Vai al contenuto
Appunti di InformaticaUniTo · 2026/27

Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L23

Lo spazio euclideo II

Il prodotto vettoriale misura un'area e punta nel verso della mano destra. Poi rette e piani nello spazio: si descrivono con una prova («chi ci sta dentro») oppure con una ricetta («come sono fatti i punti»), anche quando non passano per l'origine. Alla fine, come si trova dove si incontrano: è il conto di quasi tutti i problemi di geometria.

Dispense
lezione 23 · pp. 116–121
Libro
Martelli, §9.1 e §9.2
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
  • Definizione o risultato da sapere
  • Trappola / errore tipico
  • Conta all'esame
  • Oltre le dispense
  • Esempio svolto
  • L'idea e il metodo, passo per passo
  • Da ricordare

La lezione in 8 punti

  • Il prodotto vettoriale di due vettori dello spazio (lezione L22) è perpendicolare a tutti e due, e la sua lunghezza è l'area del parallelogramma che hanno per lati.
  • Tutto viene da una sola uguaglianza, l'identità di Lagrange, che lega il prodotto vettoriale, il prodotto scalare e le lunghezze.
  • Il verso del prodotto vettoriale si trova con la regola della mano destra.
  • Il prodotto vettoriale cambia segno se scambi i fattori e si comporta bene con somme e multipli, ma le parentesi contano: non è associativo.
  • Un sottospazio si descrive con una prova (le equazioni, forma cartesiana: dicono chi ci sta dentro) oppure con una ricetta (i generatori, forma parametrica: dicono come sono fatti i punti).
  • Una retta o un piano che non passa per l'origine è un sottospazio affine: un sottospazio vettoriale spostato. Il sottospazio di partenza si chiama giacitura.
  • Nello spazio un piano ha una equazione. Dalla ricetta la si ottiene con il prodotto vettoriale dei due vettori della ricetta.
  • Per intersecare si fanno tre tipi di conti: si mettono insieme le prove, si mette la ricetta dentro la prova, oppure si uguagliano due ricette.

Canali A, B e C

Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.

§1

Da dove ripartiamo: il prodotto vettoriale

pp. 114–116

Nella lezione L22 hai incontrato un'operazione che esiste solo nello spazio a tre dimensioni: prende due vettori e restituisce un vettore, mentre il prodotto scalare restituisce un numero. In questi appunti, per risparmiare spazio, i vettori che le dispense scrivono in colonna li scriviamo spesso in riga: vuol dire la colonna . Ecco la definizione, come nelle dispense.

Definizione 22.14 · Prodotto vettoriale (richiamo dalla lezione L22)

Dati due vettori e di , il prodotto vettoriale fra e è il vettore

In altre parole , dove è il determinante del minore che si ottiene cancellando la riga -esima dalla matrice .

Come si legge. si legge «vu vettore vu doppio». In pratica si fa così:

  1. scrivi e uno accanto all'altro, come due colonne;
  2. prima componente: copri la prima riga e calcola il determinante che resta;
  3. seconda componente: copri la seconda riga, calcola il determinante e cambia segno;
  4. terza componente: copri la terza riga e calcola il determinante.

Le dispense ricordano anche una regola per la memoria: un «determinante» con una colonna fatta dei vettori della base. Non è una vera matrice, perché non sono numeri:

Esempio · e

Le due colonne affiancate danno le righe , , .

  • Copro la prima riga: .
  • Copro la seconda riga: , e cambio segno: .
  • Copro la terza riga: .

Quindi . Controllo che sia perpendicolare a tutti e due:

Dalla lezione L22 servono anche tre fatti:

  • il prodotto vettoriale è perpendicolare a tutti e due i fattori (Proposizione 22.15): è il controllo appena fatto;
  • è zero esattamente quando i due vettori sono dipendenti, cioè uno è multiplo dell'altro (Proposizione 22.16);
  • se i due vettori sono indipendenti, loro due e il loro prodotto vettoriale formano una base dello spazio (Corollario 22.17).

Trappola · Il segno della componente centrale

L'errore più frequente è dimenticare il meno davanti al secondo determinante. Il controllo che salva sempre: il risultato deve dare zero nel prodotto scalare con tutti e due i fattori. Se non dà zero, c'è un errore di conto.

Prova tu

Quanto fa ?

Righe affiancate , , . Prima: . Seconda: , cambiato di segno . Terza: . Risultato .

Da ricordare

  • Prodotto vettoriale: copri una riga alla volta, con il meno al centro.
  • Controllo: il risultato è perpendicolare a tutti e due i fattori.
§2

La lunghezza è un'area

pp. 116–117

Parti da un caso che si disegna sul foglio. Prendi e : stanno tutti e due sul pavimento, il piano . Il parallelogramma con lati e ha base 3 e altezza 2, quindi area 6.

12312
Il parallelogramma con lati e nel piano : base , altezza , area

Ora calcola il prodotto vettoriale. Le righe affiancate sono , , :

Il vettore punta in verticale, perpendicolare al pavimento dove stanno e , ed è lungo 6: proprio l'area. Non è un caso, ed è quello che dimostra questa sezione.

L'identità di Lagrange

Tutto parte da un'uguaglianza tra tre numeri. Le dispense la scrivono così.

Proposizione 23.1

Per ogni vale l'equazione

Come si legge. La lunghezza al quadrato del prodotto vettoriale, più il quadrato del prodotto scalare, fa il prodotto delle lunghezze al quadrato. Se conosci due di queste tre cose, trovi la terza. Qui lunghezze e prodotto scalare sono quelli di tutti i giorni (lezione L20).

Esempio · Controllo con e

  • , quindi la sua lunghezza al quadrato è ;
  • , quindi il suo quadrato è 196;
  • le lunghezze al quadrato di e sono e , con prodotto 225.

E infatti .

Dimostrazione · della Proposizione 23.1

Le dispense sviluppano i quadrati: conviene farlo per esteso, una volta.

  1. A sinistra, sviluppando i tre quadrati di si ottengono sei quadrati e tre doppi prodotti:
  2. Il prodotto contiene tutti i nove pezzi .
  3. Il quadrato contiene i tre pezzi con indici uguali, , più gli stessi tre doppi prodotti del punto 1, con il segno più.
  4. Togliendo il terzo dal secondo restano i sei pezzi con indici diversi, meno i tre doppi prodotti: è esattamente l'espressione del punto 1.
  5. Quindi , che è l'enunciato.

Dall'identità all'area

Prendi ora due vettori indipendenti. Stanno in un piano, e dentro quel piano c'è il parallelogramma con lati e : la Figura 8 delle dispense lo disegna con il prodotto vettoriale che esce dal piano. L'area si calcola come base per altezza. Le dispense lo scrivono così.

Proposizione 23.2

L'area di è .

