Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L08
Matrici I
Quattro cose che si possono fare con una tabella di numeri: girarla, contare quante colonne dicono davvero qualcosa di nuovo, moltiplicarla per un'altra tabella e sommare i numeri della sua diagonale. Sono i conti che trovi in quasi ogni quiz d'esame, spesso con un tranello.
Dispense
lezione 8 · pp. 36–40
Libro
Martelli, §2.3.10, §3.2.3, §3.2.6, §3.4.1–3.4.5 e §4.4.5
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
Ripasso
La lezione in 7 punti
Una matrice è una tabella di numeri. La sua taglia si scrive mettendo prima il numero delle righe e poi quello delle colonne: una matrice «2 per 3» ha 2 righe e 3 colonne.
La trasposta è la stessa tabella girata: le righe diventano colonne e le colonne diventano righe. Una matrice quadrata che girata resta uguale si chiama simmetrica.
Il rango conta quante colonne dicono davvero qualcosa di nuovo, cioè non si ottengono mescolando le altre. Se conti le righe al posto delle colonne viene lo stesso numero.
Il prodotto riga per colonna funziona come il conto della spesa: quantità per prezzi, poi si somma. Si può fare solo se le colonne della prima matrice sono tante quante le righe della seconda.
Nel prodotto l'ordine conta: se scambi le due matrici, di solito il risultato cambia. E un prodotto può dare una tabella di soli zeri anche se nessuna delle due matrici è fatta di soli zeri.
La traccia di una matrice quadrata è la somma dei numeri sulla diagonale. Se scambi le due matrici di un prodotto, la traccia resta la stessa.
All'esame trovi quasi sempre tre domande su questa lezione: «quale identità vale?» tra due prodotti, la traccia di un prodotto e un rango da calcolare.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
§1
Le matrici: tabelle di numeri
p. 36
Una matrice è una tabella con dei numeri dentro. Questa sezione ripassa come si legge e come si scrive: è quello che le dispense ricordano all'inizio della lezione, prima delle operazioni nuove.
Partiamo da un esempio. Anna e Bruno vanno in cartoleria. Anna compra 2 quaderni e 3 penne. Bruno compra 1 quaderno e 5 penne. Tutto questo sta in una tabella.
quaderni
penne
Anna
2
3
Bruno
1
5
Ora togli le scritte e tieni solo i numeri, chiusi tra due parentesi tonde grandi:
(2135)
Questa è una matrice: una tabella rettangolare di numeri. A una matrice si dà un nome con una lettera maiuscola, per esempio A.
Righe, colonne e taglia
Le righe sono le file orizzontali: si leggono da sinistra a destra. Le colonne sono le file verticali: si leggono dall'alto in basso.
Nella matrice di Anna e Bruno la prima riga contiene 2 e 3. La seconda riga contiene 1 e 5. La prima colonna contiene 2 e 1. La seconda colonna contiene 3 e 5.
La taglia di una matrice dice quante righe e quante colonne ha. Si scrive con il segno ×, che qui si legge «per». La matrice di Anna e Bruno ha 2 righe e 2 colonne: è una matrice 2×2, «due per due».
Guarda quest'altra matrice:
(3205−14)
Ha 2 righe e 3 colonne. Quindi è una matrice 2×3, «due per tre».
Trappola · Prima le righe, poi le colonne
Nella taglia il primo numero è sempre quello delle righe. Una matrice 2×3 ha 2 righe e 3 colonne. Una matrice 3×2 ha 3 righe e 2 colonne: è un'altra cosa.
Per parlare di una matrice qualsiasi le dispense scrivono «matrice m×n». Le lettere m e n stanno al posto di due numeri: m è il numero delle righe, n è il numero delle colonne.
Una matrice con tante righe quante colonne si chiama quadrata: per esempio una 2×2 oppure una 3×3. Una matrice fatta di soli zeri si chiama matrice nulla e si indica con 0, come il numero.
L'indirizzo di ogni numero
Ogni numero della tabella ha un indirizzo: la riga e la colonna in cui si trova. Funziona come al cinema: fila 2, posto 3.
Diamo un nome alla matrice di prima:
A=(3205−14)
Il numero che sta nella riga 2 e nella colonna 3 è il 4. Si scrive così:
a23=4
Si legge «a due tre», non «a ventitré». I due numerini in basso si chiamano indici. Sono l'indirizzo della casella: il primo indice è la riga, il secondo è la colonna. La lettera è minuscola perché indica un numero dentro la matrice che si chiama A.
Un altro esempio: a12 è il numero nella riga 1 e nella colonna 2. Nella matrice qui sopra è lo 0.
Per una casella qualsiasi le dispense scrivono aij. Vuol dire: il numero nella riga i e nella colonna j. Le lettere i e j stanno al posto dei due numeri dell'indirizzo. A volte le dispense scrivono Aij, con la lettera maiuscola: è la stessa cosa.
I nomi delle righe e delle colonne
Anche una riga intera e una colonna intera hanno un nome.
La riga numero 2 si scrive A2, con l'indice in basso.
La colonna numero 3 si scrive A3, con l'indice in alto.
Nella matrice A di prima la riga A2 contiene i numeri 2, 5 e 4. La colonna A3 contiene −1 sopra e 4 sotto.
Trappola · Un numero in alto non è sempre una potenza
In questa lezione A3 può voler dire «la terza colonna di A». Più avanti la stessa scrittura vorrà dire «A moltiplicata per sé stessa tre volte». Di solito la frase intorno chiarisce quale dei due significati vale. In questi appunti, quando c'è il rischio di confondersi, trovi scritto «la colonna 3» a parole.
Una riga è una lista ordinata di numeri. Anche una colonna lo è. Le liste ordinate di numeri le conosci già: sono i vettori della lezione L05. Quindi ogni riga e ogni colonna di una matrice è un vettore.
Conta quanti numeri ci sono in ciascuna.
Una colonna ha un numero per ogni riga della matrice. In una matrice con 2 righe, ogni colonna è un vettore con 2 numeri.
Una riga ha un numero per ogni colonna della matrice. In una matrice con 3 colonne, ogni riga è un vettore con 3 numeri.
Esempio · Leggere una matrice
A=(3205−14)
La taglia. Le righe sono 2, le colonne sono 3. Quindi A è una matrice 2×3.
Due caselle.
a23: riga 2, colonna 3. Nella seconda riga il terzo numero è 4. Quindi a23=4.
a12: riga 1, colonna 2. Nella prima riga il secondo numero è 0. Quindi a12=0.
Una riga e una colonna. La seconda riga è A2=(2,5,4). La terza colonna è
A3=(−14).
Quanti numeri hanno. Ogni colonna ha 2 numeri, tanti quante sono le righe: le colonne sono vettori di R2. Ogni riga ha 3 numeri, tanti quante sono le colonne: le righe sono vettori di R3. La scrittura R2 si legge «erre due» e indica tutti i vettori fatti di 2 numeri reali. R3 indica quelli fatti di 3 numeri reali (lezione L05).
Una matrice qualsiasi, scritta con le lettere
Quando non si vuole parlare di una matrice precisa ma di una matrice qualsiasi, al posto dei numeri si mettono delle lettere con gli indici. Le dispense scrivono così una matrice con m righe e n colonne:
A=a11⋮am1⋯⋱⋯a1n⋮amn
Come si legge. È una tabella di cui sono scritti solo i quattro angoli.
In alto a sinistra c'è a11: riga 1, colonna 1.
In alto a destra c'è a1n: riga 1, ultima colonna. L'ultima colonna è la numero n, perché le colonne sono n.
In basso a sinistra c'è am1: ultima riga, colonna 1. L'ultima riga è la numero m.
In basso a destra c'è amn: ultima riga, ultima colonna.
I puntini vogliono dire «e avanti così»: in mezzo ci sono tutte le altre caselle, che non si scrivono per non riempire la pagina.
Tutte le matrici della stessa taglia si mettono in un insieme. Un insieme è un sacchetto di oggetti (lezione L01). Questo sacchetto ha un nome:
M(m,n,K)
Come si legge. «Le matrici m per n a coefficienti in K». Un pezzo alla volta:
la M sta per «matrici»;
m e n sono la taglia: righe e colonne;
i coefficienti sono i numeri scritti nella tabella;
K dice che tipo di numeri sono. Le dispense scrivono K per dire «R oppure C», cioè i numeri reali oppure i numeri complessi. In questa lezione puoi pensare sempre ai numeri reali.
Un esempio: M(2,3,R) è l'insieme di tutte le matrici 2×3 fatte di numeri reali. La matrice A dell'esempio sta lì dentro. Con il simbolo ∈, che si legge «appartiene a», si scrive A∈M(2,3,R).
Per le matrici quadrate, che hanno n righe e n colonne, basta un numero solo: si scrive M(n,K), o ancora più corto M(n). Per esempio M(2) sono le matrici 2×2.
Una matrice con una sola colonna è un vettore colonna: un vettore scritto in verticale. Per questo le matrici con m righe e 1 colonna sono la stessa cosa dei vettori con m numeri, che si indicano con Km.
Le due operazioni che conosci già
Le dispense ricordano le due operazioni della lezione L06. Tutte e due si fanno casella per casella.
Sommare due matrici della stessa taglia. Sommi i numeri che stanno nello stesso posto.
(1324)+(05−21)=(1+03+52+(−2)4+1)=(1805)
Moltiplicare una matrice per un numero. Moltiplichi ogni casella per quel numero.
3(1324)=(3⋅13⋅33⋅23⋅4)=(39612)
Il numero davanti alla matrice si chiama scalare, cioè un numero normale come 3 o −2. Le dispense lo indicano con la lettera greca λ, che si legge «lambda».
Con le lettere, le due regole si scrivono così:
(A+B)ij=aij+bij,(λA)ij=λaij.
Come si legge. La prima: nella casella di riga i e colonna j della somma c'è il numero di A più il numero di B che stanno in quella stessa casella. La seconda: nella casella di riga i e colonna j di λA c'è il numero di A moltiplicato per λ.
Quanti numeri servono per fare una matrice
Con queste due operazioni le matrici si comportano come i vettori: si sommano e si moltiplicano per un numero, con le solite regole. Per questo le dispense ricordano che M(m,n,K) è uno spazio vettoriale (lezione L05).
Ogni spazio vettoriale ha una dimensione: quanti numeri servono per dire quale dei suoi elementi hai in mano (lezione L07). Per scegliere una matrice 2×2 servono 4 numeri, uno per casella. Infatti ogni matrice 2×2 si costruisce con quattro mattoni, ognuno con un solo 1 e il resto zeri:
(1324)=1(1000)+2(0010)+3(0100)+4(0001)
I mattoni sono 4, cioè 2 per 2. Quindi lo spazio delle matrici 2×2 ha dimensione 4.
Per una taglia qualsiasi il conto è lo stesso: le caselle sono m per n, quindi la dimensione di M(m,n,K) è mn. È l'Esercizio 7.13 delle dispense. Il mattone con l'1 nella casella di riga i e colonna j si indica con eij.
Le quattro operazioni nuove
Ecco che cosa arriva in questa lezione. La tabella ti serve come mappa: a ogni riga corrisponde una delle prossime sezioni.
Operazione
Simbolo
Quando si può fare
Che cosa viene fuori
trasposta
tA
sempre
una matrice con righe e colonne scambiate
rango
rk(A)
sempre
un numero intero
prodotto
AB
solo se le colonne di A sono tante quante le righe di B
una matrice
traccia
trA
solo se A è quadrata
un numero
Prova tu
Che taglia ha la matrice 125073? Quanto valgono a21 e a32?
Ha 3 righe e 2 colonne: è una matrice 3×2.
a21 è nella riga 2 e nella colonna 1: vale 2.
a32 è nella riga 3 e nella colonna 2: vale 3.
Nella stessa matrice, chiamala A: quali numeri contiene la riga A3? E la colonna A1?
La riga A3 è la terza riga: contiene 5 e 3.
La colonna A1 è la prima colonna: contiene 1, 2 e 5, dall'alto in basso.
Quanto fa (2013)+(141−3)? E quanto fa 2(10−14)?
La somma si fa casella per casella: 2+1=3, 1+1=2, 0+4=4, 3+(−3)=0. Il risultato è (3420).
Nel multiplo ogni casella si moltiplica per 2: 2⋅1=2, 2⋅(−1)=−2, 2⋅0=0, 2⋅4=8. Il risultato è (20−28).
Da ricordare
Una matrice è una tabella di numeri. La taglia m×n dice: m righe e n colonne. Prima le righe.
aij è il numero nella riga i e nella colonna j: primo indice la riga, secondo la colonna.
La riga numero i si scrive Ai (indice in basso), la colonna numero j si scrive Aj (indice in alto).
Somma e multiplo si fanno casella per casella.
§2
La trasposta: scambiare righe e colonne
p. 36
La stessa tabella si può scrivere in due versi.
Torna agli acquisti di Anna e Bruno. Avevamo messo le persone sulle righe e gli articoli sulle colonne.
quaderni
penne
Anna
2
3
Bruno
1
5
Nessuno vieta di fare il contrario: gli articoli sulle righe e le persone sulle colonne.
Anna
Bruno
quaderni
2
1
penne
3
5
Le informazioni sono le stesse: Anna ha sempre 2 quaderni e 3 penne. È cambiato solo il verso della tabella. Quello che prima era una riga, «Anna: 2 e 3», adesso è una colonna.
Con i soli numeri, la prima tabella e la seconda sono queste due matrici:
(2135)(2315)
La seconda matrice si chiama trasposta della prima.
L'idea
Trasporre una matrice vuol dire scambiare le righe con le colonne. La prima riga diventa la prima colonna, la seconda riga diventa la seconda colonna, e avanti così.
La trasposta di una matrice A si scrive tA, con una piccola t in alto a sinistra. Si legge «A trasposta». In altri libri trovi la lettera in alto a destra, maiuscola o minuscola: è la stessa cosa.
Un esempio passo per passo
Prendiamo una matrice che non è quadrata, così si vede meglio che cosa succede.
A=(142536)
Ha 2 righe e 3 colonne. Costruiamo la trasposta una riga alla volta.
La prima riga di A contiene 1, 2, 3. La scrivo in verticale: è la prima colonna della trasposta.
La seconda riga di A contiene 4, 5, 6. La scrivo in verticale: è la seconda colonna della trasposta.
Le righe di A sono finite, quindi la trasposta è completa.
tA=123456
Guarda che cosa è cambiato.
La taglia si è scambiata. La matrice di partenza era 2×3, la trasposta è 3×2. Le 2 righe sono diventate 2 colonne, le 3 colonne sono diventate 3 righe.
Gli indirizzi si sono scambiati. Nella matrice di partenza il 6 stava nella riga 2 e nella colonna 3. Nella trasposta sta nella riga 3 e nella colonna 2.
C'è un altro modo di vedere la stessa mossa: ribaltare la tabella attorno alla diagonale che scende dall'angolo in alto a sinistra. I numeri su quella diagonale, qui l'1 e il 5, restano dove sono. Tutti gli altri saltano dall'altra parte.
Come lo scrivono le dispense
Ecco la definizione con le parole e i simboli delle dispense.
Definizione 8.1 · Trasposta
La trasposta di una matrice A∈M(m,n,K) è la matrice
tA∈M(n,m,K)
definita scambiando righe e colonne, cioè:
(tA)ij=Aji.
Come si legge.
A∈M(m,n,K): la matrice A ha m righe e n colonne.
tA∈M(n,m,K): le due lettere si sono scambiate. La trasposta ha n righe e m colonne.
L'ultima riga è la regola degli indirizzi. A sinistra c'è il numero che la trasposta ha nella riga i e nella colonna j. A destra c'è il numero che A ha nella riga j e nella colonna i. I due indici sono scambiati.
Con i numeri dell'esempio di prima la regola degli indirizzi diventa:
(tA)32=A23=6
A parole: il numero che la trasposta ha nella riga 3 e nella colonna 2 è quello che A ha nella riga 2 e nella colonna 3, cioè 6.
Esempio 8.2 · Una matrice 3×2 e la sua trasposta
Le dispense partono da questa matrice, che ha 3 righe e 2 colonne:
A=2−15107
Questa volta costruiamo la trasposta guardando le colonne.
La prima colonna di A, letta dall'alto in basso, contiene 2,−1,5. Diventa la prima riga della trasposta.
La seconda colonna di A contiene 1,0,7. Diventa la seconda riga della trasposta.
tA=(21−1057)
A è 3×2, la sua trasposta è 2×3.
Controllo di due caselle con la regola degli indirizzi.
(tA)13 deve essere uguale ad A31. In A, nella riga 3 e colonna 1, c'è 5. In tA, nella riga 1 e colonna 3, c'è 5. Torna.
