Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L18
Autovalori e autovettori II
Quando una matrice è diagonalizzabile? Si contano due cose per ogni autovalore: quante volte è radice del polinomio caratteristico, e quanti autovettori indipendenti ha davvero. Se i due conti tornano per tutti, la matrice è diagonalizzabile. Con questo si risolve il problema aperto più frequente dell'esame: le matrici con un parametro.
Dispense
lezione 18 · pp. 90–95
Libro
Martelli, §5.2
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
Definizione o risultato da sapere
Trappola / errore tipico
Conta all'esame
Oltre le dispense
Esempio svolto
L'idea e il metodo, passo per passo
Da ricordare
La lezione in 7 punti
Autovettori con autovalori diversi sono sempre indipendenti. Quindi, se una matrice n×n ha n autovalori tutti diversi, è diagonalizzabile. Il contrario non vale: la matrice identità è diagonale e ha un solo autovalore.
Tutti gli autovettori di uno stesso autovalore, con lo zero, formano un sottospazio: l'autospazio. È la zona dello spazio che la macchina allunga tutta dello stesso fattore.
Per ogni autovalore si fanno due conti. La molteplicità algebrica dice quante volte è radice del polinomio caratteristico: sono i posti che prenota sulla diagonale. La molteplicità geometrica è la dimensione dell'autospazio: sono i posti che riesce a occupare con autovettori indipendenti.
I posti occupati sono sempre almeno 1 e mai più di quelli prenotati. Un autovalore che prenota un posto solo non dà mai problemi.
Teorema di diagonalizzabilità: una matrice è diagonalizzabile esattamente quando il polinomio caratteristico ha tutte le sue radici nel campo dei numeri usato, e ogni autovalore occupa tutti i posti che prenota.
Il campo conta: la rotazione di un quarto di giro è diagonalizzabile sui complessi ma non sui reali.
Con un parametro: si trovano gli autovalori in funzione del parametro. Dove sono tutti diversi la matrice è diagonalizzabile; nei valori in cui due autovalori coincidono si calcola un rango.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
§1
Autovalori diversi, autovettori indipendenti
p. 90
Nella lezione L17 hai visto che una macchina è diagonalizzabile se c'è una base fatta tutta di autovettori: in quella base la macchina allunga ogni vettore della base di un certo fattore, e la matrice è diagonale. Per costruire una base così servono autovettori indipendenti. Quando lo sono?
Come nelle dispense, i vettori di Kn sono colonne; nel testo li scriviamo in riga, (1,2), per risparmiare spazio.
Un primo esempio, dalla lezione L17. La matrice A=(3042) allunga di 3 il vettore (1,0) e di 2 il vettore (−4,1). I due vettori non sono uno multiplo dell'altro: sono indipendenti. Non è un caso. Se fossero sulla stessa retta, la macchina dovrebbe allungarli dello stesso fattore. Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 18.1
Se v1,…,vk∈V sono autovettori per T con autovalori λ1,…,λk distinti, allora sono linearmente indipendenti.
Come si legge. Prendi autovettori che la macchina allunga di fattori tutti diversi: allora nessuno di loro si ottiene come ricetta degli altri.
Il caso di due autovettori contiene già tutta l'idea. Siano T(v1)=λ1v1 e T(v2)=λ2v2, con λ1 diverso da λ2. Supponi che una ricetta dia zero:
α1v1+α2v2=0.
Applico la macchina, che manda lo zero nello zero: α1λ1v1+α2λ2v2=0.
Invece moltiplico la ricetta di partenza per λ2: α1λ2v1+α2λ2v2=0.
Tolgo la seconda dalla prima: il pezzo con v2 sparisce e resta α1(λ1−λ2)v1=0.
Il vettore v1 non è zero, perché è un autovettore, e λ1−λ2 non è zero. Quindi α1=0. Allora resta α2v2=0, e siccome v2 non è zero anche α2=0.
L'unica ricetta che dà zero è quella con tutte le dosi zero: i due vettori sono indipendenti. Con più vettori si ripete lo stesso trucco, eliminando un vettore alla volta: è la dimostrazione per induzione delle dispense.
Dimostrazione · della Proposizione 18.1 (dalle dispense)
Procediamo per induzione su k. Se k=1, il vettore v1 è indipendente perché non è nullo (per definizione, un autovettore non è mai nullo).
Diamo per buono il caso k−1 e mostriamo il caso k. Supponiamo di avere una combinazione lineare nulla
α1v1+⋯+αkvk=0.
Dobbiamo dimostrare che αi=0 per ogni i. Applicando T otteniamo
e prendendo la differenza tra queste due equazioni deduciamo che
α1(λ1−λk)v1+⋯+αk−1(λk−1−λk)vk−1=0.
Questa è una combinazione lineare nulla di k−1 autovettori con autovalori distinti: per l'ipotesi induttiva tutti i coefficienti αi(λi−λk) devono essere nulli. Siccome λi=λk, ne deduciamo che αi=0 per ogni i=1,…,k−1. Nella prima equazione resta αkvk=0 con vk=0, quindi anche αk=0.
Da qui viene subito un criterio comodo. Le dispense lo scrivono così.
Corollario 18.2
Se il polinomio caratteristico pT(λ) ha n radici distinte in K, l'endomorfismo T è diagonalizzabile.
Come si legge. Se una macchina su uno spazio di dimensione n ha n autovalori tutti diversi, è diagonalizzabile.
Il perché, come nel libro di Martelli (Corollario 5.2.2):
ognuna delle n radici è un autovalore (Proposizione 17.13), quindi ha almeno un autovettore;
gli n autovettori così trovati sono indipendenti, per la Proposizione 18.1;
sono n vettori indipendenti in uno spazio di dimensione n, quindi formano una base (Teorema 7.12). È una base di autovettori.
Esempio · diagonalizzabile senza cercare gli autovettori
A=100720−183 è triangolare, quindi i suoi autovalori sono i numeri sulla diagonale: 1,2,3 (lezione L17). Sono tre, tutti diversi, per una matrice 3×3: per il Corollario 18.2, A è diagonalizzabile. Non serve calcolare gli autovettori per saperlo. Se servono, sono (1,0,0), (7,1,0) e (55,16,2).
Trappola · Il Corollario 18.2 va in un verso solo
«n autovalori diversi» basta per essere diagonalizzabile, ma non è obbligatorio. La matrice identità 3×3 ha un solo autovalore, 1, ed è già diagonale. Quando qualche autovalore si ripete il corollario non dice niente: serve il teorema di diagonalizzabilità, più avanti.
Prova tu
La matrice 1005−20274 è diagonalizzabile?
Sì. È triangolare, con autovalori 1, −2 e 4 sulla diagonale: tre autovalori diversi per una matrice 3×3.
Da ricordare
Autovettori con autovalori diversi sono indipendenti.
n autovalori diversi in dimensione n: diagonalizzabile. Se qualcuno si ripete, bisogna fare altri conti.
§2
La zona allungata dello stesso fattore
pp. 90–91
Se la macchina allunga di 3 due vettori, allunga di 3 anche la loro somma e i loro multipli: T(v+w)=3v+3w=3(v+w). Quindi tutti i vettori allungati di 3, insieme allo zero, formano un sottospazio. Può essere una retta, un piano o di più. Le dispense gli danno un nome.
Definizione 18.3 · Autospazio
Sia T:V→V un endomorfismo. Per ogni autovalore λ di T definiamo l'autospazio
Vλ={v∈V∣T(v)=λv}=Ker(T−λid)
come l'insieme di tutti gli autovettori v con autovalore λ, più l'origine 0∈V (ricordiamo che 0∈V non è autovettore per definizione).
Come si legge.
Vλ, «vu lambda», raccoglie tutti i vettori che la macchina allunga di λ, più lo zero.
T−λid è la macchina che prende v e restituisce T(v)−λv. Il suo nucleo è fatto dei vettori con T(v)−λv=0, cioè T(v)=λv: per questo le due scritture dicono la stessa cosa.
