Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L11
Sistemi lineari I
Un metodo che risolve qualsiasi sistema di equazioni, con qualunque numero di equazioni e di incognite. Si scrivono i numeri in una tabella, la si riordina con tre mosse e alla fine la risposta si legge: una soluzione, nessuna oppure infinite. È il conto che torna in quasi ogni prova d'esame.
Dispense
lezione 11 · pp. 50–55
Libro
Martelli, §3.1
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
3–4 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
Ripasso
La lezione in 6 punti
Un sistema lineare è un indovinello con più indizi: cerchi dei numeri che rispettano tutte le condizioni insieme. Ogni indizio è un'equazione. I numeri da trovare si chiamano incognite.
Per fare i conti si scrivono solo i numeri, in una tabella: la matrice completa. Ogni riga della tabella è un'equazione.
Tre mosse di Gauss cambiano le righe senza cambiare le soluzioni: scambiare due righe, moltiplicare una riga per un numero diverso da zero, sommare a una riga un multiplo di un'altra riga.
Con le mosse si porta la tabella a scalini: una forma a scala in cui il sistema si risolve dal basso. Il primo numero diverso da zero di ogni riga si chiama pivot.
I finali possibili sono tre. Nessuna soluzione, se compare una riga impossibile come «0 = 5». Una sola, se ogni incognita ha il suo pivot. Infinite, se qualche incognita resta libera: il suo valore lo scegli tu.
All'esame il quiz «quante soluzioni ha il sistema?» è uscito in 9 appelli su 15, e quasi ogni problema aperto finisce con questi conti.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
§1
Un indovinello con più indizi: il sistema
p. 50
Partiamo da un indovinello: penso a due numeri, la loro somma fa 5 e la loro differenza fa 1. Quali sono?
Ci sono due numeri da trovare e due indizi. La risposta deve rispettare tutti e due gli indizi insieme.
Dare un nome ai numeri da trovare
Un numero che non conosci ancora si chiama incognita. Per poterne parlare gli si dà un nome: una lettera. Qui i numeri da trovare sono due, quindi servono due lettere. Chiamiamo x il primo numero e y il secondo.
Adesso ogni indizio si scrive in breve.
L'indizio a parole
Scritto con le lettere
la somma dei due numeri fa 5
x+y=5
il primo meno il secondo fa 1
x−y=1
Ognuna di queste due scritture è un'equazione.
Ripasso · che cos'è un'equazione
Un'equazione è un'uguaglianza con dentro una o più lettere. Dice: «quello che sta a sinistra dell'uguale e quello che sta a destra sono lo stesso numero».
Risolvere un'equazione vuol dire trovare il numero che, messo al posto della lettera, la rende vera.
Un esempio: 2x=6. La scrittura 2x vuol dire «2 per x»: tra un numero e una lettera il segno «per» non si scrive. La domanda è: quale numero, moltiplicato per 2, dà 6? Il 3. Quindi x=3.
La regola per risolvere: puoi fare la stessa operazione sui due lati dell'uguale. Se i due lati erano uguali prima, restano uguali dopo. Nell'esempio dividi per 2 tutti e due i lati. A sinistra 2x diventa x. A destra 6 diventa 3.
Un altro esempio: x+4=9. Togli 4 da tutti e due i lati. A sinistra resta x. A destra resta 9−4=5. Quindi x=5.
Quando più equazioni devono valere insieme, si scrivono una sotto l'altra, con una graffa a sinistra:
{x+y=5x−y=1
La graffa si legge «tutte insieme». Un gruppo di equazioni da rispettare tutte insieme si chiama sistema.
Risolvere l'indovinello ragionando
Proviamo a trovare i due numeri senza andare a tentativi.
La prima equazione dice che x+y e 5 sono lo stesso numero. La seconda dice che x−y e 1 sono lo stesso numero. Se a due cose uguali sommi due cose uguali, ottieni ancora due cose uguali. Quindi possiamo sommare le due equazioni: i lati sinistri tra loro e i lati destri tra loro.
Lati sinistri. La somma è (x+y)+(x−y). Ci sono due x, che insieme fanno 2x. C'è un +y e c'è un −y, che si cancellano. Resta 2x.
Lati destri. La somma è 5+1=6.
L'equazione nuova è 2x=6. Dividi per 2 i due lati: x=3.
Il secondo numero. Torna alla prima equazione e metti 3 al posto di x. Diventa 3+y=5. Togli 3 dai due lati: y=2.
I due numeri sono 3 e 2. Controlliamo con gli indizi di partenza.
La somma: 3+2=5. Giusto.
La differenza: 3−2=1. Giusto.
Che cos'è una soluzione
Una soluzione del sistema è una scelta dei numeri che rende vere tutte le equazioni. Qui la soluzione è «x vale 3 e y vale 2».
Per scriverla in breve si mettono i due numeri in una lista, tra parentesi tonde: (3,2). Il primo posto è per x, il secondo per y. Una lista ordinata di numeri è un vettore (lezione L05). L'ordine conta: la lista (2,3) vorrebbe dire che x vale 2 e y vale 3, ed è un'altra cosa.
Proviamo un'altra lista: (4,1).
Prima equazione: 4+1=5. Vera.
Seconda equazione: 4−1=3, ma doveva fare 1. Falsa.
Quindi (4,1)non è una soluzione. Basta un solo indizio non rispettato per scartare una lista.
Tutte le soluzioni di un sistema, messe insieme, formano un insieme. Le dispense lo chiamano S, come «soluzioni». L'indovinello ha una soluzione sola, quindi il suo insieme S ha un solo elemento:
S={(3,2)}
Le graffe sono quelle degli insiemi (lezione L01): in mezzo c'è l'elenco degli elementi. Risolvere un sistema vuol dire trovare tutto l'insieme S. Non basta una soluzione qualsiasi: servono tutte.
I nomi dei pezzi di un'equazione
Guarda questa equazione con tre incognite:
2x−3y+z=7
I numeri che moltiplicano le incognite si chiamano coefficienti. Qui sono 2, −3 e 1.
Il numero a destra dell'uguale si chiama termine noto. «Noto» vuol dire «conosciuto». Qui è 7.
Due avvisi sui coefficienti.
Davanti a z non c'è scritto niente. Allora il coefficiente è 1, perché z è lo stesso di 1⋅z. Il puntino ⋅ è il segno «per».
Il segno meno fa parte del coefficiente: quello di y è −3, non 3. Se davanti a una lettera c'è solo il segno meno, come in −y, il coefficiente è −1.
Tante incognite: i numerini in basso
Con tre incognite bastano le lettere x, y e z. Con sei incognite le lettere finiscono. Allora si usa una lettera sola, con un numerino scritto in basso:
x1,x2,x3,x4,…
Si legge «ics uno», «ics due», «ics tre». Il numerino si chiama indice. È solo un'etichetta: dice quale incognita è. Non è una potenza, e con lui non si fanno conti. Le incognite x1 e x2 sono due numeri diversi, come x e y.
Che cosa vuol dire «lineare»
Gli indizi di questa lezione sono tutti dello stesso tipo. Ogni incognita può essere solo moltiplicata per un numero. Poi i pezzi si sommano. Nient'altro. Un'equazione fatta così si chiama lineare.
Non sono permesse tre cose: un'incognita moltiplicata per sé stessa, due incognite moltiplicate tra loro, un'incognita chiusa dentro un'altra operazione.
Equazione
Lineare?
Perché
2x−3y+z=7
sì
ogni incognita è solo moltiplicata per un numero
x1+x4=0
sì
le incognite che non compaiono contano come moltiplicate per 0
2x−πy=31
sì
i coefficienti e il termine noto possono essere numeri qualsiasi: qui la radice di 2, pi greco e un terzo
x2+y=1
no
x2 vuol dire x⋅x: l'incognita è moltiplicata per sé stessa
xy=4
no
xy vuol dire x⋅y: due incognite moltiplicate tra loro
x+siny=0
no
l'incognita y sta dentro la funzione seno (lezione L03)
Un sistema lineare è un sistema in cui tutte le equazioni sono lineari. Il metodo di questa lezione funziona solo per questi sistemi.
Prova tu
La lista (1,4) è una soluzione del sistema dell'indovinello?
No. Prima equazione: 1+4=5, vera. Seconda equazione: 1−4=−3, ma doveva fare 1. Un indizio non è rispettato, quindi la lista si scarta.
Quali di queste equazioni sono lineari? (a) 3x−y=2; (b) x⋅y=1; (c) x+y+z=0; (d) x2=9.
(a) Sì: le incognite sono solo moltiplicate per numeri e sommate.
(b) No: due incognite sono moltiplicate tra loro.
(c) Sì.
(d) No: x2 è x per x.
Nell'equazione 5x−y+2z=8, quali sono i coefficienti? Qual è il termine noto?
I coefficienti sono 5, −1 e 2. Davanti a y c'è solo il segno meno, quindi il suo coefficiente è −1. Il termine noto è 8.
Da ricordare
Un sistema è un gruppo di equazioni da rispettare tutte insieme. Una soluzione è una lista di numeri che le rende vere tutte.
Lineare vuol dire: le incognite sono solo moltiplicate per numeri e poi sommate.
I numeri davanti alle incognite sono i coefficienti. Il numero a destra dell'uguale è il termine noto.
S è l'insieme di tutte le soluzioni. Risolvere un sistema vuol dire trovarle tutte.
§2
Una, nessuna, infinite: tre finali in un disegno
oltre le dispense
Un indovinello può finire in tre modi: con una risposta sola, con nessuna risposta, con infinite risposte. Quando le incognite sono due, i tre finali si vedono in un disegno.
Ripasso · punti e rette sul foglio a quadretti
Prendi un foglio a quadretti e disegna due righe numerate che si incrociano: una orizzontale e una verticale. Si chiamano assi. Il punto in cui si incrociano è lo zero di tutti e due.
Una coppia di numeri come (3,2) indica un punto del foglio. Parti dall'incrocio, fai 3 passi a destra e poi 2 passi in su. Il primo numero è la x, il secondo è la y. Con un numero negativo vai dalla parte opposta: a sinistra oppure in giù.
Adesso prendi un'equazione lineare con due incognite, per esempio x+y=5. Le coppie che la rendono vera sono tante: (0,5), poi (1,4), poi (2,3), poi (5,0) e infinite altre, anche con la virgola. Se segni tutti questi punti sul foglio, stanno in fila su una retta.
Quindi un'equazione lineare con due incognite è una retta. I punti della retta sono le coppie che rispettano l'equazione.
Un sistema di due equazioni è fatto di due rette. Una soluzione deve rispettare tutte e due le equazioni. Quindi è un punto che sta su tutte e due le rette.
Due rette sullo stesso foglio possono stare in tre modi.
Primo finale: le rette si incrociano. È il caso dell'indovinello. Guarda la figura: le due rette hanno un solo punto in comune, quello della soluzione (3,2). Il sistema ha una sola soluzione.
12345−11234xyx+y=5x−y=1(3,2)
x+y=5 e x−y=1 si incontrano in un punto: una sola soluzione, (3,2)
Secondo finale: le rette sono parallele. Prendi questi due indizi: «la somma fa 2» e «la somma fa 4». La somma di due numeri non può fare 2 e 4 nello stesso momento. I due indizi si contraddicono. Guarda la figura: le due rette non si toccano mai. Il sistema non ha nessuna soluzione.
12341234xyx+y=2x+y=4
x+y=2 e x+y=4 sono parallele: nessun punto comune, nessuna soluzione
Terzo finale: le rette coincidono. Prendi «la somma fa 2» e «il doppio della somma fa 4». Il secondo indizio ripete il primo con altre parole: non aggiunge niente. Guarda la figura: le due rette stanno una sopra l'altra. Ogni punto della retta è una soluzione: (2,0), poi (1,1), poi (0,2) e tutti gli altri. Il sistema ha infinite soluzioni.
12341234xyx+y=22x+2y=4
x+y=2 e 2x+2y=4 sono la stessa retta: infinite soluzioni
Con due rette non esistono altri casi. Per esempio le soluzioni non sono mai esattamente due. Due rette con due punti in comune sono per forza la stessa retta, e allora i punti in comune sono infiniti.
Con tre o più incognite il disegno non si riesce più a fare. Ma i finali restano questi tre: nessuna soluzione, una sola, infinite. Lo dimostra il teorema di Rouché–Capelli, nella lezione L12. Il metodo di questa lezione dice ogni volta in quale dei tre finali sei.
Prova tu
Senza fare conti: quante soluzioni ha il sistema con gli indizi «la somma fa 3» e «la somma fa 7»?
Nessuna. La somma di due numeri non può fare 3 e 7 nello stesso momento. Nel disegno sono due rette parallele.
Quante soluzioni ha il sistema x+y=3, 3x+3y=9?
Infinite. La seconda equazione è la prima moltiplicata per 3: a sinistra 3⋅(x+y) fa 3x+3y, a destra 3⋅3 fa 9. Non dice niente di nuovo.
Resta un solo indizio, x+y=3. Le coppie che lo rispettano sono infinite: (0,3), (1,2), (3,0) e così via. Nel disegno le due rette coincidono.
Da ricordare
Un sistema lineare può avere una soluzione, nessuna oppure infinite. Con i numeri reali non ne ha mai esattamente due o tre (lezione L12).
Nessuna soluzione: due indizi si contraddicono.
Infinite soluzioni: un indizio ripete gli altri, e qualcosa resta libero.
§3
Scrivere solo i numeri: la matrice completa
p. 50
Rileggi come abbiamo risolto l'indovinello: le lettere non hanno fatto nessun lavoro. I conti li hanno fatti i numeri: quelli davanti alle incognite e quelli a destra dell'uguale. Le lettere servivano solo a tenere ogni numero al suo posto.
Allora conviene scrivere solo i numeri, in una tabella. Sarà il posto nella tabella a dire a quale incognita appartiene ogni numero.
Ripasso · che cos'è una matrice
Una matrice è una tabella di numeri chiusa tra due parentesi tonde (lezione L08). Le righe sono le file orizzontali e si contano dall'alto. Le colonne sono le file verticali e si contano da sinistra.
(142536)
Questa matrice ha 2 righe e 3 colonne. Si scrive «matrice 2×3» e si legge «due per tre»: prima le righe, poi le colonne. La riga 2 è fatta dei numeri 4, 5 e 6. La colonna 3 è fatta dei numeri 3 e 6. Il numero nella riga 2 e nella colonna 1 è il 4.
Dall'indovinello alla tabella
Il sistema dell'indovinello è questo:
{x+y=5x−y=1
Per ogni equazione leggi tre numeri: quello davanti a x, quello davanti a y e quello a destra dell'uguale.
Equazione
Numero davanti a x
Numero davanti a y
Numero a destra
x+y=5
1
1
5
x−y=1
1
−1
1
Nella seconda equazione davanti a y c'è solo il segno meno: il coefficiente è −1.
