Canale B · Lezione 08 · Libro, parte 2, §1.4 ed esercizi
Argomentazioni e regole di inferenza
Un detective mette in fila gli indizi e arriva a una conclusione: quando il suo ragionamento è corretto? Qui impari a dirlo con la tavola di verità, e poi a ragionare a piccoli passi con le regole di inferenza, senza tavole.
Un'argomentazione è una lista di frasi, le premesse, seguita da una frase finale, la conclusione.
È valida quando, se tutte le premesse sono vere, la conclusione non può essere falsa. Non vuol dire che la conclusione sia vera: vuol dire che segue dalle premesse.
Per controllarla con la tavola si guardano solo le righe con tutte le premesse vere. Basta una di queste righe con la conclusione falsa per dire che non è valida: è un controesempio.
Le regole di inferenza sono argomentazioni valide corte, da usare come passi. La più usata è il modus ponens: da «se A allora B» e da «A» segue «B».
Due ragionamenti sembrano giusti ma non lo sono: affermare il conseguente e negare l'antecedente.
Mettendo in fila le regole si arriva alla conclusione a piccoli passi, senza tavole: è una dimostrazione.
È la base di tutte le dimostrazioni della parte 2 del libro, e di tutta la matematica del corso.
Canali A, B e C
Nel canale B è la lezione di venerdì 16/10, dalle 11 alle 13. Per il docente è la lezione 9, perché la prima è stata un'introduzione: qui è la 08. Il diario del canale B la annuncia così: «Capitolo 1.4 (Parte 2). Regole di inferenza per le proposizioni. Esercizi.» Ho scritto questi appunti prima della lezione, sul §1.4 del libro, con le sue domande di ripasso e le soluzioni degli esercizi pubblicate sul Moodle del canale A (id 3851, aperto agli ospiti); gli esercizi sono quelli del libro e altri miei, non quelli che il docente farà in aula. Il diario del docente non dice altro su che cosa è stato fatto in aula. Servono le lezioni 06 e 07: connettivi, tavole e «se… allora». Nel canale A lo stesso argomento è nelle dispense di Felice Cardone, «La relazione di conseguenza per la logica proposizionale» e «Appunti su un metodo alternativo alle tavole di verità»; nel canale C nei lucidi del docente.
§1
Dagli indizi alla conclusione
libro, §1.4
In mensa è sparita una torta. Il detective raccoglie quattro informazioni su Bruno:
se sulle scarpe di Bruno c'è farina, allora Bruno è entrato in cucina;
sulle scarpe di Bruno c'è farina;
se Bruno è entrato in cucina, allora ha lavato i piatti o ha mangiato la torta;
Bruno non ha lavato i piatti.
E conclude: «Bruno ha mangiato la torta». Il ragionamento è corretto? Non chiediamo se le informazioni sono vere: chiediamo se, ammesso che siano vere, la conclusione deve esserlo per forza.
L'idea
Un ragionamento è corretto quando non c'è nessun modo di avere tutte le informazioni vere e la conclusione falsa.
Il libro chiama argomentazione un ragionamento così: una lista di frasi di partenza e una frase finale. Le frasi di partenza si chiamano premesse, o ipotesi; la frase finale è la conclusione. Il libro la scrive in colonna, con le premesse una sotto l'altra e la conclusione dopo il simbolo ∴, che si legge «quindi».
Definizione · Argomentazione valida (libro, §1.4, Definizione 1.4.1)
Un'argomentazione è una sequenza di proposizioni scritta
p1,p2,…,pn/∴q.
Le proposizioni p1,…,pn sono le premesse (o ipotesi) e q è la conclusione. L'argomentazione è valida se, quando p1,p2,…,pn sono tutte vere, anche q è vera. Un'argomentazione che non è valida si chiama non valida.
Come si legge. Le premesse sono gli indizi, la conclusione è il verdetto. «Valida» vuol dire che il verdetto segue dagli indizi: se gli indizi sono veri, il verdetto è vero. Il libro chiama questo modo di ragionare ragionamento deduttivo: trarre una conclusione da una sequenza di proposizioni.
Trappola · Valida non vuol dire vera
«Se un numero è pari, è divisibile per 4. 6 è pari. Quindi 6 è divisibile per 4.» L'argomentazione è valida: ha la forma giusta. La conclusione però è falsa, perché la prima premessa è falsa. La validità parla della forma del ragionamento, non della verità delle premesse.
Prova tu
«Se piove, la strada è bagnata. Piove. Quindi la strada è bagnata.» Quali sono le premesse e la conclusione? Ti sembra valida?
Le premesse sono «se piove, la strada è bagnata» e «piove»; la conclusione è «la strada è bagnata». È valida: se le due premesse sono vere, la strada è per forza bagnata.
Da ricordare
Argomentazione: premesse, poi una conclusione.
Valida: con tutte le premesse vere, la conclusione non può essere falsa.