(tA)21 deve essere uguale ad A12. In A, nella riga 1 e colonna 2, c'è 1. In tA, nella riga 2 e colonna 1, c'è 1. Torna.
Nel primo esempio abbiamo trasformato le righe in colonne, nel secondo le colonne in righe. È la stessa mossa vista da due lati, e il risultato non cambia.
Prova tu
Scrivi la trasposta di (130124). Che taglia ha?
La prima riga, che contiene 1,0,2, diventa la prima colonna. La seconda riga, che contiene 3,1,4, diventa la seconda colonna.
La trasposta è 102314. La matrice di partenza era 2×3, la trasposta è 3×2.
Somme e multipli: prima o dopo è lo stesso
Se devi sommare due matrici e poi trasporre il risultato, puoi anche fare al contrario: prima trasporre e poi sommare. Vediamolo con i numeri. Prendiamo due matrici:
A=(1324)B=(0110)
Prima strada: sommo, poi traspongo.
La somma, casella per casella:
A+B=(1434)
La trasposta della somma (le righe diventano colonne):
t(A+B)=(1344)
Seconda strada: traspongo, poi sommo.
Le due trasposte:
tA=(1234)tB=(0110)
La loro somma, casella per casella:
tA+tB=(1344)
Le due strade portano alla stessa matrice. Il motivo: trasporre sposta le caselle, sommare lavora casella per casella. Spostare e poi sommare, oppure sommare e poi spostare, mette gli stessi numeri negli stessi posti.
Lo stesso succede con i multipli. Moltiplichiamo la matrice A di prima per 3, in due modi.
Prima moltiplico per 3 e poi traspongo:
3A=(39612)trasposta:(36912)
Prima traspongo e poi moltiplico per 3:
tA=(1234)per 3:(36912)
Stesso risultato. In breve: la trasposta rispetta le somme e i multipli. Dalla lezione L14 una trasformazione con questa proprietà si chiamerà lineare.
Matrici che girate restano uguali
Alcune matrici quadrate, quando le giri, restano identiche. Guarda questa:
S=145426563
La prima riga contiene 1, 4, 5. Anche la prima colonna contiene 1, 4, 5. La seconda riga contiene 4, 2, 6, e la seconda colonna pure. La terza riga contiene 5, 6, 3, e la terza colonna pure. Ogni riga è uguale alla colonna con lo stesso numero. Quindi scambiare righe e colonne non cambia niente: la trasposta di S è ancora S.
Una matrice quadrata fatta così si chiama simmetrica. La diagonale che scende da sinistra a destra fa da specchio: ogni numero sopra la diagonale ha un gemello sotto, nella casella ribaltata.
L'hai già incontrata nella lezione L06 (Definizione 6.3), scritta con gli indici: aij=aji in ogni casella. A parole: il numero di riga i e colonna j è uguale al numero di riga j e colonna i.
Esiste anche il caso «a specchio, ma con il segno cambiato»:
N=0−2120−3−130
Qui ogni numero ha, dall'altra parte della diagonale, il suo opposto. Una matrice quadrata fatta così si chiama antisimmetrica. Con gli indici: aij=−aji in ogni casella. Se la giri, ottieni la stessa matrice con tutti i segni cambiati.
Esempio · Una simmetrica e un'antisimmetrica
La matrice S è simmetrica. Controllo le tre coppie di caselle fuori dalla diagonale.
Casella sopra la diagonale
Numero
Casella ribaltata
Numero
riga 1, colonna 2
4
riga 2, colonna 1
4
riga 1, colonna 3
5
riga 3, colonna 1
5
riga 2, colonna 3
6
riga 3, colonna 2
6
I numeri sono uguali a coppie, quindi tS=S.
La matrice N è antisimmetrica. Stesso controllo.
Casella sopra la diagonale
Numero
Casella ribaltata
Numero
riga 1, colonna 2
2
riga 2, colonna 1
−2
riga 1, colonna 3
−1
riga 3, colonna 1
1
riga 2, colonna 3
3
riga 3, colonna 2
−3
I numeri sono opposti a coppie, quindi tN=−N. La scrittura −N indica la matrice N con tutti i segni cambiati.
La diagonale di N è fatta di zeri, e non è un caso. Una casella sulla diagonale, ribaltata, resta sé stessa. Quindi il suo numero deve essere uguale al proprio opposto. L'unico numero uguale al proprio opposto è lo 0. Con gli indici: da aii=−aii viene 2aii=0, cioè aii=0.
Le proprietà, come le scrivono le dispense
Tutto quello che abbiamo visto sta in tre righe delle dispense.
Proposizione · Proprietà della trasposta (p. 36)
t(A+B)=tA+tB, t(λA)=λ(tA).
Se A∈M(n), allora anche tA∈M(n).
A∈M(n) è simmetrica ⟺tA=A; A∈M(n) è antisimmetrica ⟺tA=−A.
Come si legge.
Prima riga. La trasposta di una somma è la somma delle trasposte. La trasposta di un multiplo è il multiplo della trasposta. La lettera λ («lambda») sta per un numero qualsiasi.
Seconda riga.A∈M(n) vuol dire che A è quadrata, con n righe e n colonne. La riga dice che anche la sua trasposta è quadrata, della stessa taglia. In più i numeri sulla diagonale non si muovono: la loro casella, ribaltata, è la stessa casella.
Terza riga. Il simbolo ⟺ si legge «se e solo se», cioè «esattamente quando». Una matrice quadrata è simmetrica esattamente quando è uguale alla sua trasposta. È antisimmetrica esattamente quando la sua trasposta è la matrice con tutti i segni cambiati.
La terza riga è quella che serve di più. Per controllare se una matrice è simmetrica non devi ricordare formule: la giri e guardi se è rimasta uguale.
Oltre le dispense · altre tre proprietà utili
Girare due volte. Se trasponi due volte torni alla matrice di partenza: le righe diventano colonne e poi di nuovo righe. Con i simboli: t(tA)=A.
La differenza tra la trasposta e la matrice. Per una matrice quadrata, tA−A è la matrice nulla esattamente quando A è simmetrica. Per questo alcuni problemi d'esame chiedono di calcolarla (la trovi in «Verso l'esame»). In più tA−A è sempre antisimmetrica.
Ogni matrice quadrata è la somma di una simmetrica e di un'antisimmetrica (Martelli, Esempio 2.3.33). La formula è questa:
A=simmetrica2A+tA+antisimmetrica2A−tA.
Proviamo con una matrice 2×2 e la sua trasposta:
A=(1423)tA=(1243)
Primo pezzo: sommo le due matrici e divido ogni casella per 2.
A+tA=(2666)2A+tA=(1333)
Secondo pezzo: sottraggo e divido ogni casella per 2.
A−tA=(02−20)2A−tA=(01−10)
Il primo pezzo è una matrice simmetrica, il secondo è antisimmetrica. Sommati ridanno la matrice di partenza:
(1333)+(01−10)=(1423)
L'esercizio 5 rifà lo stesso conto con una matrice 3×3.
Vettori scritti in riga: la piccola t
Un vettore colonna occupa tanto spazio sulla pagina: tre numeri, tre righe di testo. Per risparmiare spazio lo si scrive in riga, con una piccola t davanti:
t(1,2,3)=123
La t è quella della trasposta. Dice: «prendi questa riga e girala», cioè mettila in verticale.
Negli appelli questa scrittura è dappertutto. Trovi per esempio «v1=t(1,0,−1)». Vuol dire sempre la stessa cosa: il vettore colonna con quei numeri, letti dall'alto in basso.
Prova tu
La matrice (1225) è simmetrica? E la matrice (1321)?
La prima sì. Fuori dalla diagonale ci sono due caselle, una il ribaltamento dell'altra, e contengono tutte e due 2.
La seconda no. Nella riga 1 e colonna 2 c'è 2, nella riga 2 e colonna 1 c'è 3. Sono diversi.
Una matrice ha taglia 2×4. Che taglia ha la sua trasposta?
4×2. Le 2 righe diventano 2 colonne, le 4 colonne diventano 4 righe.
Scrivi in verticale il vettore t(7,−2,0).
È il vettore colonna 7−20: il primo numero in alto, l'ultimo in basso.
Da ricordare
La traspostatA si ottiene scambiando righe e colonne. Una matrice m×n diventa n×m.
La regola degli indirizzi: (tA)ij=Aji.
Una matrice quadrata è simmetrica se tA=A, antisimmetrica se tA=−A.
t(1,2,3) è un vettore colonna scritto in riga per risparmiare spazio.
§3
Il rango: quante colonne contano davvero
p. 37
Una tabella può essere grande e dire poco.
Guarda il listino di una cartoleria che vende quaderni e penne in tre confezioni.
quaderni
penne
confezione piccola
1
2
confezione media
2
4
confezione grande
3
6
Le righe sono tre, ma la seconda e la terza non dicono niente di nuovo. La confezione media è fatta di due confezioni piccole. La confezione grande è fatta di tre confezioni piccole. Chi conosce la prima riga può ricostruire le altre due.
Adesso guarda le colonne. In ogni confezione le penne sono il doppio dei quaderni. Quindi la colonna delle penne è la colonna dei quaderni moltiplicata per 2. Anche qui: chi conosce la prima colonna può ricostruire la seconda.
In questa tabella c'è un solo pezzo di informazione, sia guardando le righe sia guardando le colonne. Il numero che conta i pezzi di informazione di una matrice si chiama rango. Il rango di questa tabella è 1.
L'idea
Il rango di una matrice è il numero di colonne che dicono davvero qualcosa di nuovo: quelle che non si possono ottenere mescolando le altre. Se al posto delle colonne conti le righe, viene lo stesso numero.
Il rango serve in quasi tutto il resto del corso. Nelle lezioni L11 e L12 dice quante soluzioni ha un sistema di equazioni. Nella lezione L14 dice quanto «spazio» riesce a produrre una macchina che trasforma vettori. All'esame c'è quasi sempre una domanda che chiede il rango di una matrice.
Per dire in modo preciso che cosa vuol dire «mescolare» e «qualcosa di nuovo» servono quattro parole delle lezioni precedenti.
Ripasso · quattro parole delle lezioni L06 e L07
Combinazione lineare (lezione L06). È una ricetta: prendi dei vettori, moltiplichi ognuno per un numero e sommi i risultati. Per esempio «2 parti del primo vettore più 3 parti del secondo»:
2⋅(1,0)+3⋅(0,1)=(2,0)+(0,3)=(2,3)
Span (lezione L06). Lo Span di alcuni vettori è l'insieme di tutto quello che si ottiene con le loro ricette. Lo Span di un solo vettore, che non sia fatto di soli zeri, contiene tutti i suoi multipli: è una retta. Lo Span di due vettori che non stanno sulla stessa retta è un piano.
Dipendenti e indipendenti (lezione L07). Dei vettori sono dipendenti quando almeno uno è un doppione: si ottiene con una ricetta fatta con gli altri. Sono indipendenti quando nessuno è un doppione. Per due vettori il controllo è rapido: sono dipendenti esattamente quando uno è un multiplo dell'altro.
Dimensione (lezione L07). È il numero di vettori indipendenti che servono per ottenere tutto uno spazio. Una retta ha dimensione 1, un piano ha dimensione 2, lo spazio in cui viviamo ha dimensione 3.
Un esempio da guardare in figura
Prendiamo questa matrice:
A=(2142−2−1)
Le colonne sono tre. Ognuna ha 2 numeri, quindi è un vettore di R2: una freccia disegnata sul piano, che parte dall'origine.
Colonna
Vettore
Confronto con la prima colonna
A1
(2,1)
A2
(4,2)
è la prima moltiplicata per 2
A3
(−2,−1)
è la prima moltiplicata per −1
Guarda la figura. Le tre frecce stanno tutte sulla stessa retta, quella tratteggiata. La seconda colonna è la prima allungata del doppio. La terza è la prima girata dalla parte opposta.
−2−11234−112xyA2A1A3
Le tre colonne di A stanno sulla stessa retta: lo spazio che generano ha dimensione 1
Che cosa si ottiene con le ricette fatte con queste tre colonne? Solo multipli della prima, cioè punti di quella retta. Lo Span delle tre colonne è la retta tratteggiata. Una retta ha dimensione 1. Quindi il rango di A è 1: tre colonne, ma un solo pezzo di informazione.
Per confronto, guarda una matrice con due colonne che non stanno sulla stessa retta:
B=(21−12)
−2−11234−112xyB1B2
Le due colonne di B puntano in direzioni diverse: insieme riempiono tutto il piano
Qui nessuna delle due colonne è un multiplo dell'altra. Con le ricette fatte con queste due frecce si raggiunge ogni punto del piano. Lo Span delle colonne è tutto il piano, che ha dimensione 2. Quindi il rango di B è 2.
Come lo scrivono le dispense
Le dispense dicono la stessa cosa con i simboli.
Definizione 8.3 · Rango
Sia A una matrice m×n a coefficienti in K, con colonne A1,…,An; ciascun Ai è un vettore in Km. Il rango di A (o rango per colonne di A) è la dimensione dello spazio
Span(A1,…,An)⊂Km.
Viene comunemente indicato con rk(A).
Come si legge.
A1,…,An è l'elenco delle colonne. La prima si chiama A1, l'ultima An, e sono n in tutto. I numeri in alto sono indici, non potenze.
«Ciascun Ai è un vettore in Km»: ogni colonna ha m numeri, uno per ogni riga della matrice.
Span(A1,…,An) è l'insieme di tutto quello che si ottiene mescolando le colonne con delle ricette.
Il simbolo ⊂ si legge «è contenuto in». Lo Span delle colonne è un pezzo di Km: può essere una retta, un piano, oppure tutto.
rk(A) si legge «rango di A». Le due lettere vengono dall'inglese rank.
Tutta insieme: il rango è la dimensione dello spazio che le colonne riescono a riempire. Nel primo esempio le colonne riempiono solo una retta, e il rango è 1. Nel secondo riempiono tutto il piano, e il rango è 2.
Un altro modo di dirlo: contare le colonne indipendenti
Torna alla matrice A con le tre colonne sulla stessa retta. Quante colonne indipendenti riesci a scegliere, al massimo? Una sola: appena ne prendi due, una è un multiplo dell'altra. E il rango era proprio 1.
Nella matrice B le due colonne sono indipendenti, e il rango era 2. Non è un caso.
Proposizione 8.4
Il rango di A è il massimo numero di colonne linearmente indipendenti di A.
Come si legge. «Linearmente indipendenti» è il nome completo di «indipendenti»: nessuna colonna è un doppione delle altre. Guarda tutti i gruppi di colonne indipendenti che puoi scegliere, e prendi il gruppo più numeroso. Il numero delle sue colonne è il rango.
Il perché, a parole. Se tra le colonne c'è un doppione, puoi toglierlo senza perdere niente: tutto quello che si otteneva usandolo si ottiene anche con le altre colonne. Togli un doppione alla volta. Quando non ce ne sono più, le colonne rimaste sono indipendenti e riempiono ancora lo stesso spazio di prima. Il loro numero è la dimensione di quello spazio, cioè il rango.
Dimostrazione · della Proposizione 8.4
Le dispense la ricavano «con un'osservazione della lezione 7». Ecco i passi.
Chiamiamo W lo Span delle colonne. Le colonne generanoW: ogni vettore di W è una loro combinazione lineare, per come è fatto lo Span.
Se le colonne sono dipendenti, una di loro è combinazione lineare delle altre (Proposizione 7.2). La togliamo. Lo Span non cambia: ogni ricetta che usava quella colonna si riscrive usando le altre.
Ripetiamo il passo 2 finché le colonne rimaste sono indipendenti.
Le colonne rimaste sono indipendenti e generano W. Quindi sono una base di W (lezione L07), e il loro numero è la dimensione di W, cioè rk(A).
Un gruppo di colonne indipendenti più numeroso non esiste: in uno spazio di dimensione d, più di d vettori sono sempre dipendenti (Martelli, §2.3).
Quindi il massimo numero di colonne indipendenti è proprio la dimensione di W. Martelli chiama questa procedura algoritmo di estrazione di una base da un insieme di generatori.
Le righe al posto delle colonne
Tutto quello che abbiamo fatto con le colonne si può rifare con le righe. Torna alla matrice A di prima:
A=(2142−2−1)
Le righe sono due. La prima è il doppio della seconda: 2⋅1=2, poi 2⋅2=4, poi 2⋅(−1)=−2. Quindi anche tra le righe c'è un solo pezzo di informazione.
Definizione 8.5 · Rango per righe
Definiamo il rango per righe di A come la dimensione dello spazio generato dalle righe
Span(A1,…,Am)⊂Kn.
In altre parole, il rango per righe di A è il rango della trasposta tA.
Come si legge.
A1,…,Am è l'elenco delle righe. Sono m e hanno l'indice in basso.