È un sottospazio, perché ogni nucleo lo è (Proposizione 14.10).
Con le matrici: l'autospazio è l'insieme delle soluzioni del sistema (A−λIn)x=0. Una sua base si trova con Gauss, come per ogni nucleo.
Non è mai solo lo zero, perché λ è un autovalore: c'è almeno un autovettore.
Esempio · gli autospazi di una matrice 3×3
Sia A=3−400−100−83, la matrice dell'Esempio 18.11 più avanti. I suoi autovalori sono 3 e −1.
Per 3: A−3I3=0−400−400−80. Resta una sola equazione, −4x−4y−8z=0, cioè x=−y−2z. Scegliendo y=1,z=0 e poi y=0,z=1: V3=Span((−1,1,0),(−2,0,1)), un piano.
Per −1: A+I3=4−400000−84. Dalla prima riga x=0, dalla terza z=0, e y è libera. V−1=Span((0,1,0)), una retta.
La macchina allunga di 3 tutto un piano e ribalta una retta.
Prova tu
Il vettore (−3,1,1) sta nell'autospazio V3 dell'esempio?
Sì: l'equazione è x=−y−2z, e −1−2=−3. Controllo: A(−3,1,1)=(−9,3,3)=3⋅(−3,1,1).
Autospazi che non si sovrappongono
Per il passo successivo serve la somma di sottospazi: V1+⋯+Vk è l'insieme di tutti i vettori che si scrivono come v1+⋯+vk, con ogni vi preso nel suo sottospazio. È il più piccolo sottospazio che li contiene tutti.
La somma è «pulita» quando ogni vettore si scrive in un modo solo. Le dispense la chiamano così.
Definizione 18.4 · Somma diretta
Siano V1,…,Vk sottospazi di uno spazio vettoriale V. Diciamo che la loro somma è diretta se ogni vettore
v∈V1+⋯+Vk
si può scrivere in modo unico nella forma
v=v1+⋯+vk,vi∈Vi.
In questo caso scriviamo V1⊕⋯⊕Vk.
Equivalentemente, l'unica relazione v1+⋯+vk=0 con vi∈Vi è quella in cui v1=⋯=vk=0.
Come si legge. La somma è diretta quando i sottospazi non si «pestano i piedi»: ogni vettore della somma ha una sola scomposizione in pezzi, uno per sottospazio. Il simbolo ⊕ si legge «somma diretta». Per controllarlo basta guardare lo zero: l'unico modo di ottenere zero deve essere con tutti i pezzi uguali a zero.
Esempio · rette in somma diretta, e no
Nello spazio le tre rette degli assi, Span(e1), Span(e2) e Span(e3), sono in somma diretta: se ae1+be2+ce3=0 allora (a,b,c)=0, quindi i tre pezzi sono nulli.
Invece Span(e1), Span(e2) e Span(e1+e2)non lo sono: e1+e2+(−(e1+e2))=0 con pezzi non nulli. Il vettore e1+e2 si scrive in due modi: e1+e2+0 oppure 0+0+(e1+e2).
Gli autospazi di una macchina non si pestano mai i piedi. Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 18.5
Sia T:V→V un endomorfismo e siano λ1,…,λk i suoi autovalori. I corrispettivi autospazi sono sempre in somma diretta:
Vλ1⊕⋯⊕Vλk.
Come si legge. Prendi un vettore da ogni autospazio: se la loro somma è zero, sono tutti zero.
Il perché. Supponi che v1+⋯+vk=0, con ogni vi nel suo autospazio, e che qualcuno non sia zero. I pezzi non nulli sono autovettori con autovalori diversi. La relazione dice che la loro somma, con tutte le dosi uguali a 1, fa zero: sarebbero dipendenti. Questo va contro la Proposizione 18.1. Quindi tutti i pezzi sono zero.
Ecco perché gli autospazi sono la chiave della diagonalizzazione. Le dispense lo scrivono così.
Corollario 18.6
L'endomorfismo T è diagonalizzabile se e solo se
V=Vλ1⊕⋯⊕Vλk.
Come si legge. La macchina è diagonalizzabile esattamente quando gli autospazi, messi insieme, riempiono tutto lo spazio.
La dimostrazione delle dispense, con i passaggi. Sappiamo già che la somma è diretta; resta da capire quando riempie tutto.
Se gli autospazi riempiono lo spazio, prendi una base di ogni autospazio e mettile insieme. Sono tutti autovettori. Generano la somma, cioè tutto lo spazio. E sono indipendenti. Una ricetta che dà zero si spezza in un pezzo per autospazio, e la somma diretta dice che ogni pezzo è zero. Dentro ogni autospazio i vettori scelti sono una base, quindi tutte le dosi sono zero. Quindi c'è una base di autovettori.
Se c'è una base di autovettori, ogni vettore è una ricetta di autovettori. Raggruppando quelli con lo stesso autovalore, lo scrivi come somma di un pezzo per autospazio.
In pratica: la macchina è diagonalizzabile esattamente quando le dimensioni degli autospazi sommano a n. Nell'esempio sopra il piano e la retta danno 2+1=3: quella matrice è diagonalizzabile.
Da ricordare
L'autospazio di λ è il nucleo di A−λIn: tutti i vettori allungati di λ, più lo zero.
Gli autospazi sono sempre in somma diretta.
Diagonalizzabile esattamente quando le loro dimensioni sommano a n.
§3
Due conti per ogni autovalore
pp. 91–92
Ecco il punto centrale. Se una matrice 3×3 è diagonalizzabile con autovalori 2, 2 e 5, la matrice diagonale ha 2 in due posti della diagonale e 5 in uno. Per riempire le due colonne del 2 servono due autovettori indipendenti di autovalore 2.
Quindi ogni autovalore prenota dei posti sulla diagonale, tanti quante volte è radice del polinomio caratteristico. Poi deve occupare quei posti con autovettori indipendenti. A volte non ci riesce.
Ricorda dalla lezione L04 (Definizione 4.3) la molteplicità di una radice: quante volte il fattore compare. Per esempio (x−1)3(x+1) ha la radice 1 con molteplicità 3 e la radice −1 con molteplicità 1. Le dispense danno un nome ai due conti.
Definizione 18.7 · Molteplicità algebrica e geometrica
Sia T:V→V un endomorfismo e sia λ un autovalore per T. La molteplicità algebricama(λ) è la molteplicità di λ come radice del polinomio caratteristico pT. La molteplicità geometricamg(λ) è la dimensione dell'autospazio associato a λ, cioè
mg(λ)=dimVλ.
Come si legge.
ma(λ), «emme a di lambda», sono i posti prenotati: si legge dal polinomio scomposto. In (3−λ)2(−1−λ) l'autovalore 3 ha ma=2 e l'autovalore −1 ha ma=1.
mg(λ), «emme g di lambda», sono i posti occupati: quanti autovettori indipendenti ci sono. Si calcola con il rango, per il teorema della dimensione (lezione L14):
mg(λ)=dimKer(A−λIn)=n−rk(A−λIn).
I nomi: «algebrica» perché viene dal polinomio, «geometrica» perché misura lo spazio degli autovettori, una retta, un piano, eccetera.
Ecco un autovalore che non riesce a occupare tutti i suoi posti.
Esempio 18.8 · Le due molteplicità possono essere diverse
Sia LA:R2→R2 l'endomorfismo dato da
A=(1011).
Il polinomio caratteristico è pA(λ)=(1−λ)2=λ2−2λ+1=(λ−1)2. Troviamo un solo autovalore λ1=1, con molteplicità algebrica ma(1)=2. D'altra parte,
Abbiamo quindi trovato in questo caso ma(1)=2 e mg(1)=1.
