Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L07
Spazi vettoriali III
Quando un vettore è di troppo? Quando si ottiene mescolando gli altri, come un ingrediente doppione. Da qui nascono le basi, gli ingredienti giusti per fare tutto senza sprechi, e la dimensione: quanti numeri servono per dire dove sei. Basi e dimensioni sono tra le domande più frequenti del quiz.
Dispense
lezione 7 · pp. 31–35
Libro
Martelli, §2.3.1–2.3.7
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
La lezione in 7 punti
Dei vettori sono linearmente dipendenti quando uno di loro è di troppo: si ottiene mescolando gli altri, come un ingrediente doppione. Sono linearmente indipendenti quando nessuno è di troppo.
Il controllo: se l'unica ricetta che dà il vettore zero è quella con tutte le dosi uguali a zero, i vettori sono indipendenti.
Un vettore da solo è dipendente solo se è lo zero. Due vettori sono dipendenti solo se uno è multiplo dell'altro. Con tre o più vettori guardarli a coppie non basta.
Una base è una lista di vettori indipendenti con cui si cucina tutto lo spazio. Ogni vettore ha una sola ricetta con gli ingredienti di una base.
Tutte le basi di uno spazio hanno lo stesso numero di vettori: questo numero è la dimensione. Il piano ha dimensione 2, lo spazio 3, i polinomi di grado al massimo 2 hanno dimensione 3.
Se hai tanti vettori quanta è la dimensione, per sapere se sono una base basta controllare una cosa sola: che siano indipendenti.
All'esame escono domande su dimensioni, su «generatori e/o indipendenti» e su quale insieme è una base: per esempio negli appelli del 24/01/2024, 16/01/2025, 15/01/2026 e 07/09/2026.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
§1
Che cosa vuol dire «dimensione»
p. 31
Dalla scuola sai che un punto ha dimensione 0, una retta dimensione 1, un piano dimensione 2, lo spazio dimensione 3. Su una retta basta un numero per dire dove sei; su un piano ne servono due; nello spazio tre.
In questa lezione la parola «dimensione» diventa una definizione precisa, che vale per ogni spazio vettoriale: anche per le matrici 2×3 o per i polinomi, che non si possono disegnare.
L'idea è contare quanti vettori servono per cucinare tutto lo spazio, senza sprechi. Ricorda dalla lezione L06: lo Span di alcuni vettori è tutto quello che si ottiene con le loro ricette. Guarda questi due casi nel piano:
Lo Span di (1,2) e (2,4) è una retta: il secondo vettore è il doppio del primo e non aggiunge niente. Uno dei due è di troppo.
Lo Span di (1,2) e (2,1) è tutto il piano: servono tutti e due, nessuno è di troppo.
Guarda la figura: (1,2) e (2,4) stanno sulla stessa retta tratteggiata, (2,1) punta in un'altra direzione.
12341234xyy=2x(2,4)(1,2)(2,1)
(1,2) e (2,4) stanno sulla stessa retta per l'origine (dipendenti); (1,2) e (2,1) no (indipendenti)
Per contare bene bisogna prima saper riconoscere i vettori di troppo. È il compito della prossima sezione.
Prova tu
Lo Span di (1,0) e (3,0) è una retta o tutto il piano?
Una retta, l'asse orizzontale: (3,0) è il triplo di (1,0) e non aggiunge niente.
Da ricordare
La dimensione conta quanti vettori servono per ottenere tutto lo spazio, senza vettori di troppo.
Un vettore che è multiplo di un altro non aggiunge niente allo Span.
§2
Ingredienti doppioni: la dipendenza lineare
pp. 31–33
In cucina hai tre ingredienti: farina, zucchero e un preparato già pronto fatto da 2 parti di farina e 1 di zucchero. Il preparato è un doppione: lo puoi rifare mescolando gli altri due. Toglierlo non cambia quello che puoi cucinare.
Con i vettori succede lo stesso. Prendi (1,2) e (2,4). Il secondo è il doppio del primo: (2,4)=2⋅(1,2). Porto tutto da una parte:
2⋅(1,2)−1⋅(2,4)=(2−2,4−4)=(0,0).
Una ricetta con dosi 2 e −1, cioè con dosi non tutte zero, dà il vettore zero. È il segnale che c'è un doppione.
La ricetta con tutte le dosi uguali a zero dà sempre il vettore zero, con qualsiasi vettore: 0⋅(1,2)+0⋅(2,4)=(0,0). Non dice niente. La domanda interessante è se c'è un'altra ricetta che dà zero.
Il nome e la definizione
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 7.1 · Vettori linearmente dipendenti e indipendenti
Sia V uno spazio vettoriale su K e siano v1,…,vk∈V alcuni vettori. Diciamo che questi vettori sono linearmente dipendenti se esistono dei coefficienti λ1,…,λk∈K, non tutti nulli, tali che
λ1v1+⋯+λkvk=0.
I vettori v1,…,vk sono linearmente indipendenti se non sono linearmente dipendenti. Questa importante condizione può essere espressa nel modo seguente: dei vettori v1,…,vk sono linearmente indipendenti se e solo se
λ1v1+⋯+λkvk=0⟹λ1=⋯=λk=0.
In altre parole, l'unica combinazione lineare dei v1,…,vk che può dare il vettore nullo è quella banale, in cui tutti i coefficienti λ1,…,λk sono nulli.
Come si legge.
v1,…,vk sono gli ingredienti; λ1,…,λk sono le dosi, cioè i coefficienti (lezione L06). K sono i numeri usati, reali o complessi.
Non tutti nulli vuol dire: almeno una dose diversa da zero. Le altre possono anche essere zero.
Dipendenti: c'è una ricetta con almeno una dose diversa da zero che dà il vettore zero.
Indipendenti: l'unica ricetta che dà zero è quella con tutte le dosi zero. Le dispense la chiamano combinazione «banale».
La freccia ⟹ si legge «allora»: «se la ricetta dà zero, allora tutte le dosi sono zero».
Dipendenza e indipendenza riguardano tutta la lista di vettori insieme, non un vettore da solo.
Come si controlla
Per dire «dipendenti» basta mostrare una ricetta con dosi non tutte zero che dà zero. Per esempio 2⋅(1,2)−(2,4)=(0,0).
Per dire «indipendenti» si parte da una ricetta con le dosi sconosciute, la si mette uguale a zero e si dimostra che le dosi devono essere tutte zero. Di solito si risolve un sistema.
Esempio · la verifica con le incognite, nel piano
(1,2) e (2,1) sono indipendenti. Chiamo a e b le dosi e chiedo a(1,2)+b(2,1)=(0,0), cioè (a+2b,2a+b)=(0,0):
{a+2b=02a+b=0
Dalla prima: a=−2b.
Sostituisco nella seconda: 2⋅(−2b)+b=−4b+b=−3b=0, quindi b=0.
Allora a=−2⋅0=0.
L'unica ricetta che dà zero ha tutte le dosi zero: indipendenti.
(1,2) e (2,4) sono dipendenti. Lo stesso sistema diventa a+2b=0 e 2a+4b=0. La seconda equazione è il doppio della prima, e va bene ogni coppia con a=−2b. Per esempio b=−1 e a=2: 2(1,2)−(2,4)=(0,0), con dosi diverse da zero.
Prova tu
I vettori (1,0) e (0,1) sono indipendenti?
Sì. a(1,0)+b(0,1)=(a,b), e questo è (0,0) solo se a=0 e b=0.
Il doppione si ricostruisce dagli altri (p. 31)
Se dei vettori sono dipendenti, uno di loro si ricostruisce dagli altri. Ecco perché, con l'esempio di prima: da 2⋅(1,2)−(2,4)=0 sposto (2,4) dall'altra parte e ottengo (2,4)=2⋅(1,2).
In generale si fa così. C'è almeno una dose diversa da zero, diciamo quella del vettore vi, cioè λi. Lascio λivi da una parte, sposto tutto il resto dall'altra e divido per λi (si può, perché non è zero):
vi=−λiλ1v1−⋯−λiλkvk,
dove a destra non compare vi. Quindi vi è una ricetta con gli altri vettori: è il doppione.
Vale anche al contrario. Se un vettore è una ricetta con gli altri, per esempio v1=3v2+v3, porto tutto da una parte: v1−3v2−v3=0. È una ricetta che dà zero con la dose di v1 uguale a 1, non zero: i vettori sono dipendenti.
Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 7.2
I vettori v1,…,vk sono dipendenti ⟺ uno di loro è esprimibile come combinazione lineare degli altri.
Come si legge. Il simbolo ⟺ si legge «se e solo se»: le due cose vanno sempre insieme. Dipendenti vuol dire: c'è un doppione, un vettore che si ottiene mescolando gli altri.
L'idea · che cosa vuol dire «dipendenti»
Dei vettori sono dipendenti quando uno è di troppo: si può ricostruire dagli altri, e toglierlo non cambia lo Span. Sono indipendenti quando ognuno porta una direzione nuova, che gli altri non sanno produrre.
Uno e due vettori (pp. 31–32)
Con pochi vettori la Proposizione 7.2 si legge subito.
Un vettore da solo è dipendente solo se è lo zero. Lo zero lo è: 1⋅0=0, con la dose 1. Un vettore diverso da zero no: se λv=0 con v diverso da zero, allora λ=0 (lezione L05, esercizio 11 (c)).
Due vettori sono dipendenti solo se uno è multiplo dell'altro. «Uno è una ricetta con l'altro» vuol dire proprio «uno è un multiplo dell'altro».
Esempio 7.3 · Due vettori di R2
I vettori v1=(11) e v2=(−2−2) di R2 sono dipendenti; w1=(12) e w2=(21) sono indipendenti perché non sono multipli.
Il perché, con i numeri:
v2=−2v1, quindi 2v1+v2=0: dipendenti.
Perché w2 sia un multiplo di w1 servirebbe un numero k con 2=k⋅1 (prima coordinata) e 1=k⋅2 (seconda). La prima dà k=2, la seconda k=21: impossibile. Per lo stesso motivo nemmeno w1 è un multiplo di w2.
Trappola · Lo zero rende tutto dipendente
Se nella lista c'è il vettore zero, i vettori sono sempre dipendenti. Basta dare dose 1 allo zero e dose 0 a tutti gli altri: la ricetta dà zero, e una dose non è zero.
Nello strumento qui sotto u=(1,2) e v=(2,1) sono indipendenti: con le ricette λu+μv si raggiunge ogni punto del piano. Trascina v in (2,4) oppure in (−1,−2): diventa un multiplo di u, lo strumento lo segnala e le ricette restano sulla retta rossa.
Due vettori del piano: indipendenti o multipli?
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
(3,−6) e (−1,2) sono dipendenti o indipendenti?
Dipendenti: (3,−6)=−3⋅(−1,2), uno è multiplo dell'altro.
Tre o più vettori (p. 32)
Con tre o più vettori guardarli due alla volta non basta. Le dispense lo mostrano con un esempio.
Esempio 7.4 · Tre vettori dipendenti, ma a coppie indipendenti
I vettori
v1=110,v2=011,v3=10−1
di R3 sono dipendenti, perché v1−v2−v3=0. A coppie i tre vettori sono sempre indipendenti (non sono mai multipli), ma tutti e tre insieme non lo sono, e a differenza del caso k=2 questo non si capisce a colpo d'occhio. Infatti ciascuno dei tre può essere scritto come combinazione degli altri due: v1=v2+v3, oppure v2=v1−v3, oppure v3=v1−v2.
Il conto, coordinata per coordinata:
v1−v2−v3=1−0−11−1−00−1−(−1)=000.
Come si trova una ricetta così, invece di indovinarla? Si chiamano a, b, c le dosi e si chiede av1+bv2+cv3=0, coordinata per coordinata:
⎩⎨⎧a+c=0a+b=0b−c=0
Dalla prima: c=−a.
Dalla seconda: b=−a.
La terza diventa −a−(−a)=0: è sempre vera, qualunque sia a.
Quindi a si può scegliere come si vuole. Con a=1 vengono b=−1 e c=−1: proprio v1−v2−v3=0. Una dose libera vuol dire infinite ricette che danno zero, anche con dosi diverse da zero: i vettori sono dipendenti.
Nel disegno i tre vettori stanno in uno stesso piano per l'origine, il piano x−y+z=0. Controllo: 1−1+0=0, 0−1+1=0, 1−0−1=0.
Esempio 7.5 · La base canonica di R3 è indipendente
I vettori
e1=100,e2=010,e3=001
sono indipendenti. Se una combinazione lineare produce il vettore nullo, λ1e1+λ2e2+λ3e3=0, riscrivendo entrambi i membri come vettori si trova
Da questo si deduce λ1=λ2=λ3=0: l'unica combinazione lineare di e1,e2,e3 che dà il vettore nullo è quella «banale», quindi i tre vettori sono indipendenti.
Qui il conto è immediato perché ogni vettore ha un 1 in un posto dove gli altri hanno 0: la ricetta mette ogni dose in una coordinata diversa.
Una parte di una lista indipendente (pp. 32–33)
Se nessun ingrediente di una lista è un doppione, nessuno lo è nemmeno in una parte della lista. Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 7.6
Se v1,…,vk sono indipendenti, allora qualsiasi sottoinsieme di {v1,…,vk} è anch'esso formato da vettori indipendenti.
Come si legge. Togliendo vettori da una lista indipendente si ottiene ancora una lista indipendente.
Il motivo, a parole: una ricetta che dà zero con una parte dei vettori diventa una ricetta con tutti i vettori, dando dose zero a quelli tolti. Se la prima avesse una dose diversa da zero, l'avrebbe anche la seconda.
Dimostrazione · della Proposizione 7.6
La spiegazione delle dispense, con i passaggi. Supponi per assurdo che alcuni di loro, per comodità i primi h, siano dipendenti: esiste una ricetta λ1v1+⋯+λhvh=0 con dosi non tutte zero. Aggiungo gli altri vettori con dose zero:
λ1v1+⋯+λhvh+0vh+1+⋯+0vk=0.
È una ricetta con tutti i vettori che dà zero, e ha ancora una dose diversa da zero. Questo contraddice l'indipendenza di v1,…,vk.
Due conseguenze. Se dei vettori sono indipendenti, allora:
sono tutti diversi da zero (guardando un vettore alla volta);
a due a due non sono multipli (guardando due vettori alla volta).
Trappola · Necessarie, ma non bastano
L'Esempio 7.4 mostra che con tre o più vettori queste due condizioni non bastano: v1,v2,v3 sono diversi da zero e a coppie non multipli, eppure sono dipendenti. Con tre o più vettori bisogna scrivere la ricetta con le dosi sconosciute e risolvere il sistema.
Oltre le dispense · quanti vettori indipendenti ci sono in una lista: il metodo di Gauss
Per liste lunghe il sistema diventa pesante. Nella lezione L13 le dispense usano il metodo di Gauss (lezione L11) e il rango (lezione L08): si scrivono i vettori come righe di una matrice e si fanno mosse come «la riga 2 diventa la riga 2 meno la riga 1». Ogni mossa sostituisce un vettore con la sua differenza con un multiplo di un altro, e lo Span non cambia. Alla fine le righe diverse da zero sono indipendenti, e il loro numero, il rango, dice quanti vettori indipendenti c'erano. Nello strumento la matrice ha per righe i tre vettori dell'Esempio 7.4: esce una riga di zeri e il rango è 2. Prova poi le righe 1 1 2, -1 1 -1, 0 1 1 (i vettori v1,v2,v4 dell'Esercizio 7.15): il rango è 3, indipendenti.
Quanti vettori indipendenti? Un vettore per riga
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
I vettori (1,2,3), (0,0,0) e (4,5,6) sono indipendenti?
No: c'è il vettore zero, quindi sono dipendenti. Una ricetta che dà zero: 0⋅(1,2,3)+1⋅(0,0,0)+0⋅(4,5,6).
Da ricordare
Dipendenti: una ricetta con dosi non tutte zero dà il vettore zero; cioè un vettore è un doppione degli altri.
Indipendenti: l'unica ricetta che dà zero ha tutte le dosi zero.
Uno da solo è dipendente solo se è zero; due sono dipendenti solo se multipli; con tre o più si risolve il sistema.
§3
Gli ingredienti giusti: le basi
pp. 33–34
Nel piano ogni vettore si scrive con due numeri. Per esempio
(5,3)=5⋅(1,0)+3⋅(0,1).
I due vettori (1,0) e (0,1) bastano per cucinare tutto il piano, e nessuno dei due è di troppo. Una lista di ingredienti così si chiama base: abbastanza per fare tutto, e nessuno sprecato. Le dispense la presentano come una delle definizioni più importanti del corso.