Ogni riga ha n numeri, uno per ogni colonna. Per questo lo Span delle righe è contenuto in Kn.
«In altre parole»: le righe di una matrice sono le colonne della sua trasposta. Quindi contare le righe indipendenti di A è come contare le colonne indipendenti di tA.
A prima vista le righe e le colonne non hanno motivo di dare lo stesso numero. In una matrice 2×5 le colonne sono cinque vettori con 2 numeri. Le righe sono due vettori con 5 numeri. Sono oggetti diversi, che stanno in posti diversi. Eppure il conteggio viene sempre uguale.
Proposizione 8.6
Per ogni matrice A il rango per righe è uguale al rango per colonne. Vale allora rk(tA)=rk(A).
Come si legge. Conta le righe indipendenti oppure le colonne indipendenti: viene lo stesso numero. La formula dice la stessa cosa usando la trasposta: una matrice e la sua trasposta hanno lo stesso rango. In pratica, quando devi calcolare un rango puoi guardare le righe oppure le colonne, come ti è più comodo.
Esempio · Righe e colonne di una matrice 2×5
C=(1224011035)
Le righe. Sono due: C1=(1,2,0,1,3) e C2=(2,4,1,0,5). Sono una il multiplo dell'altra? Guardo il terzo posto: la prima riga ha 0, la seconda ha 1.
La seconda riga non è un multiplo della prima: qualunque numero moltiplicato per 0 dà 0, mai 1.
La prima riga non è un multiplo della seconda: per ottenere 0 da 1 dovrei moltiplicare per 0, ma allora tutta la riga diventerebbe zero.
Le due righe sono indipendenti. Il rango per righe è 2.
Le colonne. Sono cinque vettori con 2 numeri, cioè cinque frecce nel piano. Non possono essere indipendenti tutte e cinque: il piano ha dimensione 2, e lì più di due vettori sono sempre dipendenti. Ma due colonne indipendenti ci sono. Prendo la prima, che contiene 1 e 2, e la terza, che contiene 0 e 1. Guardo il numero in alto: 1 nella prima, 0 nella terza. Per lo stesso motivo di prima, nessuna delle due è un multiplo dell'altra. Il rango per colonne è 2.
I due ranghi coincidono, come dice la Proposizione 8.6.
Un tetto per il rango
C'è una conseguenza che non ha bisogno di conti. Il rango conta colonne indipendenti: non possono essere più delle colonne che ci sono. Conta anche righe indipendenti: non possono essere più delle righe che ci sono. Quindi il rango non supera né il numero delle righe né quello delle colonne. Per una matrice con m righe e n colonne si scrive così:
rk(A)≤min(m,n)
Come si legge. Il simbolo ≤ si legge «minore o uguale». La scrittura min(m,n) si legge «il minimo tra m e n»: è il più piccolo dei due numeri. Tutta insieme: il rango è al massimo il più piccolo tra il numero delle righe e il numero delle colonne.
Due esempi. Una matrice 3×5 ha rango al massimo 3. Una matrice 4×2 ha rango al massimo 2.
Oltre le dispense · perché righe e colonne danno lo stesso rango
Le dispense non lo dimostrano in questa lezione. Il libro di Martelli (Proposizione 3.2.20) usa le mosse di Gauss, che vedrai nelle lezioni L11 e L12. Sono tre modi di cambiare le righe di una matrice che lasciano uguali sia il rango per righe sia il rango per colonne. Con queste mosse si arriva a una matrice «a scalini». Lì i due ranghi si leggono a occhio e sono uguali: tutti e due valgono il numero dei pivot, cioè dei primi numeri diversi da zero di ogni riga.
Da qui viene anche il metodo pratico che userai all'esame: il rango è il numero di righe non nulle di una riduzione a scalini.
Calcolare il rango a mano
Per le matrici piccole, come quelle del quiz, spesso basta guardare bene.
Metodo · Il rango senza mosse di Gauss
Guarda se la matrice è fatta di soli zeri. Se sì, il rango è 0. Se c'è almeno un numero diverso da zero, il rango è almeno 1.
Scrivi il tetto: il rango non supera il più piccolo tra il numero delle righe e quello delle colonne.
Scegli se guardare le righe o le colonne. Il rango è lo stesso: prendi le più comode.
Cerca i doppioni: una riga di soli zeri, due righe uguali, una riga multipla di un'altra, una riga che è la somma di altre. Toglili: il rango non cambia.
Controlla che le righe rimaste siano indipendenti. Se sono due, basta che non siano una il multiplo dell'altra. Se sono tre o più, serve il controllo della lezione L07.
Conta le righe rimaste: è il rango.
Esempio · Quattro ranghi
Prima matrice.
I3=100010001
Le colonne sono i tre vettori e1, e2, e3: ognuno ha un solo 1 e due zeri. Sono indipendenti (lezione L07, Esempio 7.5): nessuno si ottiene dagli altri due, perché ha un 1 proprio dove gli altri due hanno 0. Il rango è 3.
Seconda matrice.
(1324)
La prima colonna contiene 1 e 3, la seconda contiene 2 e 4. La seconda è un multiplo della prima? In alto, per passare da 1 a 2 devo moltiplicare per 2. Ma allora in basso verrebbe 3⋅2=6, e invece c'è 4. Non sono multiple, quindi sono indipendenti. Il rango è 2.
Terza matrice.
101011112
La terza colonna è la somma delle prime due:
101+011=1+00+11+1=112
Quindi è un doppione, e la tolgo. Le prime due colonne non sono una il multiplo dell'altra: in alto la prima ha 1 e la seconda ha 0, nel mezzo la prima ha 0 e la seconda ha 1. Restano 2 colonne indipendenti. Il rango è 2.
Quarta matrice.
147258369
Qui conviene guardare le righe. La terza riga si ottiene dalle prime due: è due volte la seconda, meno la prima.
primo numero
secondo numero
terzo numero
2 volte la riga 2
2⋅4=8
2⋅5=10
2⋅6=12
riga 1
1
2
3
differenza
8−1=7
10−2=8
12−3=9
Viene (7,8,9), che è proprio la terza riga: è un doppione, e la tolgo. Le prime due righe non sono una il multiplo dell'altra: per passare da 1 a 4 devo moltiplicare per 4, ma allora al secondo posto verrebbe 2⋅4=8, e invece c'è 5. Restano 2 righe indipendenti. Il rango è 2.
Nello strumento qui sotto trovi la quarta matrice. Premi «Calcola». Lo strumento la trasforma con le mosse di Gauss, che vedrai nelle lezioni L10 e L11, e conta le righe che alla fine non sono fatte di soli zeri. Poi prova a scrivere altre matrici. Con 1 0 0; 0 1 0; 0 0 1 deve venire rango 3. Con 1 2; 2 4 deve venire rango 1.
Il rango di una matrice, con i passaggi
Caricamento dello strumento interattivo…
Trappola · Tre errori tipici sul rango
Il rango non è il numero delle righe. E non è nemmeno il numero delle righe che contengono qualche numero diverso da zero. La quarta matrice dell'esempio ha tre righe piene di numeri, ma il suo rango è 2.
Il rango non supera mai il più piccolo tra il numero delle righe e quello delle colonne. Una matrice 2×5 non può avere rango 5.
Il controllo «non sono multipli» basta solo per due vettori. Tre vettori possono essere dipendenti anche se, presi a due a due, non sono multipli (lezione L07, Esempio 7.4). Succede nella terza e nella quarta matrice dell'esempio: non fermarti ai controlli a coppie.
Prova tu
Qual è il rango di (1236)?
La seconda colonna è la prima moltiplicata per 3: 3⋅1=3 e 3⋅2=6. È un doppione. Resta una colonna sola, che non è fatta di zeri. Il rango è 1.
Qual è il rango di (121200)?
Guardo le righe: la seconda è il doppio della prima. Resta una riga sola. Il rango è 1.
Con le colonne viene lo stesso numero: la seconda colonna è uguale alla prima, e la terza è fatta di zeri.
Una matrice ha 4 righe e 3 colonne. Può avere rango 4?
No. Il rango è al massimo il più piccolo tra 4 e 3, cioè 3.
Qual è il rango di 101213314?
La terza riga è la somma delle prime due: 1+0=1, poi 2+1=3, poi 3+1=4. È un doppione. Le prime due righe non sono una il multiplo dell'altra: la prima comincia con 1, la seconda con 0. Il rango è 2.
Da ricordare
Il rangork(A) è il massimo numero di colonne indipendenti. È la dimensione dello spazio che le colonne riempiono.
Con le righe viene lo stesso numero: rk(tA)=rk(A).
Il rango è al massimo il più piccolo tra il numero delle righe e quello delle colonne.
In pratica: togli i doppioni e conta quello che resta.
§4
Il prodotto riga per colonna
pp. 37–38
Moltiplicare due matrici è come fare il conto della spesa.
È l'operazione più importante della lezione, e quella che all'esame compare più spesso. Non si fa casella per casella, come la somma. Si fa incrociando le righe della prima matrice con le colonne della seconda.
Ripasso · una somma di prodotti
Un conto come 2⋅4+3⋅1 è una somma di prodotti. Il puntino ⋅ è il segno «per». Si fanno prima le moltiplicazioni e poi la somma:
2⋅4+3⋅1=8+3=11
Con i numeri negativi valgono le regole dei segni: più per meno fa meno, meno per meno fa più. Un numero negativo dopo il puntino si scrive tra parentesi. Due esempi:
1⋅(−1)+2⋅3=−1+6=5(−1)⋅(−1)+1⋅3=1+3=4
Un conto solo: una riga per una colonna
Anna compra 2 quaderni e 3 penne. Nel negozio X un quaderno costa 4 euro e una penna costa 1 euro. Quanto spende Anna?
Per i quaderni: 2 quaderni da 4 euro, cioè 2⋅4=8 euro.
Per le penne: 3 penne da 1 euro, cioè 3⋅1=3 euro.
In tutto: 8+3=11 euro.
Ora scrivi le quantità in riga e i prezzi in colonna. Il conto di prima diventa:
(23)(41)=2⋅4+3⋅1=11
Questa è la mossa di base: una riga per una colonna. Moltiplichi il primo numero della riga per il primo della colonna, il secondo per il secondo, e poi sommi tutto. Il risultato è un numero solo.
Perché il conto si possa fare, la riga e la colonna devono contenere lo stesso numero di numeri: a ogni quantità deve corrispondere il suo prezzo.
Tutti i conti insieme: una matrice per una matrice
Adesso le persone sono due e i negozi sono due.
La tabella degli acquisti: ogni riga è una persona, ogni colonna è un articolo.
quaderni
penne
Anna
2
3
Bruno
1
5
La tabella dei prezzi: ogni riga è un articolo, ogni colonna è un negozio.
negozio X
negozio Y
quaderno
4
3
penna
1
2
Quanto spende ciascuno in ciascun negozio? Sono quattro conti. Ogni conto è una riga degli acquisti (una persona) per una colonna dei prezzi (un negozio).
negozio X
negozio Y
Anna
2⋅4+3⋅1=11
2⋅3+3⋅2=12
Bruno
1⋅4+5⋅1=9
1⋅3+5⋅2=13
Con le matrici si scrive così:
(2135)(4132)=(1191213)
La matrice a destra dell'uguale è il prodotto delle due matrici a sinistra. Le due matrici si scrivono una accanto all'altra, senza nessun segno in mezzo.
Guarda dove finisce ogni risultato. Il 12 sta nella riga 1 e nella colonna 2 del prodotto. Viene dalla riga 1 degli acquisti (Anna) e dalla colonna 2 dei prezzi (il negozio Y). Funziona così per ogni casella.
L'idea
Per riempire la casella di riga i e colonna j del prodotto: prendi la riga i della prima matrice e la colonna j della seconda, e fai «riga per colonna».
Quando si può fare, e di che taglia viene
Guarda le etichette delle tre tabelle.
Tabella
Sulle righe
Sulle colonne
acquisti
le persone
gli articoli
prezzi
gli articoli
i negozi
spesa
le persone
i negozi
Il prodotto si può fare perché le colonne della prima tabella e le righe della seconda parlano delle stesse cose: gli articoli. Se Anna e Bruno comprassero anche le gomme, la tabella degli acquisti avrebbe 3 colonne. Allora alla tabella dei prezzi servirebbero 3 righe, una per articolo. Altrimenti a qualche quantità mancherebbe il prezzo.
Il risultato prende le righe dalla prima tabella (le persone) e le colonne dalla seconda (i negozi). Gli articoli, che stavano in mezzo, non compaiono più.
Con le taglie la regola diventa questa. Scrivi le due taglie una accanto all'altra, per esempio:
(2×3)⋅(3×4)
I due numeri interni, quelli vicini al puntino, devono essere uguali. Qui sono 3 e 3: il prodotto si può fare.
I due numeri esterni danno la taglia del risultato. Qui sono 2 e 4: il prodotto è una matrice 2×4.
Se i due numeri interni sono diversi, il prodotto non esiste.
Prima matrice
Seconda matrice
Numeri interni
Si può fare?
Taglia del prodotto
2×2
2×2
2 e 2
sì
2×2
3×2
2×4
2 e 2
sì
3×4
2×4
3×2
4 e 3
no
2×3
3×1
3 e 3
sì
2×1
Come lo scrivono le dispense
Le dispense mettono tutto questo in una definizione sola: quando il prodotto si può fare, che taglia ha e come si calcola ogni casella.
Definizione 8.7 · Prodotto riga per colonna
Se A è una matrice m×n e B è una matrice n×p, il prodotto AB è una nuova matrice m×p definita nel modo seguente: l'elemento (AB)ij della nuova matrice AB è
(AB)ij=k=1∑nAikBkj=Ai1B1j+⋯+AinBnj.
Questo tipo di prodotto fra matrici si chiama prodotto riga per colonna perché l'elemento (AB)ij si ottiene facendo un opportuno prodotto fra la riga i-esima Ai di A e la colonna j-esima Bj di B.
Come si legge.
Le taglie. La prima matrice ha m righe e n colonne. La seconda ha n righe e p colonne. La lettera n compare due volte: sono i due numeri interni, che devono essere uguali. Il prodotto ha m righe e p colonne, cioè i due numeri esterni.
AB si legge «A per B».
(AB)ij è il numero che il prodotto ha nella riga i e nella colonna j. Le dispense lo chiamano elemento: è un altro nome per il numero che sta in una casella.
Il simbolo ∑ è una sigma maiuscola, la S dell'alfabeto greco. Si legge «somma». Sotto c'è scritto da dove parte il contatore k, sopra dove arriva. Qui il contatore parte da 1 e arriva a n: scrivi il pezzo che segue con k=1, poi con k=2, e avanti fino a n. Poi sommi tutto.
AikBkj è un prodotto di due numeri: il numero di posto k nella riga i di A, per il numero di posto k nella colonna j di B.
Dopo il secondo uguale c'è la stessa somma scritta per esteso: il primo della riga per il primo della colonna, più il secondo per il secondo, e avanti fino all'ultimo.
«Riga i-esima» vuol dire «la riga numero i». La scrittura «-esima» è quella di «terza», «quarta», «quinta», con una lettera al posto del numero.
Proviamo la formula sulla spesa. La casella di riga 1 e colonna 2 del prodotto è:
(AB)12=A11B12+A12B22=2⋅3+3⋅2=12
Il contatore k fa solo due passi, perché la riga ha due numeri. È lo stesso conto di Anna nel negozio Y.
Lo schema qui sotto mostra dove va a finire un risultato. I puntini stanno al posto dei numeri che in quel momento non servono.
⋅a⋅⋅b⋅(⋅⋅xy⋅⋅)=⋅⋅⋅⋅ax+by⋅⋅⋅⋅
La riga 2 della prima matrice per la colonna 2 della seconda dà un numero. Quel numero va nella casella di riga 2 e colonna 2 del prodotto: stessa riga della riga usata, stessa colonna della colonna usata.
Esempio 8.8 · Una 3×2 per una 2×4
A=1−10213,B=(−13200310)
Si può fare?A è 3×2 e B è 2×4. I numeri interni sono 2 e 2: il prodotto AB esiste. I numeri esterni sono 3 e 4: il prodotto è una matrice 3×4, con dodici caselle da riempire.
Che cosa serve. Le righe di A sono (1,2), (−1,1) e (0,3). Le colonne di B, lette dall'alto in basso, contengono −1 e 3, poi 2 e 0, poi 0 e 3, poi 1 e 0.
I dodici conti. In ogni casella: la riga di A scritta a sinistra per la colonna di B scritta in alto.
Possiamo fare il prodotto AB perché il numero di colonne di A è pari al numero di righe di B. Viceversa, non possiamo fare il prodotto BA: il numero di colonne di B è 4, mentre il numero di righe di A è 3.
