1 · Riscaldamento: l'angolo acuto base
Due rette per l'origine hanno direzioni e . Che angolo formano?
Soluzione
- Il prodotto scalare è , le lunghezze e 1.
- Tolgo il segno: il coseno è .
- L'angolo tra le rette è . Tra i vettori sarebbe , ottuso.
Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L24
Quando due rette o due piani si incontrano si misura l'angolo che formano; quando non si incontrano si misura quanto sono lontani. La strada più corta tra due oggetti è sempre quella perpendicolare: da questa idea vengono tutte le formule della lezione, che all'esame diventano conti di poche righe.
Canali A, B e C
Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.
Pensa a due strade. Se si incrociano, la domanda naturale è: con che angolo? Se invece una passa su un cavalcavia sopra l'altra, non si toccano, ma non sono nemmeno parallele: la domanda naturale è quanto sono lontane, cioè l'altezza del cavalcavia. Nello spazio le rette del cavalcavia si chiamano sghembe.
La lezione L23 ha chiamato incidenti due sottospazi affini che si incontrano. Le dispense aprono la lezione 24 così: per due sottospazi incidenti si studia l'angolo, per due sottospazi che non si incontrano la distanza.
| Coppia | Se si incontrano | Se non si incontrano |
|---|---|---|
| due rette | angolo (Definizione 24.1) | distanza (Definizione 24.13) |
| retta e piano | angolo (Definizione 24.2) | distanza (oltre le dispense: vedi la sezione sul piano) |
| due piani | angolo diedrale (Definizione 24.6) | distanza (oltre le dispense) |
| un punto e una retta o un piano | distanza zero | distanza (Definizioni 24.10 e 24.16) |
Tutto si basa sul prodotto scalare di tutti i giorni e sulla lezione L20. In particolare l'angolo tra due vettori non nulli è l'angolo tra 0 e il cui coseno è il prodotto scalare diviso il prodotto delle lunghezze (Definizione 20.12):
L'angolo è acuto, retto o ottuso a seconda che il prodotto scalare sia positivo, zero o negativo.
Senza calcolatrice, questi valori vanno riconosciuti al volo:
| Angolo | In gradi | ||
|---|---|---|---|
La colonna del seno serve per la scorciatoia dell'angolo tra una retta e un piano, più avanti. Per gli altri valori la risposta resta scritta con l'arcocoseno: nei quiz d'esame compaiono proprio risposte come o .
Prova tu
La distanza: non si incontrano. Sono due rette parallele.
Da ricordare
Le dispense trattano tre casi: due rette, una retta e un piano, due piani. Il primo è il più diretto: si guarda l'angolo tra le direzioni.
Definizione 24.1 · Angolo tra rette
Siano e due rette in che si intersecano in un punto . Abbiamo e , e definiamo l'angolo fra e come l'angolo formato da e .
Come si legge.
Siccome , scegliere l'angolo acuto vuol dire togliere il segno al prodotto scalare:
Esempio · Due rette che formano un angolo di
Le rette e passano tutte e due per . Con e :
Esempio · Quando il conto dà un angolo ottuso
Le rette per l'origine con direzioni e : il coseno è , cioè , ottuso. L'angolo tra le rette è : lo stesso che si ottiene togliendo il segno, .
Trappola · Angolo tra vettori e angolo tra rette
Tra due vettori l'angolo può essere ottuso. Tra due rette no: il risultato sta tra 0 e . Se trovi un coseno negativo, stai guardando l'angolo tra i vettori: togli il segno meno.
Prova tu
Il prodotto scalare è 0: l'angolo è retto, .
Da ricordare
Immagina un'asta piantata storta nel pavimento. L'angolo con il pavimento si misura guardando l'ombra dell'asta quando il sole è esattamente sopra. L'ombra è la proiezione ortogonale dell'asta sul pavimento (lezione L21), e l'angolo cercato è quello tra l'asta e la sua ombra. Le dispense lo scrivono così.
