1 · Tre prodotti euclidei nel piano base
Calcola i tre prodotti scalari euclidei: (a) ; (b) ; (c) .
Soluzione
La regola: moltiplica i numeri nello stesso posto e somma.
(a) .
(b) . Il prodotto è zero: i due vettori sono perpendicolari.
(c) .
Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L19
Finora con i vettori sapevi fare due cose: sommarli e moltiplicarli per un numero. Qui impari a moltiplicare due vettori tra loro ottenendo un numero solo: il prodotto scalare. Da questo attrezzo nelle prossime lezioni nascono lunghezze, angoli e perpendicolarità, e all'esame va saputo riassumere in una tabella di numeri.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
Al mercato compri 2 chili di mele e 3 chili di pere. Le mele costano 4 euro al chilo, le pere 1 euro al chilo. Quanto spendi?
Il conto lo sai già fare. Nei conti il puntino è il segno «per».
Guarda che cosa hai usato. Avevi due liste di numeri: la lista delle quantità e la lista dei prezzi.
Hai moltiplicato i numeri che stanno nello stesso posto: il primo con il primo, il secondo con il secondo. Poi hai sommato i risultati. Da due liste è uscito un numero solo: 11.
Questo conto è un prodotto scalare. È l'operazione di cui parla tutta la lezione.
Nel corso una lista ordinata di numeri si chiama vettore (lezione L05). Un vettore fatto di due numeri si può leggere come uno spostamento su una mappa a quadretti. Per esempio vuol dire «2 passi a destra e 3 in su».
I vettori fatti di due numeri reali formano un insieme che si scrive e si legge «erre due». Quelli fatti di tre numeri formano . Quelli fatti di numeri formano , «erre enne»: la lettera dice quanti numeri ci sono nella lista.
Rifacciamo il conto con i due vettori dell'esempio delle dispense. Il primo lo chiamiamo , il secondo .
Il prodotto scalare di e è 1.
Il prodotto scalare di due vettori si scrive mettendo i due vettori tra parentesi a punta, separati da una virgola.
Si legge «prodotto scalare di e ». Le parentesi a punta si chiamano anche parentesi angolari. Alcuni libri scrivono , con un puntino: è la stessa cosa.
Perché «scalare»? Nel corso scalare vuol dire «numero» (lezione L05). Il prodotto scalare si chiama così perché il suo risultato è uno scalare, cioè un numero, e non un vettore.
Il numero che esce non è un numero qualunque. Il suo segno dice come sono messi i due vettori, uno rispetto all'altro.
Ripasso · angolo acuto, retto, ottuso
Due frecce che partono dallo stesso punto formano un angolo.
Facciamo una prova. Teniamo fisso il vettore e cambiamo il secondo vettore tre volte.
| Secondo vettore | Conto | Prodotto con | Nel disegno |
|---|---|---|---|
| forma con un angolo acuto | |||
| è perpendicolare a | |||
| forma con un angolo ottuso |
Guarda la figura. La freccia spessa è . Le altre tre sono i vettori della tabella: confronta l'angolo che ognuna forma con e il segno del prodotto.
L'idea
Il prodotto scalare dice quanto due vettori puntano dalla stessa parte. Positivo: angolo acuto. Zero: perpendicolari. Negativo: angolo ottuso.
Per ora è un'osservazione su tre esempi. La formula precisa per l'angolo arriva nella lezione L20. Prima bisogna capire bene l'attrezzo: quali regole rispetta questo conto, e quali altri conti gli assomigliano.
Nota · Perché da qui in poi i numeri sono solo reali
Le dispense cominciano la lezione con un avviso. Nelle lezioni precedenti i numeri potevano essere reali oppure complessi: le dispense scrivevano per dire « oppure ». In tutte le lezioni sui prodotti scalari i numeri sono solo reali, per due motivi.
Quindi tutti gli spazi di vettori di queste lezioni sono reali. La versione con i numeri complessi si chiama prodotto hermitiano e arriva nella lezione L25.
Prova tu
Primo posto: . Secondo posto: . Somma: .
Primo posto: . Secondo posto: . Somma: .
Il prodotto è zero, quindi i due vettori sono perpendicolari.
Da ricordare
Il conto della spesa rispetta tre regole che usi senza pensarci.
Le vediamo prima con i numeri. Poi diventano una definizione: in matematica si chiama prodotto scalare qualunque operazione che rispetta quelle tre regole, non solo il conto della spesa.
I dati sono quelli di prima: mele a 4 euro e pere a 1 euro, cioè il vettore dei prezzi .
Lunedì compri 2 chili di mele e 3 di pere. Martedì compri 1 chilo di mele e 1 di pere. Quanto hai speso in tutto? Puoi fare il conto in due modi.
| Modo | Conto | Totale |
|---|---|---|
| due scontrini: lunedì | ||
| due scontrini: martedì | ||
| due scontrini: somma | ||
| uno scontrino solo, con le quantità sommate |
Viene lo stesso numero. A parole: sommare i vettori e poi fare il prodotto dà lo stesso risultato di fare i due prodotti e poi sommare.
Con le parentesi a punta la regola si scrive così.
Compri il triplo di tutto: 6 chili di mele e 9 di pere. Il vettore delle quantità è il triplo di quello di prima.
Il conto diretto dà euro. È il triplo degli 11 euro di prima.
A parole: un numero che moltiplica un vettore si può portare fuori dal prodotto scalare.
Scambia le due liste: prima i prezzi, poi le quantità. Il conto diventa . È lo stesso di prima, perché nei prodotti tra numeri l'ordine non conta.
L'idea
Un prodotto scalare è una regola che da due vettori dà un numero e rispetta tre richieste: una somma si può spezzare, un numero si può portare fuori, l'ordine non conta.
Le dispense scrivono le tre regole con le lettere, perché devono valere per tutti i vettori e non solo per quelli della spesa. Prima di leggere la definizione, ecco le lettere che usano.
Definizione 19.1 · Prodotto scalare
Sia uno spazio vettoriale reale. Un prodotto scalare su è un'applicazione
che soddisfa i seguenti assiomi:
per ogni e ogni .
Come si legge.
Trappola · Prodotto scalare e prodotto per scalare
I due nomi si assomigliano, ma sono due operazioni diverse.
Gli assiomi (1) e (2) parlano solo del primo vettore. Ma le stesse due regole valgono anche per il secondo.
Controllo con la spesa. Raddoppiano i prezzi: da a . Le quantità restano . Il conto diventa euro: il doppio di 11.
Il motivo è la simmetria. Scambi i due vettori, così quello che stava al secondo posto passa al primo. Lì usi la regola che conosci già. Poi scambi di nuovo.
Le dispense numerano (4) e (5) queste due regole «a destra».
Regola (4).
Regola (5).
Due parole da conoscere, perché le dispense le usano spesso.
Quindi, in breve: un prodotto scalare è una regola bilineare e simmetrica che da due vettori dà un numero.
Il vettore nullo è il vettore fatto di soli zeri, per esempio . Si scrive , come il numero zero: dal contesto si capisce quale dei due è.
Nel conto della spesa: se non compri niente, non paghi niente. Le quantità sono e il totale è .
Le dispense notano che succede con ogni prodotto scalare, qualunque sia il vettore .
Il perché sta in tre righe.
Per la simmetria vale anche con i posti scambiati: .
A che cosa serve? A scartare in fretta le formule che non sono prodotti scalari. Se una formula dà un numero diverso da zero quando uno dei due vettori è nullo, non è un prodotto scalare.
A volte nello stesso discorso ci sono più prodotti scalari diversi, e le parentesi a punta non bastano per distinguerli. Allora si dà un nome al prodotto: una lettera, di solito . Al posto di si scrive , che si legge «gi di e ».
Le dispense scrivono . Si legge « va da per a »: la macchina prende una coppia di vettori e restituisce un numero reale. La freccia corta vuol dire lo stesso della freccia lunga di prima: «va in».