Come si legge. è il parallelogramma e l'angolo fra e . Prendi come base, lunga . L'altezza è la distanza della punta di dalla retta di . Nel triangolo rettangolo con ipotenusa e angolo , il cateto opposto all'angolo misura : è la definizione di seno delle superiori, e il libro di Martelli usa lo stesso argomento. Base per altezza dà la formula. Nel disegno sopra: .

Mettendo insieme le due cose, le dispense ricavano il risultato della sezione.

Corollario 23.3

Il modulo del prodotto vettoriale è

dove è l'angolo formato da e e è il parallelogramma con lati e .

Come si legge. La lunghezza del prodotto vettoriale è l'area del parallelogramma. «Modulo» qui vuol dire lunghezza.

Il perché, un passaggio alla volta:

  1. dalla definizione di angolo (lezione L20), ;
  2. lo metto nell'identità di Lagrange: ;
  3. siccome , viene ;
  4. prendo la radice. Serve che il seno non sia negativo, e infatti l'angolo fra due vettori sta sempre tra 0 e , dove il seno non è mai negativo.

Esempio · L'area con i due metodi

Con e :

  • con il prodotto vettoriale: l'area è la lunghezza di , cioè ;
  • con l'angolo: , quindi , e l'area è .

Stesso risultato; il primo metodo non richiede nessun angolo.

Esempio · L'area di un triangolo nello spazio

Il triangolo con vertici , , è metà del parallelogramma con lati e : la diagonale lo taglia in due triangoli uguali.

  • e ;
  • righe affiancate , , : il prodotto vettoriale è ;
  • la sua lunghezza è .

L'area del triangolo è .

Prodotto vettoriale e area del parallelogramma

Caricamento dello strumento interattivo…

Trascina il disegno per girarlo: il parallelogramma giallo ha area , circa 5,385. Prova poi , che è il doppio di : il parallelogramma si schiaccia su un segmento e il prodotto vettoriale diventa nullo (Proposizione 22.16). Infine scambia e : il prodotto vettoriale si capovolge, come vedrai nella prossima sezione.

Prova tu

Qual è l'area del parallelogramma con lati e ?

Il prodotto vettoriale è , lungo 6. È un rettangolo 2 per 3.

Da ricordare

  • Lunghezza del prodotto vettoriale = area del parallelogramma; metà = area del triangolo.
  • Viene dall'identità di Lagrange.
§3

Il verso: la regola della mano destra

p. 117

Se i due vettori sono dipendenti, il prodotto vettoriale è zero e non c'è altro da dire. Se sono indipendenti, sappiamo già due cose:

  • la direzione: il prodotto vettoriale è perpendicolare al piano che contiene i due vettori;
  • la lunghezza: è l'area del parallelogramma.

Restano due candidati, opposti: uno «sopra» il piano e uno «sotto». Per scegliere si usa la regola della mano destra (Figura 9 delle dispense). Con la mano destra, metti il pollice lungo il primo vettore e l'indice lungo il secondo: il medio, piegato ad angolo retto rispetto al palmo, indica il verso del prodotto. Nel primo esempio della sezione precedente puntava a destra, in alto a destra, e il prodotto esce dal foglio verso di te.

In formule la regola diventa un determinante. Le dispense lo scrivono così.

Proposizione 23.4

Se e sono indipendenti, la terna è una base positiva di , cioè la matrice che ha come colonne ha determinante positivo.

Come si legge.

  • Una base positiva è una base i cui tre vettori, messi in colonna, danno una matrice con determinante positivo. La scrittura indica la matrice con quelle colonne.
  • L'esempio tipico è la base canonica: la sua matrice è l'identità, con determinante 1, e infatti .
  • La regola della mano destra è la traduzione «fisica» di questo determinante positivo.
Dimostrazione · della Proposizione 23.4 (dal libro di Martelli)

Le dispense non riportano la dimostrazione; quella del libro (Proposizione 9.1.7) è breve.

  1. Scrivo come nella Definizione 22.14, dove è il minore di senza la riga .
  2. Sviluppo con Laplace sulla terza colonna. Il cofattore di posto è , cioè , , .
  3. Quindi .
  4. Se e sono indipendenti, il prodotto vettoriale non è zero (Proposizione 22.16), quindi la somma dei quadrati è strettamente positiva.

Esempio · Il determinante della terna

Con , e , sviluppando sulla terza colonna:

positivo, e uguale alla lunghezza al quadrato del prodotto vettoriale, come dice la dimostrazione.

L'idea · Una definizione con le figure

A questo punto il prodotto vettoriale di due vettori indipendenti si descrive senza coordinate: è l'unico vettore perpendicolare a tutti e due, lungo quanto l'area del loro parallelogramma, e con il verso della mano destra. Direzione, lunghezza e verso: tre informazioni, un solo vettore.

Prova tu

Che verso ha ?

È l'opposto di : vale , punta verso il basso.

Da ricordare

  • Verso del prodotto vettoriale: pollice sul primo, indice sul secondo, il medio dà il verso.
  • In formule: i due vettori e il loro prodotto, in colonna, danno un determinante positivo.
§4

Le regole di calcolo

p. 117

Dalla definizione seguono due regole, che le dispense elencano subito dopo la Proposizione 23.4.

1. Scambiare i fattori cambia il segno. Per ogni coppia di vettori:

Il motivo: scambiando i due vettori, in ogni componente i due prodotti si scambiano di posto. Per esempio la prima componente diventa . Con i numeri di prima: . Una conseguenza: un vettore per sé stesso dà l'opposto di sé stesso, quindi dà zero.

2. Somme e multipli escono fuori. Il prodotto vettoriale si comporta come il prodotto scalare, in ciascuno dei due posti:

Il motivo: ogni componente è una somma di pezzi del tipo «una coordinata del primo per una coordinata del secondo». Un'espressione così rispetta somme e multipli in ciascun vettore, se l'altro resta fisso. Per esempio , che è il doppio di .

I prodotti dei vettori della base canonica, da tenere a mente:

Si legge «riga per colonna»: . Girando in avanti nel ciclo il segno è più; all'indietro è meno.

3. Le parentesi contano. Qui c'è la differenza più grande con i prodotti di numeri o di matrici. L'esempio delle dispense:

Stessi tre vettori, parentesi diverse, risultati diversi.

Trappola · Tre errori da non fare

  • Scrivere senza parentesi: non ha un significato unico.
  • Scambiare i fattori senza cambiare segno: è l'opposto di .
  • Pensare che un prodotto vettoriale zero voglia dire un fattore zero: basta che siano paralleli, per esempio .

Prova tu

Se , quanto fa ?

I numeri escono fuori: .