Ora togli le intestazioni e metti le parentesi. Ottieni una matrice:
(111−151)
La barra verticale sta al posto dell'uguale. Separa i coefficienti, a sinistra, dai termini noti, a destra. Non è un'operazione: è solo un promemoria.
Questa tabella si chiama matrice completa del sistema. Si legge così:
ogni riga è un'equazione;
ogni colonna prima della barra è un'incognita: la prima colonna è quella di x, la seconda è quella di y;
l'ultima colonna, dopo la barra, contiene i termini noti.
I tre nomi
Le dispense danno un nome a ogni pezzo della tabella.
La parte a sinistra della barra è la matrice dei coefficienti. Si indica con la lettera A.
La colonna a destra della barra è il vettore dei termini noti. Si indica con la lettera b. È un vettore scritto in verticale: un vettore colonna.
La tabella intera è la matrice completa. Si indica con la lettera C.
Per l'indovinello:
A=(111−1)b=(51)C=(111−151)
Per dire che la matrice completa è fatta dei coefficienti con accanto i termini noti, le dispense scrivono C=(A∣b). Si legge «ci uguale a barra bi».
Esempio · Un sistema con tre equazioni e tre incognite
⎩⎨⎧x+y+2z=92x+4y−3z=13x+6y−5z=0
Le incognite sono tre: x, y e z. Quindi prima della barra servono tre colonne. Per esempio nella seconda equazione davanti a x c'è 2, davanti a y c'è 4 e davanti a z c'è −3. A destra dell'uguale c'è 1.
La matrice completa è
C=1231462−3−5910.
Ha 3 righe, perché le equazioni sono 3. Ha 4 colonne: 3 per le incognite e 1 per i termini noti. Questo sistema viene risolto per intero nell'esercizio 6.
Trappola · Prima di scrivere la matrice, metti in ordine il sistema
La tabella funziona solo se ogni numero sta nella colonna giusta. Le regole sono tre.
Le incognite vanno scritte nello stesso ordine in ogni riga: prima x, poi y, poi z.
Un'incognita che manca in un'equazione ha coefficiente 0. Lo 0 va scritto nella matrice: il posto non si lascia vuoto.
Le incognite vanno tutte a sinistra dell'uguale. I numeri senza incognita vanno tutti a destra. Chi cambia lato cambia segno.
La terza regola viene da quella dei due lati. Per togliere un −z dal lato destro sommi z a tutti e due i lati: a destra sparisce, a sinistra compare +z.
Un sistema con tutti e tre i problemi:
⎩⎨⎧2x−y=3−zx=4y5+z=2
Prima equazione. A destra c'è −z. Lo porti a sinistra e diventa +z. Viene 2x−y+z=3.
Seconda equazione. A destra c'è 4y. Lo porti a sinistra e diventa −4y. Viene x−4y=0. Manca z: il suo coefficiente è 0.
Terza equazione. A sinistra c'è il numero 5. Lo porti a destra e diventa −5. Viene z=2−5, cioè z=−3. Mancano x e y: due zeri.
Il sistema in ordine, e la sua matrice completa:
⎩⎨⎧2x−y+z=3x−4y=0z=−3210−1−4010130−3
Quando equazioni e incognite sono tante
Un sistema può avere un numero qualsiasi di equazioni e di incognite. I due numeri possono anche essere diversi: 2 equazioni con 4 incognite, oppure 3 equazioni con 2 incognite. Le dispense usano due lettere per dirlo.
La lettera k è il numero di equazioni.
La lettera n è il numero di incognite.
Nell'indovinello le equazioni sono 2 e le incognite sono 2. Nell'esempio qui sopra sono 3 e 3.
Anche i coefficienti sono tanti, e serve un modo per indicarli tutti. Le dispense li chiamano tutti a, con due numerini in basso. Il primo dice la riga, cioè l'equazione. Il secondo dice la colonna, cioè l'incognita.
Proviamo sulla matrice dell'esempio con tre equazioni.
a23 si legge «a due tre», non «a ventitré». È il numero nella riga 2 e nella colonna 3: vale −3.
a31 è il numero nella riga 3 e nella colonna 1: vale 3.
I termini noti si chiamano b, con un numerino solo: quello della riga. Nell'esempio b2 è il termine noto della seconda equazione: vale 1.
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 11.1 · Sistema lineare
Un sistema lineare è un insieme di k equazioni lineari in n variabili
I numeri aij sono i coefficienti e i bi sono i termini noti del sistema. Sia i coefficienti sia i termini noti sia le variabili sono in un certo campo fissato K. Possiamo raggruppare i coefficienti e i termini noti in una matrice k×n e in un vettore colonna:
A=a11⋮ak1⋯⋱⋯a1n⋮akn,b=b1⋮bk.
Parliamo della matrice dei coefficienti e del vettore dei termini noti. Possiamo poi unire tutto in un'unica matrice k×(n+1)
C=(A∣b),
chiamata matrice completa.
Come si legge. Un pezzo alla volta.
«Variabili» è un altro nome per le incognite.
La prima riga dentro la graffa è la prima equazione. Comincia con il primo coefficiente per la prima incognita. I tre puntini ⋯ vogliono dire «e avanti così, con le incognite che stanno in mezzo». Finisce con l'ultimo coefficiente della riga per l'ultima incognita, che è xn. A destra dell'uguale c'è b1, il primo termine noto.
I puntini verticali ⋮ vogliono dire «e avanti così, con le equazioni che stanno in mezzo». L'ultima riga è l'equazione numero k.
aij sta per un coefficiente qualsiasi: quello nella riga i e nella colonna j. Le lettere i e j stanno al posto di due numeri.
K è il campo, cioè l'insieme dei numeri che si usano. Le dispense scrivono K per dire «R oppure C»: i numeri reali oppure i numeri complessi (lezioni L01 e L02). In questi appunti i numeri sono quasi sempre reali.
«Matrice k×n» vuol dire: una matrice con k righe e n colonne. È la matrice dei coefficienti: una riga per ogni equazione, una colonna per ogni incognita. I puntini in diagonale ⋱ riempiono il centro della tabella.
La matrice completa ha una colonna in più, quella dei termini noti. Per questo le sue colonne sono n+1.
Subito dopo la definizione le dispense dichiarano lo scopo della lezione: trovare l'insieme S⊂Kn delle soluzioni. Anche questa scrittura si legge a pezzi.
Kn è l'insieme di tutte le liste di n numeri. Con 2 incognite e i numeri reali è R2: tutte le coppie, come (3,2).
Il simbolo ⊂ si legge «è contenuto in» (lezione L01).
Tutta insieme: le soluzioni sono liste di n numeri, un numero per ogni incognita.
Prova tu
Scrivi la matrice completa del sistema x+2y=7, 3x−y=0.
(132−170)
Prima riga: 1 davanti a x, 2 davanti a y, 7 a destra. Seconda riga: 3 davanti a x, −1 davanti a y, 0 a destra.
Quale sistema corrisponde alla matrice completa (210165)?
La prima riga è 2x+0y=6, cioè 2x=6. La seconda riga è x+y=5.
Una matrice completa ha 2 righe e 4 colonne. Quante sono le equazioni? Quante le incognite?
Le equazioni sono 2, una per riga. Le colonne sono 4, ma l'ultima è quella dei termini noti. Le incognite sono 4−1=3.
Da ricordare
La matrice completa è il sistema scritto con i soli numeri: una riga per ogni equazione, una colonna per ogni incognita, e l'ultima colonna per i termini noti.
La barra verticale sta al posto dell'uguale.
Prima di scriverla metti in ordine il sistema: incognite nello stesso ordine, 0 per quelle che mancano, numeri senza incognita a destra.
Le incognite sono le colonne prima della barra. L'ultima colonna non è un'incognita.
§4
Riscrivere gli indizi: le mosse di Gauss
pp. 50–51
Per risolvere l'indovinello hai sommato le due equazioni. In pratica hai riscritto gli indizi in un'altra forma, più comoda, e la risposta è rimasta la stessa.
Questa è l'idea di tutta la lezione. La soluzione non si cerca a tentativi. Si riscrivono gli indizi, un passo alla volta, finché la soluzione si legge. L'importante è usare solo riscritture che non cambiano le soluzioni.
Le riscritture sicure sono tre. Si chiamano mosse di Gauss, dal nome del matematico tedesco Carl Friedrich Gauss. Le hai già incontrate nella lezione L10, dove servivano per calcolare i determinanti. Qui servono per risolvere i sistemi.
Ogni mossa lavora sulle righe della matrice completa, cioè sulle equazioni. Per parlare delle righe si usa la lettera R, che sta per «riga»: R1 è la riga 1, R2 è la riga 2, e così via.
Prima mossa: scambiare due righe
Dire gli indizi in un altro ordine non cambia l'indovinello. «La somma fa 5 e la differenza fa 1» è lo stesso di «la differenza fa 1 e la somma fa 5».
Sulla matrice completa vuol dire scambiare di posto due righe intere:
(111−151)⟶(11−1115)
La mossa si scrive R1↔R2. La freccia a due punte si legge «si scambia con».
Seconda mossa: moltiplicare una riga per un numero
«La somma fa 5» e «il doppio della somma fa 10» dicono la stessa cosa. Chi conosce una delle due frasi conosce anche l'altra.
Sulla matrice vuol dire moltiplicare per lo stesso numero tutti i numeri di una riga, compreso quello dopo la barra. Moltiplichiamo per 2 la prima riga dell'indovinello.
colonna di x
colonna di y
termine noto
riga 1
1
1
5
2 volte la riga 1
2⋅1=2
2⋅1=2
2⋅5=10
La nuova riga 1 è (2,2∣10): i due coefficienti, la barra e il termine noto. È l'equazione 2x+2y=10. La soluzione dell'indovinello la rispetta ancora:
2⋅3+2⋅2=6+4=10
La mossa si scrive R1→2R1. La freccia si legge «diventa»: «la riga 1 diventa 2 volte la riga 1».
C'è un solo divieto: il numero non può essere zero. Prova a moltiplicare per 0 la riga dell'indizio «la somma fa 5». Tutti i suoi numeri diventano 0, e la riga diventa l'equazione 0=0. È vera, ma non dice più niente. L'indizio è andato perso, e non c'è modo di recuperarlo.
Si può invece moltiplicare per una frazione. Moltiplicare per 21 vuol dire dividere per 2: serve a rimpicciolire i numeri di una riga.
Terza mossa: sommare a una riga un multiplo di un'altra
È la mossa dell'indovinello, ed è quella che fa quasi tutto il lavoro. Hai due indizi veri. Ne sommi uno all'altro, e ottieni un indizio nuovo, vero anche lui.
Prima di usarla conviene ricordare come si fanno i conti con il segno meno, perché qui compaiono di continuo.
Ripasso · i conti con i numeri negativi
Sottrarre un numero più grande dà un risultato negativo: 1−5=−4. Hai 1 euro e ne spendi 5: sei sotto di 4.
Sommare un numero negativo è come sottrarre: 3+(−2)=3−2=1.
Sottrarre un numero negativo è come sommare: 5−(−2)=5+2=7. Togliere un debito è un guadagno.
Nei prodotti e nelle divisioni contano i segni. Segni uguali danno più: (−2)⋅(−3)=6. Segni diversi danno meno: 2⋅(−3)=−6.
Sulla matrice dell'indovinello facciamo questa mossa: alla riga 2 togliamo la riga 1. Togliere è un caso della terza mossa: è come sommare la riga 1 moltiplicata per −1.
Perché proprio questa mossa? Perché in tutte e due le righe il primo numero è 1. Se li sottrai viene 1−1=0. Uno zero nella colonna di x vuol dire che l'incognita x sparisce dalla riga 2.
Il conto si fa un numero alla volta. Ogni numero si combina con quello che sta nella sua stessa colonna.
colonna di x
colonna di y
termine noto
riga 2
1
−1
1
riga 1
1
1
5
riga 2 meno riga 1
1−1=0
−1−1=−2
1−5=−4
La nuova riga 2 è (0,−2∣−4). La riga 1 non cambia: è servita per il conto, ma resta com'era.
(111−151)⟶(101−25−4)
La nuova riga 2 è l'equazione −2y=−4. Dentro c'è una sola incognita. Dividi i due lati per −2 e ottieni y=2: è il secondo numero dell'indovinello.
La mossa si scrive R2→R2−R1. Si legge: «la riga 2 diventa la riga 2 meno la riga 1».
Spesso la riga da togliere va prima moltiplicata per un numero. Il numero si sceglie in modo che compaia uno zero dove serve.
Esempio · Scegliere quante volte togliere
(142937)
Vogliamo far diventare 0 il 4 della riga 2. Sopra di lui, nella riga 1, c'è un 1.
Alla riga 2 togliamo 4 volte la riga 1. Perché 4 volte? Perché 4−4⋅1=0.
La mossa si scrive R2→R2−4R1. Si legge: «la riga 2 diventa la riga 2 meno 4 volte la riga 1».
colonna 1
colonna 2
termine noto
riga 2
4
9
7
4 volte la riga 1
4⋅1=4
4⋅2=8
4⋅3=12
differenza
4−4=0
9−8=1
7−12=−5
La nuova riga 2 è (0,1∣−5). La riga 1 resta (1,2∣3).
(10213−5)
Le tre mosse, come le scrivono le dispense
Ora che le tre mosse sono chiare, ecco la definizione con le parole delle dispense.
Definizione 11.2 · Mosse di Gauss
Le mosse che non cambiano l'insieme delle soluzioni sono le seguenti e sono note come mosse di Gauss:
(I) scambiare due righe;
(II) moltiplicare una riga per un numero λ=0;
(III) aggiungere ad una riga un'altra riga moltiplicata per λ qualsiasi.
Indicando con Ri la i-esima riga di C, possiamo scrivere le mosse così:
(I)Ri⟷Rj,(II)Ri⟶λRi,λ=0,(III)Ri⟶Ri+λRj.
Come si legge.
λ è la lettera greca lambda. Sta al posto di un numero qualsiasi, come 2 oppure −3.
λ=0 si legge «lambda diverso da zero». È il divieto della seconda mossa.
Ri e Rj sono due righe qualsiasi. Le lettere i e j stanno al posto dei numeri delle due righe. «La i-esima riga» vuol dire «la riga numero i».
Le frecce sono quelle di prima, disegnate più lunghe: «si scambia con» e «diventa».
La scrittura della mossa (I) dice: la riga i e la riga j si scambiano.
La scrittura della mossa (II) dice: la riga i diventa λ volte sé stessa.
La scrittura della mossa (III) dice: alla riga i sommi λ volte la riga j. Se λ è negativo stai togliendo. Per esempio con λ=−4 la riga i diventa «la riga i meno 4 volte la riga j».
Nella terza mossa le due righe devono essere diverse. Cambia solo la riga scritta a sinistra della freccia. L'altra resta ferma.
Esempio 11.3 · Tre mosse in fila
Le dispense fanno una mossa di ogni tipo su una matrice con 3 righe e 2 colonne. La mossa è scritta sopra ogni freccia.
13420−2R1↔R3431−202
R1→21R1231−102R2→R2+2R3251−142.