Definizione 24.2 · Angolo tra retta e piano
Siano una retta e un piano che si intersecano in un punto . Definiamo l'angolo fra e nel modo seguente. Trasliamo l'origine in modo che . A questo punto è un sottospazio vettoriale e definiamo il vettore facendo la proiezione ortogonale di su . Se poniamo , altrimenti definiamo come l'angolo fra e .
Come si legge.
L'angolo così è sempre acuto o retto. Il resto è perpendicolare all'ombra, quindi il prodotto scalare tra e la sua ombra è la lunghezza al quadrato dell'ombra, mai negativa.
Per calcolare l'ombra, le dispense ricordano la formula della lezione L21: con una base ortogonale del piano, che si trova sempre con Gram–Schmidt,
Ecco l'esempio delle dispense.
Esempio 24.3
Prendiamo e il vettore . Cerchiamo prima una base ortogonale per e troviamo ad esempio
A questo punto determiniamo la proiezione ortogonale su di un generico vettore di con la formula precedente:
Quindi la matrice associata a nella base canonica è
Con questa matrice possiamo calcolare la proiezione ortogonale su di qualsiasi vettore di . In particolare , e allora l'angolo fra e è
che corrisponde a un angolo di circa .
Esempio · i passaggi dell'Esempio 24.3
Con la calcolatrice di Gauss puoi rifare il punto 1 con Gram–Schmidt: le righe sono due vettori qualsiasi del piano, e . Controlla che soddisfano . Lo strumento trova e nella base finale lo riscrive senza frazioni come : è proprio il delle dispense.
Il piano ha una direzione speciale che non sta dentro di lui: quella del vettore normale. L'angolo con il piano e l'angolo con la normale, insieme, fanno un angolo retto. Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 24.4
L'angolo fra e il piano e l'angolo fra e il vettore ortogonale a che forma un angolo acuto con si sommano a .
Come si legge. Se l'asta forma 30° con il pavimento, forma 60° con la verticale. Si usa la normale che forma un angolo acuto con l'asta, cioè quella che punta dalla stessa parte.
Le dispense rifanno così l'esempio di prima.
Esempio 24.5
Nell'esempio di prima possiamo calcolare l'angolo anche come , dove è l'angolo fra e il vettore , che è ortogonale a . Allora
Otteniamo lo stesso risultato.
Perché e non , che è il vettore dei numeri dell'equazione? Perché la proposizione chiede la normale che forma un angolo acuto con : con il prodotto scalare è , con è . Togliendo il segno al prodotto scalare il problema sparisce.
Oltre le dispense · Due formule senza Gram–Schmidt
L'ombra su un piano. Se è un vettore normale del piano, l'ombra di è meno la sua ombra sulla normale:
Nell'Esempio 24.3: , come prima.
L'angolo tra retta e piano in una riga. Dalla Proposizione 24.4 e dal punto 4 della dimostrazione:
Nell'Esempio 24.3: , quindi . È lo stesso angolo di , perché .
Metodo · L'angolo tra una retta e un piano
Prova tu
La normale è : , quindi l'angolo è .
Da ricordare
Apri un libro a metà: le due metà della copertina sono due piani che si incontrano nella retta della costola. L'apertura del libro si misura guardando dall'alto, cioè tagliando con un piano perpendicolare alla costola: il taglio è fatto di due segmenti, e l'angolo tra quei segmenti è l'apertura. Le dispense lo scrivono così.
Definizione 24.6 · Angolo tra piani
Siano e due piani che si intersecano in una retta . L'angolo (diedrale) fra e è definito nel modo seguente: si prendono due rette e incidenti ed entrambe ortogonali a ; l'angolo diedrale fra e è per definizione l'angolo fra e . Si ottengono in realtà due angoli e , e scegliamo come sempre quello acuto (o retto).
Come si legge. «Diedrale» vuol dire «tra due facce». Si prende in ciascun piano una retta perpendicolare alla costola, e si misura l'angolo tra queste due rette.
La definizione è chiara nel disegno ma scomoda nei conti. Le dispense la trasformano in un conto con i vettori normali.
Proposizione 24.7
Siano e due vettori non nulli ortogonali a e . L'angolo fra e è uguale all'angolo acuto (o retto) fra le rette generate da e .
