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Appunti di InformaticaUniTo · 2026/27

Parte 2 (modB) · Algebra lineare e Geometria · Canali A, B e C · Lezione L25

Teorema spettrale I

Come si misurano le lunghezze quando i vettori sono fatti di numeri complessi: il prodotto scalare non basta più e va corretto. Poi due personaggi che vanno d'accordo con il prodotto nuovo: le matrici hermitiane e le applicazioni autoaggiunte. Sono gli attrezzi del teorema spettrale della prossima lezione, e nel quiz dell'esame compaiono spesso.

Dispense
lezione 25 · pp. 129–133
Libro
Martelli, §11.1 e §11.2
Docenti
Reto Buzano e Marco Radeschi · A.A. 2026/27
Tempo di studio
2–3 ore, anche in più volte
  • Definizione o risultato da sapere
  • Trappola / errore tipico
  • Conta all'esame
  • Oltre le dispense
  • Esempio svolto
  • L'idea e il metodo, passo per passo
  • Da ricordare
  • Ripasso

La lezione in 7 punti

  • I vettori di questa lezione sono liste di numeri complessi, cioè numeri con la , il numero per cui . Con loro il prodotto scalare delle lezioni L19–L21 non misura più le lunghezze: serve un prodotto nuovo.
  • Il prodotto nuovo si chiama prodotto hermitiano. È quello di prima con una correzione: ai numeri del secondo vettore si cambia il segno davanti alla . Questa operazione si chiama coniugare. Così la lunghezza di un vettore torna a essere un numero reale e positivo.
  • Un prodotto hermitiano ha tre regole. La più importante: se scambi i due vettori, il risultato si coniuga. Una conseguenza: un numero che moltiplica il secondo vettore esce dal prodotto coniugato.
  • Una matrice hermitiana è una tabella quadrata in cui la diagonale è fatta di numeri reali e ogni altro numero è il coniugato del suo «specchio» dall'altra parte della diagonale. Se tutti i numeri sono reali, è una matrice simmetrica.
  • Un'applicazione lineare, cioè una macchina che trasforma vettori in vettori, è autoaggiunta quando dentro il prodotto si può spostare da un vettore all'altro senza cambiare il risultato. Si riconosce dalla matrice: simmetrica con i numeri reali, hermitiana con i complessi.
  • Un sottospazio invariante è una stanza da cui la macchina non fa uscire nessun vettore. Se la macchina è autoaggiunta e una stanza è invariante, lo è anche la stanza di tutti i vettori perpendicolari alla prima.
  • All'esame questa lezione vale di solito una domanda del quiz: c'è in 9 dei 15 appelli dal 2024 al 2026. Si chiede di riconoscere un prodotto hermitiano, una matrice hermitiana o un'applicazione autoaggiunta. Il metodo è sempre «guarda la matrice».

Canali A, B e C

Le dispense di Algebra lineare e Geometria sono le stesse per i canali A, B e C (Buzano insegna nei canali A e B, Radeschi nei canali B e C), quindi questi appunti valgono per tutti e tre. Cambiano solo i giorni delle lezioni: gli avvisi sono sulla pagina Moodle del corso (MDAG2, id 3831). Esame e quiz sono comuni.

§1

Misurare i vettori complessi: che cosa si rompe

p. 129

Fin qui i vettori erano liste di numeri reali, e per misurarli bastava il prodotto scalare. In questa sezione ripassiamo quel prodotto e i numeri complessi. Poi guardiamo che cosa va storto quando si mettono insieme, e come si rimedia.

Da dove partiamo: il conto della spesa

Al mercato compri 2 chili di mele e 1 chilo di pere. Le mele costano 3 euro al chilo, le pere 4. Quanto spendi?

Hai messo in fila le quantità, 2 e 1, e i prezzi, 3 e 4. Hai moltiplicato i numeri nello stesso posto e hai sommato. Questo conto si chiama prodotto scalare (lezione L19): da due liste di numeri tira fuori un numero solo.

Ripasso · prodotto scalare, lunghezza, perpendicolari (lezioni L19–L21)

Un vettore è una lista di numeri, per esempio . Puoi leggerlo come uno spostamento su una mappa a quadretti: 3 passi a destra e 4 in su.

Il prodotto scalare di due vettori si scrive con due parentesi a punta, , e si legge «prodotto di e ». Si moltiplicano i numeri nello stesso posto e si somma:

La lunghezza di un vettore si trova in due passi. Primo passo: il prodotto del vettore con sé stesso. Secondo passo: la radice quadrata.

È il teorema di Pitagora: 3 passi a destra e 4 in su ti portano a 5 passi dal punto di partenza.

Due vettori sono perpendicolari quando il loro prodotto scalare fa 0:

La cosa da tenere a mente è questa: la lunghezza viene dal prodotto di un vettore con sé stesso. Se quel prodotto dà un numero strano, la lunghezza non ha più senso.

I numeri complessi, in breve

Ripasso · i numeri complessi (lezione L02)

Nessun numero reale, moltiplicato per sé stesso, dà un risultato negativo: , e anche . Per questo si aggiunge un numero nuovo, che si chiama , con questa proprietà:

La scrittura vuol dire . Quindi .

Un numero complesso è un numero reale più un multiplo di . Per esempio : il 3 è la parte reale, il 2 è la parte immaginaria. Puoi pensarlo come un punto su un foglio a quadretti: 3 passi a destra e 2 in su.

I numeri reali sono numeri complessi senza la parte con la : per esempio .

I conti si fanno come con una lettera qualsiasi. In più, ogni volta che compare , al suo posto scrivi :

L'insieme di tutti i numeri complessi si indica con e si legge «ci». L'insieme dei numeri reali si indica con e si legge «erre».

Il coniugato: cambiare il segno davanti alla i

Prendi un numero complesso e cambia il segno davanti alla . Il numero che ottieni si chiama coniugato del primo.

NumeroIl suo coniugatoChe cosa è successo
il più davanti a è diventato meno
il meno è diventato più
c'è solo la parte con la , e cambia segno
come sopra
non c'è nessuna : niente da cambiare

Il coniugato si scrive con una lineetta sopra. Se il numero si chiama , il suo coniugato è e si legge «zeta coniugato». Quando sotto c'è un'espressione lunga, la lineetta la copre tutta:

L'ultima riga della tabella dice una cosa importante: un numero reale è uguale al suo coniugato. Vale anche il contrario. Se un numero è uguale al suo coniugato, la parte con la deve essere zero, quindi il numero è reale.

Guarda la figura: sul foglio a quadretti il coniugato è l'immagine allo specchio. Lo specchio è la riga orizzontale.

1234−2−112realeimmaginaria
Il coniugato è l'immagine allo specchio rispetto alla riga orizzontale: diventa

Un numero per il suo coniugato

Ecco il fatto su cui si regge tutta la lezione. Moltiplichiamo un numero complesso per il suo coniugato:

Si moltiplica ogni pezzo della prima parentesi per ogni pezzo della seconda. I pezzi sono quattro.

PezzoContoRisultato

La somma dei quattro pezzi:

I due pezzi con la si cancellano. Resta : il quadrato della parte reale più il quadrato della parte immaginaria. Succede con ogni numero complesso, non solo con questo.

L'idea

Un numero complesso per il suo coniugato dà sempre un numero reale e mai negativo. Dà zero solo quando il numero di partenza è zero.

Questo risultato ha un significato sul foglio a quadretti. Il punto sta 3 passi a destra e 2 in su. Per il teorema di Pitagora, è il quadrato della sua distanza dal punto di partenza.

La distanza di un numero complesso dal punto di partenza si chiama modulo. Si scrive con due barre verticali: si legge «modulo di zeta». Il fatto di prima diventa:

A parole: un numero per il suo coniugato è il quadrato del suo modulo. Un esempio: il modulo di è 5, perché e la radice di 25 è 5.

Servono ancora quattro regole sul coniugato. Le controlliamo con due numeri: e . I loro coniugati sono e .

Regola a paroleCon i simboliControllo con i numeri
il coniugato di una somma è la somma dei coniugatila somma è , con coniugato ; e
il coniugato di un prodotto è il prodotto dei coniugatiil prodotto è , con coniugato ; e
coniugare due volte riporta al numero di partenzada a , e poi di nuovo a
un numero è reale esattamente quando è uguale al suo coniugato, mentre

Vettori fatti di numeri complessi

Un vettore può contenere numeri complessi al posto dei numeri reali. Tre esempi:

Ognuno è una lista di due numeri complessi. L'insieme di tutte le liste di due numeri complessi si scrive e si legge «ci due». Con tre numeri si scrive . Con numeri si scrive , «ci alla enne».

Per dire che un vettore è una di quelle liste si usa il simbolo , che si legge «appartiene a». La scrittura vuol dire: il vettore è una lista di due numeri complessi.

I numeri di un vettore si indicano con un numerino in basso. Se il vettore si chiama , il suo primo numero è («ics uno») e il secondo è («ics due»). Per vale e .

Qui l'immagine dello spostamento sulla mappa non regge più. Un solo numero complesso occupa già un foglio intero, e un vettore di ne contiene due. Non si può disegnare come una freccia. Resta l'altra immagine: una lista di numeri. I conti si fanno come prima: si somma posto per posto, e si moltiplica ogni numero della lista per lo stesso numero.

Il vecchio conto dà lunghezze impossibili

Proviamo a misurare il vettore con il conto della spesa. Per la lunghezza serve il prodotto del vettore con sé stesso:

Il vettore non è fatto di soli zeri, eppure il conto dà 0. Sarebbe un vettore diverso da zero ma lungo zero.

Con il vettore va peggio:

Qui il conto dà un numero negativo. La lunghezza sarebbe la radice quadrata di , che non è un numero reale.

Una lunghezza deve essere un numero reale. E deve essere positiva per ogni vettore che non è fatto di soli zeri. Con i numeri complessi il vecchio conto non lo garantisce.

La correzione: coniugare il secondo vettore

Il rimedio lo abbiamo già in mano. Un numero complesso per sé stesso può dare un risultato negativo: . Un numero complesso per il suo coniugato dà sempre un numero reale mai negativo: .

Quindi, nel prodotto di un vettore con sé stesso, moltiplichiamo ogni numero per il suo coniugato. Rifacciamo i due conti.

Per il vettore :

Per il vettore :

Adesso i risultati sono reali e positivi. Il primo vettore è lungo , il secondo è lungo 1.

Per il prodotto di due vettori diversi la regola è la stessa. Si moltiplicano i numeri del primo vettore per i coniugati dei numeri del secondo, e poi si somma.

Esempio · Il prodotto nuovo di e

Vogliamo il prodotto del primo vettore con il secondo, fatto con la regola nuova.

  1. Coniugo i numeri del secondo vettore. Il coniugato di è . Il coniugato di è .
  2. Primo posto: .
  3. Secondo posto: .
  4. Sommo: .

Il prodotto è . Non è un numero reale, e va bene così: succede quando i due vettori sono diversi. Quello che conta è che il prodotto di un vettore con sé stesso sia reale e positivo.

L'idea

Con i vettori complessi il prodotto si fa così: i numeri del primo vettore per i coniugati dei numeri del secondo, e poi si somma. Il coniugato serve a far venire la lunghezza un numero reale e positivo.

Questo prodotto si chiama prodotto hermitiano euclideo. La parola «hermitiano» viene da Charles Hermite, un matematico francese dell'Ottocento, e la h non si pronuncia. Nelle prossime due sezioni lo guardiamo con calma: prima le regole generali, poi i conti.

Prova tu

Scrivi il coniugato di , di e di .

Si cambia il segno davanti alla .

Il coniugato di è .

Il coniugato di è : non c'è nessuna da cambiare.

Il coniugato di è .

Prendi il vettore . Calcola il prodotto con sé stesso, prima con il vecchio conto e poi con quello corretto.

Vecchio conto: . È negativo: come quadrato di una lunghezza non ha senso.

Conto corretto: il coniugato di è , il coniugato di è . Quindi . È reale e positivo: il vettore è lungo .

Da ricordare

  • Il coniugato di un numero complesso si ottiene cambiando il segno davanti alla . Si scrive con una lineetta sopra: .
  • Un numero per il suo coniugato è sempre reale e mai negativo: è il quadrato del suo modulo.
  • Con i vettori complessi il vecchio prodotto dà lunghezze nulle o negative. Si corregge coniugando i numeri del secondo vettore.
§2

Le tre regole del prodotto hermitiano

pp. 129–130

Il prodotto della sezione precedente è solo un esempio. Le dispense fanno un passo in più: dicono quali regole deve rispettare un prodotto tra vettori complessi per chiamarsi hermitiano. Le regole sono tre.