Nello strumento qui sotto ci sono le due matrici dell'Esempio 8.8. Premi «Calcola» e confronta i dodici conti con la tabella. Poi scambia le due matrici: scrivi la seconda nel primo riquadro e la prima nel secondo. Lo strumento ti avvisa che il prodotto non si può fare.
Il prodotto riga per colonna, un elemento alla volta
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
Calcola la riga per colonna (123)201.
Primo per primo, secondo per secondo, terzo per terzo, poi sommo: 1⋅2+2⋅0+3⋅1=2+0+3=5.
A è una matrice 3×2 e B è una matrice 2×5. Si può fare AB? Di che taglia viene? E BA?
Per AB scrivo (3×2)⋅(2×5). I numeri interni sono 2 e 2: si può fare. I numeri esterni sono 3 e 5: viene una matrice 3×5.
Per BA scrivo (2×5)⋅(3×2). I numeri interni sono 5 e 3: sono diversi, quindi BA non esiste.
Calcola (1324)(1201).
Riga 1 per colonna 1: 1⋅1+2⋅2=5.
Riga 1 per colonna 2: 1⋅0+2⋅1=2.
Riga 2 per colonna 1: 3⋅1+4⋅2=11.
Riga 2 per colonna 2: 3⋅0+4⋅1=4.
Il prodotto è (51124).
Una matrice per un vettore
C'è un caso speciale che userai moltissimo: la seconda matrice ha una sola colonna. Cioè è un vettore colonna.
Le taglie dicono subito che cosa viene fuori. Una matrice 3×2 per un vettore con 2 numeri è (3×2)⋅(2×1). I numeri interni sono uguali, e il risultato è 3×1: un vettore colonna con 3 numeri. In breve: matrice per vettore dà un vettore.
Esempio 8.9 · Matrice per vettore
Se A è una matrice m×n e x è una matrice n×1, cioè un vettore colonna x∈Kn, allora il prodotto Ax è una matrice m×1, cioè un vettore colonna in Km. Ad esempio:
La matrice ha 3 righe, quindi il risultato ha 3 numeri. Il vettore di partenza ne aveva 2.
Oltre le dispense · una matrice per un vettore è una ricetta fatta con le colonne
Guarda di nuovo l'Esempio 8.9, questa volta per colonne. Prendi 1 volta la prima colonna della matrice e −1 volte la seconda:
1⋅1−10+(−1)⋅213=1−2−1−10−3=−1−2−3.
Viene lo stesso vettore di prima. Succede sempre: il prodotto di una matrice per un vettore è la combinazione lineare delle colonne della matrice, e le quantità della ricetta sono i numeri del vettore. Con le lettere:
Ax=x1A1+x2A2+⋯+xnAn.
Qui x1,…,xn sono i numeri del vettore x, e A1,…,An sono le colonne di A.
Questo spiega due cose. La prima riguarda il rango: i vettori che si possono ottenere come Ax sono tutte le ricette fatte con le colonne, cioè lo Span delle colonne. Il rango è la dimensione di questo Span.
La seconda riguarda i sistemi di equazioni. Prendi il sistema
{2x+3y=5x−y=1
Si scrive in una riga sola con un prodotto:
(213−1)(xy)=(51).
Infatti la riga 1 della matrice per il vettore dà 2x+3y, e la riga 2 dà x−y: sono i lati sinistri delle due equazioni. In breve si scrive Ax=b (Martelli, §3.4.2). Dalla lezione L11 i sistemi si scrivono così. È il motivo per cui il prodotto riga per colonna, che a prima vista sembra strano, è quello giusto.
Prova tu
Calcola (1324)(11).
Riga 1 per il vettore: 1⋅1+2⋅1=3.
Riga 2 per il vettore: 3⋅1+4⋅1=7.
Il risultato è il vettore colonna (37).
Da ricordare
Riga per colonna: primo per primo, secondo per secondo, poi si somma tutto.
La casella di riga i e colonna j del prodotto è la riga i della prima matrice per la colonna j della seconda.
Taglie: (m×n)⋅(n×p) dà m×p. I numeri interni devono essere uguali, quelli esterni danno la taglia.
Una matrice per un vettore dà un vettore.
§5
Nel prodotto l'ordine conta
pp. 38–39
Con i numeri l'ordine di una moltiplicazione non conta: tre per cinque e cinque per tre fanno tutti e due quindici. Con le matrici non è più così.
La proprietà «l'ordine non conta» si chiama commutativa (lezione L01). Il prodotto di matrici non è commutativo. È il tranello più usato nei quiz d'esame, quindi vale la pena di guardarlo bene.
Prendi due matrici A e B. Il prodotto con A a sinistra si scrive AB. Quello con B a sinistra si scrive BA. Quando scambi le due matrici possono succedere tre cose.
Primo caso: uno dei due prodotti non esiste. È quello che succede nell'Esempio 8.8. Lì A è 3×2 e B è 2×4, e AB si può fare. Per BA le taglie sono (2×4)⋅(3×2): i numeri interni sono 4 e 3, quindi il prodotto non esiste.
Secondo caso: esistono tutti e due, ma hanno taglie diverse. Se A è 3×2 e B è 2×3, allora AB è una matrice 3×3 e BA è una matrice 2×2. Due matrici di taglia diversa non possono essere uguali. È l'Esercizio 8.15 delle dispense, che qui trovi come esercizio 6.
Terzo caso: stessa taglia, numeri diversi. Se A e B sono quadrate della stessa taglia, i due prodotti esistono e hanno la stessa taglia. Ma di solito contengono numeri diversi.
Proviamo con le due tabelle della spesa. Con gli acquisti a sinistra e i prezzi a destra avevamo trovato:
(2135)(4132)=(1191213)
Adesso mettiamo i prezzi a sinistra e gli acquisti a destra:
È un'altra matrice. Del resto questo secondo conto, per la spesa, non ha nemmeno un significato: incrocia i negozi con le persone al posto degli articoli.
Le dispense fanno un esempio ancora più piccolo, con matrici quasi vuote.
Esempio 8.10 · AB=BA
Le dispense prendono queste due matrici 2×2:
A=(1000)B=(0010)
I due prodotti esistono tutti e due, perché le matrici sono quadrate e della stessa taglia.
Il prodotto AB. Le righe di A per le colonne di B.
colonna 1 di B
colonna 2 di B
riga 1 di A
1⋅0+0⋅0=0
1⋅1+0⋅0=1
riga 2 di A
0⋅0+0⋅0=0
0⋅1+0⋅0=0
Il prodotto BA. Le righe di B per le colonne di A.
colonna 1 di A
colonna 2 di A
riga 1 di B
0⋅1+1⋅0=0
0⋅0+1⋅0=0
riga 2 di B
0⋅1+0⋅0=0
0⋅0+0⋅0=0
Il confronto.
AB=(0010)=B,BA=(0000)=0,
quindi AB=BA. Il simbolo = si legge «diverso da». Lo 0 dopo l'ultimo uguale è la matrice nulla, quella fatta di soli zeri.
L'esempio mostra anche altre due cose che con i numeri non succedono mai.
Ripasso · due regole dei numeri che qui si perdono
Se un prodotto di due numeri fa zero, almeno uno dei due è zero. Per esempio da 3⋅x=0 si ricava che x è 0.
Si può dividere. Se a⋅b=b e b non è zero, dividendo tutti e due i lati per b si ricava che a è 1.
Trappola · Con le matrici non si «semplifica»
Un prodotto può essere nullo anche se nessun fattore lo è. Nell'Esempio 8.10 BA è la matrice nulla. Ma né A né B sono la matrice nulla: tutte e due contengono un 1.
Non si può «dividere» per una matrice. Nell'esempio AB=B. Con i numeri si dividerebbe per B e si concluderebbe che A «vale 1». Qui no: A non è la matrice che nel prodotto non cambia niente. Quella si chiama matrice identità, e la trovi più sotto.
L'ordine dei fattori va sempre rispettato. Il quadrato di una somma è (A+B)(A+B)=A2+AB+BA+B2, dove A2 vuol dire A per A. Di solito non è uguale ad A2+2AB+B2, perché AB e BA sono diversi (esercizio 9).
Le regole che restano vere
Tre regole dei numeri valgono anche per le matrici. Prima le controlliamo su un esempio.
Esempio · Parentesi, somme e numeri: tre controlli
A=(1021)B=(1101)C=(0110)
Primo controllo: le parentesi si possono spostare. Le parentesi dicono quale prodotto va fatto per primo. Vogliamo vedere che (AB)C e A(BC) danno la stessa matrice.
Prima strada. Calcolo AB:
AB=(1⋅1+2⋅10⋅1+1⋅11⋅0+2⋅10⋅0+1⋅1)=(3121)
Poi moltiplico il risultato per C:
(AB)C=(3⋅0+2⋅11⋅0+1⋅13⋅1+2⋅01⋅1+1⋅0)=(2131)
Seconda strada. Calcolo BC:
BC=(1⋅0+0⋅11⋅0+1⋅11⋅1+0⋅01⋅1+1⋅0)=(0111)
Poi moltiplico A per il risultato:
A(BC)=(1⋅0+2⋅10⋅0+1⋅11⋅1+2⋅10⋅1+1⋅1)=(2131)
Le due strade danno la stessa matrice.
Secondo controllo: moltiplicare per una somma. Vogliamo vedere che A(B+C) e AB+AC danno la stessa matrice.
Prima strada. Sommo B e C casella per casella, poi moltiplico A per la somma:
Le dispense raccolgono queste tre regole in una proposizione.
Proposizione 8.11
Per ogni A,B,C matrici per cui i prodotti e le somme abbiano senso e per ogni λ∈K, abbiamo
A(BC)=(AB)C (associatività),
A(B+C)=AB+AC e (A+B)C=AC+BC (distributività),
λ(AB)=(λA)B=A(λB).
Come si legge.
«Per cui i prodotti e le somme abbiano senso»: le taglie devono andare d'accordo. In ogni prodotto i numeri interni devono essere uguali, e si sommano solo matrici della stessa taglia.
λ∈K vuol dire che λ è un numero qualsiasi.
Riga 1, associatività. In un prodotto di tre matrici puoi cominciare da dove vuoi: dal prodotto delle ultime due oppure dal prodotto delle prime due. Per questo si scrive ABC senza parentesi. Attenzione: si spostano le parentesi, non le lettere. ABC e ACB sono due cose diverse.
Riga 2, distributività. Moltiplicare per una somma è come moltiplicare per i due pezzi e poi sommare. Le versioni sono due perché l'ordine conta. Nella prima A moltiplica da sinistra e resta a sinistra. Nella seconda C moltiplica da destra e resta a destra.
Riga 3. Un numero si può mettere dove si vuole: davanti a tutto, dentro la prima matrice o dentro la seconda. Solo le matrici devono restare in ordine.
Dimostrazione · della Proposizione 8.11, punti (1) e (2)
Seguiamo Martelli (Proposizione 3.4.2). L'idea è confrontare i due lati una casella alla volta, con la formula del prodotto.
Distributività. Guardiamo la casella di riga i e colonna j di A(B+C).
Per la formula del prodotto, è la somma dei numeri Aik(B+C)kj al variare del contatore k.
La somma di matrici si fa casella per casella: (B+C)kj=Bkj+Ckj.
Tra numeri vale la proprietà distributiva: Aik(Bkj+Ckj)=AikBkj+AikCkj.
I primi pezzi, sommati, danno la casella di AB. I secondi pezzi, sommati, danno la casella di AC.
Associatività. Si scrivono tutti e due i lati come somme doppie, cioè con due contatori k e h:
(A(BC))ij=k∑Aik(BC)kj=k∑h∑AikBkhChj,
((AB)C)ij=h∑(AB)ihChj=h∑k∑AikBkhChj.
Sono le stesse somme di prodotti AikBkhChj, su tutte le coppie (k,h), solo in ordine diverso. Quindi i due lati sono uguali.
Il punto (3). La casella di riga i e colonna j di λ(AB) è λ per la somma dei prodotti AikBkj. Tra numeri, λ si può portare dentro la somma e attaccare al primo fattore oppure al secondo:
λk∑AikBkj=k∑(λAik)Bkj=k∑Aik(λBkj).
La seconda scrittura è la casella di (λA)B, la terza è la casella di A(λB).
La trasposta di un prodotto: l'ordine si rovescia
C'è un'ultima regola in cui l'ordine conta, e nei quiz viene chiesta. Riguarda la trasposta di un prodotto. Le dispense la lasciano come esercizio (Esercizio 8.14): la trasposta di AB è il prodotto delle due trasposte, ma in ordine rovesciato.
t(AB)=tBtA
Come si legge. A sinistra: fai il prodotto e poi giri il risultato. A destra: giri le due matrici e poi le moltiplichi, mettendo per prima la trasposta di B.
Esempio · Un controllo con i numeri
A=(1324)B=(0111)
Lato sinistro. Prima il prodotto, poi la trasposta:
Qui tB è uguale a B, perché B è simmetrica. Poi il prodotto, con tB a sinistra:
tBtA=(0⋅1+1⋅21⋅1+1⋅20⋅3+1⋅41⋅3+1⋅4)=(2347)
I due lati sono uguali.
Nell'ordine sbagliato. Con tA a sinistra viene un'altra matrice:
tAtB=(1⋅0+3⋅12⋅0+4⋅11⋅1+3⋅12⋅1+4⋅1)=(3446)
Il motivo del rovesciamento si vede già dalle taglie. Se A è 3×2 e B è 2×4, le trasposte sono 2×3 e 4×2. Nell'ordine rovesciato le taglie sono (4×2)⋅(2×3), e il prodotto si può fare. Nell'ordine di partenza sarebbero (2×3)⋅(4×2), e il prodotto non esiste nemmeno. La dimostrazione completa è nell'esercizio 11.
Oltre le dispense · la matrice identità e le potenze
La matrice identità. È la matrice quadrata con 1 sulla diagonale e 0 in tutte le altre caselle. Si indica con In, dove n è il numero delle righe:
I2=(1001)I3=100010001
Nel prodotto fa la parte del numero 1: moltiplicare per lei non cambia niente. Un controllo:
Con i simboli: InA=AIn=A per ogni matrice quadrata A con n righe (Martelli, Proposizione 3.4.4). Le dispense introducono la matrice identità nella lezione L09 (Definizione 9.4).
Le potenze. Una matrice quadrata si può moltiplicare per sé stessa. A2 vuol dire A per A, A3 vuol dire A per A per A, e avanti così. Per esempio:
A=(1011),A2=(1021),A3=A2A=(1031).
I conti, casella per casella, sono nell'esercizio 9. In Matematica Discreta vedrai che le matrici quadrate, con la somma e il prodotto, formano un anello non commutativo (se hanno almeno 2 righe).
Metodo · «Quale identità vale?»
È una domanda d'esame molto frequente. Ti danno due matrici quadrate A e B, di solito 3×3, e cinque uguaglianze: AB=BA, AB=A, AB=B, BA=A, BA=B. Una sola è vera.
Calcola AB una riga alla volta: sono nove conti. Le matrici hanno quasi sempre molti 0 e molti 1: sfruttali.
Confronta AB con A e con B.
Se non è uguale a nessuna delle due, calcola BA. Confrontala con A, con B e con AB.
Per scartare un'uguaglianza basta una casella diversa: non serve finire tutto il prodotto.
Prova tu
Calcola (0110)(1324) e poi il prodotto con le due matrici scambiate. Vengono uguali?
Primo prodotto. Riga 1: 0⋅1+1⋅3=3 e 0⋅2+1⋅4=4. Riga 2: 1⋅1+0⋅3=1 e 1⋅2+0⋅4=2. Viene (3142).
Secondo prodotto, cioè (1324)(0110). Riga 1: 1⋅0+2⋅1=2 e 1⋅1+2⋅0=1. Riga 2: 3⋅0+4⋅1=4 e 3⋅1+4⋅0=3. Viene (2413).
Non sono uguali. Nel primo caso si sono scambiate le due righe della matrice con 1, 2, 3, 4. Nel secondo si sono scambiate le due colonne.
Per tre matrici quadrate della stessa taglia è sempre vero che ABC=ACB?
No. L'associatività permette di spostare le parentesi, non le lettere. Per passare da ABC ad ACB bisognerebbe scambiare B e C, e di solito BC e CB sono diversi.
Il prodotto AB è la matrice nulla. Si può concludere che A oppure B è la matrice nulla?
No. Nell'Esempio 8.10 il prodotto BA è la matrice nulla, ma tutte e due le matrici contengono un 1.
Da ricordare
Di solito AB e BA sono diversi: il prodotto di matrici non è commutativo.
Un prodotto può essere la matrice nulla anche se nessun fattore lo è. Non si «divide» per una matrice.