Guardiamole una alla volta.
Mossa (I): la riga 1 si scambia con la riga 3. La riga 1 è (1,2) e la riga 3 è (4,−2). Si scambiano di posto. La riga 2 non si muove.
Mossa (II): la riga 1 diventa metà di sé stessa. Ora la riga 1 è (4,−2). Moltiplicare per 21 vuol dire dividere per 2. Primo numero: 4:2=2. Secondo numero: −2:2=−1. La nuova riga 1 è (2,−1).
Mossa (III): alla riga 2 sommi 2 volte la riga 3. La riga 3 è (1,2), e 2 volte la riga 3 fa (2,4). La riga 2 è (3,0). Primo numero: 3+2=5. Secondo numero: 0+4=4. La nuova riga 2 è (5,4). La riga 3 è servita per il conto e resta com'era.
Perché le mosse non cambiano le soluzioni
Tutto il metodo si regge su una promessa: dopo una mossa le soluzioni sono le stesse di prima. Nessuna in più, nessuna in meno. Nell'indovinello l'hai visto con la riga moltiplicata per 2: la soluzione la rispettava ancora. Il motivo per cui succede sempre è questo.
L'idea · ogni mossa si può disfare
Ogni mossa di Gauss ha una mossa che la annulla e rimette la matrice com'era.
Uno scambio si annulla rifacendo lo stesso scambio.
Moltiplicare una riga per 2 si annulla moltiplicandola per 21. Ecco perché lo zero è vietato: moltiplicare per 0 non si può disfare.
Sommare a una riga 4 volte un'altra si annulla togliendo 4 volte quella stessa riga.
Una riscrittura che si può sempre disfare non perde informazione e non ne inventa. Quindi non può né perdere né creare soluzioni.
Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 11.4
Le mosse di Gauss su C=(A∣b) non cambiano l'insieme S⊂Kn delle soluzioni del sistema lineare.
Come si legge.C=(A∣b) è la matrice completa. S è l'insieme delle soluzioni, che sono liste di n numeri. La frase dice: fai una mossa di Gauss sulla matrice completa, e le liste che risolvono il sistema restano le stesse di prima.
Nota · Serve per capire, non per l'esame
La dimostrazione qui sotto è in un riquadro chiuso, che si apre con un clic. All'esame non viene chiesta. Da ricordare c'è il risultato: le tre mosse sono sicure.
Dimostrazione · perché le mosse non cambiano le soluzioni
Si controllano le tre mosse una alla volta. Ogni volta servono due cose: chi risolveva il sistema vecchio risolve quello nuovo, e chi risolve il nuovo risolveva il vecchio.
Mossa (I). Scambiare due righe vuol dire scrivere le stesse equazioni in un altro ordine. Una lista di numeri le rende vere tutte prima dello scambio esattamente quando le rende vere tutte dopo.
Mossa (II). La riga i è l'equazione ai1x1+⋯+ainxn=bi. Dopo la mossa diventa
λai1x1+⋯+λainxn=λbi.
Se una lista risolve l'equazione vecchia, moltiplicando i due lati per λ risolve la nuova. Se risolve la nuova, moltiplicando i due lati per λ1 torna la vecchia. Qui serve λ=0: altrimenti λ1 non esiste. Le altre equazioni non cambiano.
Mossa (III). Cambia solo la riga i: la nuova equazione i è la vecchia più λ volte l'equazione j, cioè
(ai1+λaj1)x1+⋯+(ain+λajn)xn=bi+λbj.
Se una lista risolve le due vecchie, risolve anche la loro somma: quindi risolve la nuova riga i. Se una lista risolve le due nuove, togli dalla nuova riga i la riga j moltiplicata per λ: ritrovi la vecchia riga i. Funziona perché la riga j è rimasta intatta. Per questo le due righe devono essere diverse.
In tutti e tre i casi le liste che risolvono il sistema sono le stesse prima e dopo la mossa. Quindi S non cambia.
L'indovinello risolto solo con le mosse
Adesso rifacciamo l'indovinello dall'inizio alla fine, senza scrivere nessuna lettera: solo mosse sulla matrice completa.
Esempio · L'indovinello risolto con le mosse
(111−151)R2→R2−R1(101−25−4)
R2→−21R2(101152)R1→R1−R2(100132)
La riga 2 diventa la riga 2 meno la riga 1. È il conto già fatto sopra: la riga 2 diventa (0,−2∣−4).
La riga 2 viene moltiplicata per −21. Vuol dire dividerla per −2. Primo numero: 0:(−2)=0. Secondo numero: −2:(−2)=1. Terzo numero: −4:(−2)=2. La riga 2 diventa (0,1∣2).
La riga 1 diventa la riga 1 meno la riga 2. La riga 1 è (1,1∣5) e la riga 2 adesso è (0,1∣2). Primo numero: 1−0=1. Secondo numero: 1−1=0. Terzo numero: 5−2=3. La riga 1 diventa (1,0∣3).
Rileggi l'ultima matrice come sistema. La riga 1 dice 1x+0y=3, cioè x=3. La riga 2 dice 0x+1y=2, cioè y=2. La soluzione si legge nell'ultima colonna.
Trappola · Una mossa alla volta
Non fare due mosse insieme usando per tutte e due le righe vecchie.
Parti dalla matrice dell'indovinello. Fai nello stesso momento due mosse: «riga 1 meno riga 2» e «riga 2 meno riga 1», tutte e due con le righe di partenza.
Nuova riga 1: (1−1,1−(−1)∣5−1), cioè (0,2∣4).
Nuova riga 2: (1−1,−1−1∣1−5), cioè (0,−2∣−4).
(002−24−4)
Adesso le due righe dicono la stessa cosa: che y vale 2. Di x non si sa più niente: può valere qualsiasi numero. Sembrano infinite soluzioni. Ma l'indovinello ne aveva una sola: un indizio è andato perso.
La regola: dopo ogni mossa, la mossa seguente usa le righe nuove. Più mosse nello stesso passaggio vanno bene solo se la riga usata per cambiare le altre resta ferma.
Trappola · Solo righe, mai colonne
Per risolvere un sistema le mosse si fanno sulle righe. Una riga è un'equazione, e un'equazione si può riscrivere. Una colonna invece è un'incognita, oppure è la lista dei termini noti. Mescolare due colonne cambia l'indovinello.
Un esempio. Nella matrice dell'indovinello somma la prima colonna all'ultima. Il 5 diventa 5+1=6 e l'1 diventa 1+1=2. Il sistema nuovo ha gli indizi «la somma fa 6» e «la differenza fa 2». La sua soluzione è (4,2), non più (3,2).
Prova tu
Nella matrice (123725) fai la mossa R2→R2−2R1. Quale diventa la riga 2?
Due volte la riga 1 fa (2,6∣4). Poi sottrai un numero alla volta: 2−2=0, poi 7−6=1, poi 5−4=1.
La nuova riga 2 è (0,1∣1). La riga 1 non cambia.
Nella matrice (154231) quale mossa fa diventare 0 il 5?
La mossa R2→R2−5R1. Sopra il 5 c'è un 1, e 5−5⋅1=0.
Cinque volte la riga 1 fa (5,20∣15). La riga 2 diventa (5−5,2−20∣1−15), cioè (0,−18∣−14).
Da ricordare
Le mosse di Gauss sono tre: scambiare due righe, moltiplicare una riga per un numero diverso da zero, sommare a una riga un multiplo di un'altra riga.
Ogni mossa vale per la riga intera, termine noto compreso.
Le mosse non cambiano le soluzioni, perché ognuna si può disfare.
Una mossa alla volta, e solo sulle righe.
§5
La forma che si risolve dal basso: gli scalini
pp. 51–52
Adesso sai riscrivere gli indizi. Resta da decidere verso quale forma riscriverli. La risposta: verso una forma a scala, perché un sistema fatto a scala si risolve quasi da solo.
Un sistema già pronto
Guarda questo sistema con tre incognite.
⎩⎨⎧x+2y−z=2x+y+3z=5x+y+2z=4
Ogni equazione ha un'incognita in meno di quella sopra. L'ultima ne ha una sola. Allora conviene partire dal basso.
Ripasso · sostituire
Sostituire vuol dire mettere un numero al posto di una lettera.
Per esempio: sai che z vale 2, e hai l'equazione y+3z=5. Al posto di z scrivi 2. Viene y+3⋅2=5, cioè y+6=5. Adesso c'è una lettera sola, e l'equazione si risolve.
Terza equazione. È 2z=4. Dividi per 2 i due lati: z=2.
Seconda equazione. È y+3z=5. Sostituisci 2 al posto di z: viene y+6=5. Togli 6 dai due lati: y=5−6=−1.
Prima equazione. È x+2y−z=2. Sostituisci −1 al posto di y e 2 al posto di z. Il pezzo 2y diventa 2⋅(−1)=−2. Quindi viene x−2−2=2, cioè x−4=2. Somma 4 ai due lati: x=6.
La soluzione è (6,−1,2). Controllo nelle tre equazioni:
6+2⋅(−1)−2=6−2−2=2−1+3⋅2=−1+6=52⋅2=4
Tutte e tre vere. Questo modo di risolvere, dal basso verso l'alto, si chiama sostituzione all'indietro.
La scala nella matrice
Ecco la matrice completa dello stesso sistema. I tre numeri nei riquadri sono il primo numero diverso da zero di ogni riga.
100210−132254
I riquadri scendono verso destra, come i gradini di una scala. Sotto la scala ci sono solo zeri. Gli zeri sono le incognite che mancano: per questo ogni riga ha un'incognita in meno di quella sopra.
Servono due parole nuove.
La prima è pivot. Il pivot di una riga è il suo primo numero diverso da zero, leggendo da sinistra. È una parola francese che vuol dire «perno».
Riga
Pivot
In quale colonna
(0,0,3,5)
3
colonna 3
(2,0,0,1)
2
colonna 1
(0,−4,0,0)
−4
colonna 2
(0,0,0,0)
non c'è
una riga di soli zeri non ha pivot
Una riga fatta solo di zeri si chiama riga nulla. «Nullo» vuol dire «uguale a zero».
La seconda parola è matrice a scalini. Una matrice è a scalini quando rispetta due regole.
Le righe nulle, se ci sono, stanno tutte in fondo.
Scendendo di una riga, il pivot si sposta a destra di almeno una colonna.
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 11.5 · Pivot e matrice a scalini
Sia C una matrice qualsiasi. Per ogni riga Ri di C chiamiamo pivot il primo elemento non nullo della riga. Una matrice a scalini è una matrice in cui tutte le righe nulle sono in fondo e il pivot di ogni riga non nulla è strettamente più a destra del pivot della riga non nulla precedente.
Come si legge.
C è una matrice qualsiasi, e Ri è la sua riga numero i.
«Elemento non nullo» vuol dire «numero diverso da zero». «Riga non nulla» vuol dire «riga con almeno un numero diverso da zero».
«Strettamente più a destra» vuol dire: almeno una colonna più a destra. La stessa colonna non basta.
«Della riga non nulla precedente» vuol dire: della riga subito sopra.
Dalle due regole viene una conseguenza: sotto ogni pivot ci sono solo zeri. Se sotto un pivot ci fosse un numero diverso da zero, il pivot di quella riga starebbe nella stessa colonna, oppure più a sinistra.
Il pivot può anche spostarsi di più colonne in un colpo solo. Gli scalini possono essere larghi.
Esempio 11.6 · Scalini sì, scalini no
Le dispense mostrano due matrici a scalini:
(100−15−1),700−200910.
Prima matrice. Il pivot della riga 1 è 1, in colonna 1. Il pivot della riga 2 è −1, in colonna 2. Il secondo sta più a destra del primo: è a scalini.
Seconda matrice. Il pivot della riga 1 è 7, in colonna 1. Il pivot della riga 2 è 1, in colonna 3. Lo scalino salta la colonna 2, ed è permesso. La riga nulla sta in fondo: è a scalini.
E due matrici che non sono a scalini:
140207−160,00008100.
Terza matrice. Il pivot della riga 1 è 1, in colonna 1. Il pivot della riga 2 è 4, anche lui in colonna 1. Non sta più a destra: non è a scalini.
Quarta matrice. Il pivot della riga 1 è 8, in colonna 2. Il pivot della riga 2 è 1, anche lui in colonna 2. Stessa colonna: non è a scalini.
Altre quattro matrici, per fissare le due regole.
Matrice
A scalini?
Motivo
200100050310
sì
pivot in colonna 1 e in colonna 3, riga nulla in fondo
100204305
no
la riga nulla non è in fondo
100001010
no
il pivot della riga 3 (colonna 2) sta a sinistra di quello della riga 2 (colonna 3)
(003012)
sì
la prima colonna può essere tutta di zeri: i pivot sono in colonna 2 e in colonna 3
Trappola · Gli scalini non devono stare sulla diagonale
I pivot non devono per forza stare uno nella riga 1 e colonna 1, il seguente nella riga 2 e colonna 2, e così via. Conta solo che scendendo si spostino verso destra.
Vale anche il contrario: una matrice può avere i numeri «al posto giusto» sulla diagonale e non essere a scalini. È il caso della terza matrice della tabella.
Prova tu
Trova il pivot di ogni riga: (0,5,1), poi (2,0,0), poi (0,0,0).
Nella prima riga il pivot è 5, in colonna 2. Nella seconda è 2, in colonna 1. La terza è una riga nulla: non ha pivot.
La matrice (301027) è a scalini? E la matrice (0110)?
La prima sì. Il pivot della riga 1 è 3, in colonna 1. Il pivot della riga 2 è 7, in colonna 3, più a destra.
La seconda no. Il pivot della riga 1 è in colonna 2. Quello della riga 2 è in colonna 1, cioè più a sinistra. Basta scambiare le due righe e diventa a scalini.
Risolvi dal basso il sistema x+y=7, 2y=6.
Seconda equazione: 2y=6, quindi y=3. Prima equazione: x+3=7, quindi x=4.
Controllo: 4+3=7 e 2⋅3=6.
Da ricordare
Il pivot di una riga è il suo primo numero diverso da zero, leggendo da sinistra.
Una matrice è a scalini se le righe nulle stanno in fondo e ogni pivot sta più a destra di quello della riga sopra.
Sotto ogni pivot ci sono solo zeri.
Un sistema a scalini si risolve dal basso: sostituzione all'indietro.
§6
Arrivare agli scalini: l'algoritmo di Gauss
pp. 52–53
Hai le mosse, e hai la forma a cui arrivare. Manca la strada: quali mosse fare, e in quale ordine.
Un algoritmo è una ricetta: un elenco di passi precisi che, eseguiti in ordine, portano sempre al risultato. L'algoritmo di Gauss è la ricetta che porta a scalini una matrice qualsiasi, usando solo le tre mosse.
L'idea: una colonna alla volta
Si lavora da sinistra verso destra.
Guardi la prima colonna. In alto vuoi un numero diverso da zero: sarà il primo pivot.