L'autovalore 1 prenota due posti ma ne occupa uno solo. Gli autovettori sono solo i multipli di (1,0): il sistema (A−I2)x=0 dice y=0. Una sola retta di autovettori nel piano non basta per una base. La macchina è uno scorrimento: sposta ogni punto in orizzontale di quanto è alto, come le carte di un mazzo spinte di lato. Nello strumento qui sotto trascina x: solo sull'asse orizzontale Ax resta sulla stessa retta.
Il taglio (1011) ha una sola retta di autovettori
Caricamento dello strumento interattivo…
I posti occupati non superano mai quelli prenotati
L'esempio mostra che i due conti possono essere diversi. Ma vanno sempre nello stesso verso. Le dispense lo scrivono così.
Teorema 18.9
Sia T:V→V un endomorfismo. Per ogni autovalore λ0 di T valgono le disuguaglianze
1≤mg(λ0)≤ma(λ0).
Come si legge. Un autovalore occupa sempre almeno un posto, e mai più posti di quelli che ha prenotato.
L'idea, dalle dispense:
Almeno un posto: un autovalore ha almeno un autovettore, quindi l'autospazio ha dimensione almeno 1.
Non più di quelli prenotati: prendi una base dell'autospazio e completala a una base di tutto lo spazio. Nella matrice in questa base compare un blocco diagonale con λ0 ripetuto mg(λ0) volte. Quindi il polinomio caratteristico contiene il fattore (λ0−λ) almeno mg(λ0) volte.
Dimostrazione · del Teorema 18.9, secondo punto, con i dettagli (dal libro di Martelli, Proposizione 5.2.10)
Sia k=mg(λ0) e sia {v1,…,vk} una base di Vλ0, completata a una base B={v1,…,vn} di V. Per i≤k vale T(vi)=λ0vi, quindi le prime k colonne di [T]BB sono λ0e1,…,λ0ek e la matrice ha la forma a blocchi
[T]BB=(λ0Ik0CD),D∈M(n−k).
Il determinante di una matrice a blocchi di questo tipo (con il blocco in basso a sinistra nullo) è il prodotto dei determinanti dei blocchi diagonali. Quindi
Il fattore (λ0−λ)k divide pT, quindi λ0 ha molteplicità almeno k: ma(λ0)≥k=mg(λ0).
L'idea · Gli autovalori semplici non danno mai problemi
Se un autovalore prenota un posto solo, ma=1, il Teorema 18.9 dice che ne occupa almeno 1 e al massimo 1: quindi mg=1, senza fare conti. Negli esercizi il rango di A−λIn va calcolato solo per gli autovalori che prenotano due o più posti.
Prova tu
Per A=(2002), quanto valgono ma(2) e mg(2)?
Il polinomio è (2−λ)2, quindi ma(2)=2. La matrice A−2I2 è tutta zero, con rango 0, quindi mg(2)=2−0=2.
Ora si può dire con precisione quando una matrice è diagonalizzabile: tutti i posti della diagonale devono essere prenotati e poi occupati. Prendiamo uno spazio V di dimensione n sul campo K. Le dispense lo scrivono così.
Teorema 18.10 · Teorema di diagonalizzabilità
Un endomorfismo T:V→V è diagonalizzabile se e solo se valgono entrambi i fatti seguenti:
pT(λ) ha n radici in K, contate con molteplicità.
ma(λ)=mg(λ) per ogni autovalore λ di T.
Come si legge.
Condizione 1: tutti i posti sono prenotati. Il polinomio si scompone tutto in fattori di primo grado, con numeri del campo che stai usando. Sui complessi succede sempre (teorema fondamentale dell'algebra, lezione L04). Sui reali può mancare: un fattore come λ2+1 non ha radici reali, e i suoi due posti restano senza prenotazione.
Condizione 2: ogni autovalore occupa tutti i posti che ha prenotato. Per gli autovalori semplici è automatica.
Insieme, le due condizioni dicono che le dimensioni degli autospazi sommano a n.
La dimostrazione delle dispense, con i passaggi:
Gli autospazi sono in somma diretta (Proposizione 18.5). Chiamo W la loro somma.
La macchina è diagonalizzabile esattamente quando W è tutto lo spazio (Corollario 18.6), cioè quando W ha dimensione n.
In una somma diretta le dimensioni si sommano:
dimW=mg(λ1)+⋯+mg(λk)≤ma(λ1)+⋯+ma(λk)≤n.
La prima disuguaglianza viene dal Teorema 18.9. La seconda viene dal fatto che il polinomio caratteristico ha grado n, quindi ha al massimo n radici contate con molteplicità.
dimW=n esattamente quando tutte e due le disuguaglianze sono uguaglianze. La prima lo è quando ogni autovalore occupa tutti i suoi posti (condizione 2). La seconda quando tutti i posti sono prenotati (condizione 1).
I quattro comportamenti possibili, con matrici 2×2 (dal riepilogo del libro di Martelli, §5.1.7):
Matrice
Autovalori
Diagonalizzabile sui reali?
Sui complessi?
Perché
(1001)
1 (ma=mg=2)
sì
sì
è già diagonale
(−1−425)
1 e 3
sì
sì
due autovalori diversi
(01−10)
±i
no
sì
sui reali manca la condizione 1
(1011)
1 (ma=2, mg=1)
no
no
manca la condizione 2
Metodo · Stabilire se una matrice è diagonalizzabile
Il polinomio caratteristico scomposto: pA(λ)=det(A−λIn), sviluppato lungo la riga o la colonna con più zeri.
Condizione 1: tutte le radici stanno nel campo? Sui reali, un fattore λ2+bλ+c con b2−4c<0 basta per rispondere no.
I posti prenotati dal polinomio scomposto. Se sono tutti 1, cioè gli autovalori sono tutti diversi: sì, per il Corollario 18.2.
Condizione 2, solo per gli autovalori con ma almeno 2: calcola mg=n−rk(A−λIn). Se per uno di loro mg<ma: no. Altrimenti: sì.
Se serve una base di autovettori: una base di ogni autospazio, con Gauss su A−λIn, tutte insieme. M ha questi vettori in colonna, D i loro autovalori nello stesso ordine. Controllo: AM=MD.
Ecco l'esempio delle dispense: un autovalore che prenota due posti e li occupa tutti e due.
Esempio 18.11 · Un autovalore doppio che non dà problemi
Studiamo la diagonalizzabilità su R della matrice
A=3−400−100−83.
Il polinomio caratteristico si calcola sviluppando det(A−λI3) lungo la prima riga, che ha un solo elemento non nullo, 3−λ; resta il minore (−1−λ0−83−λ), triangolare:
pA(λ)=(3−λ)(−1−λ)(3−λ),
quindi ha radici λ1=3 con ma(λ1)=2 e λ2=−1 con ma(λ2)=1. Tutte le radici di pA(λ) sono reali, quindi A è diagonalizzabile se e solo se le molteplicità algebriche e geometriche di ciascun autovalore coincidono. Per il secondo autovalore λ2 il Teorema 18.9 implica che mg(λ2)=ma(λ2)=1, e quindi siamo a posto.
Dobbiamo concentrarci solo sull'autovalore λ1, che ha ma(λ1)=2. Il Teorema 18.9 ci dice che mg(λ1) può essere 1 oppure 2: nel primo caso A non è diagonalizzabile, nel secondo sì. Facciamo i conti:
mg(3)=dimV3=dimKer(A−3I3)=3−rk(A−3I3),
dove nell'ultima uguaglianza si usa il teorema della dimensione (o Rouché–Capelli). Quindi
mg(3)=3−rk0−400−400−80=3−1=2.
Abbiamo scoperto che ma(λ1)=mg(λ1)=2, e quindi A è diagonalizzabile.
Le dispense si fermano qui. Con gli autospazi calcolati prima si completa la diagonalizzazione: il piano dell'autovalore 3 è generato da (−1,1,0) e (−2,0,1), la retta dell'autovalore −1 da (0,1,0). Quindi
M=−110−201010,D=30003000−1.