Oltre le dispense · il quadrato di una somma, con i vettori
Con i numeri il quadrato di una somma si apre così: . Con un prodotto scalare succede la stessa cosa, se al posto del quadrato metti il prodotto di un vettore con sé stesso.
Il motivo: la somma si spezza nel primo posto e poi nel secondo, e vengono quattro pezzi. I due pezzi misti sono uguali per la simmetria. I passaggi sono nella lezione L20, dove la formula serve per la disuguaglianza triangolare.
Prova tu
: il numero 2 esce fuori (assioma 2).
: l'ordine non conta (assioma 3).
: la somma nel primo posto si spezza (assioma 1).
Il primo è un prodotto per uno scalare e dà un vettore: .
Il secondo è un prodotto scalare e dà un numero: .
Da ricordare
Il conto della spesa non è l'unico prodotto scalare.
Cambiando la formula si ottengono altre regole che da due vettori danno un numero. Alcune rispettano i tre assiomi, altre no. In questa sezione impari a distinguerle: è una domanda possibile del quiz d'esame.
Per scrivere una formula che valga per tutti i vettori servono dei nomi per i numeri che stanno dentro il vettore. Un vettore di si scrive così.
Il numerino in basso si chiama indice e dice il posto. La scrittura si legge «x con uno» ed è il primo numero del vettore. La scrittura si legge «x con due» ed è il secondo. Per il vettore il primo numero è 5 e il secondo è 7.
Un secondo vettore si scrive .
Con questi nomi il conto della spesa diventa una formula.
Si legge: «il primo di per il primo di , più il secondo di per il secondo di ». Due lettere attaccate, come , sono moltiplicate tra loro: il puntino non si scrive.
Cambiamo un po' la formula del conto della spesa. Moltiplichiamo il primo pezzo per 2 e il secondo per 3. Il risultato lo chiamiamo .
È come un conto in cui il primo pezzo «pesa» il doppio e il secondo il triplo. Facciamo un conto di prova, con i vettori e .
È un prodotto scalare? Per dirlo bisogna controllare i tre assiomi. Il controllo completo è nel riquadro.
Esempio · Una formula che funziona: su
Assioma (3): l'ordine non conta. Scambio e . La formula diventa . È lo stesso numero di prima, perché nei prodotti tra numeri l'ordine non conta: .
Assioma (2): un numero esce fuori. Al posto di metto il vettore , cioè .
Il numero compare in tutti e due i pezzi, quindi lo raccolgo.
Assioma (1): una somma si spezza. Al posto di metto la somma , dove è un altro vettore. I numeri della somma sono e .
Apro le parentesi.
Metto insieme i pezzi senza apostrofo e, a parte, quelli con l'apostrofo.
I tre assiomi valgono: è un prodotto scalare.
Che cosa ha fatto funzionare tutto? Ogni pezzo della formula ha la stessa forma: un numero fisso, per un numero di , per un numero di . È la forma giusta. In più, scambiando con la formula non cambia.
Per dire che una formula non è un prodotto scalare basta un esempio con i numeri in cui una regola fallisce.
Negli esempi tornano utili due vettori speciali di .
Si leggono «e con uno» ed «e con due». Sulla mappa il primo è un passo a destra, il secondo è un passo in su. Insieme formano la base canonica di (lezione L07).
Esempio · Tre formule che non funzionano
Prima formula: . Non è simmetrica.
I due risultati sono diversi: l'assioma (3) fallisce.
Seconda formula: . Non dà zero con il vettore nullo.
Un prodotto scalare con il vettore nullo dà sempre 0. Qui dà 1, quindi la formula non è bilineare.
Terza formula: . Un numero non esce fuori. Il piccolo 2 in alto è il quadrato: vuol dire .
Per l'assioma (2) doveva venire il doppio di 1, cioè 2. È venuto 4: l'assioma (2) fallisce.
Metodo · Decidere se una formula è un prodotto scalare
Prova tu
No. Con il vettore nullo al posto di e di viene . Un prodotto scalare deve dare 0.
Sì. Ogni pezzo è un numero fisso per un numero di per un numero di . Scambiando con la formula non cambia.
Il valore: .
Da ricordare
Non tutti i prodotti scalari si comportano bene come il conto della spesa.
Le dispense danno un nome a un pregio e a un difetto. Il pregio si chiama «definito positivo», il difetto «degenere». All'esame bisogna saperli distinguere.
Prendi un vettore e fai il conto della spesa del vettore con sé stesso. Per esempio con il vettore .
Ogni numero del vettore viene moltiplicato per sé stesso: esce una somma di quadrati. Un quadrato non è mai negativo. Quindi il risultato non è mai negativo, ed è zero solo quando tutti i numeri del vettore sono zero.
Questo risultato ha un significato geometrico: è il quadrato della lunghezza della freccia.
Ripasso · il teorema di Pitagora
In un triangolo con un angolo retto, i due lati corti si chiamano cateti e il lato lungo si chiama ipotenusa. Il quadrato dell'ipotenusa è la somma dei quadrati dei due cateti.
Il vettore è «3 passi a destra e 4 in su». La freccia è l'ipotenusa di un triangolo con i cateti lunghi 3 e 4. Il quadrato della sua lunghezza è , quindi la lunghezza è .
Guarda la figura: i due cateti sono i passi a destra e i passi in su, la freccia è l'ipotenusa.
Un prodotto scalare con questo pregio si chiama definito positivo: ogni vettore diverso dal vettore nullo, moltiplicato per sé stesso, dà un numero positivo. Sono i prodotti scalari con cui le lunghezze hanno senso. La lezione L20 parte da qui.
Ora un prodotto difettoso. Su prendi questa formula.
Usa solo i primi numeri dei due vettori e ignora i secondi. È un prodotto scalare: ha un solo pezzo, della forma giusta, e scambiando con non cambia.
Guarda che cosa succede al vettore , che ha il primo numero uguale a zero. Proviamo a moltiplicarlo con quattro vettori diversi.
| Secondo vettore | Conto | Risultato |
|---|---|---|
| , cioè stesso |
Viene sempre zero, con qualunque vettore. Per questo prodotto il vettore è invisibile: si comporta come il vettore nullo, anche se non lo è.
Un prodotto scalare che ha un vettore così si chiama degenere.
L'idea
Definito positivo: ogni vettore non nullo, moltiplicato per sé stesso, dà un numero positivo. Degenere: c'è un vettore non nullo che il prodotto non vede, perché dà zero con tutti.
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 19.2 · Degenere, definito positivo
Un prodotto scalare su è:
Come si legge.
Le due definizioni guardano cose diverse. «Degenere» guarda il prodotto di un vettore con tutti gli altri. «Definito positivo» guarda solo il prodotto di ogni vettore con sé stesso.
Le due proprietà sono legate: un prodotto definito positivo di sicuro non è degenere.
Il motivo a parole. Un vettore invisibile dà zero con tutti, quindi anche con sé stesso. Ma in un prodotto definito positivo nessun vettore non nullo dà zero con sé stesso. Quindi di vettori invisibili non ce ne sono.
Proposizione 19.3
Un prodotto scalare definito positivo non è degenere.
È un ragionamento per assurdo (lezione L01): si fa finta che sia vero il contrario e si arriva a una cosa impossibile.
Attenzione: il contrario è falso. Un prodotto può essere non degenere senza essere definito positivo. Il riquadro mette a confronto tre prodotti su .
Esempio · Tre prodotti scalari su a confronto
Primo prodotto: , il conto della spesa. È definito positivo.
Un vettore con sé stesso dà : una somma di due quadrati. Se il vettore non è nullo, almeno uno dei suoi due numeri non è zero, e il suo quadrato è positivo. Per esempio .
Secondo prodotto: . È degenere.
Il vettore non è nullo. Il suo primo numero è 0, quindi per ogni vettore .