§2
Controllare con la tavola di verità
libro, §1.4
La definizione dice «quando le premesse sono tutte vere». Con le lettere, ogni riga della tavola è una situazione possibile. Quindi il controllo è questo: si guardano le righe in cui le premesse sono tutte vere, e solo quelle.
Metodo · Un'argomentazione è valida?
Scrivi le premesse e la conclusione con le lettere.
Fai la tavola, con una colonna per ogni premessa e una per la conclusione.
Segna le righe in cui tutte le premesse sono vere.
In tutte queste righe la conclusione è vera? Allora è valida. Se in almeno una è falsa, non è valida, e quella riga è un controesempio.
Le righe con almeno una premessa falsa non contano.
Esempio · La regola della strada bagnata
Con p: «piove» e q: «la strada è bagnata», l'argomentazione è p→q,p/∴q.
p
q
p→q
p
q
V
V
V
V
V
V
F
F
V
F
F
V
V
F
V
F
F
V
F
F
Solo nella prima riga le due premesse sono vere, e lì la conclusione è vera. È valida: è l'esercizio 1 del §1.4, e le soluzioni del libro dicono «valida».
Esempio · Un'argomentazione non valida (esercizio 4 del libro)
Premesse: (p∨r)→q e q. Conclusione: ¬p→r. Le soluzioni del libro dicono «non valida». Ecco il controesempio: p = F, q = V, r = F.
Prima premessa: p∨r è falsa, quindi l'implicazione è vera a vuoto.
Seconda premessa: q è vera.
Conclusione: ¬p è vera e r è falsa, quindi ¬p→r è falsa.
Premesse vere e conclusione falsa: basta questa riga.
Lo strumento qui sotto fa il controllo per te. Le righe con le premesse tutte vere diventano verdi se la conclusione è vera, rosse se è falsa. Le premesse si separano con il punto e virgola.
L'argomentazione è valida?
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
Con lo strumento, controlla l'argomentazione p→q,q/∴p. È valida?
No. Nella riga p = F, q = V le due premesse sono vere e la conclusione è falsa: è un controesempio.
Da ricordare
Si guardano solo le righe con tutte le premesse vere.
Basta una di quelle righe con la conclusione falsa: non è valida.
§3
Le regole di inferenza
libro, §1.4
Con 4 lettere la tavola ha 16 righe, con 5 ne ha 32. Il detective non fa tavole: ragiona a piccoli passi, e ogni passo è un ragionamento corto già noto, che si sa essere valido. Questi ragionamenti si chiamano regole di inferenza. Il libro ne elenca sette.
Nome
Premesse
Conclusione
Un esempio
modus ponens
p→q e p
q
se piove la strada è bagnata; piove; quindi la strada è bagnata
modus tollens
p→q e ¬q
¬p
se piove la strada è bagnata; la strada è asciutta; quindi non piove
addizione
p
p∨q
piove; quindi piove o nevica
semplificazione
p∧q
p
piove e fa freddo; quindi piove
congiunzione
p e q
p∧q
piove; fa freddo; quindi piove e fa freddo
sillogismo ipotetico
p→q e q→r
p→r
se piove esco con l'ombrello; se esco con l'ombrello lo dimentico; quindi se piove lo dimentico
sillogismo disgiuntivo
p∨q e ¬p
q
è a casa o in biblioteca; non è a casa; quindi è in biblioteca
Le due regole con la freccia
Le più importanti sono le prime due. Tutte e due partono da una promessa «se p allora q», come la promessa della pizza della lezione 07.
Modus ponens, «modo che afferma»: l'ipotesi si è avverata, quindi anche la conclusione. La squadra ha vinto: arriva la pizza.
Modus tollens, «modo che nega»: la conclusione manca, quindi manca anche l'ipotesi. La pizza non è arrivata: la squadra non ha vinto. È la contronominale della lezione 07 usata come passo.
Perché sono valide
Ogni regola si controlla con una tavola, come nella sezione prima. Per il modus tollens, le premesse sono p→q e ¬q:
p
q
p→q
¬q
¬p
V
V
V
F
F
V
F
F
V
F
F
V
V
F
V
F
F
V
V
V
Solo nell'ultima riga le premesse sono tutte e due vere, e lì ¬p è vera. È la tavola delle soluzioni del libro, esercizio 33.
Prova tu
Che regola è? (a) «Se è domenica il negozio è chiuso. Il negozio non è chiuso. Quindi non è domenica.» (b) «Piove o nevica. Non piove. Quindi nevica.» (c) «Fa freddo e piove. Quindi fa freddo.»
(a) Modus tollens. (b) Sillogismo disgiuntivo. (c) Semplificazione.
Da ricordare
Modus ponens: da «se p allora q» e «p», segue «q».
Modus tollens: da «se p allora q» e «non q», segue «non p».
Le altre cinque: addizione, semplificazione, congiunzione, sillogismo ipotetico e disgiuntivo.