Da ricordare

  • Scambiare i fattori cambia il segno; un vettore per sé stesso dà zero.
  • Somme e multipli escono fuori; le parentesi invece contano.
§5

Una prova o una ricetta

p. 118

Pensa al pavimento di una stanza, con l'origine in un angolo. È il piano , e lo puoi descrivere in due modi:

  • con una prova: «un punto sta sul pavimento se la sua altezza è zero»;
  • con una ricetta: «i punti del pavimento sono tutti quelli del tipo , con e numeri qualsiasi».

La prima è un'equazione, la seconda usa dei parametri. Le dispense danno un nome alle due scritture.

Definizione · Forma cartesiana e forma parametrica (p. 118)

Un sottospazio vettoriale di descritto come luogo di zeri di un sistema di equazioni lineari omogenee è detto in forma cartesiana. Un sottospazio vettoriale di descritto come sottospazio generato da alcuni vettori è detto in forma parametrica. Qualsiasi sottospazio vettoriale di può essere descritto in entrambi i modi.

Come si legge.

  • Forma cartesiana: le equazioni, cioè la prova. Descrive il sottospazio dicendo chi ci sta dentro.
  • Forma parametrica: i generatori, cioè la ricetta. Descrive il sottospazio dicendo come sono fatti i suoi punti, al variare dei parametri.
  • Ogni sottospazio si può scrivere in tutti e due i modi.

L'esempio delle dispense è proprio il pavimento. In forma cartesiana ha l'equazione ; in forma parametrica è generato da ed :

Spesso è più comoda la ricetta, ma dipende da che cosa devi fare:

Che cosa devi fareForma più comodaPerché
Decidere se sta nel pavimentola provasostituisci: , sì
Scrivere tre punti del pavimentola ricettascegli tre coppie
Trovare la dimensionela ricettaconti i generatori indipendenti
Intersecare con un altro sottospaziodipendelo vedi nella sezione sulle intersezioni

Esempio · Due passaggi tra le forme, per sottospazi vettoriali

Dalla ricetta alla prova. La retta ha i punti . Dalla prima coordinata ; sostituendo nelle altre, e . Quindi

Controllo con il generatore: e .

Dalla prova alla ricetta. Il piano : ricavo e lascio libere , . I punti sono , quindi il piano è .

Prova tu

Scrivi la ricetta del piano .

Lascio libere e , poi : i punti sono .

Da ricordare

  • Forma cartesiana = prova (equazioni); forma parametrica = ricetta (punto e generatori).
  • Dalla prova alla ricetta: risolvi il sistema. Dalla ricetta alla prova: elimina i parametri.
§6

Rette e piani spostati: i sottospazi affini

pp. 118–119

Prendi una retta del piano che non passa per l'origine. Per esempio la retta : il punto non soddisfa l'equazione. Quindi non è un sottospazio vettoriale, che contiene sempre lo zero. Però è la retta spostata di un passo verso destra: ogni suo punto è più un multiplo di . Tutte le rette e i piani che non passano per l'origine sono fatti così. Le dispense li chiamano con un nome già visto nella lezione L12.

Definizione 12.5 · Sottospazio affine (richiamo dalla lezione L12)

Sia uno spazio vettoriale. Un sottospazio affine di è un sottoinsieme del tipo

dove è un punto fissato di e è un sottospazio vettoriale.

Come si legge. Un sottospazio affine è un sottospazio vettoriale spostato in modo da passare per il punto . La scrittura si legge «ics più vu doppio».

Le dispense ricordano da dove vengono: le soluzioni di un sistema lineare sono niente, oppure un sottospazio affine. Se c'è almeno una soluzione , tutte le soluzioni sono più le soluzioni del sistema omogeneo associato. È il sistema con le stesse equazioni e i termini noti uguali a zero, e le sue soluzioni formano un sottospazio vettoriale. È quello che hai fatto nella lezione L12: «una soluzione particolare più le soluzioni dell'omogeneo».

Quando due scritture danno lo stesso insieme

Lo stesso sottospazio affine si può scrivere in molti modi, perché come punto di partenza va bene qualsiasi suo punto. Le dispense dicono quando due scritture coincidono.

Proposizione 23.5

Gli spazi affini e coincidono se e solo se e .

Come si legge. Due scritture danno lo stesso insieme esattamente quando valgono due cose:

  • la stessa direzione: lo stesso sottospazio vettoriale, anche se scritto con generatori diversi;
  • i punti di partenza sullo stesso insieme: il vettore che va da un punto di partenza all'altro è una direzione ammessa.
Dimostrazione · della Proposizione 23.5 (oltre le dispense)

Le dispense non la dimostrano; ecco una dimostrazione breve.

Se le due condizioni valgono, gli insiemi coincidono. Un punto di è con in , e si riscrive . Il vettore tra parentesi è somma di due vettori di , quindi sta in : il punto sta in . Scambiando i ruoli si ottiene il contrario.

Se gli insiemi coincidono, le due condizioni valgono. Chiama l'insieme. Le differenze fra due punti di sono esattamente i vettori di : se e , allora sta in , e ogni di è la differenza . Lo stesso ragionamento, partendo da , dice che le differenze sono esattamente i vettori di . Quindi . Infine sta in , cioè sta in .

Ecco l'esempio delle dispense.

Esempio 23.6

Se in , le due rette affini

sono in realtà la stessa retta, di equazione .

Controllo in tre modi:

  1. con la Proposizione 23.5: la direzione è la stessa, e sta in ;
  2. con l'equazione: in il punto ha ; in il punto ha ;
  3. con i parametri: il punto di con parametro è quello di con parametro .

Invece la retta , cioè , è diversa: non è un multiplo di . È una retta parallela a .

−112−112xy
La retta è la retta spostata: si può partire da oppure da

La giacitura e la dimensione

Il sottospazio vettoriale da cui si parte ha un nome. Le dispense lo scrivono così.

Definizione 23.7

Nella descrizione di uno spazio affine come , lo spazio vettoriale è determinato da ed è detto la giacitura di , indicata con . Il punto invece è un qualsiasi punto di . La dimensione di è la dimensione della giacitura .

Come si legge. La giacitura sono le direzioni in cui ci si può muovere restando dentro l'insieme: le differenze tra due suoi punti. Il punto di partenza si può cambiare, la giacitura no (Proposizione 23.5). Una retta spostata ha dimensione 1, un piano spostato dimensione 2.

Anche i sottospazi affini hanno le due forme.

  • Ricetta, cioè forma parametrica:
    dove sono una base della giacitura. Allora la dimensione è : un parametro per ogni vettore della base.
  • Prova, cioè forma cartesiana: le soluzioni di un sistema . Per il teorema di Rouché–Capelli (Teorema 12.6) l'insieme non è vuoto esattamente quando e la matrice completa hanno lo stesso rango. In quel caso la dimensione è il numero delle incognite meno il rango di .