Valgono l'associatività e la distributività: si spostano le parentesi, mai le lettere.
La trasposta di un prodotto rovescia l'ordine: t(AB)=tBtA.
§6
La traccia: la somma della diagonale
p. 39
L'ultima operazione della lezione è la più corta: una somma.
In una matrice quadrata la diagonale principale è la fila di caselle che scende dall'angolo in alto a sinistra all'angolo in basso a destra. Sono le caselle in cui il numero della riga è uguale al numero della colonna: riga 1 e colonna 1, riga 2 e colonna 2, e avanti così.
Guarda questa matrice:
(1324)
Sulla diagonale principale ci sono 1 e 4. La loro somma è 5. Questa somma si chiama traccia della matrice.
La traccia di una matrice A si scrive trA e si legge «traccia di A». Le due lettere vengono dall'inglese trace.
Un esempio con una matrice 3×3. I numeri sulla diagonale sono 2, −3 e 6:
tr2047−31−156=2+(−3)+6=5
Tutti gli altri numeri della matrice non contano.
Le dispense la scrivono così.
Definizione 8.12 · Traccia
La traccia di una matrice quadrata A∈M(n) è il numero
trA=A11+⋯+Ann.
Cioè, la traccia di A è la somma dei numeri presenti sulla diagonale principale di A.
Come si legge.
A∈M(n): la matrice A è quadrata, con n righe e n colonne.
A11 è il numero di riga 1 e colonna 1. Ann è il numero dell'ultima riga e dell'ultima colonna. Sono il primo e l'ultimo numero della diagonale.
I puntini in mezzo vogliono dire «e avanti così»: si sommano tutti i numeri con i due indici uguali.
Due cose da notare.
La traccia si calcola solo per le matrici quadrate. In una matrice 2×3 la diagonale che parte dall'angolo in alto a sinistra non arriva all'angolo in basso a destra.
La matrice identità con n righe ha n numeri 1 sulla diagonale. Quindi la sua traccia è n. Per esempio trI3=1+1+1=3.
Prova tu
Calcola la traccia di (341−2) e quella di 51702800−4.
Nella prima la diagonale contiene 3 e −2: la traccia è 3+(−2)=1.
Nella seconda la diagonale contiene 5, 2 e −4: la traccia è 5+2+(−4)=3.
Scambiare i due fattori non cambia la traccia
Il prodotto di matrici non è commutativo, ma la traccia «non se ne accorge». Vediamolo prima con i numeri.
Esempio · Prodotti diversi, stessa traccia
A=(1324)B=(0111)
Il prodotto con A a sinistra.
AB=(1⋅0+2⋅13⋅0+4⋅11⋅1+2⋅13⋅1+4⋅1)=(2437)
Il prodotto con B a sinistra.
BA=(0⋅1+1⋅31⋅1+1⋅30⋅2+1⋅41⋅2+1⋅4)=(3446)
Le due matrici sono diverse: AB=BA.
Le due tracce. Per AB la diagonale contiene 2 e 7: la traccia è 2+7=9. Per BA la diagonale contiene 3 e 6: la traccia è 3+6=9.
Prodotti diversi, stessa traccia.
Succede sempre.
Proposizione 8.13
Se A,B∈M(n), vale la relazione tr(AB)=tr(BA).
Come si legge.A,B∈M(n) vuol dire che A e B sono due matrici quadrate della stessa taglia. La formula dice: la traccia del prodotto fatto in un ordine è uguale alla traccia del prodotto fatto nell'altro ordine. Vale anche quando i due prodotti sono matrici diverse.
Perché succede? Guardiamo il caso 2×2 con le lettere al posto dei numeri. Chiamiamo a11,a12,a21,a22 i quattro numeri di A. Chiamiamo b11,b12,b21,b22 i quattro numeri di B.
Per la traccia di AB servono le due caselle diagonali di AB.
Casella di AB
Conto
Risultato
riga 1, colonna 1
riga 1 di A per colonna 1 di B
a11b11+a12b21
riga 2, colonna 2
riga 2 di A per colonna 2 di B
a21b12+a22b22
Sommando le due caselle:
tr(AB)=a11b11+a12b21+a21b12+a22b22
Rifacciamo il conto per BA.
Casella di BA
Conto
Risultato
riga 1, colonna 1
riga 1 di B per colonna 1 di A
b11a11+b12a21
riga 2, colonna 2
riga 2 di B per colonna 2 di A
b21a12+b22a22
Sommando le due caselle:
tr(BA)=b11a11+b12a21+b21a12+b22a22
Confronta le due somme: contengono gli stessi quattro prodotti, scritti in un altro ordine. Per esempio il secondo pezzo della prima somma e il terzo della seconda sono lo stesso numero. Tra numeri, infatti, l'ordine di un prodotto non conta.
Dimostrazione · della Proposizione 8.13
La spiegazione delle dispense è una riga:
tr(AB)=i,j=1∑nAijBji=j,i=1∑nBjiAij=tr(BA).
Eccola passo per passo.
La casella di riga i e colonna i di AB è la riga i di A per la colonna i di B: (AB)ii=∑jAijBji. Qui il contatore della somma si chiama j.
La traccia somma queste caselle per tutti gli i: tr(AB)=∑i∑jAijBji. È una somma con un addendo per ogni coppia(i,j). La scrittura ∑i,j=1n vuol dire proprio questo: i e j vanno tutti e due da 1 a n.
Con lo stesso conto per BA: (BA)jj=∑iBjiAij, quindi tr(BA)=∑j∑iBjiAij.
I due totali contengono gli stessi addendi, perché AijBji=BjiAij: tra numeri il prodotto è commutativo. E li contengono per le stesse coppie (i,j). Quindi sono uguali.
La scorciatoia per i quiz
Per la traccia di un prodotto servono solo le caselle sulla diagonale. Le altre non vanno calcolate.
In un prodotto di matrici 3×3 vuol dire fare tre conti «riga per colonna» al posto di nove: la riga 1 per la colonna 1, la riga 2 per la colonna 2, la riga 3 per la colonna 3. Poi si sommano i tre risultati.
Con le matrici dell'esempio di prima bastano due conti:
riga 1 di A per colonna 1 di B: 1⋅0+2⋅1=2;
riga 2 di A per colonna 2 di B: 3⋅1+4⋅1=7;
la traccia di AB è 2+7=9.
Oltre le dispense · altre proprietà della traccia, utili nei quiz
La traccia rispetta somme e multipli. La traccia di una somma è la somma delle tracce: tr(A+B)=trA+trB. La traccia di un multiplo è il multiplo della traccia: tr(λA)=λtrA. In più una matrice e la sua trasposta hanno la stessa traccia, perché trasponendo la diagonale non si muove.
La traccia non rispetta i prodotti. Di solito tr(AB) è diversa da trA⋅trB. Basta provare con due copie della matrice identità I2. Il loro prodotto è ancora I2, che ha traccia 2. Invece il prodotto delle due tracce è 2⋅2=4.
Vale anche per matrici non quadrate. Se A è m×n e B è n×m, i prodotti AB e BA hanno taglie diverse ma la stessa traccia. La dimostrazione è la stessa. Lo controlli con i numeri nell'esercizio 6.
Con tre fattori si può far girare, non scambiare. Vale tr(ABC)=tr(BCA)=tr(CAB): l'ultima matrice passa davanti, come in un girotondo. Basta usare la Proposizione 8.13 con le due matrici A e BC. Invece scambiare due matrici vicine può cambiare il risultato: tr(ACB) può essere diversa (esercizio 15).
Una matrice per la sua trasposta. Per una matrice di numeri reali, tr(AtA) è la somma dei quadrati di tutti i suoi numeri. Il motivo: la casella diagonale numero i di AtA è la riga i di A per sé stessa. Con la matrice che contiene 1, 2, 3, 4 viene 1+4+9+16=30. Un esempio svolto è in «Verso l'esame».
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli: la trasposta è nel §2.3.10 (p. 73), le matrici simmetriche e antisimmetriche nel §2.3.11 (pp. 73–74). Il rango è nel §3.2.3 (pp. 88–89: Definizione 3.2.7, Proposizione 3.2.8, Corollario 3.2.11), il rango per righe e per colonne nel §3.2.6 (p. 92, Proposizione 3.2.20 e Corollario 3.2.21). Il prodotto fra matrici e le sue proprietà sono nei §3.4.1–3.4.5 (pp. 104–107), con l'Esercizio 3.4.3 sulla trasposta del prodotto. La traccia è nel §4.4.5 (p. 141, Proposizione 4.4.11).
Prova tu
Calcola tr(AB) con A=(1012) e B=(2101), facendo solo due conti.
Riga 1 di A per colonna 1 di B: 1⋅2+1⋅1=3.
Riga 2 di A per colonna 2 di B: 0⋅0+2⋅1=2.
La traccia è 3+2=5.
Si può calcolare la traccia di una matrice 2×3?
No. La traccia esiste solo per le matrici quadrate.
Da ricordare
La tracciatrA è la somma dei numeri sulla diagonale principale. Esiste solo per le matrici quadrate.
tr(AB)=tr(BA), anche quando AB e BA sono diversi.
Per la traccia di un prodotto bastano le caselle diagonali del prodotto.
Di solito tr(AB)non è trA⋅trB.
§7
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
m×n
«emme per enne»
la taglia: m righe e n colonne
una matrice 2×3 ha 2 righe e 3 colonne
aij, Aij
«a i gei»
il numero nella riga i e nella colonna j
a23: riga 2, colonna 3
Ai
«A con i in basso»
la riga numero i
A2 è la seconda riga
Aj
«A con gei in alto»
la colonna numero j (in questa lezione non è una potenza)
A3 è la terza colonna
K
«cappa»
i numeri che si usano: R oppure C
M(m,n,K)
«emme di emme, enne, cappa»
l'insieme delle matrici m×n con numeri in K
M(2,3,R)
M(n)
«emme di enne»
le matrici quadrate con n righe e n colonne
M(2): le matrici 2×2
∈
«appartiene a»
sta dentro l'insieme
A∈M(2,3,R)
R2, Km
«erre due», «cappa alla emme»
i vettori con 2 numeri, con m numeri
(2,1)∈R2
λ
«lambda»
un numero qualsiasi (uno scalare)
3A: qui λ=3
tA
«A trasposta»
la matrice con righe e colonne scambiate
la trasposta di una 2×3 è 3×2
t(x,y,z)
«il trasposto di x, y, z»
il vettore colonna con quei numeri
t(1,2,3)
−A
«meno A»
la matrice con tutti i segni cambiati
⟺
«se e solo se»
esattamente quando
simmetrica ⟺tA=A
Span(…)
«Span di…»
tutto quello che si ottiene con le ricette fatte con quei vettori
lo Span di un vettore è una retta
⊂
«è contenuto in»
sta dentro, come insieme
una retta del piano ⊂R2
rk(A)
«rango di A»
il massimo numero di colonne (o di righe) indipendenti
rk(I3)=3
min(m,n)
«il minimo tra emme ed enne»
il più piccolo dei due numeri
min(3,5)=3
≤
«minore o uguale»
più piccolo, oppure uguale
rk(A)≤3
AB
«A per B»
il prodotto riga per colonna
(2×3)⋅(3×4) dà 2×4
(AB)ij
«A B, i gei»
il numero di riga i e colonna j del prodotto
riga i di A per colonna j di B
∑k=1n
«somma per k da 1 a enne»
somma dei pezzi che si ottengono con k=1,2,…,n
∑k=13k=1+2+3
=
«diverso da»
non uguale
di solito AB=BA
0
«zero», «matrice nulla»
tra matrici: la matrice fatta di soli zeri
BA=0 nell'Esempio 8.10
In
«i con enne», «identità»
la matrice con 1 sulla diagonale e 0 altrove
I2 ha due righe
A2, A3
«A alla seconda», «A alla terza»
A per A, A per A per A (quando si parla di potenze)
trA
«traccia di A»
la somma dei numeri sulla diagonale principale
trI3=3
eij
«e i gei»
la matrice con un 1 nella riga i e colonna j, e 0 altrove
…, ⋯, ⋮
«e avanti così»
i numeri in mezzo, che non si scrivono
A11+⋯+Ann
§8
Verso l'esame
esame
La prova scritta di Algebra lineare e Geometria ha 10 quiz, ognuno con 5 risposte. Servono almeno 6 risposte giuste perché vengano corretti i 2 problemi, che valgono 11 punti l'uno. Dura 2 ore, senza calcolatrice, e puoi portare solo 4 facciate di appunti scritti a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. I dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa viene chiesto di questa lezione
Le operazioni di questa lezione compaiono in quasi ogni appello dal 2023 al 2026.
doppioni tra righe o colonne, poi Gauss (lezioni L11–L12)
calcolare tA−A in un problema
24/01/2024 (11), 15/01/2026 (11)
trasposta, matrici simmetriche
Una domanda vera, letta insieme
È la domanda 1 dell'appello del 15/01/2026. Il testo dice:
«Siano A=100110111 e B=100−1100−11. Quale identità vale? (a) AB=BA; (b) BA=B; (c) AB=B; (d) AB=A; (e) BA=A.»
In pratica chiede: calcola il prodotto con A a sinistra e il prodotto con B a sinistra. Poi guarda se uno dei due è uguale ad A, oppure a B, oppure se i due prodotti sono uguali tra loro. «Identità» qui vuol dire soltanto «uguaglianza». Delle cinque uguaglianze una sola è vera.
Esempio · Appello del 15/01/2026, domanda 1: la soluzione
Passo 1: calcolo AB. Le righe di A per le colonne di B. Le colonne di B, lette dall'alto in basso, contengono 1,0,0, poi −1,1,0, poi 0,−1,1.
colonna 1 di B
colonna 2 di B
colonna 3 di B
riga 1 di A: (1,1,1)
1⋅1+1⋅0+1⋅0=1
1⋅(−1)+1⋅1+1⋅0=0
1⋅0+1⋅(−1)+1⋅1=0
riga 2 di A: (0,1,1)
0⋅1+1⋅0+1⋅0=0
0⋅(−1)+1⋅1+1⋅0=1
0⋅0+1⋅(−1)+1⋅1=0
riga 3 di A: (0,0,1)
0⋅1+0⋅0+1⋅0=0
0⋅(−1)+0⋅1+1⋅0=0
0⋅0+0⋅(−1)+1⋅1=1
Passo 2: confronto. Il prodotto ha 1 sulla diagonale e 0 in tutte le altre caselle:
AB=100010001=I3
È la matrice identità. Non è uguale ad A e non è uguale a B. Quindi le risposte (c) e (d) sono false.
Passo 3: calcolo BA. Le righe di B per le colonne di A. Le colonne di A contengono 1,0,0, poi 1,1,0, poi 1,1,1.
colonna 1 di A
colonna 2 di A
colonna 3 di A
riga 1 di B: (1,−1,0)
1⋅1+(−1)⋅0+0⋅0=1
1⋅1+(−1)⋅1+0⋅0=0
1⋅1+(−1)⋅1+0⋅1=0
riga 2 di B: (0,1,−1)
0⋅1+1⋅0+(−1)⋅0=0
0⋅1+1⋅1+(−1)⋅0=1
0⋅1+1⋅1+(−1)⋅1=0
riga 3 di B: (0,0,1)
0⋅1+0⋅0+1⋅0=0
0⋅1+0⋅1+1⋅0=0
0⋅1+0⋅1+1⋅1=1
Anche BA è la matrice identità I3. Quindi le risposte (b) ed (e) sono false.
Passo 4: la risposta. I due prodotti sono uguali tra loro: la risposta giusta è la (a).
Di solito AB e BA sono diversi. Qui sono uguali perché le due matrici sono una l'inversa dell'altra: un'idea che arriva nella lezione L10.
Una traccia con il tranello
È la domanda 9 dell'appello del 10/07/2025. Il testo dice:
«Data la matrice A=200111, la traccia di A⋅tA è: (a) 7; (b) 9; (c) non si può calcolare, poiché A non è una matrice quadrata; (d) 6; (e) 0.»
In pratica chiede: moltiplica la matrice per la sua trasposta, poi somma i numeri sulla diagonale del risultato. Il tranello è la risposta (c): la matrice di partenza non è quadrata, ma la traccia si calcola del prodotto, non della matrice di partenza.
Esempio · Appello del 10/07/2025, domanda 9: la soluzione
Passo 1: le taglie.A è 3×2, quindi la sua trasposta è 2×3. Il prodotto ha taglie (3×2)⋅(2×3): i numeri interni sono uguali, e il risultato è 3×3. È una matrice quadrata, quindi la traccia esiste. La (c) è falsa.
Passo 2: servono solo le tre caselle diagonali. La casella diagonale numero i del prodotto è la riga i di A per la colonna i di tA. Ma la colonna i della trasposta contiene gli stessi numeri della riga i di A. Quindi ogni casella diagonale è una riga di A moltiplicata per sé stessa.