A che cosa serve conoscerle? Nel quiz capita di dover scegliere l'uguaglianza giusta tra cinque che si assomigliano. E dalla terza regola viene il controllo «diagonale reale, specchi coniugati» che userai con le matrici.

Le tre regole viste con i numeri

Usiamo il prodotto della sezione precedente e gli stessi due vettori:

Un conto lo abbiamo già fatto: .

Regola 1: una somma al primo posto si spezza. Il prodotto di una somma di due vettori con un terzo vettore è la somma dei due prodotti. È la stessa regola del prodotto scalare.

Regola 2: un numero che moltiplica il primo vettore esce così com'è. Puoi moltiplicare prima o dopo: non cambia niente.

Esempio · Controllo della regola 2

Calcoliamo in due modi il prodotto di con . I coniugati dei numeri di sono e .

  1. Prima moltiplico il vettore: . Poi faccio il prodotto con : .
  2. Oppure prendo il prodotto già fatto, , e lo moltiplico per : .

Stesso risultato: il numero è uscito dal primo posto così com'è.

Regola 3: se scambi i due vettori, il risultato si coniuga.

Esempio · Controllo della regola 3

Calcoliamo , con al primo posto. Adesso i numeri da coniugare sono quelli di .

  1. I coniugati dei numeri di sono e .
  2. Primo posto: .
  3. Secondo posto: .
  4. Sommo: .

Prima avevamo . Adesso . Il secondo è il coniugato del primo.

Nel prodotto scalare tra vettori reali l'ordine dei due vettori non contava. Qui conta: scambiandoli, il risultato diventa il suo coniugato.

Come lo scrivono le dispense

Un prodotto hermitiano è una qualsiasi regola che prende due vettori, restituisce un numero complesso e rispetta queste tre regole. Le dispense lo scrivono così.

Definizione 25.1 · Prodotto hermitiano

Sia uno spazio vettoriale complesso. Un prodotto hermitiano su è un'applicazione

che soddisfa i seguenti assiomi:

  1. ,
  2. ,
  3. ,

per ogni e ogni .

Come si legge.

  • Uno spazio vettoriale complesso è un insieme di vettori in cui i numeri che si usano sono complessi. L'esempio da tenere in mente è . Le dispense lo chiamano .
  • La riga con le frecce dice che cosa entra e che cosa esce. Entra una coppia di vettori di : il segno qui vuol dire «una coppia». Esce un numero complesso. La freccia si legge «va in».
  • La freccia con il trattino all'inizio, , si legge «viene mandato in». La coppia viene mandata nel numero , cioè nel prodotto hermitiano di e .
  • Un assioma è una regola che si chiede per definizione.
  • si legge «vi primo»: è solo il nome di un altro vettore. è la lettera greca lambda e indica un numero complesso: è questo che dice la scrittura .
  • La riga 1 è la regola 1: una somma al primo posto si spezza.
  • La riga 2 è la regola 2: il numero esce dal primo posto così com'è.
  • La riga 3 è la regola 3. La lineetta lunga copre tutto il prodotto di e : vuol dire «il coniugato di quel numero».
  • «Per ogni» vuol dire che le regole devono valere qualunque vettore e qualunque numero tu scelga.

Le regole 1 e 2 insieme si riassumono così: il prodotto è lineare nel primo posto. «Lineare» vuol dire che rispetta le somme e i multipli, come le macchine della lezione L14.

Quattro conseguenze

Dalle tre regole se ne ricavano altre quattro. Le dispense le numerano da (4) a (7).

N.A paroleCon i simboli
(4)anche una somma al secondo posto si spezza
(5)un numero che moltiplica il secondo vettore esce coniugato
(6)il prodotto con il vettore zero fa 0
(7)il prodotto di un vettore con sé stesso è un numero reale

La (5) è quella che si sbaglia più spesso. Controlliamola con i numeri.

Esempio · Controllo della proprietà (5)

Stessi vettori di prima: e , con . Questa volta moltiplichiamo per il secondo vettore.

Primo modo: prima moltiplico il vettore, poi faccio il prodotto.

  1. .
  2. I coniugati dei numeri di sono e .
  3. Il prodotto di con : .

Secondo modo: con la proprietà (5). Il numero deve uscire coniugato, cioè come .

  1. .

Stesso risultato: . Dal secondo posto il numero è uscito come .

La (7) è il motivo di tutta la costruzione. Perché vale? Usa la regola 3 con due vettori uguali. Scambiare con non cambia niente, ma per la regola 3 il risultato si coniuga. Quindi il numero è uguale al suo coniugato. E un numero uguale al suo coniugato è reale.

Le dispense lo dicono in modo esplicito: il coniugio nella regola (3) è un trucco per ottenere che sia un numero reale. «Coniugio» è il nome dell'operazione di coniugare. Solo se quel numero è reale ha senso chiedersi se è positivo.

Dimostrazione · perché valgono le proprietà da (4) a (7)

Si usano solo le regole (1), (2), (3) e le regole sul coniugato.

Proprietà (5), come nelle dispense.

  1. Per la regola (3), scambio i due vettori e coniugo: .
  2. Ora è al primo posto. Per la regola (2) esce così com'è: ottengo .
  3. Il coniugato di un prodotto è il prodotto dei coniugati: ottengo .
  4. Per la regola (3), è . Resta .

Proprietà (4). Stessa strada: scambio e coniugo, spezzo la somma che ora è al primo posto, uso che il coniugato di una somma è la somma dei coniugati, e riscambio.

Proprietà (6). Il vettore zero è «0 volte un vettore qualsiasi», per esempio . Per la regola (2) il numero 0 esce dal primo posto: . Per il secondo posto si usa la regola (3): .

Proprietà (7). Nella regola (3) metto : ottengo . Un numero uguale al suo coniugato è reale.

Lineare una volta e mezzo

Le dispense danno un nome a questo comportamento «diverso nei due posti».

Osservazione · Lineare una volta e mezzo (p. 130)

Le regole (1) e (2) e la proprietà (4) sono le stesse dei prodotti scalari. La proprietà (5) invece è diversa, per via del coniugato.

Il prodotto hermitiano è lineare a sinistra: dal primo posto le somme e i numeri escono così come sono. È antilineare a destra: dal secondo posto le somme escono così come sono, ma i numeri escono coniugati. Le due cose insieme si riassumono in una parola: il prodotto hermitiano è sesquilineare.

Sesqui in latino vuol dire «uno e mezzo». Un prodotto scalare è bilineare, cioè lineare in tutti e due i posti. Un prodotto hermitiano è lineare «una volta e mezzo, ma non due».

Il confronto tra i due prodotti, riga per riga:

Prodotto scalare (numeri reali)Prodotto hermitiano (numeri complessi)
numeri usati e risultatonumeri realinumeri complessi
primo postolinearelineare
secondo postolineare: antilineare:
scambio dei due vettori
prodotto di un vettore con sé stessorealereale (proprietà 7)
matrice associatasimmetricahermitiana

L'ultima riga parla di matrici: la capirai tra due sezioni.

Trappola · Il numero esce coniugato solo da destra

Dal primo posto un numero esce così com'è. Dal secondo posto esce coniugato. Un controllo con il prodotto della sezione precedente e il vettore : con al primo posto viene , con al secondo posto viene .

In questo corso, come nelle dispense e nel libro, il posto lineare è il primo. Alcuni testi di fisica fanno la scelta opposta.

Prova tu

Sai che . Quanto vale ?

Per la regola 3, scambiando i due vettori il risultato si coniuga. Quindi .

Sai che . Quanto valgono e ?

Dal primo posto il numero esce così com'è: .

Dal secondo posto esce coniugato, cioè come : .

Può succedere che ?

No. Per la proprietà (7) il prodotto di un vettore con sé stesso è sempre un numero reale, e non lo è.

Da ricordare

  • Un prodotto hermitiano prende due vettori complessi e restituisce un numero complesso. Ha tre regole.
  • Dal primo posto somme e numeri escono così come sono. Dal secondo posto i numeri escono coniugati.
  • Scambiando i due vettori il risultato si coniuga: .
  • Il prodotto di un vettore con sé stesso è sempre un numero reale.
§3

Lunghezze e perpendicolari con i complessi

p. 130

Adesso sappiamo che il prodotto di un vettore con sé stesso è un numero reale. Quindi ha senso una domanda: è positivo? Quando la risposta è sempre sì, tornano tutti gli attrezzi delle lezioni L20 e L21: lunghezze, vettori perpendicolari, basi ortonormali.

Positivo per ogni vettore

Riprendiamo il prodotto della prima sezione, quello con i coniugati sul secondo vettore. Calcoliamo il prodotto di tre vettori con sé stessi.

VettoreProdotto con sé stessoRisultato

Ogni pezzo è un numero per il suo coniugato, quindi è reale e mai negativo. Il risultato è positivo per ogni vettore, tranne che per il vettore fatto di soli zeri. Un prodotto hermitiano con questa proprietà si chiama definito positivo.

Non tutti i prodotti hermitiani lo sono. Nella sezione sulle matrici ne incontrerai uno che a un vettore diverso da zero assegna il numero .

Le dispense lo scrivono così.

Definizione 25.2 · Prodotto hermitiano definito positivo

Un prodotto hermitiano è definito positivo se per ogni .

Come si legge. Il simbolo si legge «diverso da». Qui lo zero è il vettore zero, quello fatto di soli zeri. Il simbolo si legge «maggiore di». Tutta insieme: il prodotto di con sé stesso è un numero positivo, qualunque vettore tu scelga, purché non sia il vettore zero.

La domanda «è positivo?» ha senso solo perché quel numero è reale. Tra due numeri complessi non si può dire quale sia il maggiore (lezione L01).

Lunghezza, perpendicolare, base ortonormale

Con un prodotto hermitiano definito positivo si rifà tutto quello che si faceva con i vettori reali. Cambia solo il prodotto che si usa. Ecco le parole, una per una.

Norma. La norma di un vettore è la sua lunghezza. Si calcola come prima: il prodotto del vettore con sé stesso, e poi la radice quadrata. Si scrive con due doppie barre: si legge «norma di ».

Dalla tabella qui sopra: la norma di è e la norma di è .

Vettori ortogonali. Due vettori sono ortogonali, cioè perpendicolari, quando il loro prodotto fa 0. Qui l'ordine non conta: se un prodotto fa 0, anche quello con i vettori scambiati fa 0, perché è il coniugato di 0.

Spazio ortogonale. Prendi un sottospazio , cioè una «stanza» dentro lo spazio (lezione L06). Il suo spazio ortogonale è l'insieme dei vettori ortogonali a ogni vettore di . Si scrive e si legge «U ortogonale» (lezione L21).

Base ortonormale. È una base fatta di vettori di norma 1 e ortogonali tra loro (lezione L21).

Gram–Schmidt. È il procedimento della lezione L21 che trasforma una base qualsiasi in una base di vettori ortogonali. Le dispense avvertono che funziona anche qui. Più sotto c'è un esempio.

Il prodotto più usato: quello euclideo

Il prodotto della prima sezione è l'esempio più importante. Le dispense lo presentano nell'Esempio 25.3 e lo scrivono con le matrici. Per leggerlo servono due scritture.

Ripasso · riga per colonna e trasposta di un vettore (lezione L08)

Un vettore si può scrivere in verticale, come una colonna. La trasposta lo mette in orizzontale, come una riga. Si scrive con una piccola in alto a sinistra: si legge «ics trasposto».

Una riga per una colonna dà un numero: si moltiplicano i numeri nello stesso posto e si somma.

È il prodotto scalare, scritto con le matrici.

La seconda scrittura è nuova. Una lineetta sopra un vettore vuol dire: coniuga ogni numero del vettore. Se , allora . Lo stesso vale per una matrice: è la matrice con tutti i numeri coniugati.

Un'ultima scrittura delle dispense: è l'insieme delle matrici con righe e colonne fatte di numeri complessi.

Esempio 25.3 · Il prodotto hermitiano euclideo

Le dispense chiamano prodotto hermitiano euclideo su il prodotto dato da questa formula:

A parole: il vettore messo in riga, per il vettore coniugato e messo in colonna.