Terzo prodotto: . Non è degenere, ma non è definito positivo.
Non è definito positivo, perché il vettore con sé stesso dà un numero negativo:
Non è degenere, perché nessun vettore non nullo è invisibile. Prendo un vettore non nullo qualsiasi . Lo moltiplico per il vettore , che ha il secondo numero cambiato di segno.
È una somma di due quadrati, e almeno uno tra e non è zero. Quindi il risultato è positivo: non è zero. Con i numeri: per prendo e ottengo .
Trappola · Zero con sé stesso non vuol dire degenere
Nel terzo prodotto il vettore dà zero con sé stesso: . Eppure il prodotto non è degenere.
Infatti non dà zero con tutti. Con il vettore dà .
Per essere degenere serve un vettore che dà zero con tutti, non solo con sé stesso. Il libro di Martelli chiama isotropo un vettore che dà zero con sé stesso.
Tutti i prodotti visti finora, in una tabella.
| Prodotto su | Degenere? | Definito positivo? | Motivo in una riga |
|---|---|---|---|
| no | sì | un vettore con sé stesso dà | |
| no | sì | un vettore con sé stesso dà | |
| sì | no | dà zero con tutti | |
| no | no | con sé stesso dà |
Prova tu
Sì. Usa solo i secondi numeri, quindi non vede il vettore , che ha il secondo numero uguale a 0: per ogni vettore .
.
È negativo, quindi il prodotto non è definito positivo.
Da ricordare
Un prodotto scalare non esiste solo tra liste di numeri.
La definizione chiede soltanto uno spazio in cui si possa sommare e moltiplicare per un numero. I polinomi formano uno spazio così (lezione L05). Quindi anche tra due polinomi si può costruire un prodotto scalare. All'esame capita: per esempio nella domanda 7 dell'appello del 24/01/2024.
Qui l'immagine delle frecce non funziona più: un polinomio non si disegna come uno spostamento sulla mappa. Le tre regole però restano, e bastano quelle.
Ripasso · polinomi e valore in un punto
Un polinomio è un'espressione come : numeri fissi, i coefficienti, moltiplicati per potenze di una lettera (lezione L04). Il grado è l'esponente più alto: qui è 2.
Un polinomio è una macchina: metti un numero al posto di ed esce un numero. Il numero che esce si chiama valore del polinomio in quel punto. Se il polinomio si chiama , il suo valore in 2 si scrive e si legge «pi di due».
Per il polinomio :
Una radice di un polinomio è un numero in cui il valore è zero. Il polinomio nullo è quello che vale zero in ogni punto: è il vettore nullo dello spazio dei polinomi.
La scrittura si legge «erre due di x». È lo spazio dei polinomi di grado al massimo 2 con i coefficienti reali, cioè dei polinomi . Le dispense scrivono «grado »: il simbolo si legge «minore o uguale». Una base di questo spazio è (lezione L07).
L'idea delle dispense è questa. Scegli tre punti, per esempio 0, 1 e 2. Di ogni polinomio calcoli i valori in questi tre punti: così ogni polinomio diventa una lista di tre numeri. Poi fai il conto della spesa tra le due liste.
Proviamo con i polinomi e .
| in 0 | in 1 | in 2 | |
|---|---|---|---|
| valori di | |||
| valori di | |||
| prodotto dei due valori |
Somma dell'ultima riga: . Quindi il prodotto scalare dei due polinomi è 9.
L'idea
Per moltiplicare due polinomi con un prodotto scalare di questo tipo: scrivi la tabella dei valori, moltiplica i valori punto per punto, somma.
Con i tre punti 0, 1 e 2 la formula del prodotto è questa.
A parole: i valori dei due polinomi in 0 moltiplicati tra loro, più quelli in 1, più quelli in 2.
È un prodotto scalare. Scambiando i due polinomi non cambia niente, perché in ogni pezzo si moltiplicano due numeri. Somme e multipli si spezzano, perché il valore di una somma di polinomi è la somma dei valori, e il valore di un multiplo è il multiplo del valore. Per esempio in 2 vale 3, cioè .
È definito positivo. Un polinomio con sé stesso dà la somma dei quadrati dei suoi tre valori.
Per esempio il polinomio vale 1, 2 e 3 nei tre punti. Con sé stesso dà .
Una somma di quadrati non è mai negativa. Può fare zero solo se i tre valori sono tutti zero, cioè se il polinomio ha tre radici diverse: 0, 1 e 2. Ma un polinomio non nullo di grado al massimo 2 ha al massimo due radici (Teorema 4.6, lezione L04). Quindi solo il polinomio nullo dà zero con sé stesso.
Togliamo il terzo punto.
Il ragionamento di prima non funziona più. Con due punti soli, un polinomio di grado 2 può valere zero in tutti e due. Eccone uno.
In 0 vale . In 1 vale . Non è il polinomio nullo: in 2 vale .
Con questo polinomio il prodotto fa zero qualunque sia l'altro polinomio .
Il prodotto non vede il polinomio . Quindi è degenere.
Rimettiamo il terzo punto, ma con il segno meno.
Prendi il polinomio . I suoi valori nei tre punti sono , e . Con sé stesso dà zero.
Un polinomio non nullo che con sé stesso dà zero: il prodotto non è definito positivo. Con altri polinomi il risultato cambia segno.
Le dispense dicono anche che questo prodotto non è degenere, senza dimostrarlo. Il motivo è nel riquadro qui sotto.
L'idea: costruire tre polinomi «interruttore». Ognuno è acceso, cioè vale 1, in uno solo dei tre punti. Negli altri due è spento, cioè vale 0.
| in 0 | in 1 | in 2 | |
|---|---|---|---|
Controllo della prima riga. In 0 il polinomio vale . In 1 vale 0, perché c'è il fattore . In 2 vale 0, perché c'è il fattore .
Se moltiplichi un polinomio qualsiasi per un interruttore, del prodotto resta un solo pezzo.
Ora prendi un polinomio che dà zero con tutti i polinomi. Allora dà zero anche con i tre interruttori. Quindi , e : ha tre radici. Un polinomio di grado al massimo 2 con tre radici è il polinomio nullo.
Quindi nessun polinomio non nullo è invisibile: il prodotto non è degenere.
Le dispense riassumono i tre casi in un solo esempio.
Esempio 19.4 · Tre prodotti scalari su
Sono i tre prodotti appena visti, tutti sullo spazio dei polinomi di grado al massimo 2.
| Il prodotto | Che cosa è | Il motivo delle dispense |
|---|---|---|
| definito positivo | un polinomio non nullo non può valere zero nei tre punti 0, 1 e 2 | |
| degenere | il polinomio dà zero con ogni polinomio | |
| non degenere, ma non definito positivo | il polinomio con sé stesso dà |
Nell'ultima riga le dispense non scrivono il pezzo di mezzo, perché il polinomio vale zero in 1.
Prova tu
Valori di nei tre punti: 1, 1, 1. Valori di : 0, 1, 2.
Prodotti punto per punto: , poi , poi . Somma: .
Il polinomio vale 0 in 0 e vale 0 in 1. Quindi il prodotto è .
Con questo polinomio viene zero qualunque sia il secondo.
Da ricordare
Il conto della spesa dell'inizio ha un nome ufficiale: prodotto scalare euclideo.
«Euclideo» viene da Euclide, il matematico greco della geometria che si studia a scuola. È il prodotto scalare «normale» dei vettori fatti di numeri. Quando un esercizio non dice quale prodotto scalare usare, è questo.
Finora l'hai usato con vettori di due numeri. Con più numeri la regola è la stessa: moltiplica i numeri che stanno nello stesso posto e somma tutto.
Esempio · Il prodotto euclideo con due, tre e quattro numeri
In , l'esempio delle dispense:
In :
In :
Le dispense scrivono il prodotto euclideo in tre modi. Dicono tutti la stessa cosa.