Controllo: il determinante di M è 1, quindi M è invertibile. E AM=MD colonna per colonna: A(−1,1,0)=(−3,3,0), A(−2,0,1)=(−6,0,3), A(0,1,0)=(0,−1,0).
Prova tu
La matrice (2032) è diagonalizzabile?
No. L'autovalore 2 prenota due posti. Ma A−2I2=(0030) ha rango 1, quindi mg(2)=2−1=1: ne occupa uno solo.
Da ricordare
Diagonalizzabile esattamente quando (1) tutte le radici del polinomio sono nel campo e (2) per ogni autovalore mg=ma.
Il rango si calcola solo per gli autovalori multipli.
§5
Matrici con un parametro
pp. 94–95
Negli esami arriva spesso una matrice con dentro una lettera, e la domanda: per quali valori della lettera è diagonalizzabile? Di solito la lettera si chiama k. Il ragionamento è sempre lo stesso. Per quasi tutti i valori di k gli autovalori sono diversi, e allora va tutto bene. Restano pochi valori speciali, quelli in cui due autovalori coincidono: lì si fa il conto del rango. Ecco l'esempio delle dispense.
Esempio 18.12 · Una matrice con un parametro k
Studiamo la diagonalizzabilità su R della matrice
A=3−10k+4−301−12
al variare del parametro k∈R.
Il polinomio caratteristico. La terza riga di A−λI3 è (0,0,2−λ): sviluppando lungo di essa,
Se k>5, il fattore λ2+k−5 non ha radici reali (λ2=5−k<0): quindi pA(λ) ha una radice sola in R e A non è diagonalizzabile (manca la condizione 1).
Se k≤5, il polinomio ha tre radici reali
λ1=2,λ2=5−k,λ3=−5−k.
Se le tre radici sono distinte, la matrice A è diagonalizzabile (Corollario 18.2). Restano da considerare i casi in cui le tre radici non sono distinte:
λ2=λ3 quando 5−k=0, cioè k=5;
λ2=λ1 quando 5−k=2, cioè 5−k=4, k=1 (invece λ3=−5−k non è mai uguale a 2).
Questi due casi vanno analizzati separatamente con le tecniche dell'esempio precedente.
Se k=1, gli autovalori sono λ1=2, λ2=2 e λ3=−2, e la matrice è
A=3−105−301−12.
Calcoliamo la molteplicità geometrica dell'autovalore 2:
mg(2)=3−rk1−105−501−10=3−1=2
(la seconda riga è l'opposta della prima). Otteniamo mg(2)=2=ma(2), e quindi A è diagonalizzabile.
Se k=5, gli autovalori sono λ1=2, λ2=0 e λ3=0, e la matrice è
A=3−109−301−12.
La molteplicità geometrica dell'autovalore 0 è mg(0)=3−rk(A)=3−2=1=2=ma(0): le prime due colonne sono proporzionali ((9,−3,0)=3⋅(3,−1,0)) ma la terza non è loro combinazione, quindi il rango è 2. Quindi A non è diagonalizzabile.
Riassumendo, la matrice A è diagonalizzabile se e solo se k<5.
Trappola · Un valore speciale non vuol dire «non diagonalizzabile»
Per k=1 due autovalori coincidono, eppure la matrice è diagonalizzabile; per k=5 no. Nei valori speciali si calcola sempre il rango, non si indovina. E il rango va calcolato dopo aver messo il valore di k nella matrice.
Oltre le dispense · la stessa matrice sui complessi
Se si studia la stessa matrice sui complessi, con k reale, per k>5 le radici ±ik−5 esistono e sono diverse tra loro e da 2: la matrice è diagonalizzabile. La risposta diventerebbe «diagonalizzabile sui complessi esattamente quando k è diverso da 5». Per questo il testo di un esercizio dice sempre su quale campo lavorare: negli appelli 2023–2026 compaiono sia k∈R sia k∈C.
Lo strumento qui sotto calcola autovalori, molteplicità e autospazi. È impostato sull'Esempio 18.12 con k=1: guarda mg(2)=2. Poi scrivi la matrice con k=5, cioè 391;−1−3−1;002, e guarda comparire mg(0)=1, minore di 2.
Molteplicità e autospazi: l'Esempio 18.12 con k=1
Caricamento dello strumento interattivo…
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli: §5.2.1 «Autovettori con autovalori distinti» (pp. 163–165), §5.2.2 «Autospazio» (pp. 165–166), §5.2.3 «Molteplicità algebrica e geometrica» (pp. 166–167, con la dimostrazione completa del Teorema 18.9), §5.2.4 «Matrici simili» (p. 167: matrici simili hanno anche le stesse molteplicità geometriche), §5.2.5–5.2.6 «Teorema di diagonalizzabilità» ed «Esempi» (pp. 167–169; il parametro lì si chiama t). Gli esercizi di fine capitolo (p. 170) sono un buon allenamento.
Prova tu
Per quali k la matrice (10k2) è diagonalizzabile?
Per tutti i k: è triangolare, con autovalori 1 e 2, diversi qualunque sia k.
Da ricordare
Con un parametro: autovalori in funzione di k, poi i valori di k in cui due coincidono.
Negli altri valori la matrice è diagonalizzabile; nei valori speciali si mette k nella matrice e si calcola il rango.
§6
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
Vλ
«vu lambda»
l'autospazio: i vettori allungati di λ, più lo zero
V3=Span((−1,1,0),(−2,0,1))
Ker(A−λIn)
«nucleo di a meno lambda i»
lo stesso autospazio, scritto come nucleo
V1+V2
«vu uno più vu due»
tutte le somme di un vettore del primo e uno del secondo
V1⊕V2
«somma diretta»
una somma in cui ogni vettore si scompone in un modo solo
ma(λ)
«molteplicità algebrica»
posti prenotati: quante volte λ è radice
in (λ−2)2, ma(2)=2
mg(λ)
«molteplicità geometrica»
posti occupati: n−rk(A−λIn)
pA(λ)
«pi di a»
il polinomio caratteristico, det(A−λIn) (lezione L17)
diag(1,2,3)
«diagonale uno, due, tre»
la matrice diagonale con quei numeri sulla diagonale
§7
Verso l'esame
esame
La prova di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla, con 5 risposte e una sola giusta. Ci sono poi 2 problemi da 11 punti, corretti solo con almeno 6 risposte giuste. Dura 2 ore, senza calcolatrice, e si può portare solo un foglio da 4 facciate scritto a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa di questa lezione serve all'esame. La diagonalizzabilità è il problema aperto più frequente: negli appelli 2023–2026 compare come problema 11 in almeno otto appelli su quindici.
Appello
Che cosa chiede il problema 11
24/01/2024
per k=1: autovalori con ma e mg, diagonalizzabile?
08/02/2024
k∈C: autovalori al variare di k, per quali k è diagonalizzabile, base di autovettori per k=i
10/06/2024
k=i: autovalori con ma, mg; per quali k∈C è diagonalizzabile
06/09/2024
k∈R: invertibilità, base di KerA, per quali k è diagonalizzabile
16/01/2025
base di Ker(A−kI), per quali k è diagonalizzabile, P e D per k=0
03/06/2025
autovalori 1,k,k2; base dell'autospazio di 1; molteplicità; per quali k
10/07/2025
matrice triangolare con k: molteplicità, diagonalizzabilità, P e D per k=1
03/06/2026
k=i: autovalori, molteplicità, basi degli autospazi; per quali k∈C
Nel quiz compaiono: l'autospazio di un autovalore dato (24/01/2024 d. 9; 10/06/2024 d. 6; 07/02/2025 d. 9; 05/02/2026 d. 9, gli ultimi tre per macchine sui polinomi di grado al massimo 2); che cosa segue dal polinomio caratteristico (10/07/2024 d. 8); per quale k una matrice triangolare è diagonalizzabile (02/09/2025 d. 6). Il foglio 3 del tutorato, esercizi 7–10, è tutto su questo.