§4
Due ragionamenti che sembrano giusti
libro, §1.4
Due ragionamenti somigliano al modus ponens e al modus tollens, ma non sono validi. Sono errori così comuni da avere un nome.
Nome dell'errore
Premesse
Conclusione sbagliata
Il controesempio
affermare il conseguente
p→q e q
p
p = F, q = V
negare l'antecedente
p→q e ¬p
¬q
p = F, q = V
Con la strada bagnata:
«Se piove la strada è bagnata. La strada è bagnata. Quindi piove.» Non è valida: la strada può essere bagnata perché è passata l'autobotte.
«Se piove la strada è bagnata. Non piove. Quindi la strada non è bagnata.» Non è valida, per lo stesso motivo.
Il controesempio è in tutti e due i casi la riga «non piove, ma la strada è bagnata». È l'errore di confondere una promessa con la sua inversa, della lezione 07.
Esempio · Un errore nascosto (esercizio 13 del libro)
Le soluzioni del libro scrivono così un'argomentazione non valida: «Se non compreremo un computer nuovo, allora 4 megabyte non sono meglio di niente. Compreremo un computer nuovo. Quindi 4 megabyte sono meglio di niente.»
Con p: «4 megabyte sono meglio di niente» e q: «compreremo un computer nuovo», le premesse sono ¬q→¬p e q, la conclusione è p. La prima premessa è la contronominale di p→q; con q vera e p falsa le premesse sono vere e la conclusione falsa. È di nuovo «affermare il conseguente».
Trappola · Una conclusione vera non salva un ragionamento sbagliato
«Se un numero è divisibile per 4, è pari. 8 è pari. Quindi 8 è divisibile per 4.» La conclusione è vera, ma il ragionamento non è valido: con 6 al posto di 8 le premesse restano vere e la conclusione diventa falsa.
Prova tu
È valida «Se studio, passo l'esame. Non ho studiato. Quindi non passo l'esame»?
No: è «negare l'antecedente». Il controesempio è la riga in cui non ho studiato e passo lo stesso: le premesse sono vere e la conclusione è falsa.
Da ricordare
Affermare il conseguente, p→q e q quindi p: non valido.
Negare l'antecedente, p→q e ¬p quindi ¬q: non valido.
§5
Catene di regole: le dimostrazioni
libro, §1.4
Torna al detective della torta. Con le lettere:
F: «sulle scarpe di Bruno c'è farina»;
C: «Bruno è entrato in cucina»;
L: «Bruno ha lavato i piatti»;
T: «Bruno ha mangiato la torta».
Le premesse sono F→C, F, C→(L∨T) e ¬L. La conclusione è T. Con la tavola servirebbero 16 righe. Con le regole bastano tre passi, ognuno giustificato da una regola:
Passo
Che cosa so
Perché
1
F→C
premessa
2
F
premessa
3
C
dai passi 1 e 2, modus ponens
4
C→(L∨T)
premessa
5
L∨T
dai passi 4 e 3, modus ponens
6
¬L
premessa
7
T
dai passi 5 e 6, sillogismo disgiuntivo
Il ragionamento del detective è valido. Una catena così, in cui ogni passo è una premessa o segue dai passi prima con una regola, è una dimostrazione della conclusione.
Metodo · Costruire una catena di regole
Traduci le premesse e la conclusione con le lettere.
Parti dalle premesse «semplici», come una lettera da sola: sono quelle che fanno scattare un modus ponens.
A ogni passo scrivi che cosa ottieni e con quale regola, citando i passi che usi.
Se resti bloccato, guarda la conclusione: quale regola potrebbe averla prodotta, e da che cosa?
Esempio · Benzina, negozio, bibita (esercizio 30 del libro)
Le soluzioni del libro usano tre proposizioni: p «c'è benzina nell'auto», q «vado al negozio», r «compro una bibita». Le premesse sono p→q, q→r e p; la conclusione è r.
Da p→q e q→r, per sillogismo ipotetico: p→r.
Da p→r e p, per modus ponens: r.
«Compro una bibita» segue dalle premesse.
Esempio · Il programma che non funziona (esercizio 15 del libro)
Le soluzioni del libro scrivono questa argomentazione, e dicono che è valida: «Se il ciclo for è difettoso o il ciclo while è difettoso, allora l'hardware è inaffidabile o l'output è corretto. Il ciclo for è difettoso. L'hardware non è inaffidabile. Quindi l'output è corretto.»
Con p «il for è difettoso», q «il while è difettoso», r «l'hardware è inaffidabile», s «l'output è corretto»:
da p, per addizione: p∨q;
da (p∨q)→(r∨s) e p∨q, per modus ponens: r∨s;
da r∨s e ¬r, per sillogismo disgiuntivo: s.
Prova tu
Scrivi una catena di regole per p→q,q→r,¬r/∴¬p.
Da q→r e ¬r, per modus tollens, ¬q. Da p→q e ¬q, ancora per modus tollens, ¬p. Si può anche fare il sillogismo ipotetico, p→r, e poi un solo modus tollens.