Sotto il pivot vuoi solo zeri. Li ottieni con la terza mossa, una riga alla volta.
Ora la prima riga e la prima colonna sono a posto. Le copri con un dito e ricominci sul pezzo di matrice che resta.
Vediamo il passo 2 su una matrice piccola.
Esempio · Uno zero sotto il pivot
(261548)
In alto a sinistra c'è 2, diverso da zero: è il pivot. Sotto c'è 6, e vogliamo farlo diventare 0.
Quante volte va tolta la riga 1? Tante volte quante il pivot sta nel numero da eliminare: 6:2=3. Infatti 6−3⋅2=0. La mossa è R2→R2−3R1.
colonna 1
colonna 2
termine noto
riga 2
6
5
8
3 volte la riga 1
3⋅2=6
3⋅1=3
3⋅4=12
differenza
6−6=0
5−3=2
8−12=−4
(20124−4)
La matrice è a scalini. I pivot sono il 2 della riga 1, in colonna 1, e il 2 della riga 2, in colonna 2.
Ora il sistema si risolve dal basso. La riga 2 dice 2y=−4, quindi y=−2. La riga 1 dice 2x+y=4. Sostituisci: 2x−2=4, quindi 2x=6 e x=3.
Controllo nelle due equazioni di partenza: 2⋅3+(−2)=4 e 6⋅3+5⋅(−2)=18−10=8.
Il numero di volte si trova sempre nello stesso modo:
quante volte togliere la riga del pivot=pivotnumero da eliminare
Se il risultato è negativo, togliere un numero negativo di volte vuol dire sommare. Lo vedrai tra poco nell'Esempio 11.7.
Due imprevisti
Nel passo 1 possono capitare due imprevisti.
In alto c'è uno zero. Uno zero non può fare da pivot: con lui non si elimina niente. Guarda più in basso nella stessa colonna. Se trovi un numero diverso da zero, scambia le due righe: è la prima mossa.
Tutta la colonna è fatta di zeri. Allora in quella colonna non c'è niente da fare: resta senza pivot. Passi alla colonna dopo, restando sulla stessa riga.
La ricetta completa
Metodo · L'algoritmo di Gauss, a parole
Parti dalla prima riga e dalla prima colonna.
Cerca il pivot. Guarda la colonna, dalla riga in cui sei in giù. Se il numero in alto è zero, scambia la riga con una più in basso che in quella colonna ha un numero diverso da zero. Se sono tutti zeri, passa alla colonna dopo e ripeti questo passo.
Metti gli zeri sotto. Guarda ogni riga più in basso. Se sotto il pivot ha un numero diverso da zero, toglile la riga del pivot tante volte quanto fa «numero da eliminare diviso pivot».
Scendi. Passa alla riga dopo e alla colonna dopo. Ricomincia dal passo 1.
Fermati quando sono finite le righe oppure le colonne. La matrice è a scalini.
Approfondimento · l'algoritmo con le parole delle dispense (p. 52)
Le dispense descrivono gli stessi passi con i simboli.
Se C11=0 e Ci1=0 per qualche i, scambiamo la prima riga con una riga in modo da ottenere C11=0. Se invece Ci1=0 per ogni i, continuiamo dal punto (1) lavorando sulla sottomatrice ottenuta togliendo soltanto la prima colonna.
Per ogni riga Ri con i≥2 e con Ci1=0 sostituiamo Ri con la riga
Ri−C11Ci1R1.
In questo modo la nuova riga Ri avrà Ci1=0.
Abbiamo ottenuto Ci1=0 per ogni i≥2. Continuiamo dal punto (1) lavorando sulla sottomatrice ottenuta togliendo la prima riga e la prima colonna.
Come si legge.
Cij è il numero nella riga i e nella colonna j della matrice C. Quindi C11 è il numero in alto a sinistra. Ci1 è il numero della riga i nella prima colonna.
i≥2 si legge «i maggiore o uguale a 2». Sono le righe dalla seconda in giù.
La frazione del passo 2 è «numero da eliminare diviso pivot».
Una sottomatrice è un pezzo della matrice: quello che resta dopo aver coperto alcune righe o alcune colonne.
Nel passo 2 la prima riga resta ferma e serve a cambiare tutte le altre. Per questo le righe sotto si possono sistemare tutte nello stesso passaggio.
Adesso l'esempio delle dispense, con tutti e due gli imprevisti.
Esempio 11.7 · Gauss passo per passo
Le dispense applicano l'algoritmo a questa matrice, con 3 righe e 4 colonne:
C=01−11121210−31.
Primo passo: serve uno scambio. In alto a sinistra c'è 0, che non può fare da pivot. Nella riga 2 la prima colonna ha un 1. Scambiamo la riga 1 con la riga 2: mossa R1↔R2.
C=10−1112211−301.
Secondo passo: zeri sotto il primo pivot. Il pivot è l'1 in alto a sinistra. Nella riga 2, sotto di lui, c'è già 0: niente da fare. Nella riga 3 c'è −1.
Quante volte togliere la riga 1? Numero da eliminare diviso pivot: −1:1=−1. Togliere −1 volte vuol dire sommare una volta. La mossa è R3→R3+R1.
colonna 1
colonna 2
colonna 3
colonna 4
riga 3
−1
2
1
1
riga 1
1
1
2
−3
somma
−1+1=0
2+1=3
1+2=3
1−3=−2
C=100113213−30−2.
Terzo passo: si scende. La prima riga e la prima colonna sono a posto. Coprile e guarda il resto. Ora sei nella riga 2 e nella colonna 2: lì c'è 1, diverso da zero. È il secondo pivot. Sotto di lui c'è 3.
Quante volte togliere la riga 2? 3:1=3. La mossa è R3→R3−3R2.
colonna 1
colonna 2
colonna 3
colonna 4
riga 3
0
3
3
−2
3 volte la riga 2
3⋅0=0
3⋅1=3
3⋅1=3
3⋅0=0
differenza
0−0=0
3−3=0
3−3=0
−2−0=−2
C=100110210−30−2.
Quarto passo: l'ultima riga. Ora sei nella riga 3 e nella colonna 3. Lì c'è 0, e sotto non ci sono altre righe. La colonna 3 resta senza pivot. Passi alla colonna 4: lì c'è −2, che è il terzo pivot. Sotto non c'è niente da sistemare.
La matrice è a scalini e l'algoritmo termina. I pivot sono 1, 1 e −2. Stanno nelle colonne 1, 2 e 4.
Nello strumento qui sotto c'è la matrice dell'Esempio 11.7. Premi «Calcola»: vedi le stesse mosse delle dispense, una per riga, con le righe cambiate in evidenza. Lo strumento scrive anche «rk»: è il numero dei pivot, che nella lezione L12 si chiamerà rango. Poi cambia i numeri e riprova con una matrice tua.
Prova l'algoritmo sulla matrice dell'Esempio 11.7, poi cambia i numeri
Caricamento dello strumento interattivo…
Una colonna può restare senza pivot anche a metà del lavoro. Prova a scrivere nello strumento la matrice 1 1 2; 2 2 5; 3 3 1. Dopo le prime due mosse la seconda colonna, sotto la prima riga, è tutta di zeri. L'algoritmo la salta e cerca il pivot nella terza colonna: è il secondo imprevisto. Alla fine i pivot sono due, nelle colonne 1 e 3, e in fondo c'è una riga nulla.
Oltre le dispense · come fare meno conti a mano
Il libro di Martelli (§3.1.3) osserva che non serve seguire l'algoritmo alla lettera. Va bene qualsiasi sequenza di mosse di Gauss che arrivi a una matrice a scalini. Senza calcolatrice aiutano tre trucchi.
Un 1 in cima. Se nella prima colonna c'è un 1, oppure un −1, porta quella riga in alto con uno scambio. Dividere per 1 non crea frazioni.
Evitare le frazioni. Il pivot è 2 e sotto c'è 3. La ricetta direbbe di togliere la riga 1 per 23 volte. Puoi invece moltiplicare prima la riga 2 per 2, e poi togliere 3 volte la riga 1. In una scrittura sola: R2→2R2−3R1. Nella prima colonna viene 2⋅3−3⋅2=0, senza frazioni. Sono una mossa (II) e una mossa (III), una dopo l'altra. L'esercizio 6 usa questo trucco.
Rimpicciolire. Se tutti i numeri di una riga si dividono per lo stesso intero, dividi subito la riga: è una mossa (II). La riga (2,4∣6) diventa (1,2∣3), e i conti dopo sono più piccoli.
Prova tu
Porta a scalini la matrice (122538) e risolvi il sistema.
Il pivot è l'1 in alto a sinistra. Sotto c'è 2, quindi la mossa è R2→R2−2R1. La nuova riga 2 è (2−2,5−4∣8−6), cioè (0,1∣2).
Dal basso: la riga 2 dice y=2. La riga 1 dice x+2y=3, cioè x+4=3, quindi x=−1.
Controllo nelle equazioni di partenza: −1+2⋅2=3 e 2⋅(−1)+5⋅2=8.
Una matrice comincia così: (0321). Qual è la prima mossa dell'algoritmo?
Lo scambio R1↔R2. In alto a sinistra c'è 0, che non può fare da pivot, e sotto c'è 3.
Dopo lo scambio la matrice è (3012), che è già a scalini.
Da ricordare
L'algoritmo di Gauss porta a scalini qualsiasi matrice: una colonna alla volta, da sinistra.
In ogni colonna: trova il pivot, se serve con uno scambio. Poi metti zeri sotto.
Quante volte togliere la riga del pivot: numero da eliminare diviso pivot.
Una colonna tutta di zeri si salta: resta senza pivot.
§7
Pulire anche sopra i pivot: Gauss–Jordan
pp. 53–54
Una matrice a scalini si risolve già, dal basso. Ma resta ancora un po' di lavoro: le sostituzioni. Con qualche mossa in più si arriva a una forma in cui non resta nessun conto, e la soluzione si legge.
L'hai già visto con l'indovinello. La matrice finale era questa:
(100132)
La riga 1 dice che x vale 3. La riga 2 dice che y vale 2. Si legge così bene per due motivi.
Ogni pivot vale 1. Così l'incognita compare da sola, senza un numero davanti.
Sopra e sotto ogni pivot ci sono solo zeri. Così ogni incognita con il pivot compare in una riga sola.
Per arrivare a questa forma da una matrice a scalini servono due lavori.
Zeri sopra i pivot. Si ottengono con la terza mossa, come gli zeri sotto. Stavolta la riga del pivot si toglie dalle righe che stanno sopra.
Pivot uguali a 1. Si ottengono con la seconda mossa: dividi ogni riga per il suo pivot.
Le dispense lo mostrano continuando l'Esempio 11.7. Nei conti compare una frazione.
Ripasso · una frazione per un numero
Dividere un numero per un altro dà una frazione: 3:2=23. Se i due numeri sono tutti e due negativi il risultato è positivo: (−3):(−2)=23.
Per moltiplicare una frazione per un numero intero moltiplichi il numero sopra: 23⋅4=212=6. Con un numero negativo il risultato è negativo: 23⋅(−2)=2−6=−3.
Esempio 11.8 · Zeri sopra i pivot
Ripartiamo dalla matrice a scalini dell'Esempio 11.7. I pivot sono nei riquadri.
C=100110210−30−2.
Sopra il secondo pivot. Il secondo pivot è l'1 della riga 2, in colonna 2. Sopra di lui, nella riga 1, c'è 1. Per farlo diventare 0 togli la riga 2 una volta: mossa R1→R1−R2.
colonna 1
colonna 2
colonna 3
colonna 4
riga 1
1
1
2
−3
riga 2
0
1
1
0
differenza
1−0=1
1−1=0
2−1=1
−3−0=−3
C=100010110−30−2.
Sopra il terzo pivot. Il terzo pivot è il −2 della riga 3, in colonna 4. Sopra di lui ci sono 0, nella riga 2, e −3, nella riga 1. Lo 0 va già bene. Resta il −3.
Quante volte togliere la riga 3? Numero da eliminare diviso pivot: (−3):(−2)=23. La mossa è R1→R1−23R3.
La riga 3 ha un solo numero diverso da zero, l'ultimo. Quindi nella riga 1 cambia solo l'ultimo numero. Prima calcola 23⋅(−2)=−3. Poi sottrai: −3−(−3)=−3+3=0.
C=10001011000−2.
Ora sopra ogni pivot ci sono solo zeri.
Esempio 11.9 · Pivot uguali a 1
Nella matrice dell'Esempio 11.8 i primi due pivot valgono già 1. Il terzo vale −2. Dividiamo la riga 3 per −2, cioè la moltiplichiamo per −21. La mossa è R3→−21R3.
Gli zeri della riga 3 restano zeri. L'ultimo numero diventa −2:(−2)=1.
C=100010110001.
Le dispense danno un nome a tutto il procedimento.
Metodo · L'algoritmo di Gauss–Jordan (p. 54)
L'algoritmo appena descritto si chiama algoritmo di Gauss–Jordan e consiste in due fasi:
trasformare la matrice a scalini tramite l'algoritmo di Gauss;
ottenere solo zeri sopra i pivot con mosse (III) e tutti i pivot uguali a 1 con mosse (II).
La matrice che esce da Gauss–Jordan si chiama forma a scalini ridotta. Si riconosce dalle colonne dei pivot: contengono un 1, al posto del pivot, e zeri in tutte le altre caselle.
Ecco un secondo esempio delle dispense, dall'inizio alla fine.
Esempio 11.10 · Gauss–Jordan con le mosse sopra le frecce
Prima freccia. Il primo pivot è l'1 in alto a sinistra. Nella riga 2 sotto di lui c'è già 0. Nella riga 3 c'è 1: togli la riga 1 una volta. Primo numero: 1−1=0. Secondo numero: 0−(−1)=0+1=1. Terzo numero: 4−3=1. La riga 3 diventa (0,1,1).
Seconda freccia. Il secondo pivot è il 2 della riga 2. Sotto c'è 1. Quante volte togliere la riga 2? 1:2=21. Metà della riga 2 è (0,1,1). Togliendola dalla riga 3 viene (0−0,1−1,1−1), cioè (0,0,0). La riga 3 è diventata nulla, e la matrice è a scalini. I pivot sono 1 e 2, nelle colonne 1 e 2.
Fase 2: zeri sopra i pivot e pivot uguali a 1.
Terza freccia. Sopra il secondo pivot c'è −1. Numero da eliminare diviso pivot: −1:2=−21. Togliere −21 volte vuol dire sommare metà della riga 2, che è (0,1,1). Primo numero: 1+0=1. Secondo numero: −1+1=0. Terzo numero: 3+1=4. La riga 1 diventa (1,0,4).
Quarta freccia. Il secondo pivot vale 2: dividi la riga 2 per 2. Viene (0,1,1).
L'ultima matrice è la forma a scalini ridotta.
Oltre le dispense · la forma a scalini non è unica, quella ridotta sì
Con mosse diverse si arriva a matrici a scalini diverse. Nell'Esempio 11.7 puoi moltiplicare alla fine la riga 2 per 5: ottieni un'altra matrice a scalini, valida quanto la prima.