Che cosa vuol dire con due numeri. Se e , il prodotto riga per colonna dà

È il conto della prima sezione: i numeri di per i coniugati dei numeri di , e poi la somma. Con numeri la somma ha pezzi, uno per ogni posto: . I puntini vogliono dire «e avanti così fino all'ultimo posto».

Rispetta la regola (3). Le dispense lo controllano con questa catena:

Con due numeri si vede ogni passo.

  1. Scrivo il prodotto con i vettori scambiati: .
  2. Coniugo tutto. I numeri di prendono la lineetta. I numeri di la perdono, perché coniugare due volte riporta al punto di partenza. Ottengo .
  3. In un prodotto di due numeri l'ordine non conta. Quindi ho , che è proprio .

È definito positivo. Per ogni vettore di diverso da zero le dispense scrivono

Ogni pezzo è un numero per il suo coniugato, cioè il quadrato di un modulo: è reale e mai negativo. Se il vettore non è zero, almeno uno dei suoi numeri non è zero. Quel pezzo è positivo, quindi tutta la somma è positiva.

Metodo · Calcolare un prodotto hermitiano euclideo

  1. Scrivi i coniugati dei numeri del secondo vettore.
  2. Moltiplica posto per posto: il primo numero per il primo coniugato, il secondo per il secondo.
  3. Dove compare scrivi .
  4. Somma i risultati.

Per la norma di un vettore: somma i quadrati dei moduli dei suoi numeri, poi fai la radice quadrata.

Per i vettori e questi conti li abbiamo già fatti tutti. I due prodotti sono e . Le due norme sono e . Altri conti dello stesso tipo sono negli esercizi 2 e 4.

Esempio · Vettori ortogonali e una base ortonormale di

Prendiamo i vettori e e calcoliamo il loro prodotto.

  1. I coniugati dei numeri del secondo vettore sono e .
  2. Primo posto: . Secondo posto: .
  3. Sommo: .

Il prodotto fa 0: i due vettori sono ortogonali.

Tutti e due hanno norma . Per il secondo il conto è: modulo di al quadrato più modulo di al quadrato, cioè .

Per avere vettori di norma 1 si divide ogni vettore per la sua norma. Questa mossa si chiama normalizzare.

Questi due vettori hanno norma 1 e sono ortogonali: formano una base ortonormale di .

Gram–Schmidt con i numeri complessi

Alla stessa base si arriva con il procedimento di Gram–Schmidt. Ricorda l'idea (lezione L21): il primo vettore resta com'è, e al secondo si toglie la sua «ombra» sul primo. Quello che resta è ortogonale al primo.

Si parte da due vettori e e si costruiscono due vettori nuovi, e . Il numerino in basso dice solo quale dei due è. La formula per il secondo è:

Esempio · Gram–Schmidt in

Partiamo da e . Vogliamo due vettori ortogonali.

  1. Il primo vettore resta com'è: .
  2. Il numero sopra la frazione: .
  3. Il numero sotto la frazione: , già calcolato.
  4. La frazione vale . Quindi al vettore tolgo metà di :
  5. Controllo che sia ortogonale a . I coniugati dei numeri di sono e :
  6. Normalizzo . Il prodotto con sé stesso è , quindi la norma è . Dividere per è come moltiplicare per :

È il secondo vettore dell'esempio precedente. L'ultimo passaggio usa che e sono lo stesso numero (lezione L01).

Trappola · L'ordine nella frazione di Gram–Schmidt

Sopra la frazione c'è : il vettore da correggere sta al primo posto. Con i vettori reali l'ordine non contava. Qui conta, perché scambiando i due vettori il prodotto si coniuga.

Un esempio: con e l'ordine giusto dà . L'ordine sbagliato dà , e il vettore che si ottiene non è più ortogonale a .

Prova tu

Quanto è lungo il vettore con il prodotto hermitiano euclideo?

Si sommano i quadrati dei moduli. Il modulo di al quadrato è 9. Il modulo di al quadrato è .

La somma è . La norma è la radice di 25, cioè 5.

I vettori e sono ortogonali?

I coniugati dei numeri del secondo vettore sono e .

Il prodotto è . Non fa 0, quindi no: non sono ortogonali.

Da ricordare

  • Un prodotto hermitiano è definito positivo quando il prodotto di ogni vettore diverso da zero con sé stesso è positivo.
  • Il prodotto hermitiano euclideo è : i numeri del primo per i coniugati dei numeri del secondo. È definito positivo.
  • La norma è la radice del prodotto del vettore con sé stesso. In pratica: somma dei quadrati dei moduli, poi radice.
  • Ortogonali vuol dire «prodotto uguale a 0». Basi ortonormali e Gram–Schmidt funzionano come con i vettori reali.
§4

Matrici hermitiane: lo specchio che coniuga

pp. 130–131

Una matrice è una tabella di numeri. Nei prodotti scalari le tabelle importanti erano quelle simmetriche (lezioni L19 e L20). Con i numeri complessi il loro posto lo prendono le matrici hermitiane.

A che cosa serve: riconoscere una matrice hermitiana è una domanda del quiz, ed è anche il passo finale delle altre due domande tipiche di questa lezione.

Ripasso · trasposta e matrice simmetrica (lezioni L08 e L19)

In una matrice quadrata la diagonale è la fila di numeri che va dall'angolo in alto a sinistra all'angolo in basso a destra.

La trasposta di una matrice si ottiene scambiando le righe con le colonne: la prima riga diventa la prima colonna, la seconda riga diventa la seconda colonna. È come ribaltare la tabella attorno alla diagonale. La trasposta di si scrive .

Una matrice è simmetrica quando è uguale alla sua trasposta: ribaltandola non cambia. Ogni numero è uguale al suo «specchio» dall'altra parte della diagonale. Un esempio:

Uno specchio che cambia il segno alla i

Guarda questa matrice. È l'esempio delle dispense.

Si notano due cose.

  • Sulla diagonale ci sono e : due numeri reali.
  • Fuori dalla diagonale ci sono in alto a destra e in basso a sinistra. Non sono uguali, quindi la matrice non è simmetrica. Ma ognuno dei due è il coniugato dell'altro.

È come una matrice simmetrica in cui lo specchio, oltre a riflettere, cambia il segno davanti alla . Una matrice fatta così si chiama hermitiana.

diagonale
La diagonale fa da specchio. I numeri sulla diagonale sono reali; gli altri due sono uno il coniugato dell'altro

Con i simboli delle dispense

Le dispense usano due operazioni sulle matrici.

  • La trasposta : scambia le righe con le colonne (ripasso qui sopra).
  • La coniugata : coniuga ogni numero della tabella, senza spostare niente.

Proviamole tutte e due sulla matrice .

Viene la stessa tabella. Trasporre questa matrice dà lo stesso risultato che coniugarla: la definizione delle dispense chiede proprio questo.

Serve ancora un modo per indicare un numero preciso della tabella. Si usano due numerini in basso: il primo dice la riga, il secondo la colonna. si legge «acca uno due» ed è il numero nella riga 1 e nella colonna 2. Nella nostra matrice e . Con le lettere al posto dei numerini, è il numero nella riga e nella colonna .

Definizione 25.4 · Matrice hermitiana

Una matrice hermitiana è una matrice quadrata complessa per cui

In altre parole vale per ogni .

Come si legge.

  • «Matrice quadrata complessa»: una tabella con tante righe quante colonne, fatta di numeri complessi.
  • La prima formula dice: la trasposta è uguale alla coniugata.
  • La seconda formula dice la stessa cosa un numero alla volta. Il numero nella riga e nella colonna è il coniugato del numero nella riga e nella colonna . I due posti sono uno lo specchio dell'altro rispetto alla diagonale.
  • «Per ogni » vuol dire: per tutte le coppie di posti.
  • Sulla diagonale il numero di riga e quello di colonna sono uguali, come in . Lì la condizione dice che il numero è uguale al suo coniugato. Quindi i numeri sulla diagonale sono reali.

Osservazione · Matrici reali (p. 131)

Una matrice quadrata fatta di numeri reali è hermitiana esattamente quando è simmetrica. Il motivo: coniugare un numero reale non lo cambia. Quindi , e la condizione diventa .

Metodo · Riconoscere una matrice hermitiana

  1. Controlla che la matrice sia quadrata.
  2. Guarda la diagonale: tutti i numeri devono essere reali. Basta una sulla diagonale per dire che la matrice non è hermitiana.
  3. Guarda ogni numero sotto la diagonale: deve essere il coniugato del suo specchio sopra la diagonale. Si cambia il segno davanti alla , non quello della parte reale.

Il metodo applicato a cinque matrici:

MatriceHermitiana?Perché
sìla diagonale è reale, e il coniugato di è
noè simmetrica, ma il coniugato di è
noil coniugato di è : è stato cambiato il segno della parte reale, quello sbagliato
nosulla diagonale c'è
sìla diagonale è reale, e il coniugato di è

Dalla matrice al prodotto

Nella lezione L19 una matrice simmetrica fabbricava un prodotto scalare. Una matrice hermitiana fa lo stesso lavoro con i vettori complessi: fabbrica un prodotto hermitiano. Le dispense lo chiamano . La è il nome del prodotto, e la piccola in basso ricorda da quale matrice viene.

A parole: il vettore in riga, per la matrice , per il vettore coniugato e in colonna. È la formula del prodotto euclideo, con la matrice infilata in mezzo.

Ripasso · matrice per vettore (lezione L08)

Una matrice per un vettore in colonna dà un altro vettore. Ogni riga della matrice si moltiplica per la colonna, con la regola «riga per colonna».

Esempio · Un conto con

Usiamo la matrice delle dispense e i vettori e .

Primo conto: .

  1. Coniugo . I suoi numeri sono reali, quindi .
  2. Calcolo , riga per colonna. Prima riga: . Seconda riga: .
  3. Moltiplico , messo in riga, per il vettore appena trovato: .
  4. Il secondo pezzo vale .
  5. Sommo: .

Quindi .

Secondo conto: , con i due vettori scambiati.

  1. Coniugo : .
  2. Calcolo . Prima riga: . Seconda riga: .
  3. Moltiplico , messo in riga, per questo vettore: .

Quindi . È il coniugato di : la regola (3) è rispettata.

Non è un caso: succede con ogni matrice hermitiana e con ogni coppia di vettori. Le regole (1) e (2) si controllano come per i prodotti scalari. La regola (3) vale proprio perché la matrice è hermitiana. La catena di passaggi delle dispense è nel riquadro.

Dimostrazione · perché rispetta la regola (3)

Le dispense scrivono questa catena:

Il motivo di ogni passaggio:

  • (a) è un numero solo, cioè una matrice con una riga e una colonna. Trasporla non la cambia.
  • (b) La trasposta di un prodotto è il prodotto delle trasposte in ordine inverso. In più, trasporre due volte riporta al punto di partenza: .
  • (c) è hermitiana, quindi .
  • (d) Il coniugato di un prodotto è il prodotto dei coniugati. Coniugando si ottiene .

La formula scritta per esteso

Se fai il conto con le lettere al posto dei numeri, in vengono quattro pezzi:

Ogni pezzo è fatto di tre cose: un numero della matrice, un numero di e un numero di coniugato. La regola per abbinarli è questa:

  • la riga dice quale numero di compare;
  • la colonna dice quale numero di coniugato compare.

Per esempio , che sta nella riga 1 e nella colonna 2, moltiplica .

Con la matrice delle dispense la formula diventa:

Un caso particolare. I vettori ed formano la base canonica di . Se nella formula metti al primo posto ed al secondo, tre pezzi su quattro contengono uno zero. Resta solo il pezzo con , che vale . Il prodotto di due vettori della base canonica «pesca» un numero della matrice. Le dispense lo scrivono così:

Qui è la base canonica di : il vettore ha un 1 al posto e 0 negli altri posti. Sono vettori fatti di numeri reali, quindi coniugarli non li cambia.

Una formula è un prodotto hermitiano?

È la domanda più frequente dell'esame su questa lezione. Ti danno una formula con quattro pezzi e chiedono se è un prodotto hermitiano. Il metodo: si legge la formula al contrario, dai pezzi alla matrice.

Metodo · Decidere se una formula è un prodotto hermitiano

La formula è fatta così: , dove , , , sono quattro numeri.