Da ricordare
Una dimostrazione è una catena di passi: ogni passo è una premessa, o segue dai passi prima con una regola.
Per dire che un'argomentazione non è valida le regole non servono: serve un controesempio.
§6
Esercizi del libro, in italiano
libro, §1.4
La seconda parte della lezione, nel diario, è di esercizi. Il §1.4 del libro ne ha di tre tipi: argomentazioni con le lettere, argomentazioni a parole da tradurre, e domande sul nome delle regole. Ecco i modelli, con le soluzioni ufficiali.
Con le lettere: valida o no?
Esercizio
Premesse
Conclusione
Soluzione del libro
6
(p→s)∧(q→r) e p∨q
r∨s
valida
9
p→(r∨s), q→r, ¬s e p
r∨q
valida
Esempio · L'esercizio 9 con le regole
Da p→(r∨s) e p, per modus ponens: r∨s.
Da r∨s e ¬s, per sillogismo disgiuntivo: r. Qui l'«o» è letto nell'altro ordine, s∨r: è lo stesso, per la proprietà commutativa.
Da r, per addizione: r∨q.
La premessa q→r non serve. Capita: non tutte le premesse devono essere usate.
L'esercizio 6 è un ragionamento per casi: da p∨q ci sono due possibilità. Se è vera p, con p→s arriva s; se è vera q, con q→r arriva r. In tutti e due i casi è vera r∨s.
A parole: tradurre e decidere
Esempio · Il computer nuovo (esercizio 10 del libro)
Le soluzioni del libro: «Se 4 megabyte sono meglio di niente, allora compreremo un computer nuovo. Se 4 megabyte sono meglio di niente, allora compreremo altra memoria. Quindi, se 4 megabyte sono meglio di niente, compreremo un computer nuovo e altra memoria.» È valida.
Con p, q, r al posto delle tre frasi: premesse p→q e p→r, conclusione p→(q∧r). Nella lezione 07 hai visto che (p→q)∧(p→r)≡p→(q∧r): per questo è valida.
Esempio · Il ciclo for, ancora (esercizio 18 del libro)
«Se il for è difettoso, il while è difettoso. Se il while è difettoso, l'hardware è inaffidabile. L'hardware non è inaffidabile. Se l'output è corretto, l'hardware è inaffidabile. Quindi l'output non è corretto.» Per le soluzioni del libro è valida.
Basta un passo: da «se l'output è corretto, l'hardware è inaffidabile» e «l'hardware non è inaffidabile», per modus tollens, «l'output non è corretto».
Il nome della regola
Alcuni esercizi danno un ragionamento e chiedono quale regola usa. Nelle soluzioni dell'esercizio 27, per esempio, la risposta è «addizione». Si riconosce guardando la forma: una frase sola che diventa un «o» è sempre un'addizione.
Prova tu
Per l'esercizio 6, trova una riga in cui una premessa è falsa e la conclusione è falsa. Rende non valida l'argomentazione?
Per esempio p, q, r, s tutte false: p∨q è falsa e r∨s è falsa. Non rende non valida l'argomentazione, perché in quella riga non sono vere tutte le premesse.
Da ricordare
Non tutte le premesse devono servire.
Da «p o q» si ragiona per casi: si guarda che cosa succede con p e che cosa succede con q.
§7
Un rompicapo: chi ordina il caffè?
È il rompicapo che il canale A risolve a lezione. Tre amici al bar, e quattro informazioni:
se Alberto ordina un caffè, lo ordina anche Bice;
Bice o Carlo ordinano un caffè, ma non tutti e due;
Alberto o Carlo ordinano un caffè, o tutti e due;
se Carlo ordina un caffè, lo ordina anche Alberto.
Chi ordina il caffè? Uso una lettera per ogni amico: A vuol dire «Alberto ordina un caffè», e lo stesso B per Bice e C per Carlo. Le quattro informazioni diventano le premesse A→B, B⊕C, A∨C e C→A. Le righe sono 8; la tavola dice che una sola rende vere tutte e quattro le informazioni: A = V, B = V, C = F.
Si può anche ragionare per casi, senza tavola.
Se Carlo ordina il caffè: dalla 4, lo ordina Alberto; dalla 1, lo ordina Bice. Ma allora Bice e Carlo lo ordinano tutti e due, contro la 2. Impossibile.
Quindi Carlo non lo ordina. Dalla 3, lo ordina Alberto; dalla 1, lo ordina Bice. La 2 è rispettata: Bice sì, Carlo no.
Alberto e Bice ordinano il caffè, Carlo no. Mettilo nello strumento per vedere la riga verde.
Il rompicapo del caffè
Caricamento dello strumento interattivo…
Prova tu
Cambia la quarta informazione in «se Alberto ordina un caffè, lo ordina anche Carlo». Chi ordina il caffè adesso? E se invece tieni le quattro informazioni e ne aggiungi una quinta, «se Bice ordina un caffè, lo ordina anche Carlo»?