Esempio · Contare le dimensioni con Rouché–Capelli

Un sistema che dà una retta. nello spazio. Le righe e non sono proporzionali, quindi tutte e due le matrici hanno rango 2 e la dimensione è : una retta. Per scriverla: dalla seconda equazione ; nella prima , cioè . Con :

Un sistema senza soluzioni. : togliendo le equazioni viene . Qui ha rango 1 ma la matrice completa ha rango 2, e l'insieme è vuoto. Nel disegno: due piani paralleli diversi.

Nota · Collegamento con l'informatica: classificatori lineari (p. 119)

Le dispense collegano questa lezione al machine learning. Un iperpiano dello spazio a dimensioni è un sottospazio affine di dimensione : una retta nel piano, un piano nello spazio. Si può scrivere come

con vettore non nullo e numero. L'iperpiano divide lo spazio in due metà: quella dove è positivo e quella dove è negativo. Un semplice classificatore lineare sceglie la classe di un vettore di dati guardando il segno di . Il vettore è perpendicolare all'iperpiano di separazione. La stessa geometria sta alla base del percettrone e delle macchine a vettori di supporto nella loro forma lineare.

Esempio · Un classificatore nel piano

Con e l'iperpiano è la retta . Classifichiamo tre punti calcolando :

  • : , negativo: classe «negativa»;
  • : , positivo: classe «positiva»;
  • : , sta proprio sulla retta di separazione.
123123xy
La retta separa i punti con da quelli con ; il vettore le è ortogonale

Prova tu

La retta è la stessa di ?

Sì: stessa direzione, e è un multiplo di .

Da ricordare

  • Sottospazio affine = sottospazio vettoriale spostato, . La giacitura sono le direzioni; il punto si può cambiare.
  • Due scritture coincidono esattamente con la stessa giacitura e i punti di partenza che differiscono per una direzione ammessa.
§7

Rette e piani nello spazio

pp. 119–120

Nello spazio i sottospazi affini sono di quattro tipi. Per Rouché–Capelli, il numero di equazioni indipendenti che servono è 3 meno la dimensione.

DimensioneChe cos'èRicettaProva
0un punto3 equazioni indipendenti
1una retta2 equazioni indipendenti
2un piano1 equazione
3tutto lo spazionessuna equazione
  • Un piano si descrive con un'equazione , con non nullo, oppure con un punto e due vettori indipendenti che generano la giacitura.
  • Una retta si descrive con due equazioni di quel tipo, oppure, più comodamente, con la ricetta , con non nullo: il vettore direzione.

Trappola · Una sola equazione non basta per una retta nello spazio

Nel piano la retta ha un'equazione sola. Nello spazio la stessa equazione descrive un piano, perché la è libera: per una retta nello spazio servono due equazioni indipendenti.

L'idea · Il vettore dei numeri davanti è perpendicolare al piano

Prendi due punti e del piano e chiama . Allora e , quindi

Ogni direzione del piano è perpendicolare a : per questo si chiama vettore normale del piano. La giacitura è il piano , fatto dei vettori perpendicolari a . Questo fatto tornerà di continuo nella lezione L24, con angoli e distanze.

Dalla prova alla ricetta

Si risolve il sistema, per esempio con Gauss (lezione L11): le variabili libere diventano i parametri.

Esempio · Un piano e una retta, dalla prova alla ricetta

Il piano . Ricavo e lascio libere , :

Controllo: soddisfa ; i due vettori soddisfano l'equazione con zero a destra: e .

La retta l'abbiamo già risolta sopra: .

Dalla ricetta alla prova: il trucco del prodotto vettoriale

A volte serve il contrario. Per i piani dello spazio c'è un metodo rapido. Prendi il piano , con indipendenti:

  1. calcola : avrà tre numeri ;
  2. il piano è , per un certo numero ;
  3. trovi imponendo che stia sul piano, cioè sostituendo le sue coordinate.

Perché funziona: è perpendicolare a e a (Proposizione 22.15). Per ogni punto del piano

quindi tutti i punti del piano soddisfano la stessa equazione, con . E non è zero, perché e sono indipendenti (Proposizione 22.16).

Ecco l'esempio delle dispense.

Esempio 23.8

Prendiamo

Troviamo

Quindi per qualche , che determiniamo imponendo che il punto stia in :

e quindi . Abbiamo trovato un'equazione cartesiana per il piano: .

I conti del prodotto vettoriale, riga per riga, con le righe affiancate , , :

  • prima componente, copro la prima riga: ;
  • seconda, copro la seconda riga: , e cambio segno: ;
  • terza, copro la terza riga: .

Controllo finale con un altro punto del piano, per esempio con : , e .

Nota una cosa: nell'esempio precedente, con la stessa equazione, avevamo trovato un'altra ricetta, . Nessuna contraddizione, per la Proposizione 23.5. Le giaciture coincidono, perché . E la differenza dei punti di partenza, , sta nella giacitura.

Il piano dell'Esempio 23.8 con il suo vettore normale

Caricamento dello strumento interattivo…

Il piano viola è e la freccia è il vettore normale . Il punto sta sul piano: lo strumento dice che la sua distanza dal piano è 0. Prova a cambiare , per esempio con : il piano si sposta parallelo a sé stesso, perché la giacitura non cambia. La distanza di un punto da un piano la studierai nella lezione L24.

Oltre le dispense · Rette dalla ricetta alla prova, e il piano per tre punti

Una retta. Per si elimina il parametro: , , . Dalla seconda . Sostituendo: , cioè , e , cioè . Quindi . Controllo con , punto : e .

Un piano per tre punti non allineati : è , e poi si usa il prodotto vettoriale come sopra (Martelli, Proposizione 9.2.12). Con dell'esempio del triangolo: il prodotto vettoriale è e , quindi il piano è .

Prova tu

Qual è l'equazione del piano ?

, quindi l'equazione è ; con il punto , . Il piano è .

Da ricordare

  • Nello spazio: un piano ha una equazione, una retta due.
  • Il vettore dei numeri davanti alle incognite è perpendicolare al piano.
  • Dalla ricetta di un piano alla prova: prodotto vettoriale dei due vettori, poi con il punto.
§8

Dove si incontrano: le intersezioni

pp. 120–121

Due sottospazi vettoriali si incontrano sempre, almeno nell'origine. Due sottospazi affini no: i piani e non hanno punti in comune, perché nessun punto può avere uguale a 1 e a 2 nello stesso momento. Le dispense danno un nome a quelli che si incontrano.

Definizione · Sottospazi incidenti (p. 120)

Due sottospazi affini sono incidenti se .

Come si legge. Incidenti vuol dire che hanno almeno un punto in comune. si legge «esse intersecato esse primo».

Se si incontrano, prendi un punto comune e scrivi tutti e due a partire da lì: e , come permette la Definizione 23.7. Un punto sta in tutti e due esattamente quando sta sia in sia in . Quindi

In particolare l'intersezione, se non è vuota, è sempre un sottospazio affine, con giacitura .