Come si legge. Per misurare l'apertura del libro basta misurare l'angolo tra le due frecce perpendicolari alle copertine.
L'idea · Perché si possono usare le normali
Guarda tutto nel piano del taglio, perpendicolare alla costola. Lì dentro stanno le due rette della definizione, e stanno anche le due normali, che sono perpendicolari alla costola perché la costola sta in tutti e due i piani. In quel piano ogni normale è perpendicolare alla retta della sua copertina: girare due rette di un angolo retto non cambia l'angolo tra loro. Il libro di Martelli lascia questo fatto come esercizio (Esercizio 9.2.34).
Quindi per due piani e l'angolo diedrale si calcola con i vettori dei numeri delle due equazioni:
Esempio 24.8
I piani e formano un angolo
Questo corrisponde a un angolo di circa .
I conti: il prodotto scalare è , e le due lunghezze sono . Il coseno non è un valore notevole: la risposta si lascia come . Nota che i numeri a destra, 3 e 9, non servono: l'angolo dipende solo dalle giaciture.
Esempio · Due piani perpendicolari
I due piani dell'Esempio 23.9, e , hanno normali e , con prodotto scalare : il coseno è zero e i piani sono perpendicolari.
Trappola · Normali proporzionali
Se le normali sono proporzionali, per esempio e , il conto darebbe coseno 1: i piani sono paralleli, e non si incontrano oppure coincidono. Non ha senso parlare di angolo diedrale: si calcola la distanza.
Prova tu
Le normali e hanno prodotto scalare zero: l'angolo è retto.
Da ricordare
Le dispense definiscono la distanza tra due sottospazi affini dello spazio. Se si incontrano la distanza è zero; se non si incontrano è positiva, e si definisce caso per caso. L'idea è sempre la stessa: si cerca il segmento più corto che li collega, ed è sempre quello perpendicolare. Per due punti, la distanza è quella della lezione L20.
Definizione 24.9 · Distanza fra punti
Come già sappiamo, la distanza fra due punti è definita usando la norma:
Come si legge. La distanza tra due punti è la lunghezza del vettore che va dall'uno all'altro. Per esempio da a il vettore è , lungo .
Per un punto e una retta si scende in perpendicolare. Le dispense lo scrivono così.
Definizione 24.10 · Distanza fra punto e retta
La distanza fra un punto e una retta nello spazio è definita nel modo seguente. Tracciamo (Figura 10 delle dispense) la perpendicolare a passante per e definiamo
Come si legge. Da si scende sulla retta in perpendicolare: il punto d'arrivo si chiama piede della perpendicolare, ed è il punto della retta più vicino a . La distanza è la lunghezza di quel segmento.
Se la retta è data con la ricetta , la distanza si calcola senza cercare , con il prodotto vettoriale. Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 24.11
Vale l'uguaglianza
Come si legge. La distanza è l'area di un parallelogramma divisa per la sua base. La dimostrazione delle dispense calcola la stessa area in due modi.
Ecco l'esempio delle dispense.
Esempio 24.12
Prendiamo il punto e la retta
La distanza fra e è
Esempio · i passaggi dell'Esempio 24.12
Oltre le dispense · Il piede della perpendicolare, e un controllo
Il punto si trova proiettando sulla retta (lezione L21):
Nell'Esempio 24.12: e , quindi . Allora , lungo : la stessa distanza. Controllo che sia perpendicolare alla retta: .
Trappola · Si divide per la lunghezza, non per il suo quadrato
Nella formula c'è la lunghezza di al denominatore, non il suo quadrato, che compare invece nella proiezione. E il vettore va da un punto della retta al punto : usare al posto di dà un risultato sbagliato, a meno che la retta passi per l'origine.
Prova tu
Il piede è l'origine: la distanza è 5. Con la formula: , lungo 5, diviso per 1.
Da ricordare
Due rette che non si incontrano sono parallele oppure sghembe. In tutti e due i casi c'è una retta che le taglia perpendicolarmente tutte e due: il «pilone» del cavalcavia. Le dispense lo scrivono così.