Primo modo: per esteso. Un vettore con numeri si scrive . I tre puntini vogliono dire «e avanti così»: il primo numero si chiama , l'ultimo .
Secondo modo: con il simbolo di somma. Serve un simbolo che forse non ricordi.
Ripasso · il simbolo di somma
La lettera greca è una sigma maiuscola e si legge «somma». Serve a scrivere in breve una somma di tanti pezzi fatti tutti nello stesso modo.
Si legge «somma, per da 1 a 3, di per ». La lettera è un contatore. Parte dal numero scritto sotto il simbolo, arriva a quello scritto sopra, e per ogni suo valore c'è un pezzo della somma.
Terzo modo: riga per colonna. Serve un ripasso sulle matrici.
Ripasso · vettori in colonna, trasposta, riga per colonna
Nelle dispense un vettore di è scritto in colonna, cioè in verticale.
La trasposta di è lo stesso vettore scritto in riga, cioè in orizzontale. Si scrive , con una piccola in alto a sinistra, e si legge « trasposto» (lezione L08).
Una riga si può moltiplicare per una colonna con lo stesso numero di posti. Il risultato è un numero: primo per primo, più secondo per secondo, e avanti così.
È proprio il conto della spesa.
Quindi il prodotto euclideo di due vettori è la riga del primo moltiplicata per la colonna del secondo. Si scrive .
Le dispense mettono insieme il terzo modo e il secondo.
Definizione 19.5 · Prodotto scalare euclideo
Il prodotto scalare euclideo su è definito come
Come si legge. «Il prodotto scalare di e è uguale a trasposto per , cioè alla somma, per da 1 a , di per .» Il primo uguale è il modo «riga per colonna». Il secondo uguale è il modo con il simbolo di somma. La lettera è il numero di posti dei due vettori.
In questi appunti, per occupare meno spazio, un vettore colonna è scritto spesso in riga, con le parentesi tonde e le virgole: . Negli appelli trovi anche la scrittura . Vuol dire «la riga trasposta», cioè la colonna con i numeri 1 e 3.
Le dispense riassumono in una riga quello che abbiamo visto sul conto della spesa.
Proposizione 19.6
Il prodotto scalare euclideo è un prodotto scalare definito positivo su .
Come si legge. La frase dice due cose. La prima: il conto della spesa rispetta i tre assiomi, quindi è davvero un prodotto scalare. La seconda: è definito positivo, e lo è per i vettori con un numero qualsiasi di posti.
Il motivo della seconda l'hai già visto con il vettore : un vettore con sé stesso dà una somma di quadrati.
Se il vettore non è nullo, almeno uno dei suoi numeri non è zero. Il quadrato di quel numero è positivo, e gli altri quadrati non sono negativi. Quindi la somma è positiva.
Le dispense non riportano la dimostrazione. Eccola in tre passi.
Lo strumento qui sotto disegna due vettori del piano, e , e calcola il loro prodotto scalare euclideo. Lo scrive con il puntino, . Trascina le punte delle due frecce e prova queste due cose.
Lo strumento mostra anche l'angolo e la proiezione: sono argomenti delle lezioni L20 e L21.
Oltre le dispense · il prodotto scalare della fisica
In fisica il prodotto scalare di due frecce si calcola con le lunghezze e con l'angolo: la lunghezza della prima, per la lunghezza della seconda, per il coseno dell'angolo tra le due.
Le doppie barre indicano la lunghezza del vettore. La lettera greca , theta, è l'angolo.
Il corso fa la strada al contrario: prima il prodotto scalare, poi da quello ricava lunghezze e angoli (lezione L20). Il vantaggio è che la stessa costruzione funziona anche dove le frecce non si possono disegnare, come nello spazio dei polinomi.
Prova tu
.
Per esteso: .
Con i numeri: .
Da ricordare
Nel conto della spesa ogni numero del primo vettore incontra solo il numero che sta nello stesso posto del secondo.
Primo con primo, secondo con secondo. Ma hai già visto formule con dei «pesi», come quella con il 2 e il 3 davanti ai due pezzi. E niente vieta di far incontrare anche numeri che stanno in posti diversi: il primo di con il secondo di , e il secondo di con il primo di .
Un prodotto così, su , ha al massimo quattro pezzi. Per esempio questo.
Ogni pezzo ha il suo peso: il numero che ha davanti. I quattro pesi si possono mettere in una tabella. La riga dice quale numero di c'è nel pezzo, la colonna quale numero di .
Una tabella di numeri è una matrice (lezione L08). Quella dei pesi la chiamiamo . Ha due righe e due colonne: in breve, è una matrice , che si legge «due per due».
L'idea
Una matrice è una tabella di pesi. Il numero nella riga e nella colonna dice quanto pesa, nel conto, il pezzo «numero di posto di per numero di posto di ».
I numeri di una matrice si indicano con due indici. La scrittura si legge «esse i gei» ed è il numero che sta nella riga e nella colonna . Nella matrice qui sopra, per esempio, e .
Un prodotto scalare deve essere simmetrico: scambiando i due vettori il risultato non cambia.
Guarda i due pezzi «misti». Scambiando con , il pezzo diventa , cioè . I due pezzi misti si scambiano tra loro. Quindi il risultato resta uguale solo se hanno lo stesso peso: il numero nella riga 1 e colonna 2 deve essere uguale al numero nella riga 2 e colonna 1.
Una matrice così si chiama simmetrica.
Ripasso · matrice simmetrica e trasposta
La diagonale di una matrice quadrata è la fila di numeri che va dall'angolo in alto a sinistra all'angolo in basso a destra.
Una matrice è simmetrica se è uguale alla sua immagine allo specchio rispetto alla diagonale. Il numero nella riga e colonna è uguale a quello nella riga e colonna (lezione L08).
La trasposta di una matrice si ottiene scambiando le righe con le colonne. Si scrive . Una matrice è simmetrica esattamente quando è uguale alla sua trasposta: .
C'è anche una regola per la trasposta di un prodotto: si traspongono i due pezzi e si scambia il loro ordine.
Il prodotto con i pesi si scrive in modo compatto: la riga , per la matrice , per la colonna .
La scrittura si legge «gi con esse». È il nome del prodotto scalare costruito con la matrice .
Esempio · Il conto riga, matrice, colonna, un passo alla volta
La matrice è . I vettori sono e .
I due conti danno lo stesso numero: .
Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 19.7
Una matrice simmetrica definisce un prodotto scalare su ponendo
Come si legge. «Una matrice simmetrica dà un prodotto scalare sui vettori di . Il prodotto si chiama e la sua regola è: trasposto, per , per .» La parola «ponendo» vuol dire «con questa regola». La matrice ha righe e colonne, tante quanti sono i numeri di un vettore.
Perché è vero? Somme e multipli si spezzano, perché il prodotto tra matrici rispetta somme e multipli. La simmetria del prodotto viene dalla simmetria della matrice: l'hai visto sopra con i due pezzi misti.
Per i conti a mano conviene la formula con tutti i pezzi scritti. Per una matrice simmetrica , fatta con tre numeri qualsiasi , e , è questa.
Ci sono quattro pezzi, uno per ogni casella della matrice. La regola da ricordare è una sola: il numero della matrice è il numero che sta davanti a nella formula.
Con vettori di numeri le caselle sono , e i pezzi altrettanti. Le dispense li scrivono tutti con un solo simbolo di somma.
Proposizione 19.8
Vale
Come si legge. A destra c'è una somma doppia. Sotto il simbolo c'è scritto e sopra c'è : i contatori sono due, e ognuno va da 1 a per conto suo. C'è un pezzo per ogni coppia di valori dei due contatori. Ogni pezzo è fatto così: il numero di posto di , per il peso , per il numero di posto di . Con sono i quattro pezzi di prima.