Riga di A
La riga per sé stessa
Risultato
(2,1)
2⋅2+1⋅1
5
(0,1)
0⋅0+1⋅1
1
(0,1)
0⋅0+1⋅1
1
Passo 3: la traccia.5+1+1=7. La risposta giusta è la (a).
Controllo. Scambio i due fattori: la traccia non deve cambiare. Il prodotto con la trasposta a sinistra è una matrice 2×2:
È la prima parte del punto (2) del problema 11 dell'appello del 15/01/2026. Il testo dice:
«Data A=1k0k2k+1k0k1 in M(3,R), con k parametro reale, calcolare tA−A.»
In pratica chiede: scrivi la trasposta della matrice e poi fai la differenza, casella per casella. La lettera k è un parametro: un numero che non conosci. Nei conti resta scritto come lettera. La scrittura k2 vuol dire k per k.
Esempio · Appello del 15/01/2026, problema 11, punto (2), prima parte: la soluzione
Passo 1: la trasposta. Le righe diventano colonne. La prima riga di A contiene 1,k2,0 e diventa la prima colonna. La seconda riga contiene k,k+1,k e diventa la seconda colonna. La terza riga contiene 0,k,1 e diventa la terza colonna.
tA=1k20kk+1k0k1
Passo 2: la differenza, casella per casella. In ogni casella: il numero di tA meno il numero di A.
colonna 1
colonna 2
colonna 3
riga 1
1−1=0
k−k2
0−0=0
riga 2
k2−k
(k+1)−(k+1)=0
k−k=0
riga 3
0−0=0
k−k=0
1−1=0
tA−A=0k2−k0k−k200000.
Passo 3: quando A è simmetrica. La matrice è simmetrica esattamente quando questa differenza è la matrice nulla. Serve che k−k2 sia zero. Raccolgo k: k−k2=k⋅(1−k). Un prodotto di due numeri è zero quando uno dei due è zero. Quindi k=0, oppure 1−k=0, cioè k=1.
Solo per k=0 e per k=1 la matrice A è simmetrica. Nel resto del problema serviva proprio questo: le matrici reali simmetriche hanno autovalori reali e una base ortonormale di autovettori (teorema spettrale, lezioni L25–L26).
Controllo. Il risultato del passo 2 è una matrice antisimmetrica, come deve essere: la diagonale è fatta di zeri, e le due caselle k−k2 e k2−k sono una l'opposto dell'altra.
I metodi
Per la domanda «quale identità vale?» il metodo è nel riquadro alla fine della sezione sull'ordine nel prodotto. Per il rango e per la traccia eccone altri due.
Metodo · Il rango nel quiz
Cerca i doppioni a occhio: due colonne uguali, una riga multipla di un'altra, una riga che è la somma di altre due.
Se non ne vedi, prova una combinazione con numeri piccoli, come −2 e 3. Nei quiz degli ultimi anni un doppione c'era quasi sempre. Nelle matrici 3×3: una colonna doppia di un'altra, oppure una riga somma delle altre due. Nella 4×4 del 05/02/2026 due righe erano combinazioni delle prime due.
Controlla che le righe rimaste siano indipendenti.
Se non trovi niente, riduci la matrice a scalini con Gauss (lezioni L11–L12). Per una matrice quadrata puoi anche calcolare il determinante (lezioni L09–L10): se è diverso da zero, il rango è il più grande possibile.
Metodo · La traccia di un prodotto
Controlla che il prodotto finale sia quadrato. I fattori possono anche non esserlo.
Non calcolare tutto il prodotto. Servono solo le caselle diagonali: la riga 1 per la colonna 1, la riga 2 per la colonna 2, e avanti così.
Somma i risultati.
Con tre fattori, come in tr(ABC): calcola per intero il prodotto delle prime due, poi solo la diagonale del prodotto con la terza. Se conviene, prima fai girare i fattori: tr(ABC)=tr(CAB).
Nelle domande con radici e π (appelli dell'08/02/2024 e del 07/09/2026) i numeri scomodi quasi sempre si cancellano: fidati del conto.
Gli errori da evitare
Moltiplicare colonna per riga al posto di riga per colonna, oppure scambiare l'ordine dei due fattori.
Dare per scontato che AB e BA siano uguali.
Pensare che, se AB è la matrice nulla, allora A oppure B sia la matrice nulla.
Scrivere che la traccia di un prodotto è il prodotto delle tracce.
Dimenticare che nella trasposta di un prodotto l'ordine si rovescia: t(AB)=tBtA.
Rispondere «non si può calcolare» quando il prodotto finale è quadrato, anche se i fattori non lo sono.
Dichiarare un rango più grande del numero delle righe o del numero delle colonne.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione conviene copiare queste righe.
Taglie del prodotto: (m×n)⋅(n×p) dà m×p. La formula: (AB)ij=∑kAikBkj.
Di solito AB=BA. Un prodotto può essere nullo senza che lo sia un fattore.
Trasposta di un prodotto: t(AB)=tBtA.
Tracce: tr(AB)=tr(BA) e tr(ABC)=tr(CAB). In più tr(AtA) è la somma dei quadrati dei numeri di A.
Rango: rk(A)=rk(tA)≤min(m,n).
Simmetrica vuol dire tA=A. Antisimmetrica vuol dire tA=−A.
§9
Quiz
come all'esame
Siano A=111011001 e B=1−1001−1001. Quale identità vale?
La domanda chiede di calcolare i due prodotti e di confrontarli con A, con B e tra loro. Si usa la regola riga per colonna. Per AB: la riga 1 di A è (1,0,0) e con le tre colonne di B dà 1, 0, 0. La riga 2 è (1,1,0) e dà 1−1=0, poi 0+1=1, poi 0. La riga 3 è (1,1,1) e dà 1−1+0=0, poi 0+1−1=0, poi 1. Quindi AB ha 1 sulla diagonale e 0 altrove: è la matrice identità I3. Per BA: la riga 1 di B è (1,0,0) e con le tre colonne di A dà 1, 0, 0. La riga 2 è (−1,1,0) e dà −1+1=0, poi 1, poi 0. La riga 3 è (0,−1,1) e dà −1+1=0, poi −1+1=0, poi 1. Anche BA è I3, quindi vale AB=BA. Le altre risposte sono false, perché I3 non è né A né B. È simile alla domanda 1 dell'appello del 15/01/2026.
Siano A=000110210 e B=300110−101. Quale identità vale?
La domanda chiede di calcolare i prodotti e di vedere se uno è uguale ad A oppure a B. Si usa la regola riga per colonna. Le colonne di B contengono 3,0,0, poi 1,1,0, poi −1,0,1. La riga 1 di A è (0,1,2). Con la colonna 1 di B dà 0⋅3+1⋅0+2⋅0=0. Con la colonna 2 dà 0⋅1+1⋅1+2⋅0=1. Con la colonna 3 dà 0⋅(−1)+1⋅0+2⋅1=2. Viene (0,1,2), cioè di nuovo la riga 1 di A. La riga 2 di A è (0,1,1), e gli stessi tre conti danno 0, 1, 1: di nuovo la riga di partenza. La riga 3 è fatta di zeri e dà zeri. Quindi AB=A. La risposta AB=BA è la più tentatrice, ma è falsa. La riga 1 di B è (3,1,−1), e con le colonne di A dà 0, poi 3+1=4, poi 6+1=7. La prima riga di BA è (0,4,7), diversa da quella di AB, di A e di B. È simile alle domande 5 del 03/06/2026 e 6 del 24/01/2024.
Siano A=50π025−π20 e B=5π0π025−π2. Quanto vale tr(AB)?
La domanda chiede la somma dei numeri sulla diagonale del prodotto. Bastano le tre caselle diagonali: riga 1 per colonna 1, riga 2 per colonna 2, riga 3 per colonna 3. Prima casella: 5⋅5+0⋅π+(−π)⋅0=5, perché radice di 5 per radice di 5 fa 5. Seconda casella: 0⋅π+2⋅0+2⋅2=2. Terza casella: π⋅5+5⋅(−π)+0⋅2=0, perché i primi due pezzi sono uno l'opposto dell'altro. La traccia è 5+2+0=7. Le risposte con π e con le radici sono trappole: i numeri scomodi si cancellano. È simile alle domande 8 del 07/09/2026 e 4 dell'08/02/2024.
Data A=(130120), quanto vale tr(A⋅tA)?
La domanda chiede di moltiplicare A per la sua trasposta e di sommare la diagonale del risultato. A è 2×3 e la sua trasposta è 3×2, quindi il prodotto è 2×2: è quadrato, e la traccia esiste. La risposta «non si può calcolare» è la trappola: a non essere quadrata è A, non il prodotto. Ogni casella diagonale del prodotto è una riga di A per sé stessa. Riga 1: 1⋅1+0⋅0+2⋅2=5. Riga 2: 3⋅3+1⋅1+0⋅0=10. La traccia è 5+10=15, cioè la somma dei quadrati di tutti i numeri di A. Il 2 è la somma a11+a22, il 7 è la somma di tutti i numeri di A. È simile alla domanda 9 dell'appello del 10/07/2025.
Qual è il rango della matrice 213112325?
La domanda chiede quante righe indipendenti ha la matrice. Si cercano i doppioni. La terza riga è la somma delle prime due: 2+1=3, poi 1+1=2, poi 3+2=5. Quindi si può togliere. Le prime due righe non sono una il multiplo dell'altra: al primo posto, per passare da 1 a 2 si moltiplica per 2, ma al secondo posto 1⋅2 fa 2 e non 1. Restano 2 righe indipendenti: il rango è 2. La risposta 3 è la trappola: tre righe piene di numeri non vogliono dire rango 3. È simile alle domande 9 del 07/09/2026 e 6 del 16/01/2025.
A è una matrice 2×3 e B è una matrice 3×4. Quale affermazione è vera?
La domanda chiede quali prodotti si possono fare e di che taglia vengono. Si scrivono le due taglie una accanto all'altra. Per AB: (2×3)⋅(3×4). I numeri interni sono 3 e 3, quindi il prodotto esiste. I numeri esterni sono 2 e 4, quindi è una matrice 2×4. Per BA: (3×4)⋅(2×3). I numeri interni sono 4 e 2: sono diversi, quindi BA non esiste. «Non è definito» vuol dire proprio «non esiste». L'ultima risposta è la più tentatrice, perché la taglia di AB è giusta: ma sbaglia su BA.
Per matrici A e B per cui il prodotto AB è definito, t(AB) è uguale a:
La domanda chiede la regola per la trasposta di un prodotto. È l'Esercizio 8.14 delle dispense: la trasposta di un prodotto è il prodotto delle trasposte in ordine rovesciato, cioè tBtA. La risposta tAtB è la trappola, e di solito quel prodotto non esiste nemmeno. Se A è 3×2 e B è 2×4, le trasposte sono 2×3 e 4×2. Nell'ordine sbagliato le taglie sarebbero (2×3)⋅(4×2), con i numeri interni 3 e 4 diversi.
Per quali k∈R la matrice A=1k2k201213 è simmetrica?
La domanda chiede per quali numeri k la matrice è uguale alla sua trasposta. Si confrontano le caselle ribaltate rispetto alla diagonale. Riga 1 e colonna 3 contro riga 3 e colonna 1: c'è 2 in tutte e due. Riga 2 e colonna 3 contro riga 3 e colonna 2: c'è 1 in tutte e due. Resta la coppia riga 1 e colonna 2 contro riga 2 e colonna 1: serve k2=k. Porto tutto a sinistra: k2−k=0. Raccolgo k: k⋅(k−1)=0. Un prodotto di due numeri è zero quando uno dei due è zero: k=0 oppure k=1. Le risposte con un valore solo dimenticano l'altro. Con k=−1 le due caselle sarebbero 1 e −1, che sono diverse. È simile al problema 11 dell'appello del 15/01/2026.
Siano A=(1021) e B=(0110). Quanto vale tr(ABA)?
4
La domanda chiede la traccia di un prodotto di tre matrici. Prima si calcola per intero AB, poi bastano le due caselle diagonali di (AB)A. Prima riga di AB: 1⋅0+2⋅1=2 e 1⋅1+2⋅0=1. Seconda riga: 0⋅0+1⋅1=1 e 0⋅1+1⋅0=0. Quindi AB=(2110). Prima casella diagonale di (AB)A: la riga (2,1) per la colonna 1 di A, che contiene 1 e 0, dà 2⋅1+1⋅0=2. Seconda casella diagonale: la riga (1,0) per la colonna 2 di A, che contiene 2 e 1, dà 1⋅2+0⋅1=2. La traccia è 2+2=4. L'errore tipico è moltiplicare le tre tracce: 2⋅0⋅2=0. Ma la traccia di un prodotto non è il prodotto delle tracce. È simile alla domanda 3 dell'appello del 05/02/2026.
Sia A una matrice 3×5 a coefficienti reali. Quale affermazione è sempre vera?
La domanda chiede che cosa si può dire del rango conoscendo solo la taglia. Il rango non supera né il numero delle righe né quello delle colonne. Qui le righe sono 3 e le colonne sono 5, quindi il rango è al massimo 3: è la risposta giusta. Il rango non può essere 5: le colonne hanno 3 numeri, e in R3 più di tre vettori sono sempre dipendenti. Per lo stesso motivo le 5 colonne non sono mai indipendenti. La risposta «il rango è 3» è la più tentatrice, ma non è sempre vera: la matrice nulla, per esempio, ha rango 0. Infine una matrice e la sua trasposta hanno sempre lo stesso rango (Proposizione 8.6).
§10
Esercizi
con soluzioni
1 · Leggere una matrice base
Prendi la matrice A=(42−1307). (a) Che taglia ha? (b) Quanto valgono a13 e a21? (c) Scrivi la riga A2 e la colonna A2.
Soluzione
(a) Conto le righe: sono 2. Conto le colonne: sono 3. La taglia è 2×3: prima le righe, poi le colonne.
(b) a13 è il numero nella riga 1 e nella colonna 3. Nella prima riga il terzo numero è 0. Quindi a13=0.
a21 è il numero nella riga 2 e nella colonna 1. Nella seconda riga il primo numero è 2. Quindi a21=2.
(c) L'indice in basso indica una riga: A2 è la seconda riga, cioè (2,3,7).
L'indice in alto indica una colonna: A2 è la seconda colonna. Contiene −1 sopra e 3 sotto:
A2=(−13).
2 · Una trasposta e due controlli di simmetria base
(a) Scrivi la trasposta di (1−30524). (b) Quale di queste due matrici è simmetrica? (2771) e (0−331).
Soluzione
(a) Le righe diventano colonne.
La prima riga contiene 1,0,2: diventa la prima colonna.
La seconda riga contiene −3,5,4: diventa la seconda colonna.
La trasposta è
102−354.
La matrice di partenza era 2×3, la trasposta è 3×2.
(b) Una matrice è simmetrica quando le caselle ribaltate rispetto alla diagonale contengono lo stesso numero. In una 2×2 c'è una sola coppia da controllare: riga 1 e colonna 2 contro riga 2 e colonna 1.
Prima matrice: 7 e 7. Sono uguali, quindi è simmetrica.
Seconda matrice: 3 e −3. Sono diversi, quindi non è simmetrica.
La seconda matrice non è nemmeno antisimmetrica. I due numeri fuori dalla diagonale sono opposti, ma sulla diagonale c'è un 1, mentre in una matrice antisimmetrica la diagonale è fatta di zeri.
3 · Quali prodotti si possono fare? base
A è una matrice 2×3, B è una matrice 3×3, C è una matrice 3×2. Per ciascuno dei prodotti AB, BA, AC, CA, BC, CB di' se si può fare e di che taglia viene.
Soluzione
Per ogni prodotto scrivo le due taglie una accanto all'altra. Se i due numeri interni sono uguali il prodotto si può fare, e i due numeri esterni danno la taglia.
Prodotto
Taglie
Numeri interni
Si può fare?
Taglia del prodotto
AB
(2×3)⋅(3×3)
3 e 3
sì
2×3
BA
(3×3)⋅(2×3)
3 e 2
no
AC
(2×3)⋅(3×2)
3 e 3
sì
2×2
CA
(3×2)⋅(2×3)
2 e 2
sì
3×3
BC
(3×3)⋅(3×2)
3 e 3
sì
3×2
CB
(3×2)⋅(3×3)
2 e 3
no
Nota le righe di AC e CA: i due prodotti esistono tutti e due, ma hanno taglie diverse.
4 · Un prodotto 2×2 e due tracce base
Prendi A=(1021) e B=(3110). Calcola AB e BA. Poi calcola le due tracce.