Con la quarta cambiata ordina solo Carlo. Se Alberto ordinasse, lo ordinerebbero anche Bice e Carlo, contro la seconda informazione. Quindi Alberto no; dalla terza Carlo sì; dalla seconda Bice no.
Con la quinta aggiunta, invece, nessuna riga rende vere tutte le informazioni. Da informazioni contraddittorie segue qualunque conclusione, a vuoto: lo strumento lo segnala.
Da ricordare
Un rompicapo è un'argomentazione: le informazioni sono le premesse.
Se le premesse non possono essere vere insieme, l'argomentazione è valida a vuoto.
§8
La notazione del canale A: la conseguenza logica
Nelle dispense di Felice Cardone, sul Moodle del canale A, la stessa idea ha un altro nome e un altro simbolo. La dispensa dice che il libro scrive p1,…,pn/∴p per quello che lì si scrive con il simbolo ⊨.
Definizione · Conseguenza logica (dispensa del canale A)
A1,…,An⊨A vale se e solo se, per ogni riga della tavola di verità in cui A1,…,An sono vere, anche A è vera.
Come si legge.⊨ si legge «ha come conseguenza logica». È la definizione di argomentazione valida, scritta con un simbolo. Con niente a sinistra, ⊨A vuol dire che A è vera in tutte le righe: è una tautologia.
C'è un legame preciso tra le due cose, che il canale A dimostra a lezione: A⊨B esattamente quando A→B è una tautologia. «B segue da A» vuol dire che nessuna riga ha A vera e B falsa, cioè che A→B non è mai falsa.
Approfondimento · Il metodo alternativo alle tavole (canale A)
La seconda dispensa del canale A propone un modo più veloce delle tavole. È una dimostrazione per assurdo organizzata: si suppone che le premesse siano vere e la conclusione falsa, e si cercano le conseguenze.
Si divide il foglio con una linea verticale: a sinistra le formule vere, a destra quelle false. All'inizio a sinistra ci sono le premesse e a destra la conclusione. Poi si spezza una formula alla volta, secondo il suo connettivo:
un «e» vero mette tutte e due le parti a sinistra; un «o» falso le mette tutte e due a destra;
un «se… allora» falso mette l'ipotesi a sinistra e la conclusione a destra;
un «non» sposta la formula dall'altra parte;
un «e» falso, un «o» vero e un «se… allora» vero aprono due rami, uno per ogni possibilità.
Un ramo si chiude quando la stessa lettera compare a sinistra e a destra: dovrebbe essere vera e falsa insieme. Se si chiudono tutti i rami, l'argomentazione è valida. Se un ramo resta aperto, dà un controesempio: le lettere a sinistra sono vere, quelle a destra false.
Per il modus ponens: a sinistra A e A→B, a destra B. Spezzando A→B, vero, si aprono due rami: in uno A va a destra, e si chiude con la A di sinistra; nell'altro B va a sinistra, e si chiude con la B di destra. Tutti chiusi: valida.
Prova tu
Con la notazione del canale A, come si scrive che il modus tollens è valido?
p→q,¬q⊨¬p.
Da ricordare
A1,…,An⊨A è la stessa cosa di «l'argomentazione è valida».
A⊨B esattamente quando A→B è una tautologia.
§9
I simboli di questa lezione
Simbolo
Si legge
Vuol dire
Esempio
p1,…,pn/∴q
«premesse, quindi q»
un'argomentazione
p→q,p/∴q
∴
«quindi»
introduce la conclusione
⊨
«ha come conseguenza»
la notazione del canale A per «argomentazione valida»
p,q⊨p∧q
⊨A
«A è una tautologia»
A è vera in tutte le righe
⊨p∨¬p
modus ponens
«modus ponens»
da p→q e p segue q
modus tollens
«modus tollens»
da p→q e ¬q segue ¬p
§10
Verso l'esame
esame
Le regole dell'esame, uguali per i tre canali, sono nella lezione 01 e nella scheda del corso: 9 quiz in 45 minuti al computer, con Safe Exam Browser, da 3 punti l'uno; servono almeno 18 punti.
Che cosa serve di questa lezione
Vero o falso su argomentazioni. Domande come «da A→B e B segue A?»: si risponde cercando un controesempio. Nelle simulazioni del 2023/24 che ho non c'è una domanda così; il diario del canale A 2025/26 cita però «problemi relativi a conseguenza logica» tra gli esercizi di ripasso.
Il nome delle regole: modus ponens, modus tollens e gli errori classici.
Le dimostrazioni della parte 2 del libro, dalla prossima settimana: ogni passo di una dimostrazione è una regola di questa lezione.
Una domanda nello stile del quiz, letta insieme
Il testo: «Quali delle seguenti argomentazioni sono valide? (a) A→B,B/∴A; (b) A∨B,¬A/∴B; (c) A→B,¬B/∴¬A; (d) A→B,¬A/∴¬B; (e) A∧B/∴A∨B.»