  1. Controlla le lineette. In ogni pezzo il numero di deve essere coniugato. Una formula senza lineette non è un prodotto hermitiano.
  2. Scrivi la matrice dei coefficienti: . La riga è il numerino di , la colonna è il numerino di .
  3. Controlla che la matrice sia hermitiana: e reali, e uguale al coniugato di .

Un coefficiente è il numero che sta davanti a un pezzo della formula.

Esempio · Due formule a confronto

Prima formula: .

  1. Le lineette ci sono in tutti i pezzi.
  2. La matrice dei coefficienti è .
  3. Sulla diagonale ci sono e , reali. Il coniugato di è , e in basso a sinistra c'è proprio .

La matrice è hermitiana: la formula è un prodotto hermitiano.

Seconda formula: .

  1. Le lineette ci sono in tutti i pezzi.
  2. La matrice dei coefficienti è .
  3. La diagonale è reale. Ma in basso a sinistra dovrebbe esserci , e invece c'è .

La matrice non è hermitiana: la formula non è un prodotto hermitiano. La matrice è simmetrica, ma con i numeri complessi «simmetrica» non basta.

Oltre le dispense · Hermitiano non vuol dire definito positivo

La Definizione 25.1 non chiede che il prodotto di un vettore con sé stesso sia positivo. Prendi la matrice . È reale e simmetrica, quindi è hermitiana. Il suo prodotto è .

Con il vettore viene . Un vettore diverso da zero dà un risultato negativo: questo prodotto hermitiano non è definito positivo.

Nel quiz la domanda è quasi sempre «quale di queste è un prodotto hermitiano?». La risposta giusta può non essere definita positiva: la domanda non lo chiede.

Prova tu

Completa la matrice in modo che sia hermitiana: .

Al posto dell'asterisco va il coniugato del suo specchio, cioè il coniugato di . Si cambia il segno davanti alla : viene .

La matrice è hermitiana?

No. Gli specchi vanno bene, perché il coniugato di è . Ma sulla diagonale c'è , che non è un numero reale.

Scrivi la matrice della formula . È un prodotto hermitiano?

La riga è il numerino di , la colonna quello di . La matrice è .

La diagonale è reale. Il coniugato di è , che è proprio il numero in alto a destra. La matrice è hermitiana, quindi la formula è un prodotto hermitiano.

Da ricordare

  • Una matrice è hermitiana quando la trasposta è uguale alla coniugata: .
  • In pratica: diagonale reale e specchi coniugati.
  • Una matrice reale è hermitiana esattamente quando è simmetrica. Una matrice complessa simmetrica di solito non è hermitiana.
  • Ogni matrice hermitiana dà un prodotto hermitiano. Il numero nella riga e colonna è il coefficiente di .
§5

La tabella dei prodotti: matrice associata

p. 131

Un prodotto hermitiano si può riassumere in una tabella. Basta scegliere una base e scrivere tutti i prodotti tra i vettori della base. È la stessa costruzione fatta per i prodotti scalari nella lezione L19.

A che cosa serve? Spiega perché nel quiz basta guardare la matrice dei coefficienti: ogni prodotto hermitiano viene da una matrice hermitiana. Negli appelli dal 2024 al 2026 nessuna domanda chiede di calcolare la tabella di questa sezione. Se hai poco tempo, leggi il primo esempio e il riquadro «Da ricordare».

Ripasso · base e coordinate (lezioni L07 e L13)

Una base è un elenco di vettori con cui si costruisce ogni altro vettore dello spazio, in un modo solo. Costruire vuol dire fare una ricetta: «tanto del primo vettore più tanto del secondo». Le quantità della ricetta si chiamano coordinate.

Un esempio in , con la base fatta da e . Il vettore si ottiene con 2 parti di e 3 parti di :

Quindi le coordinate di in questa base sono . La lista delle coordinate di nella base si scrive . La lettera è una B in corsivo: è il nome della base.

Un esempio: la tabella di una base

Esempio · La matrice del prodotto euclideo in un'altra base

In usiamo il prodotto hermitiano euclideo. Come base prendiamo e . Calcoliamo i quattro prodotti tra i vettori della base e li mettiamo in una tabella. Ricorda: si coniugano i numeri del secondo vettore.

Posto nella tabellaProdottoContoRisultato
riga 1, colonna 1
riga 1, colonna 2
riga 2, colonna 1
riga 2, colonna 2

La tabella dei prodotti è

È hermitiana: la diagonale è reale, e è il coniugato di .

La regola generale

La ricetta è sempre questa. Hai uno spazio vettoriale complesso con un prodotto hermitiano, e scegli una base. Le dispense chiamano lo spazio e la base . Vuol dire: un elenco di vettori, in cui il primo si chiama e l'ultimo .

La matrice associata al prodotto in quella base è la tabella dei prodotti. Nel posto di riga e colonna c'è il prodotto del vettore numero con il vettore numero :

Questa tabella è sempre hermitiana. Il motivo è la regola (3). Scambiando i due vettori il prodotto si coniuga, quindi il numero nel posto «riga , colonna » è il coniugato di quello nel posto «riga , colonna »:

Per questo le dispense usano la lettera e non la dei prodotti scalari: la matrice non è simmetrica ma hermitiana.

Con la tabella si calcola il prodotto di due vettori qualsiasi, usando solo le loro coordinate. Le dispense scrivono:

A parole: le coordinate di in riga, per la tabella, per le coordinate di coniugate e in colonna. È la formula di della sezione precedente, con le coordinate al posto dei vettori.

Esempio · Controllo della formula

Stessa base di prima e stessa tabella . Prendiamo e , e calcoliamo il loro prodotto in due modi.

Primo modo: direttamente.

  1. Scrivo i due vettori: e .
  2. I numeri di sono reali: coniugarli non li cambia.
  3. Il prodotto: .

Secondo modo: con le coordinate.

  1. è fatto di 1 parte di e 1 parte di : le sue coordinate sono .
  2. è fatto di 0 parti di e 1 parte di : le sue coordinate sono . Sono reali, quindi coniugarle non le cambia.
  3. Tabella per le coordinate di :
  4. Coordinate di in riga per questo vettore: .

Stesso risultato: .

Perché le coordinate di vanno coniugate? Perché sta al secondo posto, e dal secondo posto i numeri escono coniugati (proprietà 5). Le dispense dicono che la formula si dimostra come per un prodotto scalare, «stando attenti alla sesquilinearità».

Ogni prodotto hermitiano viene da una matrice

Prendi con la base canonica. In quella base le coordinate di un vettore sono i suoi stessi numeri. La formula con le coordinate diventa allora quella di .

Le dispense concludono: qualsiasi prodotto hermitiano su è della forma per qualche matrice hermitiana .

Quindi prodotti hermitiani e matrici hermitiane contengono la stessa informazione. Ecco perché il metodo della sezione precedente funziona: per giudicare una formula basta guardare la sua matrice.

Prova tu

In con il prodotto hermitiano euclideo, qual è la matrice associata nella base canonica , ?

I quattro prodotti sono: , poi , poi , poi .

La tabella ha 1 sulla diagonale e 0 fuori: è la matrice identità . Succede con ogni base ortonormale, e servirà nella prossima sezione.

Nella tabella dell'esempio, quale numero è il prodotto ? E perché non è uguale a ?

Il primo vettore è il numero 2 e il secondo è il numero 1: si guarda la riga 2 e la colonna 1. Lì c'è .

Il prodotto con i vettori scambiati sta nella riga 1 e nella colonna 2, ed è . I due numeri sono uno il coniugato dell'altro, come vuole la regola (3).

Da ricordare

  • La matrice associata a un prodotto hermitiano in una base è la tabella dei prodotti tra i vettori della base: .
  • È sempre una matrice hermitiana.
  • Ogni prodotto hermitiano su viene da una matrice hermitiana. Per questo le domande sui prodotti hermitiani si risolvono guardando una matrice.
§6

Autoaggiunto: la macchina cambia posto

pp. 132–133

Fin qui il prodotto prendeva due vettori e dava un numero. Adesso entra in scena un personaggio diverso: una macchina che trasforma vettori in vettori, cioè un'applicazione lineare (lezione L14).

In questa sezione e nella prossima lo spazio può essere di due tipi, e tutto vale per entrambi:

  • uno spazio di vettori reali con un prodotto scalare definito positivo, come con il conto della spesa;
  • uno spazio di vettori complessi con un prodotto hermitiano definito positivo, come con il prodotto euclideo.

A che cosa serve: le macchine di questa sezione sono le protagoniste del teorema spettrale (lezione L26). E «quale di queste applicazioni è autoaggiunta?» è una domanda del quiz.

Ripasso · la macchina di una matrice (lezioni L14–L16)

Una matrice è anche una macchina: entra un vettore , esce il vettore , che si calcola con la regola «matrice per vettore». Le dispense chiamano questa macchina .

Se entra un vettore della base canonica, esce una colonna della matrice. Con : entra ed esce la prima colonna, ; entra ed esce la seconda colonna, .

Una macchina che restituisce vettori dello stesso spazio da cui li prende si chiama endomorfismo. Si scrive e si legge «ti da vi a vi». La scrittura indica il vettore che esce quando entra .

Un esperimento con due matrici

Prendiamo con il prodotto scalare di sempre e questa matrice:

Scegliamo due vettori, e , e facciamo due conti diversi.

  • Primo conto: passo nella macchina, poi faccio il prodotto con .
  • Secondo conto: passo nella macchina, poi faccio il prodotto di con il vettore che esce.

Esempio · I due conti con la matrice

Primo conto.

  1. Calcolo . Prima riga: . Seconda riga: . Esce il vettore .
  2. Prodotto con : .

Secondo conto.

  1. Calcolo . Prima riga: . Seconda riga: . Esce il vettore .
  2. Prodotto di con questo vettore: .

Viene 15 tutte e due le volte.

Non è fortuna. Con questa matrice i due conti danno lo stesso numero per ogni coppia di vettori. Ora rifacciamo l'esperimento con un'altra matrice:

Esempio · I due conti con la matrice

Questa volta usiamo i due vettori della base canonica, ed .

Primo conto. è la prima colonna di , cioè . Il prodotto con è .

Secondo conto. è la seconda colonna di , cioè . Il prodotto di con questo vettore è .

Il primo conto dà 0, il secondo dà 1. Sono diversi.

Che differenza c'è tra le due matrici? La prima è simmetrica, la seconda no. Tra poco vedrai che il motivo è proprio questo.

L'idea

Una macchina è autoaggiunta quando, dentro il prodotto, puoi spostarla dal primo vettore al secondo senza cambiare il risultato.

Le dispense lo scrivono così.

Definizione 25.5 · Endomorfismo autoaggiunto

Un endomorfismo è autoaggiunto se

Come si legge.

  • è la macchina: un endomorfismo dello spazio .
  • A sinistra dell'uguale c'è il primo conto: passo nella macchina, poi faccio il prodotto con .
  • A destra c'è il secondo conto: passo nella macchina, poi faccio il prodotto di con il vettore che esce.
  • «Per ogni » vuol dire che i due conti devono dare lo stesso numero con qualunque coppia di vettori, non solo con qualcuna.

Il nome aiuta a ricordare: «auto» vuol dire «sé stessa». Dall'altra parte del prodotto ci va la stessa macchina, non un'altra.

Non confonderla con un'isometria

La definizione assomiglia a quella di isometria (lezione L22). Un'isometria è un movimento rigido, come una rotazione: non cambia né le lunghezze né gli angoli. Le dispense avvertono che tra le due definizioni ci sono somiglianze, ma anche differenze importanti. Conviene vederle una accanto all'altra.

IsometriaEndomorfismo autoaggiunto
condizione
dove compare in tutti e due i postiin un posto solo per volta
matrice in una base ortonormale (caso reale)ortogonale: simmetrica:
esempio in la rotazione

Come si riconosce dalla matrice

La definizione chiede di controllare tutte le coppie di vettori, e sono infinite. Serve un test che si faccia in pochi secondi. Il test guarda la matrice della macchina.

Ricorda (lezione L15): scelta una base , una macchina si scrive come una matrice, che si indica con . Nelle sue colonne ci sono le coordinate dei vettori in cui la macchina manda i vettori della base.

Per il test la base deve essere ortonormale: vettori di norma 1, ortogonali tra loro. La base canonica lo è.

Scegliamo quindi una base ortonormale di , e chiamiamo la matrice della macchina in quella base. Le dispense dimostrano questo risultato.

Proposizione 25.6

L'endomorfismo è autoaggiunto se e solo se la matrice è hermitiana.