Che cosa succede se nel prodotto metti due vettori della base canonica? Ricorda che ed . Con più numeri è lo stesso: il vettore ha un 1 al posto e zeri in tutti gli altri posti.
Prova con la matrice dei pesi di prima. Metti e nella formula dei quattro pezzi. In tre pezzi c'è almeno uno zero, e spariscono. Sopravvive solo il pezzo con , che vale il suo peso: il numero nella riga 1 e colonna 2.
Corollario 19.9
Per i vettori della base canonica vale
Come si legge. «Il prodotto tra il vettore numero e il vettore numero della base canonica è il numero della matrice che sta nella riga e nella colonna .» In breve: il primo vettore sceglie la riga, il secondo sceglie la colonna.
Le dispense danno due esempi.
Esempio 19.10 · La matrice identità
La matrice identità ha 1 su tutta la diagonale e 0 in tutte le altre caselle. Si scrive , dove è il numero di righe. Per esempio .
Per si ottiene il prodotto scalare euclideo:
Il motivo: i pesi fuori dalla diagonale sono 0, quindi i pezzi misti spariscono. Restano i pezzi «stesso posto con stesso posto», tutti con peso 1. Con due numeri:
Esempio 19.11 · Una matrice non diagonale
La matrice
definisce su il prodotto scalare
È la matrice dei pesi usata in tutta questa sezione. Tre conti in più.
Due vettori della base canonica. . Con il prodotto euclideo questi due vettori danno zero. Con questo prodotto no.
Un vettore con sé stesso. Con :
È definito positivo? Metto nella formula. I due pezzi misti diventano uguali.
Spezzo in . Poi riconosco il quadrato di una somma: .
Una somma di due quadrati non è mai negativa. Fa zero solo se e , cioè solo per il vettore nullo. Quindi sì: questo prodotto è definito positivo.
Prova tu
. Ogni casella è il peso del suo pezzo.
: riga 2, colonna 2.
: riga 1, colonna 2.
Da ricordare
All'esame un prodotto scalare può essere dato in due modi: con una formula oppure con una matrice.
Bisogna saper passare dall'una all'altra in fretta. La regola è quella di prima: il numero nella riga e colonna è il numero davanti a .
Metodo · Tra la matrice e la formula
Dalla matrice alla formula.
Dalla formula alla matrice.
Esempio · Andata e ritorno
Dalla formula alla matrice. La formula è .
| Pezzo | Numero davanti | Casella |
|---|---|---|
| riga 1, colonna 1 | ||
| riga 1, colonna 2 | ||
| riga 2, colonna 1 | ||
| riga 2, colonna 2 |
La matrice è simmetrica: la formula è un prodotto scalare.
Dalla matrice alla formula. La matrice è , quindi i vettori hanno tre numeri. Scrivo i pezzi una riga alla volta.
Tolgo i pezzi con lo 0 e sommo.
Una formula che non passa il controllo. La formula è . Il numero davanti a è 1, quello davanti a è 2. La matrice sarebbe , che non è simmetrica. Quindi la formula non è un prodotto scalare.
Trappola · Non dividere per due
In un prodotto scalare i pezzi e sono due pezzi diversi, e ognuno ha la sua casella. Il numero davanti va nella matrice così com'è.
La divisione per due serve in un'altra situazione: le forme quadratiche della lezione L20. Lì c'è un solo vettore, e i due pezzi misti si fondono in uno solo.
Prova tu
. Il pezzo manca, quindi nella riga 2 e colonna 2 c'è 0.
No. La matrice sarebbe , che non è simmetrica: da una parte c'è 3, dall'altra .
Da ricordare
Guardando la matrice si capisce in fretta se il prodotto è degenere oppure definito positivo.
Le dispense non danno questi criteri: vengono dal libro di Martelli. Negli esercizi e nei problemi d'esame fanno risparmiare tempo. Una matrice simmetrica si chiama definita positiva quando lo è il suo prodotto scalare.
Ripasso · il determinante di una matrice
Il determinante è un numero che si calcola da una matrice quadrata (lezione L09). Si scrive . Per una matrice : il prodotto dei due numeri sulla diagonale, meno il prodotto degli altri due.
Il determinante è zero esattamente quando c'è un vettore non nullo che la matrice manda nel vettore nullo (lezione L10).
Prendi la matrice del ripasso, quella con determinante zero. Il vettore viene mandato nel vettore nullo.
Questo vettore è invisibile per il prodotto: dà zero con tutti. Quindi il prodotto è degenere. Vale in generale.
Oltre le dispense · il criterio del determinante (Martelli, Proposizione 7.1.23)
Il prodotto è degenere esattamente quando .
I vettori invisibili sono quelli che la matrice manda nel vettore nullo, cioè i vettori del nucleo di .
Se la matrice manda in zero un vettore non nullo, il prodotto è degenere. Chiamo quel vettore: . Per ogni vettore vale
Il secondo uguale usa la regola della trasposta di un prodotto e la simmetria: .
Se il prodotto è degenere, la matrice manda in zero un vettore non nullo. Chiamo il vettore non nullo che dà zero con tutti. Tra tutti i vettori scelgo .
L'ultimo pezzo è il prodotto euclideo di con sé stesso. Il prodotto euclideo è definito positivo, quindi è il vettore nullo.
Infine: esiste un vettore non nullo con esattamente quando (lezione L10).
Una matrice diagonale ha numeri solo sulla diagonale. Tutte le altre caselle sono 0. Allora nella formula non ci sono pezzi misti, e un vettore con sé stesso dà una somma di quadrati con i pesi della diagonale.
Per esempio, con 5 e 1 sulla diagonale un vettore con sé stesso dà . I due pesi sono positivi, quindi il risultato è positivo per ogni vettore non nullo.
Oltre le dispense · matrici diagonali (Martelli, §7.1.6)
Prendi una matrice diagonale, con i numeri sulla diagonale. Un vettore con sé stesso dà
| Numeri sulla diagonale | Che prodotto è | Perché |
|---|---|---|
| e | definito positivo | sono tutti positivi |
| e | non degenere, ma non definito positivo | nessuno è zero, ma uno è negativo: con sé stesso dà |
| e | degenere | c'è uno zero: il prodotto non vede |
Per una matrice simmetrica bastano due numeri: quello in alto a sinistra e il determinante.
Oltre le dispense · il criterio per le matrici
La matrice simmetrica è definita positiva esattamente quando valgono tutte e due queste condizioni:
Due esempi.
Un vettore con sé stesso dà . Se non è zero, si riscrive come somma di due pezzi con un quadrato ciascuno. Il trucco si chiama «completare il quadrato».
Se le due condizioni valgono, i due pezzi a destra non sono mai negativi. Fanno zero insieme solo quando e poi , cioè per il vettore nullo.
Se il prodotto è definito positivo, allora è positivo. Poi prendo il vettore , che non è nullo. Con sé stesso dà . Questo numero è positivo e è positivo, quindi anche è positivo.
Prova tu
Sì. In alto a sinistra c'è 2, positivo. Il determinante è , positivo.
Sì. Il determinante è .
Da ricordare
Alle elementari si impara la tabellina: una tabella con i prodotti dei numeri da 1 a 10.
Con quella tabella, e con la regola per spezzare le somme, si fa qualunque moltiplicazione. Per esempio 23 per 4 si spezza in 20 per 4 più 3 per 4.
Per un prodotto scalare succede la stessa cosa. Basta conoscere i prodotti tra i vettori di una base: tutti gli altri prodotti si ricavano da quelli, spezzando somme e multipli. La tabella con i prodotti tra i vettori della base si chiama matrice associata. È la domanda d'esame più frequente di questa lezione.
Ripasso · base e coordinate
Una base di uno spazio vettoriale è un elenco di vettori con cui si costruisce ogni altro vettore dello spazio, in un modo solo (lezione L07). «Costruire» vuol dire fare una combinazione lineare: una ricetta del tipo «2 parti del primo più 3 parti del secondo».