Tre casi, tre conti

Il conto dipende da come sono scritti i due insiemi. L'Esempio 23.9 delle dispense mostra i tre casi; li svolgiamo fino in fondo.

Esempio 23.9 · Primo caso: tutte e due in forma cartesiana

Se e sono descritti in forma cartesiana, la loro intersezione è descritta in forma cartesiana unendo le equazioni. Per esempio, se e sono due piani in , la loro intersezione è l'insieme delle soluzioni di

Due prove: un punto sta in tutti e due se le supera entrambe. Le dispense si fermano al sistema; risolviamolo. Dalla prima . Sostituisco nella seconda: , cioè . Con :

È una retta. Controllo: soddisfa e . La direzione soddisfa le equazioni con zero a destra: e .

Esempio 23.9 · Secondo caso: una cartesiana e una parametrica

Se è descritto in forma cartesiana e in forma parametrica, basta sostituire il punto generico di nelle equazioni di . Si trovano i parametri che le soddisfano, e da loro . Per esempio, se è un piano in e

è una retta, si sostituisce , , nell'equazione di :

cioè e . L'intersezione è il punto

Una ricetta e una prova: si mettono i punti della ricetta dentro la prova, e si guarda quali la superano. Il punto viene da : . Controllo nel piano: . Attenzione al segno: .

Esempio 23.9 · Terzo caso: tutte e due in forma parametrica

Se e sono entrambi in forma parametrica, si eguaglia il punto generico di con quello di e si trova quali parametri risolvono il sistema. Le dispense avvertono che può essere più laborioso.

Due ricette: si cerca un punto che esca da tutte e due. Un esempio nostro: e . Uguagliando le coordinate:

Dalla terza ; dalla prima ; la seconda va controllata: e , torna. Le rette si incontrano nel punto , che si ottiene sia con sulla prima sia con sulla seconda.

Metodo · Come si interseca

  1. Due prove: metti tutte le equazioni in un unico sistema e risolvilo con Gauss; la soluzione, scritta come ricetta, è l'intersezione.
  2. Una prova e una ricetta: metti il punto generico della ricetta dentro le equazioni; trovi i parametri e li rimetti nel punto generico.
  3. Due ricette: uguaglia i punti generici, con nomi diversi per i parametri ( e , mai e ). Risolvi e controlla tutte le equazioni: se una non torna, l'intersezione è vuota.
  4. In ogni caso, alla fine sostituisci il punto trovato nelle due descrizioni: è il controllo più economico che esista.

Con la calcolatrice qui sotto puoi rifare il primo caso: la matrice completa del sistema ha righe e . Lo strumento riduce con Gauss e scrive le soluzioni con un parametro.

L'intersezione dei due piani dell'Esempio 23.9

Caricamento dello strumento interattivo…

Lo strumento sceglie come parametro la terza incognita e trova . Sembra un risultato diverso dal nostro, ma è la stessa retta, per la Proposizione 23.5: la direzione è metà di , e sta nella giacitura.

Quando si incontrano di sicuro

L'ultima proposizione della lezione dà una condizione sulle giaciture che garantisce l'incontro. Le dispense la scrivono così.

Proposizione 23.10

Se , allora i sottospazi e sono incidenti.

Come si legge.

  • La somma delle giaciture (lezione L07) raccoglie tutti i vettori ottenuti muovendosi prima in una direzione del primo insieme e poi in una del secondo.
  • L'ipotesi dice che, combinando le due mosse, si raggiunge qualsiasi punto dello spazio.
  • La conclusione: i due insiemi si incontrano. Non dice dove: per quello bisogna fare i conti.
Dimostrazione · della Proposizione 23.10 (dal libro di Martelli)
  1. Scrivo e , con i base della giacitura di e i base della giacitura di .
  2. I due insiemi si incontrano esattamente quando il sistema , nelle incognite , ha una soluzione.
  3. Per ipotesi i vettori generano tutto lo spazio. Quindi è una loro ricetta: .
  4. Allora e risolvono il sistema: .

Esempio · Due applicazioni nello spazio

Due piani con vettori normali non paralleli, per esempio e . Le giaciture sono due piani diversi per l'origine, quindi la loro somma è più grande di un piano: è tutto lo spazio. Per la Proposizione 23.10 i piani si incontrano, in una retta.

Una retta e un piano, con la direzione della retta fuori dalla giacitura del piano: e . Il vettore non sta nella giacitura , perché . Allora la giacitura del piano e la direzione della retta insieme generano tutto lo spazio, e c'è un punto comune. Sostituendo: , , punto .

Trappola · Il contrario è falso

Se la somma delle giaciture non è tutto lo spazio, la proposizione non dice niente: l'incontro può esserci oppure no. Due rette dello spazio hanno giaciture di dimensione 1, che sommano al massimo a un piano: la proposizione non si applica mai. Eppure l'asse e l'asse si incontrano nell'origine, mentre la retta e il piano no: sostituendo viene .

Oltre le dispense · Le posizioni reciproche nello spazio

Mettendo insieme giaciture e intersezioni si ottiene questa tabella (Martelli, §9.2.5 e §9.2.7). Due sottospazi affini sono paralleli se la giacitura di uno è contenuta in quella dell'altro; due rette che non sono né incidenti né parallele si chiamano sghembe.

CoppiaGiacitureIntersezione
due pianinormali non proporzionaliuna retta
due pianinormali proporzionalivuota (paralleli distinti) oppure lo stesso piano
retta e pianodirezione fuori dalla giacitura del pianoun punto
retta e pianodirezione dentro la giacituravuota (retta parallela) oppure tutta la retta
due rettedirezioni proporzionalivuota (parallele distinte) oppure la stessa retta
due rettedirezioni non proporzionaliun punto (incidenti) oppure vuota (sghembe)

Le rette sghembe esistono solo dallo spazio in su: nel piano due rette non parallele si incontrano sempre, perché due giaciture diverse sommano a tutto il piano, e vale la Proposizione 23.10.

Oltre le dispense · Dove trovarlo nel libro

Nel libro di Martelli: prodotto vettoriale e sue proprietà nel §9.1 (pp. 267–272: identità di Lagrange Prop. 9.1.4, area Prop. 9.1.5 e Cor. 9.1.6, base positiva Prop. 9.1.7, prodotto triplo Esercizio 9.1.8, volume del parallelepipedo Prop. 9.1.9); forma parametrica e cartesiana nel §9.2.1 (pp. 272–274, con l'Esempio 9.2.3 che è il nostro 23.8); intersezioni nel §9.2.3 (pp. 275–276, Esempio 9.2.6 e Proposizione 9.2.7); sottospazio generato da punti, parallelismo e posizioni reciproche nei §9.2.4, §9.2.5 e §9.2.7 (pp. 277–283).

Prova tu

Dove si incontrano la retta e il piano ?

Sostituisco il punto generico : . Il punto è .