Definizione 7.7 · Base
Sia V uno spazio vettoriale. Una sequenza v1,…,vn∈V di vettori è una base se sono soddisfatte entrambe queste condizioni:
i vettori v1,…,vn sono indipendenti;
i vettori v1,…,vn generano V.
Come si legge.
Generano V vuol dire che lo Span dei vettori è tutto V: ogni vettore di V si ottiene con una ricetta. Nessun vettore resta fuori.
Indipendenti: nessuno dei vettori è di troppo.
Servono tutte e due le condizioni. Pochi vettori possono essere indipendenti senza generare tutto; tanti vettori possono generare tutto senza essere indipendenti.
È una sequenza: conta anche l'ordine, che diventerà importante con le coordinate (lezione L13).
Una tabella con cinque liste di vettori del piano:
Vettori del piano
indipendenti?
generano il piano?
base?
(1,0)
sì
no: solo l'asse orizzontale
no
(1,0),(0,1),(1,1)
no: (1,1)=(1,0)+(0,1)
sì
no
(1,0),(0,1)
sì
sì
sì
(1,2),(2,1)
sì
sì: (a,b)=32b−a(1,2)+32a−b(2,1)
sì
(1,2),(2,4)
no: multipli
no: solo la retta y=2x
no
Nella quarta riga c'è un'altra base del piano: le basi di uno spazio sono infinite.
Prova tu
I vettori (1,0), (0,1) e (2,3) sono una base del piano? Perché?
No. Generano il piano, ma non sono indipendenti: (2,3)=2⋅(1,0)+3⋅(0,1) è un doppione.
La base canonica
La base più comoda di Kn è fatta di vettori con un solo 1 e tutti gli altri numeri zero. Le dispense la chiamano base canonica.
Esempio 7.8 · La base canonica di Kn
Gli elementi
e1=10⋮0,e2=01⋮0,…,en=00⋮1
formano una base di Kn, detta base canonica.
Sono indipendenti. Se λ1e1+⋯+λnen=0, tradotto in vettori diventa
λ1λ2⋮λn=00⋮0,
quindi λ1=⋯=λn=0.
Generano Kn. Un generico vettore x∈Kn si scrive come combinazione lineare di e1,…,en:
Il vettore ei ha un 1 al posto numero i e zeri altrove. Per esempio, con tre coordinate:
5−27=5e1−2e2+7e3.
Le dosi rispetto alla base canonica sono proprio le coordinate del vettore.
Lo stesso vale per i polinomi: la base più comoda è fatta dalle potenze della lettera.
Esempio 7.9 · La base canonica dei polinomi
Nello spazio Kn[x] dei polinomi di grado minore o uguale a n, gli elementi 1,x,x2,…,xn formano una base, detta base canonica.
Sono indipendenti: se λ0⋅1+λ1x+⋯+λnxn=0, allora λ0=⋯=λn=0.
Generano Kn[x]: ciascun polinomio di grado minore o uguale a n si scrive come p(x)=anxn+⋯+a1x+a0, e questa scrittura è già una combinazione lineare dei vettori 1,x,…,xn, con coefficienti a0,a1,…,an.
Perché vale l'indipendenza? A destra dell'uguale c'è il polinomio zero, quello con tutti i coefficienti uguali a 0. Due polinomi sono uguali quando hanno gli stessi coefficienti, quindi λ0+λ1x+⋯+λnxn è il polinomio zero solo se ogni dose è zero. Un esempio: 3+0x−2x2 non è il polinomio zero, perché ha dei coefficienti diversi da zero.
Trappola · I polinomi di grado al massimo n hanno n+1 vettori di base, non n
La base canonica dei polinomi di grado al massimo 2 è 1,x,x2: tre polinomi, perché c'è anche il numero 1. Per il grado al massimo n i vettori sono 1,x,…,xn: n+1 in tutto.
Oltre le dispense · a che cosa serve una base: le coordinate
Il libro di Martelli (Proposizione 2.3.11) mostra che, fissata una base, ogni vettore si scrive in un solo modo come ricetta con i suoi vettori. Se ci fossero due ricette diverse per lo stesso vettore, sottraendole si otterrebbe una ricetta che dà zero con dosi non tutte zero, contro l'indipendenza. Le dosi di quella ricetta si chiamano coordinate del vettore rispetto alla base. Per esempio, rispetto alla base (1,1),(−1,1) del piano, il vettore (2,0)=1⋅(1,1)−1⋅(−1,1) ha coordinate 1 e −1. Le coordinate si studiano nella lezione L13.
Da ricordare
Una base è una lista di vettori indipendenti che generano tutto lo spazio.
La base canonica di Kn è e1,…,en; quella dei polinomi di grado al massimo n è 1,x,…,xn, con n+1 vettori.
§4
Contare i vettori di una base: la dimensione
pp. 34–35
Una retta per l'origine del piano ha basi fatte da un vettore: (1,2), oppure (2,4), oppure (−1,−2). Il piano ha basi fatte da due vettori: (1,0),(0,1), oppure (1,2),(2,1). Ogni spazio ha infinite basi, ma il numero di vettori sembra sempre lo stesso.
È così, ed è il teorema principale della lezione. Le dispense lo scrivono così.
Teorema 7.10
Se uno spazio vettoriale V ha una base formata da n vettori, allora ogni base di V contiene n vettori.
Come si legge. Tutte le basi di uno stesso spazio hanno lo stesso numero di vettori. Cambiano gli ingredienti, non quanti ne servono.
Questo teorema permette di dare un nome preciso a un'idea che conosci da sempre.
Definizione 7.11 · Dimensione
Se uno spazio vettoriale V ha una base v1,…,vn, diciamo che V ha dimensionen. Se V non ammette una base finita, diciamo che ha dimensione ∞.
Come si legge.
La dimensione è il numero di vettori di una base. Si scrive dimV, «dimensione di V».
Grazie al Teorema 7.10 non importa quale base si sceglie: tutte danno lo stesso numero. Senza il teorema, due persone potrebbero trovare due «dimensioni» diverse per lo stesso spazio.
Per calcolare una dimensione basta trovare una base e contarne i vettori.
∞ si legge «infinito»: è la dimensione degli spazi che nessuna lista finita riesce a generare.
Lo spazio fatto solo dallo zero non ha basi con almeno un vettore, perché lo zero da solo è dipendente. Per convenzione la sua base è la lista vuota e la sua dimensione è 0. Così un punto ha dimensione 0, come a scuola.
Con le basi già trovate:
Spazio
una base
dimensione
Kn
e1,…,en (Esempio 7.8)
n
Kn[x], polinomi di grado al massimo n
1,x,…,xn (Esempio 7.9)
n+1
M(m,n,K), matrici m×n
le matrici eij (Esercizio 7.13)
mn
K[x], tutti i polinomi
nessuna base finita
∞
solo lo zero
la lista vuota
0
Perché tutti i polinomi insieme hanno dimensione infinita. Prendi una lista finita di polinomi qualsiasi e chiama N il grado più alto tra loro. Ogni ricetta con quei polinomi ha grado al massimo N, quindi il polinomio xN+1 non si ottiene. Nessuna lista finita genera tutti i polinomi: non c'è una base finita.
Esempio · la dimensione di alcuni sottospazi
La retta y=2x del piano è lo Span di (1,2), e un vettore diverso da zero è indipendente: una base con un vettore, dimensione 1.
Il piano z=x+y dello spazio è lo Span di (1,0,1) e (0,1,1) (Esercizio 6.10). I due vettori non sono multipli, quindi sono indipendenti: dimensione 2.
Le matrici (abba) dell'Esercizio 6.9 sono lo Span di I e J, che non sono multiple: dimensione 2.
Le matrici diagonali 3×3: ogni matrice diagonale è ae11+be22+ce33, e le tre matrici sono indipendenti, perché ognuna ha un 1 dove le altre hanno 0: dimensione 3.
Prova tu
Quanti vettori ha una base di R4? E una base dei polinomi di grado al massimo 3? E una base delle matrici 2×3?
R4: 4 vettori. Polinomi di grado al massimo 3: 1,x,x2,x3, cioè 4. Matrici 2×3: 2⋅3=6.
Approfondimento · perché tutte le basi hanno lo stesso numero di vettori
Le dispense enunciano il Teorema 7.10 senza dimostrazione. Il libro di Martelli (§2.3.4) lo deduce da un lemma di scambio: se n vettori generano lo spazio e altri n vettori sono indipendenti, anche questi ultimi generano lo spazio. L'idea è sostituire i primi con i secondi uno alla volta, senza mai perdere la proprietà di generare. La dimostrazione completa è nel riquadro qui sotto.