Soluzione
Il prodotto AB. Le righe di A sono (1,2) e (0,1). Le colonne di B contengono 3 e 1, poi 1 e 0.
colonna 1 di B
colonna 2 di B
riga 1 di A
1⋅3+2⋅1=5
1⋅1+2⋅0=1
riga 2 di A
0⋅3+1⋅1=1
0⋅1+1⋅0=0
AB=(5110)
Il prodotto BA. Le righe di B sono (3,1) e (1,0). Le colonne di A contengono 1 e 0, poi 2 e 1.
colonna 1 di A
colonna 2 di A
riga 1 di B
3⋅1+1⋅0=3
3⋅2+1⋅1=7
riga 2 di B
1⋅1+0⋅0=1
1⋅2+0⋅1=2
BA=(3172)
Le tracce. Sommo i numeri sulla diagonale. Per AB: 5+0=5. Per BA: 3+2=5.
I due prodotti sono matrici diverse, ma le tracce sono uguali: è la Proposizione 8.13.
5 · Trasposta, parte simmetrica e parte antisimmetrica base
Prendi A=10−2431256. (a) Calcola tA. (b) Calcola S=2A+tA e N=2A−tA e verifica che S è simmetrica, N è antisimmetrica e S+N=A. (c) Calcola trA e tr(tA).
Soluzione
(a) Le righe di A diventano le colonne della trasposta.
La prima riga contiene 1,4,2: diventa la prima colonna.
La seconda riga contiene 0,3,5: diventa la seconda colonna.
La terza riga contiene −2,1,6: diventa la terza colonna.
(c) La diagonale di A contiene 1, 3 e 6: trA=1+3+6=10. La diagonale della trasposta contiene gli stessi numeri, quindi tr(tA)=10. Trasponendo, la diagonale non cambia.
6 · Esercizio 8.15 delle dispense: AB, BA e le loro tracce base
Siano A=135246 e B=(142536). Calcolare AB e BA. Calcolare la traccia di AB e di BA.
Soluzione
Le taglie.A è 3×2 e B è 2×3.
Per AB: (3×2)⋅(2×3). I numeri interni sono 2 e 2: si può fare, e viene una 3×3.
Per BA: (2×3)⋅(3×2). I numeri interni sono 3 e 3: si può fare, e viene una 2×2.
I due prodotti esistono tutti e due, ma hanno taglie diverse.
Il prodotto AB. Le righe di A sono (1,2), (3,4), (5,6). Le colonne di B contengono 1 e 4, poi 2 e 5, poi 3 e 6.
colonna 1 di B
colonna 2 di B
colonna 3 di B
riga 1 di A
1⋅1+2⋅4=9
1⋅2+2⋅5=12
1⋅3+2⋅6=15
riga 2 di A
3⋅1+4⋅4=19
3⋅2+4⋅5=26
3⋅3+4⋅6=33
riga 3 di A
5⋅1+6⋅4=29
5⋅2+6⋅5=40
5⋅3+6⋅6=51
AB=91929122640153351,tr(AB)=9+26+51=86.
Il prodotto BA. Le righe di B sono (1,2,3) e (4,5,6). Le colonne di A contengono 1, 3, 5 e poi 2, 4, 6.
colonna 1 di A
colonna 2 di A
riga 1 di B
1⋅1+2⋅3+3⋅5=22
1⋅2+2⋅4+3⋅6=28
riga 2 di B
4⋅1+5⋅3+6⋅5=49
4⋅2+5⋅4+6⋅6=64
BA=(22492864),tr(BA)=22+64=86.
Che cosa si nota. Le due tracce sono uguali anche se le due matrici hanno taglie diverse. La Proposizione 8.13 parla di matrici quadrate, ma la sua dimostrazione funziona anche quando A è m×n e B è n×m.
Per ogni matrice cerco i doppioni tra le righe (o tra le colonne), li tolgo e conto quello che resta.
La matrice A (dal Foglio di esercizi 2 del tutorato 2025). Provo a ottenere la terza riga dalle prime due: due volte la prima, meno la seconda.
primo numero
secondo numero
terzo numero
2 volte la riga 1
2⋅1=2
2⋅2=4
2⋅3=6
riga 2
2
1
0
differenza
2−2=0
4−1=3
6−0=6
Viene (0,3,6), che è la terza riga: è un doppione. Le prime due righe sono (1,2,3) e (2,1,0). Non sono una il multiplo dell'altra: al primo posto si passa da 1 a 2 moltiplicando per 2, ma al secondo posto 2⋅2=4 e non 1. Restano 2 righe indipendenti: rk(A)=2.
La matrice B. La seconda riga è la prima moltiplicata per −2:
−2⋅(1,−1,2)=(−2,2,−4).
È un doppione. Resta una riga sola, che non è fatta di zeri: rk(B)=1.
La matrice C. La terza riga è la somma delle prime due: 1+0=1, poi 0+1=1, poi 2+1=3, poi 1+1=2. È un doppione. Le prime due righe non sono una il multiplo dell'altra: la prima comincia con 1 e la seconda con 0, e al secondo posto succede il contrario. Restano 2 righe: rk(C)=2, anche se le colonne sono quattro.
La matrice D. Ha 3 righe e 2 colonne, quindi il rango è al massimo 2. Guardo le due colonne: contengono 1,3,5 e 2,4,6. In alto si passa da 1 a 2 moltiplicando per 2. Ma nel mezzo 3⋅2=6 e non 4. Le colonne non sono una il multiplo dell'altra, quindi sono indipendenti: rk(D)=2, il più grande possibile per questa taglia.
8 · Un prodotto nullo con fattori non nulli medio
Prendi A=(1224) e B=(2−1−42). Calcola AB e BA. Che cosa impari?
Il prodotto AB è la matrice nulla, ma né A né B sono la matrice nulla.
AB è la matrice nulla e BA no. Quindi AB=BA.
Non si può «semplificare». Anche A per la matrice nulla dà la matrice nulla. Quindi A per B e A per la matrice nulla danno lo stesso risultato, ma B non è la matrice nulla.
Perché succede. La seconda colonna di A è il doppio della prima: A ha rango 1. Ogni colonna di AB è una ricetta fatta con le colonne di A, e le quantità sono i numeri di una colonna di B. La prima colonna di B contiene 2 e −1: la ricetta è «due volte la prima colonna di A, meno la seconda». Viene (2−2,4−4), cioè zero. La seconda colonna di B contiene −4 e 2: la ricetta è «−4 volte la prima colonna di A, più due volte la seconda». Viene (−4+4,−8+8), di nuovo zero.
9 · Potenze e il quadrato di una somma medio
Prendi A=(1011) e B=(0100). (a) Calcola A2 e A3 e indovina An. (b) Calcola (A+B)2 e A2+2AB+B2: sono uguali?
Soluzione
Qui il numero in alto è una potenza: A2 vuol dire A per A, e A3 vuol dire A2 per A.
Questa volta torna. Il «doppio prodotto» imparato a scuola funziona solo quando AB e BA sono uguali.
10 · Esercizio 8.16 delle dispense: associatività sì, commutatività no medio
Siano A=147258369, B=101010101, C=−10000−10−10. Calcolare (AB)C, A(BC), (BA)C e C(BA).
Soluzione
Le parentesi dicono quale prodotto va fatto per primo. Servono sette prodotti in tutto. In ogni tabella: la riga scritta a sinistra per la colonna scritta in alto.
1. Il prodotto AB. Le colonne di B contengono 1,0,1, poi 0,1,0, poi 1,0,1.
colonna 1 di B
colonna 2 di B
colonna 3 di B
riga 1 di A: (1,2,3)
1⋅1+2⋅0+3⋅1=4
1⋅0+2⋅1+3⋅0=2
1⋅1+2⋅0+3⋅1=4
riga 2 di A: (4,5,6)
4⋅1+5⋅0+6⋅1=10
4⋅0+5⋅1+6⋅0=5
4⋅1+5⋅0+6⋅1=10
riga 3 di A: (7,8,9)
7⋅1+8⋅0+9⋅1=16
7⋅0+8⋅1+9⋅0=8
7⋅1+8⋅0+9⋅1=16
AB=4101625841016
2. Il prodotto (AB)C. Le colonne di C contengono −1,0,0, poi 0,0,−1, poi 0,−1,0. In ogni colonna c'è un solo numero diverso da zero. Quindi in ogni conto resta un pezzo solo: gli altri due sono moltiplicati per 0.
colonna 1 di C
colonna 2 di C
colonna 3 di C
riga 1 di AB: (4,2,4)
4⋅(−1)=−4
4⋅(−1)=−4
2⋅(−1)=−2
riga 2 di AB: (10,5,10)
10⋅(−1)=−10
10⋅(−1)=−10
5⋅(−1)=−5
riga 3 di AB: (16,8,16)
16⋅(−1)=−16
16⋅(−1)=−16
8⋅(−1)=−8
Nella prima colonna si usa il primo numero della riga. Nella seconda colonna si usa il terzo, perché il −1 di quella colonna sta in basso. Nella terza colonna si usa il secondo.
(AB)C=−4−10−16−4−10−16−2−5−8
3. Il prodotto BC. Stesso criterio: in ogni conto resta un pezzo solo.
colonna 1 di C
colonna 2 di C
colonna 3 di C
riga 1 di B: (1,0,1)
1⋅(−1)=−1
1⋅(−1)=−1
0⋅(−1)=0
riga 2 di B: (0,1,0)
0⋅(−1)=0
0⋅(−1)=0
1⋅(−1)=−1
riga 3 di B: (1,0,1)
1⋅(−1)=−1
1⋅(−1)=−1
0⋅(−1)=0
BC=−10−1−10−10−10
4. Il prodotto A(BC). Le colonne di BC contengono −1,0,−1, poi di nuovo −1,0,−1, poi 0,−1,0.
colonna 1 di BC
colonna 2 di BC
colonna 3 di BC
riga 1 di A: (1,2,3)
1⋅(−1)+2⋅0+3⋅(−1)=−4
1⋅(−1)+2⋅0+3⋅(−1)=−4
1⋅0+2⋅(−1)+3⋅0=−2
riga 2 di A: (4,5,6)
4⋅(−1)+5⋅0+6⋅(−1)=−10
4⋅(−1)+5⋅0+6⋅(−1)=−10
4⋅0+5⋅(−1)+6⋅0=−5
riga 3 di A: (7,8,9)
7⋅(−1)+8⋅0+9⋅(−1)=−16
7⋅(−1)+8⋅0+9⋅(−1)=−16
7⋅0+8⋅(−1)+9⋅0=−8
A(BC)=−4−10−16−4−10−16−2−5−8=(AB)C
Le due matrici sono uguali, come dice l'associatività (Proposizione 8.11).
5. Il prodotto BA. Le colonne di A contengono 1,4,7, poi 2,5,8, poi 3,6,9.
colonna 1 di A
colonna 2 di A
colonna 3 di A
riga 1 di B: (1,0,1)
1⋅1+0⋅4+1⋅7=8
1⋅2+0⋅5+1⋅8=10
1⋅3+0⋅6+1⋅9=12
riga 2 di B: (0,1,0)
0⋅1+1⋅4+0⋅7=4
0⋅2+1⋅5+0⋅8=5
0⋅3+1⋅6+0⋅9=6
riga 3 di B: (1,0,1)
1⋅1+0⋅4+1⋅7=8
1⋅2+0⋅5+1⋅8=10
1⋅3+0⋅6+1⋅9=12
BA=8481051012612
6. Il prodotto (BA)C. Come al punto 2: in ogni conto resta un pezzo solo.
colonna 1 di C
colonna 2 di C
colonna 3 di C
riga 1 di BA: (8,10,12)
8⋅(−1)=−8
12⋅(−1)=−12
10⋅(−1)=−10
riga 2 di BA: (4,5,6)
4⋅(−1)=−4
6⋅(−1)=−6
5⋅(−1)=−5
riga 3 di BA: (8,10,12)
8⋅(−1)=−8
12⋅(−1)=−12
10⋅(−1)=−10
(BA)C=−8−4−8−12−6−12−10−5−10
7. Il prodotto C(BA). Adesso C sta a sinistra, quindi si usano le sue righe: (−1,0,0), (0,0,−1), (0,−1,0). Le colonne di BA contengono 8,4,8, poi 10,5,10, poi 12,6,12.
colonna 1 di BA
colonna 2 di BA
colonna 3 di BA
riga 1 di C: (−1,0,0)
(−1)⋅8=−8
(−1)⋅10=−10
(−1)⋅12=−12
riga 2 di C: (0,0,−1)
(−1)⋅8=−8
(−1)⋅10=−10
(−1)⋅12=−12
riga 3 di C: (0,−1,0)
(−1)⋅4=−4
(−1)⋅5=−5
(−1)⋅6=−6
La riga 1 di C usa il primo numero di ogni colonna, la riga 2 usa il terzo, la riga 3 usa il secondo.
C(BA)=−8−8−4−10−10−5−12−12−6
La morale.(AB)C e A(BC) sono uguali: le parentesi si possono spostare. Invece (BA)C e C(BA) sono diverse: le lettere non si possono scambiare. Nota che moltiplicare per Ca destra cambia segno e scambia due colonne, mentre moltiplicare per Ca sinistra cambia segno e scambia due righe.
11 · Esercizio 8.14 delle dispense: la trasposta di un prodotto medio
Dimostrare che vale la relazione t(AB)=tBtA.
Soluzione
L'idea. Due matrici sono uguali quando hanno la stessa taglia e lo stesso numero in ogni casella. Quindi controllo la taglia, e poi una casella qualsiasi.
Chiamo m×n la taglia di A e n×p la taglia di B. Così il prodotto AB esiste ed è m×p.
Le taglie tornano. La trasposta di AB è p×m. La trasposta di B è p×n e quella di A è n×m. I numeri interni sono uguali, quindi tBtA esiste ed è p×m. Nell'ordine sbagliato le taglie sarebbero (n×m)⋅(p×n), e di solito quel prodotto non esiste.
La casella di riga i e colonna j del lato sinistro. Per la regola della trasposta è la casella di riga j e colonna i di AB. Per la formula del prodotto è la riga j di A per la colonna i di B:
(t(AB))ij=(AB)ji=k=1∑nAjkBki.
La casella di riga i e colonna j del lato destro. Per la formula del prodotto è la riga i di tB per la colonna j di tA. Per la regola della trasposta, in ogni pezzo gli indici si scambiano:
(tBtA)ij=k=1∑n(tB)ik(tA)kj=k=1∑nBkiAjk.
Il confronto. Le due somme hanno gli stessi pezzi: AjkBki e BkiAjk sono lo stesso numero, perché tra numeri l'ordine di un prodotto non conta. Le due matrici hanno la stessa taglia e lo stesso numero in ogni casella: sono uguali.
Lo stesso ragionamento a parole. La riga i di tB contiene i numeri della colonna i di B. La colonna j di tA contiene i numeri della riga j di A. Quindi «riga i di tB per colonna j di tA» usa gli stessi numeri di «riga j di A per colonna i di B». E quest'ultimo conto è la casella di AB che, dopo la trasposizione, finisce nella riga i e nella colonna j.
Controllo con i numeri dell'Esempio 8.8. Lì avevamo trovato
AB=5492−206391−10
La prima riga della trasposta di AB è la prima colonna di AB: contiene 5,4,9.
Dall'altro lato, la prima riga di tB è la prima colonna di B: (−1,3). Le colonne di tA sono le righe di A: contengono 1 e 2, poi −1 e 1, poi 0 e 3. I tre conti:
(−1)⋅1+3⋅2=−1+6=5;
(−1)⋅(−1)+3⋅1=1+3=4;
(−1)⋅0+3⋅3=0+9=9.
Viene 5,4,9: la stessa riga.
12 · Le matrici che commutano con una matrice data difficile
Trova tutte le matrici X=(acbd)∈M(2,R) per cui AX=XA, dove A=(1011).
Soluzione
Due matrici commutano quando il loro prodotto è lo stesso nei due ordini. Le lettere a, b, c, d sono i quattro numeri di X, che non conosciamo: l'esercizio chiede quali valori possono avere.
1. Il prodotto AX. Le righe di A sono (1,1) e (0,1). Le colonne di X contengono a e c, poi b e d.
AX=(1⋅a+1⋅c0⋅a+1⋅c1⋅b+1⋅d0⋅b+1⋅d)=(a+ccb+dd)
2. Il prodotto XA. Le righe di X sono (a,b) e (c,d). Le colonne di A contengono 1 e 0, poi 1 e 1.
XA=(a⋅1+b⋅0c⋅1+d⋅0a⋅1+b⋅1c⋅1+d⋅1)=(aca+bc+d)
3. Uguaglio casella per casella. Le due matrici sono uguali quando lo sono tutte e quattro le caselle.
Casella
Condizione
Che cosa dice
riga 1, colonna 1
a+c=a
tolgo a dai due lati: c=0
riga 1, colonna 2
b+d=a+b
tolgo b dai due lati: d=a
riga 2, colonna 1
c=c
sempre vera
riga 2, colonna 2
d=c+d
tolgo d dai due lati: di nuovo c=0
4. La risposta. Serve c=0 e d=a. I numeri a e b restano liberi: puoi sceglierli come vuoi. Le matrici cercate sono
X=(a0ba)=a(1001)+b(0010),a,b∈R.