In pratica chiede: per ognuna, vero o falso. Un controesempio basta per scartare.
Esempio · la soluzione, passo per passo
(a) Non valida: è affermare il conseguente. Controesempio: A = F, B = V.
(b) Valida: è il sillogismo disgiuntivo.
(c) Valida: è il modus tollens.
(d) Non valida: è negare l'antecedente. Controesempio: A = F, B = V.
(e) Valida: l'unica riga con A∧B vera ha A e B vere, e lì A∨B è vera. Si ottiene anche con due regole: semplificazione, poi addizione.
Le valide sono (b), (c) ed (e). Nota che (a) e (d) hanno lo stesso controesempio: la riga A = F, B = V è quella da provare per prima con le frecce.
Metodo · Le domande sulle argomentazioni
Riconosci la forma: è una delle sette regole? Allora è valida. È uno dei due errori? Allora non lo è.
Se non la riconosci, cerca un controesempio: prova a rendere falsa la conclusione e vere tutte le premesse. Con le frecce, parti dalle righe con l'ipotesi falsa.
Se il controesempio non esiste, l'argomentazione è valida. Per esserne sicuro, fai la tavola delle sole righe con la conclusione falsa.
Errori da evitare
Guardare tutte le righe della tavola, invece delle sole righe con le premesse vere.
Pensare che «valida» voglia dire «con la conclusione vera».
Affermare il conseguente o negare l'antecedente.
Dimenticare che basta un controesempio.
Nel modus tollens, negare la cosa sbagliata: da p→q e ¬q segue ¬p, non ¬q.
§11
Quiz
come all'esame
Quando un'argomentazione è valida?
È la definizione 1.4.1 del libro: se le premesse sono vere, la conclusione deve esserlo. La risposta più insidiosa è «quando la conclusione è vera»: un'argomentazione con la conclusione vera può essere non valida, e una valida può avere la conclusione falsa se una premessa è falsa. La stessa tavola è l'equivalenza, un'altra cosa.
Quale regola usa «Se ho la febbre, resto a casa. Non resto a casa. Quindi non ho la febbre»?
Da «se p allora q» e «non q» segue «non p»: è il modus tollens. La risposta più insidiosa è il modus ponens, che parte da «p», non da «non q». Affermare il conseguente partirebbe da «resto a casa».
Quale di queste argomentazioni non è valida?
È «affermare il conseguente»: con p = F e q = V le premesse sono vere e la conclusione falsa. La risposta più insidiosa è il modus tollens, che a prima vista sembra girato al contrario ma è valido. Le altre sono modus ponens, sillogismo disgiuntivo e sillogismo ipotetico.
Per l'argomentazione p→q,¬p/∴¬q, qual è un controesempio?
Con p falsa e q vera: p→q è vera a vuoto, ¬p è vera, e ¬q è falsa. La risposta più insidiosa è «non ce n'è»: la forma somiglia al modus tollens, ma nega l'ipotesi invece della conclusione. Con p = F, q = F le premesse sono vere ma anche la conclusione: non è un controesempio.
Da quali premesse segue r con un solo modus ponens?
Il modus ponens chiede «se q allora r» e «q». La risposta più insidiosa è q→r e ¬q: è negare l'antecedente, e da lì non segue niente su r. Con r→q e q si afferma il conseguente.
Nell'esercizio 9 del libro, p→(r∨s),q→r,¬s,p/∴r∨q, quale premessa non serve?
Da p e p→(r∨s) viene r∨s; con ¬s viene r; per addizione r∨q. La risposta più insidiosa è «servono tutte»: in un'argomentazione valida possono esserci premesse in più, che non si usano.
Che cosa vuol dire A,B⊨C nella notazione del canale A?
È la conseguenza logica: la stessa cosa dell'argomentazione valida A,B/∴C. La risposta più insidiosa è «stessa tavola»: è l'equivalenza, che chiede anche il verso opposto. «C vera in tutte le righe» è ⊨C, senza premesse.
Dalle premesse p→q e q→r, quale conclusione segue con il sillogismo ipotetico?
Le implicazioni si mettono in fila: da p a q, da q a r, quindi da p a r. La risposta più insidiosa è r: per avere r servirebbe anche p tra le premesse, e poi un modus ponens.
Le premesse p, ¬p hanno come conseguenza:
Nessuna riga rende vere tutte e due le premesse, quindi la condizione «in ogni riga con le premesse vere» è sempre rispettata: l'argomentazione è valida a vuoto, con qualunque conclusione. La risposta più insidiosa è «nessuna formula»: sembra logico, ma la definizione dice il contrario.
Nel rompicapo del caffè (A→B, B⊕C, A∨C, C→A), quante righe della tavola rendono vere tutte e quattro le informazioni?