Definizione 24.13 · Distanza fra rette
La distanza fra due rette ed disgiunte nel piano o nello spazio è definita nel modo seguente. Le due rette e sono parallele o sghembe. In entrambi i casi troviamo una retta perpendicolare a entrambe. Definiamo quindi
Come si legge.
Con le rette date dalle ricette e , la distanza si calcola in fretta.
Rette parallele. La distanza è quella di un punto della prima dalla seconda: si prende e si usa la Proposizione 24.11.
Esempio · Due rette parallele
e hanno la stessa direzione, e l'origine, che sta sulla prima, non sta sulla seconda. Con , e :
Nel piano sono le rette e : in verticale distano 1, ma il segmento perpendicolare, che misura la distanza vera, è più corto.
Rette sghembe. Qui serve un volume al posto dell'area (Figura 11 delle dispense). Le dispense lo scrivono così.
Proposizione 24.14
Se e sono sghembe, vale la formula
Come si legge. La distanza è il volume di una scatola divisa per l'area della sua base. Il ragionamento è lo stesso della Proposizione 24.11, una dimensione più su.
Ecco l'esempio delle dispense.
Esempio 24.15
Calcoliamo la distanza fra le rette sghembe
Questa è
Esempio · i passaggi dell'Esempio 24.15
Oltre le dispense · Il determinante dice anche se due rette si incontrano
Due rette qualsiasi stanno su uno stesso piano, cioè si incontrano o sono parallele, esattamente quando (Martelli, Proposizione 9.2.41). Il determinante è zero esattamente quando i tre vettori stanno in uno stesso piano. Ne viene una ricetta completa:
Siccome il determinante è (prodotto triplo, lezione L23), conviene calcolare prima : serve sia sopra sia sotto.
Prova tu
Direzioni e , con prodotto vettoriale . Con il prodotto triplo è 3: la distanza è . Una retta passa 3 piani sopra l'altra.
Da ricordare
Da un punto a un piano si scende in perpendicolare, come da un punto al pavimento. Le dispense lo scrivono così.
Definizione 24.16 · Distanza fra punto e piano
La distanza fra un punto e un piano nello spazio è definita in modo simile a quanto già visto: si traccia la perpendicolare a passante per e si definisce
Come si legge. La retta perpendicolare al piano per ha la direzione della normale; dove tocca il piano c'è il piede . La distanza è la lunghezza del segmento da a .
Se il piano è dato con l'equazione, c'è una formula che non richiede di trovare . Le dispense la scrivono così.
Proposizione 24.17
Se e , vale
Come si legge.
Ecco l'esempio delle dispense.
Esempio 24.18
Prendiamo il piano e il punto seguenti in :
Applicando la formula troviamo
I conti: sopra , senza segno 3; sotto . Infine .
Lo strumento disegna il piano, il vettore normale , il punto e il piede della perpendicolare , che nelle dispense si chiama . Deve darti una distanza di circa 1,225, cioè , e . Prova a spostare parallelo al piano, per esempio in : scrivi 3 3 -2. Hai aggiunto , che soddisfa e quindi sta nella giacitura: la distanza non cambia. Poi moltiplica l'equazione per 2, scrivendo 4 -2 2 = 8: anche così la distanza resta la stessa.
Oltre le dispense · Il piede della perpendicolare e altre due distanze
Il piede . Partendo da ci si muove lungo la normale fino al piano:
Nell'Esempio 24.18: . Controllo: .
Due piani paralleli e , con gli stessi numeri davanti: la distanza è . Basta prendere un punto del primo e usare la Proposizione 24.17.
Una retta parallela a un piano: tutti i suoi punti hanno la stessa distanza dal piano, quindi basta uno qualsiasi.