La forma ridotta di Gauss–Jordan invece è sempre la stessa, qualunque strada tu segua. È un teorema che nel corso non si dimostra.
C'è poi una cosa che non cambia mai, neanche tra forme a scalini diverse: quanti sono i pivot e in quali colonne stanno. Nella lezione L12 il numero dei pivot prenderà un nome: rango.
Prova tu
Porta alla forma ridotta la matrice (102152) e leggi la soluzione.
I pivot valgono già 1. Sopra il secondo pivot c'è 2, quindi la mossa è R1→R1−2R2. La nuova riga 1 è (1−0,2−2∣5−4), cioè (1,0∣1).
La forma ridotta è (100112). Si legge x=1 e y=2.
Quali mosse portano la matrice (200369) alla forma ridotta?
Sopra e sotto i pivot ci sono già zeri. Basta dividere ogni riga per il suo pivot.
La riga 1 divisa per 2 diventa (1,0∣3). La riga 2 divisa per 3 diventa (0,1∣3). Quindi x=3 e y=3.
Da ricordare
Gauss–Jordan è Gauss con due ritocchi: zeri anche sopra i pivot, e pivot uguali a 1.
Il risultato è la forma a scalini ridotta: nella colonna di ogni pivot c'è un 1, e per il resto zeri.
Per contare le soluzioni basta la forma a scalini. Per scriverle conviene la forma ridotta.
§8
Leggere la risposta: nessuna, una, infinite
pp. 54–55
Adesso hai tutti i pezzi. Scrivi la matrice completa, la porti nella forma ridotta con Gauss–Jordan, e poi guardi dove sono i pivot. La posizione dei pivot dice in quale dei tre finali sei.
Vediamo i tre finali uno alla volta, ognuno su una matrice che hai già visto ridurre.
Primo finale: un pivot dopo la barra
Esempio · La matrice dell'Esempio 11.7 come sistema
Rileggi la matrice dell'Esempio 11.7 come matrice completa: tre colonne per le incognite x, y, z e l'ultima per i termini noti.
⎩⎨⎧y+z=0x+y+2z=−3−x+2y+z=101−11121210−31
Gli Esempi 11.7, 11.8 e 11.9 l'hanno portata alla forma ridotta:
100010110001
Guarda l'ultima riga. Tradotta in equazione dice 0x+0y+0z=1. A sinistra viene 0, qualunque numero tu metta al posto delle tre incognite. Quindi la riga dice 0=1, che è falsa sempre.
Un indizio impossibile rende impossibile tutto l'indovinello: il sistema non ha soluzioni.
Il segnale è questo: un pivot nell'ultima colonna, quella dopo la barra. Vuol dire che una riga ha tutti zeri prima della barra e un numero diverso da zero dopo.
Per accorgersene non serve arrivare alla forma ridotta. Già la forma a scalini dell'Esempio 11.7 aveva la riga (0,0,0∣−2), cioè l'equazione 0=−2. Appena compare una riga così ci si può fermare.
Quando non ci sono soluzioni l'insieme S è vuoto. Si scrive S=∅. Il simbolo ∅ è l'insieme vuoto, cioè l'insieme senza elementi (lezione L01).
Attenzione a due righe che si assomigliano e dicono cose opposte.
Riga
Equazione
Che cosa dice
(0,0,0∣0)
0=0
è sempre vera: non toglie soluzioni e si ignora
(0,0,0∣5)
0=5
è sempre falsa: il sistema non ha soluzioni
Secondo finale: un pivot per ogni incognita
Esempio · Una sola soluzione: la matrice dell'Esempio 11.10
Rileggi la matrice dell'Esempio 11.10 come matrice completa. Le colonne sono 3: due per le incognite x e y, una per i termini noti. Il sistema ha 3 equazioni e 2 incognite.
⎩⎨⎧x−y=32y=2x=4101−120324
L'Esempio 11.10 l'ha portata alla forma ridotta:
100010410
Dopo la barra non c'è nessun pivot: nessuna riga impossibile.
La riga 1 dice x=4. La riga 2 dice y=1.
La riga 3 dice 0=0: è vera sempre e si ignora.
La soluzione è una sola: (4,1). Controllo nelle equazioni di partenza: 4−1=3, poi 2⋅1=2, poi x=4. Tutte vere.
Tre indizi per due numeri non sono troppi, se vanno d'accordo. Qui il terzo indizio non dice niente che non si sapesse già dai primi due.
Il segnale è questo: nessun pivot dopo la barra, e ogni colonna prima della barra ha il suo pivot. Ogni incognita è fissata da una riga, e la soluzione si legge nell'ultima colonna.
Gauss, prima colonna. Il pivot è l'1 in alto a sinistra. Sotto ci sono 2 e 3. Le mosse sono R2→R2−2R1 e R3→R3−3R1. La riga 1 resta ferma.
colonna 1
colonna 2
colonna 3
termine noto
riga 2 meno 2 volte la riga 1
2−2=0
4−4=0
3−2=1
3−2=1
riga 3 meno 3 volte la riga 1
3−3=0
6−6=0
5−3=2
5−3=2
100200112112
Gauss, il resto. Sotto la prima riga la colonna 2 è tutta di zeri: niente pivot, si salta. Nella colonna 3 il pivot è l'1 della riga 2. Sotto c'è 2, quindi la mossa è R3→R3−2R2. Gli ultimi due numeri della riga 3 diventano 2−2=0 e 2−2=0.
100200110110
Gauss–Jordan. Sopra il secondo pivot c'è 1, quindi la mossa è R1→R1−R2. La riga 1 diventa (1−0,2−0,1−1∣1−1), cioè (1,2,0∣0).
100200010010
Lettura. I pivot sono nelle colonne 1 e 3. Dopo la barra non ce ne sono: il sistema ha soluzioni. Le righe dicono:
riga 1: x+2y=0;
riga 2: z=1;
riga 3: 0=0, che si ignora.
La colonna 2, quella di y, non ha pivot. Nessuna riga fissa il valore di y. Allora y è libera: quanto vale lo scegli tu. Per ricordarlo le si dà un nome nuovo, la lettera t, e si scrive y=t.
Dalla riga 1 viene x+2t=0. Togli 2t dai due lati: x=−2t. Tutte le soluzioni sono
x=−2t,y=t,z=1.
Ogni valore di t dà una soluzione diversa.
Scelgo
x=−2t
y=t
z=1
Soluzione
t=0
0
0
1
(0,0,1)
t=1
−2
1
1
(−2,1,1)
t=5
−10
5
1
(−10,5,1)
Controllo di (−2,1,1) nelle tre equazioni di partenza: −2+2+1=1, poi −4+4+3=3, poi −6+6+5=5. Tutte vere.
I valori possibili di t sono infiniti, quindi le soluzioni sono infinite.
Tre parole nuove.
La lettera t si chiama parametro: è un numero che scegli tu. Le dispense scrivono t∈R. Si legge «t appartiene a R» e vuol dire: t può essere qualsiasi numero reale.
Un'incognita senza pivot, che riceve un parametro, si chiama variabile libera.
Un'incognita con il pivot si chiama variabile dipendente: il suo valore dipende dai parametri.
Il segnale del terzo finale è questo: nessun pivot dopo la barra, e almeno una colonna prima della barra senza pivot.
Quando le incognite libere sono più di una
Le incognite libere possono essere più di una. Allora ognuna riceve il suo parametro: t1, t2, t3. Il numerino in basso serve solo a distinguerli.
Esempio · Sei incognite, tre parametri
Una matrice completa già in forma ridotta, con 6 incognite. Si chiamano x1, x2 e così via fino a x6.
000100200010001357468
Dove sono i pivot. Nella riga 1 il pivot è in colonna 2. Nella riga 2 è in colonna 4. Nella riga 3 è in colonna 5. Dopo la barra non ce ne sono: il sistema ha soluzioni.
Chi è libero. Le colonne senza pivot sono la 1, la 3 e la 6. Quindi le incognite libere sono x1, x3 e x6. A ognuna diamo un parametro:
x1=t1,x3=t2,x6=t3.
Le righe come equazioni. Ogni numero va moltiplicato per l'incognita della sua colonna. Gli zeri non si scrivono.
⎩⎨⎧x2+2x3+3x6=4x4+5x6=6x5+7x6=8
Dentro i parametri. Al posto delle incognite libere scrivi i loro parametri.
⎩⎨⎧x2+2t2+3t3=4x4+5t3=6x5+7t3=8
Parametri a destra. In ogni riga lasci a sinistra solo l'incognita con il pivot. Tutto il resto passa a destra e cambia segno.
⎩⎨⎧x2=4−2t2−3t3x4=6−5t3x5=8−7t3
Tutte le incognite in ordine. Aggiungi le righe delle incognite libere.
Il sistema è risolto. I tre parametri sono liberi: ogni scelta dà una soluzione. Con tutti e tre uguali a 0 viene (0,4,0,6,8,0). Con tutti e tre uguali a 1 viene (1,−1,1,1,1,1).
Nota la prima incognita. La sua colonna è tutta di zeri: x1 non compare in nessuna equazione. È libera anche lei, e riceve anche lei un parametro.
Quanti sono i parametri? Uno per ogni colonna senza pivot. Nell'esempio le incognite sono 6 e i pivot sono 3: i parametri sono 6−3=3. Vale sempre:
numero di parametri=numero di incognite−numero di pivot
Approfondimento · lo stesso conto con le lettere, come nelle dispense (pp. 54–55)
Le dispense fanno lo stesso esempio senza numeri. Se l'ultima colonna contiene un pivot, una riga è l'equazione 0=1 e quindi S=∅. Se non lo contiene, la matrice ridotta è di questo tipo:
000100a1300010001a16a26a36b1b2b3
Si dà un parametro a ogni incognita la cui colonna non ha pivot: x1=t1, x3=t2, x6=t3. Poi si portano i parametri a destra dell'uguale:
I parametri sono liberi: possono assumere qualsiasi valore in K.
Come si legge. È l'esempio con sei incognite, con le lettere al posto dei numeri. Per esempio al posto di 2 e 3 ci sono a13 e a16, e al posto di 4 c'è b1. Le lettere dicono che la ricetta vale con qualsiasi numero.
La ricetta per leggere le soluzioni
Metodo · Leggere le soluzioni dalla forma ridotta
Guarda l'ultima colonna. Se c'è un pivot dopo la barra, il sistema non ha soluzioni. Hai finito.
Segna le colonne senza pivot prima della barra. Se non ce ne sono, la soluzione è una sola: la leggi nell'ultima colonna. Hai finito.
Dai un parametro a ogni incognita senza pivot.
Riscrivi ogni riga come equazione e porta i parametri a destra, cambiando il segno.
Scrivi tutte le incognite in ordine, comprese quelle libere.
Controlla. Metti 0 al posto di tutti i parametri e prova la soluzione nelle equazioni di partenza.
Un altro esempio con più parametri, preso dal libro.
Esempio · Cinque incognite, tre parametri (dal libro di Martelli, Esempio 3.1.2)
Il sistema è già in forma ridotta:
{x1+3x2+4x5=1x3−2x4=3(1030010−24013)
I pivot sono nelle colonne 1 e 3. Le colonne 2, 4 e 5 sono senza pivot: le incognite libere sono x2, x4 e x5. I parametri sono 5−2=3.
Diamo i parametri: x2=t1, x4=t2, x5=t3. Poi li portiamo a destra. Attenzione ai segni: nella riga 1 i pezzi 3t1 e 4t3 diventano negativi, nella riga 2 il pezzo −2t2 diventa positivo.
Controllo con tutti i parametri uguali a 0. La soluzione è (1,0,3,0,0). Prima equazione: 1+0+0=1. Seconda equazione: 3−0=3. Tutte e due vere.
Nello strumento qui sotto c'è il sistema dell'esempio con un parametro. L'ultima colonna è quella dei termini noti. Premi «Calcola»: lo strumento fa Gauss–Jordan, dice se ci sono soluzioni e le scrive con i parametri. Per le incognite usa una lettera sola con i numerini in basso, non tre lettere diverse. Le scritture con «rk» contano i pivot: le spiega la lezione L12. Poi cambia l'ultimo numero da 5 a 6 e ricalcola. La terza equazione non va più d'accordo con le altre due, e compare la riga impossibile.
Risolvi un sistema: l'ultima colonna è quella dei termini noti
Caricamento dello strumento interattivo…
Trappola · I parametri: quanti e a chi
Primo errore: dimenticare un'incognita libera. Se un'incognita non compare in nessuna equazione, la sua colonna è tutta di zeri. Non ha pivot, quindi riceve anche lei un parametro.
Un esempio: tre incognite x, y, z e la sola equazione x+z=1. La matrice completa ha una riga sola: (1,0,1∣1). Il pivot è in colonna 1. Le colonne 2 e 3 sono senza pivot, quindi y=t1 e z=t2. Dalla riga viene x=1−t2. I parametri sono due, non uno.
Secondo errore: contare l'ultima colonna tra le incognite. La colonna dei termini noti non è un'incognita. Una matrice completa con 3 righe e 5 colonne ha 4 incognite, non 5.
Oltre le dispense · le soluzioni scritte come vettori
Il libro di Martelli (p. 84) scrive le soluzioni anche in un altro modo, che torna utile dalla lezione L12. Si mettono le incognite in colonna e si separa il pezzo senza parametro dal pezzo con il parametro.
Nell'esempio con un parametro le soluzioni erano x=−2t, y=t, z=1:
xyz=−2tt1=001+t−210.
Si legge: «parti dal punto (0,0,1) e spostati di t volte il vettore (−2,1,0)». Al variare di t ottieni una retta nello spazio.
Con più parametri c'è un vettore per ogni parametro. Nella lezione L12 i due pezzi avranno un nome. Il punto di partenza è una «soluzione particolare». I vettori risolvono il sistema con tutti i termini noti uguali a zero.
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Tutta la lezione segue il libro di Martelli, §3.1 «Algoritmi di risoluzione» (pp. 79–85 del libro): mosse di Gauss e Proposizione 3.1.1 (pp. 79–80), algoritmo di Gauss (pp. 80–82), algoritmo di Gauss–Jordan (pp. 82–83), risoluzione di un sistema e soluzioni scritte come vettori (pp. 83–85, con l'Esempio 3.1.2). Nel libro le righe si chiamano Ci invece di Ri.
Prova tu
La forma ridotta è (103040). Scrivi tutte le soluzioni.
Il pivot è in colonna 1. La colonna 2, quella di y, è senza pivot: y=t.
La riga 1 dice x+3y=4, cioè x+3t=4. Porta 3t a destra: x=4−3t.
Le soluzioni sono x=4−3t e y=t: infinite, con un parametro. Controllo con t uguale a 0: la soluzione (4,0) dà 4+3⋅0=4.
Un sistema ha 5 incognite. La sua matrice a scalini ha 2 pivot, e nessuno è dopo la barra. Quanti parametri servono?