Come si legge. «Se e solo se» vuol dire che le due cose vanno sempre insieme. Se la macchina è autoaggiunta, la matrice è hermitiana. Se la matrice è hermitiana, la macchina è autoaggiunta. Nel caso reale «hermitiana» vuol dire «simmetrica». Attenzione all'ipotesi scritta prima del riquadro: è la matrice di in una base ortonormale.

Perché è vero? Riguarda l'esperimento con la matrice e i vettori della base canonica. Il primo conto ha dato 0: è il numero di nella riga 2 e nella colonna 1. Il secondo conto ha dato 1: è il numero nella riga 1 e nella colonna 2. I due conti «pescano» due numeri della matrice che sono uno lo specchio dell'altro.

Quindi i due conti coincidono quando i numeri a specchio coincidono. Se succede per tutte le coppie di posti, la matrice è simmetrica. Con i numeri complessi il secondo conto pesca il numero coniugato, e «simmetrica» diventa «hermitiana».

Dimostrazione · Proposizione 25.6

Chiamiamo i vettori della base ortonormale .

  1. Basta controllare i vettori della base. Ogni vettore è una ricetta fatta con i vettori della base. Il prodotto rispetta somme e multipli: è bilineare nel caso reale, sesquilineare nel caso complesso. Quindi, se l'uguaglianza della Definizione 25.5 vale quando e sono due vettori della base, vale per tutti i vettori.
  2. In una base ortonormale la tabella dei prodotti è la matrice identità. Infatti vale 1 se e vale 0 altrimenti. La matrice identità ha 1 sulla diagonale e 0 negli altri posti. Quindi .
  3. Primo conto. Le coordinate di sono la colonna numero di , che le dispense scrivono . Le coordinate di sono il vettore della base canonica. Quindi
    cioè il numero al posto della colonna .
  4. Secondo conto. Le coordinate di sono . Le coordinate di sono la colonna , che va coniugata perché sta al secondo posto:
  5. Conclusione. è autoaggiunto esattamente quando per ogni , cioè quando è hermitiana. Nel caso reale il conto è lo stesso senza i coniugati: la condizione diventa , cioè simmetrica.

Se come base si prende la base canonica di o di , che è ortonormale per il prodotto euclideo, si ottiene il criterio che si usa nel quiz.

Corollario 25.7

Sia una matrice . L'endomorfismo è autoaggiunto rispetto al prodotto hermitiano euclideo di se e solo se la matrice è hermitiana. Analogamente, se è reale, l'endomorfismo è autoaggiunto rispetto al prodotto scalare euclideo di se e solo se la matrice è simmetrica.

Come si legge.

  • Una matrice («enne per enne») ha righe e colonne. è la macchina «moltiplica per ».
  • «Autoaggiunto rispetto al prodotto hermitiano euclideo» vuol dire: nella Definizione 25.5 il prodotto che si usa è quello euclideo.
  • In pratica: per sapere se la macchina è autoaggiunta guardi solo la matrice. Con i numeri complessi deve essere hermitiana. Con i numeri reali deve essere simmetrica.

Metodo · Un'applicazione data con una formula è autoaggiunta?

  1. Scrivi la matrice nella base canonica. Per la matrice è : ogni riga contiene i numeri di una componente del risultato.
  2. Se i numeri sono reali: l'applicazione è autoaggiunta esattamente quando la matrice è simmetrica. Qui vuol dire .
  3. Se i numeri sono complessi: è autoaggiunta esattamente quando la matrice è hermitiana. Qui vuol dire e reali, e uguale al coniugato di .

Una componente è uno dei numeri del vettore che esce: la prima componente è il primo numero, la seconda è il secondo.

Esempio · Tre applicazioni di

Prima applicazione: .

  1. Nella prima componente i numeri davanti a e a sono e : è la prima riga. Nella seconda componente sono e : è la seconda riga.
  2. La matrice è .
  3. La diagonale è reale. Il coniugato di è : gli specchi sono coniugati.

La matrice è hermitiana, quindi è autoaggiunto.

Seconda applicazione: .

  1. La matrice è .
  2. Sulla diagonale c'è , che non è reale.

La matrice non è hermitiana, quindi non è autoaggiunto. Controllo con la definizione, prendendo . Primo conto: , e . Secondo conto: . I due conti danno numeri diversi.

Terza applicazione: .

  1. La matrice è .
  2. È simmetrica. Ma il coniugato di è , e in basso a sinistra c'è .

La matrice non è hermitiana, quindi non è autoaggiunto. Con i numeri complessi «simmetrica» non basta.

Osservazione · Il doppio ruolo delle matrici hermitiane (p. 132)

In questa lezione le matrici hermitiane (simmetriche, nel caso reale) fanno due mestieri diversi.

  • Rappresentano un prodotto hermitiano o scalare: una regola che prende due vettori e restituisce un numero.
  • Rappresentano un endomorfismo autoaggiunto in una base ortonormale: una macchina che prende un vettore e restituisce un vettore.

Sono due oggetti diversi, scritti con lo stesso tipo di tabella. Non vanno confusi.

Perché serve una base ortonormale

La Proposizione 25.6 vale solo se la base è ortonormale. Le dispense lo mostrano con un esempio: la stessa macchina scritta in tre basi diverse. Per cambiare base serve la formula della lezione L16.

Ripasso · la matrice di una macchina in un'altra base (lezioni L10 e L16)

Hai una macchina con matrice nella base canonica, e vuoi la sua matrice in un'altra base.

  1. Metti i vettori della nuova base in colonna, uno accanto all'altro. La matrice che ottieni si chiama .
  2. Calcola l'inversa di , che si scrive e si legge «emme alla meno uno». È la matrice che, moltiplicata per , dà la matrice identità.
  3. La matrice della macchina nella nuova base è il prodotto .

Per una matrice con due righe e due colonne l'inversa si scrive subito. Prima calcoli il determinante: il prodotto dei due numeri sulla diagonale, meno il prodotto degli altri due. Poi scambi i due numeri sulla diagonale, cambi segno agli altri due e dividi tutto per il determinante.

Il prodotto di due matrici si fa riga per colonna. Il numero nella riga 1 e nella colonna 2 del risultato è la riga 1 della prima matrice per la colonna 2 della seconda.

Esempio 25.8

Prendiamo con il prodotto scalare euclideo e l'endomorfismo della matrice

è autoaggiunto, perché la matrice è simmetrica e stiamo usando la base canonica, che è ortonormale.

Un'altra base ortonormale. Scriviamo nella base . È ortonormale: i due vettori sono lunghi 1 e il loro prodotto scalare è .

  1. I vettori della base in colonna: .
  2. Il determinante: .
  3. L'inversa. Scambio i numeri sulla diagonale (sono due zeri), cambio segno agli altri due e divido per 1: .
  4. Il primo prodotto, riga per colonna:
  5. Il secondo prodotto:

Le dispense chiamano questa nuova matrice. È ancora simmetrica: fuori dalla diagonale c'è in tutti e due i posti. Questo è coerente con la Proposizione 25.6.

Una base non ortonormale. Ora scriviamo nella base . Non è ortonormale: il prodotto scalare dei due vettori è , non 0.

  1. I vettori della base in colonna: .
  2. Il determinante: .
  3. L'inversa. Scambio i numeri sulla diagonale, cambio segno agli altri due e divido per :
  4. Il primo prodotto:
  5. Il secondo prodotto:

Questa matrice non è simmetrica: fuori dalla diagonale ci sono e .

La macchina è sempre la stessa, ed è autoaggiunta: la definizione parla di vettori e di prodotti, non di basi. È la matrice che, scritta in una base non ortonormale, perde la simmetria.

Trappola · «La matrice non è simmetrica, quindi non è autoaggiunto»

Questa conclusione è giusta solo se la base è ortonormale. Nel quiz le applicazioni sono quasi sempre date con una formula nelle coordinate canoniche. La base canonica è ortonormale, quindi lì il criterio del Corollario 25.7 si usa senza problemi.

Prova tu

L'applicazione di è autoaggiunta rispetto al prodotto scalare euclideo?

La matrice ha una riga per ogni componente: .

Fuori dalla diagonale c'è 3 in tutti e due i posti: la matrice è simmetrica. Quindi sì, l'applicazione è autoaggiunta.

L'applicazione di è autoaggiunta rispetto al prodotto hermitiano euclideo?

La matrice è .

Con i numeri complessi deve essere hermitiana. La diagonale è reale. Il coniugato di è , che è il numero in alto a destra. Quindi sì, è autoaggiunta.

Da ricordare

  • è autoaggiunto quando per ogni coppia di vettori: la macchina si sposta da un posto all'altro del prodotto.
  • In una base ortonormale: autoaggiunto vuol dire matrice simmetrica (numeri reali) o hermitiana (numeri complessi).
  • Per un'applicazione data con una formula: scrivi la matrice, una riga per ogni componente, e guardala.
  • In una base non ortonormale la matrice di una macchina autoaggiunta può non essere simmetrica.
§7

Stanze da cui non si esce: sottospazi invarianti

p. 133

Un sottospazio è una stanza dentro lo spazio: una retta o un piano che passano per il punto di partenza (lezione L06). Questa sezione parla delle stanze speciali per una macchina: quelle da cui la macchina non fa uscire nessun vettore.

A che cosa serve: è l'idea che fa funzionare la dimostrazione del teorema spettrale (lezione L26). In questa sezione lo spazio e la macchina sono come nella sezione precedente.

Una retta che resta al suo posto

Prendiamo questa matrice, che è simmetrica:

E prendiamo la retta di tutti i multipli del vettore : i vettori , , , e così via. Questa retta si scrive . Ricorda (lezione L06): lo Span di un vettore è l'insieme di tutti i suoi multipli.

Passiamo nella macchina qualche vettore della retta.

EntraContoEsceÈ ancora sulla retta?
sì: è 3 volte
sì: è 6 volte
sì

Ogni vettore della retta esce moltiplicato per 3, quindi resta sulla retta. La macchina sposta i vettori lungo la retta, ma non li porta mai fuori. Una stanza così si chiama invariante.

Non tutte le rette sono così. Prendi la retta dei multipli di . Entra ed esce la prima colonna della matrice, cioè . Questo vettore non è un multiplo di : è uscito dalla retta. Quella retta non è invariante.

Le dispense lo scrivono così.

Definizione 25.9 · Sottospazio invariante

Sia un endomorfismo. Un sottospazio è -invariante se , cioè se manda gli elementi di in .

Come si legge.

  • Il simbolo si legge «è contenuto in». dice che la stanza sta dentro lo spazio .
  • è l'insieme di tutti i vettori che escono dalla macchina quando entrano i vettori di .
  • dice: tutto quello che esce, partendo da , sta ancora in .
  • «-invariante» si legge «ti invariante»: invariante per la macchina . La stessa stanza può essere invariante per una macchina e non per un'altra.

Tre esempi che conosci già.

  • La stanza che contiene solo il vettore zero e la stanza grande quanto tutto lo spazio sono sempre invarianti.
  • Ricorda (lezione L17): un autovettore è un vettore , diverso da zero, che la macchina manda in un suo multiplo. Si scrive , e il numero si chiama autovalore. Allora la retta dei multipli di è invariante. Nell'esempio, è un autovettore con autovalore 3.
  • Ogni autospazio, cioè l'insieme degli autovettori di uno stesso autovalore più il vettore zero, è invariante. Oltre le dispense: lo sono anche il nucleo e l'immagine della macchina (lezione L14).

La stanza perpendicolare

Torniamo alla retta dei multipli di . Chi sono i vettori perpendicolari a tutta la retta? Il vettore lo è:

Lo spazio ortogonale è la retta dei multipli di . Passiamo nella macchina anche questo vettore:

Esce lo stesso vettore: resta sulla sua retta. Quindi anche la retta perpendicolare è invariante.

Guarda la figura. Le due rette tratteggiate sono le due stanze invarianti, e sono perpendicolari. Il vettore , in grigio, esce invece dalla sua retta: finisce in .

−3−2−1123−3−2−1123xy
La macchina di lascia al loro posto due rette perpendicolari. Il vettore invece esce dalla sua retta

Non è un caso. Succede perché la matrice è simmetrica, cioè perché la macchina è autoaggiunta.

Proposizione 25.10

Sia un endomorfismo autoaggiunto e un sottospazio. Se , allora . In altre parole, se è -invariante allora anche è -invariante.