Metodo · Il problema con il parametro, passo per passo
Il polinomio caratteristico in funzione di k, scomposto. Sviluppa lungo la riga o la colonna con più zeri: spesso un fattore come (a−λ) si raccoglie subito.
Gli autovalori in funzione di k. Sui reali, se un fattore di secondo grado non ha radici reali per certi k, per quei k la risposta è «non diagonalizzabile».
I valori speciali: per ogni coppia di autovalori, cerca i k in cui sono uguali. Per tutti gli altri k gli autovalori sono diversi e la matrice è diagonalizzabile.
Per ogni valore speciale: metti k nella matrice, trova l'autovalore multiplo e calcola mg=n−rk(A−λIn).
La conclusione in una frase: «A è diagonalizzabile esattamente quando k=…», oppure «quando k<…».
Se chiesto, le basi degli autospazi, P (o M) e D, con il controllo AP=PD.
Una domanda vera, letta insieme
Appello del 02/09/2025, domanda 6. Il testo: «Per quale valore di k la matrice 400k−140k−312 è diagonalizzabile?». Le risposte erano k=1,2,4,0,3.
In pratica chiede: l'autovalore che si ripete riesce a occupare tutti i suoi posti? E per quale k?
Esempio · la soluzione, passo per passo
Passo 1: gli autovalori. La matrice è triangolare, quindi gli autovalori sono sulla diagonale: 4, 4 e 2. Il 4 prenota due posti, il 2 uno solo.
Passo 2: chi va controllato. Il 2 è semplice: va sempre bene. Si controlla solo il 4: servono due autovettori indipendenti, cioè rk(A−4I3)=3−2=1.
Passo 3: la matrice da guardare.
A−4I3=000k−100k−31−2.
La terza riga è −2 volte la seconda. Il rango è 1 esattamente quando anche la prima riga è un multiplo di (0,0,1).
Passo 4: il valore di k. Serve che il numero al secondo posto della prima riga sia zero: k−1=0, cioè k=1. Allora la prima riga è (0,0,−2) e il rango è 1. Per ogni altro k la prima riga ha un numero diverso da zero al secondo posto, la seconda riga no: sono indipendenti e il rango è 2.
La risposta è k=1. La risposta più attraente tra le sbagliate è k=3: annulla l'ultimo numero della prima riga, ma non quello che conta.
Altre due domande vere
Conta all'esame · Appello del 24/01/2024, domanda 9
La matrice A=320−4−3042−1 ha autovalore λ=−1. Qual è l'autospazio? Tra le risposte: Span((2,1,−1),(2,1,0)), Span((2,1,−1)), Span((1,0,−1),(1,1,0)) e altre.
Soluzione.
A+I3=420−4−20420 ha rango 1, quindi l'autospazio ha dimensione 3−1=2.
La risposta è lo Span di due vettori indipendenti che soddisfano l'unica equazione, x−y+z=0.
Conta all'esame · Appello del 10/07/2024, domanda 8
Sia A una matrice quadrata con polinomio caratteristico t(t−1)2(t−2). Quale delle seguenti non è automaticamente verificata? Le risposte: «A non è invertibile»; «A ha autovalori 0,1,2»; «A ha un autovalore con molteplicità algebrica 2»; «A ammette una base di autovettori»; «A è 4×4».
Soluzione. Dal polinomio si legge molto: ha grado 4, quindi A è 4×4; le radici sono 0,1,2, con l'1 che prenota due posti; 0 è un autovalore, quindi il determinante è zero e A non è invertibile. Ma l'autovalore 1 potrebbe occupare un posto solo, mg(1)=1, e allora non c'è una base di autovettori. Quindi «A ammette una base di autovettori» non è automatica.
Errori da evitare.
Concludere «non diagonalizzabile» appena due autovalori coincidono: bisogna calcolare mg.
Calcolare mg per gli autovalori semplici, che è tempo perso perché vale 1, e dimenticarlo per quelli multipli.
Calcolare il rango di A−λI con k ancora generico invece di mettere il valore speciale.
Dimenticare la condizione 1 sui reali: con un fattore λ2+1 la matrice non è diagonalizzabile sui reali, anche se tutto il resto va bene.
Scrivere un autospazio con il numero sbagliato di generatori: n−rk(A−λI) dice quanti vettori servono.
Nei problemi sui complessi, sbagliare i conti con i: ricorda i2=−1 e i1=−i.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione: «autovalori diversi: autovettori indipendenti; n autovalori diversi: diagonalizzabile»; «Vλ=Ker(A−λI), mg=n−rk(A−λI)»; «1≤mg≤ma»; «diagonalizzabile esattamente con (1) tutte le radici nel campo e (2) ma=mg per ogni λ»; la ricetta del problema con parametro in sei righe.
§8
Quiz
come all'esame
La matrice A=100230−203 ha autovalore λ=3. Qual è l'autospazio V3?
A−3I3=−200200−200 ha rango 1, quindi l'autospazio ha dimensione 2 e l'unica equazione è x=y−z. I vettori (1,1,0) e (−1,0,1) la soddisfano e sono indipendenti. La risposta più insidiosa è la quarta: (1,1,0) va bene, ma (1,0,1) dà 1=0−1, falso. La seconda ha il vettore giusto ma una retta sola, e ne servono due. (1,0,0) è un autovettore, ma di autovalore 1. Simile all'appello del 24/01/2024, domanda 9.
L'endomorfismo T:R2[x]→R2[x], T(a+bx+cx2)=(a+c)+2bx+(a+c)x2, ha autovalore 2. Qual è l'autospazio V2?
Nella base {1,x,x2} la matrice è 101020101, e A−2I3=−10100010−1 dà l'equazione a=c, con b libero. Le soluzioni (0,1,0) e (1,0,1) sono i polinomi x e 1+x2. Controllo: T(x)=2x e T(1+x2)=2+2x2. La risposta più insidiosa è la terza: T(1−x2)=0, quindi 1−x2 è un autovettore, ma di autovalore 0. Simile agli appelli del 10/06/2024 (domanda 6), del 07/02/2025 (domanda 9) e del 05/02/2026 (domanda 9).
Una matrice A ha polinomio caratteristico pA(λ)=(λ−2)2(λ+1)(λ−3). Quale affermazione non è necessariamente vera?
Il polinomio ha grado 4, quindi A è 4×4. Il determinante è il polinomio calcolato in 0: 4⋅1⋅(−3)=−12, che non è zero, quindi A è invertibile. L'autovalore 2 prenota due posti. Ma potrebbe occuparne uno solo: con un blocco (2012) sulla diagonale la matrice non è diagonalizzabile. La risposta sbagliata più insidiosa è «invertibile», che sembra dubbia ma segue dal determinante. Simile all'appello del 10/07/2024, domanda 8.
Per quale valore di k la matrice 300k−230k11 è diagonalizzabile?
Gli autovalori sono 3, che prenota due posti, e 1. Serve rk(A−3I3)=1, con A−3I3=000k−200k1−2. Se k è diverso da 2, le prime due righe sono indipendenti e il rango è 2. Se k=2 tutte le righe sono multiple di (0,0,1): rango 1, e il 3 occupa tutti e due i posti. La risposta più insidiosa è k=0, che annulla l'ultimo numero della prima riga ma non quello che conta. Simile all'appello del 02/09/2025, domanda 6.
Per A=200120002, le molteplicità dell'autovalore 2 sono:
Il polinomio è (2−λ)3, quindi il 2 prenota tre posti. A−2I3=000100000 ha rango 1, quindi mg(2)=3−1=2: ne occupa due, e la matrice non è diagonalizzabile. La risposta più insidiosa è mg(2)=1, che viene dal confondere il rango con la molteplicità geometrica.
Sia A=500150005. Quanto vale dimKer(A−5I3)?