5−2=3 parametri. Le soluzioni sono infinite.
Da ricordare
Un pivot dopo la barra: una riga dice «0 = un numero diverso da zero». Nessuna soluzione.
Un pivot in ogni colonna prima della barra: una sola soluzione.
Qualche colonna senza pivot: infinite soluzioni. Ogni incognita senza pivot riceve un parametro.
Numero di parametri = numero di incognite meno numero di pivot.
§9
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
x, y, z
«ics», «ipsilon», «zeta»
le incognite: i numeri da trovare
x+y=5
2x
«due ics»
2 per x: il segno «per» non si scrive
2x=6
⋅
«per»
il segno della moltiplicazione
2⋅3=6
x1,x2,…,xn
«ics uno, ics due, …, ics enne»
le incognite, quando sono tante
x1+x4=0
{……
«sistema»
le equazioni dentro la graffa valgono tutte insieme
il sistema dell'indovinello
k
«cappa»
quante sono le equazioni
nell'indovinello k=2
n
«enne»
quante sono le incognite
nell'indovinello n=2
aij
«a i gei»
il coefficiente nella riga i e nella colonna j
a23: riga 2, colonna 3
bi
«bi i»
il termine noto dell'equazione numero i
b2: seconda equazione
A
«a»
la matrice dei coefficienti
(111−1)
b
«bi»
il vettore dei termini noti, scritto in colonna
(51)
C=(A∣b)
«ci uguale a barra bi»
la matrice completa: i coefficienti e, dopo la barra, i termini noti
(1,1∣5) è la sua prima riga nell'indovinello
k×n
«cappa per enne»
una matrice con k righe e n colonne
2×3: 2 righe, 3 colonne
Cij
«ci i gei»
il numero di C nella riga i e nella colonna j
C11: in alto a sinistra
S
«esse»
l'insieme di tutte le soluzioni
S={(3,2)}
∅
«insieme vuoto»
l'insieme senza elementi
S=∅: nessuna soluzione
⊂
«è contenuto in»
tutti gli elementi del primo stanno nel secondo
S⊂R2
∈
«appartiene a»
sta dentro l'insieme
t∈R
K
«cappa»
i numeri che si usano: R oppure C
Kn, Rn
«cappa alla enne», «erre alla enne»
le liste di n numeri
(3,2) sta in R2
=
«diverso da»
non uguale
λ=0
≥
«maggiore o uguale»
più grande, oppure uguale
i≥2
λ
«lambda»
un numero qualsiasi
λ=−4
Ri
«erre i»
la riga numero i della matrice
R2: la riga 2
Ri↔Rj
«la riga i si scambia con la riga j»
prima mossa di Gauss
R1↔R3
Ri→λRi
«la riga i diventa λ volte sé stessa»
seconda mossa di Gauss
R1→21R1
Ri→Ri+λRj
«la riga i diventa la riga i più λ volte la riga j»
terza mossa di Gauss
R2→R2−4R1
1
«pivot»
il riquadro mette in evidenza un pivot
t, t1, t2
«ti», «ti uno», «ti due»
i parametri: numeri che scegli tu
y=t
⋯, ⋮, ⋱
«e avanti così»
puntini in riga, in colonna, in diagonale
x1,…,xn
§10
Verso l'esame
esame
La prova scritta di Algebra lineare ha 10 quiz a 5 risposte e 2 problemi da 11 punti. I problemi vengono corretti solo a chi fa giusti almeno 6 quiz. Dura 2 ore, senza calcolatrice, con solo 4 facciate di appunti scritti a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa di questa lezione viene chiesto
Il quiz «quante soluzioni?». Il testo è quasi sempre lo stesso: «Il sistema lineare con matrice completa … ha un numero di soluzioni pari a». Nei 15 appelli dal 2023/24 al 2025/26 è uscito 9 volte: trovi l'elenco nella tabella qui sotto.
Trovare tutte le soluzioni. Nell'appello del 10/07/2024 (domanda 6) bisognava scegliere, tra cinque, la descrizione giusta di tutte le soluzioni di un sistema con 3 equazioni e 3 incognite. È lo stesso sistema dell'Esercizio 12.11 delle dispense, nella lezione L12.
I problemi aperti. I sistemi con un parametro (lezione L12) sono uno dei due problemi da 11 punti in molti appelli: 07/02/2025, 05/02/2026, 03/07/2026. Quasi tutti gli altri problemi finiscono con una riduzione di Gauss: autospazi, nuclei, intersezioni di piani. Fare Gauss senza errori di conto vale metà della prova.
Appello
Domanda
Appello
Domanda
Appello
Domanda
24/01/2024
10
16/01/2025
10
02/09/2025
1
10/06/2024
7
03/06/2025
4
15/01/2026
6
10/07/2024
5
10/07/2025
5
03/06/2026
7
Le cinque risposte sono queste: una, zero, infinite con 1 parametro, infinite con 2 parametri, un numero finito maggiore di 1. Solo nell'appello del 03/06/2025 l'ultima era scritta in un altro modo: «due soluzioni».
Nell'appello del 07/09/2026 (domanda 3) la stessa idea torna con una lettera dentro la matrice: «per quale k il sistema non ha soluzioni?». Si impara nella lezione L12.
Metodo · Il quiz «quante soluzioni?»
Porta la matrice completa a scalini con Gauss. Per contare le soluzioni non serve Gauss–Jordan.
Cerca una riga con tutti zeri prima della barra e un numero diverso da zero dopo. Se c'è, la risposta è zero.
Altrimenti conta i pivot. Poi conta le incognite: sono le colonne prima della barra.
Se i pivot sono tanti quante le incognite, la risposta è una. Se sono di meno, la risposta è infinite: i parametri sono le incognite meno i pivot.
Con i numeri reali la risposta «un numero finito, maggiore di 1» è sempre sbagliata. Il motivo è il Corollario 12.7, nella lezione L12.
Prima di cominciare guarda se le righe sono una multipla dell'altra. Nell'appello del 02/09/2025 (domanda 1) le tre righe erano multiple di (1,4,2∣7). Quindi c'era un solo pivot e i parametri erano 3−1=2, senza fare conti.
Una domanda vera, letta insieme
Appello del 16/01/2025, domanda 10:
Esempio · Il testo della domanda
«Il sistema lineare con matrice completa
A=2110−11101422312
ha un numero di soluzioni pari a: (a) Zero. (b) Infinite, che dipendono da 2 parametri. (c) Infinite, che dipendono da 1 parametro. (d) Un numero finito, maggiore di 1. (e) Una.»
In pratica chiede: questa tabella è un sistema scritto con i soli numeri. Quante liste di numeri lo risolvono? Non chiede di trovarle: chiede solo di contarle. Nel testo d'esame la matrice completa si chiama A, ma è la tabella che in questa lezione si chiama C.
Primo: quante incognite? La matrice ha 5 colonne, ma l'ultima, dopo la barra, è quella dei termini noti. Le incognite sono 4. Le righe sono 3, quindi le equazioni sono 3.
Secondo: Gauss. Nella prima colonna c'è un 1 nella riga 2. Conviene portarlo in alto con lo scambio R1↔R2: così non compaiono frazioni.
121−101011242132
Ora gli zeri sotto il primo pivot. Sotto l'1 ci sono 2 e 1, quindi le mosse sono R2→R2−2R1 e R3→R3−R1.
col. 1
col. 2
col. 3
col. 4
termine noto
riga 2 meno 2 volte la riga 1
2−2=0
0−(−2)=2
1−0=1
4−4=0
3−2=1
riga 3 meno la riga 1
1−1=0
1−(−1)=2
1−0=1
2−2=0
2−1=1
La riga 2 e la riga 3 sono diventate uguali. Con la mossa R3→R3−R2 la riga 3 diventa nulla.
100−120010200110
Terzo: lettura. La matrice è a scalini. I pivot sono due: l'1 in colonna 1 e il 2 in colonna 2. Dopo la barra non ci sono pivot, quindi le soluzioni esistono. Le incognite sono 4 e i pivot sono 2: i parametri sono 4−2=2.
La risposta giusta è la (b): infinite soluzioni, che dipendono da 2 parametri.
La risposta che tenta è la (c). Viene fuori se al posto delle incognite conti le righe, che sono 3: 3−2=1. Le incognite si contano dalle colonne prima della barra, non dalle righe.
Trappola · Gli errori che costano punti
Fare una mossa e dimenticare l'ultima colonna. La mossa vale per la riga intera, termine noto compreso.
Fare due mosse insieme con le righe vecchie. È la trappola «Una mossa alla volta».
Contare male le incognite. Sono le colonne prima della barra. Nell'appello del 16/01/2025 (domanda 10) la matrice completa aveva 3 righe e 5 colonne: le incognite erano 4.
Sbagliare un segno portando i parametri a destra dell'uguale. Il rimedio: alla fine prova una soluzione nelle equazioni di partenza, per esempio quella con tutti i parametri uguali a zero.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione conviene scrivere tre cose.
Le tre mosse di Gauss, con i due divieti: nella (II) il numero è diverso da zero, nella (III) le due righe sono diverse.
Che cos'è un pivot, e quando una matrice è a scalini.
La regola di lettura. Pivot dopo la barra: nessuna soluzione. Altrimenti i parametri sono le incognite meno i pivot, uno per ogni colonna senza pivot.
§11
Quiz
come all'esame
Quale di queste è una mossa di Gauss sulla matrice completa di un sistema lineare?
Nella prima risposta alla riga 2 togli 3 volte la riga 1: è la terza mossa. Moltiplicare una riga per 0 è vietato: la riga diventerebbe 0=0 e un'equazione andrebbe persa. Sommare 1 a tutti i numeri, oppure elevarli al quadrato, non è nessuna delle tre mosse. Lo scambio di due colonne tenta, perché assomiglia alla prima mossa: ma le mosse si fanno sulle righe.
Quale di queste cinque matrici è a scalini? M1=100204305, M2=200100050310, M3=(1320), M4=000130245, M5=100001010.
Servono due cose: righe nulle in fondo, e ogni pivot più a destra di quello della riga sopra. Nella seconda matrice i pivot sono 2, in colonna 1, e 5, in colonna 3, e la riga nulla è in fondo: va bene. Nella prima la riga nulla sta in mezzo. Nella terza il pivot della riga 2 è in colonna 1, come quello della riga 1. La quarta tenta, perché sembra una scala: ma i pivot delle prime due righe, 1 e 3, sono tutti e due in colonna 2. Nella quinta il pivot della riga 3 sta a sinistra di quello della riga 2.
Il sistema lineare con matrice completa 147258369101112 ha un numero di soluzioni pari a:
È la domanda 10 dell'appello del 24/01/2024. Chiede di contare le soluzioni, quindi basta la forma a scalini. Togli 4 volte la riga 1 dalla riga 2: diventa (0,−3,−6∣−29). Togli 7 volte la riga 1 dalla riga 3: diventa (0,−6,−12∣−58). La riga 3 è il doppio della riga 2, quindi togliendo 2 volte la riga 2 diventa nulla. Restano 2 pivot, nessuno dopo la barra, e le incognite sono 3: i parametri sono 3−2=1. La risposta «Una» tenta, perché le equazioni sono tante quante le incognite: ma la terza non aggiungeva niente alle prime due.
Il sistema lineare con matrice completa 3541220166108213528 ha un numero di soluzioni pari a:
È la domanda 1 dell'appello del 02/09/2025. Prima di fare conti guarda le righe. La prima è 3 volte (1,4,2∣7), la seconda è 5 volte la stessa riga, la terza è 4 volte. Sono tre volte lo stesso indizio. Dopo Gauss resta una sola riga non nulla, con un solo pivot, e nessun pivot dopo la barra. Le incognite sono 3, quindi i parametri sono 3−1=2. La risposta con 1 parametro è sbagliata perché qui il pivot è uno solo, non due.
Il sistema lineare con matrice completa 123234345457 ha un numero di soluzioni pari a:
Simile alla domanda 5 dell'appello del 10/07/2024. Togli 2 volte la riga 1 dalla riga 2: diventa (0,−1,−2∣−3). Togli 3 volte la riga 1 dalla riga 3: diventa (0,−2,−4∣−5). Ora togli 2 volte la riga 2 dalla riga 3. Prima della barra vengono tutti zeri. Dopo la barra viene −5−2⋅(−3)=−5+6=1. La riga (0,0,0∣1) dice 0=1, che è impossibile: zero soluzioni. L'errore tipico è guardare solo gli zeri prima della barra e rispondere «infinite»: conta anche il numero dopo la barra.
La forma ridotta della matrice completa di un sistema nelle incognite x,y,z è (10012−131). Qual è l'insieme di tutte le soluzioni (t∈R)?
Simile alla domanda 6 dell'appello del 10/07/2024. I pivot sono nelle colonne 1 e 2. La colonna 3, quella di z, è senza pivot: z=t. La riga 1 dice x+2z=3, quindi x=3−2t. La riga 2 dice y−z=1, quindi y=1+t. La seconda risposta ha i segni al contrario: quando porti t a destra dell'uguale il segno cambia. La terza è una soluzione vera, quella con t uguale a 0, ma è una sola: la domanda le chiede tutte.
Riducendo a scalini la matrice completa di un sistema in 3 incognite compare la riga (0,0,0∣5). Che cosa puoi concludere?
Rileggi la riga come equazione: 0x+0y+0z=5. A sinistra viene 0, qualunque numero tu metta al posto delle incognite. Quindi la riga dice 0=5, falsa sempre: nessuna soluzione. La risposta «z=5» tenta, ma davanti a z c'è 0, non 1. Si può cancellare solo una riga (0,0,0∣0), che dice 0=0.
Nella matrice (132147) si fa la mossa R2→R2−3R1. Quale diventa la seconda riga?
Tre volte la riga 1 fa (3,6∣12). Poi sottrai dalla riga 2, un numero alla volta: 3−3=0, poi 1−6=−5, poi 7−12=−5. La mossa vale anche per il numero dopo la barra. Chi lì somma al posto di sottrarre trova 19. Chi sbaglia il segno trova 5. L'ultima risposta è la riga 2 meno la riga 1 una volta sola, non 3 volte.
Un sistema di 3 equazioni in 5 incognite, ridotto a scalini, ha 3 pivot e nessuno di questi è nell'ultima colonna. Quante sono le soluzioni?
Simile alla domanda 10 dell'appello del 16/01/2025, dove le incognite erano 4. Nessun pivot sta nell'ultima colonna, quindi le soluzioni esistono. I parametri sono tanti quante le incognite senza pivot: 5−3=2. La risposta con 3 parametri tenta, ma 3 è il numero dei pivot, non quello delle incognite libere.
Risolvi il sistema a scalini x−y+2z=5, 3y−z=1, 2z=4. Quanto vale x?
2
Il sistema è a scalini, quindi si risolve dal basso. Terza equazione: 2z=4, quindi z=2. Seconda equazione: 3y−2=1, cioè 3y=3, quindi y=1. Prima equazione: x−1+2⋅2=5, cioè x+3=5, quindi x=2.