Dimostrazione · del Teorema 7.10, dal libro di Martelli
Lemma. Se v1,…,vn generano V e w1,…,wn∈V sono indipendenti, allora anche w1,…,wn generano V.
Dimostrazione del lemma. Si scambia un vettore alla volta. Supponi di aver già mostrato che V=Span(w1,…,ws−1,vs,…,vn) (all'inizio, con s=1, è l'ipotesi). Allora ws è una combinazione di questi vettori:
ws=λ1w1+⋯+λs−1ws−1+λsvs+⋯+λnvn.
Almeno un coefficiente λi con i≥s è diverso da zero: altrimenti questa sarebbe una relazione di dipendenza tra w1,…,ws, che invece sono indipendenti (Proposizione 7.6). Riordinando i v, supponi λs=0. Dividendo per λs ricavi vs come combinazione di w1,…,ws,vs+1,…,vn; quindi questi vettori generano ancora tutto V. Dopo n passi, V=Span(w1,…,wn).
Dimostrazione del teorema. Per assurdo, siano v1,…,vn e w1,…,wm due basi di V con n<m. I vi generano V e w1,…,wn sono indipendenti (sottoinsieme di vettori indipendenti). Per il lemma, w1,…,wn generano V, quindi wn+1 è una loro combinazione lineare: allora w1,…,wm sono dipendenti (Proposizione 7.2). Assurdo.
Da ricordare
Tutte le basi di uno spazio hanno lo stesso numero di vettori: è la dimensione.
Kn ha dimensione n; i polinomi di grado al massimo n hanno dimensione n+1; le matrici m×n hanno dimensione mn.
§5
Con il numero giusto basta un controllo
p. 35
Per dimostrare che dei vettori sono una base bisognerebbe fare due controlli: che siano indipendenti e che generino. Ma se il numero di vettori è proprio la dimensione, ne basta uno.
Un esempio nel piano. (1,2) e (2,1) non sono multipli, quindi sono indipendenti. Sono due vettori, e il piano ha dimensione 2. Allora sono già una base, senza controllare che generino.
Le dispense lo scrivono così.
Teorema 7.12
Se dimV=n e {v1,…,vn} è un insieme di n vettori, allora v1,…,vn formano una base di V se e solo se vale una delle due condizioni della definizione di base (mentre l'altra condizione vale poi automaticamente).
Come si legge.
La condizione chiave è che i vettori siano esattamente tanti quanta è la dimensione.
In quel caso: se sono indipendenti, generano; se generano, sono indipendenti.
In pratica si controlla quasi sempre l'indipendenza, che è un sistema con lo zero a destra.
Nello spazio a tre coordinate: tre vettori indipendenti sono sempre una base; tre vettori che generano tutto sono sempre indipendenti.
Esempio · una base del piano in una riga
(1,2) e (2,1) non sono multipli, quindi sono indipendenti (Esempio 7.3). Sono 2 vettori e il piano ha dimensione 2: per il Teorema 7.12 sono una base, senza controllare che generino.
Trappola · Il teorema vale solo con il numero giusto di vettori
Due vettori indipendenti dello spazio a tre coordinate non sono una base: sono 2, non 3. Quattro vettori che generano lo spazio a tre coordinate non sono una base: sono troppi, e per forza c'è un doppione (riquadro qui sotto).
Prova tu
In R3, i vettori (1,0,0), (1,1,0) e (1,1,1) sono indipendenti. Sono una base?
Sì: sono 3 vettori indipendenti e R3 ha dimensione 3. Per il Teorema 7.12 generano anche tutto lo spazio.
Oltre le dispense · le conseguenze da usare nei quiz
Dal libro di Martelli (Proposizioni 2.3.23 e 2.3.25 e gli algoritmi dei §2.3.5–2.3.6), in uno spazio di dimensione n:
più di n vettori sono sempre dipendenti: se fossero indipendenti, i primi n sarebbero una base (Teorema 7.12) e gli altri sarebbero loro ricette;
meno di n vettori non generano mai tutto: da una lista che genera si possono togliere uno alla volta i doppioni (Proposizione 7.2) fino a restare con una base, che avrebbe meno di n vettori;
lo Span di k vettori ha dimensione al massimo k, uguale al numero massimo di vettori indipendenti tra loro (è l'osservazione che la lezione L08 usa per il rango);
ogni sottospazio ha dimensione al massimo n, e ha dimensione n solo se è tutto lo spazio;
vettori indipendenti si completano a una base: finché non generano tutto, si aggiunge un vettore fuori dal loro Span, e la lista resta indipendente (esercizio 12).
Dimostrazione · del Teorema 7.12, dal libro di Martelli
Siano v1,…,vn vettori di V con dimV=n.
Se sono indipendenti, generano. Una base qualsiasi di V ha n vettori che generano; per il lemma di scambio (riquadro precedente), anche i vi, indipendenti e in numero di n, generano V.
Se generano, sono indipendenti. Se fossero dipendenti, uno di loro sarebbe combinazione degli altri (Proposizione 7.2) e si potrebbe togliere senza cambiare lo Span. Ripetendo si arriverebbe a una base di V con meno di n vettori, contro il Teorema 7.10.
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli: dipendenza e indipendenza nel §2.3.1 (pp. 60–62, con la Proposizione 2.3.4 = Proposizione 7.6); basi e basi canoniche di Kn, Kn[x] e M(m,n,K) nel §2.3.2 (pp. 62–64); coordinate nel §2.3.3 (pp. 64–65); dimensione, lemma di scambio e dimensione infinita di K[x] nel §2.3.4 (pp. 65–67); algoritmi di completamento e di estrazione e Proposizione 2.3.23 (= Teorema 7.12) nei §2.3.5–2.3.6 (pp. 67–69); dimensione dei sottospazi nel §2.3.7 (pp. 69–70).
Da ricordare
Con tanti vettori quanta è la dimensione: indipendenti vuol dire base, e generare vuol dire base.
Più vettori della dimensione: sempre dipendenti. Meno: non generano mai tutto.
§6
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
v1,…,vk
«v uno, …, v kappa»
un elenco di k vettori
(1,2),(2,1)
λ1,…,λk
«lambda uno, …»
le dosi di una ricetta
2(1,2)−(2,4) ha dosi 2 e −1
⟹
«allora»
se vale la prima cosa, vale la seconda
⟺
«se e solo se»
le due cose vanno sempre insieme
Span(…)
«span di …»
tutte le ricette con quei vettori (lezione L06)
Span((1,2))
e1,…,en
«e uno, …, e enne»
la base canonica: un 1 e tutti zeri
e2=(0,1,0)
eij
«e i j»
la matrice con 1 nella riga i e colonna j, zeri altrove
La prova scritta di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla con 5 risposte, e 2 problemi da 11 punti. I problemi si correggono solo con almeno 6 punti nel quiz. Dura 2 ore, senza calcolatrice e con solo 4 facciate scritte a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa di questa lezione serve all'esame
Questa lezione è tra le più presenti nei quiz. Le domande tipiche, con gli appelli in cui sono uscite:
Nei problemi da 11 punti le basi servono sempre: «trovare una base del nucleo e la sua dimensione» (02/09/2025, problema 11), basi di autovettori, basi ortonormali. Li vedrai dalla lezione L14 in poi.
Una domanda vera, letta insieme
Appello del 16/01/2025, domanda 2. Il testo: «I polinomi 1, x, x2 e 1+2x+x2 di R2[x] sono generatori e/o linearmente indipendenti? (a) Sono linearmente indipendenti, ma non generatori. (b) Non sono né linearmente indipendenti né generatori. (c) La domanda è mal posta: i polinomi non sono vettori. (d) Sono generatori, ma non linearmente indipendenti. (e) Sono sia generatori che linearmente indipendenti».
In pratica chiede: con questi quattro polinomi si cucinano tutti i polinomi di grado al massimo 2? E c'è un doppione?
Esempio · la soluzione, passo per passo
Passo 1: conto. Sono 4 polinomi. I polinomi di grado al massimo 2 hanno dimensione 3. Più vettori della dimensione: per forza c'è un doppione. Quindi non sono indipendenti.
Passo 2: trovo il doppione.1+2x+x2=1⋅1+2⋅x+1⋅x2: è una ricetta con gli altri tre.