Da ricordare

  • Due prove: unisci le equazioni. Prova e ricetta: metti la ricetta nella prova. Due ricette: uguaglia, con parametri di nomi diversi.
  • Se le giaciture sommano a tutto lo spazio, l'incontro c'è di sicuro; il contrario non vale.
§9

I simboli di questa lezione

SimboloSi leggeVuol direEsempio
«vu vettore vu doppio»il prodotto vettoriale
«norma di vu vettore vu doppio»l'area del parallelogramma con lati e
«seno di theta»il seno dell'angolo tra i due vettori
«matrice con colonne u uno, u due, u tre»la matrice con quei vettori in colonna
«ics più vu doppio»il sottospazio spostato per il punto
«giacitura di esse»le direzioni del sottospazio affine
«vettore pi qu», il vettore da a
«esse intersecato esse primo»i punti comuni
«vettore normale»i numeri davanti alle incognite, perpendicolare al pianoper ,
§10

Verso l'esame

esame

La prova di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla, con 5 risposte e una sola giusta. Ci sono poi 2 problemi da 11 punti, corretti solo con almeno 6 risposte giuste. Dura 2 ore, senza calcolatrice, e si può portare solo un foglio da 4 facciate scritto a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.

Che cosa di questa lezione compare negli appelli 2023–2026. Le intersezioni sono tra gli argomenti più frequenti in assoluto:

  • quiz sull'intersezione tra una retta e un piano: appelli del 07/02/2025 (domanda 10) e del 03/07/2026 (domanda 8). Le risposte proposte sono sempre del tipo «un punto», «tutta la retta», «tutto il piano», «vuota»;
  • quiz sull'intersezione di due rette date con la ricetta: appelli del 03/06/2025 e del 10/07/2025, domanda 10 in tutti e due;
  • problemi aperti: scrivere la retta in cui si incontrano due piani come «punto più Span» (24/01/2024, 10/07/2024, 06/09/2024, 15/01/2026); dimostrare che una retta e un piano si incontrano (24/01/2024, 10/07/2024); trovare l'intersezione di tre piani (06/09/2024, 15/01/2026); piani o rette che dipendono da un parametro (03/06/2025, 02/09/2025).

Una domanda vera, letta insieme

Appello del 07/02/2025, domanda 10. Il testo: «L'intersezione della retta con il piano è: (a) tutto il piano; (b) ; (c) ; (d) non hanno un'intersezione; (e) tutta la retta».

In pratica chiede: una ricetta e una prova. Quali punti della retta superano la prova del piano?

Esempio · la soluzione, passo per passo

Passo 1: il punto generico della retta. .

Passo 2: dentro l'equazione del piano.

Passo 3: il parametro. dà .

Passo 4: il punto. Con : . È la risposta (c). Controllo: .

Il trucco da quiz. Il prodotto scalare tra la direzione e la normale è , non zero: la retta non è parallela al piano, quindi l'incontro è un punto. Questo esclude subito (a), (d) e (e). Poi basta sostituire (b) e (c) nell'equazione del piano: (b) dà , ma non sta sulla retta, perché la terza coordinata direbbe e la prima .

Metodo · La retta in cui si incontrano due piani, come «punto più Span»

  1. Metti le due equazioni in un sistema e riducilo con Gauss, oppure ricava una variabile e sostituisci.
  2. Scegli come parametro la variabile libera e scrivi il punto generico.
  3. Separa la parte senza parametro, il punto, da quella con il parametro, la direzione.
  4. Controllo veloce: la direzione deve essere proporzionale al prodotto vettoriale dei due vettori normali, che è perpendicolare a tutti e due e quindi sta in tutte e due le giaciture. Il punto deve soddisfare le due equazioni.

Metodo · Dimostrare che una retta e un piano si incontrano

Due strade, tutte e due accettate:

  • con la Proposizione 23.10: se la direzione della retta non sta nella giacitura del piano, le giaciture sommano a tutto lo spazio e c'è un incontro. Per un piano con equazione: il prodotto scalare tra direzione e normale non è zero. Per un piano dato con due generatori: il determinante dei due generatori e della direzione non è zero;
  • con il conto: metti il punto generico della retta nell'equazione del piano e trova il parametro. Se esiste, si incontrano, e hai anche il punto.

Errori da evitare.

  • Usare lo stesso nome per i parametri di due rette diverse: il sistema diventa sbagliato.
  • Nell'intersezione di due rette, non controllare la terza equazione: due equazioni su tre possono tornare anche se le rette sono sghembe.
  • Scambiare il vettore normale di un piano con un vettore del piano: è perpendicolare al piano, non ci sta dentro.
  • Scrivere una retta dello spazio con una sola equazione.
  • Il segno meno della seconda componente del prodotto vettoriale.

Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate

Da questa lezione: la formula di con lo schema «copri la riga, il segno meno al centro»; lunghezza del prodotto vettoriale = area del parallelogramma, e metà per il triangolo; la tabella dei tipi di sottospazi dello spazio (quante equazioni, quanti parametri); il metodo , ; i tre conti per le intersezioni; la Proposizione 23.10.

§11

Quiz

come all'esame
  1. Quanto vale il prodotto vettoriale ?
  2. Qual è l'area del parallelogramma con lati e ?
  3. Quale di queste affermazioni sul prodotto vettoriale in è falsa?
  4. I piani e si intersecano nella retta:
  5. Il piano in forma cartesiana è:
  6. Il piano ha un'equazione della forma . Quanto vale ?
  7. Quale di queste rette di coincide con ?
  8. L'intersezione della retta con il piano è:
  9. L'intersezione delle rette e è:
  10. Quale coppia di sottospazi affini di ha sicuramente intersezione non vuota?
§12

Esercizi

con soluzioni

1 · Riscaldamento: un prodotto vettoriale base

Calcola e controlla che sia perpendicolare a tutti e due i fattori.

Soluzione

Righe affiancate , , .

  1. Prima componente: .
  2. Seconda: , cambiato di segno: .
  3. Terza: .

Il risultato è . Controllo: con dà , con dà 0.

2 · Riscaldamento: il punto sta sul piano? base

Il piano è . Ci stanno e ?

Soluzione
  1. : . Sì.
  2. : , non 5. No.

3 · Riscaldamento: tre punti di una retta base

Scrivi tre punti della retta .

Soluzione
  1. Con : .
  2. Con : .
  3. Con : .

4 · Riscaldamento: quante equazioni? base

Quante equazioni indipendenti servono, nello spazio, per un punto, una retta e un piano? E nel piano per una retta?

Soluzione

Nello spazio servono 3 meno la dimensione.

  1. Un punto: 3 equazioni.
  2. Una retta: 2 equazioni.
  3. Un piano: 1 equazione.

Nel piano servono 2 meno la dimensione: una retta ha 1 equazione.