Come si legge. è la stanza di tutti i vettori perpendicolari a ogni vettore di . La proposizione dice: se una macchina autoaggiunta non fa uscire nessun vettore dalla stanza , allora non fa uscire nessun vettore nemmeno dalla stanza perpendicolare.

Perché è vero? Il trucco è spostare la macchina. Fai il prodotto tra un vettore perpendicolare alla stanza, passato nella macchina, e un vettore della stanza. Sposti la macchina sul secondo vettore, che resta nella stanza. E il prodotto tra un vettore perpendicolare alla stanza e uno della stanza fa 0.

Dimostrazione · Proposizione 25.10
  1. Prendo un vettore qualsiasi di . Devo mostrare che anche sta in , cioè che è ortogonale a ogni vettore di .
  2. Prendo un vettore di . Siccome è autoaggiunto, sposto la macchina sull'altro vettore: .
  3. è invariante, quindi sta ancora in . E è ortogonale a tutti i vettori di . Quindi .
  4. Allora per ogni di . Cioè sta in .

Senza l'ipotesi «autoaggiunto» la proposizione è falsa. Ecco un esempio.

Esempio · Una macchina non autoaggiunta

Prendiamo la matrice , che non è simmetrica.

  1. La retta dei multipli di è invariante: è la prima colonna, cioè , che è stesso.
  2. La retta perpendicolare è quella dei multipli di .
  3. è la seconda colonna, cioè . Non è un multiplo di : è uscito dalla retta.

Quindi è invariante ma no.

L'idea · A che cosa serve

È il motore della dimostrazione del teorema spettrale (lezione L26). Trovi un autovettore di una macchina autoaggiunta. La retta dei suoi multipli è invariante, quindi lo è anche tutto lo spazio perpendicolare a quella retta. Allora la macchina si può guardare solo lì dentro, in uno spazio con una dimensione in meno, e si ricomincia. Un passo dopo l'altro si costruisce una base ortonormale fatta di autovettori.

Con lo strumento qui sotto puoi vedere le due rette dell'esempio.

Una matrice simmetrica: le rette di autovettori sono invarianti e perpendicolari

Caricamento dello strumento interattivo…

Che cosa provare.

  1. Lo strumento disegna le due rette di autovettori della matrice . Sono la retta dei multipli di , con autovalore 3, e la retta dei multipli di , con autovalore 1. Sono perpendicolari.
  2. Trascina il vettore lungo una delle due rette. Il vettore resta sulla stessa retta: la retta è invariante.
  3. Porta fuori dalle due rette. Adesso punta in un'altra direzione.
  4. Premi il pulsante «taglio». Carica la matrice dell'esempio qui sopra. La riga orizzontale resta invariante, ma quella verticale no.

Oltre le dispense · Dove trovarlo nel libro

Nel libro di Martelli i prodotti hermitiani sono nel §11.1 (pp. 347–350): definizione 11.1.1, definito positivo 11.1.3, prodotto hermitiano euclideo e matrici hermitiane nei §11.1.3–11.1.4, un esempio con gli integrali di funzioni complesse nel §11.1.5, matrice associata nel §11.1.6.

Gli endomorfismi autoaggiunti e i sottospazi invarianti sono nel §11.2 (pp. 350–352). Le corrispondenze con le dispense: la Proposizione 11.2.1 è la 25.6, il Corollario 11.2.2 è il 25.7, l'Esempio 11.2.3 è il 25.8, la Proposizione 11.2.5 è la 25.10.

Prova tu

Prendi la matrice . La retta dei multipli di è invariante? E quella dei multipli di ?

Entra ed esce la prima colonna, . È 3 volte : resta sulla retta. La prima retta è invariante.

Entra ed esce . Non è un multiplo di , perché i due numeri sono diversi. La seconda retta non è invariante.

Una macchina autoaggiunta di ha come stanza invariante un piano che passa per il punto di partenza. Che cosa puoi dire della retta perpendicolare al piano?

Per la Proposizione 25.10 anche la retta perpendicolare è invariante.

In più: un vettore della retta, passando nella macchina, resta sulla retta. Quindi diventa un multiplo di sé stesso. Ogni vettore della retta, diverso da zero, è un autovettore.

Da ricordare

  • Un sottospazio è invariante per la macchina quando manda i vettori di ancora dentro .
  • La retta dei multipli di un autovettore è sempre invariante.
  • Se è autoaggiunto e è invariante, anche è invariante. Senza «autoaggiunto» non è vero.
§8

I simboli di questa lezione

SimboloSi leggeVuol direEsempio
«i»il numero per cui
«a più b i»un numero complesso: parte reale , parte immaginaria
, «erre», «ci»l'insieme dei numeri reali, l'insieme dei numeri complessi,
«appartiene a»sta dentro l'insieme
«ci alla enne»le liste di numeri complessi sta in
«ics uno», «ics due»il primo e il secondo numero del vettore per : ,
«zeta coniugato»il numero con il segno cambiato davanti alla
«modulo di zeta»la distanza del numero dal punto di partenza
, «ics coniugato», «a coniugata»il vettore o la matrice con tutti i numeri coniugatise , allora
, «ics trasposto», «a trasposta»righe e colonne scambiate; un vettore in colonna diventa una riga
«prodotto di vi e vu doppia»il numero che il prodotto ricava da due vettori
«norma di vi»la lunghezza del vettore
«vi diverso da zero» non è il vettore fatto di soli zeri
, «lambda», «mi»lettere greche: indicano numeri
«vi primo»il nome di un altro vettore
«vi per vi»le coppie di vettori di
, «va in», «viene mandato in»dicono che cosa entra e che cosa esce
«emme di emme, enne, ci»le matrici con righe e colonne fatte di numeri complessiuna matrice con 2 righe e 2 colonne sta in
«acca i j»il numero della matrice nella riga e nella colonna : riga 1, colonna 2
«gi acca»il prodotto hermitiano fabbricato dalla matrice
«e uno, …, e enne»la base canonica: un 1 in un posto e 0 negli altriin : ,
«bi»il nome di una base
«coordinate di vi nella base bi»le quantità della ricetta che dà con i vettori della base
«ti da vi a vi»una macchina (endomorfismo) che prende e restituisce vettori di
«ti di vi»il vettore che esce quando entra
«elle a»la macchina «moltiplica per la matrice »
«matrice di ti nella base bi»la macchina scritta con i numeri, nella base
, «identità»la matrice con 1 sulla diagonale e 0 negli altri posti
«emme alla meno uno»l'inversa: moltiplicata per dà l'identità
«determinante»per una matrice con due righe e due colonne:
«span di vi»tutti i multipli del vettore contiene
«u è contenuto in vi»la stanza sta dentro lo spazio
«ti di u»tutti i vettori che escono quando entrano i vettori di
«u ortogonale»tutti i vettori ortogonali a ogni vettore di se , allora
§9

Verso l'esame

esame

La prova di Algebra lineare e Geometria ha 10 domande a risposta multipla, con 5 risposte e una sola giusta. Ci sono poi 2 problemi da 11 punti, corretti solo con almeno 6 risposte giuste. Dura 2 ore, senza calcolatrice, e si può portare solo un foglio da 4 facciate scritto a mano. Gli appelli 2026/27 sono il 22/01 e il 05/02/2027 alle 14:00. Tutti i dettagli sono nella lezione L01.

Che cosa di questa lezione compare negli appelli. Solo domande del quiz, ma frequenti: ce n'è una in 9 dei 15 appelli dal 2024 al 2026. Sono punti alla portata, se conosci il metodo. Le domande sono di tre tipi.

  • «Quale delle seguenti è un prodotto hermitiano su ?» Appelli del 24/01/2024 (domanda 4), 16/01/2025 (domanda 9), 07/02/2025 (domanda 6), 02/09/2025 (domanda 7), 15/01/2026 (domanda 2). Le cinque formule cambiano nei coefficienti e nelle lineette del coniugato.
  • «Quale matrice è (o non è) hermitiana?» Appelli del 10/06/2024 (domanda 9) e del 10/07/2024 (domanda 10).
  • «Quale applicazione è (o non è) autoaggiunta?» Appelli del 08/02/2024 (domanda 9, su ) e del 03/06/2026 (domanda 9, su ).

In tutti e tre i casi si finisce a guardare una matrice.

Metodo · Le tre domande tipiche

  1. Una formula è un prodotto hermitiano? Controlla le lineette sui numeri di . Scrivi la matrice dei coefficienti: riga = numerino di , colonna = numerino di . Controlla che sia hermitiana.
  2. Una matrice è hermitiana? Guarda la diagonale: deve essere reale. Guarda gli specchi: devono essere coniugati.
  3. Un'applicazione è autoaggiunta? Scrivi la matrice, una riga per ogni componente. Con i numeri reali deve essere simmetrica. Con i numeri complessi deve essere hermitiana.

Una domanda vera, letta insieme

Appello del 15/01/2026, domanda 2. Il testo: «Scriviamo , . Quale delle seguenti è un prodotto hermitiano?». Le cinque risposte:

RispostaFormula
(a)
(b)
(c)
(d)
(e)

In pratica chiede: hai due vettori di due numeri complessi e cinque ricette per ricavarne un numero. Quale ricetta rispetta le tre regole del prodotto hermitiano? Non serve controllare le regole una per una: basta il metodo della matrice.

Esempio · la soluzione, passo per passo

Passo 1: le lineette. Nella (b) i numeri di non sono coniugati. Si scarta.

Passo 2: le matrici. Per ogni formula rimasta scrivo i coefficienti in una tabella. La riga è il numerino di , la colonna è il numerino di .

RispostaMatriceDiagonale reale?Specchi coniugati?Hermitiana?
(a)sìno: il coniugato di è , non no
(c)no: c'è sìno
(d)sìno: il coniugato di è , non no
(e)sìsì: il coniugato di è sì

Passo 3: la risposta. È la (e).

La tentazione. La (e) ha sulla diagonale, quindi non è definita positiva: con il vettore dà . Viene voglia di scartarla. Ma la domanda chiede solo «prodotto hermitiano», e la Definizione 25.1 non chiede che il prodotto sia positivo.

Altre due domande vere

Conta all'esame · Appello del 03/06/2026, domanda 9

Quale delle seguenti applicazioni lineari è autoaggiunta rispetto al prodotto scalare euclideo? (a) ; (b) ; (c) ; (d) ; (e) .

Soluzione. Per il Corollario 25.7 basta scrivere le matrici, una riga per componente, e cercare quella simmetrica.

RispostaMatriceNumeri fuori dalla diagonaleSimmetrica?
(a) e sì
(b) e no
(c) e no
(d) e no
(e) e no

La risposta è la (a). Attenzione alla (c): la seconda componente è , cioè , quindi la seconda riga è e .

Conta all'esame · Appello del 10/06/2024, domanda 9

Quale delle seguenti matrici non è hermitiana?

Soluzione. Si comincia dalla diagonale, che è il controllo più veloce.

RispostaMatriceControllo
(a)diagonale reale; il coniugato di è : hermitiana
(b)diagonale reale; il coniugato di è e quello di è : hermitiana
(c)reale e simmetrica: hermitiana
(d)diagonale reale; il coniugato di è : hermitiana
(e)sulla diagonale ci sono e , che non sono reali: non hermitiana

La risposta è la (e). Nota che e sono numeri reali: sulla diagonale vanno benissimo.

Conta all'esame · Attenzione alle lineette

Negli appelli del 16/01/2025 e del 07/02/2025 le formule dei prodotti hermitiani sono stampate senza le lineette del coniugato, e le variabili si chiamano e . Le soluzioni ufficiali ragionano lo stesso sulla matrice dei coefficienti: diagonale reale e coefficienti fuori dalla diagonale coniugati. Se ti capita un testo così, usa lo stesso criterio.

Errori da evitare.

  • Dimenticare di controllare la diagonale: basta un coefficiente non reale sulla diagonale per escludere la matrice.
  • Coniugare cambiando il segno della parte reale. Il coniugato di è : cambia solo il segno davanti alla .
  • Credere che una matrice complessa simmetrica sia hermitiana.
  • Leggere la matrice di per colonne invece che per righe: la prima componente dà la prima riga.
  • Pensare che «hermitiano» voglia dire anche «definito positivo».
  • Far uscire un numero dal secondo posto del prodotto senza coniugarlo.