Sono tutte le ricette fatte con due matrici fisse. Per questo formano un sottospazio di M(2,R) di dimensione 2.
Una matrice con c diverso da zero, invece, non commuta con A. È il caso della matrice B dell'esercizio 9, che ha c=1: lì AB e BA sono diverse. Commutare è un'eccezione, non la regola.
13 · La traccia di AtAdifficile
(a) Dimostra che per ogni matrice reale A di taglia m×n vale tr(AtA)=∑i,jaij2. (b) Deduci che se tr(AtA)=0 allora A=0. (c) Mostra con A=(10i0)∈M(2,C) che (b) è falso sui numeri complessi.
Soluzione
A parole, il punto (a) dice: la traccia di una matrice per la sua trasposta è la somma dei quadrati di tutti i suoi numeri. La scrittura ∑i,jaij2 vuol dire proprio questo: si somma aij2 per tutte le caselle.
(a) Passo 1: la traccia esiste.A è m×n e la sua trasposta è n×m. Il prodotto AtA è m×m: è quadrato.
Passo 2: una casella diagonale. La casella di riga i e colonna i del prodotto è la riga i di A per la colonna i di tA. Ma la colonna i della trasposta contiene i numeri della riga i di A. Quindi è la riga i per sé stessa: ogni numero della riga viene moltiplicato per sé stesso, e poi si somma.
Passo 3: la traccia. La traccia somma le caselle diagonali, una per ogni riga. Sommando le righe si ottiene la somma dei quadrati di tutti i numeri della matrice.
Un controllo con i numeri. Per la matrice (1324) le due caselle diagonali del prodotto sono 1⋅1+2⋅2=5 e 3⋅3+4⋅4=25. La traccia è 5+25=30. La somma dei quadrati è 1+4+9+16=30.
(b) Il quadrato di un numero reale non è mai negativo: è zero solo per il numero zero, altrimenti è positivo. Una somma di numeri che non sono mai negativi fa zero solo se sono tutti zero. Quindi ogni aij2 è zero, cioè ogni aij è zero. La matrice A è la matrice nulla.
(c) Qui i non è un indice: è l'unità immaginaria della lezione L02, il numero per cui i⋅i=−1. La trasposta è tA=(1i00). Il prodotto:
La traccia è 0, ma A non è la matrice nulla. Con i numeri complessi i quadrati possono cancellarsi tra loro: 12+i2=1−1=0. È uno dei motivi per cui, per i vettori complessi, nella lezione L25 arriverà il prodotto hermitiano.
14 · Quale identità vale? tipo esame
Siano A=10201−1003 e B=10321−1000. Quale identità vale? (a) AB=BA; (b) AB=A; (c) AB=B; (d) BA=A; (e) BA=B.
Soluzione
Seguo il metodo «Quale identità vale?»: calcolo AB, lo confronto con A e con B, poi calcolo BA.
1. Il prodotto AB. Le colonne di B contengono 1,0,3, poi 2,1,−1, poi 0,0,0.
colonna 1 di B
colonna 2 di B
colonna 3 di B
riga 1 di A: (1,0,0)
1⋅1+0⋅0+0⋅3=1
1⋅2+0⋅1+0⋅(−1)=2
0
riga 2 di A: (0,1,0)
0⋅1+1⋅0+0⋅3=0
0⋅2+1⋅1+0⋅(−1)=1
0
riga 3 di A: (2,−1,3)
2⋅1+(−1)⋅0+3⋅3=11
2⋅2+(−1)⋅1+3⋅(−1)=0
0
Nella terza colonna viene sempre 0, perché la terza colonna di B è fatta di zeri.
AB=1011210000
2. Il confronto. Guardo la casella di riga 3 e colonna 1. In AB c'è 11, in A c'è 2, in B c'è 3. Basta questa casella: AB non è uguale ad A e non è uguale a B. Le risposte (b) e (c) sono false.
3. Il prodotto BA. Le colonne di A contengono 1,0,2, poi 0,1,−1, poi 0,0,3.
colonna 1 di A
colonna 2 di A
colonna 3 di A
riga 1 di B: (1,2,0)
1⋅1+2⋅0+0⋅2=1
1⋅0+2⋅1+0⋅(−1)=2
1⋅0+2⋅0+0⋅3=0
riga 2 di B: (0,1,0)
0⋅1+1⋅0+0⋅2=0
0⋅0+1⋅1+0⋅(−1)=1
0⋅0+1⋅0+0⋅3=0
riga 3 di B: (3,−1,0)
3⋅1+(−1)⋅0+0⋅2=3
3⋅0+(−1)⋅1+0⋅(−1)=−1
3⋅0+(−1)⋅0+0⋅3=0
BA=10321−1000=B
4. La risposta.BA=B: la risposta giusta è la (e). Le altre due sono false. La (d) perché BA è uguale a B, e B è diversa da A. La (a) perché nella riga 3 e colonna 1 il prodotto AB ha 11 e il prodotto BA ha 3.
15 · Una traccia di tre fattori e un rango 4×4tipo esame
(a) Siano A=(10−12), B=(2101), C=(011−1). Calcola tr(ABC) e confrontala con tr(ACB). (b) Determina il rango di M=1012036310122145.
Soluzione
(a) Seguo il metodo per le tracce: calcolo per intero il prodotto delle prime due matrici, poi solo le caselle diagonali del prodotto con la terza.
4. La diagonale di (AC)B. Le colonne di B contengono 2 e 1, poi 0 e 1.
Riga 1 di AC per colonna 1 di B: (−1)⋅2+2⋅1=0.
Riga 2 di AC per colonna 2 di B: 2⋅0+(−2)⋅1=−2.
Quindi tr(ACB)=0+(−2)=−2.
5. Il confronto. Le due tracce sono diverse: −1 e −2. Far girare i fattori (BCA, CAB) non cambia la traccia. Scambiare due fattori vicini, come B e C, può cambiarla.
(b) Cerco i doppioni tra le righe. Le chiamo riga 1, riga 2, riga 3 e riga 4.
La riga 3 è la riga 1 più due volte la riga 2.
primo numero
secondo numero
terzo numero
quarto numero
riga 1
1
0
1
2
2 volte la riga 2
2⋅0=0
2⋅3=6
2⋅0=0
2⋅1=2
somma
1+0=1
0+6=6
1+0=1
2+2=4
Viene (1,6,1,4): è la riga 3.
La riga 4 è due volte la riga 1 più la riga 2.
primo numero
secondo numero
terzo numero
quarto numero
2 volte la riga 1
2⋅1=2
2⋅0=0
2⋅1=2
2⋅2=4
riga 2
0
3
0
1
somma
2+0=2
0+3=3
2+0=2
4+1=5
Viene (2,3,2,5): è la riga 4.
Le righe 3 e 4 sono doppioni, e le tolgo. Restano la riga 1 e la riga 2. Non sono una il multiplo dell'altra: la riga 1 ha 0 al secondo posto, dove la riga 2 ha 3. La riga 2 ha 0 al primo posto, dove la riga 1 ha 1. Quindi sono indipendenti, e rk(M)=2.
Si poteva notare anche che la terza colonna è uguale alla prima. Ma questo dice solo che il rango è al massimo 3: per arrivare a 2 servono le relazioni tra le righe.
16 · Quando A è simmetrica? tipo esame
Prendi A=2k21k111k0, con k∈R. (a) Calcola tA−A. (b) Per quali k la matrice A è simmetrica? (c) Verifica che tA−A è antisimmetrica per ogni k.
Soluzione
La lettera k è un parametro: un numero reale che non conosciamo, e che nei conti resta scritto come lettera.
(a) La trasposta. Le righe diventano colonne. La prima riga contiene 2,k,1. La seconda contiene k2,1,k. La terza contiene 1,1,0.
tA=2k1k21k110
La differenza, casella per casella. In ogni casella: il numero di tA meno il numero di A.
colonna 1
colonna 2
colonna 3
riga 1
2−2=0
k2−k
1−1=0
riga 2
k−k2
1−1=0
1−k
riga 3
1−1=0
k−1
0−0=0
tA−A=0k−k20k2−k0k−101−k0.
(b) La matrice è simmetrica esattamente quando tA−A è la matrice nulla. Servono due condizioni insieme.
k2−k=0. Raccolgo k: k⋅(k−1)=0. Un prodotto di due numeri è zero quando uno dei due è zero: k=0 oppure k=1.
1−k=0, cioè k=1.
Il solo valore che va bene per tutte e due è k=1. Quindi A è simmetrica solo per k=1.
Controllo. Con k=1 la matrice diventa 211111110, che è simmetrica. Con k=0 diventa 201011100: nella riga 2 e colonna 3 c'è 0, nella riga 3 e colonna 2 c'è 1. Non è simmetrica.
(c) Guardo la matrice del punto (a). La diagonale è fatta di zeri. Le coppie di caselle ribaltate contengono numeri opposti:
k2−k e k−k2;
0 e 0;
1−k e k−1.
Quindi la matrice è antisimmetrica, qualunque sia k. Vale per ogni matrice quadrata: se trasponi tA−A ottieni A−tA, perché trasporre due volte riporta ad A. E A−tA è la matrice di partenza con tutti i segni cambiati.
§11
Domande di ripasso
autoverifica
Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.
Che cos'è la trasposta di una matrice e che taglia ha?
È la matrice che si ottiene scambiando le righe con le colonne: la prima riga diventa la prima colonna, la seconda riga la seconda colonna, e avanti così. Si scrive tA. Se la matrice di partenza è m×n, la trasposta è n×m. La regola degli indirizzi è (tA)ij=Aji.
Come si riconoscono con la trasposta le matrici simmetriche e antisimmetriche? Perché un'antisimmetrica ha la diagonale nulla?
Una matrice quadrata è simmetrica se è uguale alla sua trasposta: tA=A. È antisimmetrica se la sua trasposta è la matrice con tutti i segni cambiati: tA=−A.
Una casella della diagonale, ribaltata, resta sé stessa. In una matrice antisimmetrica il suo numero deve quindi essere uguale al proprio opposto. L'unico numero così è lo 0.
Che cosa vuol dire la scrittura t(1,0,−1)?
È il vettore colonna con i numeri 1, 0 e −1, letti dall'alto in basso. Si scrive in riga, con la piccola t davanti, per risparmiare spazio.
Come si definisce il rango di una matrice?
È la dimensione dello spazio generato dalle colonne, cioè dello Span delle colonne. Lo stesso numero si ottiene contando quante colonne indipendenti si possono scegliere al massimo (Proposizione 8.4).
Perché il rango è il massimo numero di colonne indipendenti?
Le colonne generano il loro Span. Se una colonna è un doppione, cioè una combinazione lineare delle altre, si può togliere: lo Span non cambia. Togliendo un doppione alla volta restano colonne indipendenti che generano lo stesso spazio. Sono una base, e il loro numero è la dimensione. Un gruppo più numeroso sarebbe dipendente.
Che relazione c'è tra rango per righe e rango per colonne?
Sono uguali per ogni matrice (Proposizione 8.6). Con la trasposta si scrive rk(tA)=rk(A). Per calcolare un rango si possono guardare le righe oppure le colonne, a scelta.
Perché rk(A)≤min(m,n)?
Il rango conta colonne indipendenti, che non possono essere più delle n colonne della matrice. Conta anche righe indipendenti, che non possono essere più delle m righe. Quindi non supera il più piccolo dei due numeri.
Quando si può fare il prodotto AB, e che taglia ha?
Quando le colonne di A sono tante quante le righe di B. Scrivendo le taglie una accanto all'altra, i due numeri interni devono essere uguali. I due numeri esterni danno la taglia del prodotto: (m×n)⋅(n×p) dà una matrice m×p.
Come si calcola l'elemento (AB)ij?
Si prende la riga i di A e la colonna j di B. Si moltiplica il primo numero della riga per il primo della colonna, il secondo per il secondo, e avanti così. Poi si somma tutto. Con i simboli: (AB)ij=Ai1B1j+⋯+AinBnj.
Il prodotto di matrici è commutativo? Fai un esempio.
No: di solito scambiando le due matrici il risultato cambia. Nell'Esempio 8.10, con A=(1000) e B=(0010), il prodotto AB è uguale a B e il prodotto BA è la matrice nulla.
Quali proprietà valgono per il prodotto di matrici?
Tre (Proposizione 8.11). L'associatività: A(BC)=(AB)C. La distributività, in due versioni: A(B+C)=AB+AC e (A+B)C=AC+BC. E un numero si può spostare: λ(AB)=(λA)B=A(λB).
Non vale la proprietà commutativa. E un prodotto può essere la matrice nulla anche se nessuno dei due fattori lo è.
Che cos'è la traccia e che cosa dice la Proposizione 8.13?
La traccia di una matrice quadrata è la somma dei numeri sulla diagonale principale. La Proposizione 8.13 dice che tr(AB)=tr(BA) per due matrici quadrate della stessa taglia, anche quando AB e BA sono matrici diverse.
Qual è la trasposta di un prodotto?
Il prodotto delle trasposte in ordine rovesciato: t(AB)=tBtA (Esercizio 8.14 delle dispense).
Come si calcola in fretta tr(AB) in un quiz?
Si calcolano solo le caselle diagonali del prodotto: la riga 1 di A per la colonna 1 di B, la riga 2 per la colonna 2, e avanti così. Poi si sommano. Per tr(AtA) basta sommare i quadrati di tutti i numeri di A.
§12
Glossario
termini
Matrice m×n
Una tabella di numeri con m righe e n colonne. Il numero nella riga i e nella colonna j si scrive aij oppure Aij.
Taglia
Quante righe e quante colonne ha una matrice, in quest'ordine. Una matrice 2×3 ha 2 righe e 3 colonne.
Matrice quadrata
Una matrice con tante righe quante colonne, come una 2×2 o una 3×3.
Matrice nulla
La matrice fatta di soli zeri. Si indica con 0.
M(m,n,K), M(n)
L'insieme di tutte le matrici m×n con numeri in K: è uno spazio vettoriale di dimensione mn. M(n) sono le matrici quadrate con n righe.
Riga Ai e colonna Aj
La riga numero i, con l'indice in basso, e la colonna numero j, con l'indice in alto. Sono vettori: la riga ha n numeri, la colonna ne ha m.
Diagonale principale
In una matrice quadrata, le caselle che scendono dall'angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra: riga 1 e colonna 1, riga 2 e colonna 2, e avanti così.
Trasposta tA
La matrice con le righe e le colonne scambiate: (tA)ij=Aji. Una matrice m×n diventa n×m.
t(x,y,z)
Il vettore colonna con i numeri x,y,z letti dall'alto in basso, scritto in riga per risparmiare spazio.
Matrice simmetrica
Una matrice quadrata uguale alla sua trasposta: tA=A. La diagonale fa da specchio.
Matrice antisimmetrica
Una matrice quadrata con tA=−A: ogni numero ha, dall'altra parte della diagonale, il suo opposto. La diagonale è fatta di zeri.
Rango rk(A)
Il massimo numero di colonne indipendenti. È la dimensione dello spazio generato dalle colonne.
Rango per righe
La dimensione dello spazio generato dalle righe, cioè il rango della trasposta. È sempre uguale al rango.
Prodotto riga per colonna
Il prodotto AB: nella riga i e colonna j c'è la riga i di A per la colonna j di B. Si fa solo se le colonne di A sono tante quante le righe di B.
Prodotto matrice per vettore
Una matrice per un vettore colonna dà un vettore colonna. È la combinazione lineare delle colonne della matrice, con i numeri del vettore come quantità.
Non commutatività
Di solito AB e BA sono diversi, anche per matrici quadrate: nel prodotto l'ordine conta.
Associatività e distributività
Le parentesi si possono spostare: A(BC)=(AB)C. Un prodotto si distribuisce sulla somma: A(B+C)=AB+AC e (A+B)C=AC+BC.
Potenza di una matrice
Una matrice quadrata moltiplicata per sé stessa: A2 è A per A, A3 è A per A per A.
Traccia trA
La somma dei numeri sulla diagonale principale di una matrice quadrata. Vale tr(AB)=tr(BA).
Matrice identità In
La matrice quadrata con 1 sulla diagonale e 0 altrove. Nel prodotto non cambia niente: InA=AIn=A (lezione L09).
§13
Checklist
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