5 · Prodotto vettoriale e identità di Lagrange base

Siano e . (a) Calcola e verifica che è ortogonale a e a . (b) Verifica l'identità di Lagrange. (c) Quanto vale l'area del parallelogramma con lati e ? (d) Verifica che .

Soluzione

(a) Righe affiancate , , :

  • prima componente, copro la prima riga: ;
  • seconda, copro la seconda riga: , cambio segno: ;
  • terza, copro la terza riga: .

Quindi . Controlli: con dà , con dà .

(b) La lunghezza al quadrato del prodotto vettoriale è . Il prodotto scalare è , con quadrato 1. Le lunghezze al quadrato di e sono e . Infatti .

(c) L'area è .

(d) Per la dimostrazione della Proposizione 23.4 il determinante vale , positivo. Controllo diretto, sviluppando sulla terza colonna di :

6 · Il triangolo e il suo piano base

Siano , , . (a) Calcola l'area del triangolo . (b) Scrivi l'equazione cartesiana del piano che contiene i tre punti (è il punto 1 dell'esercizio 6 del foglio 4 del tutorato 2025).

Soluzione

(a) e . Righe affiancate , , :

È lungo : il parallelogramma ha area 7 e il triangolo, che ne è la metà, ha area .

(b) Il piano è , con vettore normale . Quindi , con :

Controllo: dà , dà . Dividendo per 6 si ottiene : i denominatori sono i punti in cui il piano taglia gli assi.

7 · Da parametrica a cartesiana base

Scrivi l'equazione cartesiana del piano .

Soluzione

Il vettore normale, con le righe affiancate , , :

Il piano è ; con il punto : . Risultato: .

Controllo con : il punto dà .

8 · Da cartesiana a parametrica base

Scrivi in forma parametrica la retta e controlla la direzione con il prodotto vettoriale dei vettori normali.

Soluzione

Sommando le due equazioni: , cioè . Nella prima: , cioè . Con :

Controllo: , con le righe affiancate , , , dà

proporzionale a . Il punto soddisfa e .

9 · Conti senza coordinate medio

Sai soltanto che . Calcola (a) ; (b) ; (c) ; (d) .

Soluzione

Servono solo le regole: scambio = cambio di segno, somme e multipli escono fuori, un vettore per sé stesso dà zero.

(a) .

(b) Sviluppo come un prodotto di binomi, mantenendo l'ordine dei fattori:

Ora e sono zero, e . Il risultato è .

(c) 0: il prodotto vettoriale è perpendicolare a (Proposizione 22.15).

(d) 0: è il prodotto vettoriale di un vettore con sé stesso.

10 · È la stessa retta? medio

Siano , e . Quali coincidono?

Soluzione

Uso la Proposizione 23.5.

  • e : le giaciture coincidono, perché . La differenza dei punti è , che sta nella giacitura. Quindi .
  • e : stessa giacitura, ma non è un multiplo di : la prima coordinata obbligherebbe il multiplo a essere zero. Quindi sono rette parallele distinte.

11 · Tre coppie di rette medio

Per ogni coppia decidi se le rette si incontrano; in caso affermativo trova il punto. (a) e . (b) L'asse , cioè , e . (c) e .

Soluzione

(a) Uguaglio: , , . Dalla seconda , dalla terza ; la prima dà , torna. Il punto comune è .

(b) Uguaglio: , , . La seconda equazione è impossibile: nessun punto comune. Le direzioni e non sono proporzionali, quindi le rette non sono parallele: sono sghembe.

(c) Le direzioni sono proporzionali: . Il punto sta sulla prima retta? Servirebbe dalla prima coordinata e dalla seconda: no. Quindi le rette sono parallele distinte e non si incontrano.

12 · Due piani che non si incontrano medio

Calcola l'intersezione dei piani e , prima con Rouché–Capelli e poi con un ragionamento geometrico. Che cosa cambia se al posto di c'è ?

Soluzione

Matrice completa e una mossa di Gauss:

La seconda riga dice : ha rango 1 ma la matrice completa ha rango 2, quindi l'intersezione è vuota.

Con le figure: i vettori normali e sono proporzionali, quindi i piani hanno la stessa giacitura, cioè sono paralleli. Dividendo la seconda equazione per viene , che non può valere insieme a .

Con al posto di 3 la seconda equazione diventa , cioè : è lo stesso piano, e l'intersezione è tutto il primo piano.

13 · Un piano che dipende da un parametro medio

Per ogni sia e sia . Per quali la retta interseca ? In quel caso, in quale punto?

Soluzione

Metto il punto generico nell'equazione: , cioè .

  • Se non è zero: e il punto è . Controllo: .
  • Se : l'equazione diventa , impossibile. La retta non tocca il piano .

Lettura con le giaciture: il prodotto scalare tra la direzione e la normale vale . Se non è zero la direzione è fuori dalla giacitura, e la Proposizione 23.10 garantisce l'incontro. Se la retta è parallela al piano; siccome l'origine, che sta sulla retta, non soddisfa , non lo tocca.

14 · Tre piani (appello del 15/01/2026, problema 12) tipo esame

Siano , e tre piani in . (1) Trovare il punto . (2) Trovare un vettore tale che . (3) Trovare due vettori e ortogonali tali che . (4) Trovare la proiezione ortogonale di sul piano .

Soluzione

(1) Tolgo la terza equazione dalla prima: , cioè e . Allora la prima dà e la seconda . Sommando: , , e quindi . . Controllo: , , .

(2) I primi due piani si incontrano in una retta, perché i vettori normali e non sono proporzionali, e la retta passa per . La sua direzione è perpendicolare a tutti e due i vettori normali: prendo il loro prodotto vettoriale, con le righe affiancate , , :

Controllo: e . Quindi la retta è .

(3) Il terzo piano passa per l'origine, quindi è un sottospazio vettoriale. Scelgo un vettore che soddisfa , per esempio . Per il secondo serve un vettore del piano, cioè perpendicolare alla normale , e perpendicolare a : il prodotto vettoriale fa proprio questo. Con le righe affiancate , , :

Prendo . Controlli: , quindi sta nel piano, e .

(4) Con la base ortogonale l'ombra è (lezione L21)

e ; e . Quindi

Controllo: è proporzionale alla normale del terzo piano, come deve essere.

15 · Una retta, due piani e un punto d'incontro tipo esame

Siano e . (1) Scrivi la retta nella forma . (2) Dimostra che e il piano sono incidenti. (3) Trova il punto di intersezione. (4) Scrivi l'equazione cartesiana del piano che contiene e l'origine.

Soluzione

(1) Sommo le equazioni: , quindi . Dalla prima . Con :

Controlli: dà e . Inoltre .

(2) Il prodotto scalare tra la direzione e la normale del terzo piano vale , non zero: la direzione non sta nella giacitura del piano. Quindi le due giaciture sommano a tutto lo spazio e, per la Proposizione 23.10, la retta e il piano si incontrano.