2
A−5I3=000100000 ha rango 1, quindi il nucleo ha dimensione 3−1=2. È la molteplicità geometrica di 5, e una base è e1,e3. Simile al punto (1) del problema 11 dell'appello del 16/01/2025, che chiede una base di Ker(A−kI).
Quale di queste affermazioni è vera?
La prima è il Corollario 18.2. La più insidiosa è la seconda, che è il corollario letto al contrario: la matrice identità è diagonale e ha un solo autovalore. Per il Teorema 18.9 la molteplicità geometrica è almeno 1 e non supera quella algebrica. E per (1011) l'unico autospazio è una retta del piano.
Quale di queste matrici è diagonalizzabile su C ma non su R?
Il polinomio della prima è λ2+1, con radici ±i diverse: diagonalizzabile sui complessi, e sui reali manca la condizione 1. La più insidiosa è la seconda, che non è diagonalizzabile sui reali ma nemmeno sui complessi: il suo autovalore doppio occupa un posto solo, e lo stesso vale per la quarta. La terza (autovalori 1 e 2) e la quinta (autovalori 1 e 3) lo sono su tutti e due i campi.
Sia A=k000010−10 con k∈C. Per quali k la matrice è diagonalizzabile su C?
Il polinomio è (k−λ)(λ2+1): autovalori k, i e −i. Se k è diverso da ±i sono tutti diversi. Se k=i, l'autovalore i prenota due posti, e A−iI3=0000−i10−1−i ha rango 1, perché la seconda riga è la terza per −i: occupa due posti, diagonalizzabile. Lo stesso per k=−i. La risposta più insidiosa è «per ogni k=±i», che esclude i valori speciali senza calcolare il rango. Simile ai problemi 11 degli appelli del 10/06/2024 e del 03/06/2026, dove però per k=i il rango era 2 e la matrice non era diagonalizzabile: nei valori speciali bisogna sempre calcolare.
Sia A∈M(4,R) con rk(A−3I4)=1. Quale affermazione è necessariamente vera?
La molteplicità geometrica è 4−1=3, e quella algebrica è almeno altrettanto, per il Teorema 18.9. Non segue altro. La risposta più insidiosa è «diagonalizzabile»: diag(3,3,3,5) lo è, ed è anche invertibile. Ma prendi 3I4 con un 1 al posto (3,4): anche lì A−3I4 ha rango 1, e il 3 prenota quattro posti e ne occupa tre. Quella matrice non è diagonalizzabile.
§9
Esercizi
con soluzioni
1 · Riscaldamento: autovalori diversi base
Stabilisci se A=(205−1) è diagonalizzabile e trova un autovettore per ogni autovalore.
Soluzione
È triangolare: gli autovalori sono 2 e −1, diversi. Quindi è diagonalizzabile (Corollario 18.2).
Per 2: A−2I2=(005−3) dà y=0. Autovettore (1,0).
Per −1: A+I2=(3050) dà 3x+5y=0. Autovettore (5,−3).
Controllo: A(5,−3)=(10−15,3)=(−5,3)=−1⋅(5,−3).
2 · Riscaldamento: leggere i posti prenotati base
Una matrice ha polinomio caratteristico (λ−2)3(λ+1)(λ−4)2. Quanto è grande? Quali sono le molteplicità algebriche? Che cosa sai già delle molteplicità geometriche?
Soluzione
Il grado è 3+1+2=6: la matrice è 6×6.
ma(2)=3, ma(−1)=1, ma(4)=2.
Per il Teorema 18.9: mg(−1)=1 sicuramente; mg(2) è 1, 2 o 3; mg(4) è 1 o 2. Per decidere servono i ranghi.
3 · Riscaldamento: posti occupati con il rango base
Per A=300130003 calcola ma(3) e mg(3). È diagonalizzabile?
Soluzione
È triangolare con 3 tre volte sulla diagonale: ma(3)=3.
A−3I3=000100000 ha rango 1, quindi mg(3)=3−1=2.
Il 3 prenota tre posti e ne occupa due: non è diagonalizzabile.
4 · Riscaldamento: è un autovettore? base
Sia A=(1221). Quali tra (1,1), (1,−1) e (1,0) sono autovettori, e di quale autovalore?
Soluzione
A(1,1)=(3,3)=3⋅(1,1): autovettore di autovalore 3.
A(1,−1)=(1−2,2−1)=(−1,1)=−1⋅(1,−1): autovettore di autovalore −1.
A(1,0)=(1,2), che non è un multiplo di (1,0): non è un autovettore.
I due autovettori hanno autovalori diversi, quindi sono una base: A è diagonalizzabile.
5 · Un autovalore doppio con una sola retta di autovettori base
Stabilisci se A=(51−13) è diagonalizzabile.
Soluzione
La traccia è 8 e il determinante 15+1=16, quindi pA(λ)=λ2−8λ+16=(λ−4)2: un solo autovalore, 4, che prenota due posti.
A−4I2=(11−1−1) ha rango 1, perché le righe sono uguali. Quindi mg(4)=2−1=1, meno di 2: non è diagonalizzabile. Gli autovettori sono i multipli non nulli di (1,1).
Un'altra via: se fosse diagonalizzabile con l'unico autovalore 4, sarebbe simile a 4I2, e quindi uguale a 4I2 (esercizio 14). Ma A non è 4I2.
6 · Esercizio 18.13 delle dispense: autospazi e base di autovettori medio
Consideriamo la matrice A=200130103.
(1) Calcolare il polinomio caratteristico di A e determinare gli autovalori.
(2) Trovare gli autospazi corrispondenti.
(3) Calcolare la molteplicità algebrica e geometrica di ogni autovalore.
(4) Stabilire se A è diagonalizzabile.
(5) In caso affermativo, trovare una base di R3 formata da autovettori.
Soluzione
(1) A è triangolare, quindi pA(λ)=(2−λ)(3−λ)2. Autovalori: 2 e 3.
(2) Per 2: A−2I3=000110101. Dalla terza riga z=0, dalla seconda y=0; x è libera. V2=Span((1,0,0)).
Per 3: A−3I3=−100100100. Una sola equazione, −x+y+z=0, cioè x=y+z. Con (y,z)=(1,0) e (0,1): V3=Span((1,1,0),(1,0,1)).
(3) ma(2)=1=mg(2). ma(3)=2 e mg(3)=3−rk(A−3I3)=3−1=2.
(4) Tutte le radici sono reali e ogni autovalore occupa tutti i suoi posti: per il Teorema 18.10 A è diagonalizzabile.
(5) B={(1,0,0),(1,1,0),(1,0,1)}. Controllo: A(1,1,0)=(3,3,0) e A(1,0,1)=(3,0,3). Con M che ha questi vettori in colonna (determinante 1) e D=diag(2,3,3) vale AM=MD.
7 · Esercizio 18.14 delle dispense: stesso polinomio, comportamento diverso medio
Consideriamo le due matrici A=100010002 e B=100110002.
(1) Verificare che A e B hanno lo stesso polinomio caratteristico.
(2) Calcolare la molteplicità geometrica dell'autovalore 1 per entrambe le matrici.
(3) Stabilire quale delle due matrici è diagonalizzabile.
Soluzione
(1) Tutte e due sono triangolari con diagonale 1,1,2: il polinomio è (1−λ)2(2−λ) per entrambe.
(2) A−I3=000000001 ha rango 1: per A, mg(1)=3−1=2. B−I3=000100001 ha rango 2: per B, mg(1)=3−2=1.
(3) In tutte e due l'1 prenota due posti. In A li occupa tutti e due (A è già diagonale). In B ne occupa uno solo, quindi Bnon è diagonalizzabile.
Conseguenza: A e Bnon sono simili, anche se hanno lo stesso polinomio caratteristico, quindi stessi autovalori, traccia e determinante. Se lo fossero, B sarebbe simile a una matrice diagonale, cioè diagonalizzabile. Il polinomio caratteristico non basta a riconoscere le matrici simili.