Oltre le dispense · Tutte le formule in una tabella
Notazioni: , , piano con normale .
| Che cosa | Formula | Dove |
|---|---|---|
| angolo tra rette che si incontrano | Def. 24.1 | |
| angolo tra retta e piano | angolo tra e ; | Def. 24.2, Prop. 24.4 |
| angolo tra piani | Prop. 24.7 | |
| punto e punto | Def. 24.9 | |
| punto e retta | Prop. 24.11 | |
| rette parallele | Def. 24.13 | |
| rette sghembe | Prop. 24.14 | |
| punto e piano | Prop. 24.17 | |
| piani paralleli | , con gli stessi numeri davanti | oltre le dispense |
Oltre le dispense · Dove trovarlo nel libro
Nel libro di Martelli: angoli tra rette, tra retta e piano e tra piani nel §9.2.9 (pp. 285–287, con la Proposizione 9.2.33: tra tutte le rette del piano per , quella proiettata forma l'angolo più piccolo con ); distanze nel §9.2.10 (pp. 287–291: Proposizioni 9.2.36, 9.2.39, 9.2.41 e 9.2.42, che sono le nostre 24.11, 24.14, il criterio delle rette su uno stesso piano e 24.17). Norma, angolo tra vettori, distanza e proiezione ortogonale sono nel §8.1 (pp. 240–245); il volume del parallelepipedo nella Proposizione 9.1.9 (p. 271); le rette perpendicolari a un piano o a una retta nel §9.2.6 (pp. 279–281).
Prova tu
Con la formula: . È l'altezza del punto.
Da ricordare
| Simbolo | Si legge | Vuol dire | Esempio |
|---|---|---|---|
| , | «theta», «alfa» | angoli | |
| «valore assoluto del prodotto scalare» | il prodotto scalare senza segno | ||
| , | «arcocoseno», «arcoseno» | dal coseno, o dal seno, all'angolo | |
| «proiezione di vu sul piano» | l'ombra di sul piano | ||
| «vettore normale» | la freccia perpendicolare al piano | per , | |
| «distanza tra pi e qu» | la lunghezza di | ||
| , | «distanza del punto dalla retta», «dal piano» | la lunghezza del segmento perpendicolare | |
| «distanza tra le due rette» | la lunghezza della perpendicolare comune | ||
| «determinante delle tre colonne» | con segno, il volume della scatola con quei tre spigoli |
La prova di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla, con 5 risposte e una sola giusta. Ci sono poi 2 problemi da 11 punti, corretti solo con almeno 6 risposte giuste. Dura 2 ore, senza calcolatrice, e si può portare solo un foglio da 4 facciate scritto a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01/2027 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.
Che cosa di questa lezione compare negli appelli 2023–2026. Angoli e distanze sono presenti in quasi ogni appello.
Appello del 07/09/2026, domanda 7. Il testo: «La distanza tra le rette e è: (a) ; (b) ; (c) ; (d) ; (e) ».
In pratica chiede: due rette, quanto è lungo il loro pilone? Prima bisogna capire se sono parallele, se si incontrano o se sono sghembe.
Esempio · la soluzione, passo per passo
Passo 1: le direzioni. e non sono proporzionali: le rette non sono parallele.
Passo 2: il vettore tra i due punti. .
Passo 3: il prodotto vettoriale. Con le righe affiancate , , :
lungo .
Passo 4: il prodotto triplo. . Non è zero: le rette sono sghembe.
Passo 5: la distanza. : risposta (b). Qui serve davvero togliere la radice dal denominatore, come nella lezione L01: senza, non la riconosci tra le risposte.
Conta all'esame · Appello del 10/07/2025, domanda 8
L'angolo tra il piano e la retta è: (a) ; (b) ; (c) ; (d) ; (e) .
Soluzione. e , con prodotto scalare 2, non zero: la retta non è parallela al piano, quindi (b) è esclusa.
Le risposte (a) e (d) sono trappole: è il seno dell'angolo, non l'angolo. La (c) è l'angolo con la normale.
Metodo · Distanza tra due rette, in quattro righe
Metodo · L'angolo tra retta e piano nei problemi aperti
I problemi chiedono spesso, nell'ordine: trovare la retta, come intersezione di due piani (lezione L23); mostrare che incontra il piano; calcolare l'ombra della direzione sul piano; infine l'angolo. Il punto «ombra» prepara proprio la Definizione 24.2: trovata l'ombra, l'angolo ha coseno . Se il testo chiede il coseno dell'angolo, come il 03/06/2026, fermati al coseno.
Errori da evitare.
Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate
Da questa lezione: la tabella delle formule (nella sezione sul piano) e la tabella dei coseni notevoli. Poi la ricetta «parallele, incidenti o sghembe» con il determinante, e la formula del piede della perpendicolare su un piano.
Due rette per l'origine hanno direzioni e . Che angolo formano?
Quanto dista il punto dal piano ? E dal piano ?
Il piano è . La retta con direzione è perpendicolare o parallela al piano? E quella con direzione ?
La normale è .
Quanto dista il punto dall'asse ?
(a) Le rette e si incontrano in : calcola l'angolo. (b) Stessa domanda per le rette per l'origine con direzioni e . (c) Stessa domanda per le rette per l'origine con direzioni e .
(a) Il prodotto scalare è 1, le lunghezze e : il coseno è e l'angolo .
(b) Il prodotto scalare è , le lunghezze 3 e 3: il coseno tra i vettori è , ottuso. Tra le rette si toglie il segno: l'angolo è .
(c) Il prodotto scalare è , le lunghezze e : il coseno è , quindi l'angolo è , circa 35,3°, lo stesso numero dell'Esempio 24.3.
Calcola l'angolo diedrale fra i piani e (sono i piani dell'appello del 24/01/2024). Poi scrivi un piano per l'origine perpendicolare a entrambi.
Le normali sono e , con prodotto scalare e lunghezze e . Il coseno è , e l'angolo .
Due piani sono perpendicolari quando le loro normali sono perpendicolari. Serve quindi una normale perpendicolare a e a , per esempio il loro prodotto vettoriale:
Il piano va bene. Siccome è anche la direzione della retta comune ai due piani, questo è il piano per l'origine perpendicolare alla costola: il «taglio» della Definizione 24.6.
Siano e . Calcola con la Proposizione 24.11 e poi trovando il piede della perpendicolare .
Con la formula. e . Con le righe affiancate , , :
La distanza è , perché è lungo 3.
Con il piede. . Allora , perpendicolare a perché , e lungo . Stesso risultato.
Per il piano e il punto dell'Esempio 24.18: (a) trova il piede della perpendicolare; (b) verifica che ; (c) scrivi in forma parametrica la retta perpendicolare a passante per .
(c) La retta perpendicolare ha la direzione della normale: .
(a) Il piede è dove questa retta tocca il piano. Metto nell'equazione: , cioè e . Quindi .
(b) , lungo .
Calcola l'angolo fra il piano e la retta : (a) con la proiezione della Definizione 24.2; (b) con la Proposizione 24.4. Controlla che i risultati coincidano.
La retta incontra il piano nell'origine.
(a) Ombra con la formula della normale : il prodotto di con è , e , quindi
Il prodotto di con l'ombra è ; è lungo , l'ombra . Allora
(b) , quindi l'angolo è .
Coincidono: , quindi . Un angolo acuto è deciso dal suo seno.
(a) Calcola la distanza fra le rette parallele e . (b) Calcola la distanza fra i piani e .
(a) Le direzioni sono proporzionali: . Prendo sulla prima e calcolo la sua distanza dalla seconda, con e direzione . Allora e
lungo . La distanza è .
(b) Prima rendo uguali i numeri davanti: dividendo per 2, il secondo piano è . Ora la distanza è . Senza dividere, il conto sbagliato «» darebbe .
Siano e . Stabilisci se sono incidenti, parallele o sghembe e calcola la loro distanza.
Le direzioni e non sono proporzionali: le rette non sono parallele. Poi e
Il prodotto triplo è , non zero: le rette sono sghembe. La distanza è
Siano e due piani in . (1) Calcolare la retta in forma . (2) Dimostrare che e il piano sono incidenti. (3) Calcolare l'angolo fra e il piano . (4) Calcolare la distanza fra e la retta .
(1) La seconda equazione, divisa per 2, dà , cioè . Nella prima: , cioè . Con :
Controllo: soddisfa e ; la direzione è proporzionale a .
(2) La normale del terzo piano è , e il suo prodotto con la direzione è 2, non zero. La direzione non sta nella giacitura del piano, quindi le giaciture sommano a tutto lo spazio e, per la Proposizione 23.10, la retta e il piano si incontrano. Il punto: dà , cioè .