Passo 3: generano? I primi tre, 1, x, x2, sono la base canonica (Esempio 7.9): da soli già cucinano tutto. Aggiungendo un polinomio si cucina ancora tutto. Quindi generano.
La risposta è la (d).
Perché la (c) è sbagliata. I polinomi sono vettori dello spazio vettoriale dei polinomi (lezione L05): si sommano e si moltiplicano per un numero. Le risposte «la domanda è mal posta» sono quasi sempre trappole.
Altre due domande vere
Conta all'esame · Appello del 07/09/2026, domanda 2
Quale insieme forma una base di M(2,R)? (a) {A,B,F}; (b) {A,C,D,E}; (c) {A,B,E,F}; (d) {B,C,D,E,F}; (e) {B,C,F}.
Soluzione. È la (c).
Conto. Le matrici 2×2 hanno dimensione 4: una base ha esattamente 4 elementi. Restano solo (b) e (c).
(b).C+D=A: c'è un doppione, quindi non è una base.
(c). Per il Teorema 7.12 basta controllare l'indipendenza. Chiedo x1A+x2B+x3E+x4F=0:
(x2+x3+x4x1+x3x1+x3+x4x3)=(0000).
La casella in basso a destra dà x3=0. Poi quella in basso a sinistra dà x1=0, quella in alto a destra x4=0, quella in alto a sinistra x2=0. Tutte le dosi sono zero: è una base.
Conta all'esame · Appello del 15/01/2026, domanda 4
Testo. La dimensione dello spazio S(3) delle matrici 3×3 simmetriche è: (a) nove; (b) zero; (c) tre; (d) sei; (e) S(3) non ha una dimensione perché non è uno spazio vettoriale.
Soluzione. È la (d). Una matrice simmetrica 3×3 è decisa dai 6 numeri sulla diagonale e sopra di essa: quelli sotto sono copie allo specchio.
Le sei matrici a destra generano S(3) e sono indipendenti: se la ricetta dà la matrice nulla, ogni dose compare da sola in qualche casella, quindi è zero. La (e) è falsa per la Proposizione 6.5. Con lo stesso ragionamento le triangolari superiori 3×3 hanno dimensione 6 (appello del 24/01/2024, domanda 5) e le antisimmetriche 3×3 hanno dimensione 3.
I metodi
Metodo · «Sono generatori e/o indipendenti?»
Hai k vettori in uno spazio di dimensione n.
Conta. Se k è più grande di n, sono sicuramente dipendenti. Se è più piccolo, sicuramente non generano tutto.
Trova i doppioni. Scrivi la ricetta con le dosi sconosciute uguale a zero e risolvi, oppure cerca un vettore che sia ricetta degli altri. Togliendo i doppioni restano r vettori indipendenti, e r è la dimensione dello Span.
Concludi. Sono indipendenti quando r=k; generano tutto quando r=n; sono una base quando r=k=n.
Le risposte del tipo «la domanda è mal posta» (i vettori sono troppi, i polinomi non sono vettori) sono trappole: la domanda ha sempre senso.
Metodo · la dimensione di un sottospazio
Scrivi l'elemento generico del sottospazio, usando le condizioni per eliminare le lettere che dipendono dalle altre: restano alcune lettere libere.
Raccogli le lettere libere: l'elemento generico diventa una ricetta, con un vettore per ogni lettera. Il sottospazio è lo Span di quei vettori.
Controlla che siano indipendenti (di solito lo sono: ogni lettera compare da sola in qualche posto).
La dimensione è il numero di vettori, cioè il numero di lettere libere.
Esempio: i polinomi di grado al massimo 3 che fanno zero in 2. Per la lezione L04, fare zero in 2 vuol dire p(x)=(x−2)(a+bx+cx2), quindi il sottospazio è lo Span di x−2, x(x−2) e x2(x−2). I tre polinomi hanno gradi diversi, 1, 2 e 3, quindi sono indipendenti (esercizio 9): la dimensione è 3. È il tipo di domanda degli appelli del 10/07/2025 (domanda 2, con p(6)=0) e del 03/07/2026 (domanda 1, con p(2)=p(−2)=0, dove la dimensione è 2).
Trappola · Gli errori più comuni
Dire che i polinomi di grado al massimo n hanno dimensione n: è n+1, per via del numero 1.
Dire che vettori a coppie non multipli sono indipendenti: vale solo per due vettori (Esempio 7.4).
Usare il Teorema 7.12 con un numero sbagliato di vettori.
Confondere «generano» con «sono una base»: una base deve anche essere indipendente.
Scegliere «non è uno spazio vettoriale» per S(3), Ts(3) o uno Span: sono sempre sottospazi. Quella risposta è giusta solo per insiemi che non contengono lo zero, come O(2) nell'appello del 10/07/2024 (domanda 2).
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione:
la definizione di indipendenza («se la ricetta dà zero, tutte le dosi sono zero») e la Proposizione 7.2;
i casi con uno e due vettori, e la definizione di base;
la tabella delle dimensioni: Kn, Kn[x], M(m,n);
le matrici speciali: D(n)=n, Ts(n)=S(n)=2n(n+1), A(n)=2n(n−1);
il Teorema 7.12 e la regola del conteggio (più di n vettori sono dipendenti, meno di n non generano).
§8
Quiz
come all'esame
I vettori (1,0,1), (0,1,1), (1,1,2), (0,0,1) di R3 sono generatori e/o linearmente indipendenti?
Si conta per primo: 4 vettori in uno spazio di dimensione 3 sono sempre dipendenti, e infatti (1,1,2)=(1,0,1)+(0,1,1) è un doppione. Poi si guarda se generano: (1,0,1), (0,1,1) e (0,0,1) sono indipendenti (dalla ricetta a(1,0,1)+b(0,1,1)+c(0,0,1)=0 viene a=0, b=0 e poi c=0), quindi per il Teorema 7.12 sono già una base, e generano. La risposta più insidiosa è «mal posta»: avere più vettori della dimensione è permesso, vuol dire solo che c'è un doppione. Simile all'appello del 06/09/2024, domanda 2.
I polinomi 1+x, 1−x e 2 di R2[x] sono generatori e/o linearmente indipendenti?
Si cerca un doppione: (1+x)+(1−x)=2, quindi sono dipendenti. Poi si guarda se generano: ogni ricetta con questi polinomi ha grado al massimo 1, quindi x2 non si ottiene. Non generano. Lo Span è fatto dai polinomi di grado al massimo 1, di dimensione 2. La risposta più insidiosa è «una base»: sono 3 polinomi, quanti la dimensione, ma il Teorema 7.12 vale solo se una delle due condizioni è vera, e qui non lo è nessuna. E il numero 2 è un polinomio di grado 0. Simile all'appello del 16/01/2025, domanda 2.
Qual è la dimensione di Span((1,1,0),(0,1,1),(1,2,1))?
Si cercano i doppioni: (1,2,1)=(1,1,0)+(0,1,1), quindi il terzo vettore è di troppo. I primi due non sono multipli, quindi sono indipendenti: sono una base dello Span, che ha dimensione 2 (un piano). La risposta più insidiosa è 3, che conta i vettori senza controllare i doppioni. Simile all'appello del 02/09/2025, domanda 10.
Qual è la dimensione dello spazio A(3) delle matrici 3×3 antisimmetriche?
Una matrice antisimmetrica 3×3 ha la diagonale di zeri, e sotto la diagonale ci sono gli opposti dei numeri sopra. Quindi è decisa dai 3 numeri sopra la diagonale: è una ricetta con tre matrici indipendenti (lezione L06, esercizio 12). La risposta più insidiosa è sei, la dimensione delle simmetriche, che hanno anche la diagonale libera. A(3) è un sottospazio per la Proposizione 6.5, quindi ha una dimensione. Simile agli appelli del 24/01/2024 (domanda 5) e del 15/01/2026 (domanda 4), su Ts(3) e S(3), tutte e due di dimensione 6.
Siano v1,…,v5 cinque vettori di R3 e sia X=Span(v1,…,v5). Quale affermazione è sempre vera?
X è uno Span, quindi un sottospazio dello spazio a tre coordinate (Proposizione 6.7), e un sottospazio ha dimensione al massimo quella dello spazio: 3. Cinque vettori in uno spazio di dimensione 3 sono sempre dipendenti, quindi la dimensione 5 è impossibile e non sono indipendenti. La risposta più insidiosa è «X è tutto lo spazio»: non è garantito, per esempio se i cinque vettori sono tutti multipli di uno stesso vettore lo Span è una retta. Simile all'appello del 15/01/2026, domanda 3, dove con tre vettori la risposta giusta era dimX≤3.