(3) Metto il punto generico nell'equazione: , cioè e . Il punto è . Controllo: , e sta anche sui primi due piani ( e ).

(4) Il piano contiene l'origine , il punto e la direzione : è . Il vettore normale, con le righe affiancate , , :

Passa per l'origine, quindi : il piano è . Controllo: dà e dà .

16 · Il prodotto triplo difficile

(a) Dimostra che per ogni vale (Martelli, Esercizio 9.1.8). (b) Deduci che sono linearmente dipendenti se e solo se . (c) Stabilisci se i punti , , , stanno su uno stesso piano.

Soluzione

(a) Scrivo , con il minore di senza la riga . Allora

È esattamente lo sviluppo di Laplace di sulla terza colonna: il cofattore di posto è , cioè , , . È lo stesso argomento della dimostrazione della Proposizione 22.15, dove al posto di c'era .

(b) Tre vettori dello spazio sono dipendenti esattamente quando il determinante della matrice che li ha in colonna è zero (lezioni L09–L10). Per (a) quel determinante è .

(c) I quattro punti stanno su un piano esattamente quando , , sono dipendenti. , , . Sviluppo sulla prima riga:

Stanno su un piano: infatti tutti e quattro soddisfano (per : ).

§13

Domande di ripasso

autoverifica

Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.

Che cosa dice l'identità di Lagrange?

La lunghezza al quadrato del prodotto vettoriale più il quadrato del prodotto scalare fa il prodotto delle lunghezze al quadrato (Proposizione 23.1). Si dimostra sviluppando i quadrati.

Perché la lunghezza di è l'area del parallelogramma con lati e ?

Mettendo nell'identità di Lagrange viene . Il seno non è negativo, perché l'angolo sta tra 0 e ; quindi resta , che è base per altezza.

Come si sceglie il verso di ? Che cos'è una base positiva?

Con la regola della mano destra: pollice sul primo vettore, indice sul secondo, il medio dà il verso. In formule: se i due vettori sono indipendenti, i due vettori e il loro prodotto, in colonna, danno un determinante positivo (Proposizione 23.4). Quel determinante vale proprio la lunghezza al quadrato del prodotto vettoriale.

Il prodotto vettoriale è commutativo? Associativo? Bilineare?

Scambiando i fattori cambia segno: . Le parentesi contano: , ma . Somme e multipli escono fuori in ciascuno dei due fattori.

Che differenza c'è tra forma cartesiana e forma parametrica?

La cartesiana è una prova: le equazioni dicono chi ci sta dentro, e servono a controllare se un punto ci sta. La parametrica è una ricetta: un punto e dei generatori, al variare dei parametri, e serve a produrre i punti e a leggere la dimensione.

Che cos'è un sottospazio affine? E la sua giacitura?

Un sottospazio vettoriale spostato: , cioè tutti i punti con in . è la giacitura, fatta delle differenze tra due punti dell'insieme; è un suo punto qualsiasi. La dimensione è quella di .

Quando e sono lo stesso sottospazio affine?

Esattamente quando e sta in (Proposizione 23.5).

Quanto vale la dimensione delle soluzioni di ?

Se e la matrice completa hanno lo stesso rango, le soluzioni formano un sottospazio affine di dimensione «numero delle incognite meno rango di ». Se la matrice completa ha rango più grande, non ci sono soluzioni (Rouché–Capelli).

Come si passa dalla forma parametrica alla cartesiana di un piano dello spazio, e perché funziona?

Si calcola il prodotto vettoriale dei due vettori della ricetta, che dà i numeri , e si trova mettendo il punto della ricetta in . Funziona perché il prodotto vettoriale è perpendicolare ai due vettori: il suo prodotto scalare con ogni punto del piano è sempre lo stesso numero.

Quante equazioni servono per una retta dello spazio? E per un piano?

Una retta ha dimensione 1: servono equazioni indipendenti. Un piano ha dimensione 2: basta equazione.

Come si calcola un'intersezione nei tre casi?

Due prove: si uniscono le equazioni. Una prova e una ricetta: si mette il punto generico della ricetta nelle equazioni. Due ricette: si uguagliano i punti generici, con parametri di nomi diversi, e si risolve il sistema controllando tutte le equazioni.

Perché l'intersezione di due sottospazi affini, se non è vuota, è un sottospazio affine?

Se è un punto comune, si scrivono tutti e due a partire da : e . Allora l'intersezione è , e è un sottospazio vettoriale.

Che cosa dice la Proposizione 23.10? Vale il contrario?

Se le due giaciture sommano a tutto lo spazio, i due insiemi si incontrano. Il contrario è falso: due rette dello spazio possono incontrarsi anche se le loro giaciture sommano solo a un piano, come l'asse e l'asse .

Che cosa sono due rette sghembe?

Due rette dello spazio che non si incontrano e non sono parallele, cioè con direzioni non proporzionali. Nel piano non esistono.

§14

Glossario

termini
Prodotto vettoriale
Il vettore , definito solo nello spazio a tre dimensioni.
Identità di Lagrange
(Proposizione 23.1).
Parallelogramma con lati e
La figura con vertici , , , ; la sua area è la lunghezza di .
Base positiva
Una base di tre vettori che, in colonna, danno un determinante positivo; per esempio con indipendenti.
Regola della mano destra
Pollice sul primo vettore, indice sul secondo: il medio indica il verso del prodotto vettoriale.
Anticommutatività
Scambiare i fattori cambia il segno: ; in particolare .
Bilinearità
Somme e multipli escono fuori, in ciascuno dei due fattori.
Forma cartesiana
La descrizione di un sottospazio con equazioni: una prova che dice chi ci sta dentro.
Forma parametrica
La descrizione di un sottospazio con un punto e dei generatori: una ricetta che produce i punti.
Sottospazio affine
Un sottospazio vettoriale spostato, : tutti i punti con in .
Giacitura
Il sottospazio vettoriale di un sottospazio affine : le direzioni in cui ci si muove restando dentro.
Dimensione di un sottospazio affine
La dimensione della giacitura; per le soluzioni di , numero delle incognite meno rango di .
Vettore normale
Per il piano , il vettore , perpendicolare a tutte le direzioni del piano.
Iperpiano
Un sottospazio affine di dimensione , del tipo con non nullo.
Classificatore lineare
Una regola che sceglie la classe di un vettore di dati secondo il segno di .
Sottospazi incidenti
Due sottospazi affini con almeno un punto in comune.
Sottospazi paralleli
Due sottospazi affini in cui la giacitura di uno sta dentro quella dell'altro (Martelli, §9.2.5).
Rette sghembe
Due rette dello spazio né incidenti né parallele.
§15

Checklist

0 su 10

Spunta quando sai fare la cosa senza guardare gli appunti. Le spunte restano salvate in questo browser.