Le quantità della ricetta si chiamano coordinate del vettore rispetto a quella base (lezione L13).
Un esempio in , con la base formata da e . Il vettore si ottiene con 1 parte di e 2 parti di .
Quindi le sue coordinate in questa base sono 1 e 2.
Una base si indica con una B in corsivo, , e i suoi vettori si scrivono tra parentesi graffe: . La colonna delle coordinate di un vettore si scrive . Nell'esempio le coordinate di sono la colonna con i numeri 1 e 2.
La base canonica di è formata dai vettori e si indica con . In questa base le coordinate di un vettore sono i suoi stessi numeri.
Partiamo dall'esempio delle dispense. Il prodotto è quello euclideo su . La base è quella del ripasso: e .
Facciamo la tabellina. In ogni casella va il prodotto scalare tra il vettore della riga e il vettore della colonna.
I quattro risultati, scritti come matrice, sono la matrice associata al prodotto scalare in questa base.
L'idea
La matrice associata è la tabellina del prodotto scalare. Nella riga e nella colonna c'è il prodotto tra il vettore numero e il vettore numero della base.
La matrice associata si scrive : il nome del prodotto tra parentesi quadre, e in basso il nome della base. Si legge «matrice di nella base ».
Le dispense lo scrivono così.
Definizione 19.12 · Matrice associata
Sia uno spazio vettoriale reale, sia un prodotto scalare e sia una base di . La matrice associata a nella base è la matrice simmetrica
Come si legge.
Esempio 19.13 · La base canonica
La scrittura indica l'insieme delle matrici con righe e colonne di numeri reali.
Se è simmetrica, la matrice associata a rispetto alla base canonica è stessa:
Il motivo è il Corollario 19.9. Nella riga e colonna della matrice associata c'è il prodotto , che vale .
Con la matrice dei pesi : i tre prodotti sono , poi , poi . La tabellina è la matrice di partenza.
Esempio 19.14 · Il prodotto euclideo in un'altra base
Il prodotto è quello euclideo su . La base è
La matrice associata è
I quattro conti sono quelli della tabellina qui sopra. La casella è uguale alla casella per la simmetria.
Nella base canonica lo stesso prodotto ha come matrice la matrice identità . Stesso prodotto, due basi, due matrici diverse.
La tabellina basta per calcolare il prodotto di due vettori qualsiasi. Vediamolo con la base dell'Esempio 19.14.
Prendi due vettori scritti come ricette con i vettori della base.
Il loro prodotto si apre come il prodotto di due somme tra numeri: ogni pezzo della prima per ogni pezzo della seconda. Vengono quattro pezzi. In ogni pezzo i due numeri escono fuori e resta un prodotto della tabellina.
| Pezzo di | Pezzo di | Numeri che escono | Dalla tabellina | Risultato |
|---|---|---|---|---|
Somma dell'ultima colonna: . Quindi .
Controllo diretto. Le due ricette danno i vettori e . Il loro prodotto euclideo è . Torna.
Le dispense scrivono questa regola con le lettere.
Proposizione 19.15
Se
allora
Come si legge.
Le dispense dicono solo che la formula viene dalla bilinearità. Ecco i passaggi con e .
La stessa regola, scritta con le matrici, è ancora più corta.
Corollario 19.16
Per ogni vale
Come si legge. «Il prodotto di e è: la riga delle coordinate di , per la matrice associata, per la colonna delle coordinate di .» È lo stesso conto «riga, matrice, colonna» di . A parole: una volta scelta una base, ogni prodotto scalare diventa un prodotto . La matrice è la matrice associata, e al posto dei vettori ci sono le loro coordinate.
Esempio · Il Corollario 19.16 al lavoro
Il prodotto è quello euclideo su . La base è , con matrice associata (Esempio 19.14). Vogliamo il prodotto di e .
Esempio · La matrice di un prodotto sui polinomi
Lo spazio è , con il prodotto . La base è quella canonica: .
Primo passo: la tabella dei valori dei tre polinomi della base nei punti 0, 1 e 2.
| in 0 | in 1 | in 2 | |
|---|---|---|---|
Secondo passo: i prodotti. Per ogni coppia moltiplico le due righe punto per punto e sommo. Bastano sei conti: la diagonale e le caselle sopra la diagonale.
| Coppia | Conto | Valore |
|---|---|---|
Terzo passo: la matrice. La prima riga e la prima colonna sono quelle del polinomio , le seconde quelle di , le terze quelle di . Le caselle sotto la diagonale si copiano allo specchio.
Controllo con il Corollario 19.16. Calcolo in due modi.
Metodo · Calcolare la matrice associata
Oltre le dispense · dove trovarlo nel libro
Martelli, capitolo 7 «Prodotti scalari»: §7.1.1–7.1.3 (definizione, degenere e definito positivo, prodotto euclideo, pp. 199–201), §7.1.4 (matrici simmetriche, pp. 201–203), §7.1.6 (matrici diagonali, pp. 204–205), §7.1.10 (i prodotti sui polinomi dell'Esempio 19.4, p. 209), §7.2.1 (matrice associata, pp. 210–212). Nel libro trovi anche le parole vettore isotropo (§7.1.8) e radicale (§7.1.9), che le dispense non usano.
Prova tu
Primo vettore con sé stesso: .
Primo con secondo: .
Secondo con sé stesso: .
La matrice è .
Spezzo la somma nel primo posto: .
Leggo i due numeri nella tabellina: riga 1, colonna 2 e riga 2, colonna 2. Viene .
Da ricordare
| Simbolo | Si legge | Vuol dire | Esempio |
|---|---|---|---|
| «due, tre» | un vettore: una lista ordinata di numeri | 2 passi a destra e 3 in su | |
| , , | «erre due», «erre tre», «erre enne» | i vettori fatti di 2, di 3, di numeri reali | sta in |
| «per» | il segno della moltiplicazione | ||
| «prodotto scalare di e » | il numero che il prodotto scalare dà per quei due vettori | ||
| «gi di e » | lo stesso, quando il prodotto scalare ha un nome | ||
| , , | «x con uno», «x con due», «x con i» | il numero di posto 1, 2, del vettore | per : |
| «vu primo» | un altro vettore, diverso da | ||
| , | «lambda», «mi» | lettere greche che indicano numeri reali | |
| «appartiene a» | sta dentro l'insieme | ||
| «diverso da» | non uguale | ||
| «zero» | il numero zero, oppure il vettore nullo | ||
| « per » | le coppie di vettori di | ||
| , | «va in» | separa ciò che entra da ciò che esce | |
| «viene mandato in» | dice che cosa esce per una certa entrata | ||
| , , | «e con uno», «e con due», «e con i» | i vettori della base canonica | |
| «pi di due» | il valore del polinomio nel punto 2 | per : | |
| «erre due di x» | i polinomi di grado al massimo 2 | ||
| «minore o uguale» | più piccolo, oppure uguale | grado | |
| « trasposto» | il vettore colonna scritto in riga | ||
| « trasposto per » | riga per colonna: il prodotto euclideo | per e vale 1 | |
| «somma, per da 1 a » | somma di pezzi fatti nello stesso modo | ||
| «somma, per e da 1 a » | somma doppia: un pezzo per ogni coppia di indici | con : quattro pezzi | |
| «esse i gei» | il numero della matrice nella riga e colonna | ||
| « trasposta» | la matrice con righe e colonne scambiate | simmetrica: | |
| «gi con esse» | il prodotto scalare dato dalla matrice simmetrica | ||
| «i con enne» | la matrice identità: 1 sulla diagonale, 0 altrove | ||
| «due per due» | una matrice con due righe e due colonne | ||
| «determinante di » | un numero calcolato dalla matrice; zero quando è degenere | ||
| «emme di enne, erre» | le matrici con righe e colonne di numeri reali | ||
| , | «bi», «ci» | una base; la base canonica | |
| «matrice di nella base » | la matrice associata: la tabella dei prodotti tra i vettori della base | ||
| «coordinate di nella base » | la colonna delle quantità della ricetta di | ||
| «norma di » | la lunghezza del vettore (lezione L20) |
La prova scritta di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla, ognuna con 5 risposte e una sola giusta. Poi ci sono 2 problemi da 11 punti, che vengono corretti solo a chi fa almeno 6 punti nel quiz. La prova dura 2 ore, senza calcolatrice, con solo 4 facciate di appunti scritti a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027, alle 14:00. I dettagli sono nella lezione L01.