1
Solo la riga A = V, B = V, C = F. Ragionando per casi: se Carlo ordinasse il caffè, lo ordinerebbero anche Alberto e Bice, e la seconda informazione sarebbe falsa.
§12
Esercizi
con soluzioni
1 · Riscaldamento: premesse e conclusione base
In ciascuna argomentazione indica le premesse e la conclusione, e traducila con le lettere: (a) «Se è festa, la biblioteca è chiusa. È festa. Quindi la biblioteca è chiusa.» (b) «Studio o vado al cinema. Non vado al cinema. Quindi studio.»
Soluzione
(a) Con f: «è festa» e b: «la biblioteca è chiusa»: premesse f→b e f, conclusione b. È un modus ponens.
(b) Con s: «studio» e c: «vado al cinema»: premesse s∨c e ¬c, conclusione s. È un sillogismo disgiuntivo, con l'«o» letto nell'altro ordine.
2 · Riscaldamento: riconoscere le regole base
Che regola è? (a) «Mangio e bevo. Quindi mangio.» (b) «Piove. Quindi piove o tira vento.» (c) «Se studio capisco; se capisco mi diverto. Quindi se studio mi diverto.» (d) «Ho il libro. Ho gli appunti. Quindi ho il libro e gli appunti.»
Dì se sono valide e, se non lo sono, dai un controesempio: (a) p→q,¬r→¬q,¬r/∴¬p; (b) p→q,q→r,r/∴p; (c) p∨q,p→r,¬r/∴q.
Soluzione
(a) Valida. Da ¬r→¬q e ¬r, per modus ponens, ¬q. Da p→q e ¬q, per modus tollens, ¬p.
(b) Non valida: con p = F, q = V, r = V le premesse sono vere e la conclusione è falsa. Va bene anche p = F, q = F, r = V.
(c) Valida. Da p→r e ¬r, per modus tollens, ¬p. Da p∨q e ¬p, per sillogismo disgiuntivo, q.
4 · Riscaldamento: la tavola della congiunzione base
Mostra con una tavola che la regola di congiunzione, p,q/∴p∧q, è valida. È l'esercizio 36 del libro.
Soluzione
p
q
p∧q
V
V
V
V
F
F
F
V
F
F
F
F
L'unica riga con le due premesse vere è la prima, e lì p∧q è vera: è valida.
5 · Una catena più lunga medio
Scrivi una dimostrazione di s dalle premesse p→q, q→r, r→s e p, citando la regola di ogni passo.
Soluzione
Passo
Che cosa so
Perché
1
p→q
premessa
2
q→r
premessa
3
r→s
premessa
4
p
premessa
5
q
1 e 4, modus ponens
6
r
2 e 5, modus ponens
7
s
3 e 6, modus ponens
6 · Il ragionamento per casi medio
Mostra che p→r,q→r,p∨q/∴r è valida, prima ragionando per casi e poi con lo strumento.
Soluzione
Per casi. Da p∨q, è vera p oppure è vera q. Se è vera p, da p→r per modus ponens viene r. Se è vera q, da q→r viene r. In tutti e due i casi r è vera.
Con lo strumento. Le righe con le tre premesse vere sono 3, e in tutte r è vera. È lo schema delle dimostrazioni per casi, che il libro userà nel capitolo 2.
7 · Tradurre e decidere medio
«Se il server è acceso, il sito risponde. Il sito non risponde. Se il sito non risponde, gli utenti si lamentano. Quindi il server è spento e gli utenti si lamentano.» Traduci e dimostra la conclusione.
Soluzione
Con a: «il server è acceso», r: «il sito risponde», u: «gli utenti si lamentano». Premesse: a→r, ¬r, ¬r→u. Conclusione: ¬a∧u.
Da a→r e ¬r, per modus tollens: ¬a.
Da ¬r→u e ¬r, per modus ponens: u.
Da ¬a e u, per congiunzione: ¬a∧u.
8 · Vero o falso sulle argomentazioni tipo esame
Vero o falso? (1) A→B,B⊨A. (2) A∨B,¬A⊨B. (3) A,¬A⊨B per qualunque B. (4) Se A→B è una tautologia, allora A⊨B. (5) A∧B⊨A∨B.
Soluzione
Falso: è affermare il conseguente.
Vero: sillogismo disgiuntivo.
Vero: nessuna riga rende vere A e ¬A, quindi è valida a vuoto.
Vero: è il legame tra conseguenza logica e tautologie.
Vero: semplificazione e poi addizione.
9 · L'indovinello degli studenti tipo esame
È un esercizio del canale A: «Né Alberto né Carlo sono buoni studenti. Alberto è un buono studente se Davide lo è, oppure: se Davide o Elisabetta sono buoni studenti, allora Carlo è un buono studente se e solo se Davide lo è. Quindi Davide non è un buono studente.» Formalizza e mostra che è valida.
Soluzione
Con le iniziali: premesse ¬A∧¬C e (D→A)∨((D∨E)→(C↔D)); conclusione ¬D.