Siano A=(1001), B=(100−1), C=(0110), D=(0−110), E=(1111). Quale insieme è una base di M(2,R)?
Si conta per primo: le matrici 2×2 hanno dimensione 4, quindi una base ha 4 elementi, e le liste da tre o da cinque sono escluse. Per {A,B,C,D} si controlla l'indipendenza: aA+bB+cC+dD=(a+bc−dc+da−b) è zero solo se a+b=a−b=0 e c+d=c−d=0, cioè tutte le dosi zero. Per il Teorema 7.12 è una base. La risposta più insidiosa è {A,C,D,E}, che ha 4 elementi: ma E=A+C è un doppione. Simile all'appello del 07/09/2026, domanda 2.
Quale polinomio s(x) si può aggiungere a 1+x e x+x2 per ottenere una base di R2[x]?
Servono 3 polinomi indipendenti, perché la dimensione è 3. Con s=1: la ricetta a(1+x)+b(x+x2)+c=(a+c)+(a+b)x+bx2 è zero solo se b=0, poi a=0, poi c=0; tre polinomi indipendenti sono una base. Le altre: 1+2x+x2=(1+x)+(x+x2) e 1−x2=(1+x)−(x+x2) sono doppioni dei primi due; x3 ha grado 3 e non sta nemmeno nello spazio; il polinomio zero rende sempre la lista dipendente. La risposta più insidiosa è 1+2x+x2, che sembra nuovo ma è la somma degli altri due. Simile all'appello del 10/06/2024, domanda 3.
In R3, tre vettori linearmente indipendenti:
È il Teorema 7.12: sono 3 vettori indipendenti in uno spazio di dimensione 3, quindi generano e sono una base. La risposta più insidiosa è «possono non generare»: con il numero giusto di vettori, l'indipendenza basta. Le basi dello spazio sono infinite, non solo la canonica, e i vettori possono avere coordinate nulle, come e1,e2,e3 stessi.
Qual è la dimensione del sottospazio W={p(x)∈R3[x]∣p(2)=0}?
3
Fare zero in 2 vuol dire che x−2 divide il polinomio (lezione L04): p(x)=(x−2)(a+bx+cx2), con tre lettere libere. Quindi W è lo Span di x−2, x(x−2) e x2(x−2): tre polinomi di gradi diversi, quindi indipendenti. La dimensione è 3, cioè 4 (quella dello spazio) meno 1 condizione. Simile all'appello del 10/07/2025, domanda 2 (con p(6)=0).
Per quali valori di k∈R i vettori (1,k) e (k,4) di R2 sono linearmente dipendenti?
Due vettori sono dipendenti esattamente quando uno è multiplo dell'altro. Perché (k,4) sia t volte (1,k) servono t=k (prima coordinata) e 4=tk=k2 (seconda), cioè k=2 oppure k=−2. Il vettore (1,k) non è mai zero, quindi basta questo caso. Controllo: con k=2, (2,4)=2(1,2); con k=−2, (−2,4)=−2(1,−2). La risposta più insidiosa è «solo per k=2», che dimentica la radice negativa di 4.
§9
Esercizi
con soluzioni
1 · Riscaldamento: multipli o no base
I vettori (2,−4) e (−1,2) sono dipendenti? E (2,4) e (1,3)?
Soluzione
(2,−4)=−2⋅(−1,2): uno è multiplo dell'altro, quindi sono dipendenti. Una ricetta che dà zero: (2,−4)+2⋅(−1,2)=(0,0).
Perché (2,4) sia k volte (1,3) servirebbero k=2 (prima coordinata) e 4=3k (seconda), cioè k=34. Impossibile: sono indipendenti.
2 · Riscaldamento: c'è lo zero base
La lista (1,1), (0,0) è indipendente? Scrivi una ricetta che lo dimostra.
Soluzione
No: c'è il vettore zero. La ricetta 0⋅(1,1)+5⋅(0,0)=(0,0) dà zero con una dose, 5, diversa da zero. Quindi i vettori sono dipendenti.
3 · Riscaldamento: quanti vettori in una base base
Quanti vettori ha una base di: (a) R4; (b) i polinomi di grado al massimo 3; (c) le matrici 2×3; (d) le matrici 3×3?
Soluzione
(a) R4 ha dimensione 4: 4 vettori.
(b) Base canonica 1,x,x2,x3: 4 polinomi.
(c) Una matrice eij per casella: 2⋅3=6.
(d) 3⋅3=9.
4 · Riscaldamento: la base canonica base
Scrivi (4,−3) e (0,7,−1) come ricette con la base canonica.
Soluzione
(4,−3)=4e1−3e2, con e1=(1,0) ed e2=(0,1).
(0,7,−1)=0e1+7e2−e3, con e1,e2,e3 della base canonica a tre coordinate.
Le dosi sono le coordinate del vettore.
5 · Esercizio 7.14 delle dispense: una base di R2base
Dimostra che i vettori (−11) e (21) formano una base di R2.
Soluzione
Con il Teorema 7.12. Sono due vettori e il piano ha dimensione 2, quindi basta l'indipendenza. Due vettori sono dipendenti solo se sono multipli: (2,1)=k(−1,1) chiederebbe k=−2 (prima coordinata) e k=1 (seconda), impossibile. Quindi sono indipendenti, e sono una base.
Direttamente, controllando anche che generino. Cerco le dosi t e u con t(−1,1)+u(2,1)=(x,y), per un vettore qualsiasi (x,y):
{−t+2u=xt+u=y
Sommo le due equazioni: 3u=x+y, quindi u=3x+y.
Dalla seconda: t=y−u=3−x+2y.
Le dosi ci sono sempre, quindi i vettori generano il piano. E sono di un solo tipo: per (x,y)=(0,0) vengono t=u=0, quindi sono indipendenti.
Controllo con (x,y)=(1,2): u=1 e t=1, e infatti (−1,1)+(2,1)=(1,2).
6 · Dipendenti o indipendenti? base
Per ciascuna lista di' se i vettori sono dipendenti o indipendenti. Se sono dipendenti, scrivi una combinazione non banale uguale a zero.
(a) (3,−6) e (−1,2) in R2.
(b) (1,0,2) e (2,0,1) in R3.
(c) (1,2), (1,1) e (2,0) in R2.
(d) (1,2,3), (0,0,0) e (4,5,6) in R3.
(e) (1,2,3), (0,1,5) e (0,0,2) in R3.
Soluzione
(a) Dipendenti: (3,−6)=−3⋅(−1,2), quindi (3,−6)+3(−1,2)=(0,0).
(b) Indipendenti: sono due vettori non multipli. Perché (2,0,1) sia k volte (1,0,2) servirebbero k=2 e 1=2k, cioè k=21: impossibile.
(c) Dipendenti: sono tre vettori nel piano, che ha dimensione 2. Una ricetta che dà zero (dal libro di Martelli, Esempio 2.3.2): −2(1,2)+4(1,1)−(2,0)=(−2+4−2,−4+4−0)=(0,0).
(d) Dipendenti: c'è il vettore zero, e 0⋅(1,2,3)+1⋅(0,0,0)+0⋅(4,5,6)=0.
La forma «a scalini» (ogni vettore ha degli zeri dove il precedente comincia) fa risolvere le equazioni una alla volta.
7 · Esercizio 7.13 delle dispense: la base canonica delle matrici medio
Per ogni 1≤i≤m e 1≤j≤n indichiamo con eij la matrice m×n che ha tutti zeri, tranne un 1 nella casella di riga i e colonna j. Per esempio, per le matrici 2×2:
v1,v2,v4 sono indipendenti. Chiedo av1+bv2+cv4=0:
⎩⎨⎧a−b=0a+b+c=02a−b+c=0
Dalla prima: b=a.
Sostituisco: la seconda diventa 2a+c=0, la terza a+c=0.
Tolgo la terza dalla seconda: a=0. Quindi c=0 e b=0.
Solo la ricetta con tutte le dosi zero: indipendenti. Sono tre vettori indipendenti nello spazio a tre coordinate, quindi sono anche una base (Teorema 7.12).
9 · Polinomi indipendenti e basi di R3[x]medio
(a) Dimostra che polinomi non nulli di gradi tutti diversi sono linearmente indipendenti.