8 · Un autovalore doppio che va bene: trova M e Dmedio
Sia A=12−2030003. Mostra che è diagonalizzabile e trova M e D con D=M−1AM.
Soluzione
A è triangolare: pA(λ)=(1−λ)(3−λ)2. Autovalori 1 (un posto) e 3 (due posti).
A−3I3=−22−2000000: tutte le righe sono multiple di (1,0,0), rango 1, quindi mg(3)=2=ma(3). A è diagonalizzabile. L'unica equazione è x=0: V3=Span(e2,e3).
A−I3=02−2020002: x+y=0 e −x+z=0, cioè y=−x e z=x. V1=Span((1,−1,1)).
M=1−11010001,D=100030003.
Il determinante di M è 1. Controllo AM=MD: A(1,−1,1)=(1,2−3,−2+3)=(1,−1,1), Ae2=(0,3,0), Ae3=(0,0,3).
9 · Un parametro fuori dalla diagonale (foglio 3 del tutorato, esercizio 7) medio
Determina per quali k∈R la matrice A=100111k02 è diagonalizzabile.
Soluzione
Sviluppo det(A−λI3) lungo la prima colonna, (1−λ,0,0):
pA(λ)=(1−λ)det(1−λ102−λ)=(1−λ)2(2−λ).
Gli autovalori non dipendono da k: 1 prenota due posti, 2 uno. Tutto si decide su mg(1):
A−I3=000101k01.
Le righe non nulle sono (0,1,k) e (0,1,1): sono proporzionali, anzi uguali, solo se k=1. Quindi il rango è 1 se k=1, e 2 altrimenti.
k=1: mg(1)=2=ma(1), diagonalizzabile. Gli autospazi sono V1=Span((1,0,0),(0,−1,1)) e V2=Span((1,0,1)).
k=1: mg(1)=1, meno di 2, non diagonalizzabile.
A è diagonalizzabile esattamente quando k=1.
10 · La trasposizione come endomorfismo (foglio 3 del tutorato, esercizio 8.1) medio
Sia T:M(2,R)→M(2,R), T(A)=tA. Trova autovalori e autospazi e stabilisci se T è diagonalizzabile.
Soluzione
Uso la base E11,E12,E21,E22, dove Eij ha un 1 al posto (i,j) e zeri altrove. La trasposta scambia solo E12 ed E21, quindi
Il blocco centrale (−λ11−λ) ha determinante λ2−1.
Senza conti, dall'equazione tA=λA:
λ=1: tA=A, le matrici simmetriche. V1=Span((1000),(0001),(0110)), dimensione 3.
λ=−1: tA=−A, le matrici antisimmetriche. V−1=Span((0−110)), dimensione 1.
Ogni autovalore occupa tutti i posti che prenota: T è diagonalizzabile, e nella base formata da queste quattro matrici [T]=diag(1,1,1,−1) (è l'Esempio 5.1.14 del libro di Martelli). In particolare ogni matrice 2×2 è in un solo modo somma di una simmetrica e di una antisimmetrica: M(2,R)=V1⊕V−1.
11 · Un endomorfismo di R2[x] con autovalori complessi (foglio 3 del tutorato, esercizio 8.2) medio
Sia T:R2[x]→R2[x], T(p)=p(0)+p(1)x+p(−1)x2. Trova gli autovalori reali e i relativi autovettori. T è diagonalizzabile?
Soluzione
Nella base {1,x,x2}: T(1)=1+x+x2, T(x)=0+x−x2, T(x2)=0+x+x2, quindi
[T]=11101−1011.
Sviluppo lungo la prima riga, (1−λ,0,0):
pT(λ)=(1−λ)det(1−λ−111−λ)=(1−λ)((1−λ)2+1).
Il secondo fattore non è mai zero sui reali, perché è almeno 1: le sue radici sono 1±i. L'unico autovalore reale è 1.
[T]−I3=01100−1010 dà, con le coordinate x,y,z, le equazioni x+z=0 e x−y=0. Soluzione (1,1,−1): il polinomio 1+x−x2. Controllo: con p=1+x−x2 viene p(0)=1, p(1)=1, p(−1)=1−1−1=−1, e T(p)=1+x−x2=p.
Tnon è diagonalizzabile sui reali: manca la condizione 1 del Teorema 18.10.
12 · Come all'esame: un parametro reale tipo esame
Si consideri la matrice A=k00111002 con k∈R.
(1) Calcolare gli autovalori di A al variare di k.
(2) Determinare per quali valori di k la matrice è diagonalizzabile.
(3) Per k=0, trovare M invertibile e D diagonale con D=M−1AM.
Soluzione
(1) Sviluppo det(A−λI3) lungo la prima colonna, (k−λ,0,0):
pA(λ)=(k−λ)det(1−λ102−λ)=(k−λ)(1−λ)(2−λ).
Autovalori: k, 1 e 2.
(2) Sono tutti reali. Se k è diverso da 1 e da 2 sono diversi: diagonalizzabile. I valori speciali:
k=1: l'1 prenota due posti. A−I3=000101001 ha le righe non nulle (0,1,0) e (0,1,1), indipendenti: rango 2, mg(1)=1. Non diagonalizzabile.
k=2: il 2 prenota due posti. A−2I3=0001−11000 ha tutte le righe multiple di (0,1,0): rango 1, mg(2)=2. Diagonalizzabile.
Conclusione: A è diagonalizzabile esattamente quando k è diverso da 1.
(3) Con k=0 gli autovalori sono 0, 1 e 2.
Per 0: A=000111002 dà y=0, poi 2z=0; x è libera. Autovettore (1,0,0).
Per 1: A−I3=−100101001 dà y=x e z=−y. Autovettore (1,1,−1).
Per 2: A−2I3=−2001−11000 dà y=0, poi x=0; z è libera. Autovettore (0,0,1).
M=10011−1001,D=000010002.
Il determinante di M è 1. Controllo AM=MD: A(1,0,0)=(0,0,0), A(1,1,−1)=(1,1,−1), A(0,0,1)=(0,0,2).
13 · Come all'esame: un parametro complesso tipo esame
Si consideri A=k100010−40∈M(3,C) con k∈C.
(1) Posto k=2i, calcolare gli autovalori con molteplicità algebrica e geometrica e una base di ogni autospazio. A è diagonalizzabile?
(2) Determinare per quali k∈C la matrice è diagonalizzabile su C. E su R, per k reale?
Soluzione
Il polinomio caratteristico, sviluppando lungo la prima riga (k−λ,0,0):
pA(λ)=(k−λ)det(−λ1−4−λ)=(k−λ)(λ2+4).
Da λ2=−4 vengono λ=±2i. Autovalori: k, 2i e −2i.
(1) Con k=2i: l'autovalore 2i prenota due posti e −2i uno solo, quindi mg(−2i)=1.
A−2iI3=0100−2i10−4−2i.
Le righe (1,−2i,−4) e (0,1,−2i) sono indipendenti: la seconda ha 0 al primo posto, la prima no. Rango 2, quindi mg(2i)=3−2=1, meno di 2. Non diagonalizzabile.
Le basi. Dalla terza riga y=2iz; dalla seconda x=2iy+4z=2i⋅2iz+4z=−4z+4z=0. Con z=1: V2i=Span((0,2i,1)). Per −2i: A+2iI3=4i1002i10−42i dà x=0 e y=−2iz; la seconda riga torna, perché 2i⋅(−2i)−4=4−4=0. V−2i=Span((0,−2i,1)). Controllo: A(0,2i,1)=(0,−4,2i)=2i(0,2i,1).
(2) Sui complessi la condizione 1 vale sempre. Se k è diverso da ±2i, gli autovalori sono diversi: diagonalizzabile. Per k=2i no, per il punto (1). Per k=−2i, con lo stesso conto, A+2iI3=01002i10−42i ha rango 2 e mg(−2i)=1: no. Quindi è diagonalizzabile sui complessi esattamente quando k è diverso da ±2i.