§12
Esercizi
con soluzioni
1 · È una soluzione? base
Guarda il sistema
{x+y=72x−y=2
Quali di queste tre liste sono soluzioni: (4,3), (3,4), (5,2)?
Soluzione
Una lista è una soluzione solo se rende vere tutte e due le equazioni. In ogni lista il primo numero va al posto di x e il secondo al posto di y.
Lista
Prima equazione
Seconda equazione
È una soluzione?
(4,3)
4+3=7, vera
2⋅4−3=5, doveva fare 2: falsa
no
(3,4)
3+4=7, vera
2⋅3−4=2, vera
sì
(5,2)
5+2=7, vera
2⋅5−2=8, doveva fare 2: falsa
no
L'unica soluzione tra le tre è (3,4). Le altre due rispettano il primo indizio ma non il secondo, e un solo indizio falso basta per scartarle.
2 · Una mossa sola base
Nella matrice completa
(13−2145)
fai la mossa R2→R2−3R1. Poi risolvi il sistema.
Soluzione
Che cosa fa la mossa. Alla riga 2 toglie 3 volte la riga 1. Serve a far diventare 0 il 3 della riga 2, perché 3−3⋅1=0.
Il conto, un numero alla volta. Attenzione alla colonna 2: togliere −6 vuol dire sommare 6.
colonna 1
colonna 2
termine noto
riga 2
3
1
5
3 volte la riga 1
3⋅1=3
3⋅(−2)=−6
3⋅4=12
differenza
3−3=0
1−(−6)=7
5−12=−7
La nuova matrice. La riga 1 non cambia.
(10−274−7)
Dal basso. La riga 2 dice 7y=−7. Dividi per 7 i due lati: y=−1.
Poi la riga 1. Dice x−2y=4. Sostituisci −1 al posto di y: il pezzo −2y diventa −2⋅(−1)=2. Viene x+2=4, quindi x=2.
La soluzione è (2,−1).
Controllo nelle equazioni di partenza: 2−2⋅(−1)=2+2=4 e 3⋅2+(−1)=5. Tutte e due vere.
3 · Tre matrici a scalini: quante soluzioni? base
Ognuna di queste matrici complete è già a scalini. Le incognite sono x e y. Per ognuna di' quante soluzioni ha il sistema.
(a)(102131)(b)(102034)(c)(102030)
Soluzione
In tutti e tre i casi le incognite sono 2: le colonne prima della barra. Si guarda dove stanno i pivot.
(a) Una sola soluzione. I pivot sono due, nelle colonne 1 e 2. Nessuno è dopo la barra, e ogni incognita ha il suo. Dal basso: la riga 2 dice y=1. La riga 1 dice x+2y=3, cioè x+2=3, quindi x=1. La soluzione è (1,1).
(b) Nessuna soluzione. La riga 2 ha tutti zeri prima della barra e 4 dopo. Il suo pivot è nell'ultima colonna. La riga dice 0=4, che è impossibile.
(c) Infinite soluzioni, con 1 parametro. C'è un solo pivot, in colonna 1. La riga 2 dice 0=0 e si ignora. La colonna 2 è senza pivot, quindi y=t. La riga 1 dice x+2t=3, quindi x=3−2t. I parametri sono 2−1=1.
Controllo di (c) con t uguale a 0: la soluzione (3,0) dà 3+2⋅0=3. Vera.
4 · Dal sistema alla matrice completa base
Scrivi la matrice dei coefficienti, il vettore dei termini noti e la matrice completa dei sistemi
(a) Le equazioni sono 2. Le incognite sono 3: nell'ordine x, y, z.
Prima equazione. Davanti a x c'è 3. L'incognita y manca: coefficiente 0. Davanti a z c'è −1. A destra c'è 2.
Seconda equazione. L'incognita x manca: coefficiente 0. Davanti a y c'è 1. Davanti a z c'è 4. A destra c'è −1.
A=(3001−14),b=(2−1),C=(3001−142−1).
(b) Le equazioni sono 3 e le incognite sono 3. Prima va messo in ordine il sistema: incognite a sinistra, numeri a destra.
Prima equazione. A destra c'è x3. Lo porti a sinistra e diventa −x3. Viene x1+x2−x3=0.
Seconda equazione. A destra c'è x1: lo porti a sinistra e diventa −x1. A sinistra c'è −7: lo porti a destra e diventa +7. Viene −x1+2x3=7. Manca x2: coefficiente 0.
Terza equazione. È già in ordine. Mancano x1 e x3: due zeri.
Le regole sono due: le righe nulle stanno in fondo, e ogni pivot sta più a destra di quello della riga sopra.
M1: sì. Il pivot della riga 1 è 2, in colonna 2. Il pivot della riga 2 è 3, in colonna 4, più a destra. La riga nulla è in fondo. La prima colonna tutta di zeri non dà fastidio.
M2: no. La riga 2 è nulla, ma sotto di lei c'è la riga (0,2), che ha un pivot. La riga nulla non è in fondo. Scambiando le ultime due righe la matrice diventa a scalini.
M3: sì. C'è un solo pivot, il 3 in colonna 1. La riga nulla è in fondo.
M4: no. Il pivot della riga 2 è 4, in colonna 2. Il pivot della riga 3 è 6, anche lui in colonna 2. Stessa colonna: non va bene.
Per sistemare M4 serve una mossa. Numero da eliminare diviso pivot: 6:4=23. La mossa è R3→R3−23R2. Nella colonna 2 viene 6−23⋅4=6−6=0. Nella colonna 3 viene 7−23⋅5=7−215=−21. La riga 3 diventa (0,0,−21) e la matrice è a scalini.
6 · Esercizio 11.11 delle dispense: un sistema 3 × 3 medio
Risolvi il sistema lineare
⎩⎨⎧x+y+2z=92x+4y−3z=13x+6y−5z=0
Soluzione
La matrice completa. Una riga per equazione, e l'ultima colonna per i termini noti.
1231462−3−5910
Zeri sotto il primo pivot. Il pivot è l'1 in alto a sinistra. Sotto ci sono 2 e 3. Le mosse sono R2→R2−2R1 e R3→R3−3R1. La riga 1 resta ferma.
Riga 2 meno 2 volte la riga 1: (2−2,4−2,−3−4∣1−18)=(0,2,−7∣−17).
Riga 3 meno 3 volte la riga 1: (3−3,6−3,−5−6∣0−27)=(0,3,−11∣−27).
Zero sotto il secondo pivot. Il secondo pivot è il 2 della riga 2. Sotto c'è 3. La ricetta direbbe di togliere la riga 2 per 23 volte. Per non avere frazioni uso il trucco: prima raddoppio la riga 3, poi tolgo 3 volte la riga 2. La mossa è R3→2R3−3R2.
2 volte la riga 3: (0,6,−22∣−54).
3 volte la riga 2: (0,6,−21∣−51).
Differenza: (0,6−6,−22+21∣−54+51)=(0,0,−1∣−3).
1001202−7−19−17−3
Lettura. La matrice è a scalini. I pivot sono tre, nelle colonne 1, 2 e 3. Dopo la barra non ce ne sono, e ogni incognita ha il suo: la soluzione è una sola.
Dal basso, riga 3. Dice −z=−3. Cambia segno ai due lati: z=3.
Riga 2. Dice 2y−7z=−17. Sostituisci 3 al posto di z: viene 2y−21=−17. Somma 21 ai due lati: 2y=4, quindi y=2.
Riga 1. Dice x+y+2z=9. Sostituisci: viene x+2+6=9, quindi x=1.
La soluzione è (1,2,3), come indicano le dispense.
Controllo nelle equazioni di partenza: 1+2+6=9, poi 2+8−9=1, poi 3+12−15=0. Tutte vere.
Una nota. Seguendo l'algoritmo alla lettera, con la mossa R3→R3−23R2, la riga 3 viene (0,0,−21∣−23). È la stessa equazione divisa per 2, e porta alla stessa soluzione.
7 · Gauss–Jordan completo, con una colonna senza pivot medio
Risolvi con l'algoritmo di Gauss–Jordan il sistema con matrice completa
121242−11230−3.
Soluzione
Le incognite sono 3: le chiamo x, y, z.
Fase 1, prima colonna. Il pivot è l'1 in alto a sinistra. Sotto ci sono 2 e 1. Le mosse sono R2→R2−2R1 e R3→R3−R1. Attenzione alla colonna 3: togliere un numero negativo vuol dire sommare.
Riga 2 meno 2 volte la riga 1: (2−2,4−4,1−(−2)∣0−6)=(0,0,3∣−6).
Riga 3 meno la riga 1: (1−1,2−2,2−(−1)∣−3−3)=(0,0,3∣−6).
Fase 1, il resto. Sotto la prima riga la colonna 2 è tutta di zeri: resta senza pivot. Nella colonna 3 il pivot è il 3 della riga 2. Sotto c'è un altro 3. La mossa R3→R3−R2 dà la riga nulla, perché le due righe sono uguali.
100200−1303−60
Fase 2, pivot uguale a 1. Divido la riga 2 per 3, con la mossa R2→31R2. Viene (0,0,1∣−2).
Fase 2, zero sopra il pivot. Sopra il secondo pivot c'è −1. Per farlo diventare 0 sommo la riga 2: mossa R1→R1+R2. Terzo numero: −1+1=0. Ultimo numero: 3+(−2)=1. La riga 1 diventa (1,2,0∣1).
1002000101−20
Lettura. I pivot sono nelle colonne 1 e 3. Dopo la barra non ce ne sono: le soluzioni esistono. La colonna 2 è senza pivot, quindi y=t.
Le righe come equazioni. La riga 2 dice z=−2. La riga 1 dice x+2y=1, cioè x+2t=1. Porto 2t a destra: x=1−2t.
Le soluzioni sono infinite, con un parametro:
(x,y,z)=(1−2t,t,−2),t∈R.
Controllo con t uguale a 0, cioè con (1,0,−2). Le tre equazioni di partenza danno: 1+0+2=3, poi 2+0−2=0, poi 1+0−4=−3. Tutte vere.
8 · Due equazioni, quattro incognite medio
Trova tutte le soluzioni di
{x1+x2−x3+2x4=12x1+2x2+x3+x4=5
Soluzione
La matrice completa. Le incognite sono 4, quindi le colonne prima della barra sono 4.
(1212−112115)
Zero sotto il primo pivot. Sotto l'1 c'è 2. La mossa è R2→R2−2R1. Il conto: (2−2,2−2,1−(−2),1−4∣5−2)=(0,0,3,−3∣3).
Pivot uguale a 1. Il pivot della riga 2 è 3, in colonna 3. Divido la riga per 3: viene (0,0,1,−1∣1).
Zero sopra il secondo pivot. Sopra c'è −1. Sommo la riga 2 alla riga 1: mossa R1→R1+R2. Terzo numero: −1+1=0. Quarto numero: 2+(−1)=1. Ultimo numero: 1+1=2.
(1010011−121)
Lettura. I pivot sono nelle colonne 1 e 3. Le colonne 2 e 4 sono senza pivot. Do due parametri: x2=s e x4=t.
Riga 1. Dice x1+x2+x4=2, cioè x1+s+t=2. Porto i parametri a destra: x1=2−s−t.
Riga 2. Dice x3−x4=1, cioè x3−t=1. Porto t a destra: x3=1+t.
x1=2−s−t,x2=s,x3=1+t,x4=t,s,t∈R.
Le soluzioni sono infinite. I parametri sono 4−2=2.
Controllo con i due parametri uguali a 0, cioè con (2,0,1,0). Prima equazione: 2+0−1+0=1. Seconda equazione: 4+0+1+0=5. Tutte e due vere.
9 · Un sistema impossibile medio
Mostra che il sistema ⎩⎨⎧x+y+z=1x−y+2z=02x+3z=2 non ha soluzioni.
Soluzione
La matrice completa. Nella terza equazione manca y: coefficiente 0.
1121−10123102
Zeri sotto il primo pivot. Sotto l'1 ci sono 1 e 2. Le mosse sono R2→R2−R1 e R3→R3−2R1.
Riga 2 meno la riga 1: (1−1,−1−1,2−1∣0−1)=(0,−2,1∣−1).
Riga 3 meno 2 volte la riga 1: (2−2,0−2,3−2∣2−2)=(0,−2,1∣0).
Zero sotto il secondo pivot. Il secondo pivot è il −2 della riga 2. Sotto c'è un altro −2. La mossa è R3→R3−R2. Prima della barra viene (0,−2+2,1−1), cioè tutti zeri. Dopo la barra viene 0−(−1)=1.
1001−201101−11
Lettura. L'ultima riga ha tutti zeri prima della barra e 1 dopo. Dice 0=1. C'è un pivot nell'ultima colonna: il sistema non ha soluzioni, cioè S=∅.
Si poteva vedere anche dalle equazioni. Somma le prime due: a sinistra viene 2x+3z, perché y e −y si cancellano. A destra viene 1+0=1. Ma la terza equazione dice che 2x+3z fa 2. Lo stesso numero non può fare 1 e 2 insieme.
10 · Dove sta l'errore? medio
Uno studente risolve {2x+y=4x+3y=7 facendo nello stesso passaggio R1→R1−2R2 e R2→R2−21R1, tutte e due con le righe di partenza. Che cosa ottiene? Perché è sbagliato? Risolvi correttamente.
Soluzione
Il conto dello studente. Le righe di partenza sono (2,1∣4) e (1,3∣7).
Riga 1 meno 2 volte la riga 2: (2−2,1−6∣4−14)=(0,−5∣−10).
Riga 2 meno metà della riga 1: (1−1,3−21∣7−2)=(0,25∣5).
Tutte e due le righe nuove dicono la stessa cosa: che y vale 2. Infatti −10:(−5)=2 e 5:25=2. Di x non resta nessuna informazione. Allo studente sembra che x sia libera e che le soluzioni siano infinite.
Perché è sbagliato. Ognuna delle due mosse, da sola, è permessa. Insieme no. Dopo la prima mossa la riga 1 è cambiata, e la seconda mossa doveva usare la riga 1 nuova. Lo studente ha usato quella vecchia. Il risultato non si può più disfare: un'equazione è andata persa.
Il conto giusto, una mossa alla volta.
Scambio le righe, per avere un 1 in alto a sinistra: mossa R1↔R2.
(123174)
Tolgo 2 volte la riga 1 dalla riga 2: mossa R2→R2−2R1. Il conto: (2−2,1−6∣4−14)=(0,−5∣−10).
Dal basso. La riga 2 dice −5y=−10, quindi y=2. La riga 1 dice x+3y=7, cioè x+6=7, quindi x=1.
La soluzione è una sola: (1,2).
Controllo: 2⋅1+2=4 e 1+3⋅2=7. Tutte e due vere.