(b) I polinomi f=x3+x, g=x2−1, h=x3+x2+x−1 sono indipendenti?
(c) I polinomi f=x3+x, g=x2−1, k=x3−x sono indipendenti? Sono una base di R3[x]? Se no, completali a una base.
Soluzione
(a) Ordino i polinomi dal grado più basso al più alto. Prendo una ricetta che dà il polinomio zero.
La potenza più alta compare solo nell'ultimo polinomio. Nella ricetta, il numero davanti a quella potenza è la dose dell'ultimo polinomio per un numero diverso da zero. Deve essere zero, quindi la dose dell'ultimo polinomio è zero.
Resta una ricetta con gli altri polinomi che dà zero, e si ripete: anche la dose del penultimo è zero.
Si continua fino al primo: tutte le dosi sono zero.
(b) No: h=f+g, perché (x3+x)+(x2−1)=x3+x2+x−1. Quindi f+g−h=0.
(c) Chiedo af+bg+ck=0:
a(x3+x)+b(x2−1)+c(x3−x)=(a+c)x3+bx2+(a−c)x−b=0.
Tutti i numeri davanti alle potenze devono essere zero: b=0, a+c=0, a−c=0, quindi a=c=0. Sono indipendenti.
Non sono una base: sono 3 polinomi e lo spazio ha dimensione 4, quindi non generano. Per esempio ogni ricetta ha il termine noto uguale a −b e il numero davanti a x2 uguale a b: il polinomio 1, con termine noto 1 e niente x2, non si ottiene.
Completamento: aggiungo il polinomio 1. Chiedo af+bg+ck+d⋅1=0:
(a+c)x3+bx2+(a−c)x+(d−b)=0,
quindi b=0, a=c=0 e d=b=0. Quattro polinomi indipendenti in uno spazio di dimensione 4: per il Teorema 7.12, f,g,k,1 sono una base.
10 · Una base con un parametro medio
Per quali k∈R i vettori u1=(1,1,0), u2=(0,1,1), u3=(1,0,k) sono una base di R3?
Soluzione
Sono tre vettori nello spazio a tre coordinate: per il Teorema 7.12 basta capire quando sono indipendenti. Chiedo au1+bu2+cu3=0:
⎩⎨⎧a+c=0a+b=0b+kc=0
Dalla prima: a=−c.
Dalla seconda: b=−a=c.
La terza diventa c+kc=(1+k)c=0.
Due casi:
Se k non è −1, il numero 1+k non è zero, quindi c=0, e poi a=b=0: indipendenti, base.
Se k=−1, qualsiasi c va bene: per esempio c=1, a=−1, b=1 dà −u1+u2+u3=0. Dipendenti, non è una base.
Con k=−1 si ritrovano i vettori dell'Esempio 7.4 (con u3=v3). Nella lezione L13 lo stesso risultato si ottiene con il determinante: la matrice dei tre vettori ha determinante 1+k.
11 · Completare una base ed estrarne una medio
(a) Completa w1=(1,1,0), w2=(−1,0,1) a una base di R3.
(b) Siano v1=(1,0,1), v2=(0,1,1), v3=(1,1,2), v4=(1,−1,0). Estrai da v1,v2,v3,v4 una base di U=Span(v1,v2,v3,v4) e trova dimU.
Soluzione
(a) Basta aggiungere un vettore che non stia nel piano generato da w1 e w2 (esercizio 12). Provo e1=(1,0,0), la scelta del libro di Martelli (Esempio 2.3.21). Chiedo aw1+bw2+ce1=0:
⎩⎨⎧a−b+c=0a=0b=0
quindi a=b=0 e poi c=0. Tre vettori indipendenti nello spazio a tre coordinate: w1,w2,e1 è una base.
(b) Cerco i doppioni.
v3=v1+v2, perché (1,0,1)+(0,1,1)=(1,1,2).
v4=v1−v2, perché (1,0,1)−(0,1,1)=(1,−1,0).
Tolgo v3 e v4: lo Span non cambia (Proposizione 7.2). Restano v1 e v2, che non sono multipli, quindi sono indipendenti.
Una base di U è v1,v2, e dimU=2: U è il piano z=x+y dell'Esercizio 6.10.
12 · Aggiungere un vettore fuori dallo Span difficile
Siano v1,…,vk vettori indipendenti di V e sia vk+1∈V. Dimostra che
v1,…,vk+1 sono indipendenti⟺vk+1∈/Span(v1,…,vk).
Deduci che, in uno spazio di dimensione n, ogni lista di vettori indipendenti si può completare a una base.
Soluzione
Il simbolo ∈/ si legge «non appartiene a».
Primo verso: se sono indipendenti, il nuovo vettore sta fuori dallo Span. Se invece stesse dentro, cioè vk+1=λ1v1+⋯+λkvk, allora λ1v1+⋯+λkvk−vk+1=0 sarebbe una ricetta che dà zero con la dose −1: i vettori sarebbero dipendenti.
Secondo verso: se il nuovo vettore sta fuori dallo Span, sono indipendenti. Prendo una ricetta λ1v1+⋯+λkvk+λk+1vk+1=0.
Se la dose λk+1 non fosse zero, dividendo per lei ricaverei vk+1 come ricetta con v1,…,vk: contro l'ipotesi che stia fuori dallo Span.
Quindi λk+1=0, e resta λ1v1+⋯+λkvk=0. I primi k vettori sono indipendenti, quindi anche λ1=⋯=λk=0.
Completamento. Lo spazio ha dimensione n e i vettori indipendenti sono k, meno di n. Allora non generano tutto (meno di n vettori non generano), quindi c'è un vettore vk+1 fuori dal loro Span. Per quanto appena dimostrato, v1,…,vk+1 sono ancora indipendenti. Si ripete finché i vettori sono n: a quel punto sono n vettori indipendenti, cioè una base per il Teorema 7.12. È l'algoritmo di completamento del libro di Martelli (§2.3.5).
13 · Come all'esame: basi e dimensioni degli spazi di matrici tipo esame
Trova una base e la dimensione di ciascuno dei sottospazi D(3), Ts(3), S(3) e A(3) di M(3). Poi di' quanto valgono in generale dimD(n), dimTs(n), dimS(n) e dimA(n).
Soluzione
Uso le matrici eij dell'Esercizio 7.13. In ogni caso scrivo la matrice generica, la riscrivo come ricetta e controllo l'indipendenza: ogni lettera libera compare da sola in una casella in cui le altre matrici hanno 0, quindi una ricetta che dà la matrice nulla ha tutte le dosi zero.
D(3): a000b000c=ae11+be22+ce33. Base e11,e22,e33: dimensione 3.
Ts(3): a00bd0cef=ae11+be12+ce13+de22+ee23+fe33. Base e11,e12,e13,e22,e23,e33: dimensione 6. È la risposta dell'appello del 24/01/2024, domanda 5.
S(3): base e11,e22,e33,e12+e21,e13+e31,e23+e32 (riquadro sull'appello del 15/01/2026): dimensione 6.
A(3): 0−a−ba0−cbc0=a(e12−e21)+b(e13−e31)+c(e23−e32). Base di tre matrici: dimensione 3.
Controllo: dimS(3)+dimA(3)=6+3=9=dimM(3).
In generale, per matrici n×n:
dimD(n)=n: le lettere libere sono quelle della diagonale;
dimTs(n)=dimTi(n)=dimS(n)=2n(n+1): la diagonale (n caselle) più il triangolo sopra (2n(n−1) caselle), cioè n+2n(n−1)=2n(n+1);
dimA(n)=2n(n−1): solo il triangolo sopra la diagonale, perché la diagonale è fatta di zeri.
Con n=3: 3, 6, 6, 3, come sopra.
14 · Come all'esame: la dimensione di sottospazi di polinomi tipo esame
Calcola una base e la dimensione di:
(a) W1={p(x)∈R3[x]∣p(1)=0};
(b) W2={p(x)∈R3[x]∣p(2)=0 e p(−2)=0};
(c) W3={p(x)∈R2[x]∣p(0)=p(1)}.
Soluzione
(a) Per la lezione L04, fare zero in 1 vuol dire che x−1 divide il polinomio: p(x)=(x−1)(a+bx+cx2), con a, b, c qualsiasi. Quindi W1 è lo Span di
x−1,x(x−1)=x2−x,x2(x−1)=x3−x2.
I tre polinomi hanno gradi 1, 2, 3, quindi sono indipendenti (esercizio 9 (a)): dimW1=3. È il sottospazio dell'appello del 24/01/2024, domanda 1, nella lezione L06.