Cerco un controesempio: premesse vere e D vera. Dalla prima premessa, A e C sono false.
D→A ha l'ipotesi vera e la conclusione falsa: è falsa.
D∨E è vera, perché D è vera. C↔D è falsa, perché C è falsa e D è vera. Quindi (D∨E)→(C↔D) è falsa.
La seconda premessa è un «o» di due parti false: è falsa.
Il controesempio è impossibile: l'argomentazione è valida. Controllata anche con un programma su tutte le 16 righe.
10 · Il dilemma costruttivo difficile
Dimostra che (p→q)∧(r→s),p∨r/∴q∨s è valida, con le regole. È la stessa forma dell'esercizio 6 del libro.
Soluzione
Dalla prima premessa, per semplificazione: p→q, e anche r→s.
Da p∨r ragiono per casi.
Se è vera p: da p→q, per modus ponens, q; per addizione, q∨s.
Se è vera r: da r→s, per modus ponens, s; per addizione, q∨s.
In tutti e due i casi q∨s è vera.
11 · Trovare il controesempio con il metodo alternativo difficile
Usa il metodo alternativo del canale A per mostrare che A→(B∨C),B→¬C/∴A→B non è valida, e trova il controesempio.
Soluzione
A sinistra (vere): A→(B∨C) e B→¬C. A destra (falsa): A→B.
A→B falsa: A va a sinistra, B a destra.
A→(B∨C) vera apre due rami. Nel primo A va a destra: si chiude, perché A è anche a sinistra. Nel secondo B∨C va a sinistra.
B∨C vera apre due rami. Nel primo B va a sinistra: si chiude con la B di destra. Nel secondo C va a sinistra.
B→¬C vera apre due rami. Nel primo B va a destra: nessuna contraddizione. Nel secondo ¬C va a sinistra, cioè C a destra: si chiude con la C di sinistra.
Resta aperto un ramo: a sinistra A e C, a destra B. Il controesempio è A = V, B = F, C = V. Controllo: B∨C è vera, quindi la prima premessa è vera; B è falsa, quindi la seconda è vera a vuoto; A→B è falsa.
§13
Domande di ripasso
autoverifica
Rispondi a voce alta o per iscritto, poi apri la risposta.
Che cos'è un'argomentazione? Quando è valida?
Una lista di premesse seguita da una conclusione. È valida quando, se le premesse sono tutte vere, anche la conclusione è vera.
Come si controlla con la tavola se un'argomentazione è valida?
Si guardano solo le righe con tutte le premesse vere. Se in tutte la conclusione è vera, è valida; se in una è falsa, quella riga è un controesempio.
Un'argomentazione valida può avere la conclusione falsa?
Sì, se almeno una premessa è falsa. La validità riguarda la forma del ragionamento, non la verità delle premesse.
Che cosa dicono il modus ponens e il modus tollens?
Modus ponens: da p→q e p segue q. Modus tollens: da p→q e ¬q segue ¬p.
Quali sono le sette regole di inferenza del libro?
Modus ponens, modus tollens, addizione, semplificazione, congiunzione, sillogismo ipotetico e sillogismo disgiuntivo.
Che cosa sono «affermare il conseguente» e «negare l'antecedente»? Perché non sono validi?
Il primo è dedurre p da p→q e q; il secondo è dedurre ¬q da p→q e ¬p. Non sono validi: la riga p falsa e q vera rende vere le premesse e falsa la conclusione.
Che cosa vuol dire A1,…,An⊨A?
È la notazione del canale A: in ogni riga in cui A1,…,An sono vere, anche A è vera. È la stessa cosa dell'argomentazione valida.
Se le premesse non possono essere vere insieme, che cosa si può dedurre?
Qualunque cosa: l'argomentazione è valida a vuoto, perché non esiste una riga con le premesse vere e la conclusione falsa.
§14
Glossario
termini
Argomentazione
Una sequenza di proposizioni, le premesse, seguita da una conclusione.
Premessa
Una delle proposizioni di partenza di un'argomentazione; si chiama anche ipotesi.
Conclusione
La proposizione finale di un'argomentazione, dopo il «quindi».
Argomentazione valida
Se tutte le premesse sono vere, anche la conclusione è vera (Definizione 1.4.1).
Controesempio
Una riga della tavola con tutte le premesse vere e la conclusione falsa.
Regola di inferenza
Un'argomentazione valida corta, usata come passo di un ragionamento.
Modus ponens
Da p→q e p segue q.
Modus tollens
Da p→q e ¬q segue ¬p.
Sillogismo ipotetico
Da p→q e q→r segue p→r.
Sillogismo disgiuntivo
Da p∨q e ¬p segue q.
Affermare il conseguente
L'errore di dedurre p da p→q e q.
Negare l'antecedente
L'errore di dedurre ¬q da p→q e ¬p.
Conseguenza logica
A1,…,An⊨A: la notazione del canale A per l'argomentazione valida.
§15
Checklist
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