Conta all'esame · Il foglio da 4 facciate

Da questa lezione conviene copiare cinque righe.

  • Prodotto hermitiano: lineare nel primo posto; scambiando i vettori si coniuga; dal secondo posto i numeri escono coniugati; il prodotto di un vettore con sé stesso è reale.
  • Prodotto euclideo: .
  • Matrice hermitiana: , cioè diagonale reale e specchi coniugati.
  • Formula e matrice: il coefficiente di è .
  • Autoaggiunto vuol dire matrice hermitiana (simmetrica, con i numeri reali) in una base ortonormale. Se è invariante, anche lo è.
§10

Quiz

come all'esame
  1. Scriviamo , . Quale delle seguenti è un prodotto hermitiano?
  2. Quale di queste matrici è hermitiana?
  3. Con il prodotto hermitiano euclideo di , quanto vale ?
  4. Con il prodotto hermitiano euclideo di , quanto vale per ?
  5. Sia un prodotto hermitiano su e . Quale uguaglianza vale per ogni ?
  6. In una matrice hermitiana gli elementi della diagonale sono:
  7. Quale di queste applicazioni è autoaggiunta rispetto al prodotto scalare euclideo?
  8. Quale di queste applicazioni non è autoaggiunta rispetto al prodotto hermitiano euclideo?
  9. Sia un endomorfismo autoaggiunto di con il prodotto scalare euclideo. Rispetto a quale tipo di base la matrice di è sicuramente simmetrica?
  10. Sia un endomorfismo autoaggiunto di e sia un vettore con . Detto , quale affermazione è vera?
§11

Esercizi

con soluzioni

1 · Riscaldamento: coniugati e quadrati dei moduli base

Per ognuno di questi numeri scrivi il coniugato. Poi moltiplica il numero per il suo coniugato: (a) ; (b) ; (c) ; (d) .

Soluzione

Il coniugato si ottiene cambiando il segno davanti alla . Un numero per il suo coniugato dà il quadrato della parte reale più il quadrato della parte immaginaria.

(a) Il coniugato di è . Il prodotto, pezzo per pezzo: .

(b) Il coniugato di è . Il prodotto: .

(c) Il coniugato di è , perché non c'è nessuna . Il prodotto: .

(d) Il coniugato di è . Il prodotto: .

Controllo: i quattro risultati sono numeri reali e positivi, come deve essere.

2 · Riscaldamento: un prodotto hermitiano con numeri piccoli base

Con il prodotto hermitiano euclideo di calcola per e .

Soluzione
  1. Coniugo i numeri del secondo vettore. Il coniugato di è , il coniugato di è .
  2. Primo posto: .
  3. Secondo posto: .
  4. Sommo: .

Quindi .

Controllo: scambiando i vettori deve venire il coniugato, cioè . I coniugati dei numeri di sono e . Il conto è . Torna.

3 · Riscaldamento: hermitiana sì o no base

Quali di queste matrici sono hermitiane?

Soluzione

Due controlli per ogni matrice: la diagonale deve essere reale, e ogni numero deve essere il coniugato del suo specchio.

  • : sì. Sulla diagonale ci sono e . Il coniugato di è , che è il numero in alto a destra.
  • : sì. È fatta di numeri reali ed è simmetrica.
  • : no. La diagonale va bene, ma il coniugato di è , e in basso a sinistra c'è . È simmetrica, e con i numeri complessi non basta.
  • : no. Sulla diagonale c'è , che non è reale.

4 · Riscaldamento: la lunghezza di un vettore complesso base

Con il prodotto hermitiano euclideo di calcola la lunghezza di . Che cosa verrebbe senza coniugare?

Soluzione
  1. Coniugo i numeri del secondo vettore, che è ancora : il coniugato di è , quello di è .
  2. Il prodotto è .
  3. La lunghezza è .

Senza coniugare verrebbe : un vettore che non è zero sembrerebbe lungo zero. È proprio il guaio che il coniugato ripara.

5 · Conti con il prodotto hermitiano euclideo base

Siano e in . Calcola , , e , e verifica l'assioma (3).

Soluzione

Il prodotto di e . Si coniugano i numeri di : il coniugato di è , il coniugato di è .

  1. Primo posto: .
  2. Secondo posto: .
  3. Sommo: .

Quindi .

Il prodotto di e . Si coniugano i numeri di : il coniugato di è , il coniugato di è .

  1. Primo posto: .
  2. Secondo posto: .
  3. Sommo: .

Quindi .

L'assioma (3). Scambiando i vettori il risultato deve coniugarsi. Il coniugato di è : l'assioma è verificato.

Le norme. Si sommano i quadrati dei moduli.

  1. Per : il modulo di al quadrato è , quello di è . La somma è 6, quindi .
  2. Per : il modulo di al quadrato è , quello di è . La somma è 3, quindi .

6 · Completare una matrice hermitiana base

Completa la matrice in modo che sia hermitiana, poi stabilisci quali delle altre matrici sono hermitiane:

Soluzione

La matrice . Ogni asterisco è il coniugato del suo specchio rispetto alla diagonale.

  1. Riga 2, colonna 1. Lo specchio è nella riga 1, colonna 2: è . Il suo coniugato è .
  2. Riga 1, colonna 3. Lo specchio è nella riga 3, colonna 1: è . Il suo coniugato è .
  3. Riga 3, colonna 2. Lo specchio è nella riga 2, colonna 3: è . Il suo coniugato è .

La diagonale è fatta da , e : è già reale. Quindi

Le altre tre.

  • è hermitiana: la diagonale è reale e il coniugato di è .
  • non lo è: è simmetrica, ma il coniugato di è , e nell'altro posto c'è .
  • lo è: è fatta di numeri reali ed è simmetrica (Osservazione di p. 131).

7 · Le proprietà che seguono dagli assiomi medio

Usando solo gli assiomi (1), (2), (3) della Definizione 25.1 e le regole del coniugio, dimostra che per ogni e : (a) ; (b) ; (c) se e solo se .

Soluzione

(a) In parole: il prodotto con il vettore zero fa 0.

  1. Il vettore zero è «0 volte un vettore qualsiasi», per esempio . Per l'assioma (2) il numero 0 esce dal primo posto: .
  2. Per l'assioma (3) scambio i due vettori e coniugo: .

(b) In parole: dal primo posto il numero esce così com'è, dal secondo esce coniugato.

  1. Faccio uscire dal primo posto con l'assioma (2): .
  2. Ora devo far uscire dal secondo posto. Scambio e coniugo con l'assioma (3): .
  3. Adesso è al primo posto ed esce per l'assioma (2): ottengo .
  4. Il coniugato di un prodotto è il prodotto dei coniugati: ottengo .
  5. Per l'assioma (3), è . Quindi .
  6. Metto insieme il passo 1 e il passo 5: .

(c) In parole: se un prodotto fa 0, fa 0 anche quello con i vettori scambiati.

  1. Per l'assioma (3), è il coniugato di .
  2. Il coniugato di è . E l'unico numero che ha come coniugato è .
  3. Quindi uno dei due prodotti è esattamente quando lo è l'altro.

Conseguenza: per dire che due vettori sono ortogonali non serve precisare l'ordine.

8 · Dalla formula alla matrice e ritorno medio

Sia su . (a) Scrivi la matrice e verifica che è un prodotto hermitiano. (b) Calcola con e , sia con la formula sia con .

Soluzione

(a) Il coefficiente di va nella riga e nella colonna :

La diagonale è reale. Il coniugato di è , che è il numero in alto a destra. La matrice è hermitiana, quindi è un prodotto hermitiano.

(b) Con la formula.

  1. I numeri di sono e .
  2. I numeri di sono e . I loro coniugati sono e .
  3. I due pezzi con contengono uno zero e spariscono. Restano il secondo e il quarto pezzo.
  4. Secondo pezzo: .
  5. Quarto pezzo: .
  6. Sommo: .

Con le matrici.

  1. Il vettore coniugato è .
  2. Calcolo . Prima riga: . Seconda riga: .
  3. Moltiplico , messo in riga, per questo vettore: .

Controllo: i due metodi danno lo stesso numero, .

9 · La matrice associata in una base medio

In con il prodotto hermitiano euclideo sia con e . (a) Calcola la matrice associata . (b) Verifica la formula con e .

Soluzione

(a) La matrice associata è la tabella dei quattro prodotti tra i vettori della base. In ogni prodotto si coniugano i numeri del secondo vettore.

PostoProdottoContoRisultato
riga 1, colonna 1
riga 1, colonna 2
riga 2, colonna 1
riga 2, colonna 2

È hermitiana, come deve essere: diagonale reale, e è il coniugato di .

(b) Direttamente.

  1. Scrivo con i suoi numeri: .
  2. Il secondo vettore è . I coniugati dei suoi numeri sono e .
  3. Il prodotto: .

Con le coordinate.

  1. è fatto di 1 parte di e parti di : le sue coordinate sono .
  2. è fatto di 0 parti di e 1 parte di : le sue coordinate sono . Sono reali, quindi coniugarle non le cambia.
  3. Tabella per le coordinate di : viene la seconda colonna di , cioè .
  4. Coordinate di in riga per questo vettore: .

Controllo: i due metodi danno lo stesso numero, .

10 · Autoaggiunto o no? medio

Stabilisci quali endomorfismi sono autoaggiunti rispetto al prodotto euclideo (scalare o hermitiano): (a) , ; (b) , ; (c) , . Per (b) trova esplicitamente due vettori per cui la Definizione 25.5 fallisce.

Soluzione

Il metodo è lo stesso per tutti e tre: scrivo la matrice nella base canonica, una riga per ogni componente, e uso il Corollario 25.7.

(a) La matrice è . La diagonale è reale e il coniugato di è . È hermitiana, quindi è autoaggiunto.

(b) La matrice è . Sulla diagonale c'è : non è hermitiana, quindi non è autoaggiunto.

Due vettori per cui la definizione fallisce: prendo .

  1. .
  2. Primo conto: .
  3. Secondo conto: .

I due conti danno e : sono diversi.

(c) Le tre componenti danno le tre righe. La prima è , cioè . La seconda è , cioè . La terza è , cioè .

I numeri sono reali, quindi basta che la matrice sia simmetrica. Controllo i tre specchi: e , poi e , poi e . È simmetrica, quindi è autoaggiunto.

11 · La stessa matrice in due basi medio

Sia , che definisce un endomorfismo autoaggiunto di . Calcola la matrice di (a) nella base ortonormale ; (b) nella base . Commenta alla luce della Proposizione 25.6.

Soluzione

(a) Conviene guardare dove la macchina manda i vettori della base.

  1. . È 3 volte .
  2. . È volte .
  3. I due vettori della base sono autovettori, con autovalori e . Il numero davanti non cambia niente: un multiplo di un autovettore è ancora un autovettore.
  4. Nelle colonne della matrice vanno le coordinate dei vettori che escono. Il primo vettore della base va in 3 volte sé stesso: coordinate . Il secondo va in volte sé stesso: coordinate .

La matrice è diagonale, quindi è simmetrica, come prevede la Proposizione 25.6. È un'anteprima del teorema spettrale.

(b) Qui uso la formula .

  1. I vettori della base in colonna: .
  2. Il determinante: .
  3. L'inversa. Scambio i numeri sulla diagonale, cambio segno agli altri due e divido per 1: .
  4. Primo prodotto:
  5. Secondo prodotto:

Questa matrice non è simmetrica: fuori dalla diagonale ci sono e .

Commento. La base non è ortonormale: il prodotto scalare dei suoi due vettori è , non 0. La Proposizione 25.6 parla solo di basi ortonormali, quindi qui non dice niente. La macchina è autoaggiunta lo stesso.

12 · Sottospazi invarianti di una matrice simmetrica medio

Sia . (a) Verifica che è -invariante. (b) Trova e verifica direttamente che è invariante, come prevede la Proposizione 25.10.

Soluzione

(a) è la retta dei multipli di . Passo questo vettore nella macchina.

  1. Prima riga: .
  2. Seconda riga: .
  3. Terza riga: .

Esce , che è 2 volte : sta ancora in . Ogni altro vettore di è un multiplo di , e la macchina lo manda nel doppio di sé stesso. Quindi è invariante.

(b) Trovo . Cerco i vettori ortogonali a .

  1. Il prodotto scalare è .
  2. Deve fare 0: quindi . Il numero è libero.
  3. I vettori sono , cioè volte più volte .

Quindi : è un piano.