(b) Fare zero in 2 e in −2 vuol dire che x−2 e x+2 dividono il polinomio, quindi p(x)=(x2−4)(a+bx) con a e b qualsiasi:
W2=Span(x2−4,x3−4x).
Due polinomi di gradi diversi, indipendenti: dimW2=2. È la risposta dell'appello del 03/07/2026, domanda 1.
(c) Scrivo p(x)=ax2+bx+c.
p(0)=c e p(1)=a+b+c.
La condizione p(0)=p(1) diventa a+b=0, cioè b=−a.
Quindi p(x)=ax2−ax+c=a(x2−x)+c⋅1.
W3 è lo Span di x2−x e 1. Due polinomi di gradi diversi, indipendenti: dimW3=2.
In tutti e tre i casi la dimensione è quella dello spazio meno il numero di condizioni indipendenti: 4−1=3, 4−2=2, 3−1=2. È un'anticipazione del teorema della dimensione (lezione L14).
15 · Come all'esame: generatori, indipendenti, base? tipo esame
Per ciascuna lista stabilisci se i vettori sono linearmente indipendenti, se generano lo spazio indicato e se ne formano una base.
(a) (1,−1), (2,1), (0,3) in R2.
(b) (1,0,2), (0,1,−1), (2,1,3) in R3.
(c) (1,1,0,0), (0,1,1,0), (0,0,1,1) in R4.
Soluzione
(a) Tre vettori nel piano: dipendenti. Generano: (1,−1) e (2,1) non sono multipli, quindi sono già una base del piano, e aggiungendo (0,3) si genera ancora. Generatori, non base. Il doppione: cerco a e b con a(1,−1)+b(2,1)=(0,3), cioè a+2b=0 e −a+b=3. Sommando, 3b=3, quindi b=1 e a=−2: (0,3)=−2(1,−1)+(2,1).
(b) 2(1,0,2)+(0,1,−1)=(2,1,3): il terzo è un doppione dei primi due, dipendenti. I primi due non sono multipli, quindi lo Span ha dimensione 2: è un piano, non generano lo spazio. Non è una base.
(c) Chiedo a(1,1,0,0)+b(0,1,1,0)+c(0,0,1,1)=0.
Prima coordinata: a=0.
Seconda: a+b=0, quindi b=0.
Quarta: c=0.
Indipendenti. Ma sono 3 vettori e lo spazio ha dimensione 4: non generano, e non sono una base. Per esempio e4=(0,0,0,1) non si ottiene: servirebbero a=0 (prima coordinata), poi b=0 (seconda), poi c=0 (terza), ma allora la quarta coordinata sarebbe 0, non 1.
§10
Domande di ripasso
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Quando dei vettori sono linearmente dipendenti? E indipendenti?
Dipendenti: c'è una ricetta con dosi non tutte zero che dà il vettore zero. Indipendenti: l'unica ricetta che dà zero è quella con tutte le dosi zero.
Che cosa dice la Proposizione 7.2, e perché è vera?
Dei vettori sono dipendenti esattamente quando uno di loro è una ricetta con gli altri, cioè un doppione. Se una ricetta che dà zero ha una dose diversa da zero, si divide per quella dose e si ricava quel vettore dagli altri. Al contrario, se un vettore è una ricetta con gli altri, portando tutto da una parte si ottiene una ricetta che dà zero con la dose −1.
Quando un solo vettore è dipendente? E due vettori?
Un vettore da solo è dipendente solo se è il vettore zero. Due vettori sono dipendenti solo se uno è multiplo dell'altro.
Tre vettori diversi da zero e a coppie non multipli sono per forza indipendenti?
No. Nell'Esempio 7.4, (1,1,0), (0,1,1) e (1,0,−1) sono diversi da zero e a coppie non multipli, ma v1−v2−v3=0. Con tre o più vettori bisogna risolvere il sistema.
Perché una lista che contiene il vettore zero è sempre dipendente?
Perché dando dose 1 al vettore zero e dose 0 a tutti gli altri si ottiene zero, con una dose diversa da zero.
Che cos'è una base? Fai un esempio nel piano diverso dalla base canonica.
Una lista di vettori indipendenti che generano tutto lo spazio. Nel piano anche (1,2),(2,1) è una base: sono due vettori non multipli, quindi indipendenti, e per il Teorema 7.12 generano.
Qual è la base canonica di Kn? E dei polinomi di grado al massimo n?
In Kn: e1,…,en, dove ei ha un 1 al posto i e zeri altrove. Nei polinomi di grado al massimo n: 1,x,x2,…,xn, che sono n+1 polinomi.
Che cosa dice il Teorema 7.10, e perché serve?
Tutte le basi di uno stesso spazio hanno lo stesso numero di vettori. Serve perché la dimensione, cioè il numero di vettori di una base, non dipenda dalla base scelta.
Quali sono le dimensioni di Kn, dei polinomi di grado al massimo n, delle matrici m×n e di tutti i polinomi?
n, n+1, mn e infinita. Tutti i polinomi insieme non hanno basi finite, perché ogni lista finita di polinomi genera solo polinomi fino a un certo grado.
Che cosa dice il Teorema 7.12? Fai un esempio.
Se i vettori sono tanti quanta è la dimensione, sono una base appena sono indipendenti, oppure appena generano: l'altra condizione arriva da sola. Esempio: (−1,1) e (2,1) non sono multipli, quindi sono indipendenti, e sono una base del piano.
Quattro vettori dello spazio a tre coordinate possono essere indipendenti? Due vettori possono generarlo?
No in tutti e due i casi. In uno spazio di dimensione n, più di n vettori sono sempre dipendenti e meno di n vettori non generano mai tutto.
Come si calcola la dimensione di un sottospazio definito da condizioni?
Si scrive l'elemento generico con le lettere libere, lo si riscrive come ricetta con un vettore per lettera, si controlla che quei vettori siano indipendenti e si contano. Per esempio i polinomi di grado al massimo 3 che fanno zero in 2 hanno dimensione 3.
Quanto valgono dimS(3), dimTs(3) e dimA(3)?
6, 6 e 3. In generale le simmetriche e le triangolari superiori n×n hanno dimensione 2n(n+1), le antisimmetriche 2n(n−1).
§11
Glossario
termini
Combinazione banale
La ricetta con tutte le dosi uguali a zero. Dà sempre il vettore zero, con qualsiasi vettori.
Linearmente dipendenti
Vettori con un doppione: una ricetta con dosi non tutte zero dà il vettore zero. Per esempio (1,2) e (2,4).
Linearmente indipendenti
Vettori senza doppioni: l'unica ricetta che dà zero ha tutte le dosi zero. Per esempio (1,2) e (2,1).
Vettori multipli
Due vettori uno uguale all'altro moltiplicato per un numero. Per due vettori, essere multipli vuol dire essere dipendenti.
Generatori
Vettori con cui si ottiene tutto lo spazio: ogni vettore è una loro ricetta.
Base
Una lista di vettori indipendenti che generano tutto lo spazio: gli ingredienti giusti, nessuno sprecato.
Base canonica di Kn
I vettori e1,…,en, ciascuno con un 1 in un posto e zeri altrove.
Base canonica di Kn[x]
I polinomi 1,x,x2,…,xn: sono n+1.
Matrici eij
La matrice con un 1 nella riga i e colonna j, e zeri altrove. Formano la base canonica delle matrici.
Dimensione
Il numero di vettori di una base. Si scrive dimV; è infinita se nessuna lista finita genera lo spazio.
Definizione ben posta
Una definizione che non dipende dalle scelte fatte. Per la dimensione lo garantisce il Teorema 7.10.
Dimensione infinita
Quella di uno spazio che nessuna lista finita genera, come tutti i polinomi insieme.
Coordinate rispetto a una base
Le dosi dell'unica ricetta che dà un vettore con gli ingredienti di una base (lezione L13).
Lemma di scambio
Se n vettori generano lo spazio, altri n vettori indipendenti lo generano anche loro. È la chiave del Teorema 7.10.
Completamento a una base
Aggiungere a vettori indipendenti vettori fuori dal loro Span, finché sono tanti quanta è la dimensione.
Estrazione di una base
Togliere da una lista che genera i doppioni, finché restano vettori indipendenti.
Rango (anticipo)
Il numero massimo di righe, o colonne, indipendenti di una matrice (lezione L08).
§12
Checklist
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