Sui reali, con k reale, mai: il fattore λ2+4 non ha radici reali. Confronta con la domanda 9 del quiz: lì, nel valore speciale, la matrice era diagonalizzabile. La differenza è l'1 al posto (2,1), che qui c'è e nel quiz no. Senza di lui la seconda riga di A−2iI3 sarebbe (0,−2i,−4)=−2i⋅(0,1,−2i): il rango scenderebbe a 1 e mg(2i) salirebbe a 2.
14 · Un solo autovalore e diagonalizzabile: allora è λIdifficile
(a) Dimostra che se A∈M(n,K) ha un solo autovalore λ ed è diagonalizzabile, allora A=λIn. (b) Deduci in una riga che (1011) non è diagonalizzabile.
Soluzione
(a) Se A è diagonalizzabile, M−1AM=D con D diagonale. Sulla diagonale di D ci sono gli autovalori, quindi solo λ: D=λIn. Allora
A=MDM−1=M(λIn)M−1=λMM−1=λIn.
Un altro modo: mg(λ)=ma(λ)=n, quindi l'autospazio è tutto lo spazio e Av=λv per ogni v.
(b) Ha il solo autovalore 1 e non è I2: se fosse diagonalizzabile sarebbe I2.
15 · Due autospazi hanno intersezione nulla difficile
Siano λ=μ due autovalori di T. (a) Dimostra direttamente che Vλ∩Vμ={0}. (b) Deduci che Vλ e Vμ sono in somma diretta. (c) Perché con tre autospazi non basta controllare le intersezioni a due a due?
Soluzione
(a) Se v sta in tutti e due gli autospazi, allora T(v)=λv e T(v)=μv. Togliendo, (λ−μ)v=0. Siccome λ−μ non è zero, v=0.
(b) Se v1+v2=0 con v1 nel primo autospazio e v2 nel secondo, allora v1=−v2 sta in tutti e due, perché un autospazio contiene gli opposti dei suoi vettori. Per il punto (a) v1=0, e poi v2=0. È la forma equivalente della Definizione 18.4.
(c) Per tre sottospazi le intersezioni a due a due possono essere nulle senza che la somma sia diretta. Le rette Span(e1), Span(e2) e Span(e1+e2) dello spazio si incontrano a due a due solo nello zero, ma e1+e2−(e1+e2)=0. Per gli autospazi la somma è comunque diretta, ma serve la Proposizione 18.1, con la sua induzione, non solo il punto (a).
§10
Domande di ripasso
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Perché autovettori con autovalori diversi sono indipendenti?
Da una ricetta che dà zero si applica la macchina e si toglie λk volte la ricetta: sparisce vk e restano dosi αi(λi−λk) su k−1 autovettori. Per induzione sono zero, e siccome λi è diverso da λk tutti gli αi sono zero (Proposizione 18.1).
Che cosa dice il Corollario 18.2, e vale il contrario?
Se il polinomio caratteristico ha n radici diverse nel campo, la macchina è diagonalizzabile. Il contrario è falso: la matrice identità è diagonale e ha un solo autovalore.
Che cos'è l'autospazio Vλ? Perché è un sottospazio?
È l'insieme dei vettori che la macchina allunga di λ, più lo zero: il nucleo di T−λid. È un nucleo, quindi un sottospazio.
Quando una somma di sottospazi è diretta?
Quando ogni vettore della somma si scrive in un solo modo come somma di un pezzo per sottospazio. Basta controllarlo sullo zero: l'unico modo di ottenere zero è con tutti i pezzi uguali a zero.
Che legame c'è tra autospazi e diagonalizzabilità?
Gli autospazi sono sempre in somma diretta (Proposizione 18.5). La macchina è diagonalizzabile esattamente quando la loro somma è tutto lo spazio, cioè quando le loro dimensioni sommano a n (Corollario 18.6).
Che differenza c'è tra molteplicità algebrica e geometrica? Come si calcolano?
La algebrica conta quante volte l'autovalore è radice del polinomio caratteristico: i posti prenotati sulla diagonale. Si legge dal polinomio scomposto. La geometrica è la dimensione dell'autospazio: i posti occupati. Si calcola come n−rk(A−λIn).
Che cosa dice il Teorema 18.9? Che conseguenza pratica ha?
1≤mg≤ma: un autovalore occupa almeno un posto e mai più di quelli prenotati. Quindi per un autovalore semplice mg=1 subito, e il rango va calcolato solo per gli autovalori multipli.
Enuncia il teorema di diagonalizzabilità.
Una macchina su uno spazio di dimensione n è diagonalizzabile esattamente quando valgono due cose. (1) Il polinomio caratteristico ha n radici nel campo, contate con molteplicità. (2) Per ogni autovalore la molteplicità algebrica è uguale a quella geometrica.
Perché la stessa matrice può essere diagonalizzabile sui complessi e non sui reali?
Perché la condizione 1 dipende dal campo: (01−10) ha polinomio λ2+1, senza radici reali ma con due radici complesse diverse, ±i.
Come si affronta una matrice con un parametro k?
Si scrive il polinomio caratteristico scomposto in funzione di k e si trovano gli autovalori. Si cercano i k in cui due autovalori coincidono e, sui reali, quelli in cui mancano radici reali. Per gli altri k la matrice è diagonalizzabile; nei valori speciali si mette k nella matrice e si calcola mg=n−rk(A−λIn).
Nell'Esempio 18.12, perché per k=1 la matrice è diagonalizzabile e per k=5 no?
Per k=1 l'autovalore 2 prenota due posti e A−2I3 ha rango 1, quindi li occupa tutti e due. Per k=5 l'autovalore 0 prenota due posti ma A ha rango 2, quindi ne occupa uno solo.
Due matrici con lo stesso polinomio caratteristico sono simili?
Non sempre: diag(1,1,2) e 100110002 hanno lo stesso polinomio, ma la prima è diagonalizzabile e la seconda no (Esercizio 18.14).
§11
Glossario
termini
Autovettori indipendenti
Autovettori con autovalori diversi sono sempre indipendenti (Proposizione 18.1).
Criterio degli autovalori distinti
n radici diverse del polinomio caratteristico nel campo: diagonalizzabile (Corollario 18.2). Il contrario non vale.
Autospazio Vλ
I vettori allungati di λ, più lo zero: il nucleo di T−λid (Definizione 18.3).
Somma di sottospazi
V1+⋯+Vk: tutte le somme di un vettore per ogni sottospazio.
Somma diretta ⊕
Una somma in cui ogni vettore si scompone in un modo solo; basta che lo zero si ottenga solo con tutti i pezzi nulli (Definizione 18.4).
Molteplicità di una radice
Quante volte il fattore (x−a) compare nel polinomio (Definizione 4.3).
Molteplicità algebrica ma(λ)
Quante volte λ è radice del polinomio caratteristico: i posti prenotati sulla diagonale.
Molteplicità geometrica mg(λ)
La dimensione dell'autospazio, n−rk(A−λIn): i posti occupati.
Autovalore semplice
Un autovalore con ma=1; allora anche mg=1.
Disuguaglianze delle molteplicità
1≤mg(λ)≤ma(λ) (Teorema 18.9).
Teorema di diagonalizzabilità
Diagonalizzabile esattamente quando tutte le radici sono nel campo e ogni autovalore ha ma=mg (Teorema 18.10).
Taglio (shear)
(1011): un autovalore doppio con una sola retta di autovettori; non diagonalizzabile.
Valore speciale del parametro
Un valore di k in cui due autovalori coincidono: lì si decide calcolando un rango.
Campo degli scalari
Reali o complessi: la diagonalizzabilità dipende dal campo, perché sui reali possono mancare radici.
Base di autovettori
Le basi degli autospazi messe insieme; esiste esattamente quando la macchina è diagonalizzabile.
§12
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