11 · Il sistema omogeneo dell'Esempio 11.10 medio
Usa la matrice dell'Esempio 11.10 come matrice dei coefficienti del sistema in tre incognite con tutti i termini noti uguali a zero:
⎩⎨⎧x1−x2+3x3=02x2+2x3=0x1+4x3=0
Trova tutte le soluzioni.
Soluzione
L'ultima colonna resta di zeri. I termini noti sono tutti 0. Una mossa di Gauss somma, toglie o moltiplica questi zeri tra loro, e il risultato è sempre 0. Quindi basta lavorare sulla matrice dei coefficienti.
La riduzione è già fatta. L'Esempio 11.10 ha portato questa matrice alla forma ridotta:
101−120324⟶100010410.
Lettura. I pivot sono nelle colonne 1 e 2. La colonna 3 è senza pivot, quindi x3=t.
Riga 1. Dice x1+4x3=0, cioè x1+4t=0. Porto 4t a destra: x1=−4t.
Riga 2. Dice x2+x3=0, cioè x2+t=0. Porto t a destra: x2=−t.
(x1,x2,x3)=(−4t,−t,t),t∈R.
Controllo con t uguale a 1, cioè con (−4,−1,1): −4+1+3=0, poi −2+2=0, poi −4+4=0. Tutte vere.
Ogni soluzione è t volte il vettore (−4,−1,1): le soluzioni sono tutti i multipli di un solo vettore, cioè una retta che passa per l'origine. Un sistema con tutti i termini noti uguali a zero si chiama omogeneo, ed è il primo argomento della lezione L12.
12 · Quando il sistema dipende da un numero difficile
Per quali valori di a∈R il sistema {x+y=1x+ay=2 ha soluzioni? Quando ce ne sono, trovale.
Soluzione
Qui uno dei coefficienti non è un numero fissato: è la lettera a. La domanda chiede che cosa succede per ogni valore possibile di a.
La matrice completa.
(111a12)
Zero sotto il primo pivot. La mossa è R2→R2−R1. Primo numero: 1−1=0. Secondo numero: a−1. Terzo numero: 2−1=1.
(101a−111)
Il punto delicato. Nella riga 2 c'è a−1. È un pivot solo se è diverso da zero. E vale zero quando a è 1. Quindi servono due casi.
Primo caso: a vale 1. La riga 2 è (0,0∣1) e dice 0=1. Nessuna soluzione. Infatti il sistema diventa «la somma fa 1» e «la somma fa 2»: due rette parallele.
Secondo caso: a è diverso da 1. Ora a−1 è diverso da zero, e posso dividere. La riga 2 dice (a−1)⋅y=1, quindi
y=a−11.
Poi la riga 1. Dice x+y=1, quindi x=1−y. Per fare la sottrazione scrivo 1 come frazione con lo stesso numero sotto:
x=a−1a−1−a−11=a−1a−2.
Risposta: il sistema ha soluzioni per ogni a diverso da 1, e allora la soluzione è una sola. Per a uguale a 1 non ne ha nessuna.
Controllo nella seconda equazione. Le due frazioni hanno lo stesso numero sotto, quindi si sommano i numeri sopra:
x+ay=a−1a−2+a−1a=a−12a−2=a−12⋅(a−1)=2.
Controllo con un numero. Con a uguale a 3 viene y=21 e x=21. Prima equazione: 21+21=1. Seconda equazione: 21+3⋅21=21+23=2.
L'errore tipico è dividere per a−1 senza chiedersi se può valere zero. Ogni volta che un pivot contiene una lettera, il caso in cui si annulla va studiato a parte. È il metodo della lezione L12.
13 · Come all'esame: quante soluzioni? (appello del 15/01/2026, domanda 6) tipo esame
Il sistema lineare con matrice completa
04815926103711
ha un numero di soluzioni pari a: (a) un numero finito, maggiore di 1; (b) zero; (c) infinite, che dipendono da 2 parametri; (d) infinite, che dipendono da 1 parametro; (e) una. Trova poi tutte le soluzioni.
Soluzione
In pratica chiede: quante liste di tre numeri risolvono il sistema scritto in questa tabella? Le incognite sono 3, perché le colonne prima della barra sono 3.
Serve uno scambio. In alto a sinistra c'è 0, che non può fare da pivot. Scambio le prime due righe: mossa R1↔R2.
40851962107311
Zeri sotto il primo pivot. Il pivot è 4. Nella riga 2 sotto c'è già 0. Nella riga 3 c'è 8. Quante volte togliere la riga 1? 8:4=2. La mossa è R3→R3−2R1. Due volte la riga 1 fa (8,10,12∣14). Il conto: (8−8,9−10,10−12∣11−14)=(0,−1,−2∣−3).
Zero sotto il secondo pivot. Il secondo pivot è l'1 della riga 2. La riga 3 è diventata l'opposto della riga 2. Sommandole viene la riga nulla: mossa R3→R3+R2.
400510620730
Risposta al quiz. I pivot sono due, nelle colonne 1 e 2. Dopo la barra non ce ne sono. Le incognite sono 3, quindi i parametri sono 3−2=1. La risposta giusta è la (d).
Tutte le soluzioni. Chiamo le incognite x, y, z.
L'incognita libera. La colonna 3 è senza pivot: z=t.
Riga 2. Dice y+2z=3, cioè y+2t=3. Quindi y=3−2t.
Riga 1. Dice 4x+5y+6z=7. Sostituisco y e z: viene 4x+5⋅(3−2t)+6t=7. Il prodotto fa 15−10t. Quindi 4x+15−10t+6t=7, cioè 4x+15−4t=7.
Isolo x. Tolgo 15 e sommo 4t ai due lati: 4x=−8+4t. Divido per 4: x=−2+t.
(x,y,z)=(−2+t,3−2t,t),t∈R.
Controllo con t uguale a 0, cioè con (−2,3,0), nelle tre equazioni di partenza: 0+3+0=3, poi −8+15+0=7, poi −16+27+0=11. Tutte vere.
14 · Come all'esame: trovare tutte le soluzioni tipo esame
Trova tutte le soluzioni del sistema
⎩⎨⎧x+2y+3z=12x+5y+7z=3x+3y+4z=2
e scegli la risposta giusta tra: (a) nessuna soluzione; (b) x=−1−t,y=1−t,z=t; (c) x=1,y=0,z=0; (d) x=−1+t,y=1+t,z=t; (e) x=1−2s,y=s,z=0.
Soluzione
La matrice completa.
121253374132
Zeri sotto il primo pivot. Sotto l'1 ci sono 2 e 1. Le mosse sono R2→R2−2R1 e R3→R3−R1.
Riga 2 meno 2 volte la riga 1: (2−2,5−4,7−6∣3−2)=(0,1,1∣1).
Riga 3 meno la riga 1: (1−1,3−2,4−3∣2−1)=(0,1,1∣1).
Zero sotto il secondo pivot. Le due righe nuove sono uguali. La mossa R3→R3−R2 dà la riga nulla.
Zero sopra il secondo pivot. Sopra l'1 della riga 2 c'è 2. La mossa è R1→R1−2R2. Secondo numero: 2−2=0. Terzo numero: 3−2=1. Ultimo numero: 1−2=−1.
100010110−110
Lettura. I pivot sono nelle colonne 1 e 2. La colonna 3 è senza pivot: z=t.
Riga 1. Dice x+z=−1, cioè x+t=−1. Quindi x=−1−t.
Riga 2. Dice y+z=1, cioè y+t=1. Quindi y=1−t.
La risposta giusta è la (b).
Come scartare le altre senza rifare Gauss. Nel quiz conviene: basta provare una soluzione nelle equazioni.
(c) Provo (1,0,0). Prima equazione: 1+0+0=1, vera. Seconda equazione: 2+0+0=2, ma doveva fare 3. Scartata.
(d) Con t uguale a 1 dà (0,2,1). Prima equazione: 0+4+3=7, ma doveva fare 1. Scartata.
(e) Con s uguale a 0 dà (1,0,0), che ho già scartato.
(a) È falsa perché la (b) funziona. Con t uguale a 0 dà (−1,1,0): viene −1+2=1, poi −2+5=3, poi −1+3=2. Tutte vere.
§13
Domande di ripasso
autoverifica
Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.
Che cos'è un sistema lineare e che cos'è la sua matrice completa?
Un sistema lineare è un gruppo di equazioni lineari nelle stesse incognite, da rispettare tutte insieme. «Lineare» vuol dire che le incognite sono solo moltiplicate per numeri e poi sommate.
La matrice completa è il sistema scritto con i soli numeri. Ha una riga per ogni equazione e una colonna per ogni incognita, con dentro i coefficienti. In più ha un'ultima colonna, dopo la barra, con i termini noti.
Che cos'è l'insieme S delle soluzioni?
È l'insieme di tutte le liste di numeri che rendono vere tutte le equazioni del sistema insieme. Ogni lista ha un numero per ogni incognita. L'insieme può essere vuoto, avere un solo elemento oppure averne infiniti.
Quali sono le tre mosse di Gauss?
La prima: scambiare due righe. La seconda: moltiplicare una riga per un numero diverso da zero. La terza: sommare a una riga un'altra riga moltiplicata per un numero qualsiasi.
Si scrivono Ri↔Rj, poi Ri→λRi, poi Ri→Ri+λRj. Nella terza le due righe devono essere diverse.
Perché nella mossa (II) serve λ=0?
Perché moltiplicando una riga per 0 l'equazione diventa 0=0. L'informazione che conteneva va persa, e le soluzioni possono aumentare.
Con un numero diverso da zero invece la mossa si può disfare: basta moltiplicare la riga per λ1.
Perché le mosse di Gauss non cambiano le soluzioni (Proposizione 11.4)?
Per due motivi insieme. Ogni mossa trasforma equazioni vere in equazioni vere. E ogni mossa si può disfare con un'altra mossa dello stesso tipo: lo stesso scambio, la moltiplicazione per λ1, la mossa Ri→Ri−λRj.
Quindi una lista di numeri risolve il sistema prima della mossa esattamente quando lo risolve dopo.
Che cos'è un pivot? Quando una matrice è a scalini?
Il pivot di una riga è il suo primo numero diverso da zero, leggendo da sinistra. Una riga nulla non ha pivot.
Una matrice è a scalini quando le righe nulle stanno in fondo e ogni pivot sta più a destra del pivot della riga sopra.
Come funziona l'algoritmo di Gauss?
Si lavora una colonna alla volta, da sinistra.
Cerchi un numero diverso da zero nella colonna e, se serve, lo porti in alto con uno scambio. Se la colonna è tutta di zeri passi alla colonna dopo.
Metti zeri sotto il pivot. A ogni riga più in basso togli la riga del pivot, tante volte quanto fa «numero da eliminare diviso pivot».
Copri la riga e la colonna del pivot e ripeti sul pezzo che resta.
Che cosa aggiunge l'algoritmo di Gauss–Jordan?
Dopo la forma a scalini fa due ritocchi. Mette zeri anche sopra i pivot, con la terza mossa. Rende tutti i pivot uguali a 1, con la seconda mossa.
Il risultato è la forma a scalini ridotta. Da lì le soluzioni si leggono senza altri conti.
Come si riconosce dalla forma a scalini che un sistema non ha soluzioni?
C'è un pivot nell'ultima colonna, quella dei termini noti. Vuol dire che una riga ha tutti zeri prima della barra e un numero diverso da zero dopo, come (0,0,0∣5).
Quella riga è l'equazione 0=5, che è impossibile. Allora S=∅.
Se non c'è un pivot nell'ultima colonna, come si scrivono le soluzioni?
Dai un parametro a ogni incognita la cui colonna non ha pivot. Poi rileggi ogni riga come equazione e porti i parametri a destra dell'uguale, cambiando il segno. Così ricavi le incognite con il pivot.
I parametri sono tanti quante le incognite meno i pivot. Se ogni incognita ha il suo pivot non ci sono parametri, e la soluzione è una sola.
Che differenza c'è tra una riga (0,0,0∣0) e una riga (0,0,0∣3)?
La prima dice 0=0. È sempre vera: non toglie soluzioni e si può ignorare.
La seconda dice 0=3. È sempre falsa: il sistema non ha soluzioni.
Perché non si possono fare insieme R1→R1−R2 e R2→R2−R1?
Perché la seconda mossa userebbe la riga 1 vecchia, che nel frattempo è cambiata. Il risultato non è una sequenza di mosse di Gauss.
Le due righe nuove vengono una l'opposto dell'altra: dicono la stessa cosa, e un'equazione va persa. Dopo ogni mossa si lavora con le righe nuove.
§14
Glossario
termini
Sistema lineare
Un gruppo di equazioni lineari nelle stesse incognite, da rispettare tutte insieme. È un indovinello con più indizi.
Incognita
Un numero da trovare, indicato con una lettera: x, y, oppure x1, x2 e così via.
Equazione lineare
Un'equazione in cui le incognite sono solo moltiplicate per numeri e poi sommate, come 2x−3y=7.
Coefficiente aij
Il numero che moltiplica un'incognita. aij è quello dell'equazione numero i davanti all'incognita numero j.
Termine noto bi
Il numero a destra dell'uguale nell'equazione numero i.
Matrice dei coefficienti A
La tabella dei soli coefficienti: una riga per ogni equazione, una colonna per ogni incognita.
Vettore dei termini noti b
La colonna con i termini noti, uno per ogni equazione.
Matrice completa C=(A∣b)
La matrice dei coefficienti con accanto, dopo la barra, la colonna dei termini noti.
Soluzione
Una lista di numeri, uno per ogni incognita, che rende vere tutte le equazioni del sistema.
Insieme delle soluzioni S
L'insieme di tutte le soluzioni. Può essere vuoto, avere un solo elemento oppure averne infiniti.
Mosse di Gauss
Tre riscritture che non cambiano le soluzioni: scambiare due righe, moltiplicare una riga per un numero diverso da zero, sommare a una riga un multiplo di un'altra.
Pivot
Il primo numero diverso da zero di una riga, leggendo da sinistra. Una riga di soli zeri non ha pivot.
Riga nulla
Una riga fatta solo di zeri. Come equazione dice 0=0.
Matrice a scalini
Una matrice con le righe nulle in fondo e ogni pivot più a destra del pivot della riga sopra.
Sostituzione all'indietro
Risolvere un sistema a scalini partendo dall'ultima equazione e risalendo.
Algoritmo di Gauss
La ricetta che porta a scalini qualsiasi matrice: una colonna alla volta, un pivot in alto e zeri sotto.
Algoritmo di Gauss–Jordan
L'algoritmo di Gauss, e poi due ritocchi: zeri anche sopra i pivot, e pivot uguali a 1.
Forma a scalini ridotta
Il risultato di Gauss–Jordan: ogni pivot vale 1 ed è l'unico numero diverso da zero della sua colonna.
Variabile libera (parametro)
Un'incognita la cui colonna non ha pivot. Il suo valore lo scegli tu: le si dà un parametro, come t.
Sistema impossibile
Un sistema senza soluzioni. Nella forma a scalini ha un pivot nell'ultima colonna, cioè una riga come 0=5.
§15
Checklist
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