Lo spazio è quello dei polinomi di grado al massimo 1, cioè dei polinomi . Una sua base ha due polinomi, quindi la matrice associata ha due righe e due colonne.
Metodo · La domanda «quanto vale la matrice associata?»
È la domanda 9 dell'appello del 15/01/2026. Il testo è questo.
«Dati e , sia dato il prodotto scalare . Data la base , allora:» Seguono cinque matrici, e bisogna scegliere quella uguale a .
In pratica chiede: c'è un prodotto scalare tra vettori di due numeri, dato da una formula con tre pezzi. C'è una base con due vettori. Fai la tabellina dei prodotti tra i due vettori della base e trova la matrice giusta.
Le cinque risposte sono queste.
Prima di ogni conto. Una matrice associata è sempre simmetrica. La (c) e la (d) non lo sono: si scartano subito. Restano (a), (b) ed (e).
I conti. I vettori della base sono e . La piccola davanti dice solo che sono colonne.
La risposta. La matrice è quella con 1 e sulla diagonale e 0 fuori: è la (a). La (b) è la più tentatrice: è la matrice identità, e differisce da quella giusta solo per un segno nell'ultima casella.
In più: nella casella in basso a destra c'è un numero negativo. Quindi questo prodotto non è definito positivo. Non è nemmeno degenere: il determinante della matrice associata è , diverso da zero. Il criterio del determinante vale con la matrice associata in qualsiasi base.
Esempio · Appello del 24/01/2024, domanda 7
Il testo. Su è dato il prodotto scalare e la base . Quanto vale ?
In pratica chiede: il prodotto tra due polinomi si calcola con i loro valori in 1 e in 0. Si moltiplicano i due valori in 1 e si tolgono i due valori in 0 moltiplicati tra loro. La base ha due polinomi: e il polinomio costante . Fai la tabellina.
Tabella dei valori.
| in 1 | in 0 | |
|---|---|---|
I tre prodotti.
La risposta. , che nel testo è la risposta (a).
L'errore tipico. La risposta (e) è . È quella che si ottiene usando per sbaglio il polinomio al posto di . Il secondo vettore della base vale 2 in ogni punto, non 1.
Esempio · Appello del 07/02/2025, problema 12, punto (1)
Il testo. Su è definito . Trovare la matrice associata a nella base canonica .
In pratica chiede: la formula ha cinque pezzi e usa i valori dei polinomi nei punti , e . Fai la tabella dei valori dei tre polinomi della base, poi i sei prodotti.
Tabella dei valori.
| in | in | in | |
|---|---|---|---|
I sei prodotti, con i cinque pezzi nell'ordine della formula.
| Coppia | I cinque pezzi | Valore |
|---|---|---|
La matrice.
Controllo della simmetria su una coppia. Calcolo , con i posti scambiati: . È uguale a .
I punti (2) e (3) del problema continuano nelle lezioni L20 e L21.
Conta all'esame · Sul foglio da 4 facciate
Le dispense non hanno esercizi per questa lezione. Quelli qui sotto sono costruiti per questi appunti. I primi quattro sono di riscaldamento, gli ultimi due sono modellati sugli appelli.
Calcola i tre prodotti scalari euclidei: (a) ; (b) ; (c) .
La regola: moltiplica i numeri nello stesso posto e somma.
(a) .
(b) . Il prodotto è zero: i due vettori sono perpendicolari.
(c) .
Di un prodotto scalare sai che e che . Calcola: (a) ; (b) ; (c) ; (d) , dove è il vettore nullo.
(a) L'ordine non conta (assioma 3): .
(b) Il numero 3 esce fuori (assioma 2): .
(c) La somma nel primo posto si spezza (assioma 1): .
(d) Con il vettore nullo ogni prodotto scalare dà .
Prendi la matrice . (a) Quanto vale ? (b) Quanto vale ? (c) Scrivi la formula di .
I vettori della base canonica leggono le caselle: il primo sceglie la riga, il secondo la colonna (Corollario 19.9).
(a) Riga 1, colonna 2: .
(b) Riga 2, colonna 2: .
(c) Ogni casella è il numero davanti al suo pezzo: .
Il prodotto è quello euclideo su . Calcola la matrice associata nella base .
Servono tre prodotti: la diagonale e la casella sopra la diagonale.
La casella sotto la diagonale si copia allo specchio. La matrice associata è .
Per ciascuna formula su di' se è un prodotto scalare; se non lo è, indica una regola che fallisce con un esempio numerico. (a) ; (b) ; (c) ; (d) ; (e) .
Per ogni formula faccio i due controlli del metodo: la forma dei pezzi e la simmetria.
(a) Sì. Ogni pezzo è un numero per una per una , e non ci sono pezzi misti. La matrice dei pesi è , simmetrica (Proposizione 19.7).
(b) No, non è simmetrica. Con e viene . Con i posti scambiati viene .
(c) No, non è bilineare. Con i due vettori nulli viene , mentre un prodotto scalare deve dare 0.
(d) Sì. Ogni pezzo ha una e una . Davanti a e davanti a c'è lo stesso numero, . La matrice dei pesi è , simmetrica. In più: non è definito positivo, perché il vettore con sé stesso dà .
(e) No, un numero non esce fuori. Con e viene . Raddoppiando il primo vettore viene . Doveva venire il doppio, cioè 2.
(a) Calcola . (b) Calcola . (c) Trova il numero per cui .
(a) Moltiplico posto per posto e sommo: .
(b) . I due vettori di sono perpendicolari.
(c) La lettera sta al posto di un numero che non conosco. Faccio il conto lasciandola scritta.
Controllo: con i vettori sono e . Il prodotto è .
(a) Scrivi per . (b) Trova la matrice di su . (c) Calcola per la matrice del punto (a).
(a) Per ogni casella scrivo un pezzo: il numero della casella, per la con l'indice della riga, per la con l'indice della colonna. Le caselle con 0 le salto.
(b) Il numero davanti a va nella riga e colonna . Un pezzo che manca vale 0.
Controllo: la matrice è simmetrica, quindi la formula è davvero un prodotto scalare.
(c) Per il Corollario 19.9 basta leggere la casella nella riga 2 e colonna 3: .
Per ciascuna matrice di' se su è degenere, definito positivo, o non degenere ma non definito positivo:
Uso le scorciatoie: prima il determinante, poi il numero in alto a sinistra.
La matrice : degenere.
La matrice : definito positivo.
La matrice : non degenere, ma non definito positivo.
Prendi la matrice (Esempio 19.11) e la base . Calcola . Che cosa osservi?
La formula del prodotto è . Servono tre prodotti.
Che cosa si osserva. La matrice associata è la matrice identità: la stessa del prodotto euclideo nella base canonica. Con le coordinate di questa base, il prodotto diventa il conto della spesa.
Una base così si chiama ortonormale. Nella lezione L21 impari a costruirne una con l'algoritmo di Gram–Schmidt.
Su prendi il prodotto . (a) Trova la matrice associata nella base . (b) È definito positivo? (c) Quanto vale ?