(3) L'ombra della direzione sulla giacitura del piano:
Allora , e l'angolo è , circa 54,7°. Controllo con la normale: , e .
(4) Le direzioni e non sono proporzionali; .
lungo . Il prodotto triplo è , non zero: le rette sono sghembe, e la distanza è .
Siano e , e sia . (1) Calcola una base ortogonale di . (2) Calcola la proiezione ortogonale di su . (3) Calcola il punto di intersezione e l'angolo di intersezione fra la retta e il piano .
(1) Gram–Schmidt: e
Base ortogonale: e , o più comodo .
(2) L'ombra di è . Controllo: meno l'ombra è , perpendicolare a e a .
(3) Il piano ha normale , cioè è il piano . Il punto generico della retta è : dà , e il punto è . L'angolo è quello tra e la sua ombra:
quindi l'angolo è . Controllo con la normale : . È lo stesso schema dei problemi 12 degli appelli del 10/06/2024, del 03/06/2026 e del 07/09/2026.
Siano e (Martelli, Esempio 9.2.28). (a) Calcola con la Proposizione 24.14. (b) Trova i punti e tali che il segmento sia perpendicolare a entrambe le rette, e verifica che .
(a) , , . Prodotto vettoriale:
lungo . Il prodotto triplo è . Quindi la distanza è .
(b) Il punto generico della prima retta è , quello della seconda . Il vettore deve essere perpendicolare a e a :
Dalla seconda ; nella prima , cioè e . Quindi
è proporzionale a , come deve essere, ed è lungo : coincide con (a). La perpendicolare comune è la retta , la stessa trovata da Martelli.
(a) Trova i piani paralleli a che hanno distanza da . (b) Trova i punti della retta che hanno distanza dal piano .
(a) Un piano parallelo ha la forma , con la stessa normale. La sua distanza dal primo è ; deve valere 2, quindi , cioè oppure . I piani sono e , uno per parte.
(b) Il punto dista dal piano. Deve valere , quindi oppure . I punti sono e .
Per due sottospazi affini che si incontrano si calcola l'angolo; per due che non si incontrano la distanza. Se si incontrano, la distanza è zero.
È l'angolo tra le direzioni (Definizione 24.1). Girando una direzione nel verso opposto l'angolo diventa il suo supplementare, quindi la scelta non è unica: si prende sempre quello acuto o retto, togliendo il segno al prodotto scalare.
Si sposta l'origine nel punto d'incontro, si proietta la direzione della retta sul piano e si prende l'angolo tra la direzione e la sua ombra. Se l'ombra è nulla, l'angolo è retto (Definizione 24.2).
L'angolo con il piano e l'angolo con la normale che punta dalla stessa parte sommano a un angolo retto. Serve a evitare la proiezione: il seno dell'angolo con il piano è il prodotto scalare con la normale, senza segno, diviso il prodotto delle lunghezze.
È l'angolo acuto, o retto, tra le rette dei vettori normali (Proposizione 24.7). Per piani dati con l'equazione, tra i vettori dei numeri davanti alle incognite.
È la distanza tra il punto e il piede della perpendicolare alla retta (Definizione 24.10). Con la retta è (Proposizione 24.11).
L'area del parallelogramma con lati e si calcola in due modi: con il prodotto vettoriale, e come base per altezza. La base è la lunghezza di , l'altezza è la distanza.
Parallele: è la distanza di un punto di una dall'altra. Sghembe: il prodotto triplo senza segno diviso la lunghezza di (Proposizione 24.14), cioè il volume della scatola diviso l'area della base.
Se le direzioni sono proporzionali sono parallele, o coincidono. Altrimenti si calcola : se è zero si incontrano, se no sono sghembe.
(Proposizione 24.17). Si prende un punto qualsiasi del piano e si proietta sulla normale il vettore che va da lui al punto dato.
Si scrivono con gli stessi numeri davanti, e ; la distanza è .
Perpendicolare quando la sua direzione è proporzionale al vettore normale. Parallela, o contenuta, quando la direzione è perpendicolare al vettore normale, cioè il loro prodotto scalare è zero.
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