Controllo che è invariante. Passo nella macchina i due vettori che generano il piano.

  1. è la prima colonna: . Per questo vettore : sta in .
  2. : prima riga , seconda riga , terza riga . Esce , che sta in .

La macchina è lineare, quindi basta controllare i due vettori che generano il piano. è invariante, come prevede la Proposizione 25.10.

13 · Un prodotto hermitiano con un parametro tipo esame

Scriviamo , e, per , sia . (1) Per quali la formula è un prodotto hermitiano? (2) Per quel valore scrivi la matrice e calcola con . (3) Trova un vettore ortogonale a e calcola : il prodotto è definito positivo?

Soluzione

(1) Scrivo la matrice dei coefficienti: .

  1. La diagonale è fatta da e : è reale.
  2. Il numero in alto a destra deve essere il coniugato di quello in basso a sinistra. Il coniugato di è .

Quindi la formula è un prodotto hermitiano solo per .

(2) Con la matrice è .

Il vettore ha numeri reali, quindi coniugarlo non lo cambia. Tutti i numeri che compaiono nei quattro pezzi valgono 1. Restano i quattro coefficienti, da sommare:

Il risultato è reale, come deve essere per la proprietà (7).

(3) Qui «ortogonale» si intende rispetto al prodotto : cerco con .

  1. Il secondo vettore è . I coniugati dei suoi numeri sono e .
  2. I due pezzi con spariscono. Restano il primo e il terzo: .
  3. Voglio che faccia 0. Scelgo : allora .

Quindi . I coniugati dei suoi numeri sono e .

Ora calcolo , un pezzo alla volta.

PezzoCon i numeriContoRisultato

La somma è .

Un vettore diverso da zero dà un risultato negativo. Quindi il prodotto non è definito positivo.

14 · Un endomorfismo autoaggiunto di tipo esame

Sia , . (1) Scrivi la matrice di nella base canonica e mostra che è autoaggiunto rispetto al prodotto hermitiano euclideo. (2) Verifica direttamente che . (3) Verifica che è -invariante, trova e verifica che anche è invariante.

Soluzione

(1) Una riga per ogni componente:

La diagonale è reale e il coniugato di è . La matrice è hermitiana, quindi è autoaggiunto (Corollario 25.7).

(2) Faccio i due conti.

  1. è la prima colonna: . Il prodotto con : .
  2. è la seconda colonna: . I coniugati dei suoi numeri sono e . Il prodotto di con questo vettore: .

I due conti danno lo stesso numero, .

(3) è invariante. Passo nella macchina il vettore , cioè metto e .

  1. Prima componente: .
  2. Seconda componente: . Il prodotto vale . Quindi viene .

Esce : lo stesso vettore che è entrato. È un autovettore con autovalore 1, quindi la retta dei suoi multipli è invariante.

Trovo . Cerco i vettori il cui prodotto con fa 0.

  1. I coniugati dei numeri di sono e .
  2. Il prodotto è . Deve fare 0, quindi .
  3. Scelgo : viene il vettore .

Quindi .

è invariante. Passo nella macchina il vettore .

  1. Prima componente: . Il prodotto vale . Quindi viene .
  2. Seconda componente: .

Esce , che è 4 volte . Resta sulla retta , che quindi è invariante, come prevede la Proposizione 25.10. È la retta degli autovettori con autovalore 4.

15 · Autovalori e autovettori di un autoaggiunto difficile

Sia un endomorfismo autoaggiunto di uno spazio con prodotto hermitiano (o scalare) definito positivo. Dimostra che: (a) se con , allora è reale; (b) se e con , allora . (Sono due fatti che userai nella lezione L26.)

Soluzione

(a) In parole: gli autovalori di una macchina autoaggiunta sono numeri reali. L'idea è calcolare in due modi.

  1. Primo modo. Al posto di scrivo . Il numero è al primo posto ed esce così com'è: .
  2. Secondo modo. Siccome è autoaggiunto, sposto la macchina sull'altro vettore: .
  3. Ora è al secondo posto ed esce coniugato: .
  4. I due modi danno lo stesso numero: .
  5. Il prodotto è definito positivo e non è zero, quindi è un numero positivo. Posso dividere tutti e due i lati per questo numero: .
  6. Un numero uguale al suo coniugato è reale. Quindi è reale.

(b) In parole: due autovettori con autovalori diversi sono ortogonali. L'idea è calcolare in due modi.

  1. Primo modo: .
  2. Secondo modo. Sposto la macchina: .
  3. Il numero esce dal secondo posto coniugato. Ma per il punto (a) è reale, quindi il suo coniugato è stesso: .
  4. I due modi danno lo stesso numero: . Porto tutto a sinistra: .
  5. Un prodotto di due numeri fa 0 solo se uno dei due è 0. Il numero non è 0, perché e sono diversi. Quindi .

Controllo con un esempio della lezione: la matrice ha gli autovettori e , con autovalori e . Gli autovalori sono reali e i due vettori sono ortogonali.

16 · Hermitiana ma non definita positiva difficile

Sia . (a) Verifica che è hermitiana. (b) Trova un vettore con : il prodotto non è definito positivo.

Soluzione

(a) Sulla diagonale ci sono e , che sono reali. Il coniugato di è , che è il numero in alto a destra. La matrice è hermitiana.

(b) Scrivo la formula per esteso, mettendo ogni numero della matrice davanti al suo pezzo:

Provo con il vettore . I coniugati dei suoi numeri sono e .

PezzoCon i numeriRisultato

La somma è . Quindi con diverso da zero: il prodotto è hermitiano ma non è definito positivo.

Come si trova questo vettore. Si cerca un vettore che la matrice manda in zero. Qui manda in zero il vettore :

  1. Prima riga: .
  2. Seconda riga: .

Poi si prende in modo che il suo coniugato sia quel vettore: , cioè . Allora è il vettore zero, e . Nella lezione L26 vedrai che gli autovalori di questa matrice sono e .

§12

Domande di ripasso

autoverifica

Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.

Perché su non si può usare la formula per misurare le lunghezze?

Perché con i numeri complessi il prodotto di un vettore con sé stesso può venire zero, negativo o non reale. Per il vettore viene , anche se il vettore non è zero.

Se si coniugano i numeri del secondo vettore viene la somma dei quadrati dei moduli, che è reale e positiva.

Quali sono gli assiomi di un prodotto hermitiano?

Sono tre. Primo: una somma al primo posto si spezza. Secondo: un numero che moltiplica il primo vettore esce così com'è. Terzo: scambiando i due vettori il risultato si coniuga, cioè .

Devono valere per tutti i vettori e per tutti i numeri complessi.

Che cosa vuol dire sesquilineare? Come esce uno scalare dal secondo posto?

Vuol dire lineare nel primo posto e antilineare nel secondo. Uno scalare è un numero. Dal secondo posto esce coniugato: .

«Sesqui» in latino vuol dire «uno e mezzo».

Perché è sempre reale?

Per il terzo assioma, scambiando i due vettori il risultato si coniuga. Ma qui i due vettori sono uguali, quindi scambiarli non cambia niente. Il numero è uguale al suo coniugato, e un numero così è reale.

Che cos'è il prodotto hermitiano euclideo? È definito positivo?

È il prodotto su che moltiplica i numeri del primo vettore per i coniugati dei numeri del secondo e poi somma: .

È definito positivo. Il prodotto di un vettore con sé stesso è la somma dei quadrati dei moduli dei suoi numeri, che è positiva se il vettore non è zero.

Che cos'è una matrice hermitiana? Che cosa si può dire della sua diagonale?

È una matrice quadrata complessa in cui la trasposta è uguale alla coniugata: . Un numero alla volta: ogni numero è il coniugato del suo specchio rispetto alla diagonale.

I numeri sulla diagonale sono reali. Una matrice fatta di numeri reali è hermitiana esattamente quando è simmetrica.

Come si passa da una formula con i pezzi alla matrice, e come si decide se è un prodotto hermitiano?

Il coefficiente del pezzo va nella riga e nella colonna della matrice.

La formula è un prodotto hermitiano quando succedono due cose. In tutti i pezzi il numero di è coniugato. E la matrice dei coefficienti è hermitiana.

Che cos'è la matrice associata a un prodotto hermitiano in una base?

È la tabella dei prodotti tra i vettori della base: nel posto di riga e colonna c'è . È sempre hermitiana.

Serve a calcolare un prodotto con le coordinate: coordinate del primo vettore in riga, per la tabella, per le coordinate del secondo coniugate e in colonna.

Che cos'è un endomorfismo autoaggiunto? Che differenza c'è con un'isometria?

Un endomorfismo è autoaggiunto quando per ogni coppia di vettori: la macchina si può spostare da un posto all'altro del prodotto.

Un'isometria invece non cambia il prodotto quando tutti e due i vettori passano nella macchina: .

In una base ortonormale, con i numeri reali: autoaggiunto vuol dire matrice simmetrica, isometria vuol dire matrice ortogonale.

Che cosa dice la Proposizione 25.6? Perché serve la base ortonormale?

In una base ortonormale, un endomorfismo è autoaggiunto esattamente quando la sua matrice è hermitiana. Con i numeri reali vuol dire simmetrica.

La dimostrazione usa che in una base ortonormale la tabella dei prodotti è la matrice identità. In una base non ortonormale la matrice di una macchina autoaggiunta può non essere simmetrica: lo mostra l'Esempio 25.8.

Come si stabilisce se è autoaggiunto?

Si scrive la matrice nella base canonica, che è ortonormale: , una riga per ogni componente.

Poi si usa il Corollario 25.7. Con i numeri reali la matrice deve essere simmetrica. Con i numeri complessi deve essere hermitiana.

Che cos'è un sottospazio invariante? Che cosa dice la Proposizione 25.10?

Un sottospazio è invariante per la macchina quando manda i vettori di ancora dentro : .

La Proposizione 25.10 dice: se è autoaggiunto e è invariante, anche è invariante. Il motivo: per in e in vale .

§13

Glossario

termini
Coniugato
Il numero che si ottiene cambiando il segno davanti alla : il coniugato di è . Si scrive .
Modulo
La distanza di un numero complesso dal punto di partenza. Il suo quadrato è il numero per il suo coniugato: il modulo di è 5.
Prodotto hermitiano
Una regola che da due vettori complessi ricava un numero complesso. È lineare nel primo posto, e scambiando i due vettori il risultato si coniuga (Definizione 25.1).
Sesquilineare
Lineare nel primo posto e antilineare nel secondo. Dal secondo posto i numeri escono coniugati: .
Antilineare
Che rispetta le somme, ma fa uscire i numeri coniugati. Il prodotto hermitiano è antilineare nel secondo posto.
Prodotto hermitiano definito positivo
Un prodotto hermitiano in cui il prodotto di ogni vettore diverso da zero con sé stesso è positivo (Definizione 25.2).
Norma (caso complesso)
La lunghezza di un vettore: la radice del prodotto del vettore con sé stesso. Con il prodotto euclideo la norma di è .
Prodotto hermitiano euclideo
Su : i numeri del primo vettore per i coniugati dei numeri del secondo, poi la somma. In formula .
Matrice coniugata
La matrice : la matrice con tutti i numeri coniugati, senza spostarli.
Matrice hermitiana
Matrice quadrata in cui la trasposta è uguale alla coniugata: . In pratica: diagonale reale e specchi coniugati.
Prodotto
Il prodotto hermitiano fabbricato da una matrice hermitiana : . Il numero è il coefficiente di .
Matrice associata (caso hermitiano)
La tabella dei prodotti tra i vettori di una base: . È sempre hermitiana.
Endomorfismo
Un'applicazione lineare da uno spazio in sé stesso: una macchina che prende e restituisce vettori dello stesso spazio.
Endomorfismo autoaggiunto
Una macchina che si può spostare da un posto all'altro del prodotto: per ogni coppia di vettori (Definizione 25.5).
Vettori ortogonali
Due vettori il cui prodotto fa 0. Con il prodotto euclideo, e sono ortogonali.
Base ortonormale
Base fatta di vettori di norma 1 e ortogonali tra loro. In una base così la tabella dei prodotti è la matrice identità.
Sottospazio -invariante
Una stanza da cui la macchina non fa uscire nessun vettore: (Definizione 25.9).
Complemento ortogonale
L'insieme dei vettori ortogonali a tutti i vettori di . Se è la retta dei multipli di , è la retta dei multipli di .
§14

Checklist

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