(a) Prima la tabella dei valori nei punti , e .
| in | in | in | |
|---|---|---|---|
Poi i sei prodotti: moltiplico due righe punto per punto e sommo.
| Coppia | Conto | Valore |
|---|---|---|
La matrice associata, che chiamo :
(b) Sì, con il ragionamento dell'Esempio 19.4. Un polinomio con sé stesso dà la somma dei quadrati dei suoi tre valori. Fa zero solo se il polinomio ha le tre radici , e . Un polinomio non nullo di grado al massimo 2 ha al massimo due radici (Teorema 4.6).
(c) È la casella nella riga 2 e colonna 3 della matrice: . Per questo prodotto i polinomi e sono «perpendicolari».
È il conto che serviva nella domanda 8 dell'appello dell'08/02/2024, che chiedeva l'angolo tra e . Nella lezione L20 vedrai che l'angolo è , cioè un angolo retto.
Con il prodotto e la matrice dell'esercizio precedente, calcola in due modi: con le coordinate e direttamente.
Primo modo: con le coordinate.
Secondo modo: direttamente.
I due modi danno lo stesso numero: 2.
Prendi il prodotto . (a) Dimostra che su è definito positivo. (b) Su trova la matrice associata nella base e tutti i polinomi per cui per ogni .
Lo spazio è quello dei polinomi di grado al massimo 1, cioè dei polinomi .
(a) Un polinomio con sé stesso dà : una somma di due quadrati, mai negativa.
Ogni polinomio non nullo con sé stesso dà un numero positivo: il prodotto è definito positivo.
(b) Nei punti 0 e 1 il polinomio vale 1 e 1. I polinomi e valgono tutti e due 0 e poi 1.
La seconda e la terza riga sono uguali, quindi il determinante è zero (lezione L10). Il prodotto è degenere.
Ora cerco i polinomi invisibili. Scrivo , con , , numeri da trovare.
I polinomi invisibili sono , con un numero qualsiasi. Sono i multipli di : il polinomio dell'Esempio 19.4.
Controllo: vale 0 in 0 e vale in 1. Quindi con ogni polinomio dà .
Su prendi (la traccia è la somma degli elementi sulla diagonale). (a) Scrivi in funzione delle entrate. (b) Dimostra che è un prodotto scalare definito positivo. (c) Trova la matrice associata nella base delle matrici con un solo 1. (d) Calcola per , .
Qui i «vettori» sono matrici con due righe e due colonne, e le «entrate» sono i numeri dentro la matrice. Ogni matrice della base ha un 1 in una casella e 0 nelle altre tre: i due numerini in basso dicono la riga e la colonna dell'1.
(a) Do un nome alle entrate delle due matrici.
(b) La formula del punto (a) è il conto della spesa: ogni entrata di per l'entrata di nello stesso posto, e poi la somma. È il prodotto euclideo di , scritto sulle quattro entrate. Quindi è bilineare, simmetrico e definito positivo (Proposizione 19.6). Una matrice con sé stessa dà , che è positivo se la matrice non è quella nulla.
(c) Ogni matrice della base, letta come lista di quattro numeri, ha un 1 e tre 0. Una di loro con sé stessa dà . Due diverse danno 0, perché gli 1 stanno in posti diversi. La matrice associata è la matrice identità con quattro righe e quattro colonne, .
(d) Entrata per entrata: .
Su prendi e la base . (a) Calcola . (b) è degenere? (c) è definito positivo?
(a) Tabella dei valori nei punti 2 e 0.
| in 2 | in 0 | |
|---|---|---|
La formula dice: i due valori in 2 moltiplicati tra loro, meno i due valori in 0 moltiplicati tra loro.
(b) No, non è degenere. Il determinante della matrice associata è , diverso da zero. Il criterio del determinante vale per la matrice associata in qualsiasi base, perché con le coordinate il prodotto diventa un (Corollario 19.16).
Lo stesso risultato senza il determinante. Prendo un polinomio che dà zero con tutti.
(c) No, non è definito positivo. Il polinomio non è nullo, ma con sé stesso dà : è la casella in basso a destra della matrice.
In più il segno cambia. Il polinomio con sé stesso dà , positivo. Il polinomio vale 0 in 2 e vale in 0: con sé stesso dà , negativo.
Prendi la matrice . (a) Dimostra che è definito positivo. (b) Calcola per . (c) Calcola in due modi.
(a) Scrivo il prodotto di un vettore con sé stesso. Ogni casella non nulla dà un pezzo.
(b) Seguo il metodo: calcolo una volta sola le tre colonne , , . Ogni riga di va moltiplicata per il vettore.
Ogni casella è un conto della spesa tra un vettore della base e una di queste colonne.
| Casella | Conto | Valore |
|---|---|---|
| con : | ||
| con : | ||
| con : | ||
| con : | ||
| con : | ||
| con : |
(c) Primo modo: con la matrice associata. La somma nel primo posto si spezza: . Sono le caselle nella riga 1 e colonna 3 e nella riga 2 e colonna 3: .
Secondo modo: direttamente. La somma è . La colonna è . Il conto della spesa dà .
I due modi danno lo stesso numero: 5.
Una regola che prende due vettori di e restituisce un numero reale, scritto . Deve rispettare tre richieste: una somma nel primo posto si spezza, un numero nel primo posto esce fuori, l'ordine dei due vettori non conta. Da queste tre viene che le stesse regole valgono anche nel secondo posto: il prodotto è bilineare e simmetrico.
Per due motivi. Serve poter dire che un numero è positivo, e tra i numeri complessi questo non ha senso. E servono le radici quadrate dei numeri positivi, per le lunghezze della lezione L20: tra le frazioni certe radici mancano, per esempio .
In tre mosse. Con la simmetria scambio i due posti e ottengo . Ora il numero sta nel primo posto e per l'assioma (2) esce: . Con la simmetria scambio di nuovo: .
Il vettore nullo è uguale a sé stesso più sé stesso. Quindi, spezzando la somma, è uguale a . Un numero uguale al suo doppio è zero: basta togliere quel numero da tutti e due i lati.
Degenere: c'è un vettore non nullo che dà zero con tutti i vettori. Esempio: il prodotto su non vede il vettore .
Definito positivo: ogni vettore non nullo con sé stesso dà un numero positivo. Esempio: il prodotto euclideo.
La prima proprietà guarda il prodotto di un vettore con tutti gli altri. La seconda guarda il prodotto di ogni vettore con sé stesso.
Un vettore non nullo che dà zero con tutti darebbe zero anche con sé stesso. In un prodotto definito positivo questo non succede mai. Il viceversa è falso: il prodotto non è degenere, ma il vettore con sé stesso dà .
È il conto della spesa su : si moltiplicano i numeri nello stesso posto e si somma. Si scrive anche . È definito positivo perché un vettore con sé stesso dà la somma dei quadrati dei suoi numeri. Questa somma è positiva appena un numero del vettore non è zero.
Con la regola «riga, matrice, colonna»: . Somme e multipli si spezzano grazie alle regole del prodotto tra matrici. Scambiando con i due pezzi misti si scambiano tra loro. Il risultato resta uguale solo se hanno lo stesso peso, cioè se la matrice è simmetrica.
Vale : il primo vettore sceglie la riga, il secondo la colonna. Per questo il numero nella riga e colonna è il numero che nella formula sta davanti a , senza dividere per due.
È la tabella dei prodotti tra i vettori della base . Nella riga e colonna c'è il prodotto del vettore numero con il vettore numero . È simmetrica perché in un prodotto scalare l'ordine dei due vettori non conta.
Con le coordinate: la riga delle coordinate di , per la matrice associata, per la colonna delle coordinate di (Corollario 19.16). Funziona perché il prodotto si spezza. Scrivendo e come ricette con i vettori della base, restano solo i prodotti della tabella, moltiplicati per le quantità delle due ricette.
Nel primo un polinomio con sé stesso dà zero solo se ha tre radici diverse. Per un polinomio non nullo di grado al massimo 2 è impossibile. Nel secondo bastano due radici: il polinomio non è nullo, vale zero in 0 e in 1, e quindi dà zero con ogni polinomio.
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