa 0. Ma la loro somma è la matrice con 1 e 1 sulla diagonale, e 1⋅1=1.
(c) Sì. Equazione lineare senza termine noto. Chiamo t il numero a21; allora a12=2t:
(at2td)=a(1000)+t(0120)+d(0001).
(d) No. La matrice nulla ha la prima casella uguale a 0, non a 1.
§10
Domande di ripasso
autoverifica
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Che cos'è una matrice m×n, e che cosa indicano aij, Ai e Aj?
È una tabella di m⋅n numeri con m righe e n colonne. aij è il numero nella riga i e nella colonna j; Ai è la riga i; Aj è la colonna j (il numerino in alto non è una potenza).
Perché le matrici m×n formano uno spazio vettoriale, e chi è il suo vettore zero?
Perché somma e moltiplicazione per un numero si fanno casella per casella, e ogni regola di calcolo si riduce alla stessa regola per i numeri, una casella alla volta. Il vettore zero è la matrice nulla.
Quali sono i tre controlli di sottospazio?
Un insieme W dentro V è un sottospazio se: (1) contiene lo zero; (2) la somma di due suoi vettori sta ancora in W; (3) ogni multiplo di un suo vettore, con un numero qualsiasi, sta ancora in W.
Perché un sottospazio è a sua volta uno spazio vettoriale?
Le operazioni non fanno uscire da W (controlli 2 e 3); le regole di calcolo valgono in tutto V, quindi anche in W; lo zero sta in W (controllo 1); l'opposto di un vettore è il suo multiplo per −1, che sta in W per il controllo 3.
Quali sottospazi ci sono sempre in uno spazio vettoriale V?
Il sottospazio fatto solo dallo zero, che le dispense chiamano «banale», e il sottospazio totale, cioè V stesso. Ogni altro sottospazio sta in mezzo ai due.
Perché la retta y=2x+1 non è un sottospazio del piano, mentre y=2x sì?
y=2x+1 non passa per l'origine, e la somma di due suoi punti esce dalla retta. y=2x contiene l'origine ed è chiusa rispetto a somme e multipli: è lo Span di (1,2).
Che cosa sono una matrice diagonale, triangolare superiore, simmetrica e antisimmetrica?
Diagonale: zeri fuori dalla diagonale principale. Triangolare superiore: zeri sotto la diagonale. Simmetrica: ogni casella è uguale alla sua immagine allo specchio sulla diagonale. Antisimmetrica: ogni casella è l'opposto della sua immagine allo specchio, e quindi la diagonale è fatta di zeri.
Perché sulla diagonale di una matrice antisimmetrica ci sono solo zeri?
Una casella della diagonale è l'immagine allo specchio di sé stessa, quindi deve essere uguale al suo opposto: aii=−aii, cioè 2aii=0. Dividendo per 2, che con i numeri razionali, reali e complessi si può fare, viene aii=0.
Le matrici triangolari (superiori oppure inferiori) formano un sottospazio?
No: la somma di una triangolare superiore e di una inferiore può non essere triangolare, per esempio (1010)+(0101). Sono sottospazi le superiori e le inferiori, separatamente.
Che cos'è una combinazione lineare? Che cos'è lo Span di alcuni vettori?
Una combinazione lineare è una ricetta: ogni vettore moltiplicato per un numero, poi tutto sommato. Lo Span è l'insieme di tutte le ricette possibili con quei vettori, cambiando le dosi in tutti i modi.
Perché lo Span è un sottospazio?
Con tutte le dosi uguali a zero viene lo zero. La somma di due ricette è la ricetta con le dosi sommate. Il multiplo di una ricetta è la ricetta con tutte le dosi moltiplicate.
Come si decide se un vettore sta nello Span di altri vettori?
Si cercano le dosi: si scrive la ricetta con delle lettere, la si mette uguale al vettore coordinata per coordinata e si risolve il sistema. Se ha soluzione il vettore sta nello Span, altrimenti no.
Come si dimostra in fretta che un insieme è un sottospazio?
Riscrivendolo come Span di alcuni vettori: ogni Span è un sottospazio per la Proposizione 6.7. Per esempio i polinomi (t+s)x2−tx−s sono le ricette con x2−x e x2−1.
§11
Glossario
termini
Matrice m×n
Una tabella di numeri con m righe e n colonne. Il numero nella riga i e nella colonna j si scrive aij.
Righe e colonne Ai, Aj
Ai è la riga i di A, Aj la colonna j. Il numerino in alto non è una potenza.
M(m,n,K)
Lo spazio vettoriale delle matrici m×n. Le matrici con una sola colonna sono i vettori di Km.
Matrice quadrata, M(n)
Una matrice con tante righe quante colonne. M(n) è lo spazio delle matrici n×n.
Diagonale principale
Le caselle con lo stesso numero di riga e di colonna: da in alto a sinistra a in basso a destra.
Matrice diagonale
Una matrice quadrata con zeri fuori dalla diagonale principale. Formano lo spazio D(n).
Triangolare superiore / inferiore
Una matrice quadrata con zeri sotto la diagonale (superiore, spazio Ts(n)) o sopra (inferiore, spazio Ti(n)).
Matrice simmetrica
Ogni casella è uguale alla sua immagine allo specchio sulla diagonale. Formano lo spazio S(n).
Matrice antisimmetrica
Ogni casella è l'opposto della sua immagine allo specchio, e la diagonale è fatta di zeri. Formano lo spazio A(n).
Sottospazio vettoriale
Una parte di uno spazio vettoriale che contiene lo zero ed è chiusa rispetto alla somma e alla moltiplicazione per un numero.
Chiuso rispetto a un'operazione
Facendo l'operazione con elementi dell'insieme si resta nell'insieme.
Sottospazio banale e totale
Quello fatto solo dallo zero, e lo spazio intero. Ogni sottospazio sta in mezzo.
Combinazione lineare
Una ricetta con dei vettori: ciascuno moltiplicato per un numero, poi tutto sommato. Per esempio 2(1,0)+3(0,1).
Coefficienti
Le dosi di una combinazione lineare: i numeri che moltiplicano i vettori.
Span, sottospazio generato
Tutte le combinazioni lineari di alcuni vettori: tutto quello che si può cucinare con quegli ingredienti. È sempre un sottospazio.
Generatori
Gli ingredienti di uno Span: i vettori con cui si ottiene tutto il sottospazio.
Trasposta tA
La matrice con righe e colonne scambiate (lezione L08). A è simmetrica quando è uguale alla sua trasposta.
Forma parametrica e cartesiana
Due modi di descrivere un sottospazio: come Span di alcuni vettori, oppure con equazioni lineari senza termine noto.
§